Facebook

Nuova Bufera su Facebook

Ha destato scalpore la notizia lanciata dal blog americano “The Consumerist” circa il cambiamento di alcune condizioni contrattuali inerenti i servizi del social network da approvare al momento dell’iscrizione, che riguardano un aspetto molto importante e cioè la proprietà dei contenuti pubblicati dagli utenti.
Difatti oltre alle note questioni riguardanti la permanenza all’interno dei database delle informazioni contenute nell’account anche dopo la cancellazione, sembrerebbe che ora gli utenti, rischino di lasciare a Facebook quanto meno il possesso di tutti i contenuti creati, anche dopo l’abbandono del servizio. Video, fotografie e testi aggiunti sulla propria pagina diventerebbero, con l’approvazione delle nuove condizioni di uso, di proprietà di Facebook, che ne potrebbe addirittura esercitare i diritti. Non solo quindi una questione di privacy, ma anche di diritto d’autore, di copyright, di immagine e quindi di riservatezza intesa in senso ampio.
L’intera questione è sorta a seguito della cancellazione da parte del social network di due righe all’interno della sezione “Licenze” delle Condizioni di uso. Difatti attualmente chi si iscrive concede a Facebook il diritto di “usare, pubblicare, trasmettere, catalogare, conservare, ritoccare, modificare, revisionare, montare, tradurre, estrapolare, adattare, creare lavori derivati e distribuire, ogni contenuto dell’utente postato su o in relazione con il servizio di Facebook”. Non esiste più quella frase “L’utente può rimuovere dal sito il proprio contenuto in qualsiasi momento”, che cautelava tutti gli utenti facendo decadere l’ampia licenza concessa a Facebook.
Preoccupato dal grande clamore suscitato da questa modifica il fondatore e proprietario di Facebook Mark Zuckerberg è intervenuto ufficialmente sul blog del social network chiarendo che gli utenti rimarranno comunque gli assoluti padroni delle loro informazioni e che tale modifica ha avuto solo la finalità di chiarire che i dati immessi dagli utenti devono essere condivisi con gli altri laddove esistano le condizioni stabilite dal social network. Di conseguenza continuerebbero ad esistere nel database di Facebook quanto meno le copie dei dati che sono state generate automaticamente dal network ai fini della condivisione.
In realtà il problema sta proprio non tanto nella filosofia del social network, ma nel concreto funzionamento di un sistema che poi è tipico del web 2.0. Del resto è stato scientificamente dimostrato che una foto immessa in rete anche al di fuori di Facebook comunque rimane intrappolata nella ragnatela del web ed è impossibile cancellarla.
Quindi, le conclusioni da trarre sono le solite: visto che è il principio stesso della condivisione delle informazioni a rendere le stesse ingestibili da parte del titolare per inevitabili problemi tecnici, o si contesta l’intera filosofia di base o si regolamenta il fenomeno rispettandone però i principi fondamentali.
In altri termini un conto è l’aspetto giuridico che va comunque sempre e comunque chiarito nei suoi giusti termini ed un conto è quello tecnico difficilmente gestibile.
Gli stessi Garanti europei nella “risoluzione sulla tutela della privacy nei servizi di social network” affrontano tali problematiche dimenticando però che spesso esistono degli ostacoli di natura tecnica che rendono difficile la regolamentazione di alcuni aspetti.

Avv. Michele Iaselli

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La Felicità è contagiosa

felicita-contagiosa Il contagio della felicità così può trasmettersi.

Una ricerca americana – durata 20 anni, con 5.000 persone osservate – dimostra come la gioia passi di persona in persona di ELENA DUSI

La felicità non riesce a stare sola. Traspare dagli occhi, trasuda nelle mani, vibra nel corpo e alla fine come un virus scappa e si trasmette a chi si trova accanto. E c’è un gruppo di scienziati che ha provato a disegnare una mappa del “contagio”, chiedendo a 5mila individui, per ben vent’anni di seguito, quanto si sentissero felici, facendo il riscontro con mogli, fratelli, amici e vicini di casa. A furia di unire puntini colorati (le persone, ognuna con il suo punteggio del buon umore) si è formato sul tavolo dei ricercatori americani un disegno che sembra quello di una mano innervata da vasi sanguigni. Ogni pulsazione della felicità parte da un punto e si trasmette come un fluido lungo tutto l’organismo. Non tutto è rose e fiori, ovviamente. Anche il contagio segue le sue regole, e gli autori della ricerca “La diffusione della felicità in un’ampia rete sociale di individui”, pubblicata il 5 Dicembre 2008 sul British Medical Journal, ne hanno individuate alcune. La legge del contagio, per iniziare, non sembra funzionare fra colleghi. Il luogo di lavoro è come un cuscinetto che blocca il flusso di felicità da un individuo all’altro” spiegano James Fowler dell’università della California a San Diego e Nicolas Christakis dell’Harvard Medical School. I due (sociologo il primo, un medico specializzato nel rapporto fra umore e salute il secondo) sono gli autori di uno studio che ha scavato fra montagne di dati, interviste e fatti personali relativi a 5.124 persone negli Stati Uniti. Nonostante il successo dei gruppi su Internet – è la seconda regola del contagio – le emozioni positive non sono capaci di viaggiare né in rete né via telefono. Come un virus vero e proprio, la felicità per trasmettersi ha bisogno del contatto fisico. E questo ci riporta un po’ più indietro nella nostra scala evolutiva, ai tempi in cui la tecnologia delle comunicazioni non aveva ancora messo le ali. “Molte delle nostre emozioni si trasmettono attraverso i segnali del corpo, e il viso ha un ruolo principe in questo”, spiega Pio Ricci Bitti, che insegna psicologia all’università di Bologna e ha studiato la comunicazione dei sentimenti tra gli uomini. “

Il contagio dipende probabilmente dal meccanismo dell’empatia e dei neuroni specchio. Quando osserviamo una persona manifestare un sentimento, nel nostro cervello si attivano le stesse aree che sono “accese” in quel momento nel cervello dell’interlocutore”. Nell’ultimo decennio lo studio dei neuroni specchio – iniziato in Italia, a Parma, dal neuroscienziato Giacomo Rizzolatti – ha aiutato molto a spiegare come avviene la condivisione delle emozioni e come individui diversi possano entrare “in sintonia”. I detrattori di questa teoria sostengono che il meccanismo dell’empatia (negli uomini come negli animali) scatti solo quando osserviamo un altro individuo muoversi. Ma se consideriamo i gesti che una persona compie con il viso e il resto del corpo quando è felice, non è difficile completare il salto dai movimenti del corpo alle emozioni della mente. “E non solo la gioia può trasmettersi in questo modo. Pensiamo alla commozione e al pianto, quanto rapidamente invadono un gruppo di persone riunite insieme”, aggiunge Ricci Bitti. Commozione e felicità viaggiano veloci tra gli uomini. Non così avviene invece per la tristezza, che nella mappa dei ricercatori americani rimane confinata in piccoli bacini privi di emissari. A tutte le loro conclusioni, Fowler e Christakis hanno dato anche un riscontro numerico. Una persona che abbia un amico, parente o partner felice ha una probabilità di essere anch’egli soddisfatto più alta del 9 per cento rispetto alla media. Stare invece accanto a un individuo depresso fa aumentare l’umore grigio solo del 7 per cento. Ma Paolo Legrenzi, psicologo che insegna all’università Iuav di Venezia e per Il Mulino ha scritto “La felicità“, trova un carattere molto americano in questo dato, che non necessariamente ha corrispondenza sul nostro versante dell’oceano. “Oggi negli Stati Uniti la felicità ha un valore sociale positivo, mentre la tristezza non è vista di buon occhio. E questo porta gli individui depressi (ma magari sono solo malinconici) a isolarsi”. Ecco che nello studio del British Medical Journal la tristezza diventa una macchia senza ramificazioni. “Ma se pensiamo alla Germania romantica dell’800, erano piuttosto gli allegroni a doversi nascondere per non fare la figura di individui superficiali e vuoti. In quel caso avremmo avuto dei risultati completamente capovolti. L’imperatore Adriano di Marguerite Yourcenar, nonostante il suo incedere malinconico, è felice per aver raggiunto maturità ed equilibrio. E noi in Italia siamo in una posizione di mezzo. Nelle nostre soap opera per esempio non incontriamo mai protagonisti davvero felici. Ci sono problemi, complicazioni. In questo siamo un po’ più sofisticati degli statunitensi. Da noi i risultati di una ricerca sulla contagiosità della gioia darebbe risultati frastagliati”. In uno studio che è considerato il fratello minore di quello attuale e che fu pubblicato nel 1984, Fowler e Christakis misurarono che vincere 5mila dollari alla lotteria poteva aumentare le probabilità di essere molto felici del 2 per cento.

Oggi dunque – sarà anche l’effetto della crisi – trovare un amico vale molto di più che trovare un tesoro. Una persona con cui si è in sintonia, se abita nel raggio di un chilometro e mezzo da casa propria, può innalzare le chance di gioia del 25 per cento. Un po’ meno efficace, ma sempre più prezioso della lotteria, è il contributo del partner con cui si convive (più 8 per cento), mentre fratelli e sorelle (purché, come sempre, abbastanza vicini da poterci scambiare un’occhiata o un abbraccio) contribuiscono con il 14 per cento. L’uso di una contabilità così minuziosa per misurare una sensazione impalpabile come la gioia può lasciare perplessi. Ma l’introduzione di indicatori numerici, oggettivi nei limiti del possibile, nella misurazione della felicità avvenne negli anni ’70. Fowler e Christakis hanno pescato i loro dati da uno studio che era nato nel 1948 per misurare la salute cardiovascolare di un gruppo di persone (il Framingham Heart Study), e si è esteso nel corso dei decenni anche al rapporto fra cuore e buon umore. Nei questionari distribuiti ai 5mila volontari, comparivano domande come “Sei ottimista nei confronti del futuro” o “Sei felice” e “Ti senti più soddisfatto rispetto agli altri”. “Tra individui dello stesso sesso – spiega Mario Bertini, professore di psicologia della salute alla Sapienza di Roma – la diffusione dell’emozione avviene molto più rapidamente che non fra individui di sesso opposto. E nello studio si vede anche un livello di reciprocità alto: chi dà gioia, spesso la restituisce“. Il contagio della felicità, hanno notato i ricercatori americani, non è limitato al contatto diretto ma riesce a penetrare fino a tre gradi di separazione. L’amico dell’amico dell’amico di una persona sorridente, pur non sapendolo, è infatti più felice anche grazie a lei. “Qualcuno che non conosciamo e non abbiamo nemmeno mai incontrato ? conferma Fowler ? può influenzare il nostro buon umore più di cento banconote nelle nostre tasche. È incredibile quanto potere abbiano le persone che ci vivono accanto“.

(5 dicembre 2008) da Scienze e Ambiente

“Piedibus”: Piccoli Gesti, Grande Futuro

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Il Piedibus è il modo più sano, sicuro, divertente ed ecologico per

andare e tornare da scuola.
E’ un autobus umano, formato da un gruppo di bambini “passeggeri” e

da due o più adulti “autisti” e “controllori”.


piedibus4Il Piedibus è un progetto che nasce in Danimarca. E’ attivo in Nord Europa e negli Stati Uniti e si sta diffondendo in moltissimi altri paesi.
Anche in Italia si inizia a parlare di Piedibus. Ci sono iniziative e progetti in molte città.

Alcuni sono curati ed organizzati dai Comuni o altre Istituzioni pubbliche, come le ASL, altri ancora da singole associazioni o dalle scuole.
Alcune iniziative sono in fase di progettazione, altre in fase di sperimentazione e altre ancora sono consolidate ed in fase di sviluppo.
Internet è una ricca fonte di spunti, informazioni, documentazione su tutte quelle problematiche che stanno alla base del Piedibus.

Si discute sull’importanza di dare autonomia ai figli, di migliorare il contesto urbano, sociale e ambientale in cui vivono, di renderli protagonisti di iniziative ed esperienze.

Tutto ciò è possibile, basta solo un pizzico di buona volontà e un pò di tempo disponibile.

piedibus21Lo sanno bene i genitori che hanno aderito all’iniziativa del “Piedibus“, che, già sperimentato con successo in altri Paesi Europei, rappresenta un’iniziativa concreta diretta a salvaguardare il futuro delle nuove generazioni attraverso piccoli gesti quotidiani, come appunto un nuovo modo di andare a scuola sicuro, salutare e, tra l’altro, divertente.

Il progetto prevede infatti l’accompagnamento a scuola dei bambini disposti in fila, come una sorta di “autobus umano”, sotto l’occhio vigile di due o più genitori che aprono e chiudono questo singolare trenino.

Il tutto, all’interno di un percorso casa-scuola assolutamente sicuro, con tanto di capolinea e fermate, individuato con l’aiuto dei Vigili Urbani.

Per garantire la massima sicurezza tutti i bambini indossano, inoltre, un gilet ad alta visibiità.

Insomma, un’iniziativa davvero importante:

Per fare movimento

Imparare a circolare

Esplorare il proprio quartiere

Diminuire traffico e inquinamento

Insieme per divertirsi

Bambini più allegri e sicuri di sè

Un buon esempio per tutti

Svegliarsi per bene e arrivare belli vispi a scuola

Invitiamo pertanto chiunque stia lavorando con i Piedibus e che condividono gli obiettivi di Piedibus.it a farci pervenire un articolo sulla propria iniziativa e a collaborare con noi mettendo a disposizione la propria esperienza.

http://www.piedibus.it

Articoli collegati:



Claudio Baraldi

Bambini e Società

Carocci Editore

Che cosa sappiamo dei bambini? In che modo la società può sostenerne lo sviluppo e la partecipazione? Siamo in grado di interagire con loro in modo corretto e di affrontarne bisogni e problemi?

Il volume descrive le nuove politiche sociali ed educative rivolte ai bambini, i principali progetti avviati per promuovere la loro partecipazione, le interazioni sociali rilevanti che li coinvolgono, analizzandone le conseguenze per la cultura complessiva della società.
Lo trovi su Macrolibrarsi



Vianna Stibal Guy Stibal

Theta Healing – Meditazioni per Bambini – CD audio

My Life Edizioni – Rossivideo.net

Il CD Audio in questa confezione contiene due straordinarie meditazioni per i ragazzi e per i bambini, condotte da Vianna Stibal, fondatrice del Thata Healing e un canto originale dei nativi americani, con spiegazione, eseguito in versione originale da Guy Stibal.

Le meditazioni aiuteranno i bambini e gli adolescenti a risvegliare e proteggere fin da subito le loro meravigliose capacità intuitive e di guarigione.

Questa è l’era in cui tanti Bambini Arcobaleno stanno nascendo su questa terra, per riportarla verso la luce e l’amore.

I bambini arcobaleno sono sensibili ed incredibilmente intuitivi, sono nati con una saggezza infinita e con la capacità di cambiare il mondo intorno a loro.Fin dall’antichità, il mondo aspettava l’arrivo dei bambini Arcobaleno!

La meditazione è sicuramente uno strumento utile alla loro evoluzione e a quella di tutti i bambini.

Il CD Audio contiene inoltre i brani musicali di Capitanata, adatti alla meditazione per bambini.

Contenuti del CD Audio:

* Incantation Valley
* Introduzione alla Meditazione per Ragazzi
* Meditazione per Ragazzi
* Piano Cascade
* Introduzione alla meditazione per Bambini
* Meditazione per Bambini
* Puja
* Canti Indiani
* Rosengarten Bleu
* Welcome

Lo trovi su Macrolibrarsi

Couchsurfing: Viaggiare in modo Alternativo ed Economico

couch2Couchsurfing:

Viaggiare in modo Alternativo

ed Economico

Oggi vi voglio proporre un argomento che appassiona molti di noi: i Viaggi.

Una modalità di viaggio ancora poco conosciuta.

Come avrete potuto notare la mia curiosità personale mi spinge a “mettere il naso” su fronti di varia natura e genere: la Ricerca Interiore, la Comunicazione, la Spiritualità, il Benessere Fisico, Mentale e Spirituale, la Lettura, la Danza, la Musica, la Psicologia e perchè no, sono sincera, anche il godimento della Natura e di tutto ciò che il mondo ci offre; in qualsiasi caso attraverso i post di questo blog mi propongo di incoraggiare ognuno di noi a sollevare molteplici considerazioni/riflessioni come pure a vedere le cose da angolazioni diverse cercando di andare oltre alla consueta lettura di tutto ciò che viviamo e sperimentiamo ogni giorno….

Invito Tutti dunque a partecipare alla condivisione di discussioni sugli argomenti proposti coinvolgendo anche i propri amici e lasciando un commento in coda agli articoli .

Torniamo all’argomento di oggi;

Per chi ha un innato spirito d’avventura, a cui piace conoscere nuove persone in giro per il mondo e dormire sopra un tappeto e non si spaventa più di tanto, beh, allora oggi esiste un nuovo modo di viaggiare pernottando a costo zero.

Stiamo parlando di Couchsurfing.com, un sito web che mette in comunicazione migliaia di persone in tutto il mondo, dividendole in due macro categorie:

  1. chi cerca e
  2. chi offre gratuitamente un divano (couch)couch

Molto simile ad un social network, permette di fare una ricerca molto dettagliata per trovare la sistemazione (e la compagnia) più adatta alle proprie esigenze; in questo modo è possibile girare il mondo semplicemente accettando l’invito a dormire nel divano di qualcuno che lo ha messo a disposizione con fiducia e accoglienza, dicendo così addio ai vecchi alberghi fatiscenti che regalano malinconia e raccogliendo oltretutto l’opportunità di stringere nuove amicizie e nuove condivisioni oltre le barriere dell’economia e del pregiudizio.

Dalle statistiche, al momento ci sono oltre 400.000 “couchsurfers” suddivisi in più di 200 paesi e 35.000 città; il motore di ricerca interno aiuta a selezionare il divano migliore in base alla nazione, città, età, sesso dell’ospitante e livello di verifica. Grazie a Couchsurfing fino ad oggi ci sono state quasi 600.000 esperienze positive e circa 400.000 nuove amicizie create.

couch1Quanti single viaggiano da soli e Couchsurfing può essere un’ opportunità anche per trovare l’anima gemella; inoltre, la maggior parte degli utenti ha la propria foto personale e quindi sarà facile evitare mostruose sorprese all’arrivo. Ovviamente è possibile anche rimanere comodamente a casa propria e mettere a disposizione il proprio divano ai nuovi ospiti.

Chi non ha visto il film “L’amore non va in vacanza” ??? ..che in qualche modo riporta all’esperienza di viaggio alternativo.

Chi di voi si sente pronto a fare questo tipo di esperienza?

Che ne pensate  di questo nuovo modo di viaggiare?

VACANZE ALTERNATIVE E GUIDE TURISTICHE SPECIALI

Sei stufo del solito viaggio commerciale?

Cerchi qualcosa di alternativo?

Sei alla ricerca di nuove mete?

Non vuoi più rovinare il tuo pianeta facendo turismo?

Entra nella sezione dedicata ai

Viaggi Alternativi e all’ Ecoturismo

scegliendo una categoria tra quelle proposte.

Buona Lettura!



luoghi-piu-belliGUIDE TURISTICHE

CITTA’ E LUOGHI DEL MONDO

ECOTURISMO

.

manuale-sopravvivenzagifTECNICHE DI SOPRAVVIVENZA

APPUNTI DI VIAGGIO

Coraggio e Determinazione o Tristezza e Rassegnazione? L’atteggiamento mentale di Jessica Cox

“Vorrei condividere, con Te che leggi in questo momento la storia che di seguito Ti sottopongo, una riflessione su quanto normalmente siamo formidabili nel lamentarci per ogni difficoltà che incontriamo nel nostro cammino; ci piace piangerci addosso e dare la colpa a chicchessia per le sventure che ci capitano in continuazione invece di apprezzare tutto ciò che abbiamo dentro e fuori di noi. Per tutte le opportunità che possiamo avere e che ci sfuggono di mano per la mancanza di consapevolezza, di fiducia in noi stessi, di autostima e soprattutto di Pensiero Positivo”.

Per questo motivo riporto la storia di

cox3

Jessica Cox

che, di primo acchito, potrebbe sembrare un esempio di tristezza e di rassegnazione. In un certo senso la situzione è questa, ma se riflettiamo un attimo su quello che fa e su come riesce a vivere (e apprezzare la vita) questa ragazza troviamo un significato davvero profondo nella sua storia. Un esempio di coraggio e determinazione quasi ineguagliabile a cui tutti dovremmo guardare com ammirazione.

Si tratta di una ragazza ora 25enne, i cui medici non hanno mai saputo spiegare il motivo per cui Jessica  nacque senza nè braccia nè mani. Nessuno dei test prenatali fatti su sua madre aveva mostrato qualcosa di negativo. Ma Jessica è nata con questa rara malattia congenita, accompagnata, però, da un grandissimo spirito.
coxJessica ha iniziato ad usare le gambe per cose che la maggior parte di noi può fare solo con le mani. Ha imparato a mangiare,scrivere e in tutta la sua infanzia ha intrapreso attività come cox1la danza, nuoto e ginnastica.  Ha praticato Tae-Kwan-do fin dall’età di 10 e ha avuto la sua cintura nera a 14.

Non ha,incredibilmente, nessuna restrizione sulla patente di guida,cox4 pilota gli aerei cox2e riesce a digitare 25 parole al minuto.cox5

Jessica Cox non ha mai amato farsi compatire e nemmeno questo spazio a Lei dedicato vuole assolutamente fare questo; possiamo chiederci invece: se noi avessimo solo la metà della sua voglia di vivere e del suo sorriso anche la nostra vita potrebbe cambiare!

Ecco come spesso e volentieri da una grande difficoltà avuta nella vita si possono ottenere grandi risultati.
La maggior parte di noi, se fossimo nati senza braccia, si sarebbe rassegnata ad una vita di depressione. Ma non Jessica. Lei ha sviluppato una grandissima abilità nell’uso dei suoi arti inferiori con cui fa praticamente tutto!

Incredibile! Osserviamo dalle immagini come questa creatura affronta, o meglio vive, la sua vita con gioia e serenità.

Forza, Determinazione, Coraggio, Motivazione, Atteggiamento Mentale e Pensiero Positivo hanno reso la sua vita diversa e piena di gioia.

Quando cambia il nostro Atteggiamento Mentale, cambia la nostra vita se solo lo desideriamo.

Grazie Jessica.


Strumenti Consigliati su Motivazione e Atteggiamento Mentale




Anna ZanardiAutomotivazione

Per crescere bene fuori bisogna prima crescere bene dentro

Franco Angeli EditoreScoprirete leggendo questo libro che la vera chiave del cambiamento e della crescita professionale non è esterna a voi, ma sta dentro di voi e si chiama automotivazione.

Cosa realmente porta una persona a ingranare una marcia in più? Una nuova convinzione, un’ulteriore buona abitudine, l’acquisizione d’informazioni chiare ed efficaci? Questo sicuramente, ma ci vuole di più.

Bisogna imparare a crescere dentro per crescere fuori. Siate uno studente, un giovane che deve entrare nel mondo del lavoro, un tecnico, un dirigente, un imprenditore che vuole affermarsi, un genitore che vuole insegnare ai propri figli ad automotivarsi, un operatore sociale che deve aiutare altri a superare problemi, uno sportivo che si propone sfide ambiziose, questo libro sarà prezioso per voi.

Gli autori non si limitano a illustrarvi, con uno stile piacevole e piano, tutte le tecniche di automotivazione, ma vi aiutano concretamente a far emergere quelle dimensioni personali e professionali che vi permetteranno d’ottenere risultati maggiormente efficaci da voi stesso, dai vostri familiari e dai vostri collaboratori.

Nel volume troverete tutti gli esercizi e i metodi per sviluppare prima in voi, poi in chi vi sta accanto:

* la capacità d’analisi;
* l’autostima;
* l’equilibrio emotivo;
* il benessere psicofisico;
* e molto altro.

Non è un libro che potrete leggere passivamente, anzi dovrete contribuire voi stessi a scriverlo: rispondendo a molte domande, compilando test e questionari, stilando il vostro profilo personale. Al termine saprete esattamente quali sono le vostre risorse motivazionali inespresse e come realizzarle, per voi e per gli altri.

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Roberto ReMotivare e Motivarsi – DVD

Il “Re” della motivazione insegna le strategie per tirar fuori il meglio da se stessi e dagli altri

HRD Italia

Un videocorso straordinario con Roberto Re per capire come trovare in noi stessi e negli altri l’origine dell’entusiasmo e della voglia di fare e imparare a governarne le dinamiche.

Tutti abbiamo vissuto l’esperienza di sentirci “motivatissimi”, di non poter sbagliare, pieni di energia e di voglia di fare. Sicuramente abbiamo sperimentato anche l’esperienza dì segno opposto, un momento in cui tutto è andato storto, in cui abbiamo ottenuto dei risultati estremamente negativi rispetto alle nostre aspettative… E abbiamo altrettanto notato questo alternarsi di stati in altre persone (collaboratori, colleghi, familiari, amici…).

Dov’è la differenza? Siamo le stesse persone o no? E dunque dovremmo dover disporre sempre delle stesse risorse. E allora come si spiega che una volta ci sentiamo motivati e altre volte scarichi e senza voglia di fare alcunché? Da dove nasce la motivazione? E’ qualcosa che “capita” o è invece possibile determinarne il livello? Qual è la forza tramante dei nostri comportamenti? Cosa ci spinge ad agire e ci da forza ed energia? Come trovare in sé la motivazione necessaria tutte le volte che vogliamo e come aiutare chi ci sta intorno a farlo?

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OshoMeditazione motivazione e management
Oshoba
Quale rapporto col denaro? Quale con il lavoro? Come si comporta un professionista zen? Scoprire le proprie risorse interiori, superare i modelli, il sistema di credenze, le abitudini che limitano la capacità di godere del proprio lavoro e di farlo al meglio. Entrare in contatto con i propri interessi esistenziali, imparare ad aiutare gli altri e ad essere aiutati da loro, rendendosi disponibili a lavorare in squadra.

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Aborto: “Priorità è eliminare quello per motivi economici, non la Ru 486”

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Aborto: “Priorità è eliminare quello per motivi economici, non la Ru 486”

In questi ultimi giorni si è tornato a discutere molto dell’introduzione in Italia della pillola abortiva Ru 486, che viene intesa soprattutto come una soluzione alternativa, meno invasiva e dolorosa, dell’aborto chirurgico praticato attualmente. Non entriamo nello specifico dibattito pro o contro questa pillola, ma vuole evidenziare quanto il punto centrale della questione non sia il ‘come’ avviene l’aborto ma il perché. E’ solo analizzando questo, al di fuori di ogni ideologia, che si riusciranno probabilmente a prevenire molte interruzioni di gravidanza. In particolar modo ci si dovrebbe concentrare sull’eliminazione di quegli aborti che avvengono per motivi economici, come ha sottolineato la presidente del Moige Maria Rita Munizzi. “E’ necessario che si affronti veramente il fenomeno aiutando tutte quelle donne che non possono per motivi economici fare la scelta di portare a termine la gravidanza e tenere il proprio bambino. La questione delle difficoltà economiche, causa molto diffusa nella scelta di abortire per la donna, deve essere affrontata con decisione, perché uno Stato civile deve mettere la donna nella condizione di operare una scelta veramente libera, garantendole un adeguato sostegno economico nel caso decida di portare a termine la gravidanza. Una vera politica della maternità deve partire da questo: dove lo Stato spende circa diecimila euro per ogni interruzione di gravidanza, si dovrebbe offrire almeno la stessa cifra a chi decide di portare a termine la gravidanza garantendo così una parità di trattamento economico per ambedue le scelte”.

Moige MovimentoItalianoGenitori http://www.genitori.it

..e proprio in questi giorni di Natale che parliamo di Natività…

PERCHE’ NON FARLO NASCERE?…

Il tuo bambino chiede di continuare a crescere fino al giorno in cui verrà alla luce e si manifesterà in tutta la sua meraviglia!
Ma forse la tua è una gravidanza inattesa, non scelta, forse ti trovi sola in situazione di difficoltà familiari o economiche che non ti permettono di gioire per la vita che è in te.
Per questo molti movimenti e associazioni si offrono di sostenerti e di cercare insieme le risposte ai tuoi bisogni e a quelli del TUO BAMBINO.

In quanto donna in gravidanza hai dei diritti:

Ci sono servizi sociali, sanitari e assistenziali ai quali puoi accedere; ci sono case famiglia disponibili ad accoglierti insieme al tuo bambino.

Due Numeri Verdi “PER LA VITA”

MPV – MOVIMENTO PER LA VITA ITALIANO – SOS Vita

Movimento Italiano per la Vita

Movimento Italiano per la Vita

comunita numero verde 800035036


QUALORA TU NON POSSA TENERLO CON TE, CI SONO FAMIGLIE AFFIDATARIE PRONTE AD ACCOGLIERLO; ANCHE SE MALATO.

INOLTRE HAI IL DIRITTO A  PARTORIRE NELL’ANONIMATO E DARE IN ADOZIONE IL TUO BAMBINO.

NON PRENERE UNA DECISIONE AFFRETTATA !!!

NON ABORTIRE: negheresti il diritto alla vita al tuo bambino e procureresti una ferita incancellabile a TE stessa!!!

Elenco:  “CASE D’ACCOGLIENZA PER NUCLEI MADRE-BAMBINO” su http://www.fuocovivo.org/MOVIMENTO/perchenonfarlonascere.htm



AA. VV. Il DonoQuello che RestaParlare dell’aborto partendo dall’aborto
Vita Nuova Editrice

“Quello che resta” denuncia l’urgenza di affrontare il problema dell’aborto, partendo dall’aborto. Partendo dalla donna.

Storie di donne, storie di bambini, vita vera.

Vengono messe in luce, una volta per tutte, senza ipocrisie, le conseguenze drammatiche delle donne che decidono di interrompere volontariamente la propria gravidanza.

Paura, solitudine, sofferenza, illusioni ed infine un dolore profondo che non dà tregua e non passa nemmeno a distanza di anni.

Psicologi, medici, psichiatri, mettono a disposizione la loro esperienza professionale per “spiegare” questo dolore e aiutare la donna ad attraversare il lutto, perchè diventi un cammino verso la redenzione, la rinascita, il perdono.

Un tema scottante, senza bandiere, senza politica e al di là del proprio credo religioso, perchè a raccontarsi sono proprio le protagoniste, le donne in quanto esseri umani, in quanto persone.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Giuditta DembechL’Ombra del CiliegioIl lato occulto della nascita, gestazione, aborto – Un dramma del nostro tempo
L’Ariete

Questo libro fa luce sul dramma di chi deve scegliere se portare avanti una gravidanza o interromperla.
Scritto in prima persona da una donna per le altre donne, scorre veloce come un romanzo ma colpisce al cuore gli uomini che, spesso esclusi, ignorano la portata di questo dramma…

Biografia di Giuditta Dembech: Giuditta Dembech, nata nel 1947, è un personaggio simbolo della “New Age” italiana. E’ scrittrice, giornalista, teosofa e divulgatrice. Ha continua…
Lo trovi su Macrolibrarsi

Attualità – Crisi finanziaria 2008…Il falò delle banalità …

seminario-finanziario-come-investire-e-salvare-i-propri-risparmi-innanzi-al-nuovo-1929_19227 Attualità – Crisi finanziaria 2008…

Il falò delle banalità …

Le emittenti nazionali fanno ormai a gara ad organizzare nei loro palinsesti la tal puntata di turno incentrata sulla crisi finanziaria del 2008, invitando uno stuolo di politici e pseudo giornalisti finanziari improvvisati economisti che fino a qualche mese fa se ne uscivano con sparate del tipo “tanto l’economia europea è sana e la crisi dei mutui più di tanto non cagionerà danno al nostro sistema bancario”.

Opinionsiti degni di un titolo di laurea honoris causa rilasciato dall’Università per Barbieri di Paperopoli. Adesso sono diventati tutti catastrofisti e terroristi finanziari, alla faccia del falso ottimismo e garantismo che si sciorinava nei dibattiti pubblici sino a qualche semestre fa. Una fenomenale opera di banalizzazione e volgare semplificazione di quanto sta accadendo che non consente di spiegare in modo esaustivo a livello socioeconomico e macroeconomico l’attuale scenario di mercato.

Mi piace in particolar modo come vengono dipinti e rappresentati i mutui subprime (che tra l’altro esistono da decenni) ovvero come mutui erogati agli homeless che girano con le buste ed i carrelli della spesa rubati a qualche jet market. Niente di più fuorviante: quando in realtà rappresentano mutui erogati a soggetti che hanno un credit score (punteggio di merito creditizio) inferiore a 670 punti (su una scala valori che va da 500 a 850), in seguito a tardivi o mancati pagamenti su prestiti precedentemente concessi o impegni di pagamento verso utenze di servizi primari (bollette della luce, gas e telefono). Dai subprime si devono distinguere i mutui “nodocs” ovvero “no documents” quelli concessi a soggetti privi di un lavoro a tempo indeterminato e senza mezzi patrimoniali propri, mutui che erano sin dall’inizio destinati ad essere titolarizzati (faccio notare che questa tipologia di mutui ipotecari li hanno erogati anche in Italia ai cosi detti precari, i nuovi morti di fame in giacca e cravatta).

Sappiate comunque che oltre il 25 % della popolazione americana rientra nella categoria di affidamento subprime, mentre il restante 75 % si divide nelle altre due fasce: i soggetti prime e midprime. Tuttavia l’apoteosi di questo falò di banalità propinatoci dai media nazionali l’abbiamo con le spiegazioni sull’origine della crisi (secondo loro passeggera) riconducibili ad una semplice argomentazione: le banche americane che hanno prima concesso mutui a tutti e successivamente hanno cartolarizzato all’inverosimile. Niente di più fuorviante! L’attuale scenario che stiamo vivendo non rappresenta infatti una crisi generale del sistema finanziario quanto piuttosto una fase terminale che scaturisce dalla convergenza delle conseguenze economiche e sociali causate dal WTO. L’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization), nata dalle ceneri del GATT (un sistema multilaterale di accordi internazionali per favorire il commercio mondiale voluti dagli USA nel 1947 per controllare e dominare l’economia di tutto il pianeta) ha uno scopo principe ovvero promuovere la globalizzazione di tutti i mercati, tanto finanziari quanto alimentari. Un mercato globalizzato presuppone l’abbattimento di tutte le barriere commerciali (dazi e restrizioni doganali) unito all’abolizione dei sussidi all’agricoltura assieme alla libera circolazione dei capitali.

Proprio il WTO ha reso conveniente e possibile le tanto famigerate delocalizzazioni produttive che hanno rappresentato sia per gli USA quanto per l’Unione Europea un autentica emorragia di posti di lavoro e capitali a favore di paesi come la Cina e l’India che adesso vengono considerate le due fabbriche del pianeta. Le grandi corporations industriali, sfruttando le economie di scala attraverso i ridicoli costi di manodopera di questi paesi, hanno potuto in questo modo aumentare a dismisura i loro profitti a parità di output produttivo, il quale poteva venire assorbito solo dai mercati occidentali statunitensi ed europei. A fronte di questo diabolico arricchimento di pochi si è contrapposto un drammatico depauperamento in Occidente a causa della polverizzazione dei posti di lavoro ed a causa della concorrenza spietata di prodotti e beni di consumo importati che spazzano via per convenienza economica sul prezzo quelli autoctoni.

La trasformazione del tessuto sociale ed imprenditoriale tanto negli USA quanto in Europa, che adesso devono convivere con il mostro che hanno creato ovvero un esercito di impiegati ed operai senza alcuna prospettiva lavorativa ed una occupazione a singhiozzo, ha lentamente impoverito il paese creando nuove sacche di povertà e disagio sociale a ritmo costante. Solo con il ricorso al debito questi zombie globalizzati hanno potuto continuare a consumare come prima, fino a quando non si è raggiunta la saturazione finanziaria. Nessuno ha fatto ancora notare come in questi ultimi anni tutto è stato venduto a rate, dalle abitazioni alle vacanze alle isole tropicali, causa estinzione della capacità di risparmio, soprattutto nelle giovani generazioni. Il peggioramento dello scenario planetario porterà ad un consistente ridimensionamento dei fatturati delle imprese a cui faranno seguito un crollo del gettito fiscale ed un aumento vertiginoso della disoccupazione.

Le borse in questi termini ci possono aiutare a leggere il futuro: si comportano letteralmente come un termometro che misura la temperatura dello stato febbrile, i loro continui crolli rappresentano un sensibile ridimensionamento delle proiezioni degli utili attesi in futuro e quindi della capacità di fare profitto per le aziende nei prossimi anni. Dalla contrazione del credito bancario concesso alle imprese passando per il crollo del mercato dei consumi, le aspettative future sono tutt’altro che confortanti. Per comprendere la gravità di quanto stiamo vivendo vi voglio ricordare che durante la Grande Depressione degli anni Trenta oltre il 60 % della popolazione mondiale era impiegata nel settore primario (agricoltura) e le donne non avevano una presenza consistente nel mondo del lavoro visto che la società era organizzata attorno al modello della famiglia patriarcale. Oggi l’1 % del pianeta mantiene il restante 99 % sul piano alimentare, mentre la società è caratterizzata da una spiccata presenza della donna nel mondo lavorativo a cui si deve affiancare il modello di famiglia mononucleare che ha sostituito quella patriarcale. Se in futuro dovessimo descrivere all’interno di un libro quest’epoca infelice e la sua futura evoluzione, adesso ci troveremmo a leggere la prefazione.

tratto dal sito della rivista “Il Consapevole” http://www.ilconsapevole.it

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