Come farsi apprezzare dagli altri

COME FARSI APPREZZARE DAGLI ALTRI

Immaginate di poter assistere, senza essere visti, ad una seduta di psicoterapia e di poter ascoltare quello che un paziente dice al suo psicoterapeuta. Siete curiosi, vero?

Probabilmente, una delle conversazioni che ascoltereste con maggior frequenza riguarderebbe l’insoddisfazione per i propri rapporti con gli altri. A questo proposito, una delle ” lamentele” più ricorrenti potrebbe suonare più o meno così: ” Io  do moltissimo e faccio tanto per gli altri, ma in cambio ottengo poco o niente”.

La sensazione di sentirsi poco amati ed apprezzati è purtroppo molto comune e riguarda ogni tipo di relazione sia essa di carattere sentimentale, piuttosto che amicale, familiare, lavorativo, ecc?  Fortunatamente, è sempre possibile imparare a farsi apprezzare e costruire con gli altri  delle relazioni più soddisfacenti.


Dare e ricevere: un problema universale

In una ricerca di psicologia sociale fu chiesto a un numero cospicuo di coppie sposate di fare un bilancio di quello che davano e ricevevano nel loro rapporto sia dal punto di vista pratico che da quello affettivo. Inoltre, ciascuno dei partner doveva indicare chi fosse il più generoso della coppia. Il risultato fu sorprendente: sia il marito che la moglie percepivano se stessi come la persona che dà di più nel rapporto.
Da un certo punto di vista, questo risultato non sorprende : fa parte della natura umana considerarsi migliori di quello che si è ,e reputarsi più generosi e più disponibili di quanto non si sia in realtà.

Ma questo studio mette in luce un punto importante: in molti rapporti si creano delle dinamiche psicologiche per cui si tende a non riconoscere e quindi a non apprezzare quello che l’altro fa per noi.

Perché do tanto e ricevo in cambio così poco?
Ogni individuo ha il suo modo particolare di rapportarsi agli altri e di esprimere il proprio affetto.
Per fare un esempio banale ma efficace, alcune persone preferiscono dimostrare il loro amore con i fatti, prendendosi cura del partner dal punto di vista  pratico e materiale. Anche quando amano profondamente, queste persone fanno fatica a dire ” ti amo” e sono parchi di abbracci e coccole, ma non fanno mai mancare il loro sostegno al partner. Per loro una camicia perfettamente stirata o riparare un rubinetto che perde sono l’equivalente di un appassionata dichiarazione d’amore.
Altre persone, invece, sono espansive ed affettuose e per sentirsi amate hanno bisogno di dialogo, abbracci e tenerezze.

Se come spesso succede, una persona che esprime il suo affetto in modo pragmatico si sposa con un partner più emotivo e passionale, è facile che, con il tempo, ciascuno dei due finisca per sentirsi poco amato e poco apprezzato. Sempre per proseguire con l’esempio, supponiamo che il tipo pratico sia il marito e il tipo più affettivo sia la moglie. In questo caso, il marito farà di tutto (dal suo punto di vista) per far funzionare il rapporto: si impegnerà sul lavoro, aiuterà nei lavori domestici, non le farà mancare niente di materiale e non capirà come mai la moglie sia sempre così scontenta. Inoltre, si lamenterà del disordine che regna in casa e del fatto che sua moglie sia così fredda a letto.

Dal canto suo, la moglie potrebbe soffrire per i troppi impegni lavorativi del marito, per la mancanza di dialogo e di tenerezza e potrebbe sentirsi trascurata e poco amata, nonostante la sicurezza finanziaria ed emotiva che il marito le offre. Nei confronti della loro vita sessuale, la moglie potrebbe lamentarsi perché il marito che la ignora completamente durante il giorno, la cerca solo quando vuole fare l’amore.

In realtà, ciascuno dei membri della coppia dà e riceve molto, ma dal momento che quello che riceve è diverso da quello che desidererebbe, ha la sensazione di non ricevere niente. Nessuno dei due, infatti, si sforza di capire che cosa è importante per l’altro e di soddisfare i suoi bisogni. Ovviamente queste dinamiche non si verificano solo nel rapporto di coppia ma in tutti i tipi di relazione umana. Tuttavia, è possibile migliorare qualsiasi relazione sviluppando la capacità di mettersi nei panni dell’altro.

Il segreto per farsi apprezzare.

Provereste gratitudine se qualcuno vi facesse un regalo costosissimo ma che voi reputate orribile ed inutile? O preferireste invece un regalo molto più economico, una piccola cosa, che però desiderate veramente? Nelle relazioni con gli altri funziona lo stesso principio: perché quello che diamo sia veramente gradito deve rispondere ai bisogni dell’altro.

Le persone tendono a dare nella relazione quello che loro desidererebbero dagli altri, ma questo non sempre coincide con quello di cui gli altri hanno bisogno.
Tuttavia, se non si sviluppa la capacità di mettersi nei panni dell’altra persona, si rischia di dare tantissimo e di non essere apprezzati. Un esempio classico di questo meccanismo psicologico potrebbe essere quello di un ipotetica  madre che vive in funzione del  figlio. Questa mamma al figlio dà tutto (affetto, consigli, attenzioni, regali ecc) tranne l’unica cosa che lui vorrebbe veramente, e cioè che la madre fosse meno presente nella sua vita e rispettasse di più i suoi spazi e il suo bisogno di autonomia.
Paradossalmente questa madre riceverebbe di più nel rapporto con il figlio imparando a dare di meno.

Dedicato a chi dà troppo
Alcune persone danno tantissimo nei rapporti con gli altri ma in cambio ricevono veramente poco.
In genere questo tipo di persona ha un grandissimo bisogno d’amore ed è disposto a fare di tutto per accattivarsi le simpatie dell’altro sia che si tratti di un amico, di un potenziale partner, di un parente ecc. Queste persone quando tengono a qualcuno lo sommergono di manifestazioni d’affetto, attenzioni, regali e piaceri. In ufficio sono quelli che fanno anche il lavoro degli altri e si sobbarcano tutti i lavori più ingrati, in tutte le situazioni della vita considerano le esigenze degli altri più importanti delle proprie.

Ma tanta generosità può avere un risvolto negativo: questi individui, a livello inconscio, si ritengono immeritevoli d’amore e danno per “comprare” la benevolenza degli altri. La loro disponibilità verso il prossimo nasce più dall’insicurezza che da un reale interesse verso l’altro: dal momento che disperano di essere amati per quello che sono, si accontentano di essere utili, anzi indispensabili. Il dare compulsivo nasconde in realtà una forte richiesta di attenzione e di amore. Gli altri lo avvertono inconsciamente e provano  disagio perché si sentono in debito e obbligati a ricambiare e a dare più di quanto non farebbero normalmente.

Come ricevere di più nei rapporti con gli altri
Alcuni consigli per stabilire con gli altri delle relazioni più soddisfacenti.

1) Date per il piacere di farlo
Alcune persone hanno nei confronti degli altri un atteggiamento “da contabile”, tendono, cioè, a fare una specie di “bilancio mentale” di quello che danno e ricevono nelle loro relazioni. Fanno volentieri dei piccoli favori, ma in cambio si aspettano che il beneficiario delle loro attenzioni restituisca loro  il favore con la massima solerzia, e se questo non avviene, si sentono delusi e poco apprezzati. Per esempio, ci rimangono male se un’amica non ricambia a breve l’invito a pranzo e se un collega, a cui hanno dato un passaggio, non si sdebita offrendo qualcosa da bere.
Paradossalmente, è proprio la paura di non ricevere abbastanza nei rapporti con gli altri che impedisce a queste persone di ricevere di più, mentre un atteggiamento più generoso e rilassato nei confronti del prossimo garantirebbe loro quell’ apprezzamento e quell’ affetto che desiderano ardentemente.

2) Imparate ad apprezzare quello che ricevete

La maggior parte delle persone, quando ha la sensazione di non ricevere abbastanza da un rapporto, tende a diventare critica nei confronti dell’altra persona e a concentrare l’attenzione su quello che l’altro non riesce a fare o a dare, sottovalutando invece gli aspetti positivi della relazione. Ma, sottolineare in continuazione l’egoismo o la pigrizia del partner, del figlio, del collega, non spingerà l’ altro a dare di più, ma a dare sempre di meno. Infatti, l’altra persona, sentendosi criticata e messa in discussione, smetterà di fare anche quel poco che fa. Per invertire questo circolo vizioso, occorre invertire la rotta e iniziare ad apprezzare quello che riceviamo per quanto inferiore alle nostra aspettative possa essere. Infatti, mostrando di notare e di apprezzare quello che l’altra persona fa per noi, la motiveremo da dare di più.

3) Esplicitate le vostre aspettative
Ogni persona ha il suo modo peculiare di percepire la realtà, anche e soprattutto per quanto riguarda il rapporto con gli altri. Molte incomprensioni nascono da una divergenza di aspettative che non è mai stata esplicitata. Non date per scontato che gli altri capiscano quello che volete, anche se si tratta di una cosa ovvia: spesso quello che è evidente per una persona, può non esserlo per un’altra.

Dottoressa Anna Zanon

http://www.buonerelazioni.it/

http://www.studenti.it/psicologo/

Psicologia delle Emozioni

Il Centro Raziel Padova

propone il Seminario

PSICOLOGIA

DELLE EMOZIONI

con la dott.ssa Elena Piva


Domenica 11 Aprile 2010

presso

CENTRO YOGA AILANTO

Via Vittoria 19

MIRANO (centro) – VE

Qui la mappa

Rivolto a tutti coloro che:

  • vogliono conoscere se stessi

  • imparare a gestire le proprie emozioni

  • migliorare le proprie relazioni interpersonali

Verrà inoltre introdotto il rapporto tra stati mentali e malattie psicosomatiche.

Il corso intende offrire, attraverso esempi, discussioni e attività collettive gli strumenti necessari per:

> Affrontare e gestire le situazioni di stress

> Comprendere il dolore e la sofferenza

> Superare paura, ansia, depressione

> Modificare credenze improduttive

> Accrescere il benessere emotivo

> Migliorare la qualità del sonno

> Essere protagonisti della propria vita senza subire l’influenza degli altri

> Migliorare il rapporto con il proprio corpo

> Acquisire maggiore sicurezza in se stessi

ARTICOLAZIONI DEL CORSO

INCONTRO UNICO di una giornata che tratta i seguenti argomenti:

MATTINO

  • Le EMOZIONI: aspetti fisiologici, comportamentali e cognitivi

  • Lo sviluppo emotivo nella crescita dell’individuo

  • Il rapporto tra pensiero e reazione emotiva

  • Le emozioni fondamentali: identificare e conoscere le proprie

  • I pensieri inadeguati che minano il nostro benessere

  • Acquisire un nuovo sistema di interpretazione degli eventi

POMERIGGIO

  • Accenni di psico-somatica: un viaggio a partire dall’inconscio

  • Il teatro del corpo: un palcoscenico di emozioni

In questa seconda parte dell’incontro si sperimenteranno:

tecniche immaginative, di rilassamento ed esercizi collettivi

per i quali è consigliato un abbigliamento comodo;

In questa sede, lo spazio è decisamente caldo ed accogliente,

ingrediente indispensabile per consentire ai partecipanti di sentirsi immediatamente a proprio agio

e di percepire l’energia ottimale a beneficio degli obiettivi proposti.

Il centro Ailanto è dotato di tutto l’occorrente per lo svolgimento degli esercizi.

Chi ritiene può portarsi un telo o plaid per alcuni esercizi di rilassamento a terra

ed un foulard o bandana per un esercizio molto interessante.


IL SEMINARIO SI TERRA’

DOMENICA 11 APRILE

dalle 9.30 alle 13 e

dalle 14.30 alle 18.30

con intervalli per lunch e break

PROMOZIONE: 5 ISCRIZIONI + 1 OMAGGIO ovvero verrà riservata la partecipazione OMAGGIO, allo stesso Seminario, per chi si prenota ed iscrive oltre a se stesso, altre 5 persone.

Info: Sonia Maggy Guerra sg.maggy@gmail.com tel. +39 340 7969041

Letture Consigliate

Opposti O Simili?

OPPOSTI O SIMILI?

Cosa determina una buona relazione di coppia?


Una legge della fisica dice che cariche elettriche eguali si respingono
mentre quelle contrarie si attraggono. Questo principio è stato esteso alla
relazione di coppia affermando che una persona si sente attratta da un’altra
persona se entrambi hanno caratteristiche opposte cioè se si differenziano nel
pensare, nei sentimenti, dell’agire, ecc.
Questa tesi sembra sia stata recentemente supportata dalla biologia. Alcuni
ricercatori hanno concentrato la loro attenzione su un gruppo particolare di
geni, quello denominato Complesso Maggiore di Istocompatibilità (MHC), già
considerato capace di influenzare l’attrazione sessuale. Hanno analizzato l’MHC
di 48 coppie per evidenziare se le sue variazioni avessero effetti anche sulla
stabilità dei rapporti. Si è così riscontrato che i partner con MHC opposti
tendono ad avere rapporti più stabili e duraturi di quelli con MHC simili. In
particolare le donne sembrano essere concretamente influenzate da queste
variazioni. Esse, infatti, quando incontrano un uomo con un patrimonio genetico
simile tendono ad essere meno attive sessualmente e più propense al tradimento.
Gli uomini, al contrario, non sembrano rispondere in modo significativo alle
variazioni dell’ MHC. Questo risultato sembra, quindi, fondare biologicamente
la teoria dell’attrazione tra opposti.

Sinceramente, con tutto il rispetto per la scienza, questa tesi così tanto
pretestuosa e così poco romantica, non mi affascina molto!

Un antico proverbio al contrario dice: “ogni simile ama il suo simile”.
Pertanto la saggezza popolare sostiene che per una unione stabile e duratura i
due partner devono avere delle cose in comune, cioè una visione simile del
mondo e delle affinità per quanto riguarda i sentimenti, il modo di pensare e
di agire. Lo stesso principio vale anche per le virtù, per la personalità, per
il profilo morale, per gli interessi comuni, per la stima, per il rispetto
reciproco. Si afferma che una buona e sincera relazione di coppia è costruita
sulla fiducia reciproca, sull’onestà, affetto e amore sinceri e reciproci,
sulla libertà personale e su una sana e giusta capacità di immedesimarsi nell’
altro o nell’altra. Altrettanto importanti sono ritenuti gli spazi che ognuno
dei partner deve ritagliarsi per se stesso perché anche all’interno di una
coppia deve esserci la libertà senza che si manifestino sfiducia, gelosia,
sospetto e paura, che possono limitare o impedire la libertà. Infine, non meno
importante è la visione della vita sessuale per evitare che sia ridotta ad una
abituale routine che con l’andare del tempo spegne l’erotismo facendolo
diventare anche ripugnante e disgustoso. Una sana relazione sessuale include il
tener conto dei propri desideri e di quelli del partner senza scadere in
pratiche che degenerino in forme di avversione che feriscano l’altro. Da
considerare che la sfera sessuale non è più importante della relazione stessa
per cui oltre al rapporto fisico è necessario curare quello sentimentale perché
una relazione fatta di solo sesso non permette alcuna forma di congiunzione.
Un tale concetto di similitudine, che si fonda sulla reciprocità e la parità
di diritti, sullo scambio continuo di stima e rispetto e sulla sincerità dei
sentimenti è, a parer mio, molto più desiderabile e auspicabile di un mero
fattore genetico!

Nel mondo d’oggi diversi altri fattori sembrano avere un ruolo determinante
nell’attrazione tra due individui di sesso opposto: l’aspetto fisico, la
professione, la posizione sociale, il salario, il patrimonio e altri fattori
mondani e materiali. Presupposti, questi, che portano a considerare una
relazione un semplice calcolo basato sul vantaggio, sul profitto e di
conseguenza diventa una relazione di interessi che conduce al nulla e che
infine terminerà.

Si può concludere dicendo che in una relazione nessuno dei due partner è
disposto a dare sempre e a non ricevere mai nulla. Nella coppia il dare e
ricevere deve essere sempre un fattore di equilibrio!

Anna De Angelis

www.buonerelazioni.it

Abilità di Couseling

ORGANIZZA

Corso di Formazione

presso Supercibarius

Via Domodossola 9


il corso sarà tenuto da Arianna Garrone
Diplomata alla scuola quadriennale Dinamiche Relazionali
Istituto di Psicologia e Counseling – Torino.
Scuola adeguata alle norme E.A.C. European Association Counseling
Counselor relazionale e clinico.
Iscritta alla FAIP Federazione Associazione Italiana Psicoterapia e al Mo.PI. Movimento Psicologi Indipendenti

L’abilità di counseling permette al professionista di acquisire o affinare delle competenze relazionali, che lo sostengono nello svolgere la sua professione in un ambito connotato da rapporti umani e carico di complessità emotive. Sviluppare l’ abilità di counseling come possibile risorsa che affianchi le competenze tecniche del professionista e\o aiuti a migliorare la qualità di vita dell’individuo.

Il corso di formazione è rivolto a operatori nell’ambito sociale, psicologico, medico, terapeuti, educatori, insegnanti e personale facente parte di enti, cooperative sociali e associazioni di volontari, professionisti che  vogliono arricchire e utilizzare le modalità relazionali nella comunicazione, studenti interessati alle professioni di aiuto o qualunque ambito professionale e\o personale in cui sia richiesto di acquisire strumenti concreti di auto-sostegno e comunicazione attiva migliorando la propria abilità relazionale.

Il training ha l’obiettivo di migliorare queste capacità:

· creare il gruppo

· comunicazione verbale e non verbale

· comunicazione ed  empatia

· saper ascoltare che significa accogliere ciò che l’altro porta, ma senza apprezzamento/critica, conferma/ disconferma, affermazione/giustificazione, interpretazione, accettazione/rifiuto, soddisfazione/delusione; l’esperienza concreta di ascolto di noi stessi può essere il canale per sentirci più disponibili ad ascoltare l’altro

· sviluppare la dimensione dell’ascolto attivo che si può definire: osservo, ascolto – accolgo – comprendo e riconosco – elaboro tutto quello che mi impedisce di comprendere

· saper nutrire la propria autostima; la stima di noi stessi è infatti una base da costruire

· sviluppare l’autoconoscenza per  migliorare la condizione di equilibrio psicofisico

· saper trasformare le personali difficoltà in stimolo alla crescita e trovare una soluzione creativa

· essere consapevole al “ qui ed ora” e stare in contatto con percezioni, emozioni e  sensazioni

· riconoscere le strategie difensive del partecipante e lo stile relazionale

· elaborare e trasformare la frustrazione che si vive di fronte alla sofferenza

· Il training permette di sperimentare la dimensione della “distanza riflessiva” che protegge dal  farsi prendere da uno stato di frustrazione e di impotenza.

L’attestato di partecipazione verrà rilasciato alla fine del corso.

L’obiettivo è fornire strumenti pratici e teorici atti a valorizzare le proprie risorse ed ampliare le proprie capacità di relazione sul piano personale e  professionale.

Il modello teorico di riferimento nasce dall’interazione di differenti apporti filosofici, psicologici e psicoanalitici, quali la psicologia del profondo di C. G. Jung, la lettura originale di S. Montefoschi, l’approccio della psicoterapia della Gestalt e tecniche  apprese dalla medicina Tibetana e dalla filosofia Buddhista.

Metodologia
Il training è di tipo teorico- esperienziale.
Il corso ha come  base “il fare esperienza” in quanto solo lo sperimentare e consapevolizzare il processo individuale e del gruppo su se stessi permette al soggetto di sostenere il proprio cliente nello stesso percorso. La teoria deriva dalla contestualizzazione dell’esperienza vissuta.
Sono utilizzati giochi di ruolo, tecniche di ascolto. E’ richiesta la disponibilità di mettersi in gioco a tutti i partecipanti.

Struttura del corso

80 ore di formazione esperienziale
Il corso si articola in 10 giornate di 8 ore ciascuno. Si svolge nella giornata del sabato.
Un incontro al mese.
In ogni incontro è presente il laboratorio esperienziale a cui seguirà la teoria.
Inizio corso 30 Gennaio 2010

Il counseling è una professione d’aiuto che lavora nell’ambito psicologico e sostiene l’individuo nei momenti di crisi. Socialmente, oggi, abbiamo risolto i bisogni primari ed emerge il bisogno di migliorare la qualità della vita, questo significa un maggior benessere e delle buone relazioni. Il counseling ci offre l’opportunità di rendere chiari gli schemi di pensiero, le dinamiche attuate nelle relazioni e comprendere come siamo. Ampliando il livello di consapevolezza abbiamo la possibilità di scoprire e attingere alle risorse più profonde e trovare un nostro modo per affrontare e trasformare la sofferenza che deriva da momenti di disagio, di  difficoltà, di crisi e di passaggio, inevitabili nella vita umana. Elaborare un lutto, una separazione, un aborto, il prepensionamento, una malattia grave, un rapporto in crisi o favorire la crescita di rapporti interpersonali in quanto si lavora sulle dinamiche relazionali. Il counseling è una professione d’aiuto basata sull’accogliere, ascoltare e sostenere la persona a far chiarezza dentro di sé con la finalità di  “aiutare la persona ad aiutarsi”. Questo significa un percorso interiore mirato a incentivare  autostima ed autonomia nell’individuo e migliorare la qualità della vita e quindi maggior ben-essere.

Per informazioni e iscrizioni contattare Anna De Angelis tel. +39 347 4251331

email annadeangelis50@gmail.com sito http://www.centroraziel.com

Dal vedere al sentire

Dal Vedere al Sentire

Viviamo tempi di grandi mutamenti e lacerazioni. Lampi e procelle si abbattono sugli uomini. Le borse e i mercati finanziari vacillano, i governi, che non hanno trovato 30 miliardi di dollari per ridurre la fame nel mondo, ne hanno trovato subito 2000 per salvare le banche. La giustizia non funziona. Il petrolio oscilla, la classe media scompare, giovani e meno giovani sono disperati, reclamano un futuro, vogliono esprimersi, vivere, non più sopravvivere a stento.
Può questo sistema, “democratico” dare un futuro alle genti? Non può, secondo me, anche se lo volesse davvero.

È la verità che ci renderà liberi…

C’è un colossale inganno, anzi una serie di incredibili inganni che il sistema tutto, opposizioni comprese, alimentano.
L’inganno è la separazione, qualsiasi separazione: quella tra uomo e dio, forti e deboli, immagini ed emozioni, forma e funzioni, etc.; è anche, in parte, ciò che si dice a scuola e all’università. L’inganno riguarda la realtà stessa.
E se fosse illusione, sogno, creazione della mente umana?
Come scrivo nel mio libro, Baby Sun tre basilari categorie alimentano il credo comune che quella osservata sia realtà e non una matrix, caduta in una tragica illusione.
Sono le tre basi della meccanica o meglio del meccanicismo che dilania la mente umana, la fa soffrire e così la rende utile a sorreggere il sistema e il suo stesso feroce inganno: la separazione.

1. Lo spazio in cielo che ci separa dalla fonte prima di energia, il sole.
2. Il tempo in terra che ci “separa” dalla formazione dei combustibili fossili e ci “obbliga” a usare il nucleare forte (reattori nucleari).
3. La materia che ci separa dallo spirito e da “Dio”, perché solo lui, “Dio”, può compiere il “miracolo”, la resurrezione del corpo.

“Ci sono infiniti mondi”, scriveva a suo tempo Giordano Bruno e conferma oggi la scienza che sa di non poter osservare il 95% di tutta la massa calcolata. Con una cecità così enorme, ben il 95%, è chiaro che non solo un nuovo mondo è possibile, ma già esiste; anzi esistono infiniti universi, riconoscono i calcoli teorici. Le osservazioni sperimentali, invece, negano; la NASA ci offre le immagini di un solo universo, vasto e privo di vita e noi diamo credito alla NASA. Non solo. Diamo anche credito “alla parola di Dio”, l’unica che resta secondo il papa. Eppure, “porgi l’altra guancia” sono parole semplici che propongono il disarmo unilaterale. Il Vaticano non lo ha mai promosso…

“Un’unica Forza unisce infiniti mondi e li rende vivi” scriveva sempre Giordano Bruno. La Forza ora è stata scoperta, ma non riconosciuta per il suo significato umano. Il lato “debole” della Forza, il così detto campo nucleare debole, dimostra che la materia nucleare non è affatto immutabile e che la fusione fredda è possibile. Questo significa energia libera per tutti, senza inquinamento ambientale e senza bisogno dei micidiali e costosissimi reattori nucleari. Non solo. Il nucleare debole può anche mostrare che la resurrezione del corpo non è un miracolo, ma una coscienza superiore, una nuova composizione della materia.
Il problema è che la coscienza non si vede e la mente comune crede alla scienza che si vede in TV. Nonostante la sua abissale cecità (95%), la scienza è scambiata per certezza, si affida agli strumenti scientifici che non possono sentire le emozioni, né riconoscere ciò che quasi tutti gli intellettuali negano: l’Intelligenza della Natura.

La coscienza si sente e chi sente, sa che il futuro può non essere affatto quello che il sistema sta preparando, fatto di controlli, servizi segreti, micro chip…

La Vita è emozione, sogno, eros, canto, semplicità.“È dal credito che nasce il debito”, scrivo nel mio libro, BABY SUN.
Sembra un paradosso, ma non lo è. La realtà è ciò che l’uomo crede tale.
Il denaro è pura virtualità…
Una tirannia ha dominato la storia. È la stessa storia che studiamo a scuola, una ricostruzione falsa e arbitraria, tutta fondata sul “dio” unico, il tempo.
La misura del tempo, “scientifica”, è ignara del ruolo possente del campo nucleare debole, che dirige il processo con cui il tempo è oggi misurato: il decadimento beta di isotopi, quali il Carbonio 14. Ebbene oggi si sa che le ipotesi sulle quali si basano le misure del tempo, sono in discussione. La conseguenza è che la storia, inclusa la nostra presunta discendenza dai primati, è tutta manipolata e falsa. C’è, infatti, una verità che qualsiasi potere nasconde: il tempo non è unico, non è lineare, non legato all’interesse bancario, né al lavoro salariato. La Vita è l’eterna armonia che comprende infiniti tempi…

Ultimo, ma non trascurabile, inganno è lo spazio in cielo, la cui apparente conquista divora buona parte dei fondi destinati alla ricerca scientifica. Il paradosso vuole che la “conquista” con equipaggi umani si limita ad un’altezza di appena 400-600 km e che la scienza non sa cosa che c’è nel 95% oscuro, presente in cielo e in terra, e nemmeno che cosa c’è sotto la crosta ad appena 12 km di profondità. Petrolio inesauribile e in abbondanza, dicono alcuni che non vogliono bruciarlo nelle macchine, ma solo riconoscere l’altro inganno colossale: i limiti delle risorse.

L’energia oscura ha accelerato l’espansione dell’universo in soli dieci anni! Lo afferma la scienza che la considera però un inquietante mistero. Oggi si sta riscaldando tutto il sistema solare e non solo la Terra; è la prova di un’energia invisibile e immane che la scienza ignora. Intanto la politica si appresta a usare quella particolare energia nucleare, quella così detta forte, che opera solo nel visibile, nel misero 5%!

Possiamo usare l’energia oscura che ci fa espandere oltre i confini dello spazio e del tempo e ci libera da questa fede ridicola nel nucleare forte? Si, possiamo, ma a patto di passare dal vedere al sentire. Sentire il nucleare debole è sentire l’unità con il tutto, Amore senza confini, né limiti per l’intero universo. L’energia oscura non si vede, ma si può sentire come Vita, amore, eros, coscienza, intelligenza, voce interiore, visione degli infiniti mondi che sussurrano grandiose verità: l’essere umano è immortale e può usare tutti i suoi talenti, per imparare a soddisfare i suoi bisogni, vivere in amicizia e armonia con tutti e tutto il mondo.

Sempre più sentono l’energia oscura, la Vita che prorompe e ci fa capire che quella che viviamo qui non è affatto vita. Tuttavia si trovano di fronte a un ostacolo insormontabile: la conoscenza che nega la sua esistenza. Le scienze la scoprono, ma ne ignorano il significato umano; le religioni d’ufficio dichiarano che la Vita è un mistero. Molti credono al conflitto tra scienze e religioni e non intravedono la loro santa alleanza che sta proprio nel nascondere l’energia più possente dell’universo: la Vita.

La Vita non è un sogno di ingenui poeti: è una Forza eterna, etica naturale, coscienza, “debole” per gli strumenti, ma non per chi ne sente l’emozione e la prorompente vitalità. Ci sono infinite verità diverse, tutte valide e degne di rispetto. La Vita è l’unica verità che ci coinvolge tutti ed è anche l’unica via per trasformare la matrix.

“Dio non gioca a dadi”, amava ripetere Einstein, per dire che nulla è un caso, come credono la fisica quantica e i suoi seguaci.
Non siamo qui a caso, aggiungo io, ma per uno scopo preciso: essere, cioè divenire ciò che siamo realmente, il sale della Terra o, se preferite, il lievito. Bastano un pizzico di sale per dare un nuovo sapore alla matrix e pochi grammi di lievito per farla lievitare e così liberarsi dalla prigione che l’ha legata finora.

La prigione è la paura; è uno stato legato, chiuso alle novità, intrappolato nel passato…

A chi non teme di passare dal vedere al sentire e vuole vincere le proprie paure, segnalo i miei prossimi incontri.

Giuliana Conforto

http://www.giulianaconforto.it/Italiano/articoli/Dal_vedere_al_sentire.htm

I Libri di Giuliana Conforto


Baby Sun

Giuliana Conforto

Editore: Noesis

Luglio 2008

In alto, nel cielo, plasma denso, supersonico e turbolento scorre tra pesanti veli magnetici, tutti a forma di “mela”. La “mela” più grossa, l’eliosfera, avvolge e coinvolge tutto il sistema solare.
Mangiare la mela è credere a una serie di schermi al plasma? Allora la separazione è apparente e può svanire in un attimo. È la fine? Si, della falsa divisione tra bene e male e l’inizio della libertà…

La Terra non è piatta e nemmeno tonda, è un’ipersfera, ricca di energia oscura, pregna di suoni deboli, così penetranti da mettere in comunione istantanea il tutto.
È il Canto del core cristallino che collega l’uomo al sole e all’universo, senza bisogno di mediatori, teorie e/o teologie.

È la grande Opera, compiuta dal piccolo Sole interiore, il Baby Sun nascente in una grotta che non è mitica, ma reale e concreta: la crosta terrestre.
Emerge una storia nuova dell’uomo e della Terra, una storia che, come ogni Musica, evolve con ritmi diversi ed eventi improvvisi. Nasce l’uomo nuovo che sa di esserne l’osservatore, l’interprete e vuole diventarne finalmente il protagonista.

Lo trovi su Macrolibrarsi

Universo Organico e l’Utopia Reale

Giuliana Conforto

Editore: Macro Edizioni

Marzo 2007

C’è un “vento” possente che oggi soffia sempre più forte.
È il campo nucleare che la fisica chiama “debole”, le altre scienze trascurano e le religioni nascondono.
Il “debole” è la comunione di ogni essere con infiniti mondi intelligenti, il calore oggi crescente che spiega il cambio climatico e l’imminenza di un evento epocale.
È il buio temporaneo della luce solare.
È la fine dell’illusione, che ha favorito l’esercizio del potere, e l’inizio della società organica, l’utopia reale.

Lo trovi su Macrolibrarsi

Per Una Vita Sentimentale Soddisfacente

PER UNA VITA SENTIMENTALE SODDISFACIENTE

Mediante il Love Coaching puoi cambiare gli schemi mentali che portano a ripetere quelle situazioni sentimentali simili fra loro e non soddisfacenti, che non portano dove tu desideri. E’ arrivato il momento di capire che la soluzione non è fuori da te ma la soluzione è dentro di te. Non fartene una colpa, tu NON hai nessuna colpa. Semplicemente è importante cambiare le dinamiche mentali inconsce che tendono a riportarti le stesse situazioni, o addirittura a riportarti ciò che temi di più. Con una nuova apertura, con una nuova fiducia in te stesso, fiducia negli altri, fiducia nelle persone, fiducia nell’ amore che puoi dare e nell’amore che puoi ricevere, che è molto di più di ciò che pensi ora. Prova ad indossare un un altro paio d’occhiali affinché tu  possa  vedere e realizzare il tuo futuro sentimentale in un modo nuovo. Ma soprattutto è importante lavorare sul tuo stato mentale. Quante volte hai svolto mansioni non tue per compiacere altre persone? Oppure ti sei trovato in situazioni che non ti piacevano solo per cercare di “guadagnarti” affetto ed approvazione da altri. Quante volte ti sei chiuso/a per evitare di soffrire ancora? E’ importante comunicare con Il tuo inconscio, capire ciò che ti aspetti e ciò che pensi di meritare e cambiare quegli stati mentali che ti limitano o ti isolano. Forse è necessario cambiare i tuoi condizionamenti inconsci limitanti ed auto-protettivi con nuovi stati mentali potenzianti di fiducia, apertura, accoglienza, accettazione ed amore. Ricorda che non esistono gli “errori” ma esistono solo le esperienze che servono per crescere ed apprendere. Per maturare e diventare più forti. Ricorda che non hai mai perso tempo, ogni istante della tua vita è stato vissuto ed è stato utile alla tua crescita come persona.

Innanzitutto prima di potere amare ed essere amato/a dobbiamo imparare ad amare noi stessi. Sembra tanto semplice, ma purtroppo la mancanza di fiducia in sé stessi, di amore per sé, di autostima e di auto-accettazione sono i mali che affliggono la nostra epoca. Lo vediamo nel momento storico che stiamo attraversando in relazione ai sentimenti e alla famiglia, nuovo per la nostra società e che non esisteva fino a solo 30 o 40 anni fa circa. Oggi le persone che a 30-40 o anche 50 anni e talvolta oltre si trovano senza una propria famiglia sono molte, e spesso dopo alcuni tentativi falliti (matrimoni, convivenze, fidanzamenti, rapporti ecc…) si trovano a vivere in solitudine fra casa e lavoro e pochi amici oppure a sentirsi in colpa nel desiderare uno svago del tutto lecito per l’essere umano. Prima di tutto è importante portare equilibrio nella propria vita e capire cosa si desidera veramente per sè stessi senza condizionamenti esterni. Le interferenze degli altri spesso purtroppo sono dannose. Appaiono come consigli detti a fin di bene, in realtà ti allontanano dal “TUO vero sentire”. E tu sei l’unica persona al mondo a sapere cosa è giusto per te. Devi solo ritornare ad ascoltarti dentro, come facevi in modo naturale quando eri bambino. E lo sai che lo sapevi fare molto bene. Era tutto spontaneo e naturale. Da bambino o da bambina sapevi cosa ti piaceva e di cosa avevi bisogno. Poi sei cresciuto/a e fra i tanti “no, non farlo, questa cosa va bene, questo non va bene, devi fare questo, non devi fare questo altro, questo non è giusto per te, è giusto questo!” hai iniziato ad imparare che era più importante ascoltare le voci fuori da te che la tua vocina interiore, la vocina che viene dal tuo cuore. Probabilmente sentivi che non potevi fare le cose che ti piacevano ma “dovevi” fare le cose che non ti piacevano e senza tante spiegazioni ti prestavi a compiere ciò che era più conveniente per la tua sopravvivenza in quel momento. E forse hai imparato a rispondere alle aspettative altrui anziché alle tue aspettative su te stesso. Forse da bambino ti è stato insegnato che l’’amore va meritato e tu hai fatto di tutto per dimostrare che lo meritavi e hai risposto alle aspettative in cambio del premio desiderato: l’affetto e l’accettazione. Nessuno ha colpa di niente. Tutti noi cerchiamo amore e lo facciamo con gli strumenti che conosciamo e che pensiamo essere giusti. Tutti gli esseri umani cercano di proteggersi dalla sofferenza e magari il prezzo da pagare è la solitudine o la difficoltà a cambiare quando una relazione non funziona. Impariamo a cambiare gli schemi mentali attraverso il LOVE COACHING e ad avere la vita sentimentale soddisfacente che desideri e che meriti di avere.

Anna De Angelis

www.buonerelazioni.it

Love Coach

IL “  MI RACCONTO UN PO  “

DI

ANNA DE ANGELIS

” Mi chiamo Anna De Angelis ho 59 anni e sono moglie e madre felice. Ho scelto questo modo di presentarmi perchè è più vicino a me e alla mia Mission.

Ad un freddo curriculum vitae dove mi sarei limitata ad elencarci, scuole,master e corsi frequentati, preferisco parlarvi di me e di cosa faccio.
Ho iniziato ad occuparmi di relazioni d’amore nel 1999 quando, dopo una mia grande crisi personale, decisi di cambiare completamente vita.

Sono partita dall’investire tutti i miei risparmi in un franchising di un famoso marchio di Agenzie Matrimoniali, ma ben presto mi accorsi che non era quella la strada giusta per me perchè mi obbligava ad occuparmi solo dei single.

Decisi allora di iscrivermi ad una scuola di Mediazione Familiare e dopo due anni ho iniziato anche ad occuparmi di coppie in crisi.
Cinque anni fa fui letteralmente folgorata in una libreria, da un libro (COUNSELING di Marcella Danon ) dico folgorata perchè quel libro mi ha letteralmente e prepotentemente chiamata. Era un vero segno, quelli che la vita ci da per indicarci la NOSTRA STRADA, mi sono informata immediatamente su come potessi diventare COUNSELOR e trovai subito il primo grande ostacolo, per accedere alle scuole di Counseling bisognava essere in possesso di un diploma di maturità che io non avevo.

A questo punto cosa faccio??? mi sono chiesta ” ho veramente voglia di riprendere a studiare alla mia età? ” Come faccio, devo anche lavorare e poi costa tanti soldi, mi dicevo in continuazione ma il COUNSELING  mi aveva affascinata.
Alla fine ho studiato,l avorato e ho conseguito sia il diploma di maturità che quello di Counselor, ho aperto il Centro Raziel (http://centroraziel.com) e dal 2006 faccio anche il counselor a tempo pieno con grande soddisfazzione sia personale che professionale.
Ora sono finalmente appagata, faccio esattamente quello che mi piace e non rimpiango ne il tempo ne i sacrifici ne il denaro speso per arrivare dove sono, ho solo una grande voglia di fare quello che so fare molto bene:

IL COUNSELOR


IL LOVE CAOCH


IL MEDIATORE FAMILIARE

Oltre il Segreto: il tuo potere interiore

Scopri le tue guide, i tuoi angeli custodi, i tuoi doni segreti e chi sei veramente!
Sommario evento

L’associazione Amore & Universo e Rosanna Aronne sono lieti di presentare:

Seminario Esperienziale con il
Dott. Roy Martina

Torino, 11/12 ottobre 2008

www.amoreuniverso.itwww.roymartina.com


Perchè seguire questo seminario

Roy Martina

Come arrivare

In questi giorni troverai rispose alle domande che ci poniamo tutti i giorni

* Chi sono?
* Da dove vengo?
* Qual’è lo scopo della mia vita?
* Che lezioni devo imparare?
* Esistono gli angeli?
* Ho delle guide?
* Come posso parlare alle mie guide?
* Come posso guarirmi?
* Come posso sapere se sono sul mio percorso?
* Come posso essere felice se il mondo va nella direzione sbagliata?

Cercare le risposte all’interno o all’esterno?

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Relazioni di coppia

Saper comunicare per essere felici in famiglia

a cura di
Elisa Tumbiolo

La felicità familiare dipende in buona parte dalla comunicazione fra la coppia.
Se lui e lei comunicano bene le relazione saranno improntate al buon umore, ne deriveranno il benessere e l’equilibrio non solo di entrambi, ma di tutta la famiglia.
I bambini infatti cresceranno in un clima sereno, ricco di fiducia, ottimismo e rispetto reciproco. L’accordo fra i genitori permette inoltre un’adeguata educazione dei figli che, non appesantiti dai problemi e difficoltà fra il padre e la madre, hanno una maggiore disposizione all’ascolto e, nei rapporti con gli atri mantengono lo stile positivo degli adulti. Per questo è buona norma non litigare mai davanti ai figli.
Diversi sono i fattori che determinano una buona comunicazione; ci limitiamo qui di seguito a fornire alcuni suggerimenti per relazionarsi con il partner in maniera positiva.

Mantenere la delicatezza nei rapporti

Dal modo con il quale ci rivolgiamo al nostro partner dipende il buon andamento della comunicazione ma anche l’accrescimento della stima e del rispetto reciproco.
Se non utilizziamo il linguaggio opportuno è facile che la conversazione scivoli verso il conflitto e l’opposizione. Le stesse parole a seconda del tono con il quale si pronunciano possono significare cose differenti.

Pertanto ricordiamoci di:

- ringraziare e chiedere sempre le cose con un “per favore”.
Dire “potresti per favore …”, non è la stessa cosa rispetto a
”Devi farmi …”, o ancora l’espressione “Perché non mi porti mai ….” è più antipatica di “Quando mi porterai …”.
Nei rapporti sociali e di lavoro usiamo riguardo e garbo anche con gli estranei: perché non dovremo fare altrettanto con la persona che più di ogni altra merita riverenza e ogni genere di cura dato che l’abbiamo scelta per condividere la nostra vita e conseguire felicità?
Occorre poi essere sempre riconoscenti per tutto e non dare mai per scontati i servizi e le cortesie dell’altro. E’ opportuno manifestare spesso e verbalmente la nostra gratitudine con frasi del tipo: “meno male che al mattino accompagni i bambini a scuola così io posso….”, o “ che pietanza prelibata mi hai preparato oggi, lo sai bene che gli gnocchi sono il mio piatto preferito…” ecc.

- non prendere da solo un impegno che riguarda entrambi
E’ buona norma di rispetto sentire sempre il parere dell’altro prima di prendere un impegno che coinvolge anche il suo tempo o richiede la sua partecipazione, anche se sappiamo che il nostro partner è libero e non avrebbe nessun impedimento per mantenerlo.

- Non offendere mai l’altro.
L’offesa attraverso la parola che ferisce fa chiudere l’altro in se stesso e impedisce ogni desiderio di riavvicinamento. Questi può reagire replicando con un’altra offesa o troncare ogni comunicazione.
Grida, musi lunghi, insulti , rimproveri, accuse, prediche, minacce, conservare una “lista delle offese”: sono tutti atteggiamenti che impediscono la comunicazione.

- Evitare i periodi di “guerra fredda”.
Di fronte ai diverbi e alle incomprensioni è necessario evitare di chiudersi in se stessi, ciò infatti darebbe luogo a periodi di guerra fredda più o meno lunghi dai quali si esce con difficoltà e sempre con le “ossa rotte”.
Tali periodi si caratterizzano per il clima di ostilità: ognuno pensa alle sue cose e si arriva a manifestare una certa indifferenza nei confronti dell’altro se non addirittura fastidio. Non ci si sente a proprio agio, ma nessuno ne parla, ognuno crede che sia l’altro a doverlo fare e se non lo fa è perché la sua insensibilità è tale da non avvertire la presenza di qualche problema.
Occorre rifuggire dai pensieri e dall’immaginazione e trovare a tutti i costi la forza di rompere il silenzio.
Spesso interpretiamo male quello che il partner ci dice, o giudichiamo erroneamente in maniera arbitraria le sue intenzioni. Davanti a qualsiasi dissenso la prima cosa da fare è parlarne con sincerità e fiducia e adoperarsi con molta volontà per cercare di risolverlo.

Parte II
“Attendere il momento opportuno per dire le cose”


Saper aspettare non è facile eppure nel rapporto fra lui e lei spesso è un accorgimento necessario.
Noi donne, ad esempio, abbiamo la tendenza a sparare a raffica una serie di cose accadute e di lamentele sul marito non appena varca la soglia di casa. Per noi è una forma per scaricare e condividere le tensioni di tutta la giornata, ma rispettiamo poco la psicologia maschile e dimentichiamo che per lui non è la stessa cosa.
L’uomo che rientra a casa cerca conforto, accoglienza, accettazione; ha bisogno di qualche minuto di rodaggio prima di sintonizzarsi sulla nostra lunghezza d’onda. A lei basta parlare per sentirsi meglio ma lui percepisce i suoi racconti come accuse personali.
Basta salutarlo affettuosamente e attendere una decina di minuti prima di metterlo al corrente della nostra giornata e della condotta figli. Spesso, a seconda della gravità degli argomenti, è opportuno aspettare la fine della cena per non rovinare questo momento di intimità familiare, o attendere che i figli siano andati a letto se non è conveniente che stiano ad ascoltare.
Anche gli uomini dal canto loro, a volte, usano dire le cose in tempi e modi inopportuni.
Se si accorgono per esempio che è finito il ricambio della biancheria pulita, per comunicarlo usano espressioni del tipo “non ho più cosa mettermi, in questa casa nessuno stira …” ecc.
Sarebbe opportuno, prima di lanciare una simile “bomba a mano”, che essi cercassero di recuperare quello che serve nella giacenza delle cose da stirare o direttamente nello stendibiancheria. In caso di risultato negativo, è bene considerare se il corredo di ricambi a disposizione ha bisogno di essere incrementato, in modo da coprire almeno l’arco della settimana. Se nonostante simili rimedi non si riesce a risolvere l’inconveniente, ci si può rivolgere alla moglie dicendo “hai avuto un gran da fare questa settimana, io però sono rimasto a corto di calze, potresti per favore rimediarne un paio per domani?!”.
Quando poi dobbiamo correggere facciamolo con affetto pensando a come ci piacerebbe che l’altro ci riprendesse nelle nostre mancanze.

Ascoltare con attenzione

Seguiamo il racconto del nostro partner con visibile interesse e diamo valore a ciò che dice.
Tralasciamo immediatamente quello che stiamo facendo (soprattutto se si tratta di tv e giornali) e guardiamolo negli occhi.
Se l’argomento è importante e ci accorgiamo che l’altro necessità di un consiglio o di una parola di conforto, accomodiamoci accanto a lui e mostriamoci molto disponibili, anche se abbiamo mille altre cose urgenti da fare.
Prendiamo sul serio le sue opinioni, rispettiamo le sue idee e attribuiamo poca importanza alle differenze opinabili.
Teniamo in conto i suoi suggerimenti che sono tanto più preziosi in quando provengono da persona dell’altro sesso. Per esempio parlare al coniuge del lavoro professionale può risultare stimolante e utile. L’intuito femminile, infatti, spesso arriva oltre le mere statiche, ma a volte la semplicità maschile trova soluzioni facili là dove la donna si era aggrovigliata per ore.

TU SEI IL SEGRETO – a tu per tu con l’essenza

TU SEI IL SEGRETO – a tu per tu con l’essenzaTre giorni dedicati totalmente all’indagine profonda di te, per conoscere e sperimentare la tua piena potenzialità, il tuo vero potere
inizio: giovedì 30 ottobre ore 21,00 – termine: domenica 2 novembre ore 17,00
Centro Culturale Internazionale “Casa Guarinoni”, Località Pezzeto, Fortunago (PV) – Uno dei borghi più belli d’Italia

Kapil Nino Pileri

Sei un essere spirituale. Sei energia, e l’energia non può essere creata o distrutta – cambia semplicemente forma. Per questo la tua pura essenza c’è sempre stata e sempre sarà (the secret pag.175)
Si dice inoltre in The Secret: “ottenere quello che vuoi comporta un lavoro interiore

Questi tre giorni sono dedicati totalmente “anima e corpo” al lavoro interiore, alla meditazione attraverso l’indagine veicolata dalla domanda esistenziale chi sono io?
Si tratta di un’indagine non stop e ogni dettaglio della struttura è concepito per supportare questa indagine, per creare il terreno affinché la consapevolezza di chi siamo veramente fiorisca fresca e nuova, come acqua di sorgente. E quell’indagine sarai tu a farla, in prima persona. Si tratta di una sperimentazione scientifica, tu e il tuo laboratorio, il corpo.

Di fatto quando abbiamo un desiderio sappiamo chi è che desidera? E cosa vuol dire un desiderio allineato con l’universo, con la Mente Universale? O se fosse invece una compensazione? E se è una compensazione, può funzionare? E a chi ci dice che c’è una mente universale, dobbiamo credergli? Non sarebbe opportuno iniziare prima ad osservare la “nostra” mente e magari accertarsi che è davvero nostra?

Impari le domande dagli altri, e dagli altri impari anche le risposte, e tu rimani “finto” (Osho)

TU sei il segreto, lo scrigno e la chiave per aprirlo

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Il Passato

Con il termine “passato” ci si riferisce a ciò che è trascorso nel tempo, anteriore al tempo attuale. Ma anche a ciò che ha superato un certo limite, che è andato a male o che ha superato la fase della maturità.

Le pesanti eredità del passato

La maggior parte dei nostri disagi è originata da un’insana relazione con il passato. Per la maggior parte di noi, infatti, il passato è inteso come la sostanza dell’ essere, come se ogni uomo fosse soprattutto il risultato della sua esperienza. Questa premessa conferisce al passato un potere supremo: esso infatti condiziona il presente dando origine a situazioni ed emozioni che ci allontanano dalla felicità. Vediamole qui di seguito elencate.

-         Il confronto con ciò che siamo stati: il ricordo spesso edulcora il passato, facendoci sentire perdenti rispetto a qualità che un tempo ci riconoscevamo e ora non ritroviamo più in noi.

-         La paura di sbagliare: vivere l’esperienza di oggi alla luce di quella di ieri fa aumentare il timore di commettere gli stessi errori e ci induce a ritrovare somiglianze con il passato che distolgono dalla novità di ciò che ci sta accadendo ora.

-         Il desiderio di rivalsa o di riscatto: trattare le opportunità presenti come occasioni per pareggiare i conti con le sconfitte subite in passato, porta a vivere “per reazione”, innescando una catena di automatismi che ci vincolano a filo doppio alle vecchie sofferenze.

-         I sensi di colpa: sono tra gli effetti collaterali più negativi dell’incapacità di chiudere con il passato, capaci di inquinare con la loro presenza ingombrante il benessere di oggi. – Il rimpianto: la sensazione di aver perduto occasioni importanti ci fa dimenticare che, in quel momento, non avevamo la consapevolezza necessaria per coglierne il valore, e ci porta a svalutare il presente.

-         La nostalgia: la distanza ci fa enfatizzare ciò che non c’è più e ci fa dimenticare che persino le nostre “radici” sono un’abitudine mentale; per ritrovarle non è necessario ricreare l’atmosfera del “come eravamo”, ma ci basta farle rivivere dentro di noi adesso.

-         I bilanci: altra cattiva tentazione cui il passato ci induce, nel tentativo di fare chiarezza nel “dare” e “avere” della nostra esistenza. Sperimentiamo, nell’effetto depressivo che creano, che la contabilità si addice non alla vita, ma alle cose morte.

-         I propositi: sono i figli naturali dei bilanci e sono mortiferi e inutili, i primi quanto i secondi. Sappiamo già, mentre ce li ripetiamo, che non riusciremo a esaudirli e questo ci carica di senso di inadeguatezza e di sconfitta.

-         I tentativi di recupero: le diserzioni da ruoli, responsabilità, anche svaghi che non abbiamo adempiuto fino in fondo in passato, ci spingono oggi a riempire quei vuoti con azioni compensative. Ma il tempo del recupero non esiste, e ogni esperienza vissuta fuori-tempo non è mai foriera di benessere.

-         Il rimorso: è lo strascico più bruciante del senso di colpa, che rimorde dentro eternizzando il dolore di chi non riesce o non vuole perdonarsi.

II passato è… la mente

Lasciarsi invadere dal passato, non solo da quello che è suc­cesso davvero, ma da tutti i modi in cui vorremmo correg­gerlo, è l’atteggiamento che ci predispone al malessere, alla depressione, alla rassegnazione.

Perché il pedaggio altissimo che il passato ci chiede è di vi­vere in un tempo che, di fatto, non esiste più, se non nelle proiezioni della nostra mente che ci tiranneggia distraen­doci dal presente, l’unico tempo reale.

Il passato, felice o infelice che sia, è infatti sempre fonte di malessere: se felice ci manca; se infelice, ci frustra. Questo accade perché, mentre il presente è il luogo delle emozioni, che si bruciano e si rinnovano istante per istante, senza intaccare il nucleo profondo, il passato è il regno dei pensieri, che invece si incrostano, si cristallizzano, si invi­schiano al nostro essere, fino a farci credere di esserne la so­stanza integrante.

In tal senso il passato è la mente. Più siamo legati al passato, più siamo schiavizzati dai circoli viziosi della mente.

La felicità è liberarsi dal passato

La nostra memoria è oppressa dal senso del passato. L’at­taccamento ai ricordi, a un oggetto, a una foto, a un’espe­rienza, testimonia l’aggrapparsi a ciò che è stato per evita­re di guardare da vicino la solitudine o il vuoto di senso di un’esistenza in cui non ci riconosciamo.

Frasi come: «Ascolta la voce dell’esperienza» o «Fidati di chi è più vecchio di te», poggiano sul presupposto erro­neo che la consapevolezza sia la facoltà che si accumula semplicemente vivendo giorno dopo giorno, e non, come invece accade, grazie a una particolare illuminazione o stando all’erta, in uno stato di vigilanza ininterrotta su ciò che è. Vivere il presente significa veder scomparire il tempo inteso come ostacolo: non appena si toglie di

mezzo, non ci sentiamo più schiacciati dall’onere del pas­sato e dai suoi conti sospesi.

Quello che è decisivo è la nostra presenza nelle cose: il passato che incombe è in tal senso il segnale più evidente della nostra assenza. Solo quando siamo totalmente con­segnati all’istante comprendiamo che il mondo si sta creando adesso, e noi con lui.

(tratto da “Dizionario della felicità” – Riza – Raffaele Morelli)


Felicità

Felicità

Una condizione dell’essere

La felicità è uno stato d’animo, una condizione dell’essere. Quindi esistenza e felicità dovrebbero essere addirittura sinonimi.

Allora perché la maggior parte delle persone afferma di non esserlo? Cos’è che ci impedisce di sentirci felici? Paure, insicurezze, pensieri inquietanti sembrano mettere la felicità fuori dalla nostra portata. Ma non è così: la felicità dipende solo dai nostri procedimenti mentali, ovvero dall’uso che facciamo del nostro cervello.

Perché è lì e non nel mondo esterno che si gioca la partita tra felicità e infelicità.

Il cervello è uno strumento che possiamo utilizzare bene o che può ritorcersi contro di noi, partorire grandi cose ma anche produrre solo scarti. Gli scarti della mente cui finiamo per attaccarci, ritrovandoci puntualmente infelici.

Quando il nostro cervello non produce solo scarti, nessun ostacolo si frappone fra il pensiero unico e le sue realizzazioni, e le cose si concretizzano una dopo l’altra molto facilmente. Le realizziamo, le viviamo e andiamo oltre, liberando la mente da ogni ricordo, dubbio o attaccamento.

Solo così il cervello rimane sgombro, lucido, pronto a formulare nuovi progetti senza rimpianti e ad abbandonare ciò che ha già realizzato, evitando di continuare a girare in tondo avvitandosi su se stesso. Questa è la strada dove nasce la felicità.

Quando un monaco buddista costruisce un complesso mandala con la sabbia colorata, ci lavora per giorni con precisione e impegno, dedicandogli tutta la sua attenzione. Poi, quando l’ha terminato, senza alcuna esitazione lo distrugge soffiandoci sopra.

L’ha creato, era perfetto, se ne è liberato.

Per chi lo osserva dall’esterno questa operazione appare incomprensibile: era bellissimo, ha impiegato un sacco di tempo a realizzarlo perché non lo conserva? Perché è passato.

Se lo conservasse, finirebbe con l’ingombrargli la mente: comincerebbe a paragonare tra loro i vari disegni per scoprire sviluppare un mandala ideale, il più perfetto mai realizzato… aprendo le porte all’ansia e all’insoddisfazione.

Ognuno di noi dice: Sarò felice quando… quando avrò la macchina nuova, la casa più bella, la compagna o l’amante ideale, quando incontrerò quale gli è venuto meglio, a

chi mi capirà. E ancora, quando avrò più soldi, quando piacerò di più ai miei amici, quando sarò dimagrito, quando, quando…”.

Possiamo chiamare questo processo “distruzione della gli attaccamenti” o “stare nel presente”… ciò che conta è arrivare a una norma di vita quotidiana. Solo un cervello che opera in questo modo sarà in grado di renderci perfettamente felici, perché realizza ciò che abbiamo pensato e poi se ne libera per lasciare posto a un altro pensiero, senza produrre ristagni di scorie.

