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postaLa Posta di Maggy

In questa pagina, puoi scrivere tutto ciò che vorrai…potrai farlo perchè non hai un blog e non intendi aprirne uno ma senti di avere qualcosa da dire, da raccontare, da condividere, un’esperienza, una lettura, una poesia, un pensiero, qualsiasi cosa tu ritenga utile a te e agli altri.


Anche Tu, che hai un blog, che passi di qui per caso,

condividi con i lettori di Maggy il tuo pensiero….

Perchè certe storie sono come le persone…non possono stare da sole.

E allora scrivila, raccontala, vivila…

la tua storia la scrivi TU

P.S. se ritieni di voler scrivere in forma Privata, scrivi pure a sg.maggy@gmail.com

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4 Risposte

  1. E’ importante circondarsi di persone positive, pensieri positivi e anche… frasi positive.

    Quando accendi il tuo computer ti mette di buon umore leggere sullo schermo una frase motivante, anche se magari in quel momento proprio non ci credi e le cose vanno tutte storte. Proprio in quei momenti hai più bisogno di non lasciarti andare al pessimismo e alla tristezza, quindi, metti un sfondo con una frase motivazionale sul tuo desktop!

    Ne ho appena pubblicati 10 sul sito sfondisimpatia.it e se pensi di avere delle frasi “potenti” da suggerire… ben vengano!

  2. Un’altra dimensione
    Immergiti nei sogni,
    in quel mare pacato dove
    l’eco delle persone al di
    fuori lo sentirai ma ancor
    Meno.
    Immergiti con una maschera,
    per poter guardare come per
    Un momento può cambiare
    la nostra vista.
    Le bollicine che usciranno
    dalla tua bocca, susciteranno
    Un lieve movimento……
    e la densità del mare
    Ti farà sentire leggero…
    e nuotare, nuotare fino
    fino ad arrivare a riva.
    ma…
    contento più di prima di volare,
    ….di non esserti perso
    quel sogno ed
    immerso, ti sembrerà
    Tutto quanto
    Realtà.

    La realtà è che se non ci fossero
    I sogni non esisterebbe
    Il mare e la sua
    Luce è colore capace
    di riempirti il cuore.

    Attento… lo scopo di questa poesia è di trasmettere tranquillità,
    La tranquillità che ritrovi nelle acque del mare…
    Ma non coccolarti troppo
    perché ti perderai il meglio della realtà….
    Sfuggire non significa dimenticare il tuo ruolo ,
    Ma sfuggire per quel poco che ti basta
    Per chiarire la tua vista.
    La vita ti aspetta fuori
    E non c’è solo il mare ma c’e tutto quello che tu puoi creare.

    “La cambio io la vita che non c’è la fa a cambiare me”
    lo diceva Patty pravo.

    Angela
    Abracadabra.

  3. ciao maggy…..

    la favola delle tante strade della vita(od il dramma…)
    ———————————————————-

    1.
    un giorno di tanti,tanti anni fa…si,ma senza esagerare troppo,eh…,quando ancora le strade non erano che sentieri di campagna con un pò di ghiaia sparsa sopra…
    se ne andava per una di queste strade un giovin ragazzo col suo fardello, con le sue speranze,con i suoi sogni,deciso a percorrere la sua strada,fino in fondo….arrivato ad un bivio,si fermò,indeciso su quale strada prendere..vediamo,la destra o la sinistra..in apparenza uguali,ma poi piene di curve ed alberi,la loro visione coperta.
    “Bene”,pensò il fanciullo,”mi siedo un pò qui ad aspettare una illuminazione,su quale strada prendere”…
    e si sedette sul ciglio della strada…
    passò un bel pò di tempo e scorse un viandante che si avvicinava
    “Ecco..ora vedo dove andrà questo e magari seguirò la sua stessa strada”..
    il viandante prese la strada di destra ed il ragazzo,rinfrancato,
    si accinse a seguirne le orme…ma fatti pochi passi si fermò dubbioso
    che fosse la scelta giusta..chi garantiva che la strada era quella giusta?…”no!aspetterò che qualcun altro sopraggiunga e che confermi la scelta”…..e si sedette di nuovo.
    E venne quasi sera che arrivò da quelle parti un altro uomo,in realtà vestito anche meglio e di aspetto migliore del primo…più rassicurante.
    E prese la strada di sinistra…ahi!Il ragazzo si alzò e fece per seguirlo ma fù subito assalito da un atroce dubbio…eran pur sempre due uomini con poche differenze,in fondo…di chi fidarsi?oddio…ed è quasi sera..tornò a sedersi a lato della strada e si addormentò…

    2..
    Si svegliò presto e si sentiva molto bene,quasi rinfrancato,anche se i sogni gli avevano donato solo strade…sempre doppie…
    “Forse sarebbe meglio tornare a casa e riflettere un pò”….
    e mentre pensava a ciò che aveva lasciato il giorno prima nella casa paterna,ecco venire due uomini a poca distanza l’uno dall’altro…
    ma uno prese a destra l’altro a sinistra…..
    punto e daccapo per il nostro ragazzo…”Ahimè,non avrò mai certezze…”e mentre quasi si disperava,gli arrivò da lontano lo scalpiccìo di un veloce destriero…”Ecco!un cavaliere,questi sanno sempre la strada giusta!”…ma era un cavaliere vestito di nero e con uno sguardo freddo e tagliente come un coltello arrugginito,che se non t’uccide di lama sicuramente t’infetta,forse un delinquente in fuga….”Questo porta sfiga,altro che indicarmi la dritta via!””prenderò sicuramente la via opposta alla sua”..ma non fece nemmeno in tempo a rendersi conto della scelta fatta dal soggetto che delle grida attirarono la sua attenzione…perbacco!altri due cavalieri stavano sopraggiungendo di gran carriera,all’inseguimento!”Dov’è andato quel ribaldo,giovinotto!””Oh,signori,non ho fatto in tempo a vederlo,da voi distratto..””Tu di là,io di qua..” e sparirono l’uno da una parte e d uno dall’altra…
    no,di questi non ci si può fidare,prendono strade solo per fuggire od inseguire,l’una vale l’altra…
    e si sedette di nuovo,pensando a casa…la mamma,il babbo e sua sorella ..le frittelle nel forno…il pane appena fatto…le uova fresche…il latte appena munto…e il suo cane,lila..oh,perchè non portarla,lila magari trovava la via giusta…
    e venne di nuovo buio…quante stelle,luccicanti,così lontane,così vicine sembrano…vorrei contarle..tu-tu..ciccibio-ciccibio…una civetta si era posata su di un albero vicino ed il suo stridìo improvviso lo fece un pò trasalire…non lo spaventava quel verso,tante volte era andato con suo padre a catturarle,con quell’attrezzo così pesante da portarsi appresso,di notte,appoggiati dentro un fosso,in un buio talmente fitto che si sarebbe potuto tagliare col coltello,spesso e volentieri vicini ad un cimitero,così certo non c’era gente nei paraggi…le rivendevano ai cacciatori che le usavano come richiami…anzi,a differenza di coloro che le consideravano segno di sventura,lui le amava,ed ascoltando il suo verso,si addormentò..

