La Felicità è contagiosa

felicita-contagiosa Il contagio della felicità così può trasmettersi.

Una ricerca americana – durata 20 anni, con 5.000 persone osservate – dimostra come la gioia passi di persona in persona di ELENA DUSI

La felicità non riesce a stare sola. Traspare dagli occhi, trasuda nelle mani, vibra nel corpo e alla fine come un virus scappa e si trasmette a chi si trova accanto. E c’è un gruppo di scienziati che ha provato a disegnare una mappa del “contagio”, chiedendo a 5mila individui, per ben vent’anni di seguito, quanto si sentissero felici, facendo il riscontro con mogli, fratelli, amici e vicini di casa. A furia di unire puntini colorati (le persone, ognuna con il suo punteggio del buon umore) si è formato sul tavolo dei ricercatori americani un disegno che sembra quello di una mano innervata da vasi sanguigni. Ogni pulsazione della felicità parte da un punto e si trasmette come un fluido lungo tutto l’organismo. Non tutto è rose e fiori, ovviamente. Anche il contagio segue le sue regole, e gli autori della ricerca “La diffusione della felicità in un’ampia rete sociale di individui”, pubblicata il 5 Dicembre 2008 sul British Medical Journal, ne hanno individuate alcune. La legge del contagio, per iniziare, non sembra funzionare fra colleghi. Il luogo di lavoro è come un cuscinetto che blocca il flusso di felicità da un individuo all’altro” spiegano James Fowler dell’università della California a San Diego e Nicolas Christakis dell’Harvard Medical School. I due (sociologo il primo, un medico specializzato nel rapporto fra umore e salute il secondo) sono gli autori di uno studio che ha scavato fra montagne di dati, interviste e fatti personali relativi a 5.124 persone negli Stati Uniti. Nonostante il successo dei gruppi su Internet – è la seconda regola del contagio – le emozioni positive non sono capaci di viaggiare né in rete né via telefono. Come un virus vero e proprio, la felicità per trasmettersi ha bisogno del contatto fisico. E questo ci riporta un po’ più indietro nella nostra scala evolutiva, ai tempi in cui la tecnologia delle comunicazioni non aveva ancora messo le ali. “Molte delle nostre emozioni si trasmettono attraverso i segnali del corpo, e il viso ha un ruolo principe in questo”, spiega Pio Ricci Bitti, che insegna psicologia all’università di Bologna e ha studiato la comunicazione dei sentimenti tra gli uomini. “

Il contagio dipende probabilmente dal meccanismo dell’empatia e dei neuroni specchio. Quando osserviamo una persona manifestare un sentimento, nel nostro cervello si attivano le stesse aree che sono “accese” in quel momento nel cervello dell’interlocutore”. Nell’ultimo decennio lo studio dei neuroni specchio – iniziato in Italia, a Parma, dal neuroscienziato Giacomo Rizzolatti – ha aiutato molto a spiegare come avviene la condivisione delle emozioni e come individui diversi possano entrare “in sintonia”. I detrattori di questa teoria sostengono che il meccanismo dell’empatia (negli uomini come negli animali) scatti solo quando osserviamo un altro individuo muoversi. Ma se consideriamo i gesti che una persona compie con il viso e il resto del corpo quando è felice, non è difficile completare il salto dai movimenti del corpo alle emozioni della mente. “E non solo la gioia può trasmettersi in questo modo. Pensiamo alla commozione e al pianto, quanto rapidamente invadono un gruppo di persone riunite insieme”, aggiunge Ricci Bitti. Commozione e felicità viaggiano veloci tra gli uomini. Non così avviene invece per la tristezza, che nella mappa dei ricercatori americani rimane confinata in piccoli bacini privi di emissari. A tutte le loro conclusioni, Fowler e Christakis hanno dato anche un riscontro numerico. Una persona che abbia un amico, parente o partner felice ha una probabilità di essere anch’egli soddisfatto più alta del 9 per cento rispetto alla media. Stare invece accanto a un individuo depresso fa aumentare l’umore grigio solo del 7 per cento. Ma Paolo Legrenzi, psicologo che insegna all’università Iuav di Venezia e per Il Mulino ha scritto “La felicità“, trova un carattere molto americano in questo dato, che non necessariamente ha corrispondenza sul nostro versante dell’oceano. “Oggi negli Stati Uniti la felicità ha un valore sociale positivo, mentre la tristezza non è vista di buon occhio. E questo porta gli individui depressi (ma magari sono solo malinconici) a isolarsi”. Ecco che nello studio del British Medical Journal la tristezza diventa una macchia senza ramificazioni. “Ma se pensiamo alla Germania romantica dell’800, erano piuttosto gli allegroni a doversi nascondere per non fare la figura di individui superficiali e vuoti. In quel caso avremmo avuto dei risultati completamente capovolti. L’imperatore Adriano di Marguerite Yourcenar, nonostante il suo incedere malinconico, è felice per aver raggiunto maturità ed equilibrio. E noi in Italia siamo in una posizione di mezzo. Nelle nostre soap opera per esempio non incontriamo mai protagonisti davvero felici. Ci sono problemi, complicazioni. In questo siamo un po’ più sofisticati degli statunitensi. Da noi i risultati di una ricerca sulla contagiosità della gioia darebbe risultati frastagliati”. In uno studio che è considerato il fratello minore di quello attuale e che fu pubblicato nel 1984, Fowler e Christakis misurarono che vincere 5mila dollari alla lotteria poteva aumentare le probabilità di essere molto felici del 2 per cento.

