Gli occhi: “Le finestre dell’anima”

occcI saggi dell’antichità avevano definito gli occhi come le “finestre dell’anima”, in realtà ci rivelano anche il nostro stato di salute fisica, le nostre emozioni, i nostri tratti caratteriali, la personalità e perfino i pensieri. La superficie oculare può rivelare fino a 3000 patologie e tradire le nostre emozioni ed i nostri processi mentali. Nel processo di attrazione fisica e sessuale, gli occhi svolgono una funzione di primo piano. Se qualcuno si droga ad esempio basta guardare le pupille e vedere se sono o troppo dilatate o troppo ristrette. Le persone apprendono circa il 90 per cento delle loro cognizioni attraverso l’attenta osservazione, e quindi gli occhi sono l’organo sensoriale piu importante del corpo. L’occhio ha 137.000 miliardi di ricettori.. Gli occhi contengono le immagini del corpo, della mente e rappresentano un riflesso dello spirito, con gli occhi vediamo il mondo esterno, ma se guadiamo negli occhi profondamente una persona, possiamo vedere anche il riflesso della sua anima Confucio disse “guardate negli occhi di un uomo, egli non può nascondersi”. Attraverso il nervo ottico, gli occhi sono collegati al cervello, ed è per questo che rivelano anche il nostro stato di salute sia fisica che mentale attraverso l’esame oculare ( Iridologia) si possono sia diagnosticare che prevenire le malattie. I globi oculari hanno bisogno di più zinco e di più ossigeno rispetto agli altri organi del corpo, lo stesso dicasi della vitamina C e di altre vitamine, pertanto le carenze vitaminiche che provocano il gozzo, l’itterizia,l’anemia, il diabete, l’indurimento delle arterie, ed altre patologie possono essere diagnosticate da un esame oculare. Ad esempio occhi gonfi e sporgenti, sono il sintomo di problemi alla tiroide, ipertiroidismo.

Spesso i problemi oculari dipendono da carenze alimentari, da tensioni emotive e da stress fisici.La causa principale della cataratta e del glaucoma, risiede in cattive abitudini alimentari, e per prevenirla è  utile  mangiare in modo sano e bilanciato,   dosi adeguate di antiossidanti come la vitamina A, (carota) C, (rosa canina)  E,(perle di germe di grano) LIEVITO DI BIRRA e SELENIO e ZINCO, ( si possono assumere come integrazione OLIGOELEMENTI),  piante utili sono sia il germe di grano che nel lievito di birra, e mangiare molte verdure di stagione sia crude che cotte ad ogni pasto, tutti i giorni, Spesso chi soffre di depressione o di schizofrenia o di dipendenza da alcool ha anche disturbi oculari, lo stesso dicasi per persone con disturbi paranoici, intolleranti, aggressivi, maniaci oppure troppo arrendevoli. ( ricordare sempre di consultare il proprio medico)

In una relazione, gli occhi di due persone che si guardano, rivelano se c’è una disposizione alla amicizia, alla avversione, all’indifferenza o al disgusto. Il linguaggio inconscio degli occhi non tradisce mai, perchè sono controllati anche dal sistema limbico che è un segmento cerebrale che determina i nostri sentimenti e le nostre emozioni Ad esempio in natura, il Camaleonte se diventa cieco, perde la sua capacità di mutare colore e diventa di un grigio opaco per tutta la vita. Grandi maestri della storia dell’umanità hanno riconosciuto agli occhi grande importanza per la diagnosi medica e furono Confucio, Ippocrate, Gesù, Pitagora, Aristotele, Paracelso, Leonardo Da Vinci, William Blake, Emerson. Ad esempio quando i globi oculari si infossano, vuol dire che c’è una grave malattia degenerativa.. Le sopracciglia dritte denotano una natura gentile, oppure chi fissa una persona negli occhi indica inpudenza. Sopraciglia folte e cespugliose indicano astuzia . Anche il medico arabo Avicenna o il greco Galeno nel secondo secolo dopo Cristo davano grande importanza agli occhi, lo stesso i bramini, i gesuiti, i monaci tibetani, gli indiani d’America. La scienza che studia ed analizza la salute, il carattere di una persona attraverso l’iride, si chiama Iridologia.

Le IRIDI, possono essere considerate come degli schermi in miniatura che registrano in che condizioni si trovano gli organi ed i tessuti di tutto il corpo, e va il merito ad aver assurto questa diagnostica a scienza al medico omeopata ungherese Ignatz von Peczely nel diciannovesimo secolo.

Esiste anche una scienza chiamata SCLEROLOGIA, che studia la parte bianca dell’occhio, la quale muta in base al tipo di patologia. Gli occhi possono essere brillanti oppure scintillano, oppure luccicano come stelle, oppure possono essere opachi, vacui, senza espressione, tristi, freddi, duri, dolci, accattivanti. Esiste un legame tra le patologie oculari e le patologie mentali. Le persone destrimani, tendono a volgere gli occhi verso l’alto a sinistra se vogliono ricordare visivamente qualcosa, invece li volgono verso destra se vogliono costruire mentalmente una immagine visiva, oppure guardano orizzontalmente se ricordano un suono, una canzone o una frase, oppure guardano verso destra se creano suoni grazie alla loro immaginazione. Gli occhi possono diventare gonfi ed acquosi prima di una influenza, o diventano più piccoli quando siamo affaticati e stressati, se si è stanchi si tende a stropicciarsi gli occhi. Se si è in presenza di nefrite cronica, le palpebre si gonfiano e diminuiscono progresivamente le capacità visive.

Un anello di colore giallo-biancastro alla periferia dell’iride, come una sorta di sbiadimento o offuscamento dell’iride, segnala l’idurimento delle arterie, causato da un eccesso di colesterolo o di depositi mineali sulle pareti arteriose ( in questi casi consultare sempre il proprio medico) ;   a livello alimentare questa condizione è data da eccesso di carni, formaggi, cioccolato o alimenti fritti.

I depositi di grasso,  gialli,   intorno agli occhi denotano eccesso di colesterolo. Una pressione alta viene spesso rivelata da vasi sanguigni evidenti nella sclera. Pupille di dimensioni diverse pssono preannunciare danni neurologici o circolatori.

Nella apoplessia in genere una pupilla è fortemente dilatata, se è l’occhio sinistro sarà la parte destra del cervello ad essere colpita, se è il destro sarà la parte sinistra. Se la pupilla non si contrae in presenza di troppa luce, signica che si hanno anomalie nel sistema nervoso.. Un lacuna nell’iride dell0cchio alle ore 6 denota problemi di varici

Gli occhi ci rivelano quindi i disturbi ad altri organi del corpo, occhi gialli indicano PROBLEMI DI FEGATO, occhi che si gonfiano e piangono una ALLERGIA, occhi cerchiati di scuro, che si soffre di INSONNIA,,parte inferiore dell’occhio gonfia (borse sotto gli occhi) problemi RENALI, e cosi via.

Fonte: http://www.erboristeriaedaltro.com/BELLEZZA%20OCCHI.html

Il Pianto: l’essenza dell’emozione

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La Felicità è contagiosa

felicita-contagiosa Il contagio della felicità così può trasmettersi.

Una ricerca americana – durata 20 anni, con 5.000 persone osservate – dimostra come la gioia passi di persona in persona di ELENA DUSI

La felicità non riesce a stare sola. Traspare dagli occhi, trasuda nelle mani, vibra nel corpo e alla fine come un virus scappa e si trasmette a chi si trova accanto. E c’è un gruppo di scienziati che ha provato a disegnare una mappa del “contagio”, chiedendo a 5mila individui, per ben vent’anni di seguito, quanto si sentissero felici, facendo il riscontro con mogli, fratelli, amici e vicini di casa. A furia di unire puntini colorati (le persone, ognuna con il suo punteggio del buon umore) si è formato sul tavolo dei ricercatori americani un disegno che sembra quello di una mano innervata da vasi sanguigni. Ogni pulsazione della felicità parte da un punto e si trasmette come un fluido lungo tutto l’organismo. Non tutto è rose e fiori, ovviamente. Anche il contagio segue le sue regole, e gli autori della ricerca “La diffusione della felicità in un’ampia rete sociale di individui”, pubblicata il 5 Dicembre 2008 sul British Medical Journal, ne hanno individuate alcune. La legge del contagio, per iniziare, non sembra funzionare fra colleghi. Il luogo di lavoro è come un cuscinetto che blocca il flusso di felicità da un individuo all’altro” spiegano James Fowler dell’università della California a San Diego e Nicolas Christakis dell’Harvard Medical School. I due (sociologo il primo, un medico specializzato nel rapporto fra umore e salute il secondo) sono gli autori di uno studio che ha scavato fra montagne di dati, interviste e fatti personali relativi a 5.124 persone negli Stati Uniti. Nonostante il successo dei gruppi su Internet – è la seconda regola del contagio – le emozioni positive non sono capaci di viaggiare né in rete né via telefono. Come un virus vero e proprio, la felicità per trasmettersi ha bisogno del contatto fisico. E questo ci riporta un po’ più indietro nella nostra scala evolutiva, ai tempi in cui la tecnologia delle comunicazioni non aveva ancora messo le ali. “Molte delle nostre emozioni si trasmettono attraverso i segnali del corpo, e il viso ha un ruolo principe in questo”, spiega Pio Ricci Bitti, che insegna psicologia all’università di Bologna e ha studiato la comunicazione dei sentimenti tra gli uomini. “

Il contagio dipende probabilmente dal meccanismo dell’empatia e dei neuroni specchio. Quando osserviamo una persona manifestare un sentimento, nel nostro cervello si attivano le stesse aree che sono “accese” in quel momento nel cervello dell’interlocutore”. Nell’ultimo decennio lo studio dei neuroni specchio – iniziato in Italia, a Parma, dal neuroscienziato Giacomo Rizzolatti – ha aiutato molto a spiegare come avviene la condivisione delle emozioni e come individui diversi possano entrare “in sintonia”. I detrattori di questa teoria sostengono che il meccanismo dell’empatia (negli uomini come negli animali) scatti solo quando osserviamo un altro individuo muoversi. Ma se consideriamo i gesti che una persona compie con il viso e il resto del corpo quando è felice, non è difficile completare il salto dai movimenti del corpo alle emozioni della mente. “E non solo la gioia può trasmettersi in questo modo. Pensiamo alla commozione e al pianto, quanto rapidamente invadono un gruppo di persone riunite insieme”, aggiunge Ricci Bitti. Commozione e felicità viaggiano veloci tra gli uomini. Non così avviene invece per la tristezza, che nella mappa dei ricercatori americani rimane confinata in piccoli bacini privi di emissari. A tutte le loro conclusioni, Fowler e Christakis hanno dato anche un riscontro numerico. Una persona che abbia un amico, parente o partner felice ha una probabilità di essere anch’egli soddisfatto più alta del 9 per cento rispetto alla media. Stare invece accanto a un individuo depresso fa aumentare l’umore grigio solo del 7 per cento. Ma Paolo Legrenzi, psicologo che insegna all’università Iuav di Venezia e per Il Mulino ha scritto “La felicità“, trova un carattere molto americano in questo dato, che non necessariamente ha corrispondenza sul nostro versante dell’oceano. “Oggi negli Stati Uniti la felicità ha un valore sociale positivo, mentre la tristezza non è vista di buon occhio. E questo porta gli individui depressi (ma magari sono solo malinconici) a isolarsi”. Ecco che nello studio del British Medical Journal la tristezza diventa una macchia senza ramificazioni. “Ma se pensiamo alla Germania romantica dell’800, erano piuttosto gli allegroni a doversi nascondere per non fare la figura di individui superficiali e vuoti. In quel caso avremmo avuto dei risultati completamente capovolti. L’imperatore Adriano di Marguerite Yourcenar, nonostante il suo incedere malinconico, è felice per aver raggiunto maturità ed equilibrio. E noi in Italia siamo in una posizione di mezzo. Nelle nostre soap opera per esempio non incontriamo mai protagonisti davvero felici. Ci sono problemi, complicazioni. In questo siamo un po’ più sofisticati degli statunitensi. Da noi i risultati di una ricerca sulla contagiosità della gioia darebbe risultati frastagliati”. In uno studio che è considerato il fratello minore di quello attuale e che fu pubblicato nel 1984, Fowler e Christakis misurarono che vincere 5mila dollari alla lotteria poteva aumentare le probabilità di essere molto felici del 2 per cento.

Oggi dunque – sarà anche l’effetto della crisi – trovare un amico vale molto di più che trovare un tesoro. Una persona con cui si è in sintonia, se abita nel raggio di un chilometro e mezzo da casa propria, può innalzare le chance di gioia del 25 per cento. Un po’ meno efficace, ma sempre più prezioso della lotteria, è il contributo del partner con cui si convive (più 8 per cento), mentre fratelli e sorelle (purché, come sempre, abbastanza vicini da poterci scambiare un’occhiata o un abbraccio) contribuiscono con il 14 per cento. L’uso di una contabilità così minuziosa per misurare una sensazione impalpabile come la gioia può lasciare perplessi. Ma l’introduzione di indicatori numerici, oggettivi nei limiti del possibile, nella misurazione della felicità avvenne negli anni ’70. Fowler e Christakis hanno pescato i loro dati da uno studio che era nato nel 1948 per misurare la salute cardiovascolare di un gruppo di persone (il Framingham Heart Study), e si è esteso nel corso dei decenni anche al rapporto fra cuore e buon umore. Nei questionari distribuiti ai 5mila volontari, comparivano domande come “Sei ottimista nei confronti del futuro” o “Sei felice” e “Ti senti più soddisfatto rispetto agli altri”. “Tra individui dello stesso sesso – spiega Mario Bertini, professore di psicologia della salute alla Sapienza di Roma – la diffusione dell’emozione avviene molto più rapidamente che non fra individui di sesso opposto. E nello studio si vede anche un livello di reciprocità alto: chi dà gioia, spesso la restituisce“. Il contagio della felicità, hanno notato i ricercatori americani, non è limitato al contatto diretto ma riesce a penetrare fino a tre gradi di separazione. L’amico dell’amico dell’amico di una persona sorridente, pur non sapendolo, è infatti più felice anche grazie a lei. “Qualcuno che non conosciamo e non abbiamo nemmeno mai incontrato ? conferma Fowler ? può influenzare il nostro buon umore più di cento banconote nelle nostre tasche. È incredibile quanto potere abbiano le persone che ci vivono accanto“.

(5 dicembre 2008) da Scienze e Ambiente

Il Pianto: l’essenza dell’emozione

Il Pianto: l’essenza dell’emozione


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La ghiandola lacrimale permette agli occhi di muoversi liberamente, senza attrito, restando costantemente puliti. In essa risiede dunque, per analogia, la libertà di guardare senza pregiudizi e la capacità di rinnovare le proprie idee rispetto alla realtà che ci circonda. Sia fisicamente che mentalmente, l’uomo ha infatti bisogno di uno sguardo che non si fissi sulle solite cose, ma che sia dinamico e aperto al cambiamento. E la ghiandola lacrimale, nella sua funzione di consentire l’apertura e la chiusura degli occhi, esprime propriamente la capacità di passare da uno sguardo/atteggiamento introspettivo a uno rivolto verso l’esterno e viceversa; può dunque raccontarci qualcosa riguardo al rapporto tra l’inconscio e la coscienza.
È perciò fondamentale cogliere appieno il significato simbolico delle lacrime: esse rappresentano il distillato della vita emotivo-affettiva.

Il pianto esprime l’essenza dell’emozione che si sta vivendo: dolore, commozione, piacere, spavento. Tuttavia, anche il pianto apparentemente privo di motivazione concreta è significativo: segnala che il cervello, di tanto in tanto, ha bisogno di secernere questa essenza per “lavar via” dalla mente pensieri, emozioni, ricordi tristi, dolori… che rischierebbero di intossicarlo.

Un disturbo di questa ghiandola, quindi della lacrimazione, in genere indica:
– una difficoltà a guardare la realtà senza giudizi e modelli, come accade nella xeroftalmia, patologia che rende l’occhio più secco e i suoi movimenti più dolorosi; essa rappresenta un ostacolo nel cambiare punto di vista;
– una negazione dell’espressione di alcune forti emozioni, per esempio, la congiuntivite allergica, pur nel disagio che procura, consente alla persona un pianto che di solito viene trattenuto;
– La resistenza a liberarsi del passato, dal ricordo, dalla sofferenza: ci si è a tal punto identificati in essi, da ritenere che debbano rimanere presenze costanti della nostra vita. “Scioglierli” in lacrime… non si può.

Fonte: ” Dizionario di Psicosomatica”  Raffaele Morelli



Osho

Il Gioco delle Emozioni

Liberarsi da rabbia, paura e gelosia

Oscar mondadori

Paura, rabbia, gelosia invadono la nostra mente ogni giorno, rischiando di travolgerci, di annientare il nostro equilibrio minacciando le nostre relazioni affettive e la nostra salute. Cosa fare, dunque? Reprimere queste emozioni negative se esprimerle è così dannoso?

Osho ci indica una terza via, più fruttuosa: quella della comprensione. E per arrivare a questo importante traguardo ci ha lasciato questo testo: un libro da centellinare, tante massime su cui meditare senza fretta, parole da lasciar decantare dentro di noi, per illuminare gli angoli più nascosti della nostra psiche e risvegliare la nostra parte più compassionevole e sapiente.

Andando ben oltre la psicologia classica, il grande maestro di spiritualità ci aiuta ad acquisire strumenti in grado di generare una fonte di quiete e armonia e ci insegna a giocare con le nostre emozioni senza timori e preclusioni.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Daniel Goleman Dalai Lama

Le Emozioni che Fanno Guarire

Conversazioni con il Dalai Lama

Oscar mondadori

Come interagiscono cervello, sistema immunitario e stati emotivi? La meditazione può produrre effetti positivi sulla salute? Quali emozioni si accompagnano a una migliore qualità della vita? In che misura le condizioni psicofisiche di un individuo traggono beneficio da una crescita dell’autostima?

In occasione degli incontri della terza Mind and Life Conference, svoltasi nel 1991 a Dharamsala, in India, alla presenza del Dalai Lama, illustri scienziati occidentali e maestri buddhisti hanno cercato di rispondere a questi e ad altri interrogativi di carattere scientifico ed etico.

Daniel Goleman ha raccolto alcuni degli interventi e dei dibattiti più significativi della conferenza.

Lo trovi su Macrolibrarsi

Maggy & Roy Martina: Cerca il senso di ogni cosa

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Ed ecco la sottoscritta Maggy al fianco del

Grande Roy Martina

al suo seminario del 7 Dicemre 2008 a Verona.

E’ stato un seminario intenso ed emozionante,

un workshop dove abbiamo lavorato direttamente su noi stessi e sulle nostre emozioni.

Ringrazio il dott. Roy Martina per l’etica e la professionalità che lo contraddistinguono,

Ringrazio Andrea Amidei, responsabile del sito www.solonewage.it

per aver presenziato con me al seminario,

Ringrazio la Macrolibrarsi per l’invito personale, ed infine

Ringrazio quanti hanno accettato il nostro invito

alla partecipazione dello stesso;

sicuri del successo di questo evento.

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Ora finalmente disponibile il suo nuovo libro:



Roy Martina

L’Anello Mancante del Segreto

Prendi in mano la tua vita e il tuo futuro

BIS

Roy Martina si definisce “l’allenatore della mente” e ci spiega come utilizzare la Legge dell’Attrazione in modo da poter cominciare a vivere veramente e in maniera completa.

L’Universo offre straordinarie opportunità, che permettono ad ognuno di noi di creare la vita che desideriamo: quando le cose non vanno come vogliamo incolpiamo il destino o fattori esterni, senza considerare che il più grande ostacolo è dentro di noi, nelle nostre paure sommerse che fanno naufragare la nostra fortuna.

Il motto di Martina, le coincidenze non esistono, sottolinea come sia grazie alle nostre potenzialità che riusciamo a diventare padroni della nostra fortuna e del nostro destino.

Imparare a dominare le paure e i sentimenti repressi che ci impediscono di attivare la legge dell’Attrazione è di fondamentale importanza sia per il nostro benessere materiale che per quello interiore.

Conoscendo a fondo noi stessi e le nostre emozioni saremo in grado di utilizzare, oltre alla parte conscia del nostro cervello, anche quella inconscia, che rappresenta più dell’ottanta percento del nostro potenziale.

On line su Macrolibrarsi

Cerca il senso di ogni cosa

Roy Martina

Ogni giorno si alza all’alba, fa meditazione e poi esce a correre. Roy Martina è un medico olandese che allena i pazienti al benessere ed è esperto di kinesiologia (una tecnica dolce che cura il corpo attraverso lievi pressioni nei punti che corrispondono alle emozioni). Nei suoi seminari di “supervitalità” si imparano le tecniche dell’ EE (Equilibrio Emozionale) ed all’Accademia NEI quelle dell’Integrazione Neuro Emozionale, un metodo che combina la kinesiologia con le moderne tecniche di visualizzazione e di conquista dell’autostima. Lo ha ideato Roy Martina, che oggi lavora in vari Paesi, tra cui l’Italia e si occupa anche di formazione per le imprese.

La sua filosofia

Quali sono le tecniche dolci per combattere lo stress, un problema che tocca sempre più persone?

”Lo stress può avere molte cause. A volte può dipendere dal fatto che si sta accanto a persone negative, che si lamentano, così si perde energia nel tentativo di tamponare il loro influsso. In questo caso occorre cercare compagnie più positive, ma anche chiedersi: perché vado in cerca di persone del genere? Noi lo chiamiamo autosabotaggio. E molte persone non ne sono neppure consapevoli perché, nel profondo, non vogliono stare meglio. Altre volte invece lo stress può dipendere dal fatto che non siamo in comunicazione con il nostro corpo. Così non ci rendiamo conto di quanto abbiamo tirato la corda. Invece dovremmo cercare di capire quali sono i nostri ritmi. E prevedere dei tempi di riposo, fisico e mentale, per recuperare energie”.

Allora per stare bene dovremmo pensare solo a noi stessi. Non è egoismo?

”Niente affatto. Nei miei seminari insegno a prendere le distanze dalle emozioni, non a cancellarle. Anzi, è importante viverle, altrimenti le emozioni restano chiuse nel nostro corpo e creano dei blocchi energetici. Il segreto è accettarle, lasciarle andare, senza identificarsi con esse. Nella vita siamo continuamente messi alla prova, nella testa, nel cuore, nel corpo. E quando smettiamo di prendercela con i genitori (cioè con il nostro passato) o con il partner per le cose che non vanno, abbiamo fatto un grande passo avanti. È un lavoro duro, ma poi sapremo accettare e amare le persone per ciò che sono, in modo libero. Il metodo di integrazione neuro emozionale, agendo sul corpo, aiuta proprio a neutralizzare le tracce di traumi e di risentimenti che risalgono al passato”.

C’è un segreto per essere felici?

”Basta partire dal presupposto che la vita è perfetta, che l’universo funziona perfettamente e che il nostro corpo (anch’esso perfetto) può svolgere contemporaneamente milioni di funzioni. Cominciamo allora a pensare che anche gli altri sono perfetti come noi. Trattiamoli con rispetto e ammirazione. Al mondo c’è una ragione per ogni cosa. Dobbiamo crederci fino in fondo, anche quando ci capitano le cose più sgradevoli. Se consideriamo ciò che ci succede come un’esperienza utile per crescere, saremo più felici”.

Sul corpo c’è la mappa delle emozioni

La kinesiologia, ideata negli anni Sessanta dal chiropratico americano George Goodhart, è usata anche in Italia. ”Il terapeuta preme un punto del corpo che, per la medicina cinese, corrisponde a una certa emozione (sotto vedete una mappa) e fa una domanda. La risposta arriva dal corpo senza che noi parliamo: se la zona si indebolisce, se il muscolo si rilassa, vuol dire “no”, se si rafforza, si contrae, significa “sì” spiega Rosa Moreschi, medico dell’Istituto Italiano Nei.

roy_martina_2Dott. Roy Martina:

Medical training:

1970-1978 Medical UniversityUtrecht/Groeningen Netherlands Europe

Specializzazione: medicina olistica alternativa

1978-1982 Medical Acupunture e Homeopathy Training (Netherlands)

1982-2001 Studia e ricerca nel campo della medicina olistica compresa la terapia nutrizionale, terapia allergenica, terapia emozionale, Burn out, RSI, terapia vertebrale, terapia erboristica, lavori relativi allo stress.

Rinomato public speaker

Roy Martina ha tenuto conferenze e insegnato seminari in più di 20 paesi inclusi: USA, Cina, Russia, Tailandia, Taiwan, Italia, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Caraibi, Mexico Svizzera, Svezia, Hawaii, Polonia, Austria, Aruba, Inghilterra e Maldive.

Coach di Top Manager e celebrità.

Roy ha allenato ed è stato consulente di top manager di grandi compagnie, celebrità, divi del cinema, atleti e dottori di tutto il mondo.

Realizzazioni:

1) Dottore Medico dal 1978:il più giovane MD con laude in Olanda

2) Cintura nera sesto grado di arti marziali, imbattuto campione europeo per 7 anni di karate, judo e kickboxing

3) Autore di 25 libri di vitalità, salute e spiritualità. I suoi libri sono ora tradotti in 6 lingue

4) Direttore di “Inner Chi Inc”, ricerca per la salute

5) Fondatore del “Second Center Opinion” in Olanda, clinica all’avanguardia di Alternative diagnostic e therapeutic

6) Fondatore del “MartinaMedical Research Inc.” in Olanda e Italia

7) Creatore del Neuro Emotional Integration (NEI), uno dei più efficaci metodi terapeutici alternativi nello sviluppo della qualità della vita.

8) Creatore di più di 1200 rimedi naturali

9) Creatore del “Emotional Balance”, una tecnica per diminuire lo stress e emozioni.

10) Rinomato conferenziere e speaker internazionale: tiene workshops in tutto il mondo incluso nel Centro di Deepak Chopra in la Jolla.

11) Fondatore di “Relief”, un’organizzazione no profit per l’aiuto di bambini con problemi emozionali e disabili.

Roy ha dedicato la sua vita per la ricerca di nuove strade per la prevenzione di dis-ease e malattie croniche. Lui è meglio definito come “un implacabile studioso della vita e della gente”. Il suo entusiasmo, carisma, humor e amore per tutto, fanno di lui una persona eccezionale e benvenuta per molti dottori, profani, atleti e celebrità. E’ sempre alla ricerca del prossimo gradino ed ogni giorno elabora nuove tecniche che applica prima su se stesso.

http://www.ozonoterapia.com/roy_martina.htm

L’ Insoddisfazione

insoddisfazione1 INSODDISFAZIONE



L’ insoddisfazione è un sentimento di non appagamento e, di conseguenza, di malessere più o meno accentuato. Essa è presente in noi, alternandosi con il suo opposto “soddisfazione”, fin dai primi attimi della nostra vita, allorché i nostri bisogni primari, di cui si occupa la mamma, sperimentano l’appagamento (per esempio, dopo la poppata) e l’inappagamento (la fame che precede la poppata) più volte al giorno.
Nell’adulto l’insoddisfazione lascia gli schemi della prima infanzia e si porta su piani più maturi: esistenziale, creativo, sentimentale, sessuale, professionale, ambientale, potendo talora restare legato in profondità ad antiche frustrazioni da bisogni.

Avere ciò che serve
La parola “insoddisfazione” deriva dal latino satisfacere, che letteralmente significa fare abbastanza, produrre il necessario. Satisfactum è perciò colui che ha il necessario. Ed è proprio su quest’ultima parola, che si basa il senso vero dei termini soddisfazione e insoddisfazione.
A seconda, infatti, di quello che ognuno di noi ritiene necessario per se stesso e per la propria vita, è possibile essere appagati o no, felici o infelici. Basta dunque un attimo per comprendere come gran parte della nostra felicità dipenda dalla capacità di intuire il “vero necessario”.

Solo il vero necessario dà la felicità
Ci sono persone agiate o ricchissime che hanno non solo il necessario, ma anche tutto il superfluo e sono degli insod disfatti cronici, dei depressi alla ricerca continua di stimoli che alla fine si rivelano vacui; e ci sono altri che vivono di poco e sono felici di quello (ciò non toglie ovviamente che ci siano dei ricchi felici e dei poveri infelici…). Ci sono persone che hanno dato l’anima per avere la vita che credevano “necessaria per essere felici” (riconoscimenti, partner ideale, successo) e invece sono sempre frustrati e inappagati, e altri che, con naturalezza, stanno bene senza sforzo nella loro vita.
Come mai? L’equivoco nasce dal fatto che la maggior parte dei bisogni che credi di avere sono indotti dall’esterno, dai modelli, dai genitori, dagli insegnanti, dalla cultura e dalla società, e anche da ciò che di tutto questo è entrato nel nostro super-Io.
Pensiamo di aver bisogno di certe cose ma non è così, e una volta raggiunte si apre il “non senso”. E da adulti è difficile poi sapere cosa ci serve davvero e cosa no. Ma l’inghippo è tutto qui.
Se riuscissimo a fare silenzio, a far tacere tutte le mille voci — non nostre — che ci urlano nel cervello, e ci mettessimo in una condizione di estrema semplicità, in breve emergerebbe il nostro “vero necessario”, che è fatto proprio per noi e che è ben più raggiungibile di quanto pensiamo. Anzi, spesso è già qui. Bisogna solo accorgersene.

I SI e i NO dell’INSODDISFAZIONE

Spesso, crediamo di avere bisogni che in realtà sono indotti dal mondo esterno. Ma ciò di cui abbiamo bisogno, in realtà, è già qui e aspetta solo d’essere riconosciuto…

SI
• Fai digiuno dei soliti appagamenti Senza uscire dalla vita che stai facendo – quindi senza agriturismi “monastici” salubri ma disorientanti — rendi più semplice la tua vita quotidiana, inserendo spazi e momenti in cui non fare nulla che sia finalizzato ai soliti bisogni.
Questo digiuno di qualche giorno ti aiuterà a capire se essi fanno parte dei tuo “vero necessario”, l’unico che può renderti felice.

NO
• Lamentarsi / Non serve, anzi ricrea nel cervello un continuo senso di frustrazione, allontanando la possibilità di risolvere la situazione.
Secreta il tuo inappagamento, totalmente. Il cervello così “addensato” produrrà nuovi sguardi sulla realtà.

tratto da “Il Dizionario della Felicità”

di Raffele Morelli


Caroline Carini

La Rivoluzione Interiore

Vivendo sotto l’occhio della tigre

Edizioni del Cigno
Fallimenti di coppie, insoddisfazione, odio, angoscia, collera, paura e il vuoto interiore sono emozioni e drammi annientatori che hanno sempre tormentato l’uomo. Si manifestano ripetutamente nelle vite di ognuno di noi come un cerchio vizioso senza apparente via di uscita.

Spesso cambia la scenografia e gli attori, ma, gira e rigira, il copione è sempre lo stesso. Le nostre istituzioni religiose ci insegnano di accettare tutto ciò senza una spiegazione, perché solo attraverso la sofferenza l’umanità può crescere e acquistare una maggior forza interiore.

Ma è vero, oppure questa regola è stata insegnata solo in parte? E’ possibile trovare una via d’uscita dal proprio cerchio, chiudendo una volta per sempre il sipario sui drammi delle nostre esistenze?

Questo libro vi svelerà la via.

Lo trovi su Macrolibrarsi


Jack Lawson

Stabilire Traguardi e Raggiungerli – Nuova Edizione

Come raggiungere i Vostri Obiettivi: un metodo formidabile per chi ha deciso di cambiare la sua vita!

BIS

Spesso, per lo più inconsciamente, siamo schiacciati da circostanze che ci fanno sentire persi, frustrati, inadeguati.
Chi non ha mai sperimentato situazioni che parevano insormontabili e, magari a causa di queste, ha visto naufragare i propri desideri e progetti? Ma questo da oggi può cambiare!

La prima ricchezza dell’uomo è la coscienza dei suoi sogni e desideri profondi; prenderne atto, dialogare con quella parte di sé che rimane spesso inascoltata, può essere l’inizio di una vita più gratificante e luminosa. Lawson insegna esattamente questo: come uscire dal gorgo dei nostri tentativi falliti, dall’insoddisfazione, dalle lamentele che non portano a nulla. Cambiare! In modo costruttivo, secondo i nostri desideri.
Jack Lawson ci propone un vero e proprio manuale di educazione al successo in cui ci spiega, passo dopo passo, come ottenere ciò che vogliamo rimuovendo gli ostacoli per realizzare quello che ci siamo proposti, trasformando le idee da desideri a realtà.

Con i problemi c’è soltanto una via d’uscita: risolverli quando hanno una soluzione o prescindere da essi quando non ce l’hanno e, soprattutto, essere sufficientemente saggi da distinguere la differenza.

L’edificio di un grande successo si costruisce con pazienza, perseveranza e tanti mattoni: i piccoli successi quotidiani che ricostruiranno in noi un’identità “vincente”. Anche gli errori in questa nuova ottica, saranno rivalutati come tappe di apprendimento, veri e propri segnali stradali sulla via che ci porterà ai nostri traguardi.

Lo trovi su Macrolibrarsi