L’infelicità è data dalla mente che si perde nei meandri dell’inutile e gira a vuoto su se stessa come un motore lasciato in folle.

Noi siamo infelici perché non vogliamo accettare che la maggior parte delle cose che facciamo è già passata, come se fosse morta.

E anziché lasciarla andare per far spazio a qualcosa di nuovo facciamo di tutto per trattenerla, innescando una pericolosa spirale che ha come unico risultato quello di potenziare gli effetti dell’infelicità. Il pensiero infatti blocca l’azione.

Supponiamo che una persona sia convinta che per sen­tirsi più realizzata dovrebbe cambiare lavoro. Il cervello sa sempre come valorizzare la nostra creativi­tà, basterebbe seguire il suo suggerimento.

Ma poi entra in gioco la mente «Prima però devo pon­derare bene se ne vale la pena»

che intrappola il pro­getto nella sua rete di razionalizzazioni… «Chi mi ga­rantisce che dopo non sarà ancora peggio?». Inevitabilmente le razionalizzazioni innescano il dubbio «Se fallisco diventerò ridicolo» – che ci fa diventare insicuri, rendendoci schiavi del giudizio altrui. A questo punto scattano i falsi obiettivi: «Cambierò lavoro solo quando ne avrò uno superiore alla mia posizione attuale».

Prigioniera di un obiettivo, quella che doveva essere una nuova possibilità di autorealizzazione viene messa in attesa di soddisfazione… «Ripensandoci chi me lo fa fare, dopo tutto come dice il proverbio “chi lascia la strada vecchia per la nuova”… in fondo non sto così male». L’attesa ha reso l’idea ammuffita e l’idea creativa scaturita dal cer¬vello è stata abbandonata.

Dovremmo ricordarci che l’atmosfera desolata è qualcosa che creiamo noi continuamente, chiudendoci nei luoghi comuni, nelle trovato aspettative inutili, nella ricerca di ciò che non ci appartiene Stiamo male perché lottiamo con tutte le nostre forze contro ciò che siamo nel più intimo, contro le risorse che possediamo e che sono lì per farsi scoprire, per essere portate alla luce. Il cervello è stato creato per trasformare immediata­mente ogni impulso in una creazione, nella nascita di qualcosa di nuovo.

Dubbi, incertezze, ambizioni, falsi bisogni, le certezze a cui ci attacchiamo non sono altro che la morte del cervello, scarti che devono essere eliminati perché ostacolano la creatività e impediscono la trasformazione immediata delle idee in azioni, provocando infelicità.

Siamo così legati alle scorie del cervello e facciamo di tutto per tenercele in testa, senza renderci conto che stiamo accuratamente conservando immondizia.

Ridi per essere felice

La saggezza popolare l’ha sempre saputo: ridere fa bene, anzi fa benissimo perché, come dice il proverbio, «Il riso fa buon sangue». Per il buddismo Zen poi, quindici minuti di risate equivalgono a sei ore di meditazione. Del resto la capacità di ridere appartiene solo all’uomo, proprio come la coscienza.

Nessun altro essere vivente le possiede, il che dovrebbe indurci a riflettere sulle relazioni tra queste due facoltà. Il fatto è che l’effetto comico nasce da un’incongruenza, da uno scarto rispetto alla consuetudine, alla normalità, al prevedibile. La risata che ne deriva nasce quindi da una “frattura” del pensiero lineare, il pensiero dell’Io, che improvvisamente perde consistenza davanti all’irruzione di un elemento imprevisto.

In altre parole, la risata cambia i piani di riferimento della realtà, facendoci vedere le cose da una prospettiva diversa. Questo allarga la nostra coscienza, cambia l’atteggiamento mentale. La consueta mappa mentale che attraverso la routine della vita, i traumi e i dispiaceri si era formata in noi, viene dissolta dal comico; attraverso la risata, cambia colore, dimensione, suono.

Dopo Patch Adams, la terapia del riso si è diffusa un po’ ovunque nel mondo, come al “St. Joseph HospitaV di Houston, dove le suore raccontano barzellette ai pazienti o al “Marcus Mc Causland” in Sud Africa, dove viene proposta la comicoterapia con nastri video, audio, libri e spettacoli.

Perciò se vi sentite tristi oppure infelici, invece di prendere una pillola provate a ridere di gusto… vi sentirete più leggeri e, insieme al torace, anche la vostra visione del mondo si allargherà.

Alcuni scienziati poi hanno scoperto che i muscoli messi in gioco per assumere un’espressione triste o corrucciata, sono molto più numerosi di quelli necessari per farsi una bella risata. Per sua natura quindi, l’uomo sarebbe più portato a ridere che a essere crucciato.

Tutti noi, infatti, nasciamo con una naturale tendenza all’allegria, al gioco e alla felicità: basta guardare un bambino piccolo per convincersene – tutto lo diverte, tutto lo fa ridere e osservandolo siamo irresistibilmente spinti a sorridere con lui.

Tuttavia, più diventiamo adulti, più questa naturale inclinazione si offusca, per essere sostituita dall’ansia, dalla depressione e dalla paura… fino a rinchiuderci in una gabbia di infelicità.

Eppure basterebbe fare appello alla nostra capacità unica di ridere per romperne le sbarre… e la saggia intuizione dei proverbi sul riso ha ormai trovato ampie conferme scientifiche. iniziativa a fornire risultati.

Il primo a sperimentare le qualità curative del ridere, sul piano fisico come su quello psicologico, è stato Hun ter Adams, un medico americano divenuto famoso con il nome di “Patch” Adams, considerato l’inventore della comicoterapia.

Patch decise di diventare medico quando, ancora adolescente, venne ricoverato in un istituto per malattie mentali perché soffriva di crisi depressive, ma frequentando l’università si rese conto ben presto che gli studenti erano sistematicamente incoraggiati a mantenersi distaccati dai propri pazienti, a concentrarsi solo sulla loro malattia.

Dopo la laurea fondò quindi una clinica privata, il “Cesundheit Institute”, in cui mise in pratica un metodo rivoluzionario di approccio al malato: «Ho sempre pensato che fosse strano e triste il fatto che le persone non abbiano alcun problema a comportarsi in modo rabbioso o burbero, ma che siano imbarazzate dal dover mo strare sentimenti positivi… sappiamo tutti quanto sia importante l’amore, eppure, con quale frequenza viene provato o manifestato veramente? 1 mali che affliggono la maggior parte dei malati, come la sofferenza, la noia e la paura, non possono essere curati con una pillola».

Così scrive Patch in un suo libro, illustrando i motivi delle sue strane prescrizioni umoristiche, dei travestimenti da clown o da gorilla, delle stanze piene di palloncini o di una vasca da bagno colma di tagliatelle: tutto per strappare un sorriso, per instaurare un contatto emotivo con un paziente e rompere il suo schema mentale di “malato” facendolo scoppiare in una risata.

All’inizio la sua clinica poco ortodossa suscitò una certa resistenza nell’opinione pubblica, ma col tempo sia i media che gli ambienti medici hanno cominciato a prestargli una grande attenzione e le ricerche nate dalla sua

Di recente, per esempio, una ricerca scientifica presentata all’ “American College of Cardiology” di Orlando, in Florida, ha confermato che ridere fa bene al cuore. Anzi, la risata è un vero e proprio farmaco: una somministrazione di quindici minuti al giorno migliora la circolazione del sangue e previene le malattie cardiovascolari. E senza alcun effetto collaterale!

Inoltre una risata ristruttura l’intero organismo: oltre all’effetto rilassante generale, allarga il torace e il respiro, facilita la digestione e ha anche un importante effetto antidolorifico.

In più, ridere stimola il sistema neuroendocrino a rilasciare beta-endorfine, neurotrasmettitori che innalzano il tono del sistema immunitario.

È ormai accertato, infatti, che molti problemi di salute sono collegati allo stress, alle emozioni negative, alla depressione, alla paura.

La felicità è lì, nell’Essere, senza il ricordo di avvenimenti e immagini del passato che il filtro della memoria ha deformato.

Solo così puoi essere davvero spensierato.

Il segreto della felicità sta in piccole cose: nell’imparare a vivere l’istante, nell’essere aperti alla vita, indipendenti dagli altri ecc. La felicità si presenta soprattutto nell’azione, quando non lasciamo posto ai pensieri, alle rimuginazioni.

Vediamo qui di seguito alcuni semplici atteggiamenti che ci aiuteranno a essere più felici.

  • Agisci rapidamente

È importante tradurre ogni idea in azione, per impedire che il pensiero si ripieghi su se stesso e si fossilizzi.

  • Scelte aperte

Lascia che in te coesistano sempre due stati opposti.

Se non ti imponi una scelta a tutti costi, scoprirai che possono accaderti cose non previste, presentarsi possi¬bilità che non conoscevi.

  • Rinasci ogni giorno

Ogni mattina, quando ti svegli, prova a pensare che sei rinato bambino.

Come capita spesso alle donne che, dopo aver tentato inutilmente per anni di avere un figlio, rimangono incinte quando smettono di pensarci…

  • Risolvere un problema a tutti i costi

Quando ti accor¬gi che stai forzando fermati. La soluzione del proble¬ma potrebbe stare dietro un’altra porta.

  • Giudicare

Non dire questo è giusto, questo è sbaglia¬to… Limitati a guardare la realtà come se fosse un film a cui assistiti. Accogli il dolore ma non giudicarti.

  • Rimuginare sul passato

Rimuginare continuamente su rimpianti e rancori intasa il cervello e ci priva della possibilità di desiderare qualcosa di nuovo, di vivere il presente e di essere felici. Se ci fissiamo al passato e alla nostra storia non riusciamo ad andare oltre. Ma il passato non esiste più, la storia appartiene a un tempo su cui non abbiamo più alcun potere.

(Tratto da il Dizionario della felicità – RIZA – Raffaele Morelli)

Comunicazione Consapevole

- Principi di Comunicazione Ecologica

La Comunicazione Ecologica può essere applicata a tutti gli aspetti della vita umana: il rapporto di coppia, la famiglia, il lavoro, la scuola, l’amicizia, ma è particolarmente utile in tutte le situazioni che prevedono una dinamica di gruppo. Ecco alcuni dei principi basilari.

  • Evitare la monopolizzazione
  • Evitare di dominare il gruppo e offrire le proprie idee sostenendole con i fatti in modo succinto e chiaro. Esprimere se stessi, i propri bisogni e le proprie emozioni lasciando spazio anche all’espressione altrui.

Come: non dilungarsi nei dialoghi e nell’eventuale espressione non verbale – esprimere le proprie idee in modo succinto – usare una lavagna per schematizzare e illustrare i contenuti in modo più conciso ed essenziale – gestire e regolare gli interventi dei partecipanti troppo attivi e favorire la partecipazione dei meno attivi – proporre la creazione comune di regole atte a favorire una partecipazione omogenea di tutti i presenti.

  • Evitare il dogmatismo

Rispettare il territorio degli altri. Opinioni e idee diverse possono convivere una accanto all’altra invece di sovrapporsi

La gente preferisce ascoltare idee che siano possibilità su cui riflettere e non verità da mandar giù. L’imposizione delle proprie idee produce risentimento piuttosto che dialogo fruttuoso.

  • Usare formule propositive anziché direttive per non infantilizzare i partecipanti.

Come: non contraddire – proporre invece di imporre – parlare delle proprie esperienze invece di dire agli altri cosa devono fare – parlare per se stessi e non generalizzare (non dire “tutti noi sappiamo che…” ma dire “secondo me…”) – evitare toni dogmatici o autoritari – non reagire ai toni dogmatici

  • Evitare di dare giudizi pesanti
  • Essere consapevoli della complessità e della varietà delle situazioni e non costringere la realtà entro concetti dualistici (bianco o nero – buono o cattivo – vero o falso).
  • Cercare di vedere i vantaggi e gli svantaggi da ogni punto di vista evitando di cadere nella trappola del chi ha ragione e chi ha torto – valutare insieme eventuali vantaggi e svantaggi di una situazione o di un progetto.
  • Focalizzare l’attenzione sugli eventuali punti di accordo piuttosto che sulle differenze e sul disaccordo –

(non dire “hai torto…” ma dire “io ho un’opinione diversa…”, non dire “questa sarebbe una pessima scelta…” ma dire “per ogni scelta ci sono vantaggi e svantaggi … in questo caso io vedo più svantaggi che vantaggi”).

  • Permettere sempre a chiunque di salvare la faccia. Trasformare i giudizi pesanti che si ricevono in suggerimenti positivi
  • Non scivolare nelle implicazioni provocatorie e negative di giudizi pesanti che si possono ricevere – ignorare la provocazione oppure usarla come punto di partenza per ottenere più informazioni e per iniziare un dialogo migliore – chiedere l’alternativa positiva – chiedere chiarimenti.
  • Esprimere i propri bisogni personali evitando atteggiamenti moralistici

evitare la trappola di esprimere i propri bisogni personali facendo la morale ma esprimerli in modo chiaro diretto e rispettoso.

  • Evitare l’utilizzo del verbo “dovere” – (non dire “tu devi”, Il tu dovresti% “sarebbe tuo dovere” ma dire “mi piacerebbe che tu…”, “vorrei che tu…% “ho bisogno che tu…”)
  • Favorire relazioni di qualità e un dialogo efficace trai partecipanti
  • Favorire opportunità di incontro, condivisione e amicizia tra i partecipanti (etichette autoadesive con i nomi nei gruppi numerosi)
  • Verificare eventuali timori e favorire situazioni di fiducia e sostegno reciproco Permettersi l’espressione dei propri sentimenti e stimolare quella degli altri
  • Nel dialogo favorire l’utilizzo di esempi concreti anzi che di concetti astratti — Evitare di uscire dal tema e verificare che l’attività del gruppo prosegua nella direzione programmata — Ammorbidire situazioni di conflitto e atteggiamenti polemici — Evitare le situazioni dispersive regolando le attività e gli interventi.
  • Mettere in evidenza i suggerimenti positivi
  • Evidenziare le possibili potenzialità positive future piuttosto che eventuali situazioni negative del passato (non dire “non voglio più che tu faccia…” ma dire “vorrei che tu facessi più…”)
  • Rimanere positivi

Utilizzare l’apprezzamento e l’incoraggiamento piuttosto che la critica

tutte le informazioni che desideriamo dare per criticare o correggere un errore possono essere poste in termini di potenziale positivo (non dire “sei goffo” ma dire “stai attento”, non dire “non essere egoista” ma dire “puoi essere più generoso”, non dire “tu non rifletti mai prima di…” ma dire “puoi riflettere prima di…”)

Altri esempi di linguaggio negativo e positivo: non dire “non sai niente” ma dire “puoi imparare” — non dire “sei un incapace” ma dire “puoi migliorare le tue capacità” — non dire “devi tacere” ma dire “è importante ascoltare”

  • Evitare atteggiamenti ironici verso terzi… l’ironia può essere molto più interessante se rivolta a se stessi piuttosto che verso gli altri

E ancora…

  • Preferire un atteggiamento comprensivo ma non deresponsabilizzante (ti voglio sostenere, ma non voglio farlo al tuo posto).
  • Controllare la gestione del tempo in funzione degli obbiettivi dell’incontro e del numero dei partecipanti — verificare che tutti i presenti possano rispettare gli orari come da programma

Fare attenzione al livello energetico del gruppo ed alla capacità di attenzione.

Imparare a Stare con gli Altri

Imparare a stare insieme agli altri

La tecnologia ed internet aiutano le persone ad avere esattamente ciò che esse vogliono, ma non si può andare on line ed ordinare un vero amico. Quando le cose non vanno per il giusto verso, non si desiderano e-mail, ma una persona che ti prenda per mano, qualcuno che ti sia realmente vicino. Bernardo J. Carducci, professore di psicologia presso la Indiana University Southeast e direttore dello Shyness Research Institute sostiene che gli americani, oggi come mai prima, soffrono di solitudine ed hanno pochissimi amici. Oggi si arriva perfino a non rendersi più conto che per farsi degli amici occorre avere delle abilità, di conversazione, di negoziazione, di empatia. Invece tutti pretendono un’amicizia immediata. Tutto si può comprare, perfino la pizza ti arriva a casa, così come un film a videonoleggio, hai le tue amicizie on line, scelte in qualche chat di persone che ha i tuoi stessi interessi… Niente più discussioni e confronti Carducci onsiglia allora, per tornare ad essere una persona ’sociale’, di interessarsi di più alla vita degli altri, ad esempio attraverso il volontariato. Basta insomma documentarsi sulla vita delle star e fregarsene completamente per ciò che accade al nostro vicino di casa! Occorre riabituarsi a stare con gli altri. Le persone desiderano la compagnia, ma poi si aspettano che siano sempre gli altri ad avere dei buoni discorsi da fare ed iniziative da proporre… E se cominciassimo noi per primi?

Fonte: Indiana University

A cura della Redazione del sito
Clinica della Timidezza

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COMUNICAZIONE

COMUNICAZIONE

Parola oggi molto usata e talora “abusata”, la comunicazione indica in senso generale quell’insieme di segni e di messaggi – verbali e non – che servono per trasferire ad atri delle informazioni ma anche delle emozioni.

Secondo la definizione del linguista russo Roman Jakobson, per comunicazione si intende il processo linguistico di scambio da un emittente a un ricevente attraverso un canale e mediante un codice comune a entrambi.

La comunicazione può essere di due tipi, verbale e non verbal.e La prima utilizza parole, immagini, segni e testi scritti (su carta ma ora anche su strumenti elettronici).

La seconda impiega tutta una serie di comportamenti corporei come le posture, la distanza tenuta con l’interlocutore,le smorfie, i movimenti eseguiti con il capo o con le mani mentre parliamo, e così via.

“Tu diventi ciò che dici”

Parafrasando il detto per cui “l’uomo è ciò che mangia, si potrebbe dire che ognuno di noi “diventa le parole che dice”. In effetti, comunicare è semplice come respirare. Tuttavia “comunicare” non significa semplicemente “informare“: vuol dire “entrare in relazione” (e dunque scambiare informazioni, messaggi, sensazioni…) con soggetti esterni a noi. Per ogni essere vivente non comu­nicare è praticamente impossibile perché anche il silenz­io, lo sguardo, gli atteggiamenti non verbali o le smorfie del volto sono aspetti che “parlano” per noi e manifestano il nostro modo di essere, l’universo dei nostri stati d’animo.

Una buona comunicazione inizia dalla pancia

E’ stato dimostrato che il feto è in grado di percepire attraverso il ventre la voce della madre che gli parla durante i nove mesi di gravidanza, come pure i suoni e le musiche provenienti dal mondo esterno.

In tal modo tra mamma e bambino si instaura subito una forma di comunicazione che non fa sentire “isolato” il nascituro e, contemporaneamente, crea un legame tra la gestante e il bimbo, aiutando la donna a superare le ansie e i dubbi tipici dell’attesa.

Le regole per una comunicazione felice

Una buona comunicazione è il segreto per far fluire l’energia ma anche per stimolare correttamente il nostro cervello, che si nutre di parole e le fa germogliare: a patto, che si tratti di parole spontanee, perché le parole forzate, il linguaggio omologato e i modi di dire intasano la mente e creano “ingorghi” che nel tempo possono dare origine a disturbi psicosomatici.

Per esempio: spesso in coppia una battuta “infelice” o un battibecco dettato dal nervosismo aprono la strada a incomprensione, musi e rancori; tra genitori e figli, i giovani reagiscono alle imposizioni degli adulti con il silenzio o con parole sgarbate; al lavoro, si può eccedere con i toni melliflui per ottenere l’approvazione di capi e colleghi o, all’opposto, lasciarsi andare a espressioni Iamentose o rabbiose; e anche con gli amici a volte si adotta una comunicazione faziosa e standardizzata, sicuramente non originale ma “modulata” sullo stile del gruppo cui si appartiene pur di conservare il diritto di far parte di quella compagnia. Sta di fatto che ogni volta che non riusamo ad esprimerci o comunichiamo in modo forzato o sbagliato, creiamo un blocco energetico: il “detto male e troppo” come pure il “non detto” si trasformano in tossine energetiche che provocano disagi e infelicità.

Le parole sbagliate intossicano il cervello

Non esistono parole ascoltate o pronunciate che non lascino traccia. Tutte le parole, e in particolare le parole sbagliate, producono delle ricadute: seminano scorie e condizionamenti, generano atteggiamenti distorti e “storpiature” che ci complicano l’esistenza e ci intossicano la mente.i Una volta pronunciate, infatti, esse vanno ad agire contemporaneamente su due cervelli (come minimo): quel di chi parla e quello di chi ascolta.

E in entrambi i cervelli, diventano materia mediante un preciso percorso chimico-fisico (oltre che simbolico) che attraversa corpo e psiche a partire dall’orecchio. Proviamo a seguirlo.

- Dalla voce all’orecchio… L’ingresso dei suoni nel corpo avviene attraverso il timpano, una specie di “porta” situata dentro l’orecchio.

Da qui procedono nel cranio verso una struttura denominata coclea, fanno vibrare l’orecchio interno e poi si incanalano nel nervo acustico.

- si propagano sotto pelle… A questo punto le parole stimolano il nervo vago, che si dirama verso gli organi della respirazione, della digestione e della circolazione.

A livello centrale invece vengono interessate alcune aree del cervello e le zone vicine alle strutture uditive, come le aree limbiche e para-limbiche, dove le emozioni si trasfor­mano in impulsi fisico-chimici e viceversa.

- sino ad arrivare a tutto l’organismo. Quando una paro­la entra dentro di noi (può essere una parola da noi pronun­ciata o anche solo pensata in silenzio, oppure la parola che ci viene detta) modifica contemporaneamente le aree cere­brali e lo stato di alcuni visceri: in sostanza, crea un differen­te stato di coscienza sia a livello psichico che somatico.

Di conseguenza, può far star bene o può creare disagio.

La parola è come un seme che feconda il cervello

In tutte le tradizioni, orientali e occidentali, si riconosce alla parola un potere fecondante rispetto al cervello, simi­le a quello di un seme che – messo nella terra – inizia a cre­scere e dà origine alla pianta. Il filosofo russo George Iva­novitch Gurdjieff sostiene che: «Noi diventiamo le parole che ascoltiamo», mentre una delle massime del saggio in­diano Sri Nisargadatta Maharaj recita: «Dissolvi le paro­le». Soltanto così la materia creata dal linguaggio (e quin­di anche il disagio o la malattia indotti dalle parole) per­derà forma e consistenza, fino a svanire nel nulla.

Ecco perché già gli antichi sacerdoti egizi vietavano di nominare le malattie, in quanto il fatto solo di enunciar­ne il nome equivale a “seminarle” nella realtà.

Il nostro cervello, infatti, è come un terreno fecondo su cui le parole, le nostre come quelle altrui, cadono come tanti semi: ascoltando se stessi e gli altri si diventa come il fertile ricettacolo di questi semi, che poi fruttificano e germogliano nel corpo.

11 linguaggio è una vera e propria energia tipica dell’uomo: le parole sono “frecce” che nascono all’interno di noi stessi, fluiscono verso il mondo esterno, diventando linguaggio. Tutto ciò che diciamo, in definitiva, lascia un segno sulla nostra psiche, lavora nel nostro inconscio per giorni, mesi, anni, arrivando a cambiare non solo la mentalità, ma anche la materia di cui siamo fatti. Per questo possiamo tranquillamente affermare che noi diventiamo per davvero le parole che pronunciamo, quelle che abbiamo ascoltato e che continuiamo ad ascoltare.

La soluzione: essere consapevoli della nostra comunicazione. Affinché le parole diano sollievo e creino benessere, occorre acquisire consapevolezza di cosa diciamo e di come parliamo. Perché, quando è “giusta”, la parola trasforma l’energia, ma ciò accade solo quando esprimiamo ciò che sentiamo veramente, quando parliamo in maniera personale e originale e, se serve, quando riusciamo a tacere.

Il valore terapeutico del silenzio

La cultura contemporanea ci riempie di parole e ci costringe a vivere in uno spazio intasato di suoni, di pensieri, di proiezioni mentali. Con il silenzio, invece, si eliminano tutte le parole inutili e sbagliate che si affollano nella mente. Se anche per qualche minuto, senza farsi prendere dall’assillo di riempire il vuoto di parole, ci rilassiamo e restiamo a mente vuota senza pensare né dire nulla, è probabile che si affaccino alla mente le parole più adatte a quella determinata situazione.

Secondo i più recenti studi neurologici, infatti, quando siamo in silenzio, nel nostro cervello avviene una sorta di organizzazione, di “reset” e, probabilmente, si può addirittura parlare di un affioramento di funzioni cerebrali diverse, molto antiche, messe sullo sfondo dal fluire continuo ed eccessivo delle “parole di superficie”.

E’ soltanto nel silenzio, infatti, che possiamo incontrare i “nostri” suoni e le “nostre” parole: quelli che davvero ci appartengono e che possono guarirci da tutti i mali. Il suono, infatti, nasce dallo spazio interiore: a sgombrare tale spazio è il silenzio, che ha la funzione di smaterializzare il pensiero e di creare il vuoto, luogo di incubazione delle parole autentiche e grembo di accoglimento dell’ascolto.

I Sì E’ i NO della comunicazione

Noi diventiamo le parole che pronunciamo, quelle che abbia­mo ascoltato e che continuiamo ad ascoltare. Ecco perché è importante diventare consapevoli della nostra comunicazione.

  • Usa poche parole / Innanzitutto, impara a pronunciare i suoni giusti e il giusto numero di parole, solo le paro­le che ti servono per esprimerti in modo adatto alle tue vere esigenze. Chiediti, per esempio se stai usando le parole appropriate per manifestare le tue emozioni, se ripeti sempre le stesse parole come inutili infarciture del discorso… Considera tutte queste variabili e verifica come potresti comunicare in maniera diversa e più naturale.
  • Usa un linguaggio personalizzato e “leggero” / Smetti di adattarti a modelli standard di perfezione e di successo, e non pronunciare più parole inutili, sterili o prese a pre stito da altri giusto per riempire lo spazio tra te e il tuo interlocutore: ritrova in te stesso i “tuoi” suoni e lasciali affiorare nel modo più spontaneo possibile. Non aggiungerci altro. Ogni parola, infatti, è come un vettore energetico, una freccia diretta al bersaglio: più l’appesantisci con premesse, precisazioni, sinonimi e più la rallenti, distogliendola dalla sua naturale traiettoria.
  • Privilegia la sintesi / il vero messaggio che si intende trasmettere è sempre molto breve: secondo gli esperti, si può condensare in non più di dieci parole. Tutte le altre, sono parole “di contorno”, buone soltanto a esprimere segnali contraddittori e ambigui. Se dunque devi dire qualcosa, cerca di esprimerlo con poche parole, chiare e comprensibili. Sarai più deciso e sicuro di te, e… terrai inchiodato al l’ascolto i tuoi interlocutori.

NO

  • Sostituirti al tuo interlocutore / Tra gli errori di comunicazione più diffusi c’è quello per cui chi parla tende a… mettersi nei panni di chi lo ascolta. Così facendo, esprimiamo solo la paura di essere giudicati dall’altro, oppure non siamo sicuri che quello che stiamo comunicando sia “giusto”. Cerchiamo invece di esprimere solo ciò che sentiamo e basta.
  • Cercare di convincere / Una comunicazione con intenti manipolatori è una comunicazione malsana. Più si cerca di blandire l’interlocutore e più questi si sentiingannato, se invece si tenta di smantellare le sue idee, si metterà sulle difensive. Meglio quindi comunicare in modo sincero e neutrale e lasciare all’altro la libertà di coltivare le sue idee, che magari sono già uguali alle nostre…
  • Copiare gli altri / La comunicazione è come un abito: per colpire dev’essere personalizzata. Bando dunque all’abuso di slang, modi di dire, proverbi, parole straniere…. Se parli copiando qualcuno, rischi solo di sembrare una caricatura, sortendo effetti ridicoli e senza ottenere nessun risultato.

(Tratto da il Dizionario della felicità – RIZA – Raffaele Morelli)

COMUNICAZIONE

COMUNICAZIONE

Parola oggi molto usata e talora “abusata”, la comunicazione indica in senso generale quell’insieme di segni e di messaggi – verbali e non – che servono per trasferire ad atri delle informazioni ma anche delle emozioni.

Secondo la definizione del linguista russo Roman Jakobson, per comunicazione si intende il processo linguistico di scambio da un emittente a un ricevente attraverso un canale e mediante un codice comune a entrambi.

La comunicazione può essere di due tipi, verbale e non verbal.e La prima utilizza parole, immagini, segni e testi scritti (su carta ma ora anche su strumenti elettronici).

La seconda impiega tutta una serie di comportamenti corporei come le posture, la distanza tenuta con l’interlocutore,le smorfie, i movimenti eseguiti con il capo o con le mani mentre parliamo, e così via.

“Tu diventi ciò che dici”

Parafrasando il detto per cui “l’uomo è ciò che mangia, si potrebbe dire che ognuno di noi “diventa le parole che dice”. In effetti, comunicare è semplice come respirare. Tuttavia “comunicare” non significa semplicemente “informare“: vuol dire “entrare in relazione” (e dunque scambiare informazioni, messaggi, sensazioni…) con soggetti esterni a noi. Per ogni essere vivente non comu­nicare è praticamente impossibile perché anche il silenz­io, lo sguardo, gli atteggiamenti non verbali o le smorfie del volto sono aspetti che “parlano” per noi e manifestano il nostro modo di essere, l’universo dei nostri stati d’animo.

Una buona comunicazione inizia dalla pancia

E’ stato dimostrato che il feto è in grado di percepire attraverso il ventre la voce della madre che gli parla durante i nove mesi di gravidanza, come pure i suoni e le musiche provenienti dal mondo esterno.

In tal modo tra mamma e bambino si instaura subito una forma di comunicazione che non fa sentire “isolato” il nascituro e, contemporaneamente, crea un legame tra la gestante e il bimbo, aiutando la donna a superare le ansie e i dubbi tipici dell’attesa.

Le regole per una comunicazione felice continua…

La Forza della Gratitudine

La Forza della Gratitudine

E’ vera e vasta quanto è alta la coscienza. Coscienza di essere parte di un tutto correlato vivente, coscienza che si sviluppa se l’impegno verso la conoscenza si estende a tutto campo, senza limite alcuno. La via di conoscenza antroposofica è, per la presente civiltà europea – americana, la via più idonea allo sviluppo dell’anima cosciente; non riuscire a cogliere questa indicazione si rischia di perdere una tappa essenziale per l’evoluzione umana: la possibilità di sviluppo della gratitudine.

La gratitudine è la forza che ti muove verso l’altro. Nell’epoca in cui si porta al massimo sviluppo l’individualità, l’egoità, il libero arbitrio, l’uomo ha fortemente bisogno di una conoscenza che per sua natura spinga il pensiero verso il cuore e da lì verso l’azione, che svegli il senso di appartenenza a innumerevoli esseri spirituali (la famiglia, l’impresa, la nazione, l’umanità ecc.) e quindi ad un comportamento armonico per la vita di questi esseri.

Se ci si avvede che con la divisione del lavoro ognuno è quasi totalmente servito dagli altri, ne nasce riconoscenza e sentimento di debito che mi esorta a svolgere la mia attività con impegno, entusiasmo e professionalità, ma anche di dolore quando penso a chi disperatamente cerca lavoro e non lo trova, perché è nel lavoro che si sente inconsciamente il senso della vita umana nella sua pienezza: servire i bisogni dell’altro, sperimentare l’essere trinitario nella collaborazione con l’altro, la resurrezione nel rapporto. Nel lavoro di squadra, e oggi lo è quasi sempre, quando non si è illusi dal potere e dal denaro, si fa strada una profonda gratitudine per il fatto che i miei difetti sono compensati dalle capacità dell’altro e da ciò l’impegno a dare tutto me stesso, senza calcolare quanto do; si dà insieme e il ricavato del bene prodotto non dividerlo secondo forza fisica, intelligenza, velocità, scaltrezza, furbizia, titolo, egoismo, ma secondo necessità.

Gratitudine per tutto ciò che ci viene dato, anche se difettoso, esorta a creare catene di cooperazione e fratellanza: l’agricoltore dona il suo prodotto al distributore, questi al negozio o alla trasformazione, poi al consumatore; nel dialogo di filiera poi l’aiuto reciproco prende il posto dei resi. Non c’è nulla di più avvilente per l’agricoltore del vedersi la merce resa perché non perfetta, egli non può più renderla a nessuno. Gratitudine per l’Agricoltura significa comprendere le difficoltà del produrre agricolo, diventare solidali nella catena dal produttore al consumatore, fidelizzare, impegnarsi a collocare, comunque, il prodotto finchè commestibile al consumo e sentire che quando si butta si apre una ferita nel cuore.

Gratitudine per gli animali, l’infinito mondo animale, che come aura soffonde il regno vegetale, che senza di esso non potrebbe esistere, per il canto degli uccelli, gioia fluente verso la nostra anima, dell’allodola ai primi tepori solari di primavera, del cuculo nei pomeriggi assolati dell’estate, dell’usignolo che vince la notte e della civetta che ne marca la tenebra. Allora mi attivo in ogni azione che favorisca l’equilibrio degli ecosistemi, perché la gioia continui ad effondersi, perché io e loro siamo intessuti nel gran Tutto e anch’io senza di essi non potrei esistere.

Gratitudine per le piante, benedizione che viene su dalla terra, diligentemente accudite dagli esseri elementari che accolgono gli archetipi di vita dal cosmo. Gratitudine per la cornucopia di alimenti che mi viene continuamente donata, risultato di forze inerziali divine, opera compiuta, del vecchio cosmo e di nuove forze professionali umane, il nuovo cosmo, il nuovo sole.

Allora quando mi appresto ai pasti rendo grazie a tutte le forze che si sono attivate perché quel miracolo avvenga, e tanto più sincero è quel sentimento tanto più emano forze fecondanti la natura. Quando di giorno in giorno, di stagione in stagione passo davanti ad una pianta, non distratto e sognante ma attento mi fermo ad osservarla, sempre più con sincero interesse, come fa il saggio contadino quando fa il giro quotidiano per osservare il fatto e il da farsi, mi sorge l’immagine della vera pianta, che non è solo radici, tronco, foglie fiori e frutti, ma è un immenso in continua metamorfosi che abbraccia come testa l’intero pianeta; quella pianta, con tutti gli esseri elementari incatenati al suo servizio, dal mio sguardo presagisce futuro, nuova speranza, nuovo sole. Non solo l’agricoltore ma ognuno realmente può contribuire a dare impulso alla giusta evoluzione della natura: col verace interesse, sinonimo di volontà cosciente.

Gratitudine per il regno minerale perché su di esso posso posare saldamente il piede, ma, consapevole del dolore per tutto ciò che sedimenta e indurisce e che si infligge con cemento ed asfalto, sarò attivo ovunque per sciogliere, frantumare, arare, sarchiare, anche in piccoli orti e giardini, perché ciò reca gioia alla Terra, libera, redime.

Gratitudine per l’Africa, perché senza le sue risorse minerarie (Nichel, Tungsteno, Molibdeno, Vanadio …) l’Europa non potrebbe disporre della sua potente tecnologia. Allora quando i suoi emigranti mi compaiono davanti mi deve pervadere il senso del debito nei loro confronti, l’immagine della miseria che hanno lasciato e il coraggio che li accompagna.

Ma la più sentita gratitudine va riversata agli agricoltori, sempre attivi per donarci vita, nonostante dimenticati da una società preda dell’egoismo, del potere, del denaro, e della perversa concorrenza che queste forze generano, in quanto non bilanciate da una vera e umana e solidale organizzazione sociale. Questa è una delle ragioni profonde dell’avvio dell’agricoltura biologica e biodinamica e dello sforzo convinto di tutti coloro che operano in questo sviluppo.

Solo con la forza della gratitudine l’uomo superiore può emergere in mezzo all’attuale imperante uomo egoista e stupido. Ma la gratitudine appartiene alla vita spirituale. Solo con la “coscienza materiale” lo sviluppo diventa un terribile retrocedere. Per avanzare è indispensabile svegliarsi all’impulso della Scuola di Michele, quell’Entità che s’è fatta carico di portare fra gli uomini il “pensiero cosmico”, la conoscenza del mondo spirituale, l’azione redentrice di quell’Entità che dall’evento del Golgota è resuscitata nei cuori di tutti gli uomini, su tutta la Terra, senza alcuna appartenenza a razza o popolo o religione. Da quell’evento unico e centrale dell’evoluzione dell’uomo, ogni manifestazione umana ha una correlazione con l’entità operante Cristo. Questo secondo me è il senso di quel recente intervento di Ibrahim Abouleisch, il fondatore della Comunità antroposofica in Egitto, che ha suscitato una dura reazione di qualcuno. A lui la mia gratitudine e questo accenno è la riconoscenza al suo grande impulso antroposofico portato in mezzo all’Islam; la stessa gratitudine che provo per la Comunità antroposofica che opera in Israele. Ad ogni passo nella conoscenza, compierne tre nella morale, cioè nell’agire sorretto dal cuore, che così trasmuta in virtù. Conoscenza, coraggio, virtù, a questa triade vivente triarticolata è chiamato l’uomo!

Gratitudine per tutti coloro, e sono tanti, che si dedicano, in imprese o associazioni di volontariato nelle più disparate situazioni, ad aiutare il prossimo, uomo, animali, vegetali, Natura, perché sentono intimamente che quella dedizione li riempie del più grande valore umano in divenire, l’amore; gratitudine che mi sprona ad essere intensamente partecipe di quel “popolo”.

Intimamente mi sorge una intuizione: la forza, la posizione privilegiata, i mezzi di cui dispongo mi sono stati donati in fiducia dagli altri affinché siano potenza di redenzione dei deboli, altrimenti mi dovranno essere tolti.

Gianni Catellani

Gelosia: il timore di perdere…

LA GELOSIA

Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri. Barthes, Roland


La gelosia è un sentimento che parte dall’idea che ciò che io ho di più “caro” potrei, da un momento all’altro, perdere. Essa si lega al concetto di possessività, alla possibile perdita di ciò che si ritiene proprio. Entrambi i sentimenti pretendono l’ “altro”, vogliono la sua presenza in termini esclusivi e personali. Parlo di pretendere l’altro perchè lo si considera un “oggetto” piuttosto che un “soggetto”. Spesso chi ne è affetto manifesta la sua gelosia in assenza di qualunque fatto, di qualunque circostanza che possa giustificare un vissuto del genere.

Una doverosa premessa: bisogna distinguere fra gelosia “normale” e gelosia “patologica”. La gelosia normale è inseparabile dal’amore per il partner, ed è sempre presente a livelli accettabili. Anzi se non ci fosse si potrebbe addirittura dubitare se è vero amore. Inoltre serve a far sentire l’amato veramente amato, perchè attraverso la gelosia manifestiamo la paura di perderlo. Invece parleremo di gelosia “patologica” quando essa assume le seguenti caratteristiche:

  • paura irrazionale dell’abbandono e tristezza per la possibile perdita;
  • sospettosità per ogni comportamento relazionale del partner verso persone dell’altro sesso;
  • controllo di ogni comportamento dell’ “altro”;
  • invidia ed aggressività verso i possibili rivali;
  • aggressività persecutoria verso il partner;
  • sensazione d’ inadeguatezza e scarsa autostima di noi stessi.

La gelosia, quella patologica è, dunque, il timore di perdere qualche cosa che si ritiene essenziale per il proprio benessere e che questo qualcosa, che si ritiene essenziale, altri possano impossessarsene. Essa si manifesta anche in assenza di qualsiasi motivo valido. Spesso proprio la gelosia è in alcuni casi la causa della rottura di una relazione. Anzi si teme tanto che una relazione possa finire che, senza volerlo, la si fà finire per davvero.

La gelosia patologica prende origine da sospetti o circostanze infondate, affondando la sua vera natura in un’angoscia che prende forma nella mente senza nessun riscontro nella realtà. Quest’angoscia produce delle vere e proprie rappresentazioni mentali in cui si “costruisce” il “rivale” e le “prove d’infedeltà” e la realtà effettiva viene interpretata erroneamente. Tutto ciò può arrivare a dei veri e propri “deliri di gelosia” che spesso sono all’origine di veri e propri fatti di cronaca come i delitti passionali.

La gelosia patologica, il più delle volte, affonda le sue origini nell’infanzia in una cattiva relazione che il geloso ha instaurato con i propri genitori. Quest’ultimi non hanno adeguatamente rinforzato il bambino nella fiducia per sè stesso e nell’autostima contribuendo così a determinare un adulto geloso perchè non conscio delle sue possibilità e del suo valore, profondamente insicuro. Ciò porta a pensare che il proprio partner potrebbe amare un altro perchè più degno, a non essere sicuro del suo amore.

Ma la gelosia patologica può tradire anche un desiderio di possesso assoluto del partner. Ciò avviene, anche in questo caso, per una cattiva relazione affettiva costruita con i propri genitori, sopratutto quello di sesso opposto. C’è la presenza di un’affettività che non ha trovato correspensione durante l’infanzia, e si pensa di riscattarla da adulti, attraverso il possesso assoluto dell’altro.

Per una migliore disamina della gelosia patologica invito al leggere l’articolo correlato:

Gelosia Patologica: Gelosia ossessiva, Sindrome di Mairet, Sindrome di Otello

CLASSIFICAZIONE DELLA GELOSIA

Uno dei primi studiosi della gelosia è stato Freud che l’ha indagata dal punto di vista psicodinamico ed evolutivo arrivando ad ipotizzare tre diverse tipologie di gelosia (1922, Alcuni meccanismi nevrotici nella gelosia, paranoia e omosessualità):

1) Gelosia competitiva o normale;

2) Gelosia proiettata;

3) Gelosia delirante

La gelosia normale che si manifesta principalmente con dolore, ansia, angoscia, causati dal vissuto cognitivo-emotivo di aver perduto la persona amata, da sentimenti ostili verso il rivale, da un atteggiamento autocritico volto ad attribuire a sé stessi la responsabilità della perdita affettiva e dalla ferita narcisistica.

La gelosia proiettata proviene, per entrambi i sessi, dai tradimenti già esperiti nel corso della vita affettiva o da spinte inconscie verso il tradimento (vedi proverbio: Chi la pensa, la fa). Nei rapporti di coppia bisogna resistere a continue tentazioni per evitare di tradire. Colui che avverte in sé 1′esistenza di queste tentazioni attuerà un meccanismo inconscio per alleviare il proprio disagio: proietterà sull’altro le proprie tendenze al tradimento. Al riguardo Freud cita Desdemona quale esempio di gelosia proiettata:

Chiamai il mio amore traditore. E lui, che mi rispose? … Se d’altre donne io mi diletto Vi stendete sul letto con altri uomini

Freud osserva che le persone affette da gelosia proiettata valutano un comportamento civettuolo alla stregua di un tradimento.

La gelosia delirante è determinata da tendenze al tradimento che sono state rimosse ma gli oggetti di queste fantasie sono dello stesso sesso del soggetto che le pone in essere. Per Freud la gelosia delirante corrisponde ad una forma di omosessualità latente che preme per manifestarsi. Come tentativo di difesa contro un impulso omosessuale troppo forte essa può essere descritta mediante la formula: “Non sono io che lo amo è Lei che lo ama”. E’ come se oggetto della gelosia diventasse l’altro, il rivale o la rivale.

Da questo breve escursus si può affermare che gelosia e dipendenza affettiva sono le due facce di una stessa medaglia. Se è presente l’una è molto probabile che sia presente anche l’altra.

Dott. Roberto Cavaliere

La libertà del cuore

La libertà del cuore (Ajahn Sumedho)- Parte I

Dal libro “La mente e la via”

Molte persone si servono del concetto di libertà come ideale da seguire nella vita. Vogliamo ottenere una qualche forma di libertà: libertà fisica, spirituale o emotiva. Nessuno vuole essere imprigionato, costretto, legato, perciò la libertà diventa un ideale. È un concetto importante da contemplare, perché non sempre capiamo cosa significhi libertà.
Per buona parte della vita proviamo attaccamento agli ideali, e la nostra società ce ne fornisce una gran quantità a cui aggrapparci. La libertà è uno di questi. Aggrapparsi all’ideale senza una saggia riflessione sulle sue reali implicazioni ci porta all’insoddisfazione, perché la vita raramente ci dà la libertà che vorremmo avere o che pensiamo di meritare.

Cercare la libertà che parte dal desiderio

Possiamo sentirci continuamente delusi dalla vita, non perché stiamo vivendo qualcosa di veramente sbagliato, ma perché la vita non ci dà quello che vogliamo o che pensiamo di meritarci. Ci capita spesso di dire: “Non è giusto”. Pensiamo che le cose dovrebbero sempre essere giuste. È facile rendersi conto che, al momento della nascita, certi possiedono il meglio che offra la vita, altri invece nascono in situazioni orribili e infelici. Tanta disuguaglianza è davvero ingiusta, non è così? Perché gli americani non distruggono gli armamenti? Perché in Medio Oriente non fanno altro che combattere, bombardando e distruggendo una bella città come Beirut? Perché si muore di fame in Africa? Perché nell’America Centrale ci sono povertà e ingiustizia? Non è giusto, non vi pare? Non è giusto che la vita sia così, e desideriamo che sia altrimenti. Quello a cui tendiamo è la libertà, ma ci tengono a freno le convenzioni e persino il corpo fisico.
L’aspetto paradossale in tutto questo è che, a quanto pare, seguire i propri impulsi e desideri non porta veramente alla libertà. Ho tratto questa deduzione dalla mia esperienza di vita. Ho scoperto che quando pensavo di essere libero di seguire i miei desideri, finivo per sentirmi confuso e schiavo del desiderio. Avevo un’infinità di scelte, una molteplicità di possibilità da cui essere attratto o respinto. La nostra ’società libera’ non è che questo. Però, a quanto pare, la varietà di scelte e di possibilità porta sempre a uno stato di confusione.
Al contrario, in una società che presenta un minor numero di opportunità, la vita non è così complicata. La vita monastica, per esempio, non lo è perché non dà molte scelte. Quando mi sveglio al mattino, non posso domandarmi: “Che mi metto stamattina?” “Come mi pettino i capelli?” Non c’è grande possibilità di scelta. A molti la vita monastica sembra una sorta di castigo in cui tutto è proibito; non puoi far questo, non puoi far quello. L’effetto della disciplina sulla mente è quello di semplificare la vita. Non si resta intrappolati in una quantità di scelte sul piano dell’esperienza sensoriale.
Quando vi abbandonate alla vita monastica, quando smettete di resisterle e di desiderare altre opportunità per fare ciò che volete, la vostra vita ne risulta, ovviamente, semplificata. È molto più chiara e diretta.
La libertà non si trova nel desiderio, ma c’è libertà nel Dhamma. Si può condurre una vita che non sia basata sulle preferenze e sugli attaccamenti. E quando la vita non è più impegnata in scelte infinite, quando non ci sono più tutte le opinioni, le opportunità e le idee con cui siamo messi a confronto in una società complicata, c’è la semplicità. La mente (o il cuore) si liberano per mezzo della semplicità e di una direzione morale. Siamo capaci di rispondere e aprirci alla vita come non potremmo fare in una vita complicata dal desiderio, dalla preferenza e dall’attaccamento personale. Essendoci aperti alla vita, ci rendiamo conto che la libertà del cuore non è libertà di fare quello che si vuole.
Qualsiasi desiderio derivi dall’ignoranza ci porta ad attività o a esperienze non abili. Il desiderio ci spinge sempre a ottenere qualcosa, a sbarazzarci di qualcosa o ad aggrapparci a qualcosa, perché tale è la natura del desiderio. Non appena il desiderio ottiene ciò che vuole, inizia a volere qualcos’altro. Non ho mai visto un desiderio soddisfatto, un desiderio felice per aver ottenuto ciò che voleva. Potrà esserci una certa soddisfazione personale nel momento in cui si ottiene ciò che si vuole, poi però il desiderio inizia a muoversi verso qualcos’altro. Non si può essere soddisfatti nemmeno quando si ottiene ciò che si desidera, nemmeno se si possiedono ricchezza, potere, prestigio e il meglio che offre la vita. Per esempio, se diventaste molto ricchi, iniziereste immediatamente a preoccuparvi di perdere tutto il vostro denaro. La paura della perdita e il desiderio di guadagno non hanno mai fine.
Fintanto che siamo intrappolati nelle illusioni che il desiderio crea dall’ignoranza, il nostro resta un mondo fondato sulle illusioni. Il desiderio non libera mai il cuore; lo condiziona a sperare in una libertà futura. La ricerca della libertà tramite il desiderio non fa altro che aumentare la schiavitù e l’illusione.Molte persone si servono del concetto di libertà come ideale da seguire nella vita. Vogliamo ottenere una qualche forma di libertà: libertà fisica, spirituale o emotiva. Nessuno vuole essere imprigionato, costretto, legato, perciò la libertà diventa un ideale. È un concetto importante da contemplare, perché non sempre capiamo cosa significhi libertà.
Per buona parte della vita proviamo attaccamento agli ideali, e la nostra società ce ne fornisce una gran quantità a cui aggrapparci. La libertà è uno di questi. Aggrapparsi all’ideale senza una saggia riflessione sulle sue reali implicazioni ci porta all’insoddisfazione, perché la vita raramente ci dà la libertà che vorremmo avere o che pensiamo di meritare.

Bibliografia consigliata

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Un manifesto per credenti

e non credenti

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14-17 febbraio 2008

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Liberta
dalla Solitudine e dalla Sofferenza

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alla Liberta

Rudolf
Steiner

Tra
Destino e Liberta

Fondamenti di scienza karmica

La libertà del cuore – Parte II

La libertà del cuore (Ajahn Sumedho)

- Parte II

Aprirsi al Dhamma


Il Buddha diede risalto all’indagine sulle illusioni di cui siamo preda tramite l’esame della natura stessa del desiderio, della sofferenza e della cessazione del desiderio. Esaminando il desiderio, vediamo che non è altro che un movimento. Non è una persona, né un assoluto; sorge e scompare: questo è il movimento del desiderio. Se non lasciamo che il desiderio cessi, un desiderio ne condizionerà un secondo che, a sua volta, ne condizionerà un terzo e il processo andrà avanti all’infinito. Il termine buddhista ‘attenzione’ (in Pali: sati) significa ‘riflettere, portare alla coscienza, portare alla mente le cose così come sono’. Per essere attenti, bisogna concentrare gli sforzi sul momento presente, a meno che non vi sia un pericolo immediato verso il quale l’istinto di conservazione vi rende attenti. Nelle situazioni normali, dovete esercitare un certo sforzo per osservare, in modo imparziale, come sono le cose. Impariamo a osservare senza giudizio, a non proiettare qualcosa sul momento, che poi cercheremo di giustificare o di difendere. Quando attenzione e saggezza cooperano, c’è la capacità di prendere nota e di essere ricettivi.
Diventiamo sensibili alle cose come sono; in breve, al Dhamma.
Perciò, ‘Dhamma’ è un termine che abbraccia tutto. Significa ‘le cose così come sono realmente, senza alcun pregiudizio’. Significa ‘la legge naturale’. Quando contempliamo il Dhamma, non partiamo da un’idea preconcetta. Se ne dessimo una definizione precisa, cominceremmo a cercare qualcosa, non vi pare? Non è quella la via. La via dell’attenzione consiste nell’aprire la mente al come è: qui e ora.
Spesso si ignorano tempo e luogo. Possiamo essere qui e desiderare di essere altrove. Il tempo è ora, ma raramente siamo col momento presente; gran parte della vita è occupata dai ricordi del passato o dalle aspettative e dalle paure per il futuro. Facciamo progetti per il futuro e pensiamo al passato, ma non prendiamo neppure nota del vero Dhamma del qui e dell’ora – così com’è adesso. Pensando al passato e al futuro siamo preda della forza del desiderio e attratti verso qualcos’altro. Riflettere in tal modo sulla condizione umana aiuta a capire perché il mondo è così com’è.

L’intenso desiderio del cuore

Vediamo come nella vita moderna la gente cerchi di rendere giusta ogni cosa o di impedire terribili ingiustizie. È una nobile causa. È apprezzabile. Ma non è sufficiente. Finisce che cerchiamo di pulire la casa e di mettere a posto ogni cosa. Ma non appena ne abbiamo pulito una parte, l’altra comincia di nuovo a sporcarsi. È come cercare di pulire Londra con uno spazzolino. Non si può. Non troverete mai la perfezione nelle strutture sociali che dovrebbero assicurare la giustizia, l’uguaglianza e la clemenza, perché vi si intrufola l’imperfezione.
La società diventerà ben ordinata, equa e giusta quando sarà libero il cuore della gente. Finché sarà preda dei desideri, delle richieste, delle illusioni e dell’ignoranza, il meglio che si possa fare è avere leggi che creino determinate norme. Se qualcuno non si attiene alle norme, finirà in prigione. È il meglio che si possa fare. Non avremo mai vera uguaglianza o giustizia o clemenza nel regno sensoriale, perché esse provengono dal cuore. Non scaturiscono dagli occhi, dalle orecchie, dal naso, dalla lingua o dal corpo; è solo nel cuore che le cose sono eque, che ci sono clemenza, giustizia e uguaglianza.
Cosa intendiamo per cuore? La parola può essere usata per indicare un organo del corpo, o può riferirsi alla nostra natura emotiva. Di solito si riferisce ai sentimenti. Per esempio, se siamo delusi, diciamo che ‘ci hanno spezzato il cuore’. Poi, c’è la parola ‘mente’ che si riferisce a qualcosa di meno emotivo. La mente ha a che fare col processo intellettivo, con la capacità di razionalizzare e di pensare; quando, però, parliamo della capacità di sentire e di reagire con amore, usiamo la parola ‘cuore’, non la parola ‘mente’. Tutti anelano alla libertà, in un modo o nell’altro. Speriamo che arrivi qualcuno a esaudire i nostri desideri e a renderci felici, come Cenerentola in attesa del principe azzurro. Forse siamo in attesa del Messia, o di Maitreya se siamo buddhisti, o del primo ministro, del presidente giusto che metterà il paese sulla buona strada. C’è il desiderio intenso di qualche forza esterna, di qualcosa al di fuori di noi, che ancora non si è presentata.
Di solito, quel genere di aspirazione viene esaudita, in ogni cultura, dalla sua religione, dall’aspirazione spirituale verso qualcosa di supremo. L’aspetto sensoriale dell’umanità non riesce mai a soddisfarci veramente; ecco perché esiste la religione: per soddisfare quel bisogno dell’aspirazione umana. Mira al divino, o a ciò che c’è di elevato, a qualcosa verso cui dobbiamo innalzarci. Quando qualcosa vi ispira, lo spirito sale in alto, non sprofonda verso il basso. Quando sprofonda, si colma di angoscia, di disperazione, di vanità o depressione; è quel che chiamiamo ‘andare all’inferno’. Vi si spezza il cuore, lo spirito affonda e voi non coltivate aspirazioni, non puntate a qualcosa di elevato.
La nascita e la coscienza sensoriale rafforzano il senso di separatezza. La coscienza sensoriale è una coscienza che opera separazioni e discriminazioni che ci fanno sempre sentire alienati dalle cose. Sul piano sensoriale c’è sempre una sensazione di separazione e di conflitto.
Possiamo aspirare alle cose mondane, alla ricchezza e alla fama, ma non sono sufficienti. Pur aspirando a una posizione mondana, nel momento in cui la contempliamo, ci rendiamo conto che non è effettivamente ciò che vogliamo. Proviamo naturalmente l’aspirazione a elevarci. È il desiderio intenso dell’unione o non separazione. In termini buddhisti, è l’aspirazione al Dhamma, alla verità. Quando abbiamo un’aspirazione simile, ci eleviamo invece di lasciarci intrappolare dall’attaccamento ai sensi.


Bibliografia consigliata…



Daniele Graffagnino

Il Desiderio più Grande: Vivere Liberi

Vita Nuova Editrice
Il desiderio più grande: vivere liberi” è un libro aperto rivolto a te, che vuoi trasformare i tuoi stati d’animo in momenti meravigliosi, abbandonando negatività interiori, sentimenti ed emozioni che spesso sono la causa del tuo malessere e delle tue frustrazioni. Imparare a pensare in modo libero, è la strada che ci conduce all’amore per noi stessi, che ci rende presenti in ogni situazione e condizione.

Liberi dalla rabbia, dalla gelosia, dall’invidia, dalla tristezza, dalla depressione, dalle paure.

Metti l’amore al primo posto, riversa nell’amore tutta la tua energia, apri il cuore e sentiti libero di vivere in pienezza.