Oggi dunque – sarà anche l’effetto della crisi – trovare un amico vale molto di più che trovare un tesoro. Una persona con cui si è in sintonia, se abita nel raggio di un chilometro e mezzo da casa propria, può innalzare le chance di gioia del 25 per cento. Un po’ meno efficace, ma sempre più prezioso della lotteria, è il contributo del partner con cui si convive (più 8 per cento), mentre fratelli e sorelle (purché, come sempre, abbastanza vicini da poterci scambiare un’occhiata o un abbraccio) contribuiscono con il 14 per cento. L’uso di una contabilità così minuziosa per misurare una sensazione impalpabile come la gioia può lasciare perplessi. Ma l’introduzione di indicatori numerici, oggettivi nei limiti del possibile, nella misurazione della felicità avvenne negli anni ’70. Fowler e Christakis hanno pescato i loro dati da uno studio che era nato nel 1948 per misurare la salute cardiovascolare di un gruppo di persone (il Framingham Heart Study), e si è esteso nel corso dei decenni anche al rapporto fra cuore e buon umore. Nei questionari distribuiti ai 5mila volontari, comparivano domande come “Sei ottimista nei confronti del futuro” o “Sei felice” e “Ti senti più soddisfatto rispetto agli altri”. “Tra individui dello stesso sesso – spiega Mario Bertini, professore di psicologia della salute alla Sapienza di Roma – la diffusione dell’emozione avviene molto più rapidamente che non fra individui di sesso opposto. E nello studio si vede anche un livello di reciprocità alto: chi dà gioia, spesso la restituisce“. Il contagio della felicità, hanno notato i ricercatori americani, non è limitato al contatto diretto ma riesce a penetrare fino a tre gradi di separazione. L’amico dell’amico dell’amico di una persona sorridente, pur non sapendolo, è infatti più felice anche grazie a lei. “Qualcuno che non conosciamo e non abbiamo nemmeno mai incontrato ? conferma Fowler ? può influenzare il nostro buon umore più di cento banconote nelle nostre tasche. È incredibile quanto potere abbiano le persone che ci vivono accanto“.

(5 dicembre 2008) da Scienze e Ambiente

Semplice Abbondanza

Semplice Abbondanza

abbondanzaE’ il termine usato da Sarah Ban Breathnach per dire che…. le cose semplici, apprezzate e assaporate…, ci fanno vivere nell’Abbondanza, un’abbondanza fatta di cose che già abbiamo, ma che non sappiamo goderci…