    3…

    …un raggio di sole lo colpì negli occhi,facendosi strada a fatica tra i fitti rami di quell’olmo sotto cui si era addormentato ed un leggero mal di testa gli fece compagnia per un pò…eh,si!glielo diceva sempre,suo padre”non dormire sotto gli alberi,di notte,c’è poco ossigeno..”…quante volte suo padre gli aveva insegnato..tante cose..era forte suo padre e molto buono,sempre voglia di scherzare,su tutto…sempre a voler mettere daccordo tutto e tutti…”anche tu un giorno prenderai la tua strada”…chissà quale sarà la mia strada…eh,ma ti troverò…ci vuole pazienza,molta…
    e per fortuna che ci sono i pensieri,a farti compagnia,quando vivi in campagna,così isolato dal resto del mondo….
    chi è che grida?s’ode qualcuno arrabbiato che arriva…si avvicinavano due persone..un uomo ed una donna..lui agitato faceva veloci avanzate gridando qualcosa e poi tornava indietro,con le braccia grandi gesti la voce forte,troppo,come a soverchiare quella donna e per convincerla di qualcosa…e lei titubante,piegata in avanti,come a pregarlo di non infierire…e si fermavano a discutere ma si sentiva solo la voce di lui…solo arrivati al bivio si distinse la voce di entrambi e fù chiaro il motivo del contendere…non c’era accordo sulla strada da prendere…la discussione durò ancora un pò e si risolse,o no!…la legò con una corda e lui decretò,questa è la strada e di là io andrò!e con forza tirò con se la donna,forse sua moglie e continuò il cammino…
    certo molto turbato restò il nostro giovine,non certo abituato a veder queste scene,mamma mia!come si stà bene a casa mia…ma se un giorno avrò anch’io moglie certo non la tratterò così male!
    e si sedette un pò triste sul lato del fosso a guardar le formiche nel loro incessante peregrinare…chissà se anche loro hanno una strada…
    mangiò qualcosa del poco che aveva…e venne sera…
    certo domani dovrò decidermi sul cammino o mai avrò un destino…

    4….

    l’indomani il tempo era cambiato,certo a grandi passi la brutta stagione si avvicinava…un’aria fresca lo accarezzava in viso ma nemmeno questo gli tolse il sorriso…ancora le rondini solcavano il cielo e tanti altri uccelli volavano intorno e sugli alberi si posavano donandogli dolci canti…le rondini,certo per lui così importanti…(anche in via indipendenza a bologna ci sono nidi di rondine,ma questo lo avrebbe imparato molto più tardi)..a sud dell’equatore vanno a svernare,gli avevano insegnato..ma dove sarà si chiedeva…chissà loro come faranno a trovare la via e tutti gli anni a ritornare sempre allo stesso nido…boh!….ed io come farò a sapere la strada….
    quasi quasi torno a casa ad aspettare l’ispirazione….se non sai che strada prendere,siedi ed aspetta,gli avevano sempre insegnato…
    non vorrei aspettar tutta la vita…
    e mentre rincorreva i propri pensieri,arrivarono al bivio alcuni carri trainati da belle coppie di buoi,più o meno come quelli che esibiva il nonno,tutti belli puliti…questo è il nostro capitale,diceva..e giù a strigliarli perchè era importante tenerli puliti..anche l’occhio vuole la sua parte….
    però questi erano parecchio sudati,chissà da dove venivano ed i carri erano tutti variamente colorati,che mai aveva visto in vita sua,con belle raffigurazioni e disegni sui fianchi…animali che non conosceva e stelle e donne danzanti e colori molto sgargianti…
    anche quelli che scesero giù eran strani per chi nulla aveva ancora visto del mondo…costumi variopinti e strani copricapi…salve, ragazzo!un pò stupito ti vedo…siam saltimbanchi,mai visti?…nossignore,buongiorno…tu sai dove portan queste strade,per caso?…no…oh,non fà nulla,tanto per noi un posto vale l’altro ed ogni strada è buona,riposeremo un pò e poi andremo avanti…vuoi venire con noi?vedrai tanti posti bellissimi e ci divertiremo….no,grazie signore…mamma mia!penso’questi non sanno nemmeno loro dove andare,figurarsi se mi devo fidare..e poi saltimbanchi,si!me ne parlava giusto il nonno..pessima gentaglia,mezzi briganti,artisti ciarlatani…no,no…buon viaggio,signori..domani torno a casa,deciso..poi vedremo…

    5…..