Yongey Mingyur Rinpoche

Budda, la Mente e la Scienza della Felicità

Prefazione di Daniel Goleman

Sperling & Kupfer Editori

Da migliaia di anni i buddisti ricorrono alla meditazione per raggiungere la pace interiore. Yongey Mingyur – che gode dell’invidiabile titolo di “uomo più felice del mondo” e la cui attività cerebrale durante la meditazione è stata analizzata negli Usa – affronta in questo libro, intrecciando spiritualità, neuroscienza e fisica quantistica, l’argomento della felicità in modo molto oggettivo: tanto da mostrare al lettore come grazie a un training sistematico sia possibile stimolare le aree del cervello associate alla felicità e alla compassione, aumentando le nostre potenzialità e trasformando la nostra mente, il nostro corpo, la nostra vita.



Sandra Heber Percy

Il Risveglio della Coscienza

L’India segreta dei Maestri Realizzati

Laris Editrice

Con questa autobiografia di un percorso spirituale, una storia di vita vissuta che comincia il giorno in cui, Sandra, a quarantadue anni abbandona una Toscana che l’ha allevata e impregnata della sua cultura, per poi coraggiosamente affrontare l’India con anni ed anni di solitudine, immersa in un cammino che è andato ben oltre ogni religione e gradualmente anche ogni concetto.

Sandra ha così saputo riassumere i suoi diciotto anni di ricerca, senza fare di questo libro un testo di concetti, bensì di riflessioni ed esperienze a contatto con i Maestri, infatti, non scrive per indicare una strada né diffondere insegnamenti per raggiungere l’illuminazione, ma racconta come la sua vita è stata forgiata attraverso anni ed anni vissuti sotto l’ala protettiva di grandi Maestri realizzati, di Avatar (incarnazioni divine) ed con il raro incontro di un Avadootha.

I Maestri, incastri misteriosi del puzzle Divino, hanno la missione di essere di esempio nell’integrare ogni insegnamento ricevuto in precedenza. Essi sono paragonabili a ricetrasmittenti o piramidi cristalline della forza di tremila kilowatt d’energia Cosmica, e a Sandra, la mano del destino ha fatto incontrare i più puri che il nostro secolo abbia mai conosciuto.

Con delizioso e sottile umorismo, l’autrice racconta con grande sincerità i test simili ad acidi ‘corrosivi’ a cui è stata sottoposta dai Maestri e come spesso un loro sorriso celasse ulteriori lezioni, ed incomprensibili ed imprevisti cambiamenti di rotta. Vivendo a fianco di questi grandi illuminati con una visione a trecentosessanta gradi, l’autrice mi ha spesso detto ridendo di aver subito un lavaggio in lavatrice a cento gradi.

Ora è ancora nella fase della centrifuga dove ogni traccia di ego, ogni goccia d’illusione viene strizzata e prosciugata e paragona la ricerca spirituale alle matrioske russe di legno: aprendo la bambola ne troviamo un’altra più piccola e un’altra ancor più piccola e un’altra ancora… finché non ci si arrende e non si cerca più niente.

L’analisi interiore è un susseguirsi di espansione, sollievo e armonia sempre più profonda. Il valzer Divino è caratterizzato da ritmi accelerati da cui spesso non si riesce neppure a prendere fiato e si ha bisogno di una sosta tra le sfide e i vari test. Offre però anche soluzioni ed intuizioni che il tempo rivela come Perfezione del disegno della Coscienza.

Poiché la vita è come un fiume che scorre senza sapere dove andrà a sfociare. Alcuni di noi sono fiumi in piena che scendono tumultuosi e qualche volta si trovano a cambiare completamente ogni percorso per ritornare ancor più velocemente alla Sorgente. Cercare di capire con la mente non serve a molto, è con il cuore che si può percepire ogni verità vivendo appieno l’avventura della vita.

Le Dinamiche della Vita di Coppia

Le Dinamiche della Vita di Coppia

La vita di coppia non è un qualcosa di già preconfezionato, ma esige una costruzione costante e paziente da parte di entrambi, sperimentandone la difficoltà e talvolta il fallimento.

Ogni relazione incomincia con un incontro. Un pò alla volta ci si rende conto che si sta bene insieme, che si prova interesse l’un l’altro e si è pronti a rivelare qualcosa di sè.
Tutto è cominciato con un incontro, uno sguardo, un sorriso, una parola. Dopo i primi momenti, si è fatta viva l’esperienza di stare bene insieme, si sono manifestate sempre più intensamente la trepidazione dell’attesa, la gioia dell’incontro , la bellezza di essere in due. Si sviluppa un sentimento di attrazione che rende felici, reciprocamente “diversi” dagli altri amici, per cui si desidera stare da soli, parlarsi comunicare, manifestare la propria predilezione anche con gesti che con altri non si farebbe.
E’ il momento dell’innamoramento: fenomeno indefinibile completamente, non traducibile in termini precisi, le parole possono esprimere solo gli effetti; diviene qualcosa di incontrollabile, spontaneo, può incanalare tutte le attività mentali. Lo scopo è quello di rompere il sistema chiuso della propria personalità individuale, abituando il soggetto a prendere decisioni, a progettare, a pensare e a sentire, tenendo presente l’altra personalità, con le sue aspirazioni, interessi, bisogni. Progressivamente emerge una realtà nuova: il noi, la coppia. A mano a mano che ci si conosce meglio, è probabile che ci si partecipi l’un l’altro del proprio mondo interiore dei propri
sentimenti, così che la vita di ogni giorno diventa sempre più ricca di significato.

E’ scelta gioiosa, entusiasmante, ma anche dura. E’ l’incontro di due storie diverse, di tanti anni vissuti separatamente. Ognuno ha i suoi interessi, le sue idee; di qui viene la ricchezza dell’incontro. Ognuno deve rispettare la personalità dell’altro e aiutarlo a realizzare se stesso.

Il rapporto a due diviene così scelta di stare insieme, di camminare, di costruire una realtà nuova. Ed è l’amore: offrire la propria disponibilità a donarsi all’altro, con impegno di fedeltà reciproca. E’ il passaggio verso la stabilità, la quotidianità, all’amore come scelta di vita. Tutto questo passa attraverso alcuni momenti di crescita, in cui si è protesi alla conquista di alcune tappe. Il superamento delle proprie posizioni, dei propri modi di pensare, di agire, rappresenta il primo passo concreto per andare incontro all’altro.
Lo svincolo e l’autonomia dalla propria famiglia d’origine, dalle regole, dalle modalità e dalle consuetudini che vigono in essa, rappresenta un passo decisivo per il costituirsi ed il vivere la coppia.
Questo permetterà la definizione delle regole proprie della coppia: regole che potranno essere sia riconosciute e dichiarate da entrambi o quelle implicite, date per scontate ed assodate.
Sarà necessario che i due arrivino entrambi a definire e sperimentare le regole di base del loro rapporto, non lasciando nulla di intentato o all’improvvisazione.
Accanto alle regole si perverrà alla definizione dei rispettivi ruoli all’interno della coppia.
Il passo successivo è quello di costruire il proprio terreno comune: tutto ciò che definisce l’essere di coppia, tutto ciò che diviene patrimonio di entrambi, quindi i progetti, le aspirazioni, l’agire, le scelte che caratterizzano la coppia.

Nel costruire il proprio essere di coppia si dovrà tenere presente alcune dimensioni, che divengono parte fondante della coppia stessa:

- l’attenzione alla persona in quanto tale e prima di ogni altra cosa, quindi rispetto di sè e dell’altro, di ciò che egli è e
non come lo vorrei, di ciò che è stato e di ciò che è;
- la stima di sè e dell’altro, avendo fiducia nelle proprie e nelle altrui potenzialità, accettandosi ed accettando tutto
quello che costituisce il patrimonio personale di entrambi;
- il realismo della propria e dell’altrui possibilità, chiamando per nome i pregi ed i difetti;
- la trasparenza nel mostrarsi in verità, avendo il coraggio di comunicare all’altro i propri sentimenti profondi;
- la meraviglia dell’altro per come è, scoprendo ogni giorno il lato buono, gioendo e meravigliandoci di queste continue scoperte che rivitalizzano il rapporto;
- la gratuità nel farsi dono continuo e costante all’altro, mostrando disponibilità ad un aiuto vero e disinteressato.

DOCUMENTAZIONE

Da Eric Fromm:

L’amore non è soltanto una relazione con una particolare persona: è un’attitudine, un orientamento di carattere che determina i rapporti di una persona col mondo, non verso un “oggetto” d’amore. Se una persona ama solo un’altra persona ed è indifferente nei confronti dei suoi simili, il suo non è amore, ma un attaccamento simbiotico, o un egoismo portato all’eccesso. Eppure la maggior parte della gente crede che l’amore sia costituito dall’oggetto, non dalla facoltà di amare. Infatti essi credono perfino che sia prova della loro intensità del loro amore il fatto di non amare nessuno tranne la persona “amata”. Poichè non si vede che l’amore è un’attività, un potere dell’anima, si ritiene che basti trovare l’oggetto necessario e che, dopo ciò,”tutto vada da sè”. Questa teoria può essere paragonata a quella dell’uomo che vuole dipingere ma che, anziché imparare l’arte sostiene che deve solo aspettare l’oggetto adatto, e che dipingerà meravigliosamente non appena lo avrà trovato.
Se io amassi veramente una persona, io amerei il mondo, amerei la vita. Se posso dire ad un altro“Ti amo”, devo essere -in grado di dire“Amo tutti in te, amo il mondo attraverso di te, amo in te anche me stesso”.

Dott. Argentino Cagnin

T.M.

http://free-greenangel.blogspot.com

Eventi sulle dinamiche di coppia qui

Altri articoli sulla Coppia:

Bibliografia consigliata…



Giulia SavaresePsicologia della Coppia: Attrazione e Amore
Carocci Editore

Il volume affronta tematiche pertinenti alla psicologia dell’amore, partendo dall’analisi delle fonti dell’attrazione interpersonale, soffermandosi sugli aspetti relativi alla nascita della coppia e alla sua evoluzione, analizzando la natura della gelosia e l’eventuale fine del rapporto amoroso.

Illustra inoltre l’influenza del legame di attaccamento filiale sulla scelta del partner, sulla stabilità o instabilità della relazione a due, sull’infedeltà e la gelosia.

Quali sono i meccanismi alla base dell’attrazione? Che cosa ci fa innamorare? Nella scelta di un partner gioca un ruolo più importante la somiglianza o la differenza?

Il volume affronta tematiche pertinenti alla psicologia dell’amore, partendo dall’analisi delle fonti dell’attrazione



Ushma HinnawiMeditazioni Guidate 5 –

Migliorare il Proprio Rapporto di Coppia – CD

Red Edizioni

Vivere bene il rapporto di coppia significa condividere con il partner le emozioni, sognare insieme con il desiderio di costruire una vita comune, amarsi giorno dopo giorno.

Dall’amore ricambiato nasce un’energia vitale che rende la vita più felice.

Questo rilassamento, grazie alle musiche del CD e ai suggerimenti forniti dalmanuale, vi aiuterà ad aprire il vostro cuore all’amore. Vi sarà quindi possibile:

• conoscere a fondo il vostro partner e apprezzarne la preziosa unicità;
• imparare ad abbandonarvi alle vostre emozioni;
• trarre dal vostro rapporto di coppia energia ed entusiasmo;
• alzarvi la mattina con un sorriso e addormentarvi la sera felici.



Sabina Dosani Peter CrossRavvivare la Vita di Coppia

52 brillanti idee per dare nuova vita alla propria storia d’amore

Hobby & Work Edizioni

La vostra vita di coppia sembra avere subito una battuta d’arresto? È tempo di rimettere le cose al loro posto. Questo libro spiega come farlo in modo semplice, chiaro e immediato.
Come si possono recuperare i momenti d’oro in cui il proprio rapporto era all’inizio e ancora molto eccitante, quando solo il pensiero di parlare con la persona amata faceva battere il cuore?
Se negli ultimi tempi avete notato che il vostro rapporto ha perso un po’ di smalto, questo è davvero il libro che fa per voi.



Paule SalomonLa Sacra Follia della Coppia

Come costruire un’unione serena e duratura

Età dell’Acquario Edizioni

Per millenni l’attrazione fisica non è bastata a evitare il conflitto tra i sessi. Come uscire allora da questo circolo vizioso? Attraverso la saggezza, perché l’istinto ha fallito. Il successo di un rapporto di coppia non dipende dalla promessa del paradiso o dalla minaccia di castighi infernali, ma dall’accettazione della responsabilità di sé stessi e dalla riscoperta del sentimento dell’amore. Le forme di autorità religiose e sociali (compreso il rapporto di coppia) creano individui dipendenti, schiavi di sé stessi e degli altri. Il senso di colpa è l’arma privilegiata di tutti i sistemi oppressivi, ed è un’arma tagliente purtroppo anche nella coppia. Due persone che ne siano afflitte trovano qualunque pretesto per dilaniarsi, anche all’interno di un legame affettivo: solo estirpandone le velenose radici si può costruire una relazione solida.

Paule Salomon, filosofa e terapeuta francese di grande successo, analizza la relazione uomo-donna e la sua evoluzione, dalla «coppia arcaica» alla «coppia risvegliata», quella che vive l’amore con consapevolezza. Attraverso casi concreti, l’autrice indica gli ostacoli (spesso generati dall’ambiente familiare) che si frappongono a un’unione serena e duratura, individuando nell’autoanalisi e nell’ascolto dei propri desideri (e dei propri paradossi) la chiave di una «nuova arte di amare», accessibile a tutti.

La Coppia che Funziona: Ama te stesso e non importa chi sposerai

La Coppia che Funziona: Ama te stesso e non importa chi sposerai

La maggior parte dei divorzi è inutile!

Con questa affermazione provocatoria ma al tempo stesso incoraggiante, questo libro è diventato in Germania un vero best-seller. Grazie alla sua esperienza di consulente per la coppia, l’autrice ha conoscenza diretta della “Guerra dei Roses” che spesso si scatena tra i partner, e fa tabula rasa delle aspettative secondo cui “la prossima volta, andrà meglio”: la prossima volta, se non si vive il rapporto di coppia come un mezzo per la propria crescita personale, si ripresenteranno puntualmente i medesimi problemi di relazione.

Il rapporto di coppia, secondo l’autrice, è un cammino che richiede sì un grande impegno, ma che vale veramente la pena di essere intrapreso.
Prendendo spunto da numerosi esempi tratti dalla sua vita professionale, Zurhorst spiega da cosa dipende se, dopo la felicità iniziale, non restano che delusione, rabbia e frustrazioni. E racconta come un rapporto d’amore, profondo e duraturo è possibile anche laddove forse si era già persa la speranza.

Eva-Maria Zurhorst è giornalista, scrittrice e psicoterapeuta. Esercita attività di coaching in campo aziendale e nelle terapie per la coppia. continua…

Tu che ne pensi di questa afferamazione di Eva?

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ONORABILE SESSUALITA’: Il Piacere non è Peccato

ONORABILE SESSUALITA’: Il Piacere non è Peccato

La cultura occidentale ci ha trasmesso un’idea negativa del sesso: qualcosa

da nascondere… quasi di cui vergognarsi. La rivoluzione sessuale

degli scorsi decenni ha giustamente ribaltato questi principi

rischiando però, talora, di ridurre la sessualità

al semplice incontro di due

o più corpi…

Ed ecco l’epilogo dell’appassionante vincenda del sindaco di Scorzè, o meglio ex sindachessa del Nordest, Clara Caverzan impegnata ora nella presentazione del suo libro scandalo, intitolato

Desideria by Ophluchi

Il libro racconta la storia di una donna sulla trentina: è cresciuta dalle suore, ha attraversato la rivoluzione sessuale del Sessantotto in Veneto, poi si è sposata. Ma nel matrimonio non ha trovato l’appagamento sessuale che cercava. La protagonista deve fare i conti con una famiglia chiusa, «tipica del Nordest – spiega l’autrice – una famiglia votata all’apparenza, non certo a quello che si è, nella quale credeva di potersi esprimere, mentre in realtà ha sposato soldi e suoceri». Le progressive iniziazioni sessuali della protagonista ne accompagnano la crescita, che avviene anche attraverso gli incontri, descritti con verismo, con diversi partner. «Nonostante la rivoluzione femminile e il femminismo – prosegue il sindaco – ancor oggi non si riesce a parlare di sesso in maniera naturale, pare impressionante che un sindaco scriva di sesso, ma non siamo nel Medioevo, speriamo non mi mettano al rogo».

Clara, la sindachessa-scrittrice che fa arrossire un paese intero

Nel romanzo non c’è niente di autobiografico. «Quella madre non è mia madre, il marito non è mio marito – assicura Caverzan – però i personaggi sono presi dalla realtà. L’unica al suo posto è la nonna, che è mia nonna, l’unica persona alla quale avrei il coraggio di farlo leggere senza paura di critiche moraliste o ipocrite». Ed è proprio contro l’ipocrisia del Nordest che la Caverzan, con un passato nell’ambientalismo vicino a Michele Boato e ora alla guida di una giunta di centrodestra, ha deciso di scrivere questo libro. In passato aveva dato alle stampe due pubblicazioni per bambini («Chaled, leprotto affettuoso» nel 2001 e «Piripì e piripò» nel 2002), ora il passo nella letteratura per adulti. E con un chiodo fisso: ribaltare l’impostazione, «tipicamente maschile», secondo cui a letto la qualità è più importante della quantità. «Non è assolutamente vero – afferma – per una donna è un trauma vedere che il proprio compagno ha dimensioni contenute». Nonostante la certezza, la Caverzan non sa però indicare le misure giuste: «Diciamo che esiste un minimo sindacale». Ed è lo stesso pensiero della protagonista del romanzo, che riferendosi al proprio marito dice: «in quel momento mi sembrava come il suo pene: volitivo, coraggioso, istintivo, timido, baldanzoso, violento, forte, menefreghista, egoista, buono come il suo padrone quando è buono, ma anche menefreghista e onesto perché viene quando sente che sta per venire! Aveva il c… rosa, turgido, sottile… corto».

La Caverzan, sposata e con una figlia di 34 anni che non ha ancora letto il libro, critica i giovani di oggi, troppo occupati per soddisfare le proprie donne. «La verità è che non c’è più tempo per il sesso – afferma con fare sicuro – nessuno si ferma per provare un po’ di piacere. C’è da andare in discoteca, gestire il proprio blog, navigare su internet, guardare la televisione o giocare alla playstation. Quante amiche mi dicono di non combinare più niente con il proprio compagno. La società è in agitazione, nessuno trova più il giusto equilibrio tra sesso e affetto». Dunque gli uomini non combinano più nulla sotto le coperte, sentendo le parole della prima cittadina. «E questo va anche a discapito degli stessi maschi – aggiunge – perchè quando una donna si sente amata fino in fondo riesce a dare tutta se stessa».

La sindaca ha anche la risposta pronta per i detrattori, magari gli avversari politici, che l’accuseranno di aver pubblicato questo libro per farsi un po’ di pubblicità in vista delle prossime elezioni. «Volevo scriverlo sotto pseudonimo – spiega – ma è stato il mio editore a impormi di firmarlo con nome e cognome. E sarò io la prima a scandalizzarmi se qualcuno avrà qualcosa ridire». L’unica cosa che la prima cittadina non ha ancora spiegato è cosa l’ha spinta a cimentarsi con la letteratura erotica. Ma a domanda risponde: «Perchè ho scritto un libro sul sesso? Forse perché scopo poco».

Giorgio Barbieri

http://nuovavenezia.repubblica.it/dettaglio/Io-sexy-sindachessa-scrivo-di-erotismo-contro-l-ipocrisia-del-Nordest/1469716?edizione=EdRegionale

Altri articoli a tema:

Libri a tema:


Daniel Reid

Il Tao del Sesso, della Salute, della Longevità

Un approccio pratico ad un antico metodo

Mediterranee

Vi è, oggi, una continua ricerca di medicine e terapie orientali di tipo alternativo. Quest’opera costituisce una guida pratica di uso immediato e personale per un sistema di vita positivo ed equilibrato, e nello stesso tempo è un’introduzione al Taoismo.

Il Tao, l’elemento più antico e fondamentale in una delle prime civiltà umane, è considerato importante anche nella Cina contemporanea. Questo libro, pratico e accessibile, è il primo che esplora – alla luce delle scoperte della scienza occidentale – il sistema di cure della salute in uso da oltre 5000 anni presso i medici cinesi, i praticanti di arti marziali e quelli della meditazione.

Abbinando ricerche personali con le proprie esperienze, l’Autore offre ai lettori occidentali i risultati e le risposte conseguenti ai suoi studi. Il libro contiene tutti gli aspetti della salute con informazioni sull’alimentazione, la dieta, il digiuno, la respirazione e gli esercizi, la meditazione e lo yoga sessuale.

Il volume tratta soprattutto tre aspetti d’importanza vitale per ogni essere umano – la salute, il sesso e la longevità – strettamente collegati tra loro e base della felicità: esso consentirà a uomini e donne di migliorare e di prolungare la propria vita.


Osho

Sesso Soldi Potere

Stampa Alternativa

Osho spiega come rendere sesso, soldi e potere elementi sempre positivi, costruttivi e vivificanti per noi e per la nostra società. Il libro evidenzia anche l’importanza d’essere sempre se stessi, liberandosi dai condizionamenti ed operando scelte consapevoli e sentite. Per imparare finalmente a considerare – sesso, denaro e potere – non come fini ma come mezzi per conquistare equilibrio di gioia e felicità.

Biografia di Osho: Mai nato – Mai morto – Ha solo visitato il pianeta Terra tra l’11 dicembre 1931 e il 19 gennaio 1990. Con queste parole immortali, Osho detta il continua…

Lo trovi su Macrolibrarsi


Raffaele Morelli

Il Sesso è Amore

Mondadori

“Fai sesso e non pensare.”
Il nuovo provocatorio libro dello psicologo più amato dalle lettrici
L’eros, spiega Morelli, è la forza più pura e potente che gli dei ci hanno donato.

L’errore più grande è quello di condannarlo, legarlo al concetto di peccato o comunque imbrigliarlo troppo con il pensiero.

È attraverso il sesso infatti che si esprime la nostra anima più vera e profonda e il nostro compito non è altro che quello di lasciarlo esprimere.

La contrapposizione fra sesso e amore, che riempie le lettere delle pazienti di Morelli e di tutte le poste del cuore, rappresenta dunque un falso problema.

Il sesso è amore, il vero amore.

Il resto sono sentimenti più superficiali, più ragionati, meno veri.

Dopo lo straordinario successo di Ama e non pensare lo psicologo di Riza torna con un libro dal tema caldissimo affrontato con quel piglio al tempo stesso semplice e rivoluzionario che ha conquistato i lettori e le lettrici italiani.



Autori Vari

Sesso Libero ma Dalla Mente

Dalla tradizione tantrica alla bioenergetica passando per Wilhelm Reich

Jubal Editore
Antologia dalla storica rivista cult Re nudo.
La sessualità è una porta d’accesso a stati di coscienza elevati.
Le tradizioni tantriche, le rivisitazioni contemporanee, la bioenergetica e le teorie di Wilhelm Reich.
Con testi di: Osho Rajineesh, Jacopo Fo, Romano Madera, Satya Puja Richardson, Susy Blady, Majid Valcarenghi, Nityama Masetti…

Lo trovi su Macrolibrarsi

e tanti altri ancora qui

Roy Martina – Info-Corsi-Intervista-Dicono di lui…

Roy Martina

Info-Corsi-Seminari-Intervista

Dicono di lui…


Medico e psicologo con più di 25 anni di esperienza, Roy Martina combina nella sua esperienza conoscenze mediche tradizionali e una pluriennale esperienza nel campo della medicina orientale e alternativa: Omeopatia, Agopuntura, Elettro-diagnosi, Terapia Naturale, Riflessologia, Dietologia, Terapia Neuro-emozionale e Benessere preventivo.

Dal 1995, dopo anni di ricerche sugli effetti delle tossine ambientali sul sistema immunitario, Martina ha concentrato i suoi sforzi sullo Stato di Benessere Totale (Mente, Corpo, Anima e Spirito).

Proprio da queste sue nuove ricerche sono scaturiti innovativi e rivoluzionari metodi per il raggiungimento del benessere psico-fisico: INTEGRA, NEI – Integrazione NeuroEmozionale (uno dei più noti ed efficaci metodi terapeutici alternativi nello sviluppo della qualità della vita), Equilibrio Emozionale (una tecnica per diminuire lo stress e gestire al meglio le emozioni), IRT, RAPID, Vitality Medicine, OMEGA Health Coaching, Emozional Wellness Coaching.

Relatore dalle eccezionali doti comunicative, conoscitore di 5 differenti lingue, Roy Martina tiene seminari in tutto il mondo non solo ai suoi colleghi e agli operatori del benessere ma a tanti imprenditori e uomini d’affari che desiderano raggiungere l’equilibrio e l’armonia.

Martina è il fondatore della “Roy Martina Academy”, presente in Germania e in Olanda, per la formazione sia dei pazienti sia degli operatori del settore; dei “Second Opinion Wellness Centers” e infine di “RELIEF” una fondazione no-profit per supportare la terapia emozionale nei bambini e negli adolescenti.

Roy Martina è anche autore di numerosi libri tra cui:

L’Arte della Vitalità,

Come essere felici insieme,

Chi siamo veramente?,

Nati per vivere sani,

Sei un campione!,

I chakra nell’era dell’Acquario,

Equilibrio Emozionale.


Dicono di lui …

‘Oltre ad insegnarmi come trasformare la paura in coraggio e la rabbia in comprensione, Roy mi ha guidato nel cambiamento della mia realtà sul concetto di cosa è la vita, non più una battaglia ma un misterioso e affascinante gioco pieno di angeli, guide, avventure e sfide da vivere con entusiasmo ogni giorno dove tutto quello che vogliamo si manifesta a noi come una magia. Partecipare ad un suo seminario è un piacere per i sensi, allenamento per la mente e soprattutto nutrimento per l’anima.”

- Daniela Scimonelli, Personal Trainer Roy Martina Academy

“[…]Pochi come lui sanno motivare e trascinare una platea. Suscitare l’entusiasmo ed il coinvolgimento. Fare divertire senza essere un clown, ma semplicemente consentendo alle persone di accedere al proprio vero sé, alle proprie emozioni più profonde, magari soffrendo, ma alla fine ricavandone una incomparabile gioia liberatoria. Ed è questa carica gioiosa che io ricordo maggiormente di quegli incontri e che ciascuno poi riporta con sé nel suo quotidiano.”

Beatrice Orlandini, consulente e “voce” italiana di Roy Martina

“Agli inizi degli anni ’90 mi ritrovai in una saletta di un albergo romano, attratto da un medico americano che proponeva un test Kinesiologico semplice ed efficace. Questo medico era Roy Martina. Le cose che appresi allora in quell’incontro sono diventate parte integrante del mio lavoro. Dopo qualche mese un gruppo di amici mi invitò ad un incontro con un medico americano che proponeva nuovi approcci alla cura del paziente. Era ancora Roy che in quell’occasione disorientò letteralmente il numeroso gruppo di medici accorsi per ascoltarlo. Roy pretendeva che noi medici uscissimo dal nostro atteggiamento esclusivamente mentale, ci chiese di non prendere appunti e di seguire semplicemente il seminario. […] Con Roy ho imparato l’uso della Kinesiologia, del sistema INTEGRA, del NEI. Ma la cosa più importante che ho imparato da Roy è stato la capacità di affrontare il rapporto con il paziente con maggiore consapevolezza.”

Dr. Sergio Sarli, medico omeopata e agopuntore in Roma

www.hiperformance.it

Prossimi eventi:

Informazioni dettagliate qui


Presentazione ultimo libro:


L’ANELLO MANCANTE DEL SEGRETO:


ottieni il massimo dalla Legge di Attrazione

Roy Martina presenta in anteprima il suo ultimo libro

Roma 5 dicembre 2008
Con Roy Martina

Ingresso libero

Clicca per vedere tutte le pubblicazioni di Roy Martina

Intervista a Roy Martina qui



Convivere con se stessi: Roy Martina parla di Equilibrio Emozionale

Intervista a Roy Martina

Convivere con se stessi: Roy Martina parla di Equilibrio Emozionale.

Medico e psicologo di fama internazionale, autore di testi famosi come ‘L’Arte della Vitalità’ e ‘Equilibrio Emozionale’, Roy Martina combina nella sua venticinquennale esperienza conoscenze mediche tradizionali e una pluriennale esperienza nel campo della medicina orientale e alternativa. Abbiamo voluto fargli qualche domanda.

Dr. Martina, per cominciare può spiegarci cosa sono le emozioni e in che modo possono diventare tanto potenti da tenerci in ostaggio, anziché lasciare a noi stessi il controllo della situazione?

E’ difficile definire correttamente le emozioni. Si tratta di sentimenti che indirizzano le nostre azioni verso determinate situazioni. Per esempio: pensate a come reagireste se vi trovaste nel bel mezzo di un ingorgo stradale, dopo avere vinto una cospicua somma di denaro alla lotteria o, viceversa, dopo aver trascorso una notte orribile litigando con vostra moglie.

Ogniqualvolta proviamo un’emozione, si crea in noi un accumulo energetico che deve essere liberato. Provare emozioni è diverso che esprimerle: solo in quest’ultimo caso si è in grado di liberare tale energia. Le emozioni, se soppresse o negate, possono diventare causa di stress e malattie croniche. Dobbiamo imparare ad affrontare alcune delle emozioni che – se soppresse o mal gestite – generano un’implosione della nostra energia, tale da essere somatizzate con disturbi psicofisici.

In cosa consiste l’Equilibrio Emozionale?

Il raggiungimento dell’Equilibrio Emozionale È una delle vie più veloci per raggiungere il benessere. Esso consiste nella gestione ottimale delle emozioni e rappresenta una soluzione a molti disagi, tra cui stati d’animo improduttivi come paure, fobie, stati d’ansia, stress; dolori fisici come mal di testa, mal di denti, mal di mare, ecc.; inoltre esso consente di ottenere una maggiore autostima, rispetto e pace interiore.

Può farci qualche esempio pratico?

Certamente. Prendiamo ad esempio:

La paura

Essa si basa sull’idea che possiamo perdere ciò che è più prezioso per noi (la vita, una persona amata, la salute, la stabilità economica). Io la definisco “la maggiore responsabile della malattia”. Gli organi “toccati” da questa emozione sono la vescica ed il rene. Ad essa sono riconducibili l’insicurezza, l’indecisione, la sfiducia.

Come possiamo gestirla?

Innanzitutto dicendo a noi stessi che ci accettiamo con tutta la nostra paura ed insicurezza; inoltre, possiamo concentrarci sulla respirazione. Io suggerisco di inspirare lentamente contando fino a sette e, nel contempo, spingere in fuori l’addome; trattenere il respiro contando fino a tre ed espirare quanto più lentamente e gradualmente è possibile, spingendo contemporaneamente l’addome verso l’interno.

Qualche altro esempio ?

Vediamo un’altra emozione molto dannosa:

La rabbia
Essa può scaturire dalla sensazione di essere stati trattati in modo ingiusto, di non essere capiti, di non riuscire ad ottenere ciò che desideriamo. Se repressa o mal gestita, è estremamente dannosa per il nostro cuore e per tutti gli altri organi vitali.

Ad essa sono connesse la frustrazione e l’irritazione.

Come possiamo gestirla?
Possiamo risolvere il conflitto interiore usando un’affermazione verso noi stessi simile a quella prima indicata: “Amo profondamente me stesso e mi accetto con la mia rabbia e la mia frustrazione”. Inoltre, io consiglio di adottare la pratica del perdono. Dobbiamo imparare a perdonare la persona che ha provocato in noi tale rabbia e perdonare noi stessi per avere permesso che qualcuno ci facesse arrabbiare. Solo così potremo eliminare l’energia provocata da questa emozione.

Per finire parliamo dello stress.

Lo stress

è legato al nostro modo di affrontare quello che incontriamo lungo il nostro percorso. Il miglior modo per far si che lo stress “si dissolva come aria” (AIR in Inglese). Questi sono i passaggi che consiglio di seguire:

- Agire su quello che possiamo cambiare e controllare;

- Integrare, accettando quello che non possiamo cambiare o controllare;

- Rilasciare ogni tensione che impedisca il libero flusso dell’energia.

Il nostro corpo indica, di volta in volta, se a livello emotivo siamo in equilibrio, ovvero se sprigioniamo correttamente l’energia provocata dalle nostre emozioni.

Il metodo dell’ Equilibrio Emozionale fornisce la chiave di lettura di ciò che il nostro stesso corpo ci suggerisce, consentendoci in tal modo di compiere un grande passo verso il benessere psicofisico e la completa vitalità.

Intervista fornita gentilmente da Hi-Performance e www.e-school.it

Libro Segnalato

Roy Martina

Equilibrio Emozionale

Vivere partendo dalle proprie forze.
Essere in equilibrio con le proprie emozioni.
Possedere un forte senso di amor proprio e del rispetto di sé stessi.
Non soffrire più di paure, tensioni, fobie e altre emozioni ostacolanti.
Non è una cosa che desideriamo tutti? Roy Martina ha sviluppato un nuovo metodo (dopo quello di “Integrazione NeuroEmozionale”) con il quale si può cominciare da soli a individuare e risolvere quelle emozioni che costituiscono un elemento bloccante a livello fisico o psichico.

Clicca per vedere tutte le pubblicazioni di Roy Martina

Roy Martina

Info-Corsi-Seminari-Intervista

Dicono di lui…

Amore vero e Felicità: significato e uso di queste due parole nel nostro Linguaggio quotidiano

Amore e Felicità


Tristezza, rabbia e paura: sono tutte emozioni che derivano da qualche forma di attaccamento a qualcosa o a qualcuno. Tuttavia molti di noi imparano a credere che anche l’amore e la felicità siano emozioni.

Tale convinzione oscura sia il nostro bisogno che l’abilità di essere più consapevoli delle nostre emozioni e di come le creiamo. Essa deriva dalla perdita di significato delle parole ‘amore’ e ‘felicità’. Usiamo queste due parole in maniera troppo generica al punto che esse sono diventate due tra le parole più fraintese ed eccessivamente usate nel nostro linguaggio quotidiano.

Amore è per lo più confuso con desiderio (ti amo in realtà significa: ti voglio), con l’attaccamento (amo la mia squadra di calcio), con la dipendenza (amo la mia cocaina) e con l’identificazione (amo il mio paese).

Quando parliamo di amore in questo senso non parliamo di amore quanto del suo opposto.

Facciamo lo stesso con la parola felicità. La usiamo e ne abusiamo in molti modi. La confondiamo con un possesso (è appena arrivato il mio tappeto nuovo, sono così felice!), con il consumo (ho appena mangiato il mio cibo preferito, sono così felice!), con qualche esperienza stimolante (ho appena visto il film più recente, sono così felice!) e con il sollievo (non ho più mal di denti, sono così felice!).

In tutti gli esempi citati stiamo in realtà dicendo che crediamo che l’amore e la felicità nella vita vengano dal di fuori di noi e che siano dipendenti dagli altri, dalle circostanze o da qualche stimolo fisico. Tuttavia, tutti sappiamo profondamente che vero amore e felicità sono incondizionati, non dipendenti da qualcosa o da qualcuno, e che si muovono dall’interno verso l’esterno e non dall’esterno verso l’interno.

Amore vero e felicità possono essere considerati stati d’essere fondamentali a cui possiamo accedere a piacimento una volta che abbiamo imparato a rivolgere le nostra attenzione alla nostra interiorità e a vivere dal dentro al fuori e non dal fuori al dentro. Essi possono anche essere considerati il nostro puro potenziale in tutte le situazioni. Quando agiamo con amore vero facciamo qualcosa per gli altri che porta loro beneficio a livello spirituale e quando ciò accade sperimentiamo le vera felicità, che è più simile a una profonda sensazione di appagamento interiore.

Questo modo di vivere affonda le sue radici nella pace. Se non siamo in pace con noi stessi non possiamo dare amore. La pace è, l’amore fa e la felicità (appagamento) ripaga.

Solo allora la nostra autostima e il senso del nostro valore diventano solide rocce, perché ci rendiamo conto che questi nuclei di qualità interiori non possono esserci portati via e che essi sono la base del nostro valore in quanto persone e dei nostri valori di vita. Quando impariamo ad accedere e a generare questi stati fondamentali del nostro essere, essi ci danno la forza di smuovere il nostro carattere in positivo, da quello basato sulla competizione, sul possesso e sulla sopravvivenza a uno basato sulla co-operazione, la condivisione e il servizio. In breve, dal prendere al dare.

Quando scopriamo interiormente ciò che eravamo convinti si potesse trovare solo esternamente, scopriamo libertà e serenità profonde. Il metodo per sostenere questa consapevolezza e connessione è la pratica regolare della meditazione. Il campo di azione è la relazione con gli altri. Quando la felicità di una madre non dipende dall’obbedienza del figlio, allora è capace di ‘essere amore’ per quel figlio, anche quando imporrà delle regole.

Quando la felicità di un manager non dipende dall’essere in tempo per le scadenze, né dalla performance dei membri del suo gruppo, allora saprà essere più attento e più incoraggiante verso i suoi collaboratori, il che è alla base di una leadership efficace. Quando gli innamorati si incontrano, smettono di dirsi “ti amo“, e invece si dicono “io sono amore per te”.

Domanda: Da dove pensi derivi gran parte della felicità nella tua vita?

Riflessione: La felicità è una decisione e non una dipendenza

Azione: Che cosa puoi fare domani nella tua relazione con una persona in particolare per passare dal desiderare e sopravvivere al sostenere e servire?

(Brahma Kumaris World Spiritual University -[Sadhana)
vai agli articoli:

Le Dinamiche della Vita di Coppia

Relazioni di coppia

La Coppia che Funziona: Ama te stesso e non importa chi sposerai

Gelosia: il timore di perdere…

Altre letture a tema: qui




Decalogo della vita di coppia

1

Cercate di non arrabbiarvi entrambi nello stesso momento per lo stesso motivo. Questo implica saggezza e prudenza, ma è sempre meglio che uno dei due sappia controllarsi durante le discussioni.

2

Non urlate! Moderazione, educazione e rispetto prima di tutto, gridare è di per sè un´aggressione, indipendentemente da quello che si dice.

3

Non cercate sempre di “vincere” nella discussione, a volte è semplicemente meglio chiudere in silenzio: una sconfitta apparente può essere, in realtà, una grande vittoria su noi stessi. La cosa peggiore delle discussioni è che spesso si cerca solo di vincere sull´altro, invece di trovare insieme le soluzioni ai problemi.

4

Se vuoi criticare qualche difetto o atteggiamento del tuo partner, fallo sempre con amore. E´ già abbastanza difficile accettare i propri difetti, ancora di più se ce li sottolineano gli altri. Per questo, cerca di essere sensibile e comprensivo quando critichi o dici qualcosa di negativo all´altro.

5

Mai rinfacciargli/le gli errori del passato.

6

No ammettere l´incuria. Nell´amore devono esserci anche delle sane pretese: dobbiamo cercare sempre il meglio per la persona che amiamo, anche se a volte è necessario insistere per ottenerlo.

7

Non andate mai a dormire con un problema irrisolto.

8

Ricordati di dire all´altra persona, almeno una volta al giorno, qualcosa di affettuoso. Curare i dettagli è importante, ed è un´attenzione che a volte si perde con il passare degli anni.

9

Quando fai un errore, sappi ammetterlo e chiedi scusa.

10

Nessuno è perfetto: se ti innamori di qualcuno la cosa più logica è che lo accetti con i suoi pregi e i suoi difetti.

(tratto da nozzeclick.com)

Alcune novità librarie sulla coppia


Gilberto GobbiVorrei Dirti Tutto di Me

L’importanza del dialogo nella coppia e nella famiglia

Vita Nuova Editrice
ISBN: 9788887085310

Prezzo € 15,00

Compralo su Macrolibrarsi

Nel presente lavoro, l’ottica è la relazione coniugale e familiare, attraverso l’analisi della comunicazione e dei suoi vari linguaggi (verbali e corporei), nei suoi aspetti profondi (nascosti) e in quelli comportamentali (visibili): la comunicazione è un fattore rilevante per la formazione, la continuità o l’interruzione della vita della coppia.

Il guardarsi dentro, come singolo e come coppia, e la conoscenza delle proprie e altrui attese ed emozioni, delle risposte e non risposte che sono date reciprocamente, facilitano la rimessa in discussione, con senso critico-costruttivo, della situazione relazionale e del percorso della coppia.

Ciò facilita la ricerca delle soluzioni più idonee per superare le difficoltà, in particolar modo attraverso una comunicazione costruttiva, la comprensione dei vissuti e il dialogo.

La comunicazione delle menti e dei corpi crea il clima psico-affettivo favorevole e diviene espressione della totalità dell’amore coniugale.



Krishnananda AmanaSesso e Intimit

Accogliere e superare paure e insicurezze per vivere al meglio la vita di coppia

Urr Edizioni
ISBN: 9788850327881

Prezzo € 14,00

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Krishnananda e Amana ci accompagnano nell’esplorazione delle connessioni esistenti tra sesso e amore, condividendo ciò che hanno maturato nel corso della loro vita insieme.

Quando tra due persone esiste una relazione d’amore profonda, la sessualità può divenire ulteriore fonte di nutrimento e di sempre maggiore intimità o fonte di fraintendimenti, conflitti, ferite e sfiducia.

Il sesso infatti si trasforma quando l’intimità diviene più profonda: una volta superata la passione iniziale, diventiamo più vulnerabili e sensibili. È allora che le paure e le insicurezze possono venire alla luce. È allora che, per mantenere vivi e coinvolgenti amore e sesso, dobbiamo sviluppare comprensione, sensibilità e comunicazione, e un modo nuovo di fare l’amore.

Se ci preoccupiamo di nutrire e rendere sempre più profondo il nostro amore, la nostra vita sessuale potrà restare attiva e continuare a svilupparsi. Ma se ci distraiamo e non ci assumiamo la responsabilità di affrontare qualunque cosa ostacoli la via dell’amore e della connessione, la nostra sessualità ne soffrirà e manifesterà disfunzioni.



Giulia SavaresePsicologia della Coppia: Attrazione e Amore
Carocci Editore
ISBN: 9788843045785

Prezzo € 10,00

Compralo su Macrolibrarsi

Il volume affronta tematiche pertinenti alla psicologia dell’amore, partendo dall’analisi delle fonti dell’attrazione interpersonale, soffermandosi sugli aspetti relativi alla nascita della coppia e alla sua evoluzione, analizzando la natura della gelosia e l’eventuale fine del rapporto amoroso.

Illustra inoltre l’influenza del legame di attaccamento filiale sulla scelta del partner, sulla stabilità o instabilità della relazione a due, sull’infedeltà e la gelosia.

Quali sono i meccanismi alla base dell’attrazione? Che cosa ci fa innamorare? Nella scelta di un partner gioca un ruolo più importante la somiglianza o la differenza?



Gilberto GobbiCoppia e Famiglia Crescere Insieme
Vita Nuova Editrice
ISBN: 8887085064

Prezzo € 13,00

Compralo su Macrolibrarsi

«Coppia e Famiglia, Crescere Insieme». La coppia e la famiglia vivono una stagione difficile, sembra che tutto indichi la sua dissoluzione. Non vi è fase che non presenti delle difficoltà che appaiono insormontabili. Eppure migliaia di giovani affrontano la vita coniugale con fiducia e progettualità.

L’ Autore si rivolge a questi giovani e a quegli adulti, che credono nella vita coniugale, nelle capacità dei due di sapersi amare, di saper affrontare assieme il cammino della vita, di poter realizzare l’ideale matrimoniale nella situazione relazionale concreta.

E’ una progettualità che coniuga ideali e valori con le circostanze quotidiane, con le storie delle persone, con le loro personalità, per scrivere la storia della propria coppia e della propria famiglia.



Esther PerelL’Intelligenza Erotica – Edizione Economica

Come identificare i killer del desiderio nella vita di coppia

Tea libri
ISBN: 9788850217557

Prezzo € 8,60

Compralo su Macrolibrarsi

La stabilità amorosa è la tomba del sesso, parafrasando, ma non troppo, un noto adagio. I media fanno a gara a lanciare periodici allarmi: una relazione monogama porta inevitabilmente, fatalmente, al calo del desiderio. Tutto ha un prezzo, e la sicurezza sentimentale si paga in svalutazione erotica.

La cosa è talmente normale e universalmente condivisa da rientrare ormai nell’affollato mondo dei luoghi comuni. Terapeuta della coppia e della famiglia, Esther Perel lavora quotidianamente con chi al torpore sessuale non si vuole proprio rassegnare.

E ci suggerisce che tra le lenzuola la coppia moderna è forse troppo moderna e che democrazia ed eros non vanno poi così d’accordo: il desiderio ha bisogno di mistero, la passione di contrasti, la seduzione di sottili manipolazioni… la stabilità quotidiana va speziata con generose spolverate di rischio e un pizzico di gelosia.

Un libro per aprire la gabbia che ci costringe alla cattività sessuale e a trovare la strada per un erotismo domestico ma non addomesticato.



Sabina Dosani Peter CrossRavvivare la Vita di Coppia

52 brillanti idee per dare nuova vita alla propria storia d’amore

Hobby & Work Edizioni
ISBN: 9788878516663

Prezzo € 14,90

Compralo su Macrolibrarsi

La vostra vita di coppia sembra avere subito una battuta d’arresto? È tempo di rimettere le cose al loro posto. Questo libro spiega come farlo in modo semplice, chiaro e immediato.
Come si possono recuperare i momenti d’oro in cui il proprio rapporto era all’inizio e ancora molto eccitante, quando solo il pensiero di parlare con la persona amata faceva battere il cuore?
Se negli ultimi tempi avete notato che il vostro rapporto ha perso un po’ di smalto, questo è davvero il libro che fa per voi.



Tavernise Mirella Maria Assunta ConsalviVoglia d’Amore

Domande e risposte per il benessere della coppia



Caro Handley30 Giorni per… Migliorare la Vita di Coppia
Hobby & Work Edizioni
ISBN: 8878514578

Prezzo € 7,00

Compralo su Macrolibrarsi


A prescindere se abbiate appena conosciuto il vostro partner o stiate insieme da sempre, questo libro è quello che fa per voi! “30 giorni per… migliorare la vita di coppia” è la guida essenziale per costruire un rapporto sano, sereno, duraturo e fondato sull’amore. Scoprite insieme quello che cercate in un rapporto, i vostri obiettivi e valori, e come mantenere vivi l’amore e la passione.

Con un approccio informale, acuto e ironico, Caro Handley, psicoterapeuta, vi mostrerà come crescere nel cambiamento, rafforzare i lati positivi della coppia, risolvere i problemi, affrontare le difficoltà e i contrasti, e restare uniti per sempre. Con un esercizio, un consiglio o una riflessione al giorno, quest’originale guida analizza i problemi più comuni e offre approcci positivi per risolverli, supportandovi nelle sfide che man mano incontrerete. In soli trenta giorni scoprirete come costruire un rapporto duraturo e, al tempo stesso, entusiasmante, passionale, divertente, profondo e responsabile.



Paul SosLa Sessualit

La vita di coppia, i problemi dei giovani, la menopausa, la contraccezione, le malattie infettive…

De Vecchi – Remainders
ISBN: 8841293136

Prezzo € 4,45 (sconto del 50%)

Compralo su Macrolibrarsi


Concepita come una conversazione con il proprio medico di fiducia, una guida agile e completa che affronta e chiarisce ogni dubbio, rispondendo alle domande più frequentemente poste agli specialisti.



Willy PasiniA Che Cosa Serve la Coppia
Oscar mondadori
ISBN: 9788804423058

Prezzo € 8,80

Compralo su Macrolibrarsi


Un’originale analisi della nostra sfera più intima, quella privata, che esplora il territorio affascinante e misterioso del rapporto tra uomo e donna.

Della coppia, realtà fondamentale della nostra esistenza, il libro esamina gli ’stili’, i ‘legami’, ma anche le vicissitudini, i problemi e i percorsi che distinguono quella sana da quella malata, gli atteggiamenti tipici delle coppie appena nate e quelle dei connubi che durano, i comportamenti che aiutano e quelli a rischio. Il tutto sostenuto non da astratte teorie, ma da un gran numero di casi clinici della vita professionale di Willy Pasini.



Otto BrinkQuando l’Amore Vince

Vita di coppia: le regole del gioco

Urr Edizioni
ISBN: 9788850325832

Prezzo € 12,00

Compralo su Macrolibrarsi


Nella nostra cultura si sono progressivamente allentati i legami della persona singola con la famiglia e con i suoi antenati: i valori dell’individuo, dell’autonomia della singola personalita’, prevalgono e vengono idealizzati. Bert Hellinger, in piu’ di venti anni di lavoro con la terapia breve delle Costellazioni Familiari, ci ha fatto capire che l’idea di una personalita’ autonoma e’ per molti aspetti un’illusione. La singola persona e’ molto piu’ legata di quanto si sia soliti pensare alla famiglia da cui proviene (e non solo ai genitori, ma a parecchie generazioni precedenti), nel bene e nel male.
Questo libro applica il lavoro di Hellinger alla coppia: alla sua costruzione, alla vita insieme, alla comunicazione fra partner.



Fabio MarchesiLa Coppia Illuminata

Tutti desiderano Amare ed essere Amati, ma…

Anima Edizioni
ISBN: 888913755X

Prezzo € 12,90

Compralo su Macrolibrarsi


Questo testo è un Inno all’Amore consapevole inteso come vera “comunione di intenti” in cui ogni cosa assume un valore che può essere compreso che deve essere considerato: tanto il percepibile quanto l’impercepibile,
tanto le parole e le azioni, quanto i pensieri e le intenzioni. Vengono descritti “meccanismi” che inconsapevole intervengono in ogni relazione affettiva di coppia, o potenziale tale, come l’entanglement, un fenomeno, riconosciuto dalla fìsica quantlstica, che coinvolge due o più “entità” e che si manifesta attraverso una comunicazione ed un condizionamento del comportamento reciproco a distanza. La Coppia Illuminata è un nuovo modo di concepire qualsiasi relazione affettiva che spiega le dinamiche che stanno all’origine dei molti “fallimenti” nei rapporti di coppia e introduce un modo di essere, di pensare, di agire che possa invece permettere di realizzare il “miracolo” di una relazione vissuta pienamente, con Amore autentico, nella Gioia, ciò a cui la natura dell’essere umano tende “spontaneamente”



Hans JellouschekL’Arte di Vivere in Coppia
Magi Edizioni Scientifiche
ISBN: 8888232648

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A qusto punto posso dire – scrive Jellouschek nelle ultime pagine del libro – di aver smontato pezzo per pezzo l’ideale neoromantico dell’amore. All’amore come esperienza amorosa ho contrapposto una via comune di “esrcizio”; al desiserio di una simbiosi protratta nel tempo la necessità di stabilire dei limiti e di mantenere una giusta distanza; all’amore come autorealizzazione egoistica la capacità di abbandonarsi all’altro; alle pretese assolute nei confronti del partner un ridimensionamento tramite altre relazioni sociali; alla sopravvalutazione del piacere sessuale la dedizione totale al «tu» dell’altro; all’ideale di una crescita spontanea la necessità di prendere decisioni consapevoli che diano forma al legame; infine, all’importanza quasi religiosa dell’amore erotico la sua smitizzazione attraverso la scoperta di una nuova religiosità, intesa come esperienza interiore e profonda. Mi rendo conto che questo quadro è più complesso di quello fiabesco prospettato dall’amore romantico, ma chi l’ha sperimentato sa che non è certo meno affascinante.



Jean-Louis AbrassartMassaggio di Coppia – DVD

Per aggiungere tenerezza e sensualit al rapporto di coppia

Red Edizioni
ISBN: 8874474245

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Toccare,
accarezzare, sfiorare sono azioni che accrescono il grado di intimità
nella relazione di coppia. Scoprire attraverso le mani il corpo
dell’altro, comunicare e suscitare con il tatto le emozioni è il modo
più semplice di rendere intenso l’amore.

Questo
DVD presenta una forma particolare di massaggio, fatto di gesti
sensuali che donano calore e benessere e favoriscono uno scambio
completo delle emozioni.

I perché nascosti della malattia psicosomatica : Come guarire ed essere felici.

I perché nascosti della malattia psicosomatica -

psicosomatica-olisticaCome guarire ed essere felici.

Disagio psicologico. Quando la malattia diventa un rifugio

Una piccola premessa: propongo questo articolo per rispondere ad un messaggio che ho ricevuto da una cara ragazza, che per convenzione chiameremo Debora, che scrive: “Mi sono rotta una caviglia… ho la gamba ingessata. C’è un messaggio da capire o sono le solite stronzate senza senso che mi capitano?

Se tu stai sempre male..
Certe persone, anche in giovane età, si trovano a lottare contro una cattiva salute. Non hanno nessuna malattia seria, solo tanti piccoli fastidiosi disturbi che influenzano la loro vita e le loro relazioni con gli altri. Queste persone sembrano perseguitate dalla sfortuna: ne hanno sempre una! Disturbi come stanchezza cronica, vertigini, tachicardia, gastriti, coliti, cefalee, vaginiti, cistiti, dolori muscolari, cervicale, sindrome premestruale, ciclo irregolare, bruxismo e continui raffreddori ed influenze (e l’elenco potrebbe continuare a lungo!) sono tristemente familiari per queste persone così cagionevoli.

Purtroppo, chi soffre di questi acciacchi non si sente compreso né dal medico curante che spesso liquida i loro mali come “stress” né dai loro familiari che li trattano da ipocondriaci.

Ti sei riconosciuto in questa descrizione? Sappiamo che non ti senti bene e che non è giusto che la tua sofferenza venga banalizzata o minimizzata, ma , quando questi disturbi persistono, possono essere la “spia” di una profonda sofferenza psicologica.

Gli stretti legame fra corpo e mente.
Giustamente, chi soffre di un continuo malessere, si arrabbia quando i suoi disturbi vengono attribuiti allo stress. Chi soffre di una serie di disturbi psicosomatici non è un malato immaginario, è una persona che sta male davvero, anche se i suoi disturbi sono causati “solo” dallo stress. Le ultime scoperte scientifiche hanno evidenziato come corpo e mente siano strettamente collegati. Quando siamo ansiosi e spaventati, nel nostro corpo avvengono una serie di reazione biochimiche e ormonali: il nostro metabolismo accelera, il nostro battito cardiaco aumenta, la pressione sale, salgono i livelli di trigliceridi e di colesterolo nel sangue mentre diminuiscono gli ormoni sessuali. Le emozioni negative influiscono anche sul sistema immunitario che diventa meno resistente alle malattie e alle infezioni.

Purtroppo se lo stato di stress si prolunga nel tempo, ci si può ammalare seriamente.

Certo, non si può assolutamente affermare che tutte le malattie abbiano un origine psicosomatica : tuttavia le persone infelici o ansiose tendono ad ammalarsi di più e a riprendersi più lentamente dalle malattie rispetto alle persone serene.

Il caso di “Cerotto”.
Una mia paziente è soprannominata dagli amici “Cerotto” per la sua tendenza alle malattie e agli incidenti. La povera ragazza, a nemmeno 30 anni, ha collezionato un numero impressionante di malattie, distorsioni, contusioni e piccole fratture. Parlare con lei è come ascoltare un bollettino medico: ogni settimana ha un malessere diverso. Occorre dire che non c’è da parte sua alcuna simulazione né decisione cosciente. Anzi, “Cerotto” sta pagando un prezzo altissimo per i suoi meccanismi inconsci :non c’ niente di divertente nel rompersi un dito o nell’avere una distorsione alla caviglia!

In genere, le sue malattie o i suoi incidenti seguono uno schema ricorrente: “Cerotto” si ammala quando deve affrontare delle responsabilità che non si sente pronta ad assumere o quando vuole evitare un conflitto con una persona per lei importante. La prima frattura, per esempio, si è verificata quando la ragazza stava andando al suo primo colloquio di lavoro: è scivolata e si è rotta un dito. Questo le ha permesso di evitare il colloquio e il lavoro. Ma quando è riuscita a trovare un lavoro, è stata costretta a rinunciarvi perché ha sviluppato una forma di “otite bollosa” , refrattaria a qualsiasi trattamento medico, che è scomparsa quando ha deciso di lasciare il lavoro. Tutti i suoi successivi tentativi di inserirsi nel mondo del lavoro sono falliti per cause mediche : lo stress dell’ ambiente lavorativo la faceva ammalare e di conseguenza, la ragazza veniva licenziata per le sue numerose assenze. In campo sentimentale, la situazione non è migliore : a partire dall’adolescenza, “Cerotto” è sempre stata fidanzata ma quando la relazione diventava seria, si ammalava o aveva un incidente. Questo le permetteva di rimandare una decisione impegnativa come il matrimonio o la convivenza e testare inconsciamente la disponibilità del partner a prendersi cura di lei.