Il suo libro “L’incanto della vita semplice” è una sorta di diario, comincia con qualche paginetta per il 1° gennaio e continua così fino al 31 dicembre…, un percorso di crescita che dura un anno, perché lento è il vero processo della consapevolezza
Ma può essere iniziato in qualunque momento dell’anno, cominciando la lettura dalle pagine del giorno in corso, purchè a questo si faccia precedere la lettura di tutto il mese di gennaio, perché introduce i 6 principi che fanno da base a questa “filosofia” della semplice abbondanza, indicando anche alcuni “trucchetti” per metterli in pratica. I 6 principi sono:
La gratitudine (è la base: bisogna prima imparare a rendere grazie di ciò che si ha, tutti i giorni, e uno “strumento” è il Diario della Gratitudine, nel quale annotare ogni sera almeno 5 cose per cui essere grate quel giorno, e se fosse stato un “giorno no”, ci sono sempre 5 cose di cui rendere grazie, come la salute, il tetto che ci copre la testa e costituisce la nostra casa, la famiglia, ecc….).
La semplicità: quando si è grati di ciò che si ha, si impara ad apprezzare le cose semplici, secondo i propri gusti e il proprio cuore, si impara a fare “escursioni creative”, da visite nei negozi di robivecchi-antiquariato, indumenti usati, nuovi complementi di arredo per la casa, una passeggiata nei prati, un caffè gustato, una musica dolce mentre si lavano i piatti, con tanto di olio essenziale profumato che diffonde il suo aroma per casa, la lettura di un libro in veranda, ecc…
L’ordine: apprezzare le cose semplici, pone ordine nella propria vita, fa capire quali sono le cose veramente importanti, le “priorità” e ciò aiuta…, a non perdersi dietro mille cose, mille desideri da inseguire, mille “brame”, e a seguire le cose importanti per il proprio cuore… Anche fare ordine in casa aiuta a fare ordine nei propri pensieri…
L’armonia: essere consapevoli delle proprie priorità, che ovviamente possono essere le cose piacevoli per noi, non solo le nostre responsabilità…, permette di raggiungere una situazione di equilibrio/armonia fra piaceri e “doveri”…, l’agognata serenità…, che ti fa godere a sua volta delle cose semplici…
La bellezza: essere in armonia…, aiuta a essere consapevoli delle cose belle per il nostro cuore…, non solo gli oggetti…, ma anche una passeggiata in una galleria d’arte o in un mercatino dell’usato nella pausa pranzo…., starsene seduti ad ammirare la natura nel bel messo di un prato… Quando ciò che è bello per noi ci avvolge…., che cosa ci manca????
Gioia: esiste la gioia di vivere, non la felicità….! La felicità è un concetto astratto.., si basa sul fatto che riusciamo ad avere e fare tutto ciò che è nei nostri sogni…., ma questo non rappresenta la realtà… Quando riusciamo ad affrontare con serenità le nostre responsabilità e gli ostacoli della vita, grazie a un’armonia interiore.., quando riusciamo a circondarci di cose belle…, ogni difficoltà viene superata…. e siamo capaci di gioire delle piccole e grandi cose, anche di un solo attimo appagante delle giornata, che ci siamo cercate con le strategie della Semplice Abbondanza…. e allora …., abbiamo la gioia di vivere, sempre, e nonostante tutto…!

Strumenti/trucchi di Semplice Abbondanza che Sarah insegna a usare sono: il Diario della Gratitudine, il Diario del Dialogo Interiore, Il Diario Illustrato delle Scoperte (assomiglia al diario dei desideri di Altea!…), la Mappa del Tesoro, La meditazione dello Specchio d’Oro, ecc. ecc. ecc….

da http://energetica.splinder.com

La Purificazione

immaginazione_positiva La Purificazione

un Gatha di Hazrat Inayat Khan

È la natura della memoria a tenere un’impressione, gradevole o sgradevole, e perciò una persona tiene un pensiero nella mente, sia che faccia bene per lei o no, senza sapere il risultato che arriva da questo. È come un bimbo che tiene in mano un sonaglio e si batte la testa con questo e piange per il dolore ma non butta via il sonaglio. Ci sono tanti che tengono nella loro mente un pensiero di malattia o un pensiero di sgarbatezza fatta a loro da qualcuno e soffrono di questo, tuttavia non sanno cos’è che li fa soffrire, né comprendono la ragione della loro sofferenza. Continuano a soffrire e tuttavia tengono nella memoria proprio la fonte della sofferenza.

La memoria deve essere il nostro servo obbediente; quando è il padrone, allora la vita diventa difficile. Una persona che non è in grado di buttare via dalla sua memoria ciò che non desidera tenere nella mente, è come una persona che ha una cassaforte, ma ha perso la chiave di quella cassaforte. Può metterci dentro dei soldi ma non può tirarli fuori. Ogni facoltà nell’uomo diventa inestimabile quando una persona è capace di usarla a volontà, ma quando le facoltà usano la persona, allora lei non è più padrona di se stessa.

La concentrazione è insegnata dai mistici allo scopo di esercitare la volontà, rendendola capace di fare uso di tutte le facoltà. Una persona con forza di volontà è in grado di ricordare ciò che desidera ricordare e può dimenticare ciò che desidera dimenticare. Ogni cosa che ci priva della nostra libertà nella vita è indesiderabile. La mente deve essere libera da ogni impressione cattiva della vita, che toglie la quiete e la pace della vita. Concentrandosi si è capace di mantenere un certo pensiero che si desidera mantenere e tenere lontano ogni altro pensiero, e quando si è capace di tenere lontano tutti i pensieri che non si desiderano pensare, diventa facile il buttare via le impressioni d’anni, se si desidera dimenticarle. Cattive impressioni, per quanto siano vecchie e intime, sono come rifiuti accumulati, che dovrebbero essere tolti per pulire la casa. Il cuore umano è la casa dell’anima, e dalla casa dipende il conforto e la pace dell’anima.