    casa dolce casa….parva sed adapta mihi…aveva detto un suo conterraneo,ma questo ancora nessuno glielo aveva insegnato…e certo quella casa non era piccola..vecchia si, ma grande…tante camere…anche il granaio…dove si tenevano le granaglie…quelle per la semina o quelle per alimentare gli animali o dove potevi ammirare tante civette tutte insieme dentro una grande gabbia e tutte che ti guardavano fisso con quei grandi occhi…inquietante…

    uno strano ed affascinante posto,il granaio,dove si teneva anche la carne del maiale,che durava tanto tempo,sotto sale…mica c’era il frigorifero,allora…il maiale,una festa di famiglia quando c’era la famosa”investitura”…che termine,da cavalieri di sangue blu ed invece vedevi tanto rosso,per una cosa che faceva tanto piangere sua sorella…ma guai a non svegliarlo quando si cominciava,tanto presto al mattino…quanto piangere se non poteva vedere sgozzare il porco,come se fosse stato emarginato …però era un rito,di sopravvivenza…proprio un piccolo selvaggio,anzi un selvatico…sempre in giro per i campi da solo o preferibilmente con il suo cane…intelligente il suo cane,quando c’eran noci gliele posava davanti ai piedi e lo guardava fisso negli occhi,finchè non gliela rompeva,per mangiarsela.. oppure in motorino,quello del nonno….naturista antesignano,spesso correva per i campi tutto nudo(abitudine peraltro mai persa),l’aria che lo accarezzava come una mano invisibile e delicata…a dodici anni prese la prima multa dai carabinieri,ma era stato suo padre a mandarlo a prendere il mangime per i conigli….
    eh,si,conigli,polli,faraone,buoi e vacche e selvaggina in quantità…tanti animali,tenuti per soddisfare la atavica fame di tutti quanti…che differenza con quei vegetariani e animalisti che avrebbe incontrato tanti anni dopo e che lo avrebbero guardato inorriditi ai suoi racconti di vecchie tradizioni contadine,quasi che fosse un pessimo delinquente, cannibale per giunta….da grande a volte avrà la netta impressione di essere un gradino sotto gli assassini della peggior specie….loro vittime di raptus incontrollati…lui invece carnefice cosciente e responsabile di efferati delitti di piacere….

    6……

    ogni tanto un sorriso rompeva quel velo di tristezza che gli incorniciava il volto,così carino con i capelli ben tagliati che fino a pochi anni prima rimaneva coperto, ingombrato da quella grande banana che la mamma si ostinava a fargli contro ogni sua volontà…

    magari ripensando a quando per la prima volta lo misero al volante del primo trattore appena comprato,solo per farlo guidare,tener dritto il volante,che tanto ai pedali mancava ancora mezzo metro di gambe…avrà avuto cinque anni…ma quel giorno non riusciva proprio a ridere,pianse e si disperò come un agnello a cui avessero tolto la mamma…che disperazione,che paura…

    o quando la nonna gli chiese di “prendere” UNA faraona…e lui mise due cartucce nel fucile dello zio e bum!..aveva dieci anni e ne ammazzò proprio otto,tutte nascoste nell’erba alta del frutteto…và bene lo stesso,gli disse la nonna…ma ancora non sà se fosse solo un modo di dire….quando un giorno una donna gli dirà “tu sei troppo buono”,ecco,penserà alla nonna che quando una del paese partoriva e non aveva grandi risorse,lei faceva una bella gallina lessa,un buon brodo e partiva in bicicletta per portargliela….la nonna era troppo buona…bellissimo….ah,si,il fucile certo sembra una cosa strana,ma a quei tempi due bellissimi fucili da caccia facevano bella mostra appesi al chiodo ai lati del camino e di fianco una bella scorta di cartucce,sul cordolo del camino,alla portata di tutti…ed a quei tempi le porte eran chiuse solo di notte…..dieci cartucce potevano contenere…un matto avrebbe potuto far fuori tutta la famiglia…

    o quando il babbo gli disse che sarebbe arrivata la macchina nuova….
    una bella 1100 fiat…azzurrina…come il cielo di quei tempi…un milione,gli disse,l’abbiam pagata…1.000.000 ripeteva giorgio,che nemmeno sembrava stargli tutto quanto in bocca,talmente assurda gli appariva la cifra….e un milione di volte forse se lo ripeteva,cercando di capire quanti gelati avrebbe potuto comprarci…mamma mia,da non dormirci più la notte…..

    7…….

    certo raramente si vedevano passare auto lungo la strada,tanto polverosa d’estate quanto piena di pozzanghere d’inverno….
    e rideva di gusto quando pensava a suo cuginetto,con qualche anno più di lui che,forse complice una poderosa zuccata all’altezza della fronte data ad un pilastro del fienile e di cui porterà per sempre la cicatrice(fors’anche dentro!),durante un gioco di bambini in cui i partecipanti correvano in discesa giù per la rampa del letamaio, lanciava sassi contro queste che forse gli sembravano draghi fuggiti da qualche favola…draghi rombanti…..

    quante volte andava con lo zio e altri amici a pescare,con la 1100…non di giorno,no,loro andavano di notte e non vicino casa certo,nel mantovano,ad ostiglia,tanta strada…zona ricca di canali,pieni di tanto pesce…

    a quei tempi il buio era proprio tale,al massimo si poteva scorgere un lumicino di un vecchio bar,una bettola,magari all’incrocio vicino al ponte sul canale,con un barista che sembrava stampato su misura apposta per il posto,sempre poco pulito e maleodorante ma certo adatto alla clientela,sempre con gli stivali ai piedi, infangati,la cicca in bocca e magari resti di vermi tra le dita….

    zanzare a non finire,un buio pesto e le canne appena appena illuminate dal fanale a carburo,distanti uno dall’altro almeno una trentina di metri,immersi nelle cortine di canne altissime o nell’erba umida,con tante rane saltellanti intorno,che quando non si pescava nulla s’andava a catturarne un pò(quanto son buone,ma vi risparmio la descrizione di come si preparano…)…tante volte con l’unica compagnia,oltre che delle zanzare,di una tonante rana toro,con quel muggito che a volte ti faceva saltare dallo spavento,come se ti fosse arrivata dietro una mucca,fuggita dal recinto dell’azienda vicina…poca luce nelle calde notti d’estate,con un pò di freddo nella schiena…strano per la stagione….paura!,di tutte quelle strane creature più o meno brutte e cattive,assetate di sangue e carne giovane che venivan stipate nella testa dei bambini,per tenerli dentro casa la sera…

    e si tornava il mattino dopo e giorgino magari dormiva pure,spesso da solo,dietro, fiducioso…qualche anno dopo,presa la patente,si scordò come fosse bello dormire quando guida qualcun altro….non ne fù più capace…

    8……..

    come si stà bene accanto al focolare…i cani che dormono sotto la tavola…la nonna affaccendata a preparare il pranzo per tutta la famiglia,con quella stufa a legna a potenza variabile in dipendenza di come soffia il vento.. così che tante volte i fagioli si attaccano alla pentola,anche perchè la nonna fà mille cose e và a prendere le uova nel pollaio,poi dà da bere e da mangiare alle galline…il tempo è sempre poco e quando torna i fagioli han fatto l’amore col fondo di ferro della vecchia pignatta…si sono attaccati inesorabilmente…e dopo tutti a brontolare che la zuppa fà schifo….

    ma si che fretta c’era di prendere una strada…era ancora piccolo per decidere…e poi,si fà prima a scegliere di non fare che di fare!
    troppo bello il calore della famiglia,soprattutto se si può anche essere indipendenti….mentalmente…

    stava proprio bene in campagna…tanti animali,liberi o nella stalla,nelle voliere o nei recinti…i suoi gatti che amava tanto,tutti trovatelli che qualcuno abbandonava lungo la strada e che arrivavano sempre miagolando affamati…e lui sempre un pò di pane e del latte appena munto gli preparava…e che bellezza vedere tante vacche nel cortile davanti alla casa,tutte bianche,poi dopo che avevano dovuto abbatterle tutte quante per una malattia,tutte bianche e nere,venute dalla lontana quanto sconosciuta germania…la germania ed i tedeschi,quante volte il babbo li nominava,prima amici ed alleati e poi occupanti,ma sempre si erano comportati bene,anche se ospiti indesiderati ed ingombranti nella stessa casa…poi arrivarono gli inglesi,a liberarli dai tedeschi,ma sempre a mangiare a sbafo…e dove se non a casa dei contadini,il mangiare mica si produce in fabbrica!

    ….si,certo, qualche volta se non si guardava bene dove mettere i piedi,nel cortile,tappezzato di tante “buazze” fumanti,si rischiava di scivolare…ma poca cosa rispetto a quello che lo avrebbe atteso tanti anni dopo,nel suo girovagare per le strade cittadine,soprattutto di notte,attraverso quei portici male illuminati…

    ecco,appunto…gli piaceva troppo la sua campagna per prendere una strada che lo avrebbe portato chissà dove…lontano dai luoghi che gli erano tanto familiari…

    9………

    e le stagioni avanzavano a grandi passi e gli anni pure…(ed io comincio anche a stancarmi di scrivere che non è mica il mio mestiere..e poi con due dita,che non sono mica una segretaria! e voi magari vi siete già stancati di leggere……avevo idea di scriverla modello “la storia infinita”…sai che pacchia! )

    …tanto lenti appaiono quando sei piccolo che vorresti diventare grande per fare tante cose”da grandi”…come poter prendere le bottiglie di pesche sciroppate,di cui era particolarmente ghiotto…ma perchè poi le assi in cantina sono così maledettamente in alto che non ci arrivo mai…

    certo uno dei segnali che era diventato grande fù quando si accorse,con una certa sorpresa che arrivava,come per incanto, a prendere tutto quel che voleva,senza dover chiedere a qualcun’altro….

    si,diventava grande ma non arrivava nessuna ispirazione per la strada da prendere….ti arriverà,quando meno te lo aspetti….è come l’amore,quando non ci pensi,cupito ti infilza a tradimento e ti sconvolge la vita,gli dicevano…abbi pazienza…un sacco ne aveva,lui,di pazienza….

    era tornato tante volte al bivio delle strade…che erano cambiate,asfaltate ed allargate,non più i vecchi paracarri ma dei lunghi nastri di lamiera ed una infinità di cartelli,da quelli che segnalavano le località da raggiungere a quelli pubblicitari,che gli sembravano così buffi ed a volte si fermava proprio per guardarli bene,come fossero immagini proiettate da chissà dove…

    le strade,col tempo,da due erano diventate tre,poi quattro e poi addirittura costruirono una autostrada e lui non aveva perso un giorno della costruzione,tanto lo affascinava questo cambiamento di paesaggio e tutta questa gente con tutti quei camion che andavano e venivano e sparivano in mezzo a nuvole di polvere che gli sembravano lo squadrone del generale Custer,il 7° cavalleggeri che rincorreva gli indiani nel suo film preferito…però la cosa lo prostrò anche tanto perchè gli complicava la scelta ed il traffico era cambiato ed aumentato a dismisura e nessuno più passava a piedi..tutti in macchina..qualche moto e anche dei trattori,sempre più grandi, e lui doveva stare molto accorto per non farsi travolgere e molto spesso finiva per scivolare nel fosso…e quante volte gli suonavano e gli mandavano anche imprecazioni contro……ma lui niente,rimaneva a guardare chi passava, sempre con più calma,come spettatore di cose altrui,quasi a guardare anche la propria vita passare…ma per andar dove,chissa!…

    10……….

    e adesso…come avrebbe mai scelto la strada giusta?….

    gli anni migliori erano passati,piano piano tutti quanti lo lasciarono,rimase solo…come è nella natura delle cose…invecchiava solo e senza scopo alcuno…

    <<<<<<<<<<>>>>>>>>>>>

    eh,si caro rolando,lo sò che ti piace tanto scherzare…anche quando dici di “fermarsi ad aspettare se non si sà la strada da prendere”…poi magari dici”prendere e poi passar la vita a guardar cosa si è preso”…ma come mi piacerebbe sentire la versione anche delle tante donne con cui hai condiviso le tante strade che hai percorso….e questo personaggio proprio solo la prima parte del discorso si è bevuto…oltre al cervello…..

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    morale della favola:fermarsi a meditare và benissimo,ma qualsiasi strada si prenda non saremo mai sicuri sia quella giusta e se dovessimo decidere di fermarci..un tragitto lo faremo ugualmente,in balia dei cambiamenti che altri decideranno e ci coinvolgeranno..nostro malgrado cavalcheremo il cavallo(od il somaro..) del tempo e della vita….

    F I N E

    scommetto che il primo commento è stato”ma che schifo,giorgio,non avevi di meglio?””vuoi che sia una favola questa?””tragedia,forse…ma vai a zappare che è il tuo mestiere…vai vai e vanga e piccone e magari una botta su di un piede così ti passa la voglia di scrivere tante monate”……

    son convinto,fà schifo a me,figurarsi a qualcun altro….dire che è pessima è già un complimento…..ah.ah.ah.aha.hhhhhaaaaaaahaha….che ridere ragazzi…..

    era solo un incubo!!!!…un sogno di quelli che si fanno nelle notti d’estate quando non si ha rispetto del proprio stomaco e di sè….pensando di riuscire sempre a digerire tutto….e sembra che una parte della digestione si trasferisca proprio nel cervello che si restringe e sembra non poter più lasciar passare i pensieri….

    l’unica mattina dopo tanti anni che il nostro personaggio non sarebbe riuscito a rispondere,alla domanda
    ” ciao,come và?”
    “tutto bene,da signori,come al solito…come vuoi che vada?”

    2à fine…

    “…….giorgio…giorgioooo….sveglia….giorgioooo…svegliati che sono già le tre del pomeriggio e c’è qui il tuo amico Valter che ha bisogno di parlarti”..era ormai mezzora buona che sua madre poveretta lo chiamava,stava già pensando che non fosse nemmeno rientrato a casa,lui che non dice mai dove và!……

    “oh,dio…cosa è successo,dove sono?”….balbettò, cercando di tirarsi su dal letto,avvolto dal lenzuolo che aveva fatto tre giri intorno ,giorgio non si era mai sentito così pesante ed ingombrante ..
    “mamma mia me l’hanno incollato addosso…no! forse ce la faccio…gira tutto…fermate il soffitto…oddio lo stomaco….sono ancora vivo…ma cosa abbiamo combinato ieri sera?”
    “la testa mi sembra un pallone…”
    “.ah si!…la grappa,quella che faceva mio padre…perbacco,80 gradi pesano,però!…la festa di compleanno..urca,la mia!cavolo,40 anni suonati e sono uno scapolone d’oro…sono ricco..ricchissimo…riccone…o forse non è che sarò ricchione…ancora senza una famiglia!”
    e scendendo le scale attento a non inciampare,incollato alla ringhiera per seguire una strada corta ma tortuosa…mamma mia,era stato più facile il giro dei quattro passi con gli sci,arrivato alla fine nell’imbrunire,non riconosceva il cielo dalla neve e non sapeva se stava appoggiato su neve o nuvole….anzi no!..peggio era stata quella volta che ad Alba di Cuneo,dopo una mangiata di tutto,e tutto condito con tartufo delle langhe ed innaffiato abbondantemente col barbera ed il grignolino,era salito sull’elicottero per le prove dell’università ed il pilota gli sembrò subito un kamikaze…banzai!…mamma mia son finito a Pearl Harbur…con un pirla!
    Con gli occhi ancor chiusi ed i pantaloni in mano,incontrò il sorriso sornione del suo amico contadino..”eh eh eh..fai proprio schifo..non ci hai più l’età per certe cose,ti ci vorrebbe proprio una moglie mio caro”…ehi ti ha mai detto nessuno che hai proprio due belle gambe…storte?”..
    “ciao ferrari!da bambino mi chiedevano se con due gambe così sarei mai arrivato fino a S.Michele(fine settembre ndr)…”
    ..e tralasciamo quei quattro complimenti da scaricatore di porto che gli scaricò addosso…
    “moglie?…io?..ma mi hai visto in faccia?..e poi lo sai che sono allergico al matrimonio,solo il parlarne mi dà allergia,mi escono strane bolle sulla pelle,mi sembra che il respiro si blocchi,rivoli di sudore freddo lungo la schiena…no,no..lacci e lacciuoli,catene e guinzagli non fan per me…la mia dottoressa non riesce a spiegarsi il fenomeno…
    “senti questa:gli ho detto..dottoressa corro dietro alle ragazze…””
    bene,mi ha risposto..e allora,qual’è il problema?”
    “…non ricordo perchè!”
    “a proposito,come stà la tua dolce metà…sempre così carina?”…
    “sposati,se vuoi saper com’è la vita!se tua moglie sarà cattiva,ti porterò la mia..che te la mangerà!”…

    si fece subito una bella moka di caffè e sorseggiandola cercò di scrollarsi di dosso la sbornia…
    “ti sei già scordato della festa di domani sera,scommetto..”
    “eh?..cosa c’è domani sera.. esiste un domani sera?…
    oddio,è vero,la festa del circolo degli agrari..porca miseria,che quest’anno ci sarà una delegazione anche di Indiani d’america che vogliono visitare le aziende sperimentali dell’Università ed anche la mia…i miei ciliegi…mi era passato di mente un’attimo…”
    “si,ci saranno anche delle belle figluole,mi hanno detto..”
    “sai che pacchia…mi ricordo tre parole di inglese…chissà come parlano loro..e cosa vuoi che mi interessi,donne e buoi dei paesi tuoi…sai che sono un pò razzista…”
    “si,proprio tu!quante nazionalità hai già cambiato?”
    “lo sai che non ho tempo di viaggiare…però se arrivano loro qui…mi piacciono le diverse culture,ma per una relazione è un’altra cosa…
    …libertas ùber alles…come avrebbero ben potuto dire i tedeschi!…
    “dai pirla,anzi,mona!,che io son veneto,vai a farti i capelli dal barbiere che fai un pò schifo,che sarai tu a rappresentare la zona..”
    “domani mattina ci andrò,così avrò tempo di farmi quattro chiacchiere con la mia amica cinzia,così brava a tirarmi le orecchie,lei è più pratica di me,in fatto di donne…”

    E si rincontrarono l’indomani sera,puntuali….
    …”ehi,hai portato la macchina a far ripulire,finalmente!…anche dentro è un candore…sembra sempre un camioncino per trasporti anche questa che è nuova…e tutto tirato,caspita se sei elegante e che buon profumo,cosa succede?”
    “ferrari,hai finito di menarla,proprio tu che sei sempre profumato come una baldracca!e con le macchine sempre piene di fumo e cenere…io avrò anche casino in macchina ma è solo un pò di disordine…..”
    “ecco,siamo arrivati,scendi che si và al ballo…chissà che ballerine ci saranno…ho poca fiducia”
    “dai pistola che stasera si cucca!queste straniere mica sono come le nostre italiane che han sempre mal di testa…dobbiamo tenere alto il nome dei latinlovi..”
    “lover,valter..lover”
    “vabbe’mica ho fatto le scuole alte come te,che ti abbiamo mantenuto a far nulla fino quasi alla pensione,sempre in giro a bologna a donne,altro che all’università…ha,ha,ha!”

    Entrarono nel grande salone delle feste…fecero pochi passi,cercando con gli occhi al di sopra delle tante teste gli amici che li stavano aspettando…ma non sapeva che era il destino che invece stava aspettando lui…….

    quello che successe in qualche piccolissima frazione di secondo, che gli sembrò durare una eternità,fra il momento in cui incontrò quel sorriso ed il fatale scocco del dardo cupidico,ancora non si sà…
    ma come quando un granello di polline incontra uno stimma e riconosce la vita che verrà dal nuovo seme…come quando l’ossigeno incontrò l’idrogeno per dare l’acqua….o quando gaia attrasse a se selene….
    così da quel momento giorgio non potè più dirsi tale….e tutta la vita passata sembrò scorrergli davanti per svanire nel nulla che era stata…
    il suo amico lo guardò negli occhi appoggiandogli una mano sulla spalla “ehi,giorgio..di nuovo ti luccicano gli occhi,sveglia…”
    ..non lo sentì,stavolta,volato su una nuvola candida persa nel cielo azzurro…
    le andò incontro con lo stesso sorriso che incontrava,senza sensi per altre cose intorno,deciso e leggero come mai si era sentito….feedback?…di più,molto di più…incommensurabile….

    allungò la mano,ma forse stava a braccia aperte come per un abbraccio a 360 gradi..lei lo guardava dritto negli occhi e lui pure ma non con sfida o civetteria,piuttosto come due bambini che si guardano come se fossero appena venuti al mondo ed avessero appena aperto gli occhi….
    le prese la mano nella sua e scoprì di non aver mai toccato pelle così vellutata…gliela baciò lievemente sfiorandola con il viso intero per poter cogliere le sfumature di lieve profumo che colpiscono i sensi profondi…e gli sembrò di tornare alla primavera quando, aprendo la finestra davanti al suo parco, coglieva fragranze di viole, miste ai delicati muschi che crescono nell’ombra leggera nei fossi…

    “welcome..my lady,welcome in italy and in my land..nice to meet you…you are very nice…”
    “oh!one very old gentleman…nice to meet you…”
    “you see me old?…”
    “oh..oh..no! non intendevo vecchio…volevo dire il suo modo…il tuo modo…ecco…il baciamano…non sono abituata…non pensavo che usasse ancora…”
    “ah.ah.ah…mi scusi..anzi scusami,è che ormai mi sento un pò avanti con l’età,quando incontro una ragazza così giovane…”
    “eh.eh.eh…però mettiamo subito in chiaro che io sono una donna,non una ragazzina,eh!”
    “ehi,però parli bene l’italiano,per fortuna….”
    “si,è una lingua difficile ma l’ho studiata per tanto tempo,mi piace e parlo anche il francese,meglio dell’italiano…”
    “anche io…ed ancora mi è ostico…preferisco il ferrarese…”
    “difatti si sente che hai un accento particolare…come ti chiami?”
    “oh che villano,parlo parlo e mi scordo pure le presentazioni…giorgio e tu?”
    “tantankàkioce’oni”..che nella mia lingua cheyenne significa “luna del mese del raccolto”…oppure qualcuno mi chiama “ma’zi’o’mivi”, primavera…scegli, chiamami luna..o primavera…”
    “sii…primavera…spring…il mio invece significa “uomo della terra”..mai nome fù dato più appropriatamente…le mie gambe affondano nella terra …certo anche il tuo…sei anche più bella della luna…e della primavera insieme..”
    “mio padre si chiama “motoaka” “splendido fiume fra le montagne”
    mia madre “ka’wani””luna fiorita”….tu saprai che i nostri popoli sono sempre stati tuttuno con la natura e la terra e quindi anche i nomi non potevano che rappresentare questo legame…”
    “certo! e sono molto belli e dolci….”

    in tutto il tempo in cui si parlarono mai smisero di guardarsi negli occhi,mai con invadenza,sempre con il rispetto come di chi guarda un paesaggio od un’opera d’arte non per scoprire chissàcchè ma per entrare a farne parte….più o meno come si può guardare un quadro di Bartolomeo da Carpi,con lo spirito di Cezanne e la forza di Michelangelo…

    “non credo che siamo venuti al mondo per giudicare…lo so che la cosa più difficile è accettare ed amare l’altro così com’è,ma è la stessa cosa che facciamo quando ci guardiamo allo specchio o nell’animo…e non ci và mai bene nulla…”
    “certo,giorgione…ascolta questa preghiera indiana dei Cherokee:

    Oh Grande spirito concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare e la Saggezza di capirne la differenza…

    e questo proverbio Sioux:

    Lungo il cammino della vostra vita fate in modo di non privare gli altri della felicità.Evitate di dare dispiaceri ai vostri simili ma al contrario vedete di procurare loro gioia ogni volta che potete”

    “ehi,anche gli abitanti delle tue terre,conoscevano la biodanza…o forse che l’amore abbia le stesse manifestazioni ad ogni latitudine?…”
    “giorgione,ti ha mai detto nessuno che sei proprio affascinante?”
    “uau!..mi manca la voce…ehm,no…sei proprio la prima…carino è stato il massimo…che son bello devo dirmelo io,però mi metto a ridere…
    avevo una fidanzata,tanti anni fa…Fammi ridere!,diceva….Ok,ora ti faccio un strip-tease,le rispondevo…”
    “sciocco!..vieni che ti presento i miei genitori”
    “oddio…e cosa gli dico?”
    “nulla…un saluto,un bell’abbraccio con quelle spalle forti da contadino padano..”
    “no!non più contadino padano…ora sarò un “pellerossa delle grandi pianure d’europa”e come dice ferrari,finiremo sicuramente nelle riserve,”in riserva” ci siamo spesso!…pensa se foste stati voi a scoprire l’europa,con tre barchette di legno e ci aveste invasi e…”
    “smettila,ha proprio ragione la tua amica patty quando dice che sei logorroico!…ti presenterai ai miei e non ci sara’ bisogno d’altro…i nostri occhi parleranno per noi…siamo molto allenati a guardarci negli occhi e leggere ciò che c’è dentro,bello o brutto,buono o cattivo….se lasci parlare gli occhi,senza farti distrarre dalle orecchie,potrai sempre veder oltre…”
    “io però non ho bisonti per comprar mogli ,ho un solo cavallo..sembra quello di John Waine…lo sai che quand’ero piccolo mi affascinarono talmente tanto i cavalli che mi soprannominarono Cavallo..fino a pochi anni fa,mi han chiamato così…i miei zii…che mi dava così fastidio…”
    “bene,così ti chiamerò Cavallo Parlante Che Ascolta Solo Se Stesso….ah! ah! ah!..”
    “…e non ho una grande tenda…ehi!..non è che,come nelle usanze di voi indiane,quando non ti andrò più bene,mi caccerai fuori dal teepee con i miei stracci per far posto a qualcun’altro?”
    “..chissà!…se cercherai di legarmi, di tarparmi le ali…e di non lasciarmi la libertà di volare,almeno con la mia fantasia..di starmi sulle spalle invece che al mio fianco…di succhiarmi il sangue come le zanzare…che qui son particolarmente grandi e voraci…SI!..ti scaccerò dal MIO teepee””
    “certo che ti legherò…dalle mie parti si dice”legare i cani con la salsiccia”..ecco,ti legherò così,con la salsiccia..eh!eh!eh!…
    te la dedico io una preghiera:

    Aspetterò il tuo ritorno per accoglierti in un caldo abbraccio….riempirò la vasca di calda acqua …verserò i miei olii preziosi…qualche goccia di limone,lavanda,bergamotto,camomilla…ti solleverò e ti immergerò dolcemente…ti massaggerò con cura infinita,i deliziosi tuoi piedi,le gambe stanche,le spalle e la schiena dolenti,le membra affaticate….ti laverò come un bimbo,dolce amore mio…col mio corpo e con la mente mia…ti racconterò quanto importante Tu sia per me…ti avvolgerò dentro un lino prezioso fra le mie forti braccia…ti asciugherò con delicatezza tutta la pelle…ti poserò sopra soffici lenzuola di seta e ricoprirò il tuo corpo di baci…ti cullerò e ti racconterò le favole,finchè non sarai da morfeo rapita…sorveglierò il tuo sonno ed entrerò nei tuoi sogni…e come un assiolo svanirò col primo raggio di sole che illuminerà il volto tuo…ma ritornerò tutte le sere.(tantrayang)
    “…tu sei un uomo fedele?”
    “..potrei avere la domanda di riserva?”
    “giorgione,sei stato innamorato nella tua vita?”
    “ma certo,mille volte!…all’incirca,credo…perchè,sei forse gelosa?”
    “no,no!son contenta..vuol dire che sei allenato e potrai amare anche me…”
    “si,potrò amarti,per sempre…senti,Luna…

    vuoi sposarmi?…”

    chissà perchè pronunciare quelle due,solo due brevi semplici parole,ma che probabilmente dovevano provenire da un vocabolario a lui sconosciuto,gli procurò un aumento del flusso sanguigno alla testa che quasi gli sembrava di partire in orbita e la domanda invece di fluire all’esterno sembrava volergli ritornare dentro e strozzarlo….perse la voce!
    “giorgione…ti piacciono i bambini?io voglio due figli..”

    alla parola bambini,giorgio si riprese,il sorriso si allargo’ come mai, sul suo viso, fino a ricoprirlo..

    “si,due certo…due..per cominciare…ma ricordati che i bambini,come tutti gli animali,han bisogno di essere nutriti tutti i giorni…sia materialmente che nei sentimenti…non potrebbero capire ed accettare facilmente genitori “assenti” anche solo per un giorno…

    “si,giorgio…”

    la leggenda racconta che al “si!” di Luna,Giorgio lanciò il cappello da cow-boy(comprato in Turchia) talmente in alto che non fu più ritrovato… forse finito in testa ad uno strigiforme che volava da quelle parti…o forse finito in orbita…chissa’!!…

    no,non fù mai buttato fuori dal tee-pee,il giorgione,perchè…perchè…ma perchè cercare un motivo ad un ovvio finale di una favola????!!!!

    e sulla sua terra non tramontò mai la luce….

    fine.
    <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<

    dedico questa piccola divagazione fuori dal mio campo,anzi dai miei campi…

    alla memoria di mio padre,Emilio….che tanto mi diede e che ancora rimane un punto di riferimento…da piccolo mi prendeva a letto con sè,nella pennichella pomeridiana,tradizione dei contadini e,facendomi ballare sulle sue ginocchia,mi raccontava le favole…
    ed ancora quando avevo passato i vent’anni,sentivo lui e mia madre che se la raccontavano e se la ridevano,insieme nel letto…

    a tutte le persone che mi vogliono bene,mia madre e mia sorella(ogni tanto si arrabbia,ma guai a toccargli il suo fratellino)
    ad Antonella ed a Creusa,da subito mi han capito ed accettato…a Patricia,a Lucia,a Cinzia la mia parrucchiera,ai miei amici Claudio e Giorgio,alle donne che mi hanno amato,a chi mi ha detto qualcosa di bello ed a chi ha provato un pò d’affetto,un pò di stima o giù di lì…a chi mi ha odiato o disprezzato,invidiato o bistrattato…a chi è rimasto indifferente ed a chi non mi ha voluto,perchè,come dice Rolando”non ha visto la nostra bellezza”….

    A chi fà biodanza…

    A quelli che han paura che non sei vero…

    A chi fugge dicendo “mi incontrano e fuggono”…

    A tutte quelle che si son lasciate corteggiare ma avevano un fidanzato nascosto…

    Alla memoria di un grande amico,che quando mi capita in mano la foto,fianco a fianco ad uno dei tanti convegni frutticoli a cui si partecipava,rivedo ancora due giovani contadini un pò tristi,rassomiglianti…forse capii cosa lo attanagliava, ma quando si sceglie di mettersi una corda al collo per penzolar con essa,quella è la strada e nessuno può cambiartela…una grande ferita nel mio cuore che ogni tanto sanguina…

    Quale desolante solitudine e disperazione ci può spingere a lasciare tutti coloro che ci vogliono bene per raggiungere anzitempo la pace eterna…lasciare a chi ci stà vicino solo la disperante impotenza di chi vede ma nulla può…

    A tutti coloro che non hanno provato cosa vuol dire avere due gran bei genitori…

    A chi si eleva accompagnando l’altro,non sulle sue spalle e non ha bisogno di disprezzare per apprezzarsi…e gioca sempre sul positivo…
    a chi vede sempre il bicchiere mezzo pieno…
    a chi lo vede sempre mezzo vuoto…
    a chi beve anche l’ultima goccia come se fosse la prima…

    a chi riesce a gioire per il poco che ha,piuttosto che per quel che gli manca…

    a chi ha una voglia sola:”di tutto”…

    a chi non riesce a trovare il lato positivo della vita…che farebbe bene a farsi un giro al Cottolengo a Biella,magari di primo mattino…

    A chi alleva figli e parla sempre male dell’altro partner…

    A chi và al cinema a veder sempre thriller,invece che qualche comico…

    A chi non segue la regola:”nova erigere et vetera servare”…e costruisce castelli per abbatterli…

    A chi non ha ancora capito che ogniuno di noi è un piccolo universo a parte,che ragiona e vive in modo simile ma diverso…

    A tutte le donne che ho conosciuto…debbo ancora trovarne una che sia come un’altra,cosicchè l’esperienza fatta non mi serve mai…

    A chi ha le sue tattiche,in amore, e vorrebbe sempre convincermi ad usarle..uomini o donne…

    A chi,come me,passa metà della vita a cercare una donna di cui innamorarsi e l’altra metà….a cercare di scordarla….

    che tutti son stati utili per crescere…

    Un grazie a parte alla donna che mi ha ispirato e che tanto mi ha preso …un posto nel mio cuore rimarrà per sempre suo e per un pezzo non ci sarà posto per altra….B.Spring…,grazie.

    anche se…

    lasciate aperta la porta
    del vostro cuore…
    a volte entra solo
    vento e freddo
    ma spesso vi raggiunge
    qualche soave carezza
    breve ed inaspettata
    per questo tanto apprezzata.

    perchè apro il mio cuore cercando un pò di comprensione e trovo solo giudizi,giudizi e stramaledetti giudizi che non ho mai chiesto…tutti giudici al mondo?
    tutti pronti a giurare di aver sbagliato ed ora sicuri che non lo farebbero più…tutti pronti a dirti ciò ch’è più giusto…
    tutte pronte a dirmi che l’oggetto del desiderio magari non fà per me “ma giorgio,non hai visto come se la tira?…non è adatta per te…non ti merita…”…e nessuna che veda mai la tristezza o la paura che si cela dietro un sottile velo che basta un alito di vento per farlo cadere….

    vuoi sapere qualcosa di più del mio carattere?
    allora chiedi a chi ha avuto bisogno di me,quante volte ho detto no…io che godo quando posso essere utile a qualcuno anche se estraneo…io che stò bene quando ho fatto la mia buona azione quotidiana….ma non coltivo sensi di colpa…non devo espiare nulla…mi piace condividere,tutto,soprattutto gli attimi di gioia semplice che vengono dai gesti semplici,dalla semplice vita di tutti i giorni….

    “come ti piacciono gli uomini” chiesi a Sandra,appena conosciuta…
    “con le palle!” mi rispose…
    “peccato” le dissi “che di quelle ne abbia in abbondanza…ma mi manchi il resto…”

    non scrivo solo sdolcinate poesie….

    ho tirato fuori dai guai automobilisti in panne…
    veloci corse al pronto soccorso per bambini od anziani in pericolo…
    medicato ferite sanguinanti…a volte le mie…
    tirato fuori morti e feriti da incidenti vari…
    volontariato fra drogati e volontariato di tutt’altro tipo…

    son troppo buono?…son troppo generoso?..no! son semplicemente io,così e basta…. e si cambia,nel cammino della nostra vita…

    tanti anni fà,aiutavo la gente sempre aspettandomi che mi ringraziassero ma a volte invece dei ringraziamenti arrivavano pure le critiche…ed eran crisi di identità…
    ma come,pensavo,mi è stato insegnato che far del bene vuol dire ricevere riconoscenza…poi capii che dovevo fare come mi veniva,senza aspettarmi nulla,contento di fare e stop…far del bene e sparire…amare, contenti di poterlo fare…

    certo che l’amore a senso unico non è il massimo,lo scambio è sempre la cosa che ci appaga di più,però…piuttosto che il nulla….

  4. io amo una persona che mai potrà essere mia, vorrei allontanarmi da lui ma non ci riesco, sono consapevole di quello che faccio, ma quando c’è io stò bene, il brutto viene dopo, quando mi ritrovo sola e penso che non ho nulla di concreto ma solo attimi di illusioni che anche se mi fanno stare bene prima o poi finiranno e non riesco ad accettarlo.soffro in silenzio, non faccio vedere in realtà come stò a lui, ho paura della sua reazione, anche se mi ha già detto che lui ha una situazione che non lascerà mai.che fare a questo punto?

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