Insomma, le malattie nella sua vita avevano la funzione molto importante, sebbene inconscia, di evitare le responsabilità della vita adulta , preservando allo stesso tempo la propria autostima ed evitando il conflitto con gli altri.

Occorre sottolineare, ancora una volta, che si tratta di meccanismi assolutamente inconsapevoli, se la ragazza fosse infatti cosciente delle sue paure e dei suoi reali desideri, troverebbe un modo più efficace e, soprattutto meno doloroso, per affrontare i suoi problemi.

Malattia e desideri regressivi.
Di fronte alle difficoltà della vita, tutti noi almeno una volta abbiamo desiderato scappare su un isola tropicale oppure ritornare in un periodo della nostra vita più spensierato e con meno responsabilità. A volte, quando siamo particolarmente scontenti, visto che non possiamo scappare o ritornare bambini, ci ammaliamo.

Naturalmente non sto sostenendo che tutte le malattie siano frutto di desideri regressivi! Ma, a volte, la malattia psicosomatica può essere l’espressione di un inconscio desiderio di fuggire da una vita stressante e insoddisfacente.

Naturalmente la malattia psicosomatica può avere molti significati che non è possibile esaminare in questa sede, per cui mi limiterò a parlare soltanto di uno dei molti significati possibili del disagio psicosomatico: quello della regressione.

Quando ci ammaliamo, possiamo permetterci di essere deboli e di far sì che altre persone ci accudiscano e si occupino di noi. Spesso, chi è ammalato, riceve per via delle sue sofferenze una attenzione e una comprensione da parte delle persone che lo circondano, che da sano non riceverebbe. Inoltre, la malattia può consentirci di prendere una pausa da una quotidianità vissuta come troppo logorante e frustrante e/o può evitarci di assumere delle responsabilità, salvaguardando allo stesso tempo la nostra autostima.

Per esempio, la ragazza citata nel paragrafo precedente, essendo sempre malata o incidentata era giustificata agli occhi degli altri e di se stessa se non si metteva alla prova nella vita.

Ma evitando le responsabilità, evitava anche di confrontarsi con i propri limiti ed evitava anche il rischio di fallire.

I perché nascosti della malattia psicosomatica
Molti malati psicosomatici sono cresciuti in ambienti familiari freddi e distratti e non si sono mai sentiti veramente amati e considerati dai loro genitori. Soltanto quando erano malati, riuscivano ad ottenere da parte delle figure genitoriali affetto e attenzioni. Il messaggio inconscio che hanno ricavato dalle loro esperienze infantili è che il dolore è il prezzo dell’amore e che solo se soffrono possono essere amati.

Non solo: alcuni malati psicosomatici sono molto arrabbiati e risentiti per le deprivazioni affettive subite, e si aspettano inconsciamente dalla vita e dagli altri una specie di “risarcimento” per la mancanza d’amore della loro infanzia. Di conseguenza, nelle relazioni affettive cercano nel partner il genitore amorevole che non hanno mai avuto. Si aspettano dall’ altro una devozione totale e un amore incondizionato che per primi non riescono a dare.

Ma dal momento che le loro aspettative sono eccessive, difficilmente si sentono soddisfatti dei loro rapporti con gli altri.

La scarsa autostima è un tratto caratteristico del malato psicosomatico regressivo : quest’ultimo ha spesso di sé un immagine negativa : si percepisce come una persona debole, inferiore agli altri, incapace di cavarsela da solo nella vita.

Alcuni malati psicosomatici convinti di non riuscire ad interessare gli altri per le loro qualità, scelgono inconsciamente di diventare ” speciali” nelle loro debolezze. E il ruolo di “malato cronico”, di ” quello o quella a cui va sempre tutto male” può diventare un modo per essere finalmente visti dagli altri, per avere una propria identità, per trovare il proprio posto in famiglia o nella società.

Come guarire ed essere felici.
Guarire da uno stato di malessere cronico è possibile ma richiede un notevole lavoro su se stessi. Per stare meglio è importante cambiare l’immagine di sé , concentrandosi sulle proprie risorse (invece che sulle pecche fisiche e caratteriali) e lavorare sulla capacità di autoaffermazione e sull’assertività.

In questo paragrafo, daremo al riguardo qualche sintetica indicazione che spero, potrà essere utile:

1. Pratica regolarmente uno sport
Chi soffre di frequenti disturbi psicosomatici non ha un buon rapporto con il proprio corpo, che spesso percepisce come debole e malato. Avere una buona forma fisica può cambiare la percezione corporea, e di conseguenza, farti entrare in contatto con la tua forza interiore.

Lo sport è utile perché ti aiuta a sviluppare l’autodisciplina, una qualità carente in molti malati psicosomatici. Se è possibile scegli uno sport che permetta di scaricare l’aggressività come le arti marziali o il kick-boxing, ecc … Queste attività sportive ti faranno sentire più forte fisicamente e quindi, anche mentalmente.

2. Aumenta la tua soglia di tolleranza allo stress.
In genere, il malato psicosomatico di tipo regressivo ha una bassa soglia di tolleranza allo stress : di fronte alle difficoltà fugge oppure si ammala. Per diventare più forti , è importante sviluppare una buona dose di autodisciplina. Quindi è necessario imparare a fare le cose e rispettare tutti gli impegni anche quando non ci si sente al massimo della forma fisica o psicologica.

3. Sviluppa l’assertività nelle relazioni con gli altri.
Solitamente chi soffre di disturbi psicosomatici ricorrenti ha delle grosse difficoltà ad essere assertivo : l’aggressività viene rivolta verso se stessi e verso il proprio corpo. In altre parole, il malato psicosomatico si serve inconsciamente della malattia per comunicare agli altri le proprie esigenze e i propri desideri. Un esempio di questo meccanismo è quello della casalinga che si sente sfruttata e non appoggiata dai familiari e che sviluppa un improvvisa allergia ai detersivi, “costringendo” così marito e figli ad aiutarla nelle pulizie di casa. Chi soffre di frequenti disturbi psicosomatici spesso deve imparare a riconoscere e ad esprimere in modo assertivo le proprie esigenze.

4. Non appoggiarti troppo agli altri.
Chi non si è sentito amato da piccolo, come molti malati psicosomatici, tende inconsciamente a cercare nel partner il genitore amorevole che non ha mai avuto. Oppure nel migliore dei casi, chi sta sempre male, tende a pretendere dal partner un trattamento speciale a causa della sua salute delicata. E’ superfluo aggiungere che queste dinamiche psicologiche difficilmente danno luogo a rapporti felici e appaganti ! Chi soffre di continui disturbi psicosomatici dovrebbe cercare di ridurre le sue aspettative, cercando di instaurare con il partner un rapporto il più possibile partitario e gioioso.

5. Pensa a tutto quello che hai ricevuto dalla vita
A volte, chi ha avuto molte malattie è risentito con la vita perchè sente di aver avuto più problemi e difficoltà della media della gente e , in alcuni casi, può essersi formato un immagine di sé negativa come quella di una persona sfortunata, con molte pecche fisiche e caratteriali. Ma quando si è troppo focalizzati su quello che non si ha avuto nel passato, si diventa incapaci di apprezzare quello che si ha nel presente. E quando ci si concentra troppo sulle limitazioni a cui la malattia ci costringe, si diventa incapaci di vedere le opportunità che la vita ci offre. Quindi per superare la dolorosa sensazione di essere perseguitato dalla sfortuna, è bene concentrarsi sulle opportunità che ci sono state offerte ( e non solo su quello che ci è mancato) , sui nostri punti di forza (e non solo sulle nostre debolezze), sulle soluzioni (e non solo sui problemi)

6. Prendi contatto con la tua aggressività.
Chi soffre di disturbi psicosomatici tende a rivolgere verso se stesso l’aggressività sia con una continua autosvalutazione, sia ammalandosi, sia mettendosi in situazioni spiacevoli e stressanti.

Per prendere contatto con la propria parte aggressiva, può essere utile frequentare un corso di bioenergetica. La bioenergetica lavorando sul corpo , è adatta soprattutto alle persone molto celebrali, in quanto permette un contatto più profondo e immediato con le proprie emozioni.

Dottoressa Anna Zanon

(www.ilmiopsicologo.it)

Invia qui (o nello spazio sottostante per i commenti) i tuoi consigli a Debora e a tutti coloro che vivono questi stati di sofferenza, te ne siamo GRATI!

POSSIAMO FARCELA!

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Psicologia Psicosomatica Yoga - MP3
Diario di Psicosomatica

Articolo:Consigli di Benessere Alimentare: Maratona del PH

Invito: L’ANELLO MANCANTE DEL SEGRETO – SEMINARIO CON ROY MARTINA 7 Dic.

imagesMessaggio personale da Maggy …


Un avviso importante …

io e Andrea , il responsabile del sito www.solonewage.it che ci allieta con i meravigliosi pensieri della sua newsletter quotidiana e spesso divulga gli articoli proposti in questo blog, saremo a Verona il 7 Dicembre per il seminario di Roy Martina.

Ci farebbe molto piacere incontrarti, conoscerti di persona e magari condividere con te pareri
e consigli sui contenuti che ti proponiamo ogni giorno.

Ti ricordo che mancano ancora pochi giorni per usufruire dell’offerta che Macrolibrarsi
ci riserva sul sito di 120€ anzichè 160€ (tempo fino al 18/11/08)
se ti interessa questo è il link alla pagina … Clicca qui

Per qualsiasi chiarimento o altro puoi chiamare direttamente
a questo numero (Andrea 340 8747430) dalle 17.30 in poi.

In alternativa puoi scriverci ai soliti indirizzi di sempre
andrea@solonewage.it oppure a Maggy al sg.maggy@gmail.com

Ci auguriamo di conoscerti presto.
Un caro abbraccio
Maggy & Andrea

roy_martina_verona6 L’ANELLO MANCANTE DEL SEGRETO – SEMINARIO CON ROY MARTINA

Prendi l’abitudine di creare salute, felicità e ricchezza in modo semplice!

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L’ANELLO MANCANTE DEL SEGRETO

Prendi l’abitudine di creare salute, felicità e ricchezza in modo semplice!
Incontro con il Dottor Roy Martina

7 dicembre 2008
Teatro Nuovo di Verona, ore 10 – 18

La nuda e cruda verità che ti ostini a non voler conoscere:

* Perché non hai ancora realizzato i tuoi sogni?
* Perché in determinate aree della tua vita ostacoli te stesso?
* Sei sicuro che invecchierai in modo sano e non diventerai debole e malato?
* Perché pensi che sia impossibile far avverare i tuoi sogni?
* Cosa sai realmente della prevenzione delle malattie?

Se sei onesto con te stesso, riconoscerai che c’è qualcosa che non sai e che devi assolutamente conoscere. Non pensi che sia giunto il momento di imparare da un Maestro che fa dell’apprendimento un gioco facile e divertente?

Partecipa al seminario di uno dei medici di maggior successo in Europa!

La persona in grado di darti le risposte a queste domande è il Dottor Roy Martina: il suo nuovo libro L’anello mancante del Segreto spiega esattamente cosa fare per creare la vita che desideri.
In più di 14 paesi, sono oltre 1000 le persone che hanno avuto modo di ascoltare gli insegnamenti del dottor Roy Martina.

Un giorno che cambierà il tuo modo di pensare e la tua vita per sempre.

In questo seminario di un giorno scoprirai delle tecniche specifiche per riprogrammare la mente, cambiare il tuo modo di pensare e finalizzarlo al successo e al controllo della tua vita. Imparerai come influenzare le persone, le circostanze e il tuo futuro in modo quasi magico.

Come puoi applicare il Segreto in modo costante nelle tua vita quotidiana?

* E se potessi bloccare i tuoi pensieri negativi?
* Cos’è che sbagli quando non riesci ad avere successo?
* Cos’è il karma?
* È giusto chiedere tutto ciò che vuoi?

Il Dottor Roy Martina risponde a queste domande pratiche e impegnative. Nel corso della giornata imparerai in modo pratico come allenarti e usare il Segreto automaticamente e senza pensarci in modo cosciente.

I pensieri, i sentimenti e le convinzioni diventano realtà.

La Legge dell’attrazione è una lama a doppio taglio. Tutte le persone, senza alcuna eccezione, creano la propria realtà attraverso ciò che pensano e ciò che sentono. La verità di base è che tu, inconsciamente, attrai nella tua vita persone, circostanze ed eventi che non desideri.
Pertanto, il primo passo è comprendere in che modo i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti e le tue emozioni possono ostacolare la tua realtà soggettiva, la tua felicità e la tua salute. Solo allora potrai focalizzarti su come ottenere ciò che realmente vuoi in modo funzionale.

Il dottor Roy Martina è un vero pioniere della medicina in Europa.

Roy Martina ha appreso il segreto della Legge dell’attrazione quando era molto giovane. Per più di 30 anni ha lavorato con successo su questo modello concettuale in qualità di medico, preparatore e motivatore di atleti, persone comuni, impiegati e manager. Ha insegnato a molte persone, tra cui diversi pazienti affetti da malattie croniche, come applicare la Legge dell’attrazione in tutte le aree della loro vita. È stato per 7 anni campione imbattuto di arti marziali a livello europeo e ha scritto più di 50 libri su salute, motivazione, spiritualità e successo.

Cosa imparerai in questa giornata

* Come ottenere i massimi risultati tramite la Legge dell’attrazione.
* Come convincerti, sia a livello conscio che subconscio, di meritare salute, vitalità, felicità e successo.
* Come cambiare l’immagine subconscia di te affinché rispecchi ciò che desideri a livello conscio.
* Come fare per sapere quando agire e quando no.
* Come fare a sconfiggere i tuoi comportamenti subconsci autodistruttivi.
* Quali sono i modi migliori per visualizzare i tuoi obiettivi per realizzarli più rapidamente.
* Quanto è importante la catena del successo (rimanere focalizzati su ciò che è importante per la vita, per la salute e per la felicità).

Vuoi saperne di più? C’è L’anello mancante del Segreto, in uscita per BIS Edizioni. Questo libro rivoluzionario del Dottor Roy Martina ti permette di apprendere le tecniche di allenamento per ottenere il massimo dalla Legge dell’attrazione. Impara a vivere il Segreto.

Cambiare pensiero: da Conversazioni con Dio di Neale Donald Walsch

Nuove Rivelazioni

Nuove Rivelazioni

Cambiare pensiero

Il che mi porta a farti un’altra domanda. Perché non dai appunto una sistemata a questo mondo, invece di lasciarlo andare all’inferno?

Perché non lo fai tu?

Perché non ne ho il potere.

Sciocchezze. Hai il potere e la capacità di mettere fine alla fame nel mondo in questo stesso momento, di curare subito le malattie. Che cosa ne pensi se ti ripeto che la vostra stessa classe medica non fa conoscere le cure, si rifiuta di approvare la medicina e le terapie alternative perché rappresentano una minaccia alla stessa struttura sanitaria? Che cosa ne pensi se ti dico ancora che i governi del mondo non vogliono la fine della fame nel mondo? Mi crederesti?

Ho qualche difficoltà a questo riguardo. So che si tratta del punto di vista populista, ma non riesco a credere che in effetti corrisponda al vero. Nessun medico sarebbe disposto a negare una cura. Nessun governante vorrebbe vedere il suo popolo morire.

Nessun dottore preso individualmente, questo è vero. Nessun particolare uomo di governo, giusto. Ma la professione medica e l’attività politica si sono istituzionalizzate, e sono le istituzioni che si battono contro queste cose, talvolta in maniera molto subdola, talaltra senza nemmeno volerlo, ma ineluttabilmente, perché per queste istituzioni è una questione di soprawivenza.

Per esempio, ti ho già detto che i dottori in occidente negano l’efficacia terapeutica della medicina orientale perché ammettere che talune modalità alternative alle loro riescano a ottenere anche soltanto qualche risultato nelle guarigioni significherebbe lacerare il tessuto stesso dell’istituzione così come si è tradizionalmente strutturata.

Non si tratta di una forma di malevolenza, ma è un’azione molto insidiosa. La medicina ufficiale non fa una cosa del genere per cattiveria, lo fa perché è spaventata.

“Tutte le aggressioni sono una richiesta di aiuto”. L’ho letto in A Course in Miracles.

Lo so. Ce l’ho messo io.

Hai dvvero una risposta per tutto.

Il che mi ricorda che abbiamo appena cominciato con le tue domande. Stavamo discutendo del modo in cui tu avresti potuto mettere sulla buona strada la tua vita. Del modo per farla “decollare”. Stavo parlando del processo della creazione.

Sì, e io continuo a interromperti.

Giusto, ma facciamo ora un passo indietro, per non perdere il filo di qualcosa che è molto importante.

La vita è una creazione, non una scoperta.

Non vivi per scoprire che cosa ti porta di nuovo ogni giorno, bensì per crearlo. Crei la tua realtà minuto per minuto, con ogni probabilità senza saperlo.

Ecco qui il motivo per cui ciò è così, e come funziona.

1. Ti ho creato a immagine e somiglianza di Dio.

2. Dio è il creatore.

3. Sei tre esseri in uno. Puoi definire questi tre aspetti dell’essere in qualunque modo tu voglia: Padre, Figlio e Spirito Santo; spirito, mente e corpo; super-io, io e inconscio eccetera.

4. La creazione è un processo che procede da queste tre parti del tuo essere. Messo in altri termini, tu crei a tre livelli. I mezzi della creazione sono: il pensiero, la parola e le azioni.

5. Tutta la creazione incomincia dal pensiero (“Procede dal Padre”). Tutta la creazione poi continua con la parola (“Chiedi e ti sarà dato, parla e per te sarà fatto”). Tutta la creazione si compie nell’azione (“E il Verbo si incarnò e rimase tra noi”).

6. Quello che pensi, ma in seguito non esprimi mai in parole, viene creato su un certo livello. Quello che pensi ed esprimi in parole viene creato su un altro livello. Quello che pensi, esprimi e fai, diventa manifesto nella tua realtà.

7. Pensare, esprimere, e fare qualcosa in cui non si creda totalmente è impossibile. Perciò il processo della creazione deve includere la fede, ossia la consapevolezza. Questa è la fede assoluta. Questo va al di là della speranza. Questo è avere coscienza di una certezza. (“Grazie alla tua fede sarai guarito”.) Perciò la parte attiva della creazione include sempre la consapevolezza. Si tratta di una chiarezza a livello viscerale, una totale certezza, una completa accettazione di qualcosa come una realtà.

8. Questo luogo di autentica conoscenza è un luogo di intensa e incredibile gratitudine. Sì tratta di un ‘anticipata riconoscenza. E questa, forse, è la più importante chiave per la creazione: essere grati in anticipo, e a causa della creazione. Dare la cosa per scontata in partenza, non solo è giustificato, ma incoraggiato. Costituisce il chiaro indice di una profonda conoscenza. Tutti i Maestri sanno in precedenza che l’azione si è compiuta.

9. Celebra e godi di tutto quello che crei, che hai creato. Respingere una qualsiasi parte di esso è respingere una parte dite stesso. Qualunque cosa si presenti adesso come una parte della tua creazione, possiediia, reclamala, benedicila, siine grato. Cerca di non condannarla “Dio la maledica ” perché condannarla vuoi dire condannare te stesso.

10. Se esiste qualche aspetto della creazione che trovi insoddisfacente, benedicilo e limitati a cambiario. Fai una nuova scelta. Chiedi una nuova realtà. Pensa un pensiero nuovo. Pronuncia una nuova parola. Fai qualcosa di nuovo. Fallo in maniera magnifica e il resto dei mondo ti seguirà. Chiedi che lo faccia. Pretendilo. Di’: “Sono la Vita e la Via, seguitemi”. Questo è il modo di manifestare la volontà di Dio “così in Cielo come in Terra”.

Se fosse tanto semplice, se questi dieci iniziative sono tutto quello di cui abbiamo bisogno, perché le cose non funzionano in tal modo per molti di noi?

Funzionano così, per tutti voi. Alcuni di voi agiscono in maniera consapevole, e altri senza rendersene conto, senza nemmeno sapere quello che fanno. Taluni di voi procedono del tutto vigili, e altri sono sonnambuli. Eppure tutti state creando la vostra realtà -creandola, non scoprendola – ricorrendo al potere che vi ho conferito, e al procedimento che vi ho appena descritto. Quindi, tu mi hai domandato quando la tua vita avrebbe “preso quota”, e io ti ho dato la risposta. Otterrai che la tua vita “decolli” innanzitutto diventando ben certo di quello che ne pensi. Pensa a quello che vorresti essere, a quello che vorresti fare e avere. Pensaci spesso finché non ti sarai chiarito appieno le idee. Poi, quando avrai raggiunto tale risultato, non pensare ad altro. Non immaginare nessun’altra possibilità.

Scaccia tutti i pensieri negativi dalle tue costruzioni mentali. Sbarazzati di ogni pessimismo. Abbandona qualunque dubbio. Respingi la paura. Disciplina la tua mente perché si attenga strettamente al pensiero creativo originale.

Quando i tuoi pensieri saranno limpidi e incrollabili esprimili come verità. Pronunciali ad alta voce. Serviti della grande autorevolezza che suscita il potere creativo: Io sono. Dichiara il fatto che tu esisti agli altri. “Io sono” è la dichiarazione creativa più forte in tutto l’universo. Qualunque cosa tu dica, dopo le parole “Io SONO” mette in moto queste esperienze, le suscita, le porta a te.

Non esiste altra via della quale l’universo abbia nozione circa il proprio funzionamento. Non esiste altra strada da prendere di cui esso sia a conoscenza. L’universo risponde alle parole “Io sono” come risponderebbe il genio della lampada.

Tu dici: “Abbandona qualunque dubbio, respingi la paura, sbarazzati di ogni pessimismo”, come se dicessi: “Prendi una fetta di pane”. Ma queste cose è più facile dirle che farle. “Scaccia tutti i pensieri negativi dalle tue costruzioni mentali”, potrebbe benissimo leggersi come, “Scala il monte Everest, prima di colazione”. Si tratta piuttosto di un ordine ancora più impegnativo.

Imbrigliare i tuoi pensieri, esercitando il controllo su di essi, non è così difficile come potrebbe sembrare. (Né, quanto a questo, lo è lo scalare il monte Everest.) È tutta una questione di disciplina. E tutta una questione di volontà.

Il primo passo è quello di imparare a controllare i tuoi pensieri; a pensare a quello a cui stai pensando. Quando ti sorprendi a pensare pensieri negativi – pensieri che negano la tua più alta idea circa una cosa – ricomincia a pensare! Voglio che tu lo faccia alla lettera. Se pensi di essere in un periodo di depressione, in una situazione spiacevole, e che niente di buono ne può derivare, pensa di nuovo. Se pensi che il mondo sia un luogo deplorevole, pieno di eventi negativi, ricomincia a pensare. Se pensi che la tua vita stia andando a catafascio, e hai l’impressione di non riuscire più a rimetterne insieme i pezzi, ricomincia a pensare.

Ti puoi addestrare a farlo. “Rifletti su come sei riuscito bene ad addestrare te stesso a non farlo!”

Grazie. Non mi hanno mai prospettato questo procedimento con tanta chiarezza. Vorrei che fosse facile a farsi come a dirsi, ma ora se non altro ho capito con chiarezza, credo.

Bene, se hai bisogno di un ripasso, abbiamo a disposizione numerose vite.

da Conversazioni con Dio
di Neale Donald Walsch (Sperling e K.)

-Tutti i libri dello stesso autore qui

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Neale Donald Walsch

Ritrovare la Luce

Un percorso di rinascita spirituale


Rinascere, creare un nuovo se stesso e trovare lo scopo della vita: questo è l’obiettivo di ciascuno di noi. Walsch ci guida per mano in un viaggio spirituale senza precedenti.

L’autore di Conversazioni con Dio ci accompagna lungo un percorso di rinnovamento spirituale che ci condurrà ad abbracciare il vero scopo della vita: Ri-Creare la consapevolezza di noi stessi. In questo libro Walsch ci prende pe mano e ci guida verso la svolta della nostra esistenza: seguendo i principi con una serie di semplici esercizi, diventeremo ben presto in grado di tradurre nella pratica le rivelazioni riguardo il processo di trasformazione di noi stessi in “portatori di luce”.

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Esercizi di vita

La pratica quotidiana della saggezza

“La più grande ironia della vita è che tutto ciò che vogliamo, l’abbiamo già.” Ecco una delle verità per cui Walsch è tanto famoso – e tanto provocatorio. In questo libro risponde con la consueta ironia e serenità a domande fondamentali sulla ricchezza, sull’amore, sul lavoro: le dimensioni della vita dove il desiderio di quello che non si possiede domina l’animo con forza, tenendolo in scacco. Walsch trasforma i problemi in avventure: senza appoggiarsi a risposte miracolose, ma modificando il punto di vista dei suoi lettori-interlocutori e mostrando loro le sconosciute ricchezze interiori di cui non fanno uso. Frutto di alcuni seminari che Neale Donald Walsch ha tenuto in diverse parti del mondo ai suoi numerosissimi lettori, questo libro ha il ritmo di una vera e propria conversazione con un amico, ai cui buoni consigli si ritorna spesso.

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Altri articoli sul Pensiero:

La forza dell’abbraccio: un gesto che può cambiare la vita

abbraccio2

La forza dell’Abbraccio –

un gesto che può cambiare la vita


Intervista


Oggi questo fenomeno è presente in tutta Italia, qual è la città più “abbracciosa”?
A livello mondiale l’Italia come si colloca e si posiziona?

Diciamo che in Italia Milano e Roma sono in prima fila, mentre nel mondo l’Italia è il Paese che ha realizzato più video, seguita da Spagna, Brasile e gli altri paesi latini.

A livello individuale che idea c’è nell’abbracciare? E a livello di energia universale?
A livello individuale posso dire che attraverso l’abbraccio avviene l’unione fisica ma anche energetica fra due persone. In un attimo cadono le maschere che quotidianamente indossiamo tutti per lasciare spazio ad uno scambio umano e immediato. A livello universale si crea una dimensione di assoluta fratellanza dell’intera umanità in cui non ci sono più distinzioni di alcun genere, né culturali, né sociali, né politiche, perché viene rotto per un attimo ogni confine e tutti diventano davvero uguali seppur unici.

Ti è capitato di abbracciare persone “deboli”, come anziani, malati, emarginati? Se si cosa ritieni di aver dato e ricevuto?
La persone così dette deboli sono quelle da cui ho tratto maggior forza e talvolta mi hanno trasmesso una grande consapevolezza di ciò che stavano andando a ricevere e donare.

L’abbraccio è un semplice gesto. In che cosa consiste la sua forza? Si può dire che può guarire?
Nell’abbraccio c’è il gesto del perdono, un perdono che viene rivolto prima a se stessi e che consente di lasciarsi andare, di rivedere le proprie certezze, oltrepassare le proprie barriere mentali che ci impediscono di entrare in contatto profondo con chi abbiamo di fronte. Quando accettiamo di rompere i nostri schemi e ci apriamo fiduciosi alla vita e all’umanità, ecco che si innesca in noi un processo di guarigione per la nostra anima, perché entriamo nella dimensione dell’unità, liberandoci dalla gabbia mentale della separazione.

Il tuo modo di relazionarti alle persone care oltre che agli sconosciuti è cambiato dopo l’esperienza degli abbracci?
L’esperienza degli abbracci per me è stata davvero importante e attraverso di essa ho rafforzato il rapporto con mia madre, che non vedo spesso perché vive in un’altra regione. Sono riuscito a coinvolgerla dapprima facendole vedere i video e successivamente invitandola a fare insieme l’esperienza. Devo dire che è stato un momento di condivisione straordinaria che ci ha riavvicinati moltissimo… da allora ogni volta che ci incontriamo io e la mia mammina come prima cosa ci salutiamo con un forte e caloroso abbraccio… Fantastico no?

Perché le persone dovrebbero diventare degli abbracciatori?
Vivere questa incredibile esperienza mi ha permesso di rafforzare una mia convinzione, e cioè che l’apertura del Cuore di una persona, cioe’ la sua capacità di dare e ricevere amore non dipende dalla sua cultura, dal suo livello sociale, dall’etnia, dalla sua appartenenza politica o religiosa, ma va al di la anche dal fatto che abbiano frequentato o meno corsi o seminari per sviluppare il proprio potenziale umano, o che sia riuscito a sviluppare una propria coscienza ecologista, quanto sia grande il suo Cuore va al di là di tutto questo, anzi dico di più: i Cuori più grandi, tra quelli che ho abbracciato, li ho sentiti proprio nelle persone più semplici: le meno acculturate, e soprattutto le meno intellettuali, gli “ultimi” di questa nostra società, come i bambini ad esempio, sono loro quelli che mi hanno insegnato e trasmesso più di tutti, per sempre resterà vivo in me il ricordo di un bambino di 8/9 anni che, con un gesto deciso quasi brusco, si è staccato dalla forte stretta della mano della madre, che alla nostra visione aveva accelerato il passo, per venirmi incontro a braccia aperte…

Daniela Milano – www.lifegate.it

Ricordiamo dunque


DOMENICA 8 NOVEMBRE 2009

Giornata Del “DONO ABBRACCI”

nelle piazze di tutta Italia


abbracciami cogli ogni occasione per donare un abbraccio

Se vedi qualcuno giù… dagli una tua zampa…

Spesso facciamo finta di non aver bisogno di nessuno…

invece la verità è che TUTTI hanno bisogno di un gesto di conforto prima o poi…

Partecipa anche tu e invita i tuoi amici !!!


“L’abbraccio è uno dei gesti più salutari che ci possano essere ma li usiamo cosi poco”

In occasione della giornata dell’abbraccio che ha avuto il suo esordio informale nel 2002 in occasione dei terremotati del molise, ti invitiamo a scendere in piazza e offrire a qualcuno un abbraccio, se puoi con un cartello o foglio di carta con scritto DONO ABBRACCI

Tutti i libri sul potere dell’Abbraccio

Consiglio:


Martha G. Welch

 

L’Abbraccio che Guarisce

La tecnica corporea dell’holding per eliminare capricci, gelosie, accessi d’ira dei bambini

Red Edizioni

 

L’autrice ha declinato in L’Abbraccio che Guarisce la tecnica dell’holding per risolvere situazioni familiari problematiche ma non gravi, quali i capricci, le gelosie tra fratelli, gli accessi d’ira dei bambini.

L’holding è un metodo riconosciuto in tutto il mondo per la cura di gravi disturbi psichici, come per esempio l’autismo. Consiste nell’abbracciare il piccolo, con tenerezza e fermezza, secondo tempi e modalità precisi.

Lo trovi su Macrolibrarsi


Kathleen KeatingLa Terapia dell’Abbraccio
Gribaudi Edizioni

 

Questo piccolo libro è un vero concentrato di tenerezza: presenta il tema dell’abbracciarsi in maniera divertente con la simpatia che ci trasmettono gli orsi per illustrare la terapia dell’abbraccio. Spunti divertenti, e allo stesso tempo nuovi e originali, ci mostrano tutti gli aspetti del dare e ricevere tenerezza, affetto, amore, comprensione, perché l’abbraccio regala benessere a se stessi e agli altri ed è la risposta naturale ai nostri sentimenti. È un invito per tutti, da scambiarsi tra amici, innamorati, colleghi, in famiglia e da regalare e regalarsi in ogni occasione.

Lo trovi su Macrolibrarsi


Betty J. EadieAbbracciata dalla Luce – Nuova Edizione“La pù profonda e straordinaria esperienza oltre la vita”
Sperling

 

A trentun anni, a causa delle complicazioni insorte dopo un intervento chirurgico, Betty Eadie entra per alcune ore in uno stato di morte apparente, per poi tornare miracolosamente alla vita.

Un’esperienza sconvolgente, che dopo alcuni anni di silenzio ha deciso di raccontare in questo libro, nella convinzione di portare un messaggio di speranza e fiducia agli uomini. Betty Eadie sa toccare il nostro cuore, descrivendo ciò che ha visto e udito, e le meravigliose sensazioni sperimentate.

Il suo spirito, come riferisce, abbandonò il corpo, lasciò la stanza dell’ospedale e si inoltrò in un tunnel in fondo al quale splendeva una luce abbagliante. Era la luce di Gesù Cristo che volle condurla nell’aldilà, un regno di quiete dove tutti sono felici, ma dove lei non poteva fermarsi perché non si era ancora compiuto il suo destino.

Era necessario che tornasse sulla terra e offrisse al prossimo parole di conforto. Un grande best-seller, un invito ad affrontare i rapporti con gli altri e con Dio in una prospettiva diversa e positiva.

Lo trovi su Macrolibrarsi

Annienta la sofferenza: Accetta Ciò che Accade

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Annienta la sofferenza – Accetta Ciò che Accade

Tanto tempo fa, mentre ero nel giardino del mio immenso palazzo imperiale a passeggiare, si scatenò un tremendo terremoto. Il palazzo si distrusse,
seppellendoci sotto la mia famiglia, i servi, i soldati. Io mi salvai
proprio perché ero nel giardino.

La capitale era distrutta… forse tutta la Cina era distrutta.

Ero al colmo della disperazione. Non sapendo cosa fare mi recai alla grotta
di un vecchio Saggio, famoso nella regione e mi lamentai con lui “tutto è
distrutto, non serve più a nulla vivere”.

Ma il Saggio mi redarguì.

“Ognuno deve accettare ciò che gli accade. Non puoi lamentarti e restare qui
a far niente”.

“Perché mi è capitato questo… Perché la mia famiglia è scomparsa?”. Gli
chiesi allora.

“Sei vivo o no. E’ questo ciò che conta “, rispose il vecchio Saggio.

“Sono vivo, dissi, ma a che scopo? Ogni cosa è distrutta, tutti sono morti”.

“Quante inutili domande, rispose il Saggio, accetta la situazione in cui ti
trovi. Non puoi vivere né nel passato, né nel futuro. Ma solo nel presente.
Non importa perché sei ancora vivo, importa che sei vivo e quindi devi
agire, hai qualcosa da fare… sei l’imperatore della Cina. Devi dare
l’esempio”.

“Che cosa” chiesi al Saggio, “che cosa dovrei fare?”.

“Qualsiasi cosa, ricostruisci il palazzo, la città, usa le mani e il
cervello.

Usa l’energia di coloro che sono attorno a te. Guidali. E’ questo il tuo
compito.

Non aver paura, smetti di guardarti indietro. Il passato, i tuoi cari, non
possono tornare.

Non vi è nulla di meglio dell’istante presente. Perché puoi vivere solo ora,
solo nel presente…”.

“Ma da dove cominciare?” chiesi, mentre cominciavo a sentire nuovamente un
grande senso di responsabilità.

“Abbandona la paura, la tristezza, le emozioni” disse il Saggio.

Esse fanno parte dell’evoluzione dell’uomo, ma fino a che resti preda delle
emozioni, non puoi essere ciò che sei. Sei bloccato”.

E così detto il Saggio mi congedò, e tornò alle sue occupazioni.
Io tornai in città ripensando a quelle parole. Cominciai a pulire le strade
dalle macerie, a curare i feriti. Fui riconosciuto e la gente mi aiutava con
grande lena.

“Se il nostro imperatore lavora con noi – dicevano – non tutto è perduto”.

Come imperatore ero d’esempio a tutti. In breve la città tornò a vivere. Ma
io continuavo a farmi domande “Ho fatto tutto quello che ci si aspettava da
me” gli chiesi “ma sarà sufficiente?”.

“Era quello che dovevi fare” rispose il Saggio. “Ma smetti di pensare e
agisci. Ciò che conta è agire, solo fare conta, perché non è pensando che
aiuterai il tuo popolo, o comprenderai te stesso. Come ti guardano i tuoi
sudditi ora?” mi chiese il Saggio.

“Bene mi seguono, ma temo che mi aiutino per paura”, risposi.

“Non è paura” disse il Saggio. “E’ il rispetto. Questa gente ti rispetta per
ciò che stai facendo. Perché lavori con loro, in mezzo a loro. Non perché
sei l’imperatore. Usa questo rispetto. Non ritirarti nel tuo palazzo. Perché
il rispetto permette l’evoluzione. Permette di evolvere verso la conoscenza,
senza bisogno di parole, prendendo coscienza del proprio sé”.

E fu così che anch’io, l’imperatore della Cina, attraverso la terribile
tragedia del terremoto e della distruzione, feci un grande passo sulla
strada della mia evoluzione. Conquistai la stima e il rispetto della mia
gente, che prima mi temeva soltanto.

Ma, soprattutto, capii che conta più fare, agire, di mille parole.

Attraverso l’accettazione della prova, anche la più dura, si arriva al
superamento della stessa ed ogni uomo, anche il più potente, sale un gradino
sulla scala della sua evoluzione.

(di Huang-Ti e Mo-Tzu)

(da lista Sadhana – Yahoo )



Cheri Huber

Non Lasciarti Cadere: Buttati!

L’accettazione è la strada che porta alla vera libertà

Oscar mondadori

La maggior parte delle persone crede che la piena accettazione della vita significhi rinunciare, chiudere i cuori e le menti, non interessarsi più delle ingiustizie e delle difficoltà che vediamo nel mondo. Niente potrebbe essere più falso: non bisogna infatti confondere l’accettazione con la rassegnazione. La seconda non porta ad alcuna attività, la prima, al contrario, ci spinge a rimboccarci le maniche e provare ad aggiustare le cose.

In queste pagine la nota insegnante zen Cheri Huber spiega con il consueto stile immediato e illuminante cosa sia davvero l’accettazione, cuore del suo insegnamento e del messaggio buddhista, spronando il lettore ad aprirsi a una comprensione nuova, più profonda e compassionevole, lontana dai pregiudizi.

E ci indica la via per iniziare a liberarci dal dolore poiché, come dice lei stessa, “senza accettazione ogni sforzo di risvegliarsi e di mettere fine alla sofferenza poggia su un terreno vacillante”.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Lise Bourbeau

Amore: il Potere dell’Accettazione

Amrita

Quotidianamente viviamo in situazioni conflittuali che producono insoddisfazione e, alla lunga, problemi di salute. Lise Bourbeau ci racconta, qui, un caso emblematico, in cui non sarà difficile riconoscersi almeno in parte: entriamo nel suo studio insieme ai componenti di una famiglia che ha i problemi di molte altre, governata da schemi relazionali nei quali serpeggia qualche malinteso, qualche timore, e una quantità di condizionamenti provenienti dal passato di ciascuno.

L’arma terapeutica di Lise è potentissima, e la vediamo in azione in modo così chiaro che in seguito ogni lettore potrà servirsene: si tratta della dinamica dell’ACCETTAZIONE, ben diversa dalla supina sottomissione, dalla rassegnazione o dall’abdicare alle proprie risorse e responsabilità.

È in realtà un metodo per “leggere” diversamente gli eventi difficili della nostra vita, quali la malattia, la morte (nostra e altrui), la vecchiaia, la perdita, le scelte dei nostri cari, il nostro aspetto fisico, i nostri punti deboli… scoprendo quanto numerose ed impensabili siano le sfaccettature dell’Amore.

È una chiave potente e universale per risolvere le difficoltà della vita. Lise Bourbeau è autrice di numerosi bestsellers, fra cui Ascolta il tuo corpo e Le 5 ferite, entrambi editi in Italia da Amrita. È l’anima della più famosa scuola di crescita personale del Canada francofono, che da alcuni anni tiene, anche in Italia, conferenze e seminari.

Compralo su Macrolibrarsi

Evoluzione: L’obbligo si oppone al cambiamento

continua da Amare è un Obbligo? – Parte I

dovereL’obbligo si oppone al cambiamento

Non solo: il “devo sempre e comunque” è un grande ostacolo al cambiamento.
A questo proposito i saggi di tutte le tradizioni hanno sempre sottolineato la necessità di uscire dai ruoli obbligati. Anche se di fatto siamo spinti in questa direzione fin da piccoli, avere un modello fisso su cui plasmarci fa resistenza alla forza trasmutativa che appartiene intimamente all’uomo, come a tutti gli esseri viventi.
Di fatto, ognuno di noi si modifica, istante per istante, mentre l’obbligo permane, granitico, non sapendosi sincronizzare con il processo di mutamento in atto. L’obbligo invecchia ma resta uguale a se stesso, e se noi gli conce¬diamo di monopolizzarci la vita finiamo per cadere nella sua stessa trappola.

L’obbligo ci candida al sacrificio e alla rinuncia

Altra conseguenza pericolosa di una condotta all’insegna dell’obbligo a tutti i costi, la candidatura certa al sacrificio e alla rinuncia.
Se il dovere si fissa nella nostra mente come l’unico im-perativo categorico, senza rendercene conto cominciamo a giudicare egoisti tutti gli atti volti a soddisfare in primis le nostre reali inclinazioni.
E per vincere il disagio che il senso di colpa ci procura, ci obblighiamo a dimenticarci di nuovo di noi, rinun-ciando o sacrificandoci oltre misura.
Questi atti di abnegazione, se da un lato mortificano la nostra vera natura, dall’altro rafforzano il nostro ego. Attenzione quindi: il soggetto che lamenta di avere troppi obblighi cui far fronte, spesso è quello che si sente “indispensabile” (in famiglia, sul lavoro, così come nelle amicizie) e in questo suo ruolo appaga il proprio bisogno di autoaffermazione.
Anche se si duole per il carico di oneri, anche se vagheggia il tempo in cui, finalmente, potrà essere libero da tutto e tutti, in realtà sta abbarbicato al proprio dovere, perché il ruolo che sta incarnando gli garantisce un certo potere sugli altri.
Questo è il caso, per esempio, delle mamme-chiocce e casalinghe perfette che in questo modo controllano i figli, del capo che si ammazza di lavoro e non delega, della vittima che si sacrifica per gli altri e conosce solo il linguaggio del lamento.
E l’elenco potrebbe continuare.

liberta-essere-se-stessiL’unico vero obbligo è realizzare se stessi


Il danno più grave di un modo di essere improntato sull’obbligo è comunque quello di perdere di vista l’unico dovere che noi in realtà abbiamo nella vita: realizzare la nostra essenza.
Non siamo qui per sviluppare attaccamenti a cose o persone, progetti o desideri, tanto più se sono proiezioni che gli altri fanno su di noi.
Neppure per sentirci bravi, buoni o migliori.
Ci è soltanto chiesto di espletare la nostra reale funzione. Se nel “ciò che si deve” non mettiamo al primo posto questo comandamento, stiamo giocando male le nostre carte. Per accorgercene, facciamo attenzione a tutte le volte in cui ci sentiamo vittime delle cose che facciamo: se sono frequenti, qualcosa non va.
Stiamo anche particolarmente attenti a certe “strane” stanchezze che non hanno una vera ragione d’essere, ma che ci rendono apatici, svogliati, senza sorriso: anche questo potrebbe essere un sintomo da non trascurare

LA TECNICA
Non obbligarti ad amare sempre


Sentírsi in obbligo è l’atteggiamento che distrugge la spontaneità dell’amore, trasforma il piacere in dovere e ci carica di sensi di inadeguatezza quando non riusciamo ad adempierlo.
Fai invece con te stesso questa considerazione: «lo non amo incessantemente» e ripetitelo più volte al giorno. Osserva poi come ti comporti coi tuoi cari: figli, marito, genitori, amici… Non li ami tutto il tempo, ma a tratti.
Li ami quando percepisci l’amore che hai per loro.
•    volte però ti sono indifferenti.
•    volte addirittura disturbano.
Osserva questo tuo atteggiamento senza trarne conclusione alcuna.
Le persone che si autoimpongono di amare sempre si fanno del male e rendono scadente l’amore, lo fanno diventare un dovere e sono preda dei sensi di colpa. Accade come ai fidanzati che si telefonano di continuo: con il tempo si legheranno all’abitudine, al possesso, non alla persona.
Invece, devi cogliere l’essenza dell’amore: questo ti potrà causare una momentanea sensazione di vuoto, di freddezza.
Abbi cura anche della tua freddezza: è un tuo stato, fa parte di te.
Con questa tecnica conosci l’amore che viene dal vuoto, l’amore disinteressato.

i SI e i NO    degli Obblighi

La vita ci insegna che, fuori di noi, esistono davvero poche ragioni per cui valga la pena di essere felici. Crearci falsi obblighi non rientra certo fra queste.

SI

•    Rompi la catena dell’obbligo abituale / L’economia esistenziale di ciascuno di noi è punteggiata da “obblighi” diventati talmente abituali da rappresentare una consuetudine ormai acquisita.
Se anche tu hai degli “obblighi” quotidiani o settimanali cui non transigi, rompi la catena, sottraendoti a uno di essi. Ti accorgerai che, non adempiendolo, ti darai l’opportunità di liberarti di un’abitudine che ormai ha fatto il suo tempo.


NO

• Mi sento a posto / Osserva nell’arco della giornata le volte in cui, compiuta un’azione dici a te stesso che “ti senti a posto”.
Nella maggioranza dei casi, ti renderai conto di come la frase che ti ripeti sottolinea l’adempimento a un obbligo. Smetti allora di dirtelo e focalizza l’attenzione sulla risonanza che quel gesto ha dentro di te.
Se muoverà uno stato di rinuncia o di sacrificio, sappi che “sentirti a posto” nasconde in realtà un disagio che non vuoi vedere.

Da “Il Diario della Felicità”

di Raffaele Morelli.



Osho

Liberi di Essere – Edizione Cartonata

Mondadori

“Esprimiti in tutti i modi possibili, senza paura. Non c’è nulla da temere, né esiste qualcuno che ti punirà o ti premierà. Se esprimi il tuo essere nella sua forma più autentica, nel suo flusso naturale, sarai immediatamente ricompensato. [...] La religione può essere condensata in una sola frase: libertà totale di essere se stessi.” “Non farai mai nulla per senso del dovere, per senso di responsabilità o perché qualcuno si aspetta che tu lo faccia. [...] Io insegno una sola responsabilità: quella verso se stessi. Tutte le altre seguiranno da sole, senza che tu debba fare alcuno sforzo. E quando le cose accadono senza sforzo, possiedono un’incredibile bellezza.”

Il tema della libertà sembra esaltare al massimo la carica rivoluzionaria del pensiero di Osho, il mistico indiano che con i suoi insegnamenti controcorrente ha conquistato milioni di seguaci in tutto il mondo. La vera libertà, sostiene in questo nuovo libro, si ottiene solo mettendo in discussione tutte le nostre credenze, i nostri pregiudizi, il nostro dato per scontato. E pagina dopo pagina sfida il lettore a sgombrare la mente da tutte le idee imposte o acquisite e a trovare e percorrere il proprio sentiero individuale verso la libertà.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Vera Peiffer

Le Trappole del Dovere

Come affrontare la viuta liberi da condizionamenti sensi di colpa piccoli ricatti quotidiani…

Armenia

Come affrontare la vita liberi dai condizionamenti sensi di colpa piccoli ricatti quotidiani.. E vivere feliici. Giorno per giorno il senso del dovere mette a dura prova la nostra capacità di sopportazione. Come uscirne? Questo libro ci insegna come sviluppare l’autostima ad avere consapevolezza dei nostri pregi e a scoprire ciò che veramente desideriamo.

Compralo su Macrolibrarsi

Una Questione Universale: Capire il vero Scopo della Vita

Come una goccia …


aiuto

Il punto di partenza è sempre lo stesso: capire il vero scopo del nostro soggiorno su questo pianeta.
E tra le nostre tribolazioni preferite, ripetiamo da millenni: <chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo…>”

Fiumi di inchiostro sono stati spesi per rispondere a queste domande e non mancano per certo i sacri testi che affrontano autorevolmente la questione.
Eppure in cuor nostro, latita ancora quella consapevolezza finale rappresentata in pareri ancorati a posizioni mutevoli e transitorie, piuttosto che in qualcosa di definitivo. Senza esclusioni, perché capita anche a coloro che sono sul sentiero da parecchio tempo.
In questo caso basterebbe dare la colpa a maya, che ci nasconde le cose, e tutto risolto.
Ma è proprio così?
Molti di noi, se proprio non abbiamo ricevuto una prova tangibile della esistenza dei piani sottili, per lo meno qualche sentore… lo abbiamo avuto.
Ma poi, in un percorso così lungo e frastagliato, immersi in questa società che ci distrae con le sue regole ed esigenze, ci dimentichiamo perfino di quanto eravamo avvinti nei momenti cosiddetti di massima ispirazione. Eppure, certe prove o qualcosa di simile, le abbiamo sotto il naso. Guardate l’acqua ad esempio.
L’acqua è un liquido che a una certa temperatura si solidifica e a un’altra si evapora. Nel primo caso diventa dura come una pietra e nel secondo sparisce nell’aria. Coesiste in tre stati di natura simultaneamente, in funzione delle circostanze ambientali.
I suddetti tre primi sotto-piani del piano fisico denso. Allora, seppure semplificando, la domanda sorge spontanea: e se noi fossimo come una goccia d’acqua…?
scopo-della-vitaUna goccia quando cadde per terra da qualche nuvola di passaggio sparisce nel raggio di pochi minuti appena esce il sole.
Questa goccia, nella sua nuova veste di minuscoli puntini umidi, svolazza frammentata per aria fino a ritornare in cielo e attendere la prossima nuvola.
Non sarà mica il pralaya di una semplice goccia?
Mi piace pensare che qualche cosa si cela, dietro la metafora… E all’incorporarsi nella prossima nuvola di passaggio prima o poi vedremo che recupererà la sua identità di goccia, un’altra ovviamente, per cominciare altrove il suo nuovo viaggio verso terra.
Ci sono gocce che avranno la fortuna di cadere in fiumi limpidi e rigogliosi che prima o poi sfoceranno nel mare. Altre sull’erba, sulle pietre e perfino sui petali di un fiore, profumandosi in attesa che spuntino i dolci raggi del sole.
Talune, meno fortunate, cadranno in qualche pozzanghera fangosa o uno stagno puzzolente; …chissà quanto rimarranno. Quelle molto più a nord o nell’estremo sud, resteranno imprigionate nei ghiacci forse per secoli.
E così ogni volta che piove. Eccole lì le milioni di gocce sparse dappertutto ad aspettare il sole o il caldo vento che le prosciughi, per essere pronte a ricominciare da capo.
Qualcuna cadrà nei fiumi dicevamo e si ricongiungeranno presto con il mare o l’oceano.
Ma ci saranno anche molte che cadranno direttamente nell’oceano stesso, e per loro sarà la fine dell’estenuante viaggio per quanto solo una infinitesima parte di queste evaporerà di nuovo.
Fine di una goccia, direbbero i titoli di coda. Quasi tutte rimarranno in seno alla loro originale provenienza. Pressappoco come tutti noi, prigionieri di mille rinascite, durante il nostro pellegrinaggio verso il ricongiungimento finale.
E forse, a ben vedere, da un’occhiata alle nostre vite, si potrebbe anche capire chi di noi è caduto nell’oceano e chi purtroppo in una sudicia pozzanghera.

<Una goccia d’acqua> di Claudio Capolino fonte: Lista Sadhana (yahoo.it)


John Templeton Rebekah Alezander Dunlap

Chi Siamo, Da Dove Veniamo, Dove Andiamo?

Il significato della vita: religione, scienza e filosofia a confronto

Armenia

Perché siamo stati creati? Chi siamo? Qual è il nostro scopo sulla Terra?
A interrogativi come questi, che scuotono fin dal profondo chi non si accontenta di rimanere in superficie e di affrontare la vita alla leggera, gli autori si sforzano di offrire risposte, in un procedere inesausto verso la verità ultima del cosmo e dell’essere umano.

La ricerca del significato della vita, tema di questo libro, impegnato e nel contempo godibilissimo (già pubblicato con il titolo Perché siamo stati creati?), viene condotta attraverso domande e risposte, con uno stile espositivo che rende accessibili dotte dissertazioni fondate su molteplici e autorevoli testi: dalle Sacre Scritture alle opere di Isaac Newton e di Albert Einstein, di Desmond Tutu e di Søren Kierkegaard.

Lo trovi su Macrolibrarsi


Roy Martina

Chi Siamo Veramente?

Tecniche Nuove Edizioni

Il subconscio può essere di grande ostacolo alla realizzazione personale. Inconsapevolmente ci sabotiamo: rimandiamo telefonate importanti, esitiamo a prendere decisioni fondamentali. Roy Martina ilustra con chiarezza le cause e le soluzioni per uscire fuori da queste trappole.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Bruno Franchi

Siamo Dio

Siamo qui per ricordare di essere Dio

Il vero senso della nostra vita, e di scoprire chi siamo.  Il libro “Siamo Dio” con coraggio tratta ciò che gli esseri viventi pensanti fin dall’inizio hanno cercato per dare un senso alla loro esistenza in questo pianeta.

In questo libro ci sono le chiavi per capire la nostra vera identità.

Non è un libro comune, ma un libro che svela il segreto della nostra vita come nessun libro lo ha fatto.


Lo trovi su Macrolibrarsi

Simmetria e Complementarietà :”CRITICARE” o “GIUSTIFICARE ?

Simmetria e Complementarietà :

“CRITICARE” o “GIUSTIFICARE ?

domandaLa persona simmetrica sente come prevalente il bisogno di “criticare” i comportamenti altrui. In questo è spesso molto più sincera della persona complementare che invece ha la prevalenza opposta : giustificare!

Per questo motivo potreste essere tentati di considerare la persona complementare come “migliore o più buona” della persona simmetrica.

Qui la bontà non c’entra nulla!

Non necessariamente la persona complementare giustifica per amore del prossimo.

E’ certo invece che quando giustifica offre a se stessa un servizio emotivo perchè evitando la critica evita il problema di un possibile contrasto!

A volte vi è più “amore e sincerità” nelle critiche anche aspre di un simmetrico che nelle giustificazioni di un “complementare”.

http://letitbe.typepad.com/il_mio_weblog/2007/12/criticare-o-giu.html



Heidrun Striednig

Come trovare l’anima complementare

Macro Edizioni

Con un linguaggio semplice e chiaro l’autrice ci accompagna nella ricerca della nostra anima complementare, quell’essere unico e speciale che ci completa perfettamente e con cui un giorno saremo definitivamente fusi a livello spirituale. L’anima complementare esiste e aspetta solo di essere ritrovata, in questa vita o in una delle nostre prossime incarnazioni. Diventiamo quindi degli innamorati attivi, scopriamo l’amore dentro di noi e doniamolo a piene mani alla vita che ci circonda! Leggendo questo libro possiamo rivedere la nostra vita e i nostri rapporti con l’altro sesso sotto una nuova luce, acquisendone una comprensione più profonda, e scoprendo così come le esperienze vissute rappresentino dei passi fondamentali sul nostro cammino evolutivo.

Lo trovi su Macrolibrarsi

L’ Insoddisfazione

insoddisfazione1 INSODDISFAZIONE



L’ insoddisfazione è un sentimento di non appagamento e, di conseguenza, di malessere più o meno accentuato. Essa è presente in noi, alternandosi con il suo opposto “soddisfazione”, fin dai primi attimi della nostra vita, allorché i nostri bisogni primari, di cui si occupa la mamma, sperimentano l’appagamento (per esempio, dopo la poppata) e l’inappagamento (la fame che precede la poppata) più volte al giorno.
Nell’adulto l’insoddisfazione lascia gli schemi della prima infanzia e si porta su piani più maturi: esistenziale, creativo, sentimentale, sessuale, professionale, ambientale, potendo talora restare legato in profondità ad antiche frustrazioni da bisogni.

Avere ciò che serve
La parola “insoddisfazione” deriva dal latino satisfacere, che letteralmente significa fare abbastanza, produrre il necessario. Satisfactum è perciò colui che ha il necessario. Ed è proprio su quest’ultima parola, che si basa il senso vero dei termini soddisfazione e insoddisfazione.
A seconda, infatti, di quello che ognuno di noi ritiene necessario per se stesso e per la propria vita, è possibile essere appagati o no, felici o infelici. Basta dunque un attimo per comprendere come gran parte della nostra felicità dipenda dalla capacità di intuire il “vero necessario”.