http://www.movimentosufi.com/Purification_Khan.html

bi

Corso di Andrea Pangos:

Trasformare il rancore in Perdono e i sensi di colpa in Amore

LA Mente Quieta

quieta-mentale1 LA MENTE QUIETA

È UNA SORGENTE DI SOLUZIONI

Per aumentare la qualità della risoluzione dei problemi è importante che la mente non rimugini sui loro come e perché e sulle risoluzioni che crede siano le migliori, ma è bene che si quieti per farsi trovare dalle risposte essenziali. Cercare di comprendere per forza i (presunti) perché, le (presunte) conseguenze, le (presunte) cause… può facilmente essere un modo della mente:

– di turbarsi e ostacolare l’emersione di risposte qualitative;

– di opporsi alla maturazione della consapevolezza,

– di aggrovigliarsi e perdersi nei meandri del concettualizzare non consapevole, alla ricerca di fuorvianti risposte dualistiche, mentre quelle fondamentali non lo sono. Cercando risposte in modo poco consapevole la mente induce anche la formazione di risposte poco veritiere condizionate da forme pensiero ed emozione limitanti e devianti;

– di sforzarsi per mantenere il controllo che immagina di avere e questo è una prova della sua  incapacità di abbandonarsi alla Reale Identità ed è un ostacolo per la risoluzione  dei problemi;

– di star trovando le vere ragioni, mentre sta soltanto girando attorno ai propri abbagli, fuorviata dal tentare di definire la causa di ciò che è:

o        senza una ragione precisa, nel senso che è una conseguenza di processi onnicomprensivi – tutti i processi influiscono in una certa misura su tutti i processi;

o        fondamentalmente senza ragione perché avviene come conseguenza delle cause effettive che essendo sul piano della Coscienza sono “di là” di ogni ragione, la quale è relativa all’intelletto e in senso più ampio alla mente. In base al sapere con cui è programmato l’intelletto, la mente  può definire una miriade di ragioni (cause) e molteplici possibili conseguenze. Queste definizioni e conclusioni possono essere più o meno qualitative, ma non possono in alcun modo cogliere veramente nel segno. Nell’ambito della Coscienza  non ci sono né pensieri, né avvenimenti, né emozioni, né immagini, né tempo, né spazio, né alcuna ragione (definibile intellettualmente), ma ci sono processi di là della comprensione. Le cause effettive sono sempre incomprensibili.

Quando passeremo oltre la comprensione, avremo la Conoscenza. La ragione fu l’aiuto, la ragione è l’ostacolo.

Sri Aurobindo

Le risposte qualitative ed essenziali emergono con il quietarsi della mente. Divenire veramente significa sostanzialmente il quietarsi della mente, non il suo turbarsi con analisi nocive che spesso diventano analisi dell’analisi dell’analisi dell’analisi…

Non falcidiarti l’intelletto con domande sul come e sul perché!

Cogli semplicemente la pienezza dell’attimo che è.

Vivilo pienamente.  Essendo l’attimo stesso, sino al trascendimento del tempo.

Domanda forse banale ma sicuramente molto indicante: Per fare l’acquisto migliore, è più saggio paragonare i prezzi di mille negozi, oppure venire a sapere direttamente qual è il negozio ottimale per l’acquisto?!

Trasforma la ragione in un’intuizione ordinata; che tutto in te sia luce. Questa è la tua meta.

Sri Aurobindo

Fonte: http://www.andreapangos.it/aiutare_il_prossimo_e_se_stessi_e_il_mondo.html

bi

Corso di Andrea Pangos:

Trasformare il rancore in Perdono e i sensi di colpa in Amore

La depressione ci mette in contatto con noi stessi”

Metamorfosi/ Raffaele Morelli:

“La depressione ci mette in contatto con noi stessi”

depressione“La depressione viene ad azzerare il pensiero, il dolore psichico prende il sopravvento imponendo di fermare i progetti e le diverse occupazioni della vita quotidiana. La depressione diventa così un fattore provvisorio di chiusura con il mondo, qualcosa che ci induce a rivolgere le nostre energie verso l’interno, più semplicemente a guardarci dentro e a capire meglio qualcosa di noi stessi”, spiega  Raffaele Morelli, psichiatra e direttore di Riza Psicosomatica.