Solo il vero necessario dà la felicità
Ci sono persone agiate o ricchissime che hanno non solo il necessario, ma anche tutto il superfluo e sono degli insod disfatti cronici, dei depressi alla ricerca continua di stimoli che alla fine si rivelano vacui; e ci sono altri che vivono di poco e sono felici di quello (ciò non toglie ovviamente che ci siano dei ricchi felici e dei poveri infelici…). Ci sono persone che hanno dato l’anima per avere la vita che credevano “necessaria per essere felici” (riconoscimenti, partner ideale, successo) e invece sono sempre frustrati e inappagati, e altri che, con naturalezza, stanno bene senza sforzo nella loro vita.
Come mai? L’equivoco nasce dal fatto che la maggior parte dei bisogni che credi di avere sono indotti dall’esterno, dai modelli, dai genitori, dagli insegnanti, dalla cultura e dalla società, e anche da ciò che di tutto questo è entrato nel nostro super-Io.
Pensiamo di aver bisogno di certe cose ma non è così, e una volta raggiunte si apre il “non senso”. E da adulti è difficile poi sapere cosa ci serve davvero e cosa no. Ma l’inghippo è tutto qui.
Se riuscissimo a fare silenzio, a far tacere tutte le mille voci — non nostre — che ci urlano nel cervello, e ci mettessimo in una condizione di estrema semplicità, in breve emergerebbe il nostro “vero necessario”, che è fatto proprio per noi e che è ben più raggiungibile di quanto pensiamo. Anzi, spesso è già qui. Bisogna solo accorgersene.

I SI e i NO dell’INSODDISFAZIONE

Spesso, crediamo di avere bisogni che in realtà sono indotti dal mondo esterno. Ma ciò di cui abbiamo bisogno, in realtà, è già qui e aspetta solo d’essere riconosciuto…

SI
• Fai digiuno dei soliti appagamenti Senza uscire dalla vita che stai facendo – quindi senza agriturismi “monastici” salubri ma disorientanti — rendi più semplice la tua vita quotidiana, inserendo spazi e momenti in cui non fare nulla che sia finalizzato ai soliti bisogni.
Questo digiuno di qualche giorno ti aiuterà a capire se essi fanno parte dei tuo “vero necessario”, l’unico che può renderti felice.

NO
• Lamentarsi / Non serve, anzi ricrea nel cervello un continuo senso di frustrazione, allontanando la possibilità di risolvere la situazione.
Secreta il tuo inappagamento, totalmente. Il cervello così “addensato” produrrà nuovi sguardi sulla realtà.

tratto da “Il Dizionario della Felicità”

di Raffele Morelli


Caroline Carini

La Rivoluzione Interiore

Vivendo sotto l’occhio della tigre

Edizioni del Cigno
Fallimenti di coppie, insoddisfazione, odio, angoscia, collera, paura e il vuoto interiore sono emozioni e drammi annientatori che hanno sempre tormentato l’uomo. Si manifestano ripetutamente nelle vite di ognuno di noi come un cerchio vizioso senza apparente via di uscita.

Spesso cambia la scenografia e gli attori, ma, gira e rigira, il copione è sempre lo stesso. Le nostre istituzioni religiose ci insegnano di accettare tutto ciò senza una spiegazione, perché solo attraverso la sofferenza l’umanità può crescere e acquistare una maggior forza interiore.

Ma è vero, oppure questa regola è stata insegnata solo in parte? E’ possibile trovare una via d’uscita dal proprio cerchio, chiudendo una volta per sempre il sipario sui drammi delle nostre esistenze?

Questo libro vi svelerà la via.

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Jack Lawson

Stabilire Traguardi e Raggiungerli – Nuova Edizione

Come raggiungere i Vostri Obiettivi: un metodo formidabile per chi ha deciso di cambiare la sua vita!

BIS

Spesso, per lo più inconsciamente, siamo schiacciati da circostanze che ci fanno sentire persi, frustrati, inadeguati.
Chi non ha mai sperimentato situazioni che parevano insormontabili e, magari a causa di queste, ha visto naufragare i propri desideri e progetti? Ma questo da oggi può cambiare!

La prima ricchezza dell’uomo è la coscienza dei suoi sogni e desideri profondi; prenderne atto, dialogare con quella parte di sé che rimane spesso inascoltata, può essere l’inizio di una vita più gratificante e luminosa. Lawson insegna esattamente questo: come uscire dal gorgo dei nostri tentativi falliti, dall’insoddisfazione, dalle lamentele che non portano a nulla. Cambiare! In modo costruttivo, secondo i nostri desideri.
Jack Lawson ci propone un vero e proprio manuale di educazione al successo in cui ci spiega, passo dopo passo, come ottenere ciò che vogliamo rimuovendo gli ostacoli per realizzare quello che ci siamo proposti, trasformando le idee da desideri a realtà.

Con i problemi c’è soltanto una via d’uscita: risolverli quando hanno una soluzione o prescindere da essi quando non ce l’hanno e, soprattutto, essere sufficientemente saggi da distinguere la differenza.

L’edificio di un grande successo si costruisce con pazienza, perseveranza e tanti mattoni: i piccoli successi quotidiani che ricostruiranno in noi un’identità “vincente”. Anche gli errori in questa nuova ottica, saranno rivalutati come tappe di apprendimento, veri e propri segnali stradali sulla via che ci porterà ai nostri traguardi.

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Il Miracolo dell’Amore: Fatti, non Parole

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Il Miracolo dell’Amore: Fatti, non Parole

Tutta la mia vita è incentrata sulla pratica. Chiunque pratichi l’amore ritorna alla casa divina, indipendentemente dalla via che segue o dal nome che le dà.

Non c’è una via migliore delle altre. Non arriverai a casa prima se credi in me piuttosto che in Krishna o nel Buddha. L’essere umano che ama di più compie i maggiori progressi. Questa è la semplice verità.
Le religioni, le sette e i dogmi non sono altro che ostacoli sul viaggio verso casa. Chiunque pensi di essere in possesso della verità assoluta edifica la sua casa sulle sabbie mobili. Non passerà molto tempo prima che scopra che il suo orgoglio, la sua ristrettezza di vedute e la sua mancanza di tolleranza verso gli altri sono stati la causa della sua rovina. Se sei una persona che ama, che importanza ha se sei ebreo, musulmano o taoista? L’amore si esprime indipendentemente da ciò in cui credi.
Il linguaggio dell’ amore non è fatto di parole. Puoi usarle, ma l’amore non dipende dalle parole che usi.
Poche parole semplici e un gesto fatto col cuore sono sufficienti per trasmettere la tua accettazione e la tua celebrazione dell’ altro.
Le parole e i concetti non apriranno il tuo cuore. Solo l’amore può aprirlo. Quando ti apri all’amore che hai a disposizione e lo offri liberamente agli altri, ti saranno date le parole necessarie. Non dovrai lottare per sapere che cosa dire o che cosa fare.
Quando c’è l’amore nel tuo cuore, la strada ti si apre davanti. Le azioni fluiscono spontaneamente da te. Non c’è imbarazzo, né ambivalenza o ponderazione. Perché queste non sono le qualità dell’ amore. L’amore è incondizionato e diretto. Trova sempre l’amata, anche se è nascosta.

tratto da “Il Miracolo dell’Amore” di Paul Ferrini


Paul Ferrini

Il Miracolo dell’Amore – Nuova Edizione 2007

Riflessioni dalla Mente di Cristo

Macro Edizioni

La luce della verità vive anche nel luogo più oscuro.
L’assenza totale di luce non esiste.
Il buio non può esistere che in relazione alla luce.
Non importa quanto è grande il tuo dolore, la sua misura è data dal grado della tua sensazione di mancanza o perdita d’amore.
Tutta l’oscurità è un viaggio verso la luce.
Tutto il dolore è un viaggio verso l’amore incondizionato.

Nessuno rifiuta l’amore se esso viene offerto senza condizioni. E chi sarà ad offrirlo se non tu, fratello o sorella mia? Oggi berrai a fondo dalla sorgente del mio amore. Domani sarai tu la sorgente. Domani porterai al mondo il dono che ti è stato dato. Tu sei le mani di Dio che portano conforto e guarigione. E come darai, così riceverai. Credete che io sia speciale perché mi hanno crocifisso. Eppure voi venite inchiodati alla croce ogni giorno. E quando non siete crocifissi, piantate i chiodi per qualcun altro. Non c’è niente di speciale nell’essere crocifisso. Alcuni di voi credono anche che solo io sia risorto. E tuttavia voi siete resuscitati dalla morte dal potere dell’amore ogni volta che vi ricordate chi siete o chi è vostro fratello. Ogni volta che l’amore è dato o ricevuto la morte viene sconfitta. Perché tutto muore, tranne l’amore. Solo l’amore che avete dato o ricevuto vivrà per sempre. Quando vi ricordate della mia nascita in questo mondo, ricordatevi dello scopo della mia venuta. È anche il vostro scopo. E la vostra nascita in questa incarnazione non è meno sacra della mia. E neppure l’amore che trasmettete agli altri è meno importante di quello che vi è stato offerto attraverso di me. Noi tutti siamo porte verso l’infinito e l’eterno, e ogni volta che il vostro cuore si apre, lo spirito fa la sua comparsa nel mondo.

“Paul Ferrini ci conduce con abilità e coraggio oltre ogni imbarazzo, pregiudizio e attaccamento alle nostre ferite, svelandoci il segreto della capacità di perdonare noi stessi. Il suo lavoro è fondamentale per tutti coloro che sono pronti ad assumersi la responsabilità della propria guarigione”.
John Bradshaw

Le conferenze, i seminari e l’Affinity Group Process di Paul Ferrini hanno aiutato migliaia di persone ad approfondire l’esperienza del perdono e ad aprire i loro cuori alla presenza divina in loro stessi e negli altri.

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Paul Ferrini

Amare Senza Condizioni – Nuova Edizione 2007

Riflessioni dalla mente di Cristo

Macro Edizioni

Esiste soltanto un unico figlio di Dio e quello sei tu, soggetto e oggetto; Amante e Amato non sono due ma un’unica cosa.

Un libro magico sull’amore incondizionato. Paul Ferrini, unendosi alla mente di Cristo, in una serie di lezioni ci illumina sui passi essenziali da compiere per ottenere quella pace e gratificazione interiore che solo chi sa amare se stesso e gli altri in modo incondizionato è in grado di avere.

Imparare ad amare e a perdonare se stessi è un passo fondamentale da compiere per risvegliarsi ad una nuova vita priva di sofferenza.

“Ricorda, il bene in tuo fratello è il bene che è in te. Lascia che le tue paure e i tuoi giudizi si dissolvano nell’istante in cui vengono alla luce, ammetti i tuoi errori e sii tollerante con gli errori altrui… È semplice, non è vero? Lo è talmente che te ne dimentichi continuamente…”.

Questo libro vi aiuterà a portare la vostra comprensione dalla testa al cuore, imparerete a modellare questi insegnamenti di amore e perdono nella vostra vita:
“Questo mondo è una scuola nella quale sei venuto per imparare. Imparare significa commettere errori e correggerli. Imparare non vuol dire avere sempre ragione. Se tu fossi sempre nel giusto, che bisogno avresti di venire a scuola? Sii umile, amico mio. Sei qui per imparare, anche se devi accettare questa realtà per apprendere fino
in fondo le tue lezioni. Se non accetti di aver sbagliato, non posso aiutarti a correggere l’errore. Ma ammetti l’errore e la correzione e il perdono arriveranno…”.

Nessun libro propone in modo così semplice e profondo gli insegnamenti del maestro Gesù. Con grande passione, infatti, egli ci spinge a realizzare la nostra natura cristica.

“L’abbondanza entra nella tua vita, non perché tu abbia imparato a memoria delle parole magiche, ma perché hai imparato a portare amore a tutte le parti ferite della tua psiche. L’amore guarisce ogni percezione di divisione e di conflitto e riporta alla percezione originaria di interezza, priva di peccato e di senso di colpa… L’amore ti appartiene per l’eternità… senza forma, ma onnipresente, incondizionato, eppure facilmente rispondente alle condizioni del momento…”.

La consapevolezza cristica è alla portata di ogni essere umano!

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Concezione psicosomatica della malattia: OMEOSTASI E FORZE RISANATRICI NATURALI

omeostasiL’Omeostasi e le Forze Risanatrici Naturali


Nella concezione psicosomatica della malattia, l’ammalarsi e il guarire rappresentano gli eventi estremi di un processo interno di auto-organizzazione dell’organismo, detto “omeostasi”. Quando i meccanismi omeostatici, che permettono all’organismo di mantenersi in equilibrio, vengono alterati, si ha l’evento malattia, così come lo stato di salute è il frutto di un automatismo omeostatico, i cui fini meccanismi di regolazione biologica non sono percepibili dalla coscienza perché avvengono nell’inconscio corporeo.

L’uomo moderno pretenderebbe di risolvere rapidamente ogni malattia con medicinali specifici, evitando così di dedicarsi alla ricerca delle “cause” dei propri squilibri interni e demandando ai farmaci funzioni che l’organismo potrebbe svolgere in maniera autonoma o al massimo con l’ausilio di medicamenti blandi (ovviamente esulano da questo discorso condizioni gravi e pericolose come traumi o infezioni dovute ad agenti virali esterni aggressivi e mortali).

La malattia fa parte della vita e l’arte della guarigione fonda le sue basi nella capacità di essere consapevoli di quali eventi, piccoli o grandi, hanno alterato l’equilibrio della nostra unità psicosomatica: i farmaci possono agire sui sintomi nel breve termine, ma nel lungo periodo è necessario prendere consapevolezza dei ritmi, dei tempi, dei bisogni, delle pulsioni e dei possibili stati conflittuali del nostro corpo, della nostra mente, della nostra vita, di noi stessi.

da Enciclopedia Microsoft Encarta:

lemma: “Ippocrate di Cos (enciclopedia vers. CD)

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Riccardo ForlaniLa Medicina delle Cause

Manuale di terapie naturali applicate alla psiconeuroendocrino-immunologia. Per capire la medicina biologica e preventiva

Akros Edizioni

Al di là dell’aspetto prettamente farmacologico, La Medicina delle Cause trasmette un’etica rinnovata del rapporto medico-paziente, invitando ad adottare un punto di vista più globale nell’approccio all’individuo malato; inoltre sollecita il recupero di un ruolo attivo da parte dei pazienti, nella conservazione del proprio stato di salute.La Medicina delle Cause è rivolto a chiunque voglia riappropriarsi della gestione del proprio benessere psico-fisico, comprendendo a fondo i vantaggi di una filosofia della medicina che mira all’individuazione delle cause che hanno provocato la perdita dello stato di salute, ma anche a medici e professionisti della salute che vogliano allargare l’orizzonte delle proprie conoscenze, apprendendo nuovi strumenti terapeutici e nuovi spunti di approfondimento professionale.

La prima parte si concentra sul concetto di omeostasi biologica e pone in evidenza come la malattia sia una perturbazione del perfetto equilibrio biochimico ed energetico che intercorre tra i diversi apparati del nostro organismo.

La seconda parte analizza varie modalità di intervento terapeutico, alternative a quelle della medicina ufficiale, tra cui l’omeopatia, l’omotossicologia la fitoterapia e l’oligometalloterapia, che possono costituire utili strumenti di cura in tutte le fasi prelesionali.

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Rudolf KutzliIl Creativo Disegno di Forme
Natura e Cultura

Il fondamentale lavoro di Rudolf Kutzli sul disegno di forme rappresenta una raccolta di esercizi esposti secondo gradualità in cui viene mostrato un percorso che può essere seguito da tutti coloro che cercano uno stimolo alla propria attività interiore, indipendentemente da qualsiasi attitudine o conoscenza preliminare.

Questa sequenza di esercizi conduce ad un processo di attivazione che porta allo schiudersi delle forze creative sopite in ogni essere umano. Il disegno di forme fortifica il centro del nostro essere, l’”Io”, di fronte alle tendenze che lo minacciano costantemente spingendolo verso un pensiero sclerotizzato, verso crampi e desertificazioni dell’anima, verso l’apatia o l’assenza di guida nella sfera della volontà.

In un’epoca in cui tutto concorre alla paralisi della forza che apporta motivazione, al disseccamento dell’anima, in un’epoca i cui anti-ritmi minacciano di farci ammalare, un allenamento come questo può essere una sorgente di forze risanatrici, vitalizzanti e animicamente attivanti.
Nel settembre del 1919 Rudolf Steiner fondò la prima scuola Waldorf (scuola “steineriana”), basata su una nuova pedagogia, ovvero su un metodo d’insegnamento ispirato alla ricerca di una nuova “conoscenza dell’uomo” (Antroposofia). Nel programma di tale scuola Steiner introdusse due nuove materie, entrambe incentrate sulla forma e il movimento: l’euritmia e il disegno di forme.

Il disegno di forme parla al compositore ritmico nella nostra interiorità che unisce in armonia il formare e lo sciogliere, l’impulso e la quiete, il cosmico e il terrestre, rafforzando la forza del centro.

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Diario di Psicosomatica: Olosomatica-visione multidimensionale della malattia e del disagio

disturbi-psicosomaticiDiario di Psicosomatica

Olosomatica: visione multidimensionale della malattia e del disagio

Abbiamo mal di stomaco, mal di testa, dolori alla schiena? Soffriamo di frequenti influenze, mal di gola, problemi intestinali? Dormiamo male, ci svegliamo la notte e fatichiamo a riaddormentarci, siamo stanchi, agitati, senza energia ? Il nostro umore varia e pensieri inarrestabili ci disturbano?

Tutte le nostre cellule ascoltano il nostro pensiero e il disagio fisico è la punta di un iceberg in un sistema unitario che sta tendendo ad una superiore armonia.
Non ha senso addormentare un sintomo, se il suo messaggio è importante per noi troverà un’altra strada: un altro sintomo più forte, o un disagio in un altro organo.

In questo momento di trasformazione individuale e planetaria, l’energia esterna sembra muoversi più velocemente, il tempo ha un ritmo diverso e facciamo più fatica del solito, soffriamo di disturbi funzionali a importanti passaggi di crescita. Le nostre vibrazioni interiori hanno bisogno di elevarsi per armonizzarsi con quelle della Terra che sta cambiando.

Con Diario di Psicosomatica prende avvio la Olosomatica, un aiuto a districarci attraverso questa foresta di simboli, una guida che traccia le mappe dei nostri organi e di alcune tra le più frequenti malattie per cogliere il messaggio nascosto in ogni sintomo, cambiare il nostro Sogno ed entrare in contatto con il nostro Progetto di Vita.

Presentazione dell’autrice

Questo testo che si presenta come un breve manuale di Psicosomatica suddiviso nei vari Apparati (da me chiamati Mappe per il valore di pure indicazioni sulle quali orientarsi per il contatto personale con la voce del poprio Sé),utilizza per la prima volta il termine Olosomatica, da me scelto per indicare una visione multidimensionale della malattia e del disagio. E’ un aiuto a districarci attraverso la foresta di simboli che ci vengono incontro in questo momento di trasformazione individuale e planetaria e che spesso di presentano sotto forma di squilibri sui vari piani della nostra multidimensionalità.

Ti riporto alcuni stralci dalla parte introduttiva perché tu possa capire qual è la impostazione di questa Olosomatica:
“Anche se con una certa fatica e sorretti soltanto dalla intuizione, percepiamo di essere nella Terra di Mezzo, nel tempo della Sospensione, di esserci lasciati alle spalle il Vecchio Mondo ma di non essere ancora entrati totalmente nel Nuovo. Siamo sulla soglia, come si suol dire, sospesi tra il vecchio e il nuovo…

Stiamo cambiando anche noi: come la Terra, sconvolta, si modifica sotto i nostri occhi spaventati, così anche noi stiamo mutando le frequenze cerebrali, rilasciando le vecchie paure e i vecchi traumi, purificando il nostro corpo emozionale, risanando i nostri vecchi profondi traumi per potercene distaccare e procedere, liberi, verso una nostra Rinascita..

Stiamo adattando il nostro corpo fisico perché possa diventare interprete di frequenza multidimensionale, accedendo alle nuove vibrazioni, adattandosi a quelle della Terra e aiutando ogni essere umano e il Pianeta a trasformarsi ed entrare nella Nuova Dimensione (….) ..

In questo momento di cambiamento vibratorio in ciascuno di noi e nel nostro Pianeta, tutto deve trasmutarsi per adattarsi alle energie delle dimensioni superiori. E ogni trasformazione nel corpo fisico porta con sé, inevitabilmente, disagi e dolore. Inoltre quando si perdono i vecchi punti di riferimento e si sta facendo un balzo verso il Nuovo, scattano molte resistenze che amplificano la sofferenza e la somatizzazione.

C’è un gran lavoro di rilascio emozionale che stai compiendo in questo periodo, stai chiedendo al tuo Bambino Interiore di rilasciare tutti i vecchi traumi che ancora tuìi trattengono, energie che per una vita intera hai tentato di reprimere: è normale che tu sia inondato da correnti di apparentemente inspiegabile e improvvisa fatica, non è una passeggiata elaborare tutte questa vecchie energie. hai presente come si riempie di polvere una stanza che da decine d’anni non era più stata ripulita?

Tutte le tossine e le vecchie energie che hai trattenuto, ora devono essere eliminate dai tuoi organi emuntori che fanno, ovviamente, tanta nuova fatica e gli acidi che il tuo corpo sta liberando, molto facilmente creano dolore alle giunture. Tutto questo è naturale, non devi averne paura: si tratta della trasformazione in atto, del tentativo di passare all’ottava superiore. Le energie si stanno alleggerendo, il corpo si sta trasformando: come potremmo essere immuni da quella che ci ostiniamo a chiamare Malattia ma che potremmo incominciare a definire Trasmutazione?

Ciascuno di noi, poi, ha una sua Dimensione d’Organo, i punti di fragilità che più facilmente vengono colpiti, ma ogni Mappa nel nostro corpo fisico parla un suo prciso linguaggio, può insegnarci a capire su quali aspetti dobbiamo maggiormente lavorare per facilitare questo meraviglioso processo di Trasformazione e riconoscere la nostra vera natura. Sintomi del risveglio, allora. Li vedremo insieme nella parte dedicata alle Mappe e le analizzeremo ad una ad una in modo tale che, riconoscendoti nell’uno o nell’altro squilibrio, tu potrai agire, se lo vuoi, seguendo il Programma di trasformazione più adatto a te”

Ecco inoltre l’indice e dai termini che uso nella presentazione degli apparati da me chiamati Mappe, puoi anche comprenderne il taglio e il linguaggio:
Nella speranza di non averti disturbato e nella fiducia in una diffusione di questo testo che “mi si è scritto tra le mani”, mi auguro che tu possa, se credi, trarre spunto da questo mio lavoro , qualche seme che a tua volta tu possa sviluppare ulteriormente e elaborare a modo tuo.

Susanna Garavaglia

www.susannagaravaglia.it



Susanna Garavaglia

Diario di Psicosomatica

Le mappe dell’anima

Tecniche Nuove Edizioni

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Il Malato Immaginario: Chi è Gabriella?

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Intervista a Gabriella Mereu


Sonmereu2o medico, laureata in medicina e chirurgia, odontoiatra, omeopata e anche grafologa ed ho fatto una ricerca per 20 anni che mi ha portato a capire che il paziente semplicemente si cura da solo.

Benissimo, abbiamo capito che siamo davanti ad un medico ufficiale, anche se ufficiale non è il termine più appropriato, omeopata nonché grafologa.
So che hai scritto un libro, che ho trovato molto interessante, la “terapia verbale” ovvero la medicina della consapevolezza, ci puoi spiegare cos’è la terapia verbale?

La terapia verbale è una terapia omeopatica, verbale, che cura il male con lo stesso male: cioè il paziente quando esprime la sua malattia usa inconsciamente un linguaggio poetico e metaforico collettivo che io chiamo ‘pazientese” che si compone di proverbi, modi di dire, filastrocche etc..
Una volta che ho capito cosa mi vuol dire, rispondo con una battuta che abbia un alto contenuto emozionale, in cui spiego il motivo della sua malattia e il paziente ha una reazione: se ride, piange, entra in trance o si arrabbia significa che è quasi sempre guarito dal sintomo.

Quindi tu definisci questo come omeopatia verbale.. Sappiamo che l’omeopatia esiste da tanti anni e usa curare le malattie con il simile… sbaglio?
Quindi secondo te si può capire la malattia di una persona da come si esprime…

Esatto, a me non interessano analisi o altro, solo il modo di esprimersi delle persone aiuta la mia terapia, che non c’entra niente con la scienza… è solamente arte.

Tu affermi nel tuo libro che la vita è una commedia e la malattia è una metafora che le persone usano per manifestare il proprio disagio… ma questa metafora, serve a nascondere il disagio o a manifestarlo?
La malattia arriva da una bugia passiva, è data da uno schema che costringe l’anima. Cioè nasce un conflitto di pensiero con la propria anima. Può essere stato inculcato da qualcuno anche nella notte dei tempi o essere già nel DNA, ma l’anima non può essere presa in giro e lo rifiuta, così si manifesta la malattia.

Malattia come disagio dell’anima quindi?
Esatto

Cosa mi dici riguardo al condizionamento che le religioni esercitano sulle masse?
La religione è stata inventata per dividere le masse, sono manovre politiche usate soprattutto per dividere i sessi. A causa di tutte le religioni c’è la donna sessuale o la donna vergine, questo è il motivo principale delle discordanze fra i sessi, dalla pornografia alla masturbazione, che cementa le perversioni.

Quindi tutto nasce dalla divisione? Effettivamente la religione da 2.000 anni divide il femminile dal maschile..
Esatto con la divisione cresce il potere, la divisione crea lo schiavo e il tiranno, non c’è mai amore.
La nostra anima non cerca questo, cerca solo Amore. La malattia è il risultato.

Di tiranni ognuno di noi ne ha qualcuno nella propria vita, dal datore di lavoro al compagno…
Il tiranno è quindi chiunque voglia esercitare del potere su di te?

Sì, può essere il marito, o la moglie..

Sulla tua lunga esperienza nel campo, quanti problemi di condizionamento dell’anima arrivano dalla castrazione che deriva dalla religione?
Tutte. Ci sono in tutti i casi manipolazioni del sesso e quindi castrazioni. Le persone così sono malate dentro, e non lo sanno, fino a che la malattia non si manifesta.

Come si può uscire da queste castrazioni?
Prendendo coscienza, cambiando i sistemi.

mereu1Hai mai avuto problemi con gli amici o colleghi della tua città per le idee che stai portando avanti?
Sì, con tutti.

Sei stata messa da parte? Perché loro sono all’interno di un sistema?
Perché la verità è indecente e pericolosa. In maniera molto semplice.

Inoltre la verità che sveli sarebbe alla portata di tutti e molto economica…
Esatto, possono farlo tutti coloro che hanno spirito.

Si può uscire da questo sistema?
Sì, certo, coltivate il vostro piacere, anche se peccaminoso. Questo vi salverà dalla malattia.

Cos’è questo piacere?
L’amore è stato disgiunto dal piacere, questo è l’errore. Non si può amare quello che non ci piace.
Se amiamo tutto quello che ci piace, dal lavoro all’amico alla mamma, siamo tutti salvi.
Praticamente è la divisione che ci fa ammalare.

Quindi c’è un piano di divisione ben mirato che ci viene imposto per colpire le coscienze delle persone?
Si, questa è la semplice verità. Se c’è qualcosa di complicato e incomprensibile non deve preoccuparci. La verità è semplice.

Bene Gabriella, sei stata chiara… quindi dobbiamo cercare il piacere a 360 gradi, non solo sessuale ma in tutto ciò che facciamo, nelle cose più semplici.
Sì, il piacere non si trova nelle complicazioni, ma nelle cose semplici.


Alcuni casi a-clinici

Della serie: “Ecco, finalmente l’ho detto!”oppure “Ecco, finalmente l’ho fatto!”
Alla base di questo metodo, si trova un’indagine rigorosa quanto immediata – l’immediatezza della sperimentazione – sulla radice del malessere fisico. Se spiegata linearmente e con logica la cosa non potrebbe funzionare. Ciò che funziona è l’effetto “cortocircuito” (effetto choc) che per un momento fa cadere tutte le razionalizzazioni sulle nostre “importantissime” malattie.

Uno dei casi recenti, raccontato da Gabriella:
“Si presenta una paziente con dei calcoli salivari. Non so niente del suo lavoro.
Appena mi espone il problema sbotto dicendo: “Signora mia, ma lei quanti calcoli fa durante il giorno?”. Lei pronta risponde: “Tanti davvero, lavoro come ragioniera in un poliambulatorio!”
In quel preciso istante ride, sente un gran calore sul viso e nel giro di una settimana i calcoli, sciogliendosi, vengono espulsi”.

Un’altra paziente racconta di essere guarita grazie alla lettura del libro stesso. La consapevolezza dell’origine del suo disturbo – un inizio di sclerosi a placche – è stata sollecitata dagli esempi citati nella piccola pubblicazione.
La paziente deve rinunciare al suo amore per l’attività fisica (amante dello sport e appassionata escursionista). Soffre infatti di tremore con conseguente indebolimento delle fasce muscolari, sta rischiando seriamente la paralisi alle gambe. Inoltre essendo figlia di genitori separati ha fatto voto di non separarsi mai.
Spazientita dall’allopatia conosce altre terapie alternative, tra cui l’opportunità di meditare (osservazione del respiro) sotto una piramide. E’ durante uno di questi momenti introspettivi che si trova, improvvisamente, a sostenere un monologo interiore: “ Perché tremi?” “Perché ho paura”. “Di che?”. “Ho paura di perdere il contatto con la terra…”. “Paura di che cosa?” “Di allontanarmi (vedi separarmi) da mio marito”.
Ecco, l’ho detto! L’innominabile!

Di seguito si separa dal marito, riacquista tutta la forza muscolare e, ovviamente, decide di conoscere più da vicino la D.ssa Mereu.

In certi casi si tratta di: Ecco, l’ho fatto! Ciò che mai e poi mai andrebbe fatto! Come nel caso di: prendere un preservativo, metterci dentro una medaglietta della Madonna, inserire il tutto in vagina e andare a fare la comunione senza confessarsi. Al ritorno, seppellire “il reperto” in un vaso di fiori.
In questo modo Gabriella sostiene di aver guarito molti casi di cisti ovariche, fibromi e svariati disturbi a carico del sistema riproduttivo femminile. “E non si dica che ci si astenga dal dovere di riprodurre per godere! Guardate in quanti modi siamo in grado di moltiplicare la vita (oltre a quelli già citati: polipi, aderenze, tumori…)!” Ammicca Gabriella Mereu.

da www.scienzaeconoscenza.it/articolo.php?id=21571

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Gabriella Mereu

La Terapia Verbale – DVD

Le nostre parole spiegano le nostre malattie

Anteprima video

Macro Edizioni

La dottoressa Mereu, ormai famosa in tutta Italia per la sua ricerca, presenta la sua tecnica d’interpretazione del sintomo: “la terapia verbale”. I suoi studi dimostrano come il malato stesso parlando dei propri disturbi rivela sotto forma di metafora il conflitto che l’ha portato alla malattia.

La mimica, le espressioni figurate, i modi di dire, la grafia, sono indicazioni preziose per svelare i propri sintomi. Imparando a decodificare le metafore, il paziente può risalire all’origine dei blocchi mentali e quindi arrivare alla guarigione.

Questo video fornisce gli strumenti di consapevolezza per essere più vigili e attenti agli indizi che il corpo ci offre. A tutti coloro che sono stanchi di soffrire, a tutte le persone sensibili che stanno cercando la strada della loro evoluzione che conduce anche alla salute e al piacere.

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Gabriella Mereu

La Malattia: la Trappola dell’Eros

Il frasario Mereu. Una terapia erotica

Gabriella Mereu

“Chi perde il contatto con l’eros che è l’amore, il piacere, l’unione, la libertà, perde la capacità di sentire l’altro, perde il senso di tutto ciò che fa, rimane un bambino che baratta la sua passione, che è il suo motore, in cambio della considerazione e della protezione del gregge, cadendo così sotto il potere dell’ Ipnotizzatore…. nella sua pazzia è portato ad ammalarsi”.

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Gabriella Mereu

La Terapia Verbale – La Medicina della Consapevolezza

Gabriella Mereu
La mimica, le espressioni figurate, i modi di dire, la grafia sono tutte indicazioni da cui si possono trarre utili indicazioni per individuare i blocchi mentali ed emozionali all’origine di numerosi disturbi come ad esempio un mal di testa che ci costringe a chiudere un occhio… per non vedere la moglie civettuola.

Prefazione del libro “La Medicina della Consapevolezza” di Gabriella Mereu

Un giorno, durante una visita omeopatica ad un paziente che non riuscivo a curare dalla sua allergia, mi venne un’idea: pensai, se l’omeopatia non è un rimedio ma un principio, io allora questo principio potrei usarlo anche solo verbalmente.

Cioè, se come ho tante volte constatato durante la mia esperienza di medico omeopata, la malattia è sempre, o quasi, di origine psicosomatica, io potrei applicare la legge dei simili (curare il male con lo stesso male), che è alla base della medicina omeopatica, non con un preparato omeopatico, ma con le parole.

Avevo altresì imparato che la malattia è un’espressione che non fa altro che rivelare in maniera metaforica un vissuto emozionale, che ha portato alla malattia stessa.
A questo punto pensai che avrei potuto fare omeopatia verbale se, sciogliendo la metafora, avessi detto al paziente quale era il male morale che lo aveva portato alla malattia.

Per poter sciogliere la metafora bisogna avere doti e conoscenze analogiche. Io ho la fortuna di averle, perché, essendo grafologa, da diciassette anni riesco a ricavare il carattere di una persona leggendone e interpretandone la scrittura. La grafologia è, infatti, una scienza che si applica su basi analogiche.
Quel primo paziente di cui ho appena parlato e che aveva una strana allergia alle arance lo curai, infatti, sciogliendo una metafora. Da allora (è successo nel 1996) curo quasi solamente così dolori di tutti i tipi: vertigini, parestesie, emorragie, diarree, verruche e altre eruzioni cutanee, rivelando il significato della malattia-espressione-metafora.

Questa espressione-metafora me la rivela lo stesso paziente con un suo linguaggio che, come ogni lingua, ha la caratteristica di un parlare collettivo in cui ogni parola ha un preciso significato, simile per tutti gli individui che l’adoperano.
Ma il suo significato è celato dietro un’analogia: quest’ultima manifesta un’espressione emozionale. Vi anticipo un esempio: il paziente esprime spesso verbalmente la parola “appoggiare”: questa parola manifesta l’esigenza non soddisfatta di avere un appoggio affettivo del prossimo. Questa espressione la ritrovo verbalmente nel dolore alla nuca, quando la persona “non può più appoggiare la testa sul cuscino” oppure, fisicamente, nelle eruzioni cutanee, come per esempio la psoriasi, che si manifesta preferibilmente nei punti d’appoggio: ginocchia, gomiti, nuca, natiche, talloni. -

Il linguaggio metaforico del paziente è bellissimo e commovente e io l’ho denominato “pazientese”. Più ne raffino la conoscenza, più aumentano le mie capacità terapeutiche attraverso esso.

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Conferenza Gratuita:21 DICEMBRE 2012 – Che cosa significa per noi oggi?

Domenica 7 dicembre ore 16

Conferenza gratuita con il contributo del

Consiglio di quartiere 1 – centro

21 DICEMBRE 2012

Che cosa significa per noi oggi ?

Che cos’è il Karma?

Come posso rendere la mia vita ricca e prospera utilizzando la legge del karma?

I segreti della pratica dell’abbondanza.

Unico relatore

Maurizio Parmeggiani

Presidente dell’associazione italiana A.I.D.I.P.H.

Maestro grandemente impegnato

nella diffusione del Pranic-Healing

secondo i preziosi insegnamenti di

Grand Master Choa Kok Sui


L’incontro avrà luogo Domenica 7 dicembre

Dalle ore 16 alle ore 18

presso la sala congressi “Diego Valeri”

in Via Diego Valeri – Padova

(zona tra Piazzale Boschetti, autobus e la Stazione dei treni)

L’evento è curato dall’assoc. culturale “A MANI APERTE”

Via A de Gasperi 10 Polverara (PD)

INFO: Emanuele Bonin 3389156088



Alessio Adami

21 Dicembre 2012

Corpo celeste in dissolvenza

Lampi di Stamp

Il mio nome è Adamo Caddeo Monni e se pensate che sia un brutto nome, non potete immaginarvi a quali conseguenze mi abbia portato. Mio padre e mia madre scelsero questa somma di vocali e consonanti per onorare i bisnonni, maledetti i bisnonni. Antenati maledetti. Devozioni maledette. Sapete chi odio io? I devoti. Stupide pecore senz’anima. Comunque, crescendo, il nome venne abbreviato da amici: Adamo divenne Adam, Caddeo divenne Cad, Monni divenne Monn. Alcuni di voi mi diranno: e allora? Chi conosce la cabala, invece, sgranerà gli occhi. Il mio nome è Adam Kadmon. Non pensiate che sia una figata, anzi, se pensate che il vostro nome non segni il vostro destino vi sbagliate di grosso. Pertanto vi consiglio di cercare il significato della vostra etichetta sociale e capire quale sia il vostro fato.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Daniela Bortoluzzi

Anima Cosmica

2012 l’ora della verità

Melchisedek – Promarco Edizioni

Il 2012 è alle porte e l’umanità sembra indifferente… Grandi eventi Cosmici si stanno preparando, ma molti non ne sono consapevoli. Ovunque sulla Terra le coscienze si stanno risvegliando con il compito di aiutare quelle meno “sottili”…
Ognuno di noi, consapevolmente, deve cambiare il modo di vedere le cose e riordinare la propria esistenza e la vita di ogni giorno per produrre cambiamenti rilevanti che si rifletteranno sulla nostra Madre Terra. Il giro di boa è prossimo e dobbiamo essere pronti al salto quantico, al grande cambiamento. È facile, perché Dio non ha previsto per noi azioni difficili.

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Patrick Geryl

Sopravvivere al 2012

La rinascita di una nuova civiltà

Macro Edizioni

Secondo le antiche profezie Maya, il 2012 segnerà la fine della civiltà umana così come noi la conosciamo. La distruzione della Terra, già avvenuta in passato, sembra destinata a ripetersi.
Chi sopravvivrà avrà il compito di non dimenticare per dar vita a una nuova umanità.

Attraverso un’accurata e dettagliata presentazione scientifica, Patrick Geryl dimostra, in queste avvincenti, pagine come il ciclo delle macchie solari sarebbe in grado di influenzare il magnetismo della Terra e indurre l’inversione sia dei poli che del moto terrestre. Spostamento di interi continenti, eruzioni laviche dalla crosta terrestre, scomparsa e nascita di nuove montagne, radiazioni nelle zone elevate del pianeta e maremoti potrebbero sconvolgere la geografia della Terra.

Di fronte alla prospettiva di un cataclisma epocale di queste dimensioni, l’autore invita l’umanità a correre ai ripari.

Come mettersi in salvo?
Quali zone del pianeta saranno meno colpite?
Ma soprattutto, come ricostruire una nuova civiltà capace di imparare dagli errori del passato e offrire alle nuove generazioni la speranza del futuro?

Lo trovi su Macrolibrarsi

CAPODANNO 2009

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Maggy & Roy Martina: Cerca il senso di ogni cosa

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Ed ecco la sottoscritta Maggy al fianco del

Grande Roy Martina

al suo seminario del 7 Dicemre 2008 a Verona.

E’ stato un seminario intenso ed emozionante,

un workshop dove abbiamo lavorato direttamente su noi stessi e sulle nostre emozioni.

Ringrazio il dott. Roy Martina per l’etica e la professionalità che lo contraddistinguono,

Ringrazio Andrea Amidei, responsabile del sito www.solonewage.it

per aver presenziato con me al seminario,

Ringrazio la Macrolibrarsi per l’invito personale, ed infine

Ringrazio quanti hanno accettato il nostro invito

alla partecipazione dello stesso;

sicuri del successo di questo evento.

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Ora finalmente disponibile il suo nuovo libro:



Roy Martina

L’Anello Mancante del Segreto

Prendi in mano la tua vita e il tuo futuro

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Roy Martina si definisce “l’allenatore della mente” e ci spiega come utilizzare la Legge dell’Attrazione in modo da poter cominciare a vivere veramente e in maniera completa.

L’Universo offre straordinarie opportunità, che permettono ad ognuno di noi di creare la vita che desideriamo: quando le cose non vanno come vogliamo incolpiamo il destino o fattori esterni, senza considerare che il più grande ostacolo è dentro di noi, nelle nostre paure sommerse che fanno naufragare la nostra fortuna.

Il motto di Martina, le coincidenze non esistono, sottolinea come sia grazie alle nostre potenzialità che riusciamo a diventare padroni della nostra fortuna e del nostro destino.

Imparare a dominare le paure e i sentimenti repressi che ci impediscono di attivare la legge dell’Attrazione è di fondamentale importanza sia per il nostro benessere materiale che per quello interiore.

Conoscendo a fondo noi stessi e le nostre emozioni saremo in grado di utilizzare, oltre alla parte conscia del nostro cervello, anche quella inconscia, che rappresenta più dell’ottanta percento del nostro potenziale.

On line su Macrolibrarsi

Cerca il senso di ogni cosa

Roy Martina

Ogni giorno si alza all’alba, fa meditazione e poi esce a correre. Roy Martina è un medico olandese che allena i pazienti al benessere ed è esperto di kinesiologia (una tecnica dolce che cura il corpo attraverso lievi pressioni nei punti che corrispondono alle emozioni). Nei suoi seminari di “supervitalità” si imparano le tecniche dell’ EE (Equilibrio Emozionale) ed all’Accademia NEI quelle dell’Integrazione Neuro Emozionale, un metodo che combina la kinesiologia con le moderne tecniche di visualizzazione e di conquista dell’autostima. Lo ha ideato Roy Martina, che oggi lavora in vari Paesi, tra cui l’Italia e si occupa anche di formazione per le imprese.

La sua filosofia

Quali sono le tecniche dolci per combattere lo stress, un problema che tocca sempre più persone?

”Lo stress può avere molte cause. A volte può dipendere dal fatto che si sta accanto a persone negative, che si lamentano, così si perde energia nel tentativo di tamponare il loro influsso. In questo caso occorre cercare compagnie più positive, ma anche chiedersi: perché vado in cerca di persone del genere? Noi lo chiamiamo autosabotaggio. E molte persone non ne sono neppure consapevoli perché, nel profondo, non vogliono stare meglio. Altre volte invece lo stress può dipendere dal fatto che non siamo in comunicazione con il nostro corpo. Così non ci rendiamo conto di quanto abbiamo tirato la corda. Invece dovremmo cercare di capire quali sono i nostri ritmi. E prevedere dei tempi di riposo, fisico e mentale, per recuperare energie”.

Allora per stare bene dovremmo pensare solo a noi stessi. Non è egoismo?

”Niente affatto. Nei miei seminari insegno a prendere le distanze dalle emozioni, non a cancellarle. Anzi, è importante viverle, altrimenti le emozioni restano chiuse nel nostro corpo e creano dei blocchi energetici. Il segreto è accettarle, lasciarle andare, senza identificarsi con esse. Nella vita siamo continuamente messi alla prova, nella testa, nel cuore, nel corpo. E quando smettiamo di prendercela con i genitori (cioè con il nostro passato) o con il partner per le cose che non vanno, abbiamo fatto un grande passo avanti. È un lavoro duro, ma poi sapremo accettare e amare le persone per ciò che sono, in modo libero. Il metodo di integrazione neuro emozionale, agendo sul corpo, aiuta proprio a neutralizzare le tracce di traumi e di risentimenti che risalgono al passato”.

C’è un segreto per essere felici?

”Basta partire dal presupposto che la vita è perfetta, che l’universo funziona perfettamente e che il nostro corpo (anch’esso perfetto) può svolgere contemporaneamente milioni di funzioni. Cominciamo allora a pensare che anche gli altri sono perfetti come noi. Trattiamoli con rispetto e ammirazione. Al mondo c’è una ragione per ogni cosa. Dobbiamo crederci fino in fondo, anche quando ci capitano le cose più sgradevoli. Se consideriamo ciò che ci succede come un’esperienza utile per crescere, saremo più felici”.

Sul corpo c’è la mappa delle emozioni

La kinesiologia, ideata negli anni Sessanta dal chiropratico americano George Goodhart, è usata anche in Italia. ”Il terapeuta preme un punto del corpo che, per la medicina cinese, corrisponde a una certa emozione (sotto vedete una mappa) e fa una domanda. La risposta arriva dal corpo senza che noi parliamo: se la zona si indebolisce, se il muscolo si rilassa, vuol dire “no”, se si rafforza, si contrae, significa “sì” spiega Rosa Moreschi, medico dell’Istituto Italiano Nei.

roy_martina_2Dott. Roy Martina:

Medical training:

1970-1978 Medical UniversityUtrecht/Groeningen Netherlands Europe

Specializzazione: medicina olistica alternativa

1978-1982 Medical Acupunture e Homeopathy Training (Netherlands)

1982-2001 Studia e ricerca nel campo della medicina olistica compresa la terapia nutrizionale, terapia allergenica, terapia emozionale, Burn out, RSI, terapia vertebrale, terapia erboristica, lavori relativi allo stress.

Rinomato public speaker

Roy Martina ha tenuto conferenze e insegnato seminari in più di 20 paesi inclusi: USA, Cina, Russia, Tailandia, Taiwan, Italia, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Caraibi, Mexico Svizzera, Svezia, Hawaii, Polonia, Austria, Aruba, Inghilterra e Maldive.

Coach di Top Manager e celebrità.

Roy ha allenato ed è stato consulente di top manager di grandi compagnie, celebrità, divi del cinema, atleti e dottori di tutto il mondo.

Realizzazioni:

1) Dottore Medico dal 1978:il più giovane MD con laude in Olanda

2) Cintura nera sesto grado di arti marziali, imbattuto campione europeo per 7 anni di karate, judo e kickboxing

3) Autore di 25 libri di vitalità, salute e spiritualità. I suoi libri sono ora tradotti in 6 lingue

4) Direttore di “Inner Chi Inc”, ricerca per la salute

5) Fondatore del “Second Center Opinion” in Olanda, clinica all’avanguardia di Alternative diagnostic e therapeutic

6) Fondatore del “MartinaMedical Research Inc.” in Olanda e Italia

7) Creatore del Neuro Emotional Integration (NEI), uno dei più efficaci metodi terapeutici alternativi nello sviluppo della qualità della vita.

8) Creatore di più di 1200 rimedi naturali

9) Creatore del “Emotional Balance”, una tecnica per diminuire lo stress e emozioni.

10) Rinomato conferenziere e speaker internazionale: tiene workshops in tutto il mondo incluso nel Centro di Deepak Chopra in la Jolla.

11) Fondatore di “Relief”, un’organizzazione no profit per l’aiuto di bambini con problemi emozionali e disabili.

Roy ha dedicato la sua vita per la ricerca di nuove strade per la prevenzione di dis-ease e malattie croniche. Lui è meglio definito come “un implacabile studioso della vita e della gente”. Il suo entusiasmo, carisma, humor e amore per tutto, fanno di lui una persona eccezionale e benvenuta per molti dottori, profani, atleti e celebrità. E’ sempre alla ricerca del prossimo gradino ed ogni giorno elabora nuove tecniche che applica prima su se stesso.

http://www.ozonoterapia.com/roy_martina.htm

Single attenzione: 5 Domande che fanno allontanare un Uomo al Primo Appuntamento

primo-appuntamento 5 Domande che fanno allontanare un Uomo  al Primo Appuntamento


L’ultimo appuntamento che hai avuto con un uomo è andato male? Stai ancora aspettando la sua chiamata? Assicurati di non aver posto nessuna delle seguenti domande:

•  “Ti vedi con un’altra?”

Quando si sta uscendo per la prima volta con un uomo, questa domanda comunica implicitamente il fatto che lui non dovrebbe vedersi con un’ altra donna.

Nella fase iniziale della conoscenza reciproca tra un uomo ed una donna, non c’è niente di male nel fatto che qualcuno dei due frequenti altre persone. Non bisogna pensare che se l’uomo ti ha invitata a uscire per la prima volta è l’uomo della tua vita o è costretto a rimanere con te.

•  “Ti piacerebbe che passassimo più tempo insieme?”

Questa domanda induce l’uomo ad impegnarsi in una relazione quando appena vi state conoscendo. Comunica che sei un tipo di donna che pretende troppo…

•  “Ti piaccio?”

Questa domanda lascia trasparire insicurezza, rimettendo interamente nelle mani dell’ uomo la decisione di incontrarti nuovamente e di portare avanti la relazione.

•  “Hai tempo e sei disposto a cominciare una storia?”

Nella fase di attrazione è prematuro programmare un futuro insieme. E’ prematuro chiedere di passare il resto della vita insieme ad una persona che si sta appena conoscendo.

•  “Quando ci possiamo rivedere?”

Sembra come se stessi prenotando una visita medica, no?

Queste sono le cinque domande che è consigliabile evitare al primo appuntamento perché rischi di allontanare la persona con cui sei uscita.

Qui di seguito troverai altri consigli utili :

•  Non parlare di matrimonio , di abiti da sposa o di figli che vuoi avere, perchè parlare di matrimonio con un uomo appena conosciuto comunica disperazione…

•  Non cambiare il tema della conversazione quando lui sta parlando di qualcosa che gli interessa.

•  Non criticare il luogo in cui ti ha portata. Nell’uscita successiva proponi molto discretamente il luogo in cui ti piacerebbe andare.

•  Sii sincera, semplice e cerca di non volere impressionare ; molte volte questo atteggiamento ti fa sembrare una persona finta.

•  Non parlare dei rapporti che hai avuto in precedenza : tutti abbiamo avuto delle storie sentimentali, ma durante la prima uscita è preferibile evitare di menzionarle.

Liliana Jaramillo da   www.comunicazionepositiva.it



Paul Ferrini

Come creare la tua relazione perfetta

Una guida per aiutare coppie e single nel percorso verso la crescita e la felicità

Macro Edizioni

In tempi in cui le relazioni di coppia cominciano e finiscono con incredibile rapidità, in cui l’unione della famiglia è continuamente messa a repentaglio dall’incapacità di capirsi, è ancora possibile vivere un rapporto di crescita armonioso e felice?
Paul Ferrini non ha dubbi: è possibile e anche facile, basta seguire poche e semplici regole.
Impegno, condivisione, crescita, comunicazione, gioco degli specchi, responsabilità e perdono per imparare a comunicare con il partner in maniera vera e onesta e per creare un rapporto intimo e profondo che lasci a entrambi il proprio spazio di crescita e di espressione individuale.

Un percorso a tappe per un libro veramente semplice e chiaro, che tratta in maniera pratica un tema di scottante attualità.

Un aiuto a capirsi e a capire l’altro o l’altra, uno strumento per conoscersi e imparare a relazionarsi, anche al di fuori dell’ambito della coppia, al fine di creare rapporti armoniosi basati sul rispetto di se stessi e degli altri.

“Non esiste miglior guru sul pianeta del nostro partner quando abbiamo compreso lo scopo spirituale della nostra relazione.”

Lo trovi su Macrolibrarsi



Angelica Romanin

Meglio Single che Male Accompagnata

Giraldi Editore

L’uomo che hai conosciuto a quindici anni e che pensavi ti avrebbe amata per sempre è scappato con un’altra. Fino al giorno prima lo sopportavi a malapena, ma improvvisamente eccolo diventare il più desiderabile degli uomini. Dopotutto chi desidera stare solo?!

Ricominciare la lunga e faticosa ricerca dell’anima gemella, tra brevi flirt e cocenti delusioni?! Fortunatamente nonostante tutti i tuoi piagnistei lui ti molla lo stesso e allora ecco che la depressione come per incanto scompare, nuovi amici compaiono all’orizzonte e tu improvvisamente ti chiedi se forse non sia meglio essere single che male accompagnata.

Lo trovi su Macrolibrarsi

da SINGLE a COPPIA ecco qui i libri migliori


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Altre letture a tema: qui

Aborto: “Priorità è eliminare quello per motivi economici, non la Ru 486”

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Aborto: “Priorità è eliminare quello per motivi economici, non la Ru 486”

In questi ultimi giorni si è tornato a discutere molto dell’introduzione in Italia della pillola abortiva Ru 486, che viene intesa soprattutto come una soluzione alternativa, meno invasiva e dolorosa, dell’aborto chirurgico praticato attualmente. Non entriamo nello specifico dibattito pro o contro questa pillola, ma vuole evidenziare quanto il punto centrale della questione non sia il ‘come’ avviene l’aborto ma il perché. E’ solo analizzando questo, al di fuori di ogni ideologia, che si riusciranno probabilmente a prevenire molte interruzioni di gravidanza. In particolar modo ci si dovrebbe concentrare sull’eliminazione di quegli aborti che avvengono per motivi economici, come ha sottolineato la presidente del Moige Maria Rita Munizzi. “E’ necessario che si affronti veramente il fenomeno aiutando tutte quelle donne che non possono per motivi economici fare la scelta di portare a termine la gravidanza e tenere il proprio bambino. La questione delle difficoltà economiche, causa molto diffusa nella scelta di abortire per la donna, deve essere affrontata con decisione, perché uno Stato civile deve mettere la donna nella condizione di operare una scelta veramente libera, garantendole un adeguato sostegno economico nel caso decida di portare a termine la gravidanza. Una vera politica della maternità deve partire da questo: dove lo Stato spende circa diecimila euro per ogni interruzione di gravidanza, si dovrebbe offrire almeno la stessa cifra a chi decide di portare a termine la gravidanza garantendo così una parità di trattamento economico per ambedue le scelte”.

Moige MovimentoItalianoGenitori www.genitori.it

..e proprio in questi giorni di Natale che parliamo di Natività…

PERCHE’ NON FARLO NASCERE?…

Il tuo bambino chiede di continuare a crescere fino al giorno in cui verrà alla luce e si manifesterà in tutta la sua meraviglia!
Ma forse la tua è una gravidanza inattesa, non scelta, forse ti trovi sola in situazione di difficoltà familiari o economiche che non ti permettono di gioire per la vita che è in te.
Per questo molti movimenti e associazioni si offrono di sostenerti e di cercare insieme le risposte ai tuoi bisogni e a quelli del TUO BAMBINO.

In quanto donna in gravidanza hai dei diritti:

Ci sono servizi sociali, sanitari e assistenziali ai quali puoi accedere; ci sono case famiglia disponibili ad accoglierti insieme al tuo bambino.

Due Numeri Verdi “PER LA VITA”

MPV – MOVIMENTO PER LA VITA ITALIANO – SOS Vita

Movimento Italiano per la Vita

Movimento Italiano per la Vita

comunita numero verde 800035036


QUALORA TU NON POSSA TENERLO CON TE, CI SONO FAMIGLIE AFFIDATARIE PRONTE AD ACCOGLIERLO; ANCHE SE MALATO.

INOLTRE HAI IL DIRITTO A  PARTORIRE NELL’ANONIMATO E DARE IN ADOZIONE IL TUO BAMBINO.

NON PRENERE UNA DECISIONE AFFRETTATA !!!

NON ABORTIRE: negheresti il diritto alla vita al tuo bambino e procureresti una ferita incancellabile a TE stessa!!!

Elenco:  “CASE D’ACCOGLIENZA PER NUCLEI MADRE-BAMBINO” su http://www.fuocovivo.org/MOVIMENTO/perchenonfarlonascere.htm



AA. VV. Il DonoQuello che RestaParlare dell’aborto partendo dall’aborto
Vita Nuova Editrice

“Quello che resta” denuncia l’urgenza di affrontare il problema dell’aborto, partendo dall’aborto. Partendo dalla donna.

Storie di donne, storie di bambini, vita vera.

Vengono messe in luce, una volta per tutte, senza ipocrisie, le conseguenze drammatiche delle donne che decidono di interrompere volontariamente la propria gravidanza.

Paura, solitudine, sofferenza, illusioni ed infine un dolore profondo che non dà tregua e non passa nemmeno a distanza di anni.

Psicologi, medici, psichiatri, mettono a disposizione la loro esperienza professionale per “spiegare” questo dolore e aiutare la donna ad attraversare il lutto, perchè diventi un cammino verso la redenzione, la rinascita, il perdono.

Un tema scottante, senza bandiere, senza politica e al di là del proprio credo religioso, perchè a raccontarsi sono proprio le protagoniste, le donne in quanto esseri umani, in quanto persone.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Giuditta DembechL’Ombra del CiliegioIl lato occulto della nascita, gestazione, aborto – Un dramma del nostro tempo
L’Ariete

Questo libro fa luce sul dramma di chi deve scegliere se portare avanti una gravidanza o interromperla.
Scritto in prima persona da una donna per le altre donne, scorre veloce come un romanzo ma colpisce al cuore gli uomini che, spesso esclusi, ignorano la portata di questo dramma…

Biografia di Giuditta Dembech: Giuditta Dembech, nata nel 1947, è un personaggio simbolo della “New Age” italiana. E’ scrittrice, giornalista, teosofa e divulgatrice. Ha continua…
Lo trovi su Macrolibrarsi

INVITO per il Cenone di Natale

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INVITO

per il cenone di Natale

Menù di


Natale


ANTIPASTI

Cocktail di raggi di sole
foglie di quercia agli aromi di bosco
rugiada di luce e radici d’ abete

crostini farciti al sorriso con crema d’amore
edera al sapore di muschio

Venti leggeri ai Sapori del bosco

PRIMI PIATTI

Risatine allegre e serenità

piume di angelo in ali di fantasia

SECONDI PIATTI

Raggi di luna in Crema di allegria

Grigliata di “magia“:
foglie di betulla
polvere dorata
sogni Reali

Tris di

Verdurine alla boscaiola

Sorbetto incantato e Muschi di bosco

arcobaleno al fresco sapore

pensieri al Forno con draghi trifolati

DESSERT

Nuvole bianche in cieli incantati,

Strudel di vecchi ricordi

Panettone affogato con crema di dolci risate e buoni propositi,

Il tutto accompagnato da:
amore
, gioia, luce, pace a volontà

Auguri di un felice Natale

e

magia di sole


Come raggiungerci:

dal centro del cuore :
- Immettersi su via Fantasia percorrendola tutta fino a via della Gioia
- Proseguire sulla Statale Natale, superare il boschetto incantato .
- Al bivio girare a sinistra per Via dell’Amore.
- Dopo circa 3 Km, svoltare a sinistra lungo la via degli Angeli.
- Proseguendo per poco più di un Km arriverete a destinazione

La prenotazione è obbligatoria, i posti non sono limitati.

Figlia delle stelle  www.figliadellestelle.it




Emanuela Barbero

La Cucina Etica Facile

Ricette e menù vegan per principianti, single e per chi ha poco tempo

Sonda Edizioni

Oltre 220 ricette che spaziano dall’antipasto al dolce, da eseguire a passo a passo con tutte le indicazioni utili e i suggerimenti per variare secondo la stagione e la disponibilità degli ingredienti. Per ogni ricetta sono stati indicati il livello di difficoltà, il tempo richiesto nella preparazione e anche la fascia di costo.

Ogni piatto è stato concepito per essere preparato nelle dosi più “pratiche”, è stato cioè “ottimizzato” in base ai tempi e agli ingredienti necessari, così da poter essere preparato una tantum e venire poi eventualmente utilizzato più volte, anche riscaldato.

Questo libro vuole aiutare a prendere consapevolezza che cambiare alimentazione non è una rinuncia: così, per esempio, nei capitoli intitolati 10 passi per cambiare con successo e lo schema di transizione in 10 settimane si cerca di affrontare una serie di difficoltà pratiche, per scoprire che iniziare una nuova alimentazione e stile di vita può essere semplice e appagante.

Come fare bene la spesa imparando a risparmiare, e come riorganizzare la cucina e la dispensa in modo funzionale alle proprie esigenze alimentari e di tempo, danno ancora ottimi suggerimenti per imparare a gestirsi al meglio.

Arricchiscono il volume le numerose immagini a colori e 6 menù completi da preparare in occasione di feste e ricorrenze, ma anche nei momenti speciali, da gustare in compagnia di amici e parenti. Tanti golosi suggerimenti per preparare ogni giorno una sana colazione, panini e snack rompidigiuno a casa e in occasione di picnic ed escursioni in montagna.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Valerie Cupillard

Feste bio

Menu vegetariani per tutte le stagioni

Tecniche Nuove Edizioni

Splendido grande volume tutto a colori con gustosissime ricette di cucina vegetariana biologica suddivise secondo un criterio stagionale. Piatti per tutte le grandi occasioni di festa come compleanni, festività religiose, festa del solstizio, San Valentino ecc.Lo trovi su Macrolibrarsi

Cerca l’Amore non un Volto

amore-1 Cerca l’Amore non un Volto

L’errore più grande che possiamo fare è identificare in qualcuno o qualcosa la forza che ci fa vivere, Eros. Per questo soffriamo tanto quando ci lasciano. Invece, se impariamo ad affidarci, è quello il momento in cui la vita si può riaprire…..

Ognuno di noi ha un destino da seguire, un solco da percorrere, un sentiero, una via che appartiene solo a lui. Le illusioni, le sirene ci distraggono, ci fanno credere che viviamo per qualcuno o per qualcosa, per un progetto da realizzare, per ritrovare un amore perduto, per riempire la solitudine. In attesa che il progetto che ci siamo dati si realizzi, tutto ci sembra vano, inutile, arido, spento, perduto…
«Amo ancora il mio ex-marito anche se siamo separati da 10 anni. Sono stanca». È l’e-mail di Nadia, che arriva a Tutte le Mattine, la trasmissione di Maurizio Costanzo. Nadia pensa di amare ancora il suo ex, pensa di volerlo con un amore ininterrotto. La stanchezza di cui parla rivela che questa lotta per riaverlo, questo dolore che viene a trovarla spesso, questo senso di frustrazione che prova. l’hanno stremata.
Perché ci lasciano? Gli antichi non ragionavano così Pensavano che nelle cose che ci accadono ci fosse un disegno degli Dei per ritornare a casa, a Itaca, nella terra promessa. L’Odissea è il grande libro dell’Occidente e ricorda a tutti che l’evento è il viaggio, il cammino lungo il nostro sentiero, non le tappe, gli scogli in cui veniamo intrappolati. Nemmeno Calipso, la ninfa dai riccioli belli che promette a Ulisse l’eterna giovinezza, l’immortalità, riesce a fermarlo: il compito dell’eroe è andare verso il suo destino, proseguire il viaggio.
amore-3Cara Nadia, è l’amore che la chiama, Eros, non suo marito: lui è solo (oggetto, la tappa, il ricordo di ciò che non c’è più, insomma un’ombra. Se sbagliamo, se scambiamo un’immagine (quella di suo marito) a cui ci siamo attaccati, con la meta, allora la vita diventa un inferno, ci esaurisce, ci strema, ci annienta.
Non stiamo male, perché lui o lei ci hanno lasciato. No, stiamo male perché non siamo in viaggio, perché siamo arenati nella rete, perché non vediamo il mare, perché non vogliamo convincerci che l’amore non è nostro, ma una forza dell’Universo che vuole portarci a viaggiare verso la nostra Itaca.
Francesca, come Nadia è entrata in una grave forma di depressione dopo che il suo compagno l’ha abbandonata. Durante il giorno risentimenti, pensieri rabbiosi, senso di scoramento: la ferita della perdita veniva a trovarla e lei a ogni seduta mi ripeteva ossessivamente: «Senza di lui non posso più amare», come se l’amore potesse esaurirsi, come se noi potessimo comandare Eros, governarlo, o peggio ancora, incatenarlo a un viso, a un’immagine, a una persona.
amoreCambia il volto del tuo amato!
Chi ci abbandona, chi ci fa soffrire è stato capace di una grande magia: farci estrarre il desiderio, l’amore. Solo questo ha fatto! Crediamo che senza di lui o lei l’amore sia scomparso: in realtà continuando a identificarlo in ricordi, in quel volto noi commettiamo un peccato di grande superbia: vogliamo controllare l’amore, guidarlo, renderlo alla portata del nostro modo di vedere il mondo. non affidarci, farci portare da lui in viaggio.
Anziché affidare ad Amore le nostre sorti, lo vogliamo incanalare nella nostra storia, lo vogliamo solo dentro quel volto, tra le nostre abitudini, i nostri schemi che non vogliamo abbandonare.
Eros si arrabbia, non accetta di essere identificato in una persona, vuole scorrere libero, vuole farci viaggiare, volare. Ma noi non cediamo, ci intestardiamo: o lui o niente.
in quelle sedute di psicoterapia, dominate dal risentimento, dalla malinconia, dai pensieri di morte, dalla immobilità, dal senso di rinuncia a vivere, Francesca restava meravigliata quando la invitavo a chiudere gli occhi e a immaginare il suo amore perduto.
Mentre tutti intorno a lei le chiedevano di dimenticare, io le facevo rievocare il suo amore, le facevo raccontare le “notti belle’, il piacere la tenerezza, il calore che provava con il suo compagno. A ogni seduta commentavo dicendo: «Certo che lei sa amare con una grande intensità »
Diverse volte rispondeva “ora non più” e subito riempiva di improperi, di insulti, di lamenti il compagno. Ogni volta mi soffermavo sulle immagini dell’amore, fino a che le ho chiesto in una seduta di provare le stesse emozioni che mi stava raccontando, con un personaggio senza volto, sconosciuto. A volte quell’uomo senza volto veniva subito ricoperto dal viso del suo ex, ma via via l’uomo senza volto veniva sempre più accettato come tale.
Quando le riusciva, il dolore psichico si mitigava, la seduta finiva senza lamenti, senza rancori, senza ricordi dolorosi del passato. Sapevo che Eros, Amore stava nuovamente riaffacciandosi, la stava rimettendo in viaggio, verso nuovi incontri e ancor di più verso la sua Isola, che è fatta di interessi, di immagini, di fantasie che appartengono solo a lei. Così Eros l’ha guarita e l’ha rimessa in viaggio.

Riza Psicosomatica



Marco Ferrini

Dall’Eros all’Amore

Viaggio alle sorgenti della felicità

Centro Studi Bhaktivedanta
Che la necessità di dare e riceve amore sia intrinseca alla natura di ciascun essere vivente è verità ampiamente riconosciuta. Cosa si intende oggi con questi due termini, invece, implica un’analisi approfondita e attenta ai mutamenti socio-storici e culturali che abbiamo attraversato e che stiamo attraversando. Uno stimolante percorso psicologico e spirituale per tornare alla pura sorgente del sentimento affettivo.Compralo su Macrolibrarsi


John Pierrakos

Eros, Amore e Sessualità

Le forze che uniscono uomo e donna

Crisalide Edizioni

In questo libro John Pierrakos comunica le sue esperienze, accumulate in più di cinquantanni di lavoro, a proposito dell’energia umana, della coscienza e dell’espressione di queste forze sotto forma di Eros, amore e sessualità.

Eros, amore e sessualità sono le fondamenta della nostra realtà. Fluendo attraverso di noi, rappresentano la vera fonte della gioia di vivere. Quella dell’eros è un’esperienza unica, che agisce da ponte fra l’amore e la sessualità. L’eros deve essere continuamente riacceso, perché tende ad esaurirsi e a spegnersi come una meteora che si consuma attraversando l’atmosfera.

Come si può mantenere in vita l’eros? Mostrando all’altro, senza false vergogne, tutti gli aspetti di sé - i migliori ed i peggiori: solo rivelando le nostre verità più profonde, possiamo aprire il nostro animo alla persona amata ed unirci a lei.

Lo Trovi su Macrolibrarsi



Paolo Crepet

Sull’Amore

Innamoramento, gelosia, eros, abbandono, il coraggio dei sentimenti

Einaudi
Si fa presto a dire «amare». Ma quante sono le persone che possono dire di essere innamorate sul serio? E quante quelle capaci di andare oltre l’innamoramento, fino all’amore? Un libro che si legge d’un fiato, perché si parla del nostro destino. Una guida amichevole sul sentiero della maturità affettiva, che non trascura nessuna delle trappole e illusioni annidate lungo il cammino. Un prezioso «manuale di esercizi spirituali» per giovani e adulti di ogni età.

Nello stile semplice e narrativo che lo ha reso familiare a tanti lettori, nel tono rigoroso e sommesso del grande saggista, Paolo Crepet affronta quello che al di là delle apparenze è forse il vero tabù del nostro tempo. E ci porta per mano a scoprire che nel mondo dominato dall’ossessione dell’efficienza e della prestazione, la vera possibilità di cambiamento coincide proprio con il coraggio dei sentimenti. Il coraggio di abbandonarsi a essi, e insieme riuscire a governarli. E che da questo dipendono la felicità e il futuro di ognuno di noi, e forse dell’intera società.

«E se la rivoluzione partisse dall’homo cupidus (ovvero l’uomo emotivo) non più da quello laboriosus né da quello “tecnologicus”? E se fosse venuto il tempo di prendere e dare delle lezioni d’amore? Se il vero frutto di un’acquisita modernità corrispondesse con il concedersi il tempo, la voglia, il lusso d’innamorarsi?»

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Raffaele Morelli

Il Sesso è Amore

Vivere l’eros senza sensi di colpa

Mondadori

“Bisogna smettere di credere che esista un amore puro e un amore sporco, un amore divino e uno infernale, un amore sacro e uno profano. L’amore è attrazione, desiderio, piacere¿ e basta! Niente domande, né progetti, né fantasticherie di futuri matrimoni, né schemi in cui inserirlo.”

Quante domande inutili ci facciamo quando parliamo d’amore: “È la persona giusta?”, “Durerà?”, “Sto amando in modo sbagliato?”. E soprattutto: “Ma fra noi due è sesso o amore?”. Il sesso è amore, il vero amore.

Il resto sono sentimenti più superficiali, più ragionati, meno autentici: l’amore è tutto nell’evento del sesso, non c’è nient’altro da cercare o da sapere.

Dopo lo straordinario successo di Ama e non pensare, Raffaele Morelli torna ad affascinarci e provocarci con un libro intenso e rivoluzionario sul sesso.

Prendendo di petto e in contropiede la nostra morale e il nostro pensare comune, Morelli ci mette faccia a faccia con una verità potente e ineludibile: siamo davvero noi stessi soltanto quando facciamo l’amore. È attraverso il sesso infatti che si esprime la nostra anima più genuina, perché la forza divina dell’eros travolge tutte le impalcature razionali che tengono imbrigliata la nostra natura profonda.

Dunque non dobbiamo fare altro che ascoltare il desiderio che ci nasce dentro e lasciarci guidare soltanto dal piacere. Sta arrivando per aiutarci a rinascere, per far sbocciare di nuovo il fiore che è in noi.

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Kriya Yoga: comunicare direttamente con Dio

“Non sono stato mandato in occidente da Cristo e dai grandi maestri dell’India per dogmatizzarvi con una nuova teologia, [ma] per insegnarvi la scienza del Kriya Yoga, affinché possiate imparare come comunicare direttamente con Dio. È giunto il tempo di conoscere Dio!”


—Paramhansa Yogananda, L’essenza dell’autorealizzazione

yonandaParamhansa Yogananda (1893–1952)

I Maestri autorealizzati hanno la peculiare capacità di aiutare coloro che cercano la pace interiore e una più elevata consapevolezza. Allo stesso modo, Yogananda fu aiutato dai suoi predecessori spirituali, una storia affascinante che egli stesso racconta nella sua Autobiografia di uno Yogi. Su loro richiesta venne poi in Occidente ad aiutare centinaia di migliaia di persone nella loro ricerca spirituale. Ha impartito questi insegnamenti imparzialmente a persone di ogni religione e convinzioni filosofiche e persino ad atei.

Ciò che Yogananda ha insegnato in Occidente non è una religione, ma una spiritualità pratica. Le sue tecniche sono utili in ogni campo dell’attività umana. Esse si basano sulla ricerca della Autoconsapevolezza e della scoperta del Sé, usati dai ricercatori spirituali per millenni. Queste pratiche includono tecniche per aumentare il flusso di energia vitale nel corpo, per armonizzare corpo e mente con anima e spirito, e per entrare negli stati più alti della consapevolezza spirituale, che chiamò Supercoscienza.

Yogananda giunse a Boston nel 1920, quale rappresentante per l’India al Congresso dei Liberali Religiosi, dove tenne un discorso intitolato “La scienza della religione”. Creò il primo centro a Boston ed iniziò a tenere pubbliche conferenze e lezioni sulla realizzazione del Sé in tutti gli Stati Uniti. Le sue lezioni ebbero una straordinaria accoglienza di pubblico e spesso vi parteciparono migliaia di ascoltatori nelle più grandi sale di conferenza del Paese.

Nel 1925 stabilì il suo centro principale a Los Angeles pur continuando a dare conferenze in molte altre città. Scrisse molti libri, tra cui spiccano la famosa “Autobiografia” ed i commenti sugli insegnamenti originali di Gesù Cristo (La seconda venuta di Cristo) e di Krishna (La Bhagavad Gita). All’epoca della sua morte nel 1952 aveva centinaia di migliaia di studenti ed aveva fondato templi, centri e gruppi di meditazione in tutto il Paese.

Autobiografia e bibliografia di Paramhansa Yogananda




Paramhansa Yogananda

Come Amare ed Essere Amati

Ananda Edizioni

Amicizia, amore, matrimonio e figli possono portare grandi gioie nella nostra vita oppure grandi sofferenze; ciò dipende da cosa ci aspettiamo dalle nostre relazioni.

Imparando a sviluppare l’amore più puro di tutti – l’amore non egoistico – riusciremo finalmente a esprimere il nostro vero amore verso gli altri, dal profondo del nostro cuore, senza paura di essere respinti.

Questo libro è una guida pratica per: espandere i confini del nostro amore; superare le cattive abitudini che compromettono la vera amicizia; scegliere il partner giusto e creare un rapporto duraturo; fare l’esperienza dell’Amore Universale dietro tutte le nostre relazioni.

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Paramhansa Yogananda

Come Essere Sempre Felici

Ananda Edizioni – ottobre 2007

In questo libro Paramhansa Yogananda, uno dei più importanti insegnanti spirituali del ventesimo secolo, ci offre una mappa da seguire passo dopo passo per trovare il tesoro della vera felicità nel luogo in cui più raramente lo cerchiamo: nel nostro stesso sé.

Paramhansa Yogananda giunse negli Stati Uniti dall’India nel 1920, portando in Occidente gli insegnamenti e le tecniche dello yoga, l’antica scienza del risveglio dell’anima. Egli applicò questi antichi principi a tutti gli ambiti dell’esistenza, insegnando ai suoi studenti come affrontare la vita da un centro di pace e felicità interiore.

Quegli stessi insegnamenti ora li condivide con te in queste pagine. Sono segreti semplici ma profondi, per portare la felicità in ogni momento della tua vita: nei rapporti, nel lavoro, in ogni aspetto delle tue giornate. Con il loro aiuto, potrai imparare a:

  • cercare la felicità là dove realmente si trova
  • scegliere di essere felice in ogni circostanza
  • identificare le abitudini che ti derubano della gioia
  • raggiungere il vero successo e la prosperità
  • scoprire gli aspetti spirituali della ricerca della felicità.

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Paramhansa Yogananda

L’Eterna Ricerca dell’Uomo

Astrolabio Ubaldini Edizioni

Questo è un libro che parla di Dio: del posto di Dio nella vita dell’uomo, nelle sue speranze, nella sua volontà, nelle sue aspirazioni, nei suoi raggiungimenti. Paramahansaji spiega perché e come l’uomo fu creato da Dio, com’egli è immutabile, parte di Dio e ciò che questo significa, personalmente, per ogni individuo. La realizzazione dell’unità dell’uomo col suo Creatore è l’intera essenza dello Yoga. La comprensione dell’ineluttabile necessità che l’uomo ha di Dio in ogni aspetto della vita, toglie alla religione il suo carattere soprannaturale e fa della conoscenza di Dio la base per un accostamento alla vita scientifico e pratico.

Ad alcuni lettori, questo libro offrirà una sfida nuova e irresistibile alla vita; ad altri porterà un rinnovato stimolo e un’ispirazione per i loro particolari perseguimenti. Molti chiuderanno queste pagine con la sensazione, che appaga l’anima, di avere partecipato a una festa spirituale di divino amore e divina saggezza. Quali che siano gli effetti prodotti individualmente, una cosa è certa: nessuno può toccare la verità e venirsene via senza esserne trasformato.

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Le SEI Leggi Universali del DARE e del RICEVERE

dare-e-ricevereLe SEI Leggi Universali

del DARE e del RICEVERE

A volte abbiamo la sensazione che gli altri non ci apprezzino abbastanza e non riconoscano appieno il nostro valore…

E in effetti noi stessi spesso ci rendiamo conto di incontrare persone che fin da subito ispirano fiducia e ci mettono a nostro agio, mentre con altre non succede…

Come Mai nonostante le nostre buone intenzioni in certe
situazioni non riusciamo a creare empatia con gli altri?

Come Mai abbiamo amici o amiche che riescono ad affascinare
al primo incontro anche se non sono particolarmente belli o ricchi
mentre altri sono perennemente in cerca di una relazione?

Come Mai a volte non riusciamo a essere riconosciuti e
apprezzati come vorremmo?


In ambito familiare, scolastico e professionale
le cose non cambiano…

Genitori che ottengono rispetto e confidenza dai propri figli e altri che sono perennemente in lotta…

Insegnanti che sono amati e stimati dai propri allievi e altri ritenuti odiosi e insopportabili

Venditori e rappresentanti di una stessa ditta che pur avendo gli stessi strumenti e lo stesso mercato fatturano uno il doppio dell’altro

Si…  ci sono persone a cui tutto sembra andare per il meglio e, sia negli affetti che nel lavoro, sembrano instaurare relazioni interpersonali di qualità con estrema facilità…

senza nessuno sforzo si circondano di amici che li rispettano, li stimano e li ammirano


Qual’è il loro SEGRETO?segreto

Trovare una risposta a questa domanda può essere estremamente interessante perché…

…una volta comprese le modalità di relazione che queste persone hanno con gli altri, possiamo “modellare” (copiare) questi comportamenti e in breve ottenere dei risultati

prima impensabili.

Ecco un spunto interessante in questo ambito:

leggi-universali

LE SEI LEGGI UNIVERSALI

del DARE e del RICEVERE


La Legge del Dare per il Piacere di Dare

La Legge del Dare a gli Altri ciò di cui hanno Bisogno

La Legge del non Voler Dare a gli Altri ciò di cui non hanno Bisogno

La Legge del non Voler Dare a gli Altri di Più di quanto hanno Bisogno

La Legge dell’Apprezzare e Ringraziare per Tutto ciò che Ricevi

La Legge del Non Pretendere Più di Ciò che Ricevi

Fare tesoro di queste informazioni e provare, un po’ per volta, a metterle in pratica può essere una buona opportunità…


Gerald Jampolsky

Dare è ricevere

Piccola guida per guarire i rapporti e raggiungere la pace interiore

Essere Felici Edizioni

Questo è un mini-corso di 18 giorni per guarire i nostri rapporti lasciando andare la paura che interferisce con la pace interiore. Lo scopo di questa piccola guida è farci riconoscere che sta a noi scegliere se vogliamo vivere la pace interiore o il conflitto.
Il mini-corso fornisce i principi specifici e le indicazioni essenziali che si personalizzano quando vengono applicate nelle 18 lezioni quotidiane.
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Mamma e Papà: mai più Schiaffi

schiaffo4Schiaffi ai bimbi vietati in 23 Stati

Corriere della Sera
Alessandra Muglia
16/12/2008

Proibiti anche per i genitori, come chiede l’Onu Ma in altri 89 Paesi sono permessi a casa e a scuola “No, non ce la faremo per il 2009″. Il countdown è partito da tempo, ma Paulo Sérgio Pinheiro è costretto a prendere atto che si allontana la fine delle sculacciate ai bambini permesse per legge. Incaricato dal segretario generale dell’Onu di preparare il rapporto sulle violenze contro i minori, nel 2006 era stato lui a fissare questo termine, che sarebbe caduto in concomitanza con il ventennale della Convenzione sui diritti dell’infanzia, l’anno prossimo. Ma convincere tutti gli Stati a vietare entro il 2009 ogni forma di correzione fisica verso i più piccoli—ceffoni di mamma e papà compresi — si è rivelata un’utopia.

«Purtroppo l’obiettivo è saltato — ammette Pinheiro al telefono da Asunción, Paraguay —.

Sono stati fatti passi avanti, ma non nella misura che speravamo».
Progressi monitorati dal nuovo rapporto internazionale «Iniziativa globale»: gli Stati che proibivano a chiunque (anche ai genitori) di mettere le mani addosso ai piccoli nel 2006 erano 16 e ora sono diventati 23 (18 europei) mentre a permettere bacchettate e altri «castighi correttivi» a scuola sono rimasti 89 Paesi (106, 3 anni fa).
Si procede dunque, ma più lentamente del previsto. A rallentare la corsa ci sono anche gli Stati Uniti, che non hanno ratificato la convenzione per i diritti dell’infanzia. Ancora oggi in 21 dei 50 Stati americani gli insegnanti possono alzare le mani: di solito colpiscono (dalle 3 alle 10 volte) il fondoschiena con il paddle, la tradizionale pala di legno piatta, lunga mezzo metro. Sono gli Stati centrali della Bible belt (la «cintura della Bibbia») americana, dove la gente s’ispira al «risparmia la verga e vizierai il bambino» (Proverbi 13-24).
schiaffo2«I più colpiti sono gli afroamericani: sono il 17% degli alunni ma quasi il 40% di quelli percossi», racconta Alice Farmer di Human Right Watch, snocciolando i risultati dell’ultimo studio sulle pene corporali nelle scuole Usa. I maschi le prendono più delle femmine, i bambini di campagna più di quelli di città. Nel complesso i piccoli americani percossi a scuola sono scesi di un terzo in pochi anni: da 300mila nel 2002-2003 a 200mila di oggi. Indice che le maniere forti tra i banchi sono comunque destinate a scomparire. Non è invece in discussione il diritto dei genitori a schiaffi e sculacciate, permessi in tutti e cinquanta gli States.
Di tutt’altro segno la situazione al di qua dell’Oceano. In Europa le bacchettate a scuola sono praticamente scomparse. Tra gli ultimi a bandirle, la Gran Bretagna. Ora nel Vecchio Continente la nuova sfida per le associazioni dei diritti dell’infanzia è proibire anche i ceffoni dei genitori.

schiaffoNel 1979 la Svezia è stata il primo Paese al mondo a vietarle.

Seguirono Finlandia (1983), Norvegia (1987), Austria (1989). Gli ultimi arrivati sono Spagna, Cile e Costa Rica. In totale 23 Paesi. Gli altri Stati continuano a considerare sberle e sculacciate sistemi educativi efficaci, non classificabili come punizioni corporali.

Page 2
«Se usate per il bene del bambino e non come reazioni scomposte alla frustrazione e alla rabbia, possono evitare danni ben maggiori» sostiene Peter Inson, ex insegnante a Londra, giornalista e scrittore di libri per adolescenti. Lui rivendica l’utilità dello scappellotto per marcare limiti invalicabili quando le parole non bastano. Si pensi, ad esempio, al piccolo che si ostina a scavalcare la ringhiera del balcone o che picchia un amichetto. «Le proposte di mettere fuorilegge gli scapaccioni —spiega —sono avventate e destinate a mandare in confusione i genitori».
Ma è proprio contro questa mentalità che combatte Pinheiro: «La cosa più sconcertante è constatare che anche nei Paesi democratici si continua ad avere un atteggiamento autoritario nei confronti dei figli. Se li picchi, dicono, è per raddrizzarli, è per il loro bene. Quello che non è più lecito sulle donne e ormai nemmeno sui cani, lo resta sui bambini».
Tra i 155 Stati che ammettono il ricorso al ceffone da parte dei genitori c’è l’Italia: una sentenza della Corte di Cassazione nel 1996 ha dichiarato illegittima ogni forma di punizione corporale ma la legge non c’è ancora. «Esiste un diritto familiare che è diverso da quello pubblico — osserva Valerio Neri, direttore di Save the Children Italia —. Che un ragazzo a scuola non vada educato a scapaccioni è accettato, mentre altra cosa è quel che è ammesso tra le mura domestiche. Che lo Stato possa proibire ai genitori di punire i figli viene considerata un’indebita intrusione».
schiaffo1Incalza Pinheiro: «A volte si ha l’impressione che il rispetto dei diritti umani si fermi di fronte alla porta di casa, e questo perché i bambini sono considerati proprietà dei loro genitori: un modo di pensare trasversale a culture e livelli sociali».
La legge britannica consente sculacciate moderate, ma non punizioni che procurino lividi, ferite e gonfiori. La proposta d’introdurre il divieto assoluto di «suonarle» ai bambini invece è stata respinta un anno fa quando da un’indagine di Downing Street è emerso che per molti genitori la disciplina si è deteriorata da quando il «bastone» è stato abolito.
«Il rimpianto verso castighi e pene corporali si spiega con il fatto che si toglie uno strumento di controllo senza sostituirlo con altri. Bisogna accompagnare il divieto con un training che insegni metodi alternativi», spiega Elda Moreno, responsabile della divisione diritti dei bambini del Consiglio d’Europa, promotore di una campagna contro le
punizioni corporali anche in ambito familiare.

«Il caso della Svezia è indicativo: quando le punizioni corporali sono state vietate 30 anni fa l’80% dei genitori era contrario; oggi, dopo molti anni di supporto a famiglie e insegnanti, solo il 5% di loro le ritiene accettabili».
Anche Jo Becker di Human Right Watch insiste su questo punto: «La Svezia è un caso riuscito perché al divieto ha unito un training, in Kenya invece non è successo: a 8 anni dal divieto le punizioni corporali sono ancora in voga».
Nel mirino ci sono i governi: «Non è una questione di criminalizzare i genitori, non vogliamo mandarli in galera perché danno una sculacciata ai figli — sintetizza Pinheiro — ma chiediamo che cambi la nozione di quello che è accettabile: gli Stati non si stanno impegnando abbastanza su questo».
Núcleo de Estudos da Violência – NEV – Universidade de São Paulo – USP

http://www.nevusp.org/portugues

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Produzido em: 20 December, 2008, 21:24


A proposigto di bimbi

sos Italia - Adozione a distanza

sos Italia - Adozione a distanza


Guide per genitori ed educatori qui




Rudolf Steiner

L’Educazione dei Figli

Oscar mondadori
“Non insegnamo basandoci su regolamenti e programmi ma attingendo a quanto è vivente”

Dall’eclettico filosofo di inizio Novecento, fondatore della celebre scuola steineriana, una riflessione profonda sui metodo pedagogico.

Una teoria educativa basata sulla libera espressione delle potenzialità del bambino attraverso l’apprendimento di tutte le arti. Per formare degli individui liberi da condizionamenti in cui pensiero, cultura, sentimento e volontà cooperino in armonia.
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Richard Templar

Le Regole per i Genitori

I principi e i comportamenti chiave per crescere al meglio i propri figli

Avallardi

Quello che dici e come ti comporti avrà negli anni un’influenza determinante sul modo di vivere di tuo figlio.

Dipende molto da un genitore il fatto di aver cresciuto un individuo dalla personalità instabile, oppure una persona serena e matura.

La buona notizia è che – riflettendo sui tuoi atteggiamenti e applicando le 100 regole – comincerai automaticamente a correggere tante piccole fobie e tante cattive abitudini e a introdurne invece di positive. Positive per te e soprattutto per il benessere presente e futuro dei tuoi figli.

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Gabriele Ulsamer Bertold Ulsamer

Genitori e Figli: le Regole del Gioco

Secondo la teoria delle costellazioni familiari

Età dell’Acquario Edizioni

Genitori e Figli: le Regole del Gioco è un libro in cui gli autori spiegano in maniera diretta, efficace e concreta tutto quello che può risultare controproducente nell’educazione, offrendo consigli utili per evitare errori cui si potrebbe porre rimedio solo attraverso lunghe e faticose terapie.

In questo manuale sull’educazione dei figli gli autori, basandosi sulle teorie di Bert Hellinger, analizzano l’importanza degli «ordini dell’amore» in seno al nucleo familiare e la «struttura profonda» su cui esso si basa.

Negli ordini dell’amore sono fondamentali, ad esempio, l’equilibrio tra dare e prendere, i concetti di merito e gratitudine, di colpa e perdono, il giusto modo di ripartire obblighi e responsabilità, i problemi legati all’appartenenza e all’esclusione, la parità nel rapporto di coppia, l’accettazione del proprio destino e di quello del resto della famiglia e, in particolare, il modo corretto di stringere legami e di capire quando è il momento giusto per lasciare che i figli scelgano la loro strada.

Un manuale per genitori e famiglie nuovo e originale, estremamente pratico (grazie ai numerosi esempi tratti dalla vita reale) e «pronto per l’uso».

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Vivi la Vita

La Vita è…

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La Vita è
un’opportunità: coglila;
La Vita è
bellezza: ammirala;
La Vita è
beatitudine: assaporala;

La Vita è un sogno: fanne una realtà;
La Vita è una sfida: affrontala;
La Vita è un dovere: compilo;

La Vita è un gioco: giocalo;
La Vita è preziosa: abbine cura;
La Vita è una ricchezza: conservala;

La Vita è amore: godine;
La Vita è un mistero: scoprilo:
La Vita è promessa: adempila;

La Vita è tristezza: superala;
La Vita è un inno: cantalo;
La Vita è una lotta: combattila;

La Vita è un’avventura: corrila;
La Vita è felice: meritala;
La Vita è Vita: difendila;

da “Vivi la Vita” di    Madre Teresa di Calcutta

Difendiamo dunque la nostra Vita ,
possiamo fare qualcosa anche per loro……

Adotta un Bambino a Distanza

Non è difficile togliere un bambino dalla strada e dalla miseria,offrirgli una casa, un letto, la sicurezza di mangiare.
L’adozione a distanza con SOS è il modo più efficace per farlo.
Perché con l’adozione a distanza dai a un bambino orfano o abbandonato una mamma SOS, la certezza di essere nutrito, curato, avviato allo studio.
Fino a quando diventa autonomo, in grado di vivere un’esistenza dignitosa.

SOS Italia Villaggi dei Bambini - via Durazzo, 5 – 20134 Milano -
C.F.80017510225 –

Tel. (+39) 02.55231564 – Fax. (+39) 02.56804567


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Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

“La famiglia, “unità fondamentale della società e ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli, deve ricevere la protezione e l’assistenza di cui necessita per poter svolgere” integralmente il suo ruolo nella collettività”.

Coerentemente con il modello SOS a livello internazionale, anche SOS Villaggi dei Bambini ha una politica di intervento centrata sul bambino. Questa politica è frutto di confronto interno con tutte le realtà SOS di accoglienza in Italia e a livello mondiale con tutte le organizzazioni SOS ed è coerente con i principi sanciti dalla Convenzione ONU dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

E’ periodicamente effettuato un monitoraggio del modello che coinvolge tutti gli stakeholders compresi i bambini e i giovani seguiti nei “Villaggi SOS”.

Questo modello è basato sul principio che per ogni bambino una famiglia accudente è il posto migliore in cui crescere.

L’obiettivo principale degli interventi SOS è quindi quello di prevenire la separazione dei bambini dal nucleo d’origine. Solo quando questo è inevitabile si accoglie il bambino offrendogli un’accoglienza di tipo familiare.

Due i programmi di intervento:

  • programmi di rafforzamento familiare
  • programmi di accoglienza di tipo familiare suddivisi in programmi a breve termine e programmi a medio – lungo termine.

Se vuoi conoscere dove sono attivati in Italia questi progetti clicca qui


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Louise L. Hay

Puoi Guarire la tua Vita – DVD

Macrovideo
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È finalmente uscito il primo film in assoluto su Louise L. Hay!

PUOI GUARIRE LA TUA VITA

Dal libro omonimo che ha venduto 35 milioni di copie nel mondo….lo stesso successo sta per ripetersi ora con il DVD!
Louise L. Hay continua ad ispirare ed elevare milioni di persone ogni giorno!

Louise è una terapeuta, un’insegnante, una scrittrice, un modello, una guida, una pioniera, un vero e proprio punto di riferimento per tutti i veri ricercatori!

Nel film Louise L. Hay, fondatrice della Casa Editrice Hay House, coinvolge numerosi personaggi di fama internazionale come Gregg Braden, i coniugi Hicks, Wayne W. Dyer, Cheryl Richardson, Chtistane Northrup, Doreen Virtue, Mona Lisa Schulz e Leon Nacson, Gay Hendricks.

Alcuni dei migliori autori della casa editrice da lei fondata vengono intervistati e raccontano, insieme a Louise, le ragioni del suo e del loro successo.

“Ci sono molti modi per percorrere un sentiero spirituale – tante quante persone lo percorrono”

Il messaggio che Louise Hay sta diffondendo da oltre 20 anni è: cambia i tuoi pensieri, puoi cambiare la tua vita.

Molto di più di un racconto biografico della vita di Louise, con una colonna sonora indimenticabile, il film ci conduce irresistibilmente e dolcemente attraverso i sentieri della crescita spirituale

Un messaggio spirituale liberatorio, dalla grande carica umana di una donna che ha superato le difficoltà più grandi della vita!

“Siamo tutti in viaggio, che lo sappiamo o no. Siamo tutti in un viaggio per imparare come esprimere il nostro pieno potenziale in questo mondo. Molti di noi hanno imparato a vedere i propri pensieri come un riflesso del mondo esterno – un riflesso di qualcosa che ci sta accadendo. Ma come sarebbe, se l’Universo non funzionasse così?
E se invece con ogni pensiero che pensi, tu stessi creando il tuo presente e il tuo futuro?
E se tu stessi creando la storia della tua vita con ogni pensiero che ti passa per la mente proprio adesso?”

Il film si apre con l’immagine di una donna seduta in auto, bloccata nel traffico e noi siamo resi partecipi del suo dialogo interiore: Si lamenta delle sue sventure, senza mai fermarsi.

Noi spettatori viaggiamo con lei, dentro la sua testa, mentre si muove nelle prime ore del mattino.
E ci è subito chiaro che non trova nulla intorno a lei che la renda felice.

Mentre cammina sul marciapiede insieme all’altra gente, sentiamo i discorsi di tutti.

Queste persone si sfiorano l’una con l’altra catturate nel loro brontolio mentale, simile a quello della protagonista, fino a che non appare una donna, i cui pensieri sono diversi.

Sono pensieri positivi ed entusiastici!

Mentre le due donne passano, una carta cade e la nostra protagonista la raccoglie, c’è scritto:

“Io voglio cambiare”

Più la nostra eroina procede nel viaggio interiore, più il suo dialogo interno evolve.

E noi siamo testimoni partecipi di ogni rivelazione ad ogni stadio verso l’illuminazione.

Mentre percorre il suo sentiero alla scoperta di Sé, attraverso i vari CAPITOLI DEL FILM ci accompagna verso tutti gli stadi del cambiamento:

Siamo tutti in viaggio
Il Paesaggio Interiore del Cambiamento
Le Sfide lungo il Sentiero
Resistenza al cambiamento
False convinzioni
Credenze
Gli Altri
Concetti di Sé
Negazione
Tattiche dilatorie
Paura
Metti alla prova la profondità del tuo impegno
La mia guarigione è già in atto
Il Tesoro Nascosto al Centro di Te.
Impara ad accettare con gratitudine

La nostra eroina viene disorientata, sfidata, lascia andare tutto e… alla fine trova se stessa lungo la via!

Questo film è un gioiello da custodire, infatti la versione che sarà distribuita è quella ampliata: Macrovideo offre in questo modo ben 3 DVD con contenuti extra di quattro ore, composti da materiali inediti che includono le interviste INTEGRALI agli autori e un sistema completo di affermazioni interattive, che potete usare da subito per iniziare a portare significativi cambiamenti nella vostra vita!

DATI TECNICI: 3 DVD 90 MINUTI DI FILM + 4 ORE CIRCA DI MATERIALE EXTRA

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Claudia Rainville

Come Guidare il Bambino Verso una Vita Felice + 2 CD Audio

Edizioni Sì – Studi Interiori

Un nuovo incontro con Claudia Rainville, dedicato questa volta a genitori e educatori.

Con che occhi bisogna osservare il bambino per comprenderne fino in fondo la natura, le necessità, le potenzialità?

Quale responsabilità, enorme eppure da assumersi con gioia, hanno un genitore o un educatore?

In che modo possono guidare il bambino verso la scoperta di sé?

Come superare i momenti difficili, come essere confidenti mantenendo la necessaria distanza per essere guide consapevoli?

Ascoltare Claudia Rainville, la fondatrice della Metamedicina, grande comunicatrice, come sempre, fa apparire semplice ogni decisione.

Lo trovi su Macrolibrarsi

Crescita Personale – Novità: condividi con noi i tuoi Articoli

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Crescita Personale – I tuoi Articoli su http://ilfilodimaggy.com

Quest’anno Ti voglio dare la possibilità di inserire i tuoi Articoli/Pensieri/Eventi/Riflessioni/Poesie su questo blog; con il tuo nome, una tua breve biografia e, se ce l’hai,  il link al tuo sito.

Come avrai capito, scrivendo un articolo su http://ilfilodimaggy.com avrai un link verso il tuo sito e tanta visibilità!

Sei libero di scrivere il tuo articolo dove vorrai, ti consiglio solamente di modificare un po’ l’articolo in modo che nessuno dei siti che lo ospitano sia penalizzato dai motori di ricerca.

scambio-link1Se hai un sito/bog, Ti chiedo solo un link sul tuo sito/blog verso http://ilfilodimaggy.com. Se non possiedi alcun sito pubblicherò comunque i tuoi articoli.

Per essere pubblicato l’articolo deve essere inerente agli argomenti trattati  (controlla le categorie dei miei Articoli) ed essere un articolo formativo! Gli articoli che sono annunci pubblicitari o solo pubblicità saranno respinti.

Questa iniziativa ci permette uno scambio di idee ed informazioni.

Ti ricordo inoltre che non è necessario che tu sia un Maestro o un Guru per condividere con noi i tuoi pensieri, le tue riflessioni o qualunque materiale tu abbia a disposizione per la crescita personale di tutti coloro che leggono.

Aspetto dunque tutti gli articoli che vorrai inviare al mio indirizzo email sg.maggy@gmail.com

Ti ringrazio per la condivisione!

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Maggy

Sulla Coerenza e sul Coraggio: Oriana Fallaci

ORIANA FALLACI

Sulla coerenza e sul coraggio

Da F. Z. Castelfidardo (AN) :

oriana-fallaci3“Vedete , ci sono due metodi per giudicare le persone . Uno molto semplicistico: si giudicano le persone per quello che dicono . Un altro molto più profondo ed esaustivo : si giudicano le persone per quello che dicono e per quello che fanno . Ecco , avvicinandosi ad Oriana Fallaci non si può fare a meno di capire quanto il primo metodo sia ( passatemi l’espressione ) ….fallace , mentre per avere un’opinione su di lei bisogna per forza ricorrere al secondo metodo , quello cioè dove la parola si coniuga con l’azione , dove la coerenza si sposa con il proprio credo , e dove è possibile riscontrare fin da subito se la parola era mera illusione ed inganno , o se invece era figlia della propria coscienza , ragione per cui si legittima il proprio verbo ancorandolo a ciò che si pensa sia la verità assoluta .

Supportare la parola con i fatti è quanto di più ostico e difficile possa esistere . Il tutto richiede coerenza , coraggio , sprezzo del pericolo e del ridicolo , sopportazione quasi stoica delle critiche più o meno interessate che verranno . Sarebbe molto più facile parlare bene e razzolare male. Da noi, in Italia , lo fanno quasi tutti i politici , tanto è vero che è diventata la scorciatoia per accedere comunque al rispetto della gente , che , purtroppo , nel giudizio si ferma all’apparenza senza andare oltre , vanificando così la sicura scoperta di inganni che rimangono , di conseguenza , inesplorati .

La Fallaci invece ha fatto della coerenza una propria ragione di vita onde per cui la simbiosi tra parola ed azione , nel suo caso , è talmente garante di una filosofia di vita che per forza di cose c’è da credere a ciò che dice , senza riserva alcuna . E non è che non ci siano , o non ci siano state , correzioni in corso d’opera . Coerenza con se stessi vuol dire l’ammissione , anche se postuma , di errori di valutazione , come quando , coinvolta dagli eventi e dalle emozioni che sempre enfatizzano certi momenti , prendeva posizioni più o meno velatamente antiamericane nella guerra del Vietnam, salvo poi , a mente fredda , rianalizzare le vicende ed emettere giudizi più ponderati che rivalutavano le ragioni dandone le giuste collocazioni . L’importante era essere in pace e in sintonia con la propria coscienza.

oriana-fallaci2Oriana è stata sempre in prima linea, sia in tempo di guerra quando disdegnava il comodo approdo in una stanza d’albergo preferendo la trincea là dove una pallottola può sempre attraversarti il corpo rubandoti la vita in un amen , sia in tempo di pace quando ad imperversare erano svolte epocali della società che non la vedevano consenziente e tormentavano la sua anima .
Molti , al suo posto , avrebbero evitato di mettersi in gioco , del resto fama , onori e rispetto non le mancavano essendo considerata una delle migliori giornaliste al mondo . Poteva lasciar scorrere i suoi giorni all’insegna del successo indiscusso e indiscutibile , senza andare a polemizzare con controparti che l’aspettavano al varco sol perché lei si rifiutava di adeguarsi al political correct , come si usa dire oggi . E invece lei no , quegli occhi che avevano visto la cruda realtà di tanto sangue scorrere in terra , di carni straziate sol perché certe idee esasperate avevano reso possibili le guerre tra i popoli , non potevano far finta di niente di fronte a distorsioni abnormi della verità . Ecco perché lei si è rimessa l’elmetto , montando in sella a quella incoscienza , che seppur ponderata, l’aveva portata sulla soglia pericolosa di tante battaglie e si è tuffata nell’agone per far sentire alta la sua voce contro gli ipocriti che , forse per convenienze personali , andavano portando la società alla deriva legittimando fatti e circostanze che stravolgevano la logica e la verità .

Da questa coraggiosa presa di posizione , che la costringe a vivere sotto scorta in quanto minacciata di morte , da questo atroce bisogno di raccontare le cose con l’intento di fermare la pericolosa deriva verso la catastrofe , da questo grido disperato verso una società disattenta che balla sulla tolda della nave inconsapevole che l’impatto con l’iceberg sta per arrivare , sono nati i suoi due libri : “ LA RABBIA E L’ORGOGLIO e la FORZA DELLA RAGIONE .

Ad onor del vero i due libri sono l’uno il complemento dell’altro . Fu all’indomani della tragedia dell’11 Settembre a New York , che la Fallaci sintetizzò in maniera illuminata nè “ La Rabbia e l’Orgoglio” i sentimenti e le angosce che l’avevano pervasa dopo il crollo delle due torri . In quell’analisi , seppur lucida , prorompevano inarrestabili e dominavano : la rabbia, lo sgomento, l’indignazione e lo sconcerto verso un mondo, quello islamico , che aveva potuto inscenare una tragedia così macabra e devastante . A balzare agli occhi era un’acredine verso tutto quello che proveniva da quella religione, anzi da quella filosofia che nega ogni anelito di libertà e di democrazia . Tra smanie di vendetta e moniti all’umanità , aggrappandosi all’orgoglio , la Fallaci metteva in guardia la società dalla strategia strisciante dell’islamismo , sia esso radicale e non , che tutto pervade e penetra in maniera subdola e devastante. La foga e la crudezza dell’articolo hanno innescato, come d’uso, le reazioni più diverse. I più hanno fatto ricorso a giudizi negativi, dove aleggiava un compatimento quasi misericordioso verso una mente tarata da bollenti spiriti che vedeva tutto in negativo e sembrava voler infilzare mulini a vento immaginari ammantandosi di ridicolo .

Poi avvenne la tragedia di Madrid , dove morirono tantissime persone. Una immane carneficina proveniente sempre dalla stessa mano e mossa dalla stessa matrice islamica. E’ stato allora che la Fallaci , raccattando quanto gli era rimasto del discernimento e della ponderatezza propri dell’intellettuale , e avvertendo l’imminenza del pericolo , ha dato vita al secondo libro sul tema, intitolandolo emblematicamente : La Forza Della Ragione. E per un motivo molto semplice : semmai i lettori avessero confuso le sue precedenti tesi ritenendole inquinate solo da ottuse prese di posizione verso una religione da condannare…. a prescindere , attraverso la Ragione , anzi attraverso la Forza che dovrebbe essere insita nella Ragione , la gente avrebbe dovuto soffermarsi a riflettere , e a considerare la minaccia di un annientamento, come prossima e per nulla peregrina . La Fallaci , attraverso ragionamenti lucidi e propri di una disamina profonda e sentita , constata che il terrorismo non è l’unico aspetto della strategia araba per il dominio sull’occidente , ma solo il volto più sanguinario e conclamato , in quanto scopo occulto , ma facilmente deducibile dai fatti , è quello di distruggere gli occidentali dall’interno, insinuandosi nella cultura , imponendo le propri leggi , pretendendo rispetto senza dare contropartite , asservendo la democrazia esistente ai propri disegni di conquista , ricorrendo alla proliferazione dei figli per sovrastarci anche numericamente e , in ultima analisi, diffondendo il verbo islamico per renderci schiavi di una filosofia di vita che disconosce ogni diritto e annulla ogni personalità .
oriana-fallaciLa Fallaci ha addirittura dato un nome a questo processo di disfacimento che si sta maturando . L’ha chiamato con un neologismo efficace ed eloquente : “ EURABIA” , un acronimo che vuol dire una Europa invasa e compenetrata dall’Arabia . Una minaccia che fa leva sul declino della ragione di noi occidentali che facciamo conto sulla nostra invulnerabilità a certi concetti che negano democrazia e libertà , sulla consapevolezza di una società superiore che si è data regole che hanno posto al centro l’uomo e il conseguimento della felicità , sulla certezza che , comunque sia , alla fine sarà sempre l’illuminismo a trionfare sull’oscurantismo . Niente di più sbagliato secondo lei . La Fallaci , tramite questo libro urlato con tutta la rabbia che ha in corpo , ammonisce l’Occidente che sta rischiando di brutto e che si troverà ben presto a varcare una soglia di non ritorno al di là della quale le nostre donne verranno considerate poco più che cose, e il progresso una sorta di colpa da espiare e da non reiterare riportando le lancette del tempo indietro di secoli .

Attraverso il racconto di episodi vissuti , la Fallaci scopre con angoscia quanto la minaccia dell’Islam sia una realtà che sta affondando sempre più le radici nella società occidentale , una società disponibile ad accettare qualsiasi diversità ,sia essa religiosa che di costume , in modi irragionevoli , supini , senza filtri e senza ripulse . E’ questo atteggiamento che la nostra scrittrice depreca , e avendo il dubbio che non fossero stati sufficienti nel primo libro la rabbia e l’orgoglio , sentimenti scaturenti dall’irrazionale e dall’istinto primordiale e per questo volatili e criticabili ; per suscitare reazioni e prese di coscienza, fa ricorso alla … Forza della Ragione costruendoci sopra un libro per illuminare le coscienze nella speranza che qualcuno apra gli occhi prima che sia troppo tardi .

La Fallaci , presa com’è dall’impeto e dall’impulso, nega qualsiasi ospitalità a tentativi che contemplino almeno un qualche dialogo tra le due civiltà , negando agli islamici ogni pur minima parvenza di buonafede, e non facendo distinzioni tra islamismo e fondamentalismo , anzi rimandando per ogni giudizio al Corano, là dove il cristiano è considerato un infame e un infedele da eliminare senza se e senza ma , ammonendo così che già fin dai loro testi sacri è esclusa ogni trattativa di pace che prospetti la buona convivenza tra i due popoli . E per dar forza alla sua tesi cita la sura del Corano là dove si recita : “ Allah non permette ai suoi fedeli di fare amicizia . L’Islam sormonta , non si fa sormontare . Non siate deboli con il nemico , non invitatelo alla pace . Uccidete gli infedeli ovunque si trovino . Assediateli e combatteteli con ogni sorta di tranello “ . E’ pur vero che non sempre si deve reagire con l’occhio per occhio e il dente per dente , certi estremismi possono essere pericolosi ,di certo però neanche il lassismo e la supina sudditanza di noi occidentali verso chi sparge terrore al sol fine di prevalere attraverso l’intimidazione e la minaccia , è il giusto atteggiamento per arrivare all’azzeramento delle differenze e delle discordanze.
Tempi difficili ci attendono , e pur perseverando nell’intento pacifico di gettare un ponte tra le due civiltà , è in momenti confusi come questo che non si può prescindere dal ricorrere a menti illuminate come quella di Oriana Fallaci . Dobbiamo quindi tenere conto della sua disamina della realtà , anche se delimitandone certi eccessi e certe escandescenze , anche perché , a parte i toni convulsi e le invettive eclatanti , c’è sempre da fidarsi di una persona che ne ha viste tante e che ha fatto della coerenza tra la parola e l’azione la propria filosofia di vita .

Riflessione: quel’è, secondo te, il giusto atteggiamento?

http://www.iostoconoriana.it/site/content.php?article.964



Oriana Fallaci

La Rabbia e l’Orgoglio

Rizzoli

Con “La rabbia e l’orgoglio” Oriana Fallaci rompe un silenzio durato dieci anni. Lo rompe prendendo spunto dall’apocalisse che la mattina dell’11 settembre 2001, non molto lontano dalla sua casa di Manhattan, disintegrò le due Torri di New York.

Preceduto dal clamore che la parte pubblicata dai giornali in Italia e all’estero suscitò diciotto giorni dopo l’immane tragedia, il libro si presenta nella sua versione originaria e integrale. Il testo è inoltre arricchito da una prefazione in cui la Fallaci spiega dove esso nacque e in cui descrive la realtà globale della Guerra Santa. Una prefazione dove a sorpresa parla anche di se stessa: del suo lavoro, del suo ermetico isolamento, delle sue scelte rigorose e spietate.

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Stefano Allievi

Ragioni senza forza, forze senza ragione

Una risposta a Oriana Fallaci

Emi

“Il libro di Stefano Allievi è efficace e mordente, ma allo stesso tempo saggiamente moderato nei toni. Non è facile, infatti, inserirsi nel rovente dibattito sullo scontro di civiltà. Le argomentazioni di Oriana Fallaci, che hanno provocato reazioni tra intellettuali, giornalisti, politici e gente comune, fanno riflettere: qual è oggi il nocciolo della cultura occidentale? Dov’è oggi quella religione civile che ha mobilitato culture e modelli politici attorno ai valori di libertà, diritti umani, uguaglianza, laicità…?

Fallaci ipotizza che oggi questa cultura si debba esprimere per contrapposizione: è occidentale tutto quello che si oppone all’islam. Noi siamo convinti che debba esprimersi, invece, nell’interazione, ovvero nella logica del dialogo, dell’incontro, della negoziazione di valori condivisi.

L’Autore ricorre alla metafora del fiume e dello stagno. L’Occidente delle torture nella prigione di Abu Ghraib è un fiume o uno stagno? E l’Islam europeo è acqua stagnante o acqua corrente? È giusto provare a comprendere gli eventi sulla base di altri dati e di altre opinioni, per rendere meno unilaterale il nostro giudizio. Insomma, discutiamone.

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Attaccamento e Sofferenza – Felicità: Lasciar Andare

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La felicità è la condizione naturale dell’ essere interiore (Anima), la maggior parte di noi non vive una condizione di felicita’ e gioia interiore poichè la mente e l’ ego interferiscono con la vibrazione Anima, per cui l’ individuo vive in una condizione di separazione, nell’ illusione che qualche evento esterno ad esso possa colmare il suo cuore di gioia e felicità. La condizione di separazione comporta che l’ individuo si illude di dover fare qualcosa per attirare la gioia e la felicita’ nella sua vita. Questa proiezione illusoria si proietta nei componenti della famiglia, la societa’ le Istituzioni Pubbliche moltiplicando a dismisura i conflitti, tali conflitti sono a loro volta moltiplicati poiche’ un numero di persone, il cui intento e’ solo di aquisire danaro e potere, lavorano puntigliosamente a moltiplicare tali conflitti e a renderli sempre piu’ insolvibili per trarne vantaggio. In questo quadro poco rassicurante dobbiamo ritornare a considerarci Uno, e a vedere nel conflitto non un attacco dall’ esterno ma una percezione del sè.

felicita2Nel caso che la controparte comunque viva nella separazione e comunque non voglia aprire il suo cuore e la sua mente bisogna non creare resistenza e semplicemente contenere, con la mente tranquilla, i danni che inevitabilmente i conflitti e il senso di separazione creano. In altre parole Essere senza dover fare nulla. Cio’ non significa l’ essere passivi, ma operare ed agire con la mente assolutamente tranquilla, Essere centrati significa essere focalizzati nel proprio scopo, l’ unico vero e assoluto scopo che abbiamo nell’ esistenza e’ di rimanere nel silenzio e di ascoltare la nostra Anima, Lei ci condurra’ nelle esperienze della vita che le sono necessarie, che possono essere piacevoli o non piacevoli. L’ avere la piena responsabilità della propria vita nel senso piu’ profondo  perche’ cio’ crea il vuoto nella mente, e ci pone nella condizione di accettare tutto cio’ che la vita ci porta ad esperire nel bene e nel male. L’ imperativo non e’ di lamentarsi  o arrabbiarci con chi ci rende la vita difficile ma di chiedersi perchè, nel silenzio, e ascoltare la risposta, quando la risposta arriva (Ascolto dell’ Anima) la elaboriamo, cosi impariamo e possiamo andare avanti.

Non attaccarsi a nulla ! Verificare con obiettivita’ quali attaccamenti abbiamo, scriverli!
Verificarli a fondo essi ci dicono dove stiamo deviando dalla nostra Anima.  Ogni attaccamento comporta un freno al fluire dell’ Energia e quindi una sofferenza. Dobbiamo essere impeccabili, nel senso di essere noi stessi sempre e comunque sia che siamo in mutande sia che vestiamo uno Smoking. Se non lo siamo ci sono degli attaccamenti e delle paure in altre parole non riusciamo a lasciar andare. L’ esistenza e’ un fluire di esperienze dove tutto e’ costantemente in movimento perchè c’ è , insita nelle Leggi Naturali l’ aggiustamento costante delle numerose forze che agiscono nella nostra Dimensione, alle quali noi contribuiamo  come creatori della realta’. Questo aggiustamento o ricerca dell’ equilibrio è costante e presente ovunque, in ogni cosa, azione, perciò dobbiamo essere fluidi e lasciare che avvenga qualunque cosa che deve avvenire, senza interferire. Molta sofferenza si crea perche’ la gente si attacca alle cose al danaro, alla casa, al potere, all’ amore, perchè si ha paura di perderle.

felicita

Lasciate andare, lasciate andare, lasciate andare……………………………….

di Giorgio Capuzzo

facilmente contattabile a questo indirizzo: capuzgio@hotmail.com



Blaise Pierrehumbert
L’AttaccamentoDalla teoria alla pratica
Magi Edizioni Scientifiche

Il testo offre al lettore italiano una preziosa integrazione delle idee fondamentali che dal 1920 animano la psicoanalisi e la psicologia dello sviluppo. Dopo Freud e Jung, con Abraham e Ferenczi, prende forma, grazie ad Anna Freud e Melani Klein, l’analisi infantile, a cui Winnicott e Bion, Bick, Harris, Meltzer, Tustin, Neumann e Fordham danno luminosi apporti.

Con il cruciale contributo di Bowlby, paziente di Klein, inizia nel secondo dopoguerra una complessa ricerca sull’attaccamento, che procede tra teoria delle pulsioni, teoria delle relazioni oggettuali, osservazione della relazione madre-bambino.

Main, Ainsworth, Holmes e Fonagy approfondiscono il dibattito sul tema che la psichiatra e analista junghiana Jean Knox in “Archetipo, attaccamento, analisi” (Edizioni Magi) denomina la “mente emergente”, ponendo in primo piano la valenza fenomenica di patologia e normalità nel ritmo che scandisce il concepimento, la nascita e la vita perinatale, determinanti per l’attaccamento tra adulti.

Psichiatri, psicologi, psicoanalisti, analisti possono, attraverso le pagine di questo volume, acquisire la conoscenza caleidoscopica – in area infantile, così come in area intergenerazionale – dei clinici francesi e svizzeri, da Lebovici a Jeammet, da Pierrehumbert a Galfon.

La cultura psicologica europea ribadisce così l’impossibilità di separare la teoria dell’attaccamento dalla realtà, sempre in parte imprevedibile, della dimensione analitica che richiede, al tempo stesso, capacità di inventario e di inventiva.

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Gerald Jampolsky
Amare è Lasciare Andare la Paura – Nuova Edizione 2007
Essere Felici Edizioni

Un invito potente a lasciar andare la paura e vivere pienamente l’Amore, in tutte le sue manifestazioni. Un invito a cui non possiamo resistere, se vogliamo trasformare la nostra vita in qualcosa di meraviglioso.

Gerald Jampolsky ci guida alla scoperta di un modo efficace per abbandonare e non lasciarsi più condizionare dai rancori del passato e dalle ossessioni del futuro, rendendo noi stessi e la nostra vita migliori perché, finalmente, la nostra energia può esprimersi nel presente.

È un momento fondamentale, perché cominciamo a vedere, sentire e pensare in maniera diversa. «Durante il giorno, quando stai per essere preso dalla paura, ricorda a te stesso che puoi invece sperimentare l’Amore», dice Gerald Jampolsky. L’Autore, attraverso esercizi e suggerimenti tratti dalla propria esperienza personale, indica il percorso per comprendere che le paure sono un freno che impedisce di vivere pienamente e che non dobbiamo più permettere a queste emozioni negative di limitarci.

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Guy Finley
Lasciare andareCome sconfiggere lo stress e vivere secondo i propri ritmi
Essere Felici Edizioni

Da questo brillante libro scoprirai che non devi dipendere da niente e da nessuno per essere felice, e che la rabbia, la depressione e l’ansia provengono da un’imperfetta conoscenza di se stessi e delle proprie dinamiche psicologiche.
Capirai che molte dipendenze possono anche essere indefinibili: per esempio che non c’è nessuna differenza fra una persona che distrugge la sua vita con l’alcool e chi la distrugge con paure, con la depressione o lavorando come un ossesso.
Il risultato finale è lo stesso: una vita che non funziona e che distrugge se stessa e tutto ciò che le sta intorno.
Il libro di Guy Finley è una lezione molto potente eppure piacevole e leggera per imparare a lasciare andare chi pensi di essere. I principi quì presentati in modo così gradevole, sono più profondi dell’oceano.
Credimi, il tuo cuore sa già quanto essi siano giusti. L’insuccesso non ha il diritto di esistere. Anche tu te ne renderai conto.

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Coraggio e Determinazione o Tristezza e Rassegnazione? L’atteggiamento mentale di Jessica Cox

“Vorrei condividere, con Te che leggi in questo momento la storia che di seguito Ti sottopongo, una riflessione su quanto normalmente siamo formidabili nel lamentarci per ogni difficoltà che incontriamo nel nostro cammino; ci piace piangerci addosso e dare la colpa a chicchessia per le sventure che ci capitano in continuazione invece di apprezzare tutto ciò che abbiamo dentro e fuori di noi. Per tutte le opportunità che possiamo avere e che ci sfuggono di mano per la mancanza di consapevolezza, di fiducia in noi stessi, di autostima e soprattutto di Pensiero Positivo”.

Per questo motivo riporto la storia di

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Jessica Cox

che, di primo acchito, potrebbe sembrare un esempio di tristezza e di rassegnazione. In un certo senso la situzione è questa, ma se riflettiamo un attimo su quello che fa e su come riesce a vivere (e apprezzare la vita) questa ragazza troviamo un significato davvero profondo nella sua storia. Un esempio di coraggio e determinazione quasi ineguagliabile a cui tutti dovremmo guardare com ammirazione.

Si tratta di una ragazza ora 25enne, i cui medici non hanno mai saputo spiegare il motivo per cui Jessica  nacque senza nè braccia nè mani. Nessuno dei test prenatali fatti su sua madre aveva mostrato qualcosa di negativo. Ma Jessica è nata con questa rara malattia congenita, accompagnata, però, da un grandissimo spirito.
coxJessica ha iniziato ad usare le gambe per cose che la maggior parte di noi può fare solo con le mani. Ha imparato a mangiare,scrivere e in tutta la sua infanzia ha intrapreso attività come cox1la danza, nuoto e ginnastica.  Ha praticato Tae-Kwan-do fin dall’età di 10 e ha avuto la sua cintura nera a 14.

Non ha,incredibilmente, nessuna restrizione sulla patente di guida,cox4 pilota gli aerei cox2e riesce a digitare 25 parole al minuto.cox5

Jessica Cox non ha mai amato farsi compatire e nemmeno questo spazio a Lei dedicato vuole assolutamente fare questo; possiamo chiederci invece: se noi avessimo solo la metà della sua voglia di vivere e del suo sorriso anche la nostra vita potrebbe cambiare!

Ecco come spesso e volentieri da una grande difficoltà avuta nella vita si possono ottenere grandi risultati.
La maggior parte di noi, se fossimo nati senza braccia, si sarebbe rassegnata ad una vita di depressione. Ma non Jessica. Lei ha sviluppato una grandissima abilità nell’uso dei suoi arti inferiori con cui fa praticamente tutto!

Incredibile! Osserviamo dalle immagini come questa creatura affronta, o meglio vive, la sua vita con gioia e serenità.

Forza, Determinazione, Coraggio, Motivazione, Atteggiamento Mentale e Pensiero Positivo hanno reso la sua vita diversa e piena di gioia.

Quando cambia il nostro Atteggiamento Mentale, cambia la nostra vita se solo lo desideriamo.

Grazie Jessica.


Strumenti Consigliati su Motivazione e Atteggiamento Mentale




Anna ZanardiAutomotivazione

Per crescere bene fuori bisogna prima crescere bene dentro

Franco Angeli EditoreScoprirete leggendo questo libro che la vera chiave del cambiamento e della crescita professionale non è esterna a voi, ma sta dentro di voi e si chiama automotivazione.

Cosa realmente porta una persona a ingranare una marcia in più? Una nuova convinzione, un’ulteriore buona abitudine, l’acquisizione d’informazioni chiare ed efficaci? Questo sicuramente, ma ci vuole di più.

Bisogna imparare a crescere dentro per crescere fuori. Siate uno studente, un giovane che deve entrare nel mondo del lavoro, un tecnico, un dirigente, un imprenditore che vuole affermarsi, un genitore che vuole insegnare ai propri figli ad automotivarsi, un operatore sociale che deve aiutare altri a superare problemi, uno sportivo che si propone sfide ambiziose, questo libro sarà prezioso per voi.

Gli autori non si limitano a illustrarvi, con uno stile piacevole e piano, tutte le tecniche di automotivazione, ma vi aiutano concretamente a far emergere quelle dimensioni personali e professionali che vi permetteranno d’ottenere risultati maggiormente efficaci da voi stesso, dai vostri familiari e dai vostri collaboratori.

Nel volume troverete tutti gli esercizi e i metodi per sviluppare prima in voi, poi in chi vi sta accanto:

* la capacità d’analisi;
* l’autostima;
* l’equilibrio emotivo;
* il benessere psicofisico;
* e molto altro.

Non è un libro che potrete leggere passivamente, anzi dovrete contribuire voi stessi a scriverlo: rispondendo a molte domande, compilando test e questionari, stilando il vostro profilo personale. Al termine saprete esattamente quali sono le vostre risorse motivazionali inespresse e come realizzarle, per voi e per gli altri.

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Roberto ReMotivare e Motivarsi – DVD

Il “Re” della motivazione insegna le strategie per tirar fuori il meglio da se stessi e dagli altri

HRD Italia

Un videocorso straordinario con Roberto Re per capire come trovare in noi stessi e negli altri l’origine dell’entusiasmo e della voglia di fare e imparare a governarne le dinamiche.

Tutti abbiamo vissuto l’esperienza di sentirci “motivatissimi”, di non poter sbagliare, pieni di energia e di voglia di fare. Sicuramente abbiamo sperimentato anche l’esperienza dì segno opposto, un momento in cui tutto è andato storto, in cui abbiamo ottenuto dei risultati estremamente negativi rispetto alle nostre aspettative… E abbiamo altrettanto notato questo alternarsi di stati in altre persone (collaboratori, colleghi, familiari, amici…).

Dov’è la differenza? Siamo le stesse persone o no? E dunque dovremmo dover disporre sempre delle stesse risorse. E allora come si spiega che una volta ci sentiamo motivati e altre volte scarichi e senza voglia di fare alcunché? Da dove nasce la motivazione? E’ qualcosa che “capita” o è invece possibile determinarne il livello? Qual è la forza tramante dei nostri comportamenti? Cosa ci spinge ad agire e ci da forza ed energia? Come trovare in sé la motivazione necessaria tutte le volte che vogliamo e come aiutare chi ci sta intorno a farlo?

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OshoMeditazione motivazione e management
Oshoba
Quale rapporto col denaro? Quale con il lavoro? Come si comporta un professionista zen? Scoprire le proprie risorse interiori, superare i modelli, il sistema di credenze, le abitudini che limitano la capacità di godere del proprio lavoro e di farlo al meglio. Entrare in contatto con i propri interessi esistenziali, imparare ad aiutare gli altri e ad essere aiutati da loro, rendendosi disponibili a lavorare in squadra.

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Couchsurfing: Viaggiare in modo Alternativo ed Economico

couch2Couchsurfing:

Viaggiare in modo Alternativo

ed Economico

Oggi vi voglio proporre un argomento che appassiona molti di noi: i Viaggi.

Una modalità di viaggio ancora poco conosciuta.

Come avrete potuto notare la mia curiosità personale mi spinge a “mettere il naso” su fronti di varia natura e genere: la Ricerca Interiore, la Comunicazione, la Spiritualità, il Benessere Fisico, Mentale e Spirituale, la Lettura, la Danza, la Musica, la Psicologia e perchè no, sono sincera, anche il godimento della Natura e di tutto ciò che il mondo ci offre; in qualsiasi caso attraverso i post di questo blog mi propongo di incoraggiare ognuno di noi a sollevare molteplici considerazioni/riflessioni come pure a vedere le cose da angolazioni diverse cercando di andare oltre alla consueta lettura di tutto ciò che viviamo e sperimentiamo ogni giorno….

Invito Tutti dunque a partecipare alla condivisione di discussioni sugli argomenti proposti coinvolgendo anche i propri amici e lasciando un commento in coda agli articoli .

Torniamo all’argomento di oggi;

Per chi ha un innato spirito d’avventura, a cui piace conoscere nuove persone in giro per il mondo e dormire sopra un tappeto e non si spaventa più di tanto, beh, allora oggi esiste un nuovo modo di viaggiare pernottando a costo zero.

Stiamo parlando di Couchsurfing.com, un sito web che mette in comunicazione migliaia di persone in tutto il mondo, dividendole in due macro categorie:

  1. chi cerca e
  2. chi offre gratuitamente un divano (couch)couch

Molto simile ad un social network, permette di fare una ricerca molto dettagliata per trovare la sistemazione (e la compagnia) più adatta alle proprie esigenze; in questo modo è possibile girare il mondo semplicemente accettando l’invito a dormire nel divano di qualcuno che lo ha messo a disposizione con fiducia e accoglienza, dicendo così addio ai vecchi alberghi fatiscenti che regalano malinconia e raccogliendo oltretutto l’opportunità di stringere nuove amicizie e nuove condivisioni oltre le barriere dell’economia e del pregiudizio.

Dalle statistiche, al momento ci sono oltre 400.000 “couchsurfers” suddivisi in più di 200 paesi e 35.000 città; il motore di ricerca interno aiuta a selezionare il divano migliore in base alla nazione, città, età, sesso dell’ospitante e livello di verifica. Grazie a Couchsurfing fino ad oggi ci sono state quasi 600.000 esperienze positive e circa 400.000 nuove amicizie create.

couch1Quanti single viaggiano da soli e Couchsurfing può essere un’ opportunità anche per trovare l’anima gemella; inoltre, la maggior parte degli utenti ha la propria foto personale e quindi sarà facile evitare mostruose sorprese all’arrivo. Ovviamente è possibile anche rimanere comodamente a casa propria e mettere a disposizione il proprio divano ai nuovi ospiti.

Chi non ha visto il film “L’amore non va in vacanza” ??? ..che in qualche modo riporta all’esperienza di viaggio alternativo.

Chi di voi si sente pronto a fare questo tipo di esperienza?

Che ne pensate  di questo nuovo modo di viaggiare?

VACANZE ALTERNATIVE E GUIDE TURISTICHE SPECIALI

Sei stufo del solito viaggio commerciale?

Cerchi qualcosa di alternativo?

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Non vuoi più rovinare il tuo pianeta facendo turismo?

Entra nella sezione dedicata ai

Viaggi Alternativi e all’ Ecoturismo

scegliendo una categoria tra quelle proposte.

Buona Lettura!



luoghi-piu-belli- GUIDE TURISTICHE

- CITTA’ E LUOGHI DEL MONDO

- ECOTURISMO

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manuale-sopravvivenzagif- TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA

- APPUNTI DI VIAGGIO

40 Anni: Trovare, Ritrovare e Cambiare lavoro

40-anni140 Anni:

Trovare, Ritrovare e Cambiare lavoro

“Dopo i quarant’anni non si fa più carriera”, “Le aziende preferiscono i giovani”.
Questi pensieri diffusi rispecchiano in parte la realtà, ma non sono certo una verità assoluta. Soprattutto se chi cerca o vuole cambiare lavoro dopo “gli anta” non si lascia scoraggiare dai luoghi comuni e si impegna a fondo per valorizzare la propria esperienza.

Tuttavia cambiare lavoro a quarant’anni (e oltre) è diverso che farlo a venti, a trenta e perfino a trentacinque e richiede logiche, canali e dinamiche propri.

Che siate usciti dal mondo del lavoro da qualche tempo e desideriate rientrarvi, o che vogliate cambiare la vostra occupazione attuale, l’età non è di per se stessa un handicap.

Il vero handicap è non essere consapevoli del proprio patrimonio di esperienze e, soprattutto, non saperlo ben comunicare.

Questo testo, che è quasi un manuale, si propone dunque di assistervi in tutte le fasi della ricerca, proponendovi anche semplici esercizi, schede e tabelle per permettervi di mettere a frutto, valorizzandola, la professionalità acquisita con indicazioni operative per:

- capire le potenzialità della vostra esperienza;

- monitorare il mercato e valutare le migliori possibilità;

- definire il vostro progetto professionale;

- promuovere attivamente la vostra candidatura, anche con strumenti “alternativi” (blog, sito personale, forum);

- gestire i colloqui;

- condurre la trattativa economica. Dagli esempi di curriculum e lettere di accompagnamento “senior”, alle 38 cruciali domande cui saper rispondere durante il colloquio, la promessa del libro è di condurvi passo passo, in poche settimane, all’impostazione di un nuovo progetto professionale.

Perché, se non si sottovaluta la propria storia, l’età non sarà un limite ma una grande risorsa.

40-anniAutore : Luisa Adani

Editore : Etas

Luisa Adani dopo dieci anni d’azienda nell’ambito di diverse direzioni del personale, da quindici anni si occupa di orientamento e consulenza di carriera. Svolge attività di docenza per business school e università ed è collaboratrice del Corriere della Sera. Ha pubblicato diversi testi sulle problematiche legate all’ingresso e allo sviluppo nel mondo del lavoro, tra i quali, per Etas Il curriculum vincente (2002), Il posto è tuo! (2003).

Segnalato da Cesare d’Ambrosio http://tecniche-di-vendita.blogspot.com



Luisa Adani

Il Curriculum Vincente

Per trovare, ritrovare o cambiare lavoro

Etas
Il curriculum vitae, biglietto da visita e sintesi delle esperienze di studio e di lavoro, rappresenta il primo e fondamentale scambio di informazioni con le aziende alla ricerca di personale.

Ma come essere realmente efficaci nella presentazione del proprio percorso professionale? Come rendere appetibile la propria candidatura ed evitare gli errori più comuni?

La seconda edizione aggiornata di questa fortunata guida – nata dall’esperienza sul campo di un’esperta di orientamento risponde ai dubbi e ai quesiti che si presentano al momento della stesura.

Corredato da numerosi esempi pratici, il libro spiega come:
• scrivere un curriculum efficace, voce per voce (con una checklist di autocontrollo per valutare il grado di efficacia del proprio cv);
• impostare una lettera di accompagnamento adeguata;
• scegliere e partecipare ai concorsi pubblici;
• stendere il cv per lavorare all’estero;
• compilare i questionari informativi richiesti dalle aziende;
• utilizzare il nuovo formato standard di cv dell’Unione europea;
• rispondere alle inserzioni e scriverle.

E in più tutte le risorse messe a disposizione dal web per una presentazione di sé davvero personalizzata (sito personale, blog, forum).

Un libro indispensabile per chi è alla ricerca della prima occupazione ma anche per chi vuole migliorare la propria posizione.
Lo trovi su Macrolibrarsi

Una catena d’altruismo: “Passa il Favore” – Un Sogno per domani

sognoUna catena d’altruismo:


“Passa il Favore”

“Aderisco con convinzione e promuovo con gioia la proposta di avatar Silvia Ancordi

che si occupa di Educazione e Pedagogia, sicura che moltissimi di Voi che ora state leggendo vorrete seguirci su questa strada, siamo già in tanti, continuiamo così….”

Rivedendo il film in tv: “Un sogno per domani” ho pensato di riproporre questa catena di solidarietà. Educare all’altruismo e all’aiuto: si possono insegnare, come un gioco, ma con la responsabilità delle proprie scelte.

Una catena che non chiede soldi, non chiede di rimandare mail a chissà quante persone, di acquistare prodotti o tira in ballo santi vari. E’ tratto da un film: Trevor, ragazzino di seconda media, pensa a come si potrebbe cambiare il mondo e inventa il Passa il favore.

Se sei un insegnante di scuola, un educatore, un genitore, proponi questo compito ai tuoi alunni o figli. Poi se vuoi potrai scrivermi e dire agli altri quali siano i favori che hai fatto tu o le persone coinvolte: anche solo per dare qualche suggerimento!

sogno1Passa il favore

Il “gioco” è semplice, queste le regole originarie:

Fai 3 buone azioni ad altrettante persone secondo le regole:

1. L’azione deve essere qualcosa che aiuti veramente la persona.

2. L’azione deve essere qualcosa che la persona non possa fare da sola.

3. La persona deve impegnarsi a farlo a sua volta ad altre 3 persone.

Che ne dite di cominciare a fare anche solo favori che siano un po più impegnativi di quelli che facciamo di solito!? Certo voler cambiare la vita delle persone, può risultare difficile, già è complicato cambiare le nostre! E non è detto che l’altro accetti il nostro aiuto! Tutto questo ha un effetto amplificatore del gioco stesso. Da una persona, il favore si diffonde sempre di più, creando una vera e propria rete di amore e solidarietà. In questi giorni, parliamo di Amore, Amicizia, Fede, Rispetto, e soprattutto Pace.

Vogliamo far germogliare queste parole, o preferiamo lasciarle come semi su un terreno arido e non fertile?

Direi che si può fare che dite? Allora iniziate a pensare a chi potete aiutare che voglia e abbia bisogno del Vostro aiuto. Poi se siete soddisfatti, se volete raccontare agli altri ciò che avete fatto, potete raccontarlo su queste pagine. Non vorrete lasciare la sezione vuota?! : Vi aspetto numerosi!

http://guide.supereva.it/reiki/interventi/2006/09/267364.shtml

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Coppia: Domande da non fare Mai

domandeDomande da Non fare Mai

grazie

Anche se il rapporto di coppia che si sta vivendo è armonico e sta andando tutto bene, l’insicurezza ad un certo punto, come un fantasma silezioso, si insinua in noi e ci pone dubbi e fa sorgere insicurezze tanto che, inconsciamente, cerchiamo rassicurazione nel partner con domande di cui sappiamo già la risposta. O vorremmo sapere, col rischio di non ricevere affatto la risposta che vorremmo e far nascere una profonda discussione che può portare alla crisi.
Ma quali sono queste domande?

In ordine di importanza credo che la più nefasta sia:

“mi ami?”. Il rischio non è tanto quello di sentirsi rispondere di no, ma di sentire qualcosa di diverso da un immediato, sincero e commosso SI’. Ogni altra risposta provoca crisi difficilmente sanabili. Il rimedio è ovviamente il non chiedere, se l’amato corrisponde sarà sua premura farcelo sapere, con gesti, parole, azioni, regali, pensieri, insomma a modo suo. Sta a noi captare la risposta. Ma se in noi sorge un dubbio tale da rendere necessario porre questa domanda, significa che qualcosa di strano c’è.

Quella più catastrofica in assoluto credo che sia:

“mi trovi grassa/o?”. Qualunque dei due partner si trovi a dover rispondere a questa domanda non deve, e sottolineo non deve, mai mettersi a fare critiche costruttive, non in questo momento. Ora la risposta deve essere solo rassicurante al massimo. Non cercate di svicolare o di cambiare argomento, verrà presa comunque come un “sì”.

Sullo stesso piano penso che ci siano domande del tipo:

“che cosa non ti piace di me?” o “cosa ti piace di me?”. Queste domande sono solo in cerca di risposte categoriche: “amo tutto di te” o “non c’è assolutamente niente che non va in te” o “mi piaci esattamente così come sei“. Non ci si metta mai a fare elenchi se poi non si vuole passare il mese successivo con un partner imbronciato o ipercritico per rendere la pariglia.

Se si ha proprio intenzione di rovinare un matrimonio felice la domanda giusta da porre è:

“mi hai mai tradito/a?”. Perché in caso affermativo ce ne accorgeremmo dalla risposta, e non ne saremmo molto contenti. A nulla valgono spiegazioni come “ero giù“, “tu eri distante“, “non è stato niente di importante“, “non ha significato nulla” o simili, ormai la frittata è fatta. In caso negativo feriremmo il partner che magari non ci ha mai dato motivo di sospettare nulla, e si troverebbe nell’imbarazzo la volta che deve uscire per i fatti suoi perché dentro di lui/lei si domanderà: “ma si fida di me o no?”.

Se invece si è masochisti al punto da domandare:

“com’era il/la tua ex?” non ci lamenti se poi si sta un anno a rimuginare sulla risposta che abbiamo avuto. Perché la risposta che vorremmo è: “non era niente in confronto a te”, oppure, “non l’ho mai amato/a come ora amo te”, ma ci si espone a sentire descrizioni dettagliate e magari anche lusinghiere per ore… e non so se ci farà tanto piacere.

Poi ovviamente ci sono le domande che ci vengono spontanee ai primi appuntamenti e che possono minare definitivamente una relazione sul nascere, secondo me sono:

“quante storie hai avuto?”, “cosa ti piace in una donna/un uomo?”,posso telefonarti quando non ci vediamo?”. Il rischio è evidente: ci si espone a sembrare gelosi, possessivi e invadenti e le risposte possono non essere particolarmente ben accolte.
Con questo non voglio dire che in una relazione non ci si debba domandare nulla, anche per non uccidere subito la conversazione o negarci la reciproca conoscenza, ma parallelamente bisogna anche saper leggere di più nel suo comportamente e nel nostro cuore. Abbiamo proprio proprio tutta questa necessità di sapere quante donne/uomini ha avuto il nostro fidanzato/la nostra fidanzata prima di noi? E soprattutto, perché ce l’abbiamo? Ci sentiamo gelosi, inferiori, in competizione, oppure è solo curiosità? E’ poi così importante saperlo? Se ci ha scelti evidentemente ci sarà un motivo, forse non ci trova grassi, antipatici e non siamo solo un numero nella sua collezione di conquiste. O almeno si spera. E comuqnue ci sono sempre altri segnali.
Comunicare è importante ma bisogna anche essere chiari: se è rassicurazione che vogliamo cerchiamola in altro modo.

http://noianimalimoderni.blog.espresso.repubblica.it/noi_animali_moderni/2008/11/domande-da-non.html

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“Piedibus”: Piccoli Gesti, Grande Futuro

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Il Piedibus è il modo più sano, sicuro, divertente ed ecologico per

andare e tornare da scuola.
E’ un autobus umano, formato da un gruppo di bambini “passeggeri” e

da due o più adulti “autisti” e “controllori”.


piedibus4Il Piedibus è un progetto che nasce in Danimarca. E’ attivo in Nord Europa e negli Stati Uniti e si sta diffondendo in moltissimi altri paesi.
Anche in Italia si inizia a parlare di Piedibus. Ci sono iniziative e progetti in molte città.

Alcuni sono curati ed organizzati dai Comuni o altre Istituzioni pubbliche, come le ASL, altri ancora da singole associazioni o dalle scuole.
Alcune iniziative sono in fase di progettazione, altre in fase di sperimentazione e altre ancora sono consolidate ed in fase di sviluppo.
Internet è una ricca fonte di spunti, informazioni, documentazione su tutte quelle problematiche che stanno alla base del Piedibus.

Si discute sull’importanza di dare autonomia ai figli, di migliorare il contesto urbano, sociale e ambientale in cui vivono, di renderli protagonisti di iniziative ed esperienze.

Tutto ciò è possibile, basta solo un pizzico di buona volontà e un pò di tempo disponibile.

piedibus21Lo sanno bene i genitori che hanno aderito all’iniziativa del “Piedibus“, che, già sperimentato con successo in altri Paesi Europei, rappresenta un’iniziativa concreta diretta a salvaguardare il futuro delle nuove generazioni attraverso piccoli gesti quotidiani, come appunto un nuovo modo di andare a scuola sicuro, salutare e, tra l’altro, divertente.

Il progetto prevede infatti l’accompagnamento a scuola dei bambini disposti in fila, come una sorta di “autobus umano”, sotto l’occhio vigile di due o più genitori che aprono e chiudono questo singolare trenino.

Il tutto, all’interno di un percorso casa-scuola assolutamente sicuro, con tanto di capolinea e fermate, individuato con l’aiuto dei Vigili Urbani.

Per garantire la massima sicurezza tutti i bambini indossano, inoltre, un gilet ad alta visibiità.

Insomma, un’iniziativa davvero importante:

Per fare movimento

Imparare a circolare

Esplorare il proprio quartiere

Diminuire traffico e inquinamento

Insieme per divertirsi

Bambini più allegri e sicuri di sè

Un buon esempio per tutti

Svegliarsi per bene e arrivare belli vispi a scuola

Invitiamo pertanto chiunque stia lavorando con i Piedibus e che condividono gli obiettivi di Piedibus.it a farci pervenire un articolo sulla propria iniziativa e a collaborare con noi mettendo a disposizione la propria esperienza.

www.piedibus.it

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Claudio Baraldi

Bambini e Società

Carocci Editore

Che cosa sappiamo dei bambini? In che modo la società può sostenerne lo sviluppo e la partecipazione? Siamo in grado di interagire con loro in modo corretto e di affrontarne bisogni e problemi?

Il volume descrive le nuove politiche sociali ed educative rivolte ai bambini, i principali progetti avviati per promuovere la loro partecipazione, le interazioni sociali rilevanti che li coinvolgono, analizzandone le conseguenze per la cultura complessiva della società.
Lo trovi su Macrolibrarsi



Vianna Stibal Guy Stibal

Theta Healing – Meditazioni per Bambini – CD audio

My Life Edizioni – Rossivideo.net

Il CD Audio in questa confezione contiene due straordinarie meditazioni per i ragazzi e per i bambini, condotte da Vianna Stibal, fondatrice del Thata Healing e un canto originale dei nativi americani, con spiegazione, eseguito in versione originale da Guy Stibal.

Le meditazioni aiuteranno i bambini e gli adolescenti a risvegliare e proteggere fin da subito le loro meravigliose capacità intuitive e di guarigione.

Questa è l’era in cui tanti Bambini Arcobaleno stanno nascendo su questa terra, per riportarla verso la luce e l’amore.

I bambini arcobaleno sono sensibili ed incredibilmente intuitivi, sono nati con una saggezza infinita e con la capacità di cambiare il mondo intorno a loro.Fin dall’antichità, il mondo aspettava l’arrivo dei bambini Arcobaleno!

La meditazione è sicuramente uno strumento utile alla loro evoluzione e a quella di tutti i bambini.

Il CD Audio contiene inoltre i brani musicali di Capitanata, adatti alla meditazione per bambini.

Contenuti del CD Audio:

* Incantation Valley
* Introduzione alla Meditazione per Ragazzi
* Meditazione per Ragazzi
* Piano Cascade
* Introduzione alla meditazione per Bambini
* Meditazione per Bambini
* Puja
* Canti Indiani
* Rosengarten Bleu
* Welcome

Lo trovi su Macrolibrarsi

Amare con tutto il cuore

Amare con tutto il cuore

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Ama il tuo partner con tutto il cuore. Anche se una sola persona non può appagare tutti i tuoi bisogni, così come tu non puoi appagare i suoi, amala incondizionatamente.

Capisci le sue esigenze, ascoltala con passione, diventa il suo migliore amico.

Non desiderare che cambi: apprezzala per quello che è e fatti apprezzare per quello che sei. Non sentirti inadeguato o insicuro! Dona calore, allegria, serenità, sicurezza e felicità alla persona che ami. Sii dolce e generoso.

Rispetta i suoi spazi. Aiutala a ritrovare le sue certezze, a credere in se stessa, a cambiare le credenze limitanti, a prendere decisioni importanti che determinino il suo futuro. L’amore è il vero potere: rispondi sempre con amore e diventerai insostituibile, irrinunciabile, avrai un valore aggiunto che ti renderà unico.

amare

Chiarite le vostre regole, in che modo volete essere amati e quale pensate che sia il significato di amare ed essere amato. E’ molto importante parlare con sincerità e saper comunicare, in quanto è sin troppo facile fraintendersi e interpretare male parole e atteggiamenti.

Entra in sintonia con il tuo partner, comprendine bisogni ed esigenze, capisci cosa la fa sentire amata e non smettere mai di farglielo capire.

Non dare mai nulla per scontato.

da www.autostima.net



Gregg Braden

La Guarigione Spontanea delle Credenze

Come spezzare il paradigma delle false credenze

Macro Edizioni

Questo libro è dedicato all’accettazione dell’enorme potere che è in ognuno di noi e alla consapevolezza di non essere mai a più di una credenza di distanza dal nostro più grande amore, dalla nostra più profonda guarigione e dai nostri più straordinari risultati e miracoli.

La scienza ha riconosciuto che siamo immersi in un universo plasmabile, dove ogni cosa e fenomeno, dagli atomi alle cellule e alle galassie, cambia per adeguarsi alle nostre credenze.

Ne consegue che il nostro unico limite è rappresentato dal modo in cui ognuno di noi concepisce e percepisce se stesso nell’universo di cui è co-creatore.

In queste pagine scoprirete come utilizzare l’immenso potere che deriva dalle vostre credenze, curando quelle che in passato vi hanno limitato, identificando quelle che possono far regredire la malattia dal vostro corpo, scoprendo quelle che creano nella vostra vita rapporti duraturi e capaci di nutrirvi e infine individuando quelle che portano la pace nella vostra vita, nella vostra famiglia, nella vostra comunità e nel mondo in cui vivete.

La guarigione spontanea delle credenze spiega e dimostra, in maniera chiara e completa, che siamo gli architetti e gli scultori della nostra realtà e che abbiamo il potere di guidare l’organizzazione delle particelle che compongono la materia.

Le credenze unite ai sentimenti che esse suscitano in noi sono il linguaggio dei miracoli.

Dopo il successo mondiale di La Matrix Divina, Gregg Braden ha subito raggiunto i primi posti delle classifiche con quest’opera fondamentale che ci aiuta a scoprire e realizzare le nostre passioni e aspirazioni più profonde.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Bruce Lipton

La Biologia delle Credenze – Nuova Edizione 2007

Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula

Macro Edizioni
Vincitore del Premio Best Science Book, Best Books 2006, AwardsBruce Lipton dimostra che ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, perciò non è il patrimonio genetico ereditato a determinare la nostra vita e la nostra salute. Si tratta di una rivoluzione della scienza e del pensiero che ci libera dalla prigionia del destino predeterminato dalla genetica. Lipton dimostra in maniera inoppugnabile che l’ambiente, i nostri pensieri e le nostre esperienze determinano ciò che siamo, il nostro corpo e ogni aspetto della nostra vita.

Se l’ambiente e il pensiero influenzano la nostra biologia, questo può cambiare le conoscenze e le esperienze vissute fino a oggi da gran parte di noi. Infatti, ognuno di noi ha le potenzialità per creare una vita piena e traboccante di ogni dono e talento, a partire da salute, gioia di vivere, amore e successo. Un libro per tutti coloro che ricercano nella scienza senza dogmi le risposte che a causa della dipendenza dagli interessi delle banche e delle multinazionali, la cultura accademica è incapace di fornire. Per chi non si accontenta della scienza ufficiale, che nasconde e manipola le informazioni, per impedirci di riconoscere le infinite potenzialità presenti nel nostro cervello e nel nostro DNA.

Bruce Lipton è un’autorità mondiale per quanto concerne i legami tra scienza e comportamento. Biologo cellulare per formazione, ha insegnato Biologia Cellulare presso la facoltà di Medicina dell’Università del Wisconsin e si è dedicato in seguito a ricerche pionieristiche alla School of Medicine della Stanford University. È stato ospite di decine di programmi radiotelevisivi ed è un conferenziere di primo piano.
Lo trovi su Macrolibrarsi



Paramhansa Yogananda

Come Amare ed Essere Amati

Ananda Edizioni

Amicizia, amore, matrimonio e figli possono portare grandi gioie nella nostra vita oppure grandi sofferenze; ciò dipende da cosa ci aspettiamo dalle nostre relazioni.

Imparando a sviluppare l’amore più puro di tutti – l’amore non egoistico – riusciremo finalmente a esprimere il nostro vero amore verso gli altri, dal profondo del nostro cuore, senza paura di essere respinti.

Questo libro è una guida pratica per: espandere i confini del nostro amore; superare le cattive abitudini che compromettono la vera amicizia; scegliere il partner giusto e creare un rapporto duraturo; fare l’esperienza dell’Amore Universale dietro tutte le nostre relazioni.

Lo trovi su Macrolibrarsi

Vuoi migliorare la tua seduzione e il tuo fascino?

I Segreti della Seduzione

Report, di Giacomo Bruno

per avere In Omaggio il Report (54 pagg.) di questo Ebook

entra nell’Area Riservata dopo aver inviando un’email a sg.maggy@gmail.com

con oggetto: “I Segreti della Seduzione” e riceverai la password per l’accesso e lo scaricamento del Report

Anatomia della Pace

Se…….

maniMani..una carezza…..un viso….

che rubano una lacrima….

accendono una vita…o la portano via…

una rosa tra le mani…sudate…un emozione…

mani che tremano…contando il tempo che passa…

piccole mani…innocenti…che esplorano il mondo…

quante mani in questo mondo….di diversi colori è vero…

se solo si potesse stringerle tutte insieme…se…

Autore: Armando Bottaro

Anatomia della Pace

anatomia-pace

Siamo portati a credere che chi si trova in una situazione di conflitto con gli altri voglia risolvere la questione. Certamente è così. I genitori di figli problematici vogliono porre fine alle liti in famiglia.
Chi lavora sotto capi tirannici vuole che la tirannia finisca. I cittadini dei paesi più deboli vogliono essere trattati con rispetto. E così via. Le persone vogliono soluzioni.

Ma, fateci caso, in ogni situazione si crede che la soluzione migliore sia che gli altri cambino.

  • Dovrebbe dunque sorprenderci il fatto che i conflitti perdurino nel tempo e che i problemi rimangano?
  • E se in quelle situazioni ciò che vogliamo maggiormente non fosse trovare una soluzione?
  • Se i conflitti a casa, al lavoro o nel mondo scaturissero tutti da un’origine comune?
  • E se, individualmente o in gruppo, sistematicamente non riuscissimo ad individuarne la causa e senza volerlo alimentassimo quei problemi che ci impegniamo a risolvere?

Queste sono alcune delle importanti questioni trattate in Anatomia della Pace. Attraverso l’avvincente storia di alcuni genitori alle prese con figli difficili e con problemi che stanno distruggendo la loro vita, due ex acerrimi nemici ci insegnano come si possa ritrovare la pace in ogni situazione di “guerra”. Yusuf al-Falah, un arabo, e Avi Rozen, un ebreo, hanno entrambi perso il padre per mano degli esponenti dell’etnia opposta. Anatomia della Pace racconta come essi siano riusciti a trovare un punto di incontro, come riescano ad aiutare genitori e figli in contrasto tra loro a riunirsi, come anche noi possiamo trovare una via d’uscita ai conflitti in cui siamo intrappolati.

“Ma,” potreste dire, “famiglia, lavoro e conflitti mondiali sono questioni completamente diverse tra loro. Poche famiglie e aziende conducono le loro battaglie interne facendo uso di artiglieria e carri armati.” È vero. Ma non tutte le armi hanno come bersaglio il corpo. Guardatevi attorno. Non è difficile trovare vittime di situazioni familiari e lavorative. Astio, invidia, indifferenza e risentimento sono caratteristiche comuni di tutte le guerre che si scatenano nel cuore dei membri di una famiglia, dei vicini, dei colleghi, e di quelli che una volta ci erano amici. Se non riusciamo a trovare un modo per raggiungere la pace in queste relazioni, che speranza abbiamo che la possano trovare i paesi in guerra tra loro?

Per quelli che non hanno letto il precedente libro, Leadership e Autoinganno, Anatomia della Pace si pone come opera a sé, la scoperta di un corpo di idee che fanno riflettere e che ci indicano la strada verso la pace in ogni tipo di rapporto. Quelli che hanno letto Leadership e Autoinganno conoscono già che cosa sia l’autoinganno (problema che consiste nel non essere coscienti di avere un problema) e sanno come questo influisca su tutto il resto. Non si meraviglieranno, quindi, nel riscontrare che alcune di quelle problematiche sono presenti anche in Anatomia della Pace, né nell’apprendere come tali questioni giochino un ruolo fondamentale nei conflitti in famiglia, al lavoro e tra i paesi nel mondo. Riconosceranno anche uno dei personaggi chiave di Leadership e Autoinganno, Lou Herbert: Anatomia della Pace si svolge nel periodo in cui Lou scopre per la prima volta le idee che porteranno la sua famiglia e la sua azienda a trasformarsi.

Mentre Leadership e Autoinganno si focalizzava sulle dinamiche tipiche dei posti di lavoro, Anatomia della Pace prende in esame le sorprendenti implicazioni di quelle idee, come queste abbiano il potere di renderci liberi in ogni aspetto della nostra vita. Inoltre, mentre Leadership e Autoinganno propone una soluzione al proprio autoinganno, Anatomia della Pace va oltre, esplorando il modo in cui quella soluzione può essere estesa agli altri.

Sebbene alcune delle storie del libro siano ispirate a fatti realmente accaduti, nessuno dei personaggi o delle organizzazioni descritte si riferisce a una persona o un’organizzazione specifica. Sotto molti aspetti, questi personaggi rappresentano tutti noi. Hanno in comune con noi punti di forza e debolezze, speranze e disperazione. Come noi sono in cerca di una soluzione a quei problemi che ci opprimono. Essi sono noi, e noi siamo loro. È per questo che quello che scoprono ci offre una speranza. Perché speranza? Perché i nostri problemi, come i loro, non sono ciò che sembrano. E questo è per noi una sfida e un’occasione allo stesso tempo.



The Arbinger Institute

Anatomia della Pace

Come risolvere le origini dei conflitti

Piccin Nuova Libraria

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The Arbinger Institute

Leadership e Autoinganno

Come uscire dalla scatola

Piccin Nuova Libraria

“Profondo … coinvolgente … ricco di riflessioni profonde. Non potrei consigliare libro migliore di questo.”
- Stephen R. Covey

Leadership e Autoinganno introduce il lettore ad un nuovo concetto del pensiero organizzativo. Infatti dimostra come i problemi, che tipicamente impediscono alle organizzazioni di raggiungere gli obiettivi prefissati, sono diretta conseguenza di un problema poco conosciuto, chiamato “autoinganno.”

Secondo gli autori, le persone che si autoingannano, nella vita come nel lavoro, sono intrappolate in una scatola. Incapaci di vedere la realtà che li circonda, queste persone limitano la capacità di raggiungere risultati – sia quella loro che quella degli altri. Il problema è che, essendo chiusi nella scatola, non si rendono conto di indebolire tale capacità.

Come Leadership e Autoinganno dimostra, questo fenomeno accade di frequente nelle organizzazioni. La maggior parte delle persone spende molto tempo rinchiusa nella propria scatola e la moltiplicazione di tali scatole è alla radice della maggior parte dei problemi che impediscono alle organizzazioni di raggiungere i propri obiettivi – stiamo parlando di problemi di leadership, di lavoro di gruppo, di comunicazione, di senso di responsabilità, di fiducia, d’impegno e di motivazione.

La notizia positiva è che c’è una soluzione all’autoinganno e ai problemi costosi che ne derivano. Attraverso una storia divertente ed istruttiva, Leadership e Autoinganno spiega cos’è l’autoinganno, come le persone vi si rinchiudono, come demolisce la capacità delle organizzazioni di raggiungere risultati – e ciò che più conta, illustra la sorprendente soluzione al problema.

“Dopo aver ricoperto per decenni posizioni di leadership in dirigenze aziendali, ho trovato finalmente nel materiale di Arbinger il modo più efficace per migliorare tutte le misure di successo alle quali si possa pensare. Questo libro ci insegna il modo per migliorare le performance aziendali aumentando la soddisfazione di ogni individuo nel proprio lavoro.” – Bruce L. Christensen, ex Presidente ed Amministratore Delegato, PBS

“Da quando ho partecipato ad un seminario di Arbinger, non posso più pensare alla leadership o alla vita come ero solito. I contenuti sono rilevanti ed originali. Questo libro è un’ottima introduzione ai concetti innovativi di Arbinger. Mi è piaciuto moltissimo.”
- Robert C. Gay, Managing Director, Bain Capital

“Ho condiviso le idee di questo libro con la mia famiglia e i miei amici. I concetti sono sorprendenti. Sono fondamentali per raggiungere il successo nel campo sportivo, professionale, e forse molto più importante, familiare. Leggete questo libro e capirete cosa voglio dire.”
- Steve Young, per due volte M.V.P. della NFL

L’ISTITUTO ARBINGER è una società di consulenza di direzione aziendale, di formazione del personale e un consorzio di ricerca che include persone specializzate in direzione aziendale, legge, economia, psicologia, filosofia ed educazione. Insieme, i membri di ARBINGER si applicano per sviluppare le implicazioni dell’autoinganno e la sua soluzione a tutti gli aspetti della vita aziendale, organizzativa e familiare. ARBINGER ha lavorato con i leader di alcune delle maggiori aziende statunitensi come Lucent Technologies, LensCrafters, AT&T, Raytheon, US West, Compaq e 3M.

Cos’è l’AUTOINGANNO? Come demolisce le PERFORMANCE? Qual è la soluzione?

“Affascinante, stimola pensieri, è pieno d’osservazioni profonde! Questo libro è come il suono di una sveglia per tutti coloro che pensano d’essere bravi nelle relazioni interpersonali, e un imperativo per coloro i quali sanno di aver bisogno di migliorarsi. Come ho iniziato a leggerlo, non ho potuto più chiuderlo.”
- Steven C. Wheelwright, Professore, Preside Associato Harvard Business School

“Mi piace questo libro. Identifica il punto centrale di tutte le performance di un’organizzazione. Descrive come ci intrappoliamo nella scatola dell’autoinganno – e come possiamo uscirne. Mi piace tutto il materiale del gruppo Arbinger, Leadership e Autoinganno arriva nel profondo, nella nostra umanità più basilare, nel nostro modo di essere. Questo libro, come la verità in se stessa, rivela qualcosa di più ad ogni rilettura. Da leggere tutto di un fiato.”
- Doug Hauth, Vice Presidente delle Vendite, Lucent Technologies

“Conosco il gruppo Arbinger da anni. I concetti del gruppo Arbinger sono profondi, con illimitate implicazioni per le organizzazioni. Questo libro offre l’introduzione perfetta al materiale del gruppo Arbinger. è coinvolgente ed innovativo, facile da leggere e ricco d’osservazioni profonde. Non potrei consigliare libro migliore di questo.”
- Stephen R. Covey, Autore di Le Sette Abitudini delle Persone Altamente Efficaci

“Il concetto di Arbinger a proposito della ’scatola’ – autoinganno – è completamente unico. Arbinger lo ha presentato al nostro gruppo di leader alla LensCrafters e ha avuto un impatto notevole. Questa è la chiave segreta per produttività e creatività. Fate tutto ciò che vi è possibile per avere questo libro tra le vostre mani.”
- Dave Browne, Ex Presidente ed Ex Amministratore Delegato, LensCrafters

“Non fatevi ingannare dal titolo – questo libro è per tutti. Io non posso più pensare alla mia vita nella stessa maniera.”
- Jack Anderson, Giornalista e Vincitore del Premio Pulitzer

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Conferenza Gratuita: “Che cos’è il Pranic-healing?”

Carissimi amici,

Vi invito a partecipare a questa interessantissima conferenza,

pranic

“Che cos’è il Pranic-healing?”

“più energia e  meno stress”

“addio a paure, angosce ed ansie”,

Occasione ideale per scoprire e scoprirci in pratiche olistiche sconosciute fino a qualche decennio fa.

La presentazione è fissata per

Venerdì 27 febbraio

con la possibilità di ripetere l’esperienza pratica il sabato mattina.

Buona Vita.

Venerdì 27 FEBBRAIO

Sala Cavalleggeri – Padova
Parco Prandina- corso Milano 123

ore 20.30

Con il contributo del Consiglio di Quartiere 1 Centro
piazzaCapitaniato 1

Conferenza gratuita

COME POSSO ATTIVARE IL MIO POTERE DI GUARIGIONE?

“il segreto è nelle nostre mani”

Maurizio Parmeggiani

Presidente dell’associazione italiana Pranic-Healing Maestro grandemente impegnato nella sua diffusione  secondo i preziosi insegnamenti di Grand Master CHOA KOC SUI

Alla serata di presentazione e sperimentazione seguirà, sab 28 e dom 1 marzo, lo stage di primo livello per tutti gli interessati a quest’arte presso

Sala “Ai caduti di nassiria”

sotto il volto dell’orologio in piazza dei Signori.

Associazione culturale A Mani Aperte

Info: Emanuele 3389156088 mail: mnuovo25@gmail.com

Scarica la Locandina qui

www.pranic.eu

www.pranic.com

http://www.viamichelin.it/viamichelin/ita/direct/mappe/Messina-mappa
http://maps.google.it/



Master Choa Kok Sui

L’Origine del Moderno Pranic Healing ed Arhatic Yoga

Eifis Editore

In L’Origine del Moderno Pranic Healing ed Arhatic Yoga, Master Choa Kok Sui svela la storia del Pranic Healing e dell’Arhatic Yoga: l’Energia Vitale, il Prana Colore, il segreto della perla blu, il dodicesimo chakra, l’Arhatic Dhyan, il Sat Guru, i discepoli spirituali…

“…L’evoluzione dell’anima deve essere accompagnata dall’evoluzione del corpo fisico, come l’evoluzione del software, per i computer, deve essere accompagnata dall’evoluzione dell’hardware…”
Questo è il linguaggio moderno, chiaro ed incisivo che Master Choa Kok Sui utilizza da oltre 20 anni per guidare l’evoluzione spirituale e fisica di milioni di persone.

Il libro contiene anche la biografia di Master Choa: per molti anni si è rifiutato di parlare della sua vita personale e spirituale o delle sue Guide per praticare l’umiltà e per praticare il principio: “essere silenzioso”. Per correggere informazioni sbagliate generate da speculazioni e dicerie, ha ora deciso di scrivere una biografia su se stesso.
Lo trovi su Macrolibrarsi



Master Choa Kok Sui

Miracoli Possibili

Sutra del Loto D’Oro di Master Choa Kok Sui

Eifis Editore

Il Pranic Healing è una Scienza. E’ basato sulla pulizia e la proiezione di energia. Pulendo o rimuovendo l’energia malata dal chakra od organo affetti, ed energizzandoli con una quantità di prana sufficiente, ha luogo la guarigione.

Il corpo è capace di guarire da sé se ha abbastanza energia vitale. Ciò che fa il Guaritore è aumentare la capacità che il corpo ha di guarire da sé.

Questo libro è basato sulle lezioni di Master Choa Kok Sui e sulla stesura degli insegnamenti essenziali del Pranic Healing estratte dai seguenti libri:

• Miracoli con il Pranic Healing
• Pranic Healing Avanzato
• Psicoterapia con il Pranic Healing
• Pranic Healing con i Cristalli

Questo non intende sostituire le istruzioni o gli insegnamenti dati nei libri di Master Choa Kok Sui o nei Corsi MCKS Pranic Healing. Questo materiale è inteso come complementare.

Il MCKS Pranic Healing è il sistema di guarigione energetica più avanzato fra quelli disponibili al pubblico.

Biografia di Master Choa Kok Sui: Master Choa Kok Sui è autore di fama internazionale. Ingegnere chimico, uomo d’affari di grande successo, discendente di un’antica famiglia continua…


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TERZA GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA

TERZA GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA

- 2009 TOKYO

Ritmi di vita frenetici,

giornate vissute all’insegna dello stress e del dovere,

la sensazione di venire stritolati da un ingranaggio

a cui tutto sommato non apparteniamo e

nervi a fior di pelle: ogni tanto è saggio e salutare dire basta

e riprendersi i propri spazi ed il proprio tempo.

Costruirsi una piccola oasi dove tutto è a nostra misura,

senza costrizioni, obblighi o vincoli.

lentezzaPARTECIPA ALLA

GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA

organizzando questo piccolo grande evento (a casa tua o nella tua città) creativo, silenzioso, coraggioso, allegro, condiviso con gli amici, grandioso o minimale, legato al territorio, che rompa l’isolamento, la solitudine, l’indifferenza e la tristezza per arrivare al nuovo miracolo di una rivoluzione sociale. Mille piccole azioni come mille splendidi soli.

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Luci al neon e strade affollate in una Tokyo super moderna, luogo per eccellenza della fretta contemporanea. Dopo Milano e New York, la terza Giornata Mondiale della Lentezza quest’anno toccherà proprio il Giappone che ognuno di noi ha magari cominciato ad avvicinare attraverso i romanzi di Banana Yoshimoto, con i suoi templi delle industrie tecnologiche, degli orari di lavoro impossibili e del cibo pronto acquistato alle 2 di notte.
Il giorno 9 marzo l’organizzazione di volontariato l’Arte di Vivere con Lentezza darà appuntamento in alcuni luoghi strategici della capitale giapponese per aprire un confronto anche in questa immensa metropoli sull’uso del tempo, sulla frenesia che attanaglia sempre più persone e sul vivere con lentezza.

Non mancheranno però altri appuntamenti a Milano, Roma, New York e nelle più svariate località sparse per il mondo organizzati grazie alla Rete e rimbalzati sul sito www.vivereconlentezza.it. Dal management del tempo alla musica come spazio dell’anima, passando per lo sport e la fotografia, e la lettura,la terza Giornata Mondiale della Lentezza affronterà i tanti modi di guadagnare benessere gratuito a partire dal modo con cui si affrontano le cose.

Quella che per tutto il secondo dopoguerra è stata la porta della tecnologia in Oriente, è una città da far girare la testa. Torri luminose e viadotti che si insinuano l’uno nell’altro, incroci che si attraversano in mezzora e pagode. Impero, finanza elettronica e tradizione, mescolati a un fortissimo senso del dovere oltre che a un profondo rispetto, attenzione e gentilezza,nel mese di marzo, parleranno il linguaggio del tempo, della sua scoperta come ricchezza senza quotazioni. Una brezza leggera, un “venticello” italiano a veicolare il vocabolario della lentezza .
Non si tratterà di costringere i cittadini di Tokyo a fermarsi e perdere il ritmo della loro vita, quanto l’invito a guardare il tempo da un’altra prospettiva.
Una tre giorni, che avrà il suo cuore lunedì 9 marzo. Si inizia con palette, fischietti e le multe simboliche dei Passovelox per chi cammina troppo di fretta a Shinjuku, forse la stazione della metropolitana più frequentata al mondo, un vero labirinto di scale mobili e saliscendi che inghiottono ogni giorno migliaia di persone per trasportarle il più velocemente possibile verso i luoghi di lavoro o di svago senza perdere tempo. L’idea è di invitare le persone a rallentare, farle riflettere anche scherzando sui Comandalenti. Un invito velato a guardarsi intorno e a scoprire quanto di bello perdiamo ogni giorno mentre corriamo, in realtà arrancando, verso le nostre destinazioni. La sera dello stesso giorno i Passovelox si trasferiranno a Shibuja, un’altra popolare stazione metropolitana trasformatasi nel tempo in una vera e propria città nella città.
L’Istituto Italiano di Cultura sarà al centro di tutta una serie di avvenimenti lenti, mostre e performance artistiche, lecture seminariali. Il tema della gestione del tempo è infatti di sempre maggior fascino e interesse per tutti coloro che si sentono stritolati negli ingranaggi della crescita economica ad ogni costo.
Infine, giapponesi e italiani, a piedi o inforcando la due ruote a partire dall’Istituto Italiano di Cultura si trasformeranno in maratoneti lenti e con una inusuale corsa della tranquillità raggiungeranno il quartiere italiano della capitale, patria del design.
La Terza Giornata Mondiale della Lentezza 2009 è organizzata in collaborazione e con il patrocinio del Comune di
Milano che sarà sede dell’Expo 2015.

vivere-con-lentezza

Cominciamo Bene  – Vivere con Lentezza

Federica Ghetti e Domenico De Masi ospiti di “Cominciamo Bene”

www.vivereconlentezza.it



Bruno Contigiani

Vivere con Lentezza

Piccole azioni per grandi cambiamenti

Orme Editori

Vivere con lentezza” è un serio e giocoso invito a prendersi i propri tempi a discapito della frenesia di oggi, a cui tutti sembrano adeguarsi.

Sono piccole azioni per grandi cambiamenti, che ci permettono di vedere un mondo percepibile al ralenti.

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Lothar Seiwert

Elogio della Lentezza

Sette passi indietro per trovare il tempo che non pensavi di avere

Sperling

Il tempo è tiranno. Che fare per non sentirsi sempre sotto pressione?

Come conciliare l’accavallarsi frenetico degli impegni con il bisogno di tranquillità? Come far quadrate lavoro e vita privata?

Viviamo in un mondo accelerato in cui tutti hanno sempre fretta e le ore della giornata sembrano sempre troppo poche.

Ma se il tempo non ci basta è perché lo impieghiamo nella maniera sbagliata.

Chi non ha il tempo dalla sua parte ha dimenticato o trascurato di definire le mete i concreti obiettivi e una visione per la propria vita.

Per arrivare a questo, l’autore propone una nuova cultura del tempo: quella della lentezza, perché per capire che cosa sia veramente importante è necessario rallentare.

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La depressione ci mette in contatto con noi stessi”

Metamorfosi/ Raffaele Morelli:

“La depressione ci mette in contatto con noi stessi”

depressione“La depressione viene ad azzerare il pensiero, il dolore psichico prende il sopravvento imponendo di fermare i progetti e le diverse occupazioni della vita quotidiana. La depressione diventa così un fattore provvisorio di chiusura con il mondo, qualcosa che ci induce a rivolgere le nostre energie verso l’interno, più semplicemente a guardarci dentro e a capire meglio qualcosa di noi stessi”, spiega  Raffaele Morelli, psichiatra e direttore di Riza Psicosomatica.


Si può dire che, se ben compreso, uno stato di disagio psichico può essere un’occasione di evoluzione?
“Sì. Facciamo un esempio. Quando una persona coinvolta in una relazione sentimentale infelice non riesce a manifestare la sua insoddisfazione al partner, la depressione arriva naturalmente a segnalare una condizione di malessere, una situazione irrisolta. E, così, senza che sia necessario dire nulla la relazione finisce da sé, perché una delle due persone non è più in grado di continuarla. In questi casi accade che la parte più autentica di noi ci dice che la vita che conduciamo non è in linea con la nostra vera natura. In questi casi il dolore non va fuggito, ma ascoltato per comprendere quello che vuole dirci il nostro io profondo”.

Perché nel nostro tempo le depressioni sono così diffuse?
efficienza“Perché leghiamo la nostra idea di felicità a standard esteriori di successo ed efficienza, modelli imposti dalla società e uguali per tutti. Al contrario ognuno dovrebbe ascoltare le sue vere esigenze. Ogni persona è un po’ come un albero. Per stare in pace deve fiorire. Il che vuol dire che ognuno deve realizzare la sua vera natura. Quando ci allontaniamo da noi, inevitabilmente, stiamo male. La depressione viene a darci una mano, a farci capire che stiamo sbagliando qualcosa”.

Quando una persona vive un momento di sofferenza psichica cosa deve fare?
“In primo luogo il dolore non va combattuto, ma accolto, guardato. Bisogna abbandonarsi e lasciarsi portare dalla tristezza, senza farsi domande. E’ importante in questi casi liberare la mente dai pensieri e non interrogarsi sulle possibili cause del dolore. Così, in assenza di pensiero, al dolore segue uno stato di vuoto e dopo una sensazione di liberazione e felicità. E poi può servire parlare con uno specialista che ci aiuti a comprendere le cose che nella nostra vita non funzionano e che noi non riusciamo a riconoscere”.

E’ favorevole all’uso degli psicofarmaci?

“Di norma vanno evitati gli psicofarmaci, salvo che nei casi più gravi, quando il disturbo è particolarmente profondo e tutta la libido viene a rinchiudersi”.

Come si fa a capire che la depressione sta andando via?

“Una precondizione è quella di saper cogliere bene i nostri stati interiori. E per fare questo bisogna saper stare nel presente. Così, quando siamo coinvolti nelle tante occupazioni della vita quotidiana mentre si guida la macchina, si beve il caffè o ci si allaccia le scarpe, bisogna riuscire a restare immersi con la mente nel nostro presente, senza farci attraversare e condizionare, come di norma ci accade, da mille pensieri che vengono dal passato o che anticipano il futuro. E, con la mente ferma sul presente, possiamo guardarci dentro e percepire come stiamo veramente.

Quindi bisogna diventare dei buoni osservatori di noi stessi…
Sì. E osservandoci dall’interno ci accorgeremo che viviamo stati d’animo differenti e che, anche quando siamo tristi, ci capita di vivere dei momenti, pur brevi, di gioia. Ora se le isole di sofferenza si riducono e arriva a tratti una felicità immotivata, una voglia di fare quello che ci piace, vuol dire che la depressione sta passando”.

Metamorfosi
di Luca Vaglio

*Letture consigliate sull’artomento: la depressione* qui

Il Pianto: l’essenza dell’emozione

Il Pianto: l’essenza dell’emozione


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La ghiandola lacrimale permette agli occhi di muoversi liberamente, senza attrito, restando costantemente puliti. In essa risiede dunque, per analogia, la libertà di guardare senza pregiudizi e la capacità di rinnovare le proprie idee rispetto alla realtà che ci circonda. Sia fisicamente che mentalmente, l’uomo ha infatti bisogno di uno sguardo che non si fissi sulle solite cose, ma che sia dinamico e aperto al cambiamento. E la ghiandola lacrimale, nella sua funzione di consentire l’apertura e la chiusura degli occhi, esprime propriamente la capacità di passare da uno sguardo/atteggiamento introspettivo a uno rivolto verso l’esterno e viceversa; può dunque raccontarci qualcosa riguardo al rapporto tra l’inconscio e la coscienza.
È perciò fondamentale cogliere appieno il significato simbolico delle lacrime: esse rappresentano il distillato della vita emotivo-affettiva.

Il pianto esprime l’essenza dell’emozione che si sta vivendo: dolore, commozione, piacere, spavento. Tuttavia, anche il pianto apparentemente privo di motivazione concreta è significativo: segnala che il cervello, di tanto in tanto, ha bisogno di secernere questa essenza per “lavar via” dalla mente pensieri, emozioni, ricordi tristi, dolori… che rischierebbero di intossicarlo.

Un disturbo di questa ghiandola, quindi della lacrimazione, in genere indica:
– una difficoltà a guardare la realtà senza giudizi e modelli, come accade nella xeroftalmia, patologia che rende l’occhio più secco e i suoi movimenti più dolorosi; essa rappresenta un ostacolo nel cambiare punto di vista;
– una negazione dell’espressione di alcune forti emozioni, per esempio, la congiuntivite allergica, pur nel disagio che procura, consente alla persona un pianto che di solito viene trattenuto;
– La resistenza a liberarsi del passato, dal ricordo, dalla sofferenza: ci si è a tal punto identificati in essi, da ritenere che debbano rimanere presenze costanti della nostra vita. “Scioglierli” in lacrime… non si può.

Fonte: ” Dizionario di Psicosomatica”  Raffaele Morelli



Osho

Il Gioco delle Emozioni

Liberarsi da rabbia, paura e gelosia

Oscar mondadori

Paura, rabbia, gelosia invadono la nostra mente ogni giorno, rischiando di travolgerci, di annientare il nostro equilibrio minacciando le nostre relazioni affettive e la nostra salute. Cosa fare, dunque? Reprimere queste emozioni negative se esprimerle è così dannoso?

Osho ci indica una terza via, più fruttuosa: quella della comprensione. E per arrivare a questo importante traguardo ci ha lasciato questo testo: un libro da centellinare, tante massime su cui meditare senza fretta, parole da lasciar decantare dentro di noi, per illuminare gli angoli più nascosti della nostra psiche e risvegliare la nostra parte più compassionevole e sapiente.

Andando ben oltre la psicologia classica, il grande maestro di spiritualità ci aiuta ad acquisire strumenti in grado di generare una fonte di quiete e armonia e ci insegna a giocare con le nostre emozioni senza timori e preclusioni.

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Daniel Goleman Dalai Lama

Le Emozioni che Fanno Guarire

Conversazioni con il Dalai Lama

Oscar mondadori

Come interagiscono cervello, sistema immunitario e stati emotivi? La meditazione può produrre effetti positivi sulla salute? Quali emozioni si accompagnano a una migliore qualità della vita? In che misura le condizioni psicofisiche di un individuo traggono beneficio da una crescita dell’autostima?

In occasione degli incontri della terza Mind and Life Conference, svoltasi nel 1991 a Dharamsala, in India, alla presenza del Dalai Lama, illustri scienziati occidentali e maestri buddhisti hanno cercato di rispondere a questi e ad altri interrogativi di carattere scientifico ed etico.

Daniel Goleman ha raccolto alcuni degli interventi e dei dibattiti più significativi della conferenza.

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La Febbre….La reazione vitale del nostro organismo

febbre

Febbre – cosa vuol dire:

La reazione vitale dell’organismo.

La febbre è un sintomo salutare, segno che l’organismo sta reagendo, lottando e chiedendo al “fuoco vitale” di intervenire per riportare l’equilibrio perduto. Il sangue e il cuore, anch’essi simboli del fuoco, partecipa¬no all’aumento della temperatura (il battito cardiaco di¬venta più frequente).

Nel linguaggio quotidiano “avere la febbre” per qualcosa significa essere fortemente coinvolti, avere una passione totalizzante per qualcosa. E, in effetti, durante l’episodio febbrile il corpo è “pienamente in gioco”: il sistema immunitario e gli organi stanno lottando per affermare l’attaccamento alla vita, stanno esprimendo il coinvolgimento dell’intero nostro essere nella voglia di vivere e sopravvivere. Non è un caso che a determinare la temperatura sia l’ipotalamo, la regione centrale del cervello, che conosce all’istante le necessità del corpo per mantenere il suo equilibrio.

febbre12Avere la febbre significa dunque essere vivi, saper reagire, sapersi adattare, sia biologicamente che psicologicamente, alle diverse situazioni. Non avere mai la febbre non è quindi sempre un segno di salute o di forza del sistema immunitario: talora, indica una rigidità e una difficoltà a scendere in campo con tutto se stesso. La febbre è fuoco e il fuoco è energia profonda, istintiva, passionale, che oggi la civiltà moderna fa sempre più fatica a vivere, calata com’è in modelli mentali e sociali precostituiti che ne imbrigliano il fluire. La tendenza a sopprimere la febbre con i farmaci appena si presenta è simbolo di questa mentalità che, in nome della produttività continua (febbrile!), tarpa le nostre espressioni più vitali.

Chi è più a rischio

Ritmi frenetici, logoranti, metodici imbrigliano le energie vitali e possono favorire o episodi febbrili acuti e intensi con una certa frequenza, oppure febbricole persistenti (37,1-37,4° C) che indicano come la persona stia tenendo a freno, cronicamente, la propria ca¬rica vitale.

SUGGERIMENTI

A meno che non crei complicanze o non raggiunga picchi troppo alti, la febbre va lasciata sfogare. Essa chiede dunque di affidarsi alla natura che è in noi, e ai suoi automatismi, che sanno come combatterla, evitando un atteggiamento di soppressione a priori del sintomo. Il consiglio migliore è quello di cercare di vi-ere nel modo più naturale possibile, rispettando i propri ritmi interiori e i cicli stagionali.

Fonte: ” Dizionario di Psicosomatica”  Raffaele Morelli

Stefano FusiEnergia

Vitale per la Salute

Tecniche Nuove Edizioni

Per una salute completa non basta occuparsi del corpo fisico, muoversi, nutrirsi bene e depurarsi: occorre occuparsi anche dell’energia vitale.

Le antiche tradizioni orientali la chiamano prana o qi; per la moderna ricerca medica e scientifica è il campo bioelettrico prodotto dagli innumerevoli processi chimico-fisici del metabolismo. Per la medicina olistica è il collante che lega materia, anima ed energia cosmica, il modello che plasma il nostro organismo e garantisce la salute.

Purificare il “corpo energetico” e dargli il giusto nutrimento sono le chiavi per prevenire e risolvere in modo naturale molti disturbi, ansie e stress.

Le discipline per essere più tonici e sereni sono molte e varie: antiche discipline orientali, pratiche neosciamaniche, bioenergetica, danzaterapia e meditazioni dinamiche. E le “arti per la salute” non mediche – come shiatsu, biopranoterapia, reflessologia – aiutano a ristabilire l’equilibrio energetico potenziando il processo di guarigione.

Ciascuno può esplorarle, praticando gli esercizi più semplici e adatti a tutti presentati in questo libro.

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Giorgio Cerquetti

Il Potere dell’Energia Vitale

Chakra e Kundalini

L.S. Gruppo Editoriale

Per vivere bene conviene conoscere la natura e il potere dell’energia vitale. Solo da qualche decennio si parla scientificamente di energia. Conosciamo l’energia solare, l’energia elettrica e l’energia atomica. C’è un’altra energia più potente delle altre, con cui si può ottimamente interagire, è l’Energia Vitale.

Questa energia che rappresenta la nostra anatomia invisibile, è la meno conosciuta eppure ci appartiene dalla nascita alla morte. È la nostra energia! Questo libro ci offre una conoscenza dettagliata dei Chakra, i vortici energetici che collegano corpo, mente e coscienza, e della Kundalini, l’energia che mantiene in vita i corpi vitali.

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Il Silenzio

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Il silenzio

Da ” Purificazione della Mente” di Hazrat Inayat Khan

Vi è un detto: ” Le parole sono preziose, ma più prezioso è il silenzio “.

Questo detto risulta sempre profondamente vero. Più ne capiamo il significato, più realizziamo questa verità. Quante volte durante il giorno ci capita di dire qualcosa che sarebbe stato meglio tacere! Quante volte disturbiamo la pace del nostro ambiente con una involontaria mancanza di silenzio. Quante volte riveliamo le nostre limitazioni, la nostre meschinità, la nostra grettezza, che avremmo potuto nascondere, se solo avessimo taciuto! Quante volte, benchè desiderosi di rispettare gli altri, non riusciamo a farlo, perchè non sappiamo tacere. Per un uomo che vive in questo mondo un grande pericolo sta in agguato, il pericolo di confidarsi con una persona, con la quale non voleva confidarsi. Corriamo questo pericolo non sapendo tacere. Un grande interprete della vita, il poeta persiano Sa’di dice: “Che valore ha il buon senso, se non viene in mio soccorso prima che io pronunzi una parola! ” Questo ci dimostra che malgrado la nostra saggezza, possiamo fare uno sbaglio, se non abbiamo un buon controllo nelle parole che usiamo. Di questa verità troviamo facilmente degli esempi: coloro che parlano molto, hanno minor potere di coloro che parlano poco. Una persona loquace può non essere in grado di esprimere un’idea in mille parole, mentre chi è padrone del silenzio, sa esprimersi con una sola parola. Tutti possono parlare, ma non tutte le parole hanno la stessa potenza. Inoltre, una parola dice meno di quanto sappia esprimere il silenzio. La nota fondamentale di una vita armoniosa è il silenzio.

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Nella vita di ogni giorno esistono preoccupazioni a cui non sempre possiamo far fronte e allora solo il silenzio può aiutarci. Poiché, se vi è una religione, se vi è un modo per mettere in pratica la religione, è quello di compiacere Dio, compiacendo l’uomo. L’essenza della religione è di capire il prossimo. E non possiamo vivere questa religione se non dominiamo la parola – e se non ci rendiamo conto del potere del silenzio. Spesso ci sentiamo di aver ferito un amico; avremmo potuto evitarlo, con un maggior controllo sulle parole. Il silenzio è lo scudo degli ignoranti e la protezione dei saggi. Perché l’ignorante cela la sua ignoranza col tacere, e il saggio non getta le perle ai porci, se conosce il valore del silenzio. Che cosa ci dà potere sulle parole? Che cosa ci dà questa forza, che può essere ottenuta col silenzio? La risposta è: la forza di volontà; e ancora: è il silenzio che ci dà il potere del silenzio. Quando una persona parla troppo, dà segno di irrequietezza. Più parole vengono usate per esprimere un’idea, meno forza hanno. È un vero peccato che si pensi cosi spesso a risparmiare i centesimi e mai a risparmiare le parole. E come conservare ciottoli e gettare via perle. Un poeta indiano dice: “Conchiglia, da dove viene il tuo prezioso contenuto? Dal silenzio; per anni e anni le mie labbra son rimaste chiuse “. Per un po’ di tempo, si lotta con se stessi; si cerca di controllare gli impulsi; poi però, la stessa cosa si trasforma in forza. Veniamo ora alla spiegazione più scientifica e metafisica del silenzio. Le parole consumano un certo quantitativo di energia e il respiro, che dovrebbe portare nuova vitalità al corpo, viene ostacolato nel suo ritmo normale, se si parla costantemente. Non è che una persona nervosa parli troppo; è il parlare tanto che la innervosisce. Da dove viene il grande potere dimostrato da fachiri e da yogin? Dall’aver imparato a praticare l’arte del silenzio. Questa è la ragione per cui nell’est, nelle case e nelle corti in cui i fachiri meditavano,vi era silenzio. Certe volte diverse civiltà del mondo, veniva insegnato alla gente, quando si riuniva per festeggiare, di tacere, per un po’ di tempo. È molto triste che questo problema attualmente sia cosi trascurato e che pochi ci pensino. È un problema che riguarda la salute, che tocca l’anima, lo spirito, la vita. Più pensiamo a questo argomento e più ci accorgiamo di essere continuamente coinvolti in qualche attività. Dove ci porta ciò, quale ne sarà l’esito? Per quanto possiamo vedere, ci porti battaglie, rivalità e situazioni sempre più aspre. Visti i risultati, constatiamo che tutto ciò non fa che procurarci maggiori preoccupazioni, fastidi e lotte. Vi è un detto indù: “Più si cerca la felicità, più infelicità si trova “. La ragione è che quando la felicità viene cercata in direzione errata, ci si procura infelicità. La nostra esperienza è sufficiente a farcelo capire; ma la vita ci stordisce, le azioni ci assorbono e non ci fermiamo mai a pensarci. Pare che il mondo si stia svegliando agli ideali spirituali; tuttavia vi è più attività – non solo attività esterna – ma anche attività mentale. Veramente l’umanità ha i nervi a pezzi per la mancanza di silenzio e per la superattività, del corpo e della mente. Quando il corpo riposa, l’uomo dice che dorme. La sua mente però continua ad agire, come di giorno. In questo mondo competitivo, l’uomo è cento volte più indaffarato di quanto lo sia mai stato prima. Naturalmente egli necessita di più riposo, quiete e pace, che non una persona che vive nella foresta e che ha tempo a disposizione. Quando l’attività cresce a tal punto e si perde l’arte del silenzio, che cosa ci si può aspettare? Dove imparare il raccoglimento? Nel silenzio. Dove praticare la pazienza? Nel silenzio, Il silenzio praticato durante la meditazione è ancora un’altra cosa.

silenzio1Silenzio significa che dovremmo badare a ogni parola e a ogni azione che facciamo: questa è la prima lezione. Ogni persona veramente meditativa, ha imparato a servirsi del silenzio, naturalmente, nella vita di ogni giorno. Chi ha imparato il silenzio nella vita di ogni giorno, ha già imparato a meditare. Una persona può riservare mezz’ora al giorno per la meditazione, ma quando, di fronte a mezz’ora al giorno per la meditazione, ve ne sono dodici o quindici di attività, l’attività priva di forza la meditazione. Quindi le due cose devono camminare insieme. Una persona che desidera imparare l’arte del silenzio deve decidere, per quanto lavoro abbia da fare, di conservare nella mente il pensiero del silenzio. Se non si tiene conto di questo, non si raggiungerà mai il pieno beneficio della meditazione. È come una persona che va in chiesa una volta alla settimana e negli altri sei giorni tiene i propri pensieri il più lontano possibile dalla chiesa. A un re persiano, molto pio, il primo ministro chiese: ” Voi meditate gran parte della notte e lavorate tutto il giorno. Come è possibile? “. E lo Shah disse: ” Durante la notte sono io che inseguo Dio, durante il giorno è Dio che mi segue “. La stessa cosa avviene col silenzio: chi cerca il silenzio, sarà cercato dal silenzio. Ed è cosi con tutte le cose che desideriamo: se le cerchiamo abbastanza, esse, col tempo, ci seguono da sole. Ci sono molte persone che poco si curano di fare del male a qualcuno, se sono convinte di dire la verità. Si sentono giustificate e non badano se l’altro piange o ride. Vi è comunque una differenza tra la verità e il fatto puro e semplice. Il fatto è ciò di cui si può parlare – la verità ciò che non può essere tradotto in parole. La pretesa di ” dire la verità ” cade da sola, quando ci si rende conto della differenza che ce tra fatto e verità. La gente discute di dogmi, di credenze, di principi morali, in base alle proprie nozioni. Ma arriva un momento, nella vita di un uomo, in cui tocca la verità, ma non sa trovare le parole adatte a esprimerla e tutte le discussioni, le dispute e le argomentazioni crollano. In quel momento egli dice: ” Non importa chi ha sbagliato, tu o io. Ora desidero soltanto correggere il torto “. Giunge anche il tempo, in cui le continue domande che uno fa a se stesso, su questo e su quello, si esauriscono, poiché la risposta sorge dall’anima ed è ricevuta in silenzio. La tendenza generale dell’uomo è quella di ascoltare tutto ciò che giunge da fuori – e non è solo l’orecchio ad essere aperto al mondo esterno, all’orecchio è attaccato il cuore. Il cuore che ascolta le voci provenienti dal mondo esterno dovrebbe voltargli le spalle e attendere pazientemente fino a quando non riuscirà a udire le voci che giungono dall’interno. Vi è una voce udibile e una voce non udibile, di coloro che vivono e di coloro che non vivono, di tutta la vita. Ciò che l’uomo riesce a esprimere in parole, dice poco. Si può forse parlare di gratitudine, di evoluzione, di ammirazione? Giammai, perché le parole saranno sempre inadeguate. Ogni sentimento profondo ha una voce propria: non può venir espresso con parole esterne. Questa voce arriva da ogni anima – ogni anima può essere udita solo dal cuore. E come si prepara il cuore? Col silenzio. Non deve sorprenderci che alcune persone hanno cercato la foresta e la montagna, che hanno preferito le regioni impervie agli agi della vita mondana. Esse hanno cercato qualcosa di prezioso. Inoltre, esse hanno trasmesso in parte l’esperienza raggiunta col loro sacrificio. Ma non è necessario seguirli nella foresta o nelle grotte di montagna. L’arte del silenzio si può imparare ovunque: in tutta la vita, per quanto impegnati, si può mantenere il silenzio. Il silenzio è qualcosa che – consciamente o inconsciamente cerchiamo in ogni momento della vita. Cerchiamo il silenzio e lo fuggiamo, nello stesso tempo. Dove si ascolta la parola di Dio? Nel silenzio. I veggenti, i santi, i saggi, i profeti, i maestri hanno udito la voce che viene dall’interno, avendo reso se stessi silenziosi. Con ciò non voglio dire che si potrà udire la voce; perché si è silenziosi. Intendo dire che, una volta che si è raggiunto il silenzio, ci sarà la possibilità di udire la parola che giunge costantemente dall’interno. Quando la mente è stata acquietata, si può comunicare con chiunque si incontri. Non c’è bisogno di molte parole; quando gli sguardi s’incontrano, ci si capisce. Due persone possono parlare e discutere per tutta la vita e non capirsi; altre due, se hanno acquietata la mente, si guardano e in un momento tra loro il contatto è stabilito. Da dove provengono le differenze che ci sono tra le persone? Dall’interno. Dalla loro attività. E da dove l’armonia? Dalla quiete della mente. È il rumore, che ostacola la voce, che udiamo distante – è l’acqua agitata della sorgente, che ci impedisce di vedere la nostra immagine riflessa nell’acqua. Quando l’acqua è quieta, il riflesso è chiaro; quando la nostra atmosfera è quieta, udiamo la voce che giunge costantemente al cuore di ogni persona. Cerchiamo consiglio, cerchiamo la verità, cerchiamo il mistero. Il mistero è dentro di noi, i consigli, la guida è nella nostra anima. Spesso s’incontra una persona, il cui contatto rende inquieti, nervosi. La ragione è che questa persona non è riposante, non è tranquilla – e non è facile rimanere calmi e conservare la propria tranquillità in presenza di chi è agitato o inquieto. L’insegnamento di Cristo: ” Non resistere al male “, significa: ” Non reagire alle condizioni turbate di una persona agitata “. Sarebbe come afferrare un fuoco, che ci brucerà. La via per sviluppare – in noi stessi – il potere di resistere a tutte le influenze perturbatrici che incontriamo nella vita di ogni giorno, è di acquietarsi, per mezzo della concentrazione. La nostra mente è come una barca mossa dalle onde e influenzata dal vento. Le onde sono le nostre stesse emozioni e le nostre passioni, i pensieri e le immagini; il vento è l’influenza esterna, a cui dobbiamo far fronte. Per poter arrestare la barca, bisognerebbe avere un’ancora. Fermiamoci un momento a considerare quest’ancora: se è troppo pesante, fermerà la barca; se è leggera, la barca continuerà a muoversi, non si arrestera, perché in parte è nell’acqua e in parte nell’aria. In questo modo, tuttavia ci limitiamo a controllare la barca: utilizzarla è ben altra cosa. La barca non è fatta per rimanere immobile; è fatta per uno scopo. Sembra che non tutti se ne rendano conto, ma la barca è fatta per andare da un porto all’altro. Perché la barca possa navigare ci vogliono varie condizioni: per esempio, che non sia sovraccarica. Cosi il nostro cuore non va caricato troppo pesantemente, con le cose  cui ci atracchiamo; altrimenti la barca non galleggerà. La barca non deve restare sempre nello stesso porto, deve arrivare al porto a cui era destinata. Inoltre, la barca deve reagire al vento, che la porterà nel porto cui era diretta: questa è la sensazione che l’anima riceve dal lato spirituale della vita. Questa sensazione, questo vento, ci aiuta a proseguire verso il porto, al quale tutti siamo destinati. Una volta concentrata, la mente dovrebbe agire come la bussola – che indica sempre la stessa direzione. Un uomo i cui interessi vanno in mille direzioni diverse, non è maturo per viaggiare in questa barca. E’ l’uomo che ha una cosa sola in mente e che considera tutte le altre cose secondarie, che può andare da questo porto verso l’altro. Questo è il cammino chiamato misticismo.

http://www.movimentosufi.com

La Purificazione

immaginazione_positiva La Purificazione

un Gatha di Hazrat Inayat Khan

È la natura della memoria a tenere un’impressione, gradevole o sgradevole, e perciò una persona tiene un pensiero nella mente, sia che faccia bene per lei o no, senza sapere il risultato che arriva da questo. È come un bimbo che tiene in mano un sonaglio e si batte la testa con questo e piange per il dolore ma non butta via il sonaglio. Ci sono tanti che tengono nella loro mente un pensiero di malattia o un pensiero di sgarbatezza fatta a loro da qualcuno e soffrono di questo, tuttavia non sanno cos’è che li fa soffrire, né comprendono la ragione della loro sofferenza. Continuano a soffrire e tuttavia tengono nella memoria proprio la fonte della sofferenza.

La memoria deve essere il nostro servo obbediente; quando è il padrone, allora la vita diventa difficile. Una persona che non è in grado di buttare via dalla sua memoria ciò che non desidera tenere nella mente, è come una persona che ha una cassaforte, ma ha perso la chiave di quella cassaforte. Può metterci dentro dei soldi ma non può tirarli fuori. Ogni facoltà nell’uomo diventa inestimabile quando una persona è capace di usarla a volontà, ma quando le facoltà usano la persona, allora lei non è più padrona di se stessa.

La concentrazione è insegnata dai mistici allo scopo di esercitare la volontà, rendendola capace di fare uso di tutte le facoltà. Una persona con forza di volontà è in grado di ricordare ciò che desidera ricordare e può dimenticare ciò che desidera dimenticare. Ogni cosa che ci priva della nostra libertà nella vita è indesiderabile. La mente deve essere libera da ogni impressione cattiva della vita, che toglie la quiete e la pace della vita. Concentrandosi si è capace di mantenere un certo pensiero che si desidera mantenere e tenere lontano ogni altro pensiero, e quando si è capace di tenere lontano tutti i pensieri che non si desiderano pensare, diventa facile il buttare via le impressioni d’anni, se si desidera dimenticarle. Cattive impressioni, per quanto siano vecchie e intime, sono come rifiuti accumulati, che dovrebbero essere tolti per pulire la casa. Il cuore umano è la casa dell’anima, e dalla casa dipende il conforto e la pace dell’anima.

http://www.movimentosufi.com/Purification_Khan.html

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Corso di Andrea Pangos:

Trasformare il rancore in Perdono e i sensi di colpa in Amore

Rinascita Interiore

rinascitaRinascita Interiore

Diventa semplice: ricordati che tutto ciò che tende all’essenzialità, alla purezza della forma e dei contenuti, ti depura. Non esagerare con troppi dettagli, liberati di ciò che  è vistoso, barocco, elaborato. Cerca di snellire il tuo modo di parlare: utilizza il minor numero di parole per esprimere i tuoi concetti, vai al sodo. Il silenzio è come il digiuno, ti ripulisce e ti alleggerisce delle scorie del linguaggio e del pensiero. Se puoi contraddirti, se puoi accettare in te la presenza di entrambi i lati delle cose, allora quello è un gran giorno: non ragioni più come gli altri, non stai da una parte o dall’altra come fanno tutti, incominci a trovare il baricentro. Fai le cose senza sforzo, non ostinarti non combattere, non fare fatica. Cerca soltanto di essere presente a ciò che fai. C’è forse sforzo nei capelli che crescono? Nel cuore che batte? Nel filo d’erba che nasce? Capita che facendo qualcosa, sentiamo affiorare un sottile disagio, oppure al contrario proviamo un piacevole appagamento… Se sei pecora bela, se sei leone ruggisci, se sei edera arrampicati…

da Michele http://www.yooblo.com/articolo_blog.asp?idracconti=409

Semplice Abbondanza

Semplice Abbondanza

abbondanzaE’ il termine usato da Sarah Ban Breathnach per dire che…. le cose semplici, apprezzate e assaporate…, ci fanno vivere nell’Abbondanza, un’abbondanza fatta di cose che già abbiamo, ma che non sappiamo goderci…

Il suo libro “L’incanto della vita semplice” è una sorta di diario, comincia con qualche paginetta per il 1° gennaio e continua così fino al 31 dicembre…, un percorso di crescita che dura un anno, perché lento è il vero processo della consapevolezza
Ma può essere iniziato in qualunque momento dell’anno, cominciando la lettura dalle pagine del giorno in corso, purchè a questo si faccia precedere la lettura di tutto il mese di gennaio, perché introduce i 6 principi che fanno da base a questa “filosofia” della semplice abbondanza, indicando anche alcuni “trucchetti” per metterli in pratica. I 6 principi sono:
- La gratitudine (è la base: bisogna prima imparare a rendere grazie di ciò che si ha, tutti i giorni, e uno “strumento” è il Diario della Gratitudine, nel quale annotare ogni sera almeno 5 cose per cui essere grate quel giorno, e se fosse stato un “giorno no”, ci sono sempre 5 cose di cui rendere grazie, come la salute, il tetto che ci copre la testa e costituisce la nostra casa, la famiglia, ecc….).
- La semplicità: quando si è grati di ciò che si ha, si impara ad apprezzare le cose semplici, secondo i propri gusti e il proprio cuore, si impara a fare “escursioni creative”, da visite nei negozi di robivecchi-antiquariato, indumenti usati, nuovi complementi di arredo per la casa, una passeggiata nei prati, un caffè gustato, una musica dolce mentre si lavano i piatti, con tanto di olio essenziale profumato che diffonde il suo aroma per casa, la lettura di un libro in veranda, ecc…
- L’ordine: apprezzare le cose semplici, pone ordine nella propria vita, fa capire quali sono le cose veramente importanti, le “priorità” e ciò aiuta…, a non perdersi dietro mille cose, mille desideri da inseguire, mille “brame”, e a seguire le cose importanti per il proprio cuore… Anche fare ordine in casa aiuta a fare ordine nei propri pensieri…
- L’armonia: essere consapevoli delle proprie priorità, che ovviamente possono essere le cose piacevoli per noi, non solo le nostre responsabilità…, permette di raggiungere una situazione di equilibrio/armonia fra piaceri e “doveri”…, l’agognata serenità…, che ti fa godere a sua volta delle cose semplici…
- La bellezza: essere in armonia…, aiuta a essere consapevoli delle cose belle per il nostro cuore…, non solo gli oggetti…, ma anche una passeggiata in una galleria d’arte o in un mercatino dell’usato nella pausa pranzo…., starsene seduti ad ammirare la natura nel bel messo di un prato… Quando ciò che è bello per noi ci avvolge…., che cosa ci manca????
- Gioia: esiste la gioia di vivere, non la felicità….! La felicità è un concetto astratto.., si basa sul fatto che riusciamo ad avere e fare tutto ciò che è nei nostri sogni…., ma questo non rappresenta la realtà… Quando riusciamo ad affrontare con serenità le nostre responsabilità e gli ostacoli della vita, grazie a un’armonia interiore.., quando riusciamo a circondarci di cose belle…, ogni difficoltà viene superata…. e siamo capaci di gioire delle piccole e grandi cose, anche di un solo attimo appagante delle giornata, che ci siamo cercate con le strategie della Semplice Abbondanza…. e allora …., abbiamo la gioia di vivere, sempre, e nonostante tutto…!

Strumenti/trucchi di Semplice Abbondanza che Sarah insegna a usare sono: il Diario della Gratitudine, il Diario del Dialogo Interiore, Il Diario Illustrato delle Scoperte (assomiglia al diario dei desideri di Altea!…), la Mappa del Tesoro, La meditazione dello Specchio d’Oro, ecc. ecc. ecc….

da http://energetica.splinder.com

La Felicità è contagiosa

felicita-contagiosa Il contagio della felicità così può trasmettersi.

Una ricerca americana – durata 20 anni, con 5.000 persone osservate – dimostra come la gioia passi di persona in persona di ELENA DUSI

La felicità non riesce a stare sola. Traspare dagli occhi, trasuda nelle mani, vibra nel corpo e alla fine come un virus scappa e si trasmette a chi si trova accanto. E c’è un gruppo di scienziati che ha provato a disegnare una mappa del “contagio”, chiedendo a 5mila individui, per ben vent’anni di seguito, quanto si sentissero felici, facendo il riscontro con mogli, fratelli, amici e vicini di casa. A furia di unire puntini colorati (le persone, ognuna con il suo punteggio del buon umore) si è formato sul tavolo dei ricercatori americani un disegno che sembra quello di una mano innervata da vasi sanguigni. Ogni pulsazione della felicità parte da un punto e si trasmette come un fluido lungo tutto l’organismo. Non tutto è rose e fiori, ovviamente. Anche il contagio segue le sue regole, e gli autori della ricerca “La diffusione della felicità in un’ampia rete sociale di individui”, pubblicata il 5 Dicembre 2008 sul British Medical Journal, ne hanno individuate alcune. La legge del contagio, per iniziare, non sembra funzionare fra colleghi. Il luogo di lavoro è come un cuscinetto che blocca il flusso di felicità da un individuo all’altro” spiegano James Fowler dell’università della California a San Diego e Nicolas Christakis dell’Harvard Medical School. I due (sociologo il primo, un medico specializzato nel rapporto fra umore e salute il secondo) sono gli autori di uno studio che ha scavato fra montagne di dati, interviste e fatti personali relativi a 5.124 persone negli Stati Uniti. Nonostante il successo dei gruppi su Internet – è la seconda regola del contagio – le emozioni positive non sono capaci di viaggiare né in rete né via telefono. Come un virus vero e proprio, la felicità per trasmettersi ha bisogno del contatto fisico. E questo ci riporta un po’ più indietro nella nostra scala evolutiva, ai tempi in cui la tecnologia delle comunicazioni non aveva ancora messo le ali. “Molte delle nostre emozioni si trasmettono attraverso i segnali del corpo, e il viso ha un ruolo principe in questo”, spiega Pio Ricci Bitti, che insegna psicologia all’università di Bologna e ha studiato la comunicazione dei sentimenti tra gli uomini. “

Il contagio dipende probabilmente dal meccanismo dell’empatia e dei neuroni specchio. Quando osserviamo una persona manifestare un sentimento, nel nostro cervello si attivano le stesse aree che sono “accese” in quel momento nel cervello dell’interlocutore”. Nell’ultimo decennio lo studio dei neuroni specchio – iniziato in Italia, a Parma, dal neuroscienziato Giacomo Rizzolatti – ha aiutato molto a spiegare come avviene la condivisione delle emozioni e come individui diversi possano entrare “in sintonia”. I detrattori di questa teoria sostengono che il meccanismo dell’empatia (negli uomini come negli animali) scatti solo quando osserviamo un altro individuo muoversi. Ma se consideriamo i gesti che una persona compie con il viso e il resto del corpo quando è felice, non è difficile completare il salto dai movimenti del corpo alle emozioni della mente. “E non solo la gioia può trasmettersi in questo modo. Pensiamo alla commozione e al pianto, quanto rapidamente invadono un gruppo di persone riunite insieme”, aggiunge Ricci Bitti. Commozione e felicità viaggiano veloci tra gli uomini. Non così avviene invece per la tristezza, che nella mappa dei ricercatori americani rimane confinata in piccoli bacini privi di emissari. A tutte le loro conclusioni, Fowler e Christakis hanno dato anche un riscontro numerico. Una persona che abbia un amico, parente o partner felice ha una probabilità di essere anch’egli soddisfatto più alta del 9 per cento rispetto alla media. Stare invece accanto a un individuo depresso fa aumentare l’umore grigio solo del 7 per cento. Ma Paolo Legrenzi, psicologo che insegna all’università Iuav di Venezia e per Il Mulino ha scritto “La felicità“, trova un carattere molto americano in questo dato, che non necessariamente ha corrispondenza sul nostro versante dell’oceano. “Oggi negli Stati Uniti la felicità ha un valore sociale positivo, mentre la tristezza non è vista di buon occhio. E questo porta gli individui depressi (ma magari sono solo malinconici) a isolarsi”. Ecco che nello studio del British Medical Journal la tristezza diventa una macchia senza ramificazioni. “Ma se pensiamo alla Germania romantica dell’800, erano piuttosto gli allegroni a doversi nascondere per non fare la figura di individui superficiali e vuoti. In quel caso avremmo avuto dei risultati completamente capovolti. L’imperatore Adriano di Marguerite Yourcenar, nonostante il suo incedere malinconico, è felice per aver raggiunto maturità ed equilibrio. E noi in Italia siamo in una posizione di mezzo. Nelle nostre soap opera per esempio non incontriamo mai protagonisti davvero felici. Ci sono problemi, complicazioni. In questo siamo un po’ più sofisticati degli statunitensi. Da noi i risultati di una ricerca sulla contagiosità della gioia darebbe risultati frastagliati”. In uno studio che è considerato il fratello minore di quello attuale e che fu pubblicato nel 1984, Fowler e Christakis misurarono che vincere 5mila dollari alla lotteria poteva aumentare le probabilità di essere molto felici del 2 per cento.

Oggi dunque – sarà anche l’effetto della crisi – trovare un amico vale molto di più che trovare un tesoro. Una persona con cui si è in sintonia, se abita nel raggio di un chilometro e mezzo da casa propria, può innalzare le chance di gioia del 25 per cento. Un po’ meno efficace, ma sempre più prezioso della lotteria, è il contributo del partner con cui si convive (più 8 per cento), mentre fratelli e sorelle (purché, come sempre, abbastanza vicini da poterci scambiare un’occhiata o un abbraccio) contribuiscono con il 14 per cento. L’uso di una contabilità così minuziosa per misurare una sensazione impalpabile come la gioia può lasciare perplessi. Ma l’introduzione di indicatori numerici, oggettivi nei limiti del possibile, nella misurazione della felicità avvenne negli anni ‘70. Fowler e Christakis hanno pescato i loro dati da uno studio che era nato nel 1948 per misurare la salute cardiovascolare di un gruppo di persone (il Framingham Heart Study), e si è esteso nel corso dei decenni anche al rapporto fra cuore e buon umore. Nei questionari distribuiti ai 5mila volontari, comparivano domande come “Sei ottimista nei confronti del futuro” o “Sei felice” e “Ti senti più soddisfatto rispetto agli altri”. “Tra individui dello stesso sesso – spiega Mario Bertini, professore di psicologia della salute alla Sapienza di Roma – la diffusione dell’emozione avviene molto più rapidamente che non fra individui di sesso opposto. E nello studio si vede anche un livello di reciprocità alto: chi dà gioia, spesso la restituisce“. Il contagio della felicità, hanno notato i ricercatori americani, non è limitato al contatto diretto ma riesce a penetrare fino a tre gradi di separazione. L’amico dell’amico dell’amico di una persona sorridente, pur non sapendolo, è infatti più felice anche grazie a lei. “Qualcuno che non conosciamo e non abbiamo nemmeno mai incontrato ? conferma Fowler ? può influenzare il nostro buon umore più di cento banconote nelle nostre tasche. È incredibile quanto potere abbiano le persone che ci vivono accanto“.

(5 dicembre 2008) da Scienze e Ambiente

Colmare i vuoti esistenziali

Il bisogno di protezione e

il bisogno di controllo nelle relazioni d’amore

protezione

Come colmare i propri vuoti esistenziali

Qualche tempo fa, una persona di mezz’età che attraversava un periodo di difficoltà relazionali, mi confidò di aver assunto un Investigatore privato allo scopo di pedinare il marito e verificare alcuni sospetti. In effetti, i risultati dell’indagine furono in linea con le supposizioni, poichè fu dimostrato che questo signore si intratteneva con un’altra donna ormai da diversi mesi. Questo fu il prologo di una richiesta di aiuto che avrebbe dovuto ricostruire la coppia ormai lacerata e ricompattare le mura familiari ormai quasi del tutto franate. Nel corso dei colloqui emerse che assumere l’Investigatore era stato soltanto l’ultimo degli stratagemmi escogitati per avere conferma dei sospetti. Prima di allora, le strategie si erano contenute al puntuale controllo dei messaggini SMS e nella lettura minuziosa di alcuni appunti presi dal marito. Dal momento che i sospetti furono confermati, i colloqui iniziarono ad assumere una piega da una parte accusatoria nei confronti del marito colpevole, e dall’altra desiderosa di ottenere da parte mia, conferme e approvazioni. I fatti parlavano chiaro: questo signore aveva un’altra donna, più giovane e senza figli, e questa relazione pare durasse ormai da quasi sei mesi.

La persona che aveva chiesto il colloquio, e che con uno pseudonimo chiamerò Anna, era dunque in mezzo ad un pericoloso guado. Da una parte aveva l’idea, del tutto illusoria, della coppia “del passato” così come era stata negli anni precedenti, e il cui ricordo era ammantato di una assoluta, perfetta, rosea armonia di cui ero fortemente perplesso. Dall’altra aveva di fronte la coppia “del futuro”, la cui immagine era frammentata e lacerata da angosce e paure. Oltre a ciò, Anna era combattuta tra il bisogno di chiudere velocemente lo strappo, con un perdono rapido ed indolore che avrebbe – almeno nelle intenzioni, idealmente – riportato il marito verso il letto coniugale, e dall’altra il forte bisogno di vendetta che gli avrebbe consentito di dare finalmente sfogo alla tanta rabbia accumulata nei mesi precedenti. La confusione era quindi poi accentuata da riflessioni personali ed intime che questo evento aveva improvvisamente portato alla luce e che riguardavano il senso di fallimento personale, la ricerca di un senso da attribuire alla vita fino ad ora trascorsa, la paura della solitudine, il senso di abbandono, la ferita del tradimento, la perdita della fiducia nella vita.

Quando nel corso dei colloqui, cominciammo ad esplorare le aree dei meccanismi di difesa, cominciò ad emergere un quadro relazionale che fu particolarmente prezioso per tutto il lavoro successivo. Emerse che, dopo la nascita dei figli, il marito (descritto come una persona sensibile ed affettuosa) si era progressivamente estraniato dalla famiglia per dedicarsi pressoché integralmente alla carriera professionale. Questo investimento gli aveva fruttato non poche soddisfazioni e una crescita che nel tempo lo aveva condotto ai più alti vertici aziendali. Anna, dal canto suo, si era invece dedicata alla crescita dei tre figli e al menage familiare, svolgendo una funzione praticamente di tutto-fare. Infatti, oltre a dedicarsi ai figli, organizzava meticolosamente la giornata del marito, predisponeva accuratamente i vestiti del giorno dopo, pianificava minuziosamente i viaggi e i pranzi di lavoro, progettava con cura quasi ossessiva le vacanze, curando i più minimi dettagli fino all’itinerario, le soste, le passeggiate fotografiche, ecc. Questo stato di equilibrio era durato per diversi anni.

Poi però aveva cominciato a vacillare una prima volta, quando il primogenito raggiunse la maggiore età e scelse di studiare in una città vicina, appoggiandosi alla casa di alcuni parenti. Ma questo primo terremoto, rientrò – racconta Anna – “perché presi a dedicarmi con maggiore intensità, ai problemi scolastici del secondogenito, che ormai da tempo erano diventati sempre più gravi”. Man mano che emergevano i racconti, dagli scenari narrati lentamente cominciava a percepirsi un quadro di relazioni per quanto scrupolose, ma spesso asettiche, razionali, limitate agli aspetti logistici ed organizzativi di una famiglia numerosa. Le comunicazioni erano pressoché integralmente comprese in ciò “che bisognava fare, ciò che dovevamo fare”. Mancava del tutto la dimensione del piacere, della condivisione, del godimento reciproco. La sensazione era che mancasse proprio una “dimensione di coppia”. La coppia originaria – cominciai a proporre ad Anna – probabilmente era stata sequestrata e tradita già molto tempo prima delle fotografie scattate dall’Investigatore privato. Proposi quindi di collocare il tradimento nel momento in cui i partner avevano permesso che la Famiglia schiacciasse la Coppia, magari pensando del tutto in buona fede, che fossero essenzialmente la stessa cosa.

Man mano che il lavoro procedeva sempre più profondamente, raggiungiamo una tappa molto importante e che riguarda non tanto la coppia, quanto principalmente il vissuto personale ed intimo di Anna. Dalla storia generazionale emerge infatti che Anna è una secondogenita, nata dopo una sorella e prima di un fratello. I genitori di Anna, molto tradizionalisti, avevano sempre desiderato un maschio, e dopo la delusione della prima figlia, avevano sperato che almeno il secondo parto li avrebbe appagati. Le cure dei genitori furono quindi rivolte pressoché esclusivamente alla primogenita e alle sue aspirazioni verso la danza classica, e al terzo figlio maschio che è rimasto il cucciolone della famiglia. Anna racconta e fa emergere una quantità enorme di episodi dove denuncia la propria sostanziale invisibilità e incapacità di attrarre le attenzioni, le cure e l’amore dei genitori. “Non mi hanno fatto mai mancare nulla – riferisce – ma se devo essere sincera, tante volte che avrei avuto bisogno di loro per i miei piccoli grandi problemi, era come se non esistessi”. Ecco allora che propongo ad Anna di mettere insieme parti che solo apparentemente sembrano separate dal tempo.

Ed in effetti Anna prende coscienza che la cura e la meticolosità che poneva nell’organizzazione pressoché dell’intero universo familiare, aveva come sfondo il bisogno di essere vista ed amata. Questa consapevolezza per Anna è quasi folgorante. In un attimo riesce a vedere se stessa prima bambina con il suo vuoto affettivo e il suo legittimo desiderio di essere amata e poi quasi contemporaneamente, osservare se stessa, adulta, che curando ossessivamente ogni minimo dettaglio, è ancora lì, congelata nel medesimo atto di essere vista, riconosciuta, e finalmente apprezzata e amata. Il bisogno di controllare ogni istante della vita dei familiari aveva finito con il perdere il suo scopo originario (ottenere l’affetto) e aveva assunto quasi una vita propria, soffocando gli spazi di coppia. Il meccanismo di difesa che la proteggeva dal dolore di non essere stata amata, aveva assunto nel tempo un carattere invasivo, indiscreto, quasi petulante. Le sue continue verifiche, controlli, le ispezioni negli zaini dei ragazzi o negli orari del marito, si erano lentamente trasformate in una sorta di sorveglianza pressoché continua che impediva la libertà affettiva.

Mentre l’inconscio ferito di Anna era ancora convinto di agire per la propria protezione dal dolore, in verità finiva per ottenere paradossalmente l’effetto contrario. Questo importante passaggio, ha determinato una nuova e diversa consapevolezza di Anna, e una migliore conoscenza dei propri modelli relazionali. Di per sé tuttavia, questo “giro di boa” non aveva ancora portato nessun risultato concreto. Il lavoro successivo fu quello di allenarsi a mettere in pratica la propria nuova visione delle cose. Non fu facile quindi accettare che il proprio vuoto affettivo non dipendeva soltanto dalle assenze del marito, ma era piuttosto un elemento molto più antico, profondo e che affondava le radici addirittura nella storia familiare di Anna e nel suo vissuto intrauterino. Era già infatti sin dal concepimento che Anna aveva percepito intuitivamente che vi era un’atmosfera di non accettazione nella sua famiglia di origine: se voleva amore e attenzione sarebbe dovuta almeno nascere maschio. Prendere su se stessa il carico e la responsabilità di questa consapevolezza le fu di grande aiuto, perché le consentì in primo luogo, di uscire da un terribile circolo di autocommiserazione e di vittimismo.

Inoltre, le consentì progressivamente di lasciar-andare, di “mollare” quel senso di iper-controllo che pesava su ogni componente della famiglia. Evitare il controllo non fu per nulla facile e necessitò di diverso tempo e comprensibilmente di diversi tentativi. Anche perché Anna aveva ormai avuto la conferma del tradimento del marito, quindi una parte di sé, riteneva positiva questo strumento di difesa. Tuttavia si trattò di un allenamento che con il tempo diede risultati davvero eccellenti. Man mano che Anna riusciva ad essere meno invadente, progressivamente cresceva la sua capacità di strutturare in maniera affettiva (e non più soltanto razionale ed organizzativa) le relazioni sia con i figli che con il marito. La logistica, giorno dopo giorno, lasciava sempre più spazio alla verità dei bisogni di attenzione, di presenza, di amore, non più pretesi, ma sempre più chiesti come dono. Altro elemento che ricominciò ad emergere tra i partner fu la riapparizione della fiducia. Gli sforzi di Anna di essere sempre meno iperpresente nella vita del marito, consentivano un dialogo sempre più sincero.

Con il tempo si verificò quello che ad Anna appariva come una specie di miracolo: mentre prima, più controllava il marito illudendosi di tenerlo a sé e più questi si allontanava, man mano che accettava di non controllarlo, il marito sembrava manifestare timidi tentativi di riavvicinamento. Paradossalmente (ma solo apparentemente), mentre Anna smetteva di essere indispensabile a tutti i costi, gli altri (marito compreso) cominciavano progressivamente ad aver sempre più bisogno di lei. Non si trattava di stravaganti teoremi sull’amore, secondo i quali “se fuggi sei inseguito”, ma semmai del processo di trasformazione, ben più profondo, che Anna aveva avviato su se stessa. Invece di continuare inconsciamente a rimpiangere l’amore non ricevuto dai suoi genitori, ne aveva preso coscienza e aveva deciso di smettere di essere indispensabile per ottenerlo. Anna cominciò un nuovo e rivoluzionario cammino personale che l’ha portata a comprendere l’amore per se stessa, con enormi effetti positivi, il primo dei quali, pratico e concreto, che smettere di controllare ossessivamente ogni dettaglio della vita di tutti, le lasciava ora un’enorme quantità di tempo libero a disposizione e molte più energie e risorse.

Ma gli effetti positivi non si sono limitati a questo. Ad oggi il marito ha diminuito moltissimo i suoi famosi “straordinari”, le sue “riunioni” fino a notte fonda, e anche le sue improrogabili “trasferte fuori città” si sono ridotte a poche all’anno. I rapporti sessuali pian piano sono ripresi, ma soprattutto la qualità della vita è molto migliorata e sta ancora cambiando in meglio. Le assenze del marito si sono concretamente trasformate in piccole grandi attenzioni, in presenza, partecipazione, affetto, amore. Gli spazi progressivamente lasciati da Anna sono stati occupati dal marito, che ha finalmente detto che “… quest’anno, invece del solito mare, vorrebbe andare in montagna, in una località da scegliere assieme!”. Anna non può avere la certezza fotografica che il marito non frequenta più altre donne (perché le ho prescritto di non utilizzare più l’Investigatore), ma – riferisce – di esserne in ogni caso sicura, di averne una certezza interiore “…che non si può spiegare a parole. Me lo sento”.

dahttp://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=1804

I 5 fattori di stress per il rapporto di coppia

Un viaggio di Solidarietà

Paolo Brosio in aiuto dei bimbi bosniaci.

Un viaggio di solidarietà a Medjugorje

brosioBrosio ha organizzato per il mese mariano un charter per tornare in Croazia e medita di raccogliere fondi con la sua associazione benefica per costruire una struttura di accoglienza per bambini orfani. “Non sono stato né a Lourdes, né a Loreto o Fatima e neppure a Guadalupe o in Kenia – racconta-. Ma la differenza tra questi rispetto a Medjugorie è che la Vergine si trova davvero lì, si sente ovunque la sua presenza, e alla fine mi ha fatto uscire l’Ave Maria dalla bocca”.

Il giornalista intende costruire una struttura di servizio per orfani e anziani. L’obiettivo è far convivere nelle ore diurne i bambini e i vecchi abbandonati alle difficoltà della vita e alla tragedia della guerra

Firenze, 12 marzo 2009 – Un viaggio con volo charter nei Balcani, in Bosnia-Erzegovina, a Medjugorje, il paese più famoso al mondo per le apparizioni della Vergine. L’iniziativa, che sarà sostenuta dalla costituenda Associazione Olimpiadi del Cuore, avente la finalità di aiutare i bambini malati, poveri e in difficoltà in Italia e nel mondo, sarà operativamente gestita dall’Associazione Le Oasi di Maria Onlus, con sede a Roma. Il volo privato decollerà da Pisa per Spalato in Croazia.

Da Spalato i pellegrini che prenderanno parte a questa iniziativa proseguiranno il viaggio per Medjugorje in terra bosniaca. Si tratta di un percorso di circa 2 ore quasi interamente su tratto autostradale di recente realizzazione. Gli ultimi 40 km sono di strada più tortuosa che mantengono inalterato il fascino di quei luoghi selvaggi e poveri che la Nostra Signora Madre ha scelto per alleviare la sofferenza del mondo.

mariaLo scopo del viaggio è duplice: da un lato si tratta di educare la nostra anima al richiamo di Cristo, di purificarla, dall’altro di contribuire con una devoluzione al centro di accoglienza di Suor Cornelia per costruire una struttura di servizio per orfani e anziani.

In pratica si tratta di far convivere nelle ore diurne i bambini e i vecchi abbandonati alle difficoltà della vita e alla tragedia della guerra. In questo modo regaleremo un sogno agli anziani e ai bimbi. Questi bambini sono il frutto delle violenze e degli stupri delle terribili guerre dei Balcani. Questi angeli sono stati ripudiati da tutti per la vergogna di quegli atti drammatici.

Per compiere questa missione i passeggeri del volo dovranno tassativamente pagare oltre alla cifra prevista per il pacchetto di viaggio di 4 giorni anche un ulteriore esborso a titolo di beneficenza.

A bordo dell’aereo è prevista la partecipazione di fotografi,