Si può dire che, se ben compreso, uno stato di disagio psichico può essere un’occasione di evoluzione?
“Sì. Facciamo un esempio. Quando una persona coinvolta in una relazione sentimentale infelice non riesce a manifestare la sua insoddisfazione al partner, la depressione arriva naturalmente a segnalare una condizione di malessere, una situazione irrisolta. E, così, senza che sia necessario dire nulla la relazione finisce da sé, perché una delle due persone non è più in grado di continuarla. In questi casi accade che la parte più autentica di noi ci dice che la vita che conduciamo non è in linea con la nostra vera natura. In questi casi il dolore non va fuggito, ma ascoltato per comprendere quello che vuole dirci il nostro io profondo”.

Perché nel nostro tempo le depressioni sono così diffuse?
efficienza“Perché leghiamo la nostra idea di felicità a standard esteriori di successo ed efficienza, modelli imposti dalla società e uguali per tutti. Al contrario ognuno dovrebbe ascoltare le sue vere esigenze. Ogni persona è un po’ come un albero. Per stare in pace deve fiorire. Il che vuol dire che ognuno deve realizzare la sua vera natura. Quando ci allontaniamo da noi, inevitabilmente, stiamo male. La depressione viene a darci una mano, a farci capire che stiamo sbagliando qualcosa”.

Quando una persona vive un momento di sofferenza psichica cosa deve fare?
“In primo luogo il dolore non va combattuto, ma accolto, guardato. Bisogna abbandonarsi e lasciarsi portare dalla tristezza, senza farsi domande. E’ importante in questi casi liberare la mente dai pensieri e non interrogarsi sulle possibili cause del dolore. Così, in assenza di pensiero, al dolore segue uno stato di vuoto e dopo una sensazione di liberazione e felicità. E poi può servire parlare con uno specialista che ci aiuti a comprendere le cose che nella nostra vita non funzionano e che noi non riusciamo a riconoscere”.

E’ favorevole all’uso degli psicofarmaci?

“Di norma vanno evitati gli psicofarmaci, salvo che nei casi più gravi, quando il disturbo è particolarmente profondo e tutta la libido viene a rinchiudersi”.

Come si fa a capire che la depressione sta andando via?

“Una precondizione è quella di saper cogliere bene i nostri stati interiori. E per fare questo bisogna saper stare nel presente. Così, quando siamo coinvolti nelle tante occupazioni della vita quotidiana mentre si guida la macchina, si beve il caffè o ci si allaccia le scarpe, bisogna riuscire a restare immersi con la mente nel nostro presente, senza farci attraversare e condizionare, come di norma ci accade, da mille pensieri che vengono dal passato o che anticipano il futuro. E, con la mente ferma sul presente, possiamo guardarci dentro e percepire come stiamo veramente.

Quindi bisogna diventare dei buoni osservatori di noi stessi…
Sì. E osservandoci dall’interno ci accorgeremo che viviamo stati d’animo differenti e che, anche quando siamo tristi, ci capita di vivere dei momenti, pur brevi, di gioia. Ora se le isole di sofferenza si riducono e arriva a tratti una felicità immotivata, una voglia di fare quello che ci piace, vuol dire che la depressione sta passando”.

Metamorfosi
di Luca Vaglio

*Letture consigliate sull’artomento: la depressione* qui

TERZA GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA

TERZA GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA

– 2009 TOKYO

Ritmi di vita frenetici,

giornate vissute all’insegna dello stress e del dovere,

la sensazione di venire stritolati da un ingranaggio

a cui tutto sommato non apparteniamo e

nervi a fior di pelle: ogni tanto è saggio e salutare dire basta

e riprendersi i propri spazi ed il proprio tempo.

Costruirsi una piccola oasi dove tutto è a nostra misura,

senza costrizioni, obblighi o vincoli.

lentezzaPARTECIPA ALLA

GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA

organizzando questo piccolo grande evento (a casa tua o nella tua città) creativo, silenzioso, coraggioso, allegro, condiviso con gli amici, grandioso o minimale, legato al territorio, che rompa l’isolamento, la solitudine, l’indifferenza e la tristezza per arrivare al nuovo miracolo di una rivoluzione sociale. Mille piccole azioni come mille splendidi soli.

Scarica il manifesto-di-partecipazione-alla-giornata

Scarica il manifesto-dei-comandalenti

Luci al neon e strade affollate in una Tokyo super moderna, luogo per eccellenza della fretta contemporanea. Dopo Milano e New York, la terza Giornata Mondiale della Lentezza quest’anno toccherà proprio il Giappone che ognuno di noi ha magari cominciato ad avvicinare attraverso i romanzi di Banana Yoshimoto, con i suoi templi delle industrie tecnologiche, degli orari di lavoro impossibili e del cibo pronto acquistato alle 2 di notte.
Il giorno 9 marzo l’organizzazione di volontariato l’Arte di Vivere con Lentezza darà appuntamento in alcuni luoghi strategici della capitale giapponese per aprire un confronto anche in questa immensa metropoli sull’uso del tempo, sulla frenesia che attanaglia sempre più persone e sul vivere con lentezza.

Non mancheranno però altri appuntamenti a Milano, Roma, New York e nelle più svariate località sparse per il mondo organizzati grazie alla Rete e rimbalzati sul sito http://www.vivereconlentezza.it. Dal management del tempo alla musica come spazio dell’anima, passando per lo sport e la fotografia, e la lettura,la terza Giornata Mondiale della Lentezza affronterà i tanti modi di guadagnare benessere gratuito a partire dal modo con cui si affrontano le cose.

Quella che per tutto il secondo dopoguerra è stata la porta della tecnologia in Oriente, è una città da far girare la testa. Torri luminose e viadotti che si insinuano l’uno nell’altro, incroci che si attraversano in mezzora e pagode. Impero, finanza elettronica e tradizione, mescolati a un fortissimo senso del dovere oltre che a un profondo rispetto, attenzione e gentilezza,nel mese di marzo, parleranno il linguaggio del tempo, della sua scoperta come ricchezza senza quotazioni. Una brezza leggera, un “venticello” italiano a veicolare il vocabolario della lentezza .
Non si tratterà di costringere i cittadini di Tokyo a fermarsi e perdere il ritmo della loro vita, quanto l’invito a guardare il tempo da un’altra prospettiva.
Una tre giorni, che avrà il suo cuore lunedì 9 marzo. Si inizia con palette, fischietti e le multe simboliche dei Passovelox per chi cammina troppo di fretta a Shinjuku, forse la stazione della metropolitana più frequentata al mondo, un vero labirinto di scale mobili e saliscendi che inghiottono ogni giorno migliaia di persone per trasportarle il più velocemente possibile verso i luoghi di lavoro o di svago senza perdere tempo. L’idea è di invitare le persone a rallentare, farle riflettere anche scherzando sui Comandalenti. Un invito velato a guardarsi intorno e a scoprire quanto di bello perdiamo ogni giorno mentre corriamo, in realtà arrancando, verso le nostre destinazioni. La sera dello stesso giorno i Passovelox si trasferiranno a Shibuja, un’altra popolare stazione metropolitana trasformatasi nel tempo in una vera e propria città nella città.
L’Istituto Italiano di Cultura sarà al centro di tutta una serie di avvenimenti lenti, mostre e performance artistiche, lecture seminariali. Il tema della gestione del tempo è infatti di sempre maggior fascino e interesse per tutti coloro che si sentono stritolati negli ingranaggi della crescita economica ad ogni costo.
Infine, giapponesi e italiani, a piedi o inforcando la due ruote a partire dall’Istituto Italiano di Cultura si trasformeranno in maratoneti lenti e con una inusuale corsa della tranquillità raggiungeranno il quartiere italiano della capitale, patria del design.
La Terza Giornata Mondiale della Lentezza 2009 è organizzata in collaborazione e con il patrocinio del Comune di
Milano che sarà sede dell’Expo 2015.

vivere-con-lentezza

Cominciamo Bene  – Vivere con Lentezza

Federica Ghetti e Domenico De Masi ospiti di “Cominciamo Bene”

http://www.vivereconlentezza.it



Bruno Contigiani

Vivere con Lentezza

Piccole azioni per grandi cambiamenti

Orme Editori

Vivere con lentezza” è un serio e giocoso invito a prendersi i propri tempi a discapito della frenesia di oggi, a cui tutti sembrano adeguarsi.

Sono piccole azioni per grandi cambiamenti, che ci permettono di vedere un mondo percepibile al ralenti.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Lothar Seiwert

Elogio della Lentezza

Sette passi indietro per trovare il tempo che non pensavi di avere

Sperling

Il tempo è tiranno. Che fare per non sentirsi sempre sotto pressione?

Come conciliare l’accavallarsi frenetico degli impegni con il bisogno di tranquillità? Come far quadrate lavoro e vita privata?

Viviamo in un mondo accelerato in cui tutti hanno sempre fretta e le ore della giornata sembrano sempre troppo poche.

Ma se il tempo non ci basta è perché lo impieghiamo nella maniera sbagliata.

Chi non ha il tempo dalla sua parte ha dimenticato o trascurato di definire le mete i concreti obiettivi e una visione per la propria vita.

Per arrivare a questo, l’autore propone una nuova cultura del tempo: quella della lentezza, perché per capire che cosa sia veramente importante è necessario rallentare.

Lo trovi su Macrolibrarsi

Amare con tutto il cuore

Amare con tutto il cuore

amare1

Ama il tuo partner con tutto il cuore. Anche se una sola persona non può appagare tutti i tuoi bisogni, così come tu non puoi appagare i suoi, amala incondizionatamente.

Capisci le sue esigenze, ascoltala con passione, diventa il suo migliore amico.

Non desiderare che cambi: apprezzala per quello che è e fatti apprezzare per quello che sei. Non sentirti inadeguato o insicuro! Dona calore, allegria, serenità, sicurezza e felicità alla persona che ami. Sii dolce e generoso.

Rispetta i suoi spazi. Aiutala a ritrovare le sue certezze, a credere in se stessa, a cambiare le credenze limitanti, a prendere decisioni importanti che determinino il suo futuro. L’amore è il vero potere: rispondi sempre con amore e diventerai insostituibile, irrinunciabile, avrai un valore aggiunto che ti renderà unico.

amare

Chiarite le vostre regole, in che modo volete essere amati e quale pensate che sia il significato di amare ed essere amato. E’ molto importante parlare con sincerità e saper comunicare, in quanto è sin troppo facile fraintendersi e interpretare male parole e atteggiamenti.

Entra in sintonia con il tuo partner, comprendine bisogni ed esigenze, capisci cosa la fa sentire amata e non smettere mai di farglielo capire.

Non dare mai nulla per scontato.

da http://www.autostima.net



Gregg Braden

La Guarigione Spontanea delle Credenze

Come spezzare il paradigma delle false credenze

Macro Edizioni

Questo libro è dedicato all’accettazione dell’enorme potere che è in ognuno di noi e alla consapevolezza di non essere mai a più di una credenza di distanza dal nostro più grande amore, dalla nostra più profonda guarigione e dai nostri più straordinari risultati e miracoli.

La scienza ha riconosciuto che siamo immersi in un universo plasmabile, dove ogni cosa e fenomeno, dagli atomi alle cellule e alle galassie, cambia per adeguarsi alle nostre credenze.

Ne consegue che il nostro unico limite è rappresentato dal modo in cui ognuno di noi concepisce e percepisce se stesso nell’universo di cui è co-creatore.

In queste pagine scoprirete come utilizzare l’immenso potere che deriva dalle vostre credenze, curando quelle che in passato vi hanno limitato, identificando quelle che possono far regredire la malattia dal vostro corpo, scoprendo quelle che creano nella vostra vita rapporti duraturi e capaci di nutrirvi e infine individuando quelle che portano la pace nella vostra vita, nella vostra famiglia, nella vostra comunità e nel mondo in cui vivete.

La guarigione spontanea delle credenze spiega e dimostra, in maniera chiara e completa, che siamo gli architetti e gli scultori della nostra realtà e che abbiamo il potere di guidare l’organizzazione delle particelle che compongono la materia.

Le credenze unite ai sentimenti che esse suscitano in noi sono il linguaggio dei miracoli.

Dopo il successo mondiale di La Matrix Divina, Gregg Braden ha subito raggiunto i primi posti delle classifiche con quest’opera fondamentale che ci aiuta a scoprire e realizzare le nostre passioni e aspirazioni più profonde.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Bruce Lipton

La Biologia delle Credenze – Nuova Edizione 2007

Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula

Macro Edizioni
Vincitore del Premio Best Science Book, Best Books 2006, AwardsBruce Lipton dimostra che ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, perciò non è il patrimonio genetico ereditato a determinare la nostra vita e la nostra salute. Si tratta di una rivoluzione della scienza e del pensiero che ci libera dalla prigionia del destino predeterminato dalla genetica. Lipton dimostra in maniera inoppugnabile che l’ambiente, i nostri pensieri e le nostre esperienze determinano ciò che siamo, il nostro corpo e ogni aspetto della nostra vita.

Se l’ambiente e il pensiero influenzano la nostra biologia, questo può cambiare le conoscenze e le esperienze vissute fino a oggi da gran parte di noi. Infatti, ognuno di noi ha le potenzialità per creare una vita piena e traboccante di ogni dono e talento, a partire da salute, gioia di vivere, amore e successo. Un libro per tutti coloro che ricercano nella scienza senza dogmi le risposte che a causa della dipendenza dagli interessi delle banche e delle multinazionali, la cultura accademica è incapace di fornire. Per chi non si accontenta della scienza ufficiale, che nasconde e manipola le informazioni, per impedirci di riconoscere le infinite potenzialità presenti nel nostro cervello e nel nostro DNA.

Bruce Lipton è un’autorità mondiale per quanto concerne i legami tra scienza e comportamento. Biologo cellulare per formazione, ha insegnato Biologia Cellulare presso la facoltà di Medicina dell’Università del Wisconsin e si è dedicato in seguito a ricerche pionieristiche alla School of Medicine della Stanford University. È stato ospite di decine di programmi radiotelevisivi ed è un conferenziere di primo piano.
Lo trovi su Macrolibrarsi



Paramhansa Yogananda

Come Amare ed Essere Amati

Ananda Edizioni

Amicizia, amore, matrimonio e figli possono portare grandi gioie nella nostra vita oppure grandi sofferenze; ciò dipende da cosa ci aspettiamo dalle nostre relazioni.

Imparando a sviluppare l’amore più puro di tutti – l’amore non egoistico – riusciremo finalmente a esprimere il nostro vero amore verso gli altri, dal profondo del nostro cuore, senza paura di essere respinti.

Questo libro è una guida pratica per: espandere i confini del nostro amore; superare le cattive abitudini che compromettono la vera amicizia; scegliere il partner giusto e creare un rapporto duraturo; fare l’esperienza dell’Amore Universale dietro tutte le nostre relazioni.

Lo trovi su Macrolibrarsi

Vuoi migliorare la tua seduzione e il tuo fascino?

I Segreti della Seduzione

Report, di Giacomo Bruno

per avere In Omaggio il Report (54 pagg.) di questo Ebook

entra nell’Area Riservata dopo aver inviando un’email a sg.maggy@gmail.com

con oggetto: “I Segreti della Seduzione” e riceverai la password per l’accesso e lo scaricamento del Report

Coppia: Domande da non fare Mai

domandeDomande da Non fare Mai

grazie

Anche se il rapporto di coppia che si sta vivendo è armonico e sta andando tutto bene, l’insicurezza ad un certo punto, come un fantasma silezioso, si insinua in noi e ci pone dubbi e fa sorgere insicurezze tanto che, inconsciamente, cerchiamo rassicurazione nel partner con domande di cui sappiamo già la risposta. O vorremmo sapere, col rischio di non ricevere affatto la risposta che vorremmo e far nascere una profonda discussione che può portare alla crisi.
Ma quali sono queste domande?

In ordine di importanza credo che la più nefasta sia:

“mi ami?”. Il rischio non è tanto quello di sentirsi rispondere di no, ma di sentire qualcosa di diverso da un immediato, sincero e commosso SI’. Ogni altra risposta provoca crisi difficilmente sanabili. Il rimedio è ovviamente il non chiedere, se l’amato corrisponde sarà sua premura farcelo sapere, con gesti, parole, azioni, regali, pensieri, insomma a modo suo. Sta a noi captare la risposta. Ma se in noi sorge un dubbio tale da rendere necessario porre questa domanda, significa che qualcosa di strano c’è.

Quella più catastrofica in assoluto credo che sia:

“mi trovi grassa/o?”. Qualunque dei due partner si trovi a dover rispondere a questa domanda non deve, e sottolineo non deve, mai mettersi a fare critiche costruttive, non in questo momento. Ora la risposta deve essere solo rassicurante al massimo. Non cercate di svicolare o di cambiare argomento, verrà presa comunque come un “sì”.

Sullo stesso piano penso che ci siano domande del tipo:

“che cosa non ti piace di me?” o “cosa ti piace di me?”. Queste domande sono solo in cerca di risposte categoriche: “amo tutto di te” o “non c’è assolutamente niente che non va in te” o “mi piaci esattamente così come sei“. Non ci si metta mai a fare elenchi se poi non si vuole passare il mese successivo con un partner imbronciato o ipercritico per rendere la pariglia.

Se si ha proprio intenzione di rovinare un matrimonio felice la domanda giusta da porre è:

“mi hai mai tradito/a?”. Perché in caso affermativo ce ne accorgeremmo dalla risposta, e non ne saremmo molto contenti. A nulla valgono spiegazioni come “ero giù“, “tu eri distante“, “non è stato niente di importante“, “non ha significato nulla” o simili, ormai la frittata è fatta. In caso negativo feriremmo il partner che magari non ci ha mai dato motivo di sospettare nulla, e si troverebbe nell’imbarazzo la volta che deve uscire per i fatti suoi perché dentro di lui/lei si domanderà: “ma si fida di me o no?”.

Se invece si è masochisti al punto da domandare:

“com’era il/la tua ex?” non ci lamenti se poi si sta un anno a rimuginare sulla risposta che abbiamo avuto. Perché la risposta che vorremmo è: “non era niente in confronto a te”, oppure, “non l’ho mai amato/a come ora amo te”, ma ci si espone a sentire descrizioni dettagliate e magari anche lusinghiere per ore… e non so se ci farà tanto piacere.

Poi ovviamente ci sono le domande che ci vengono spontanee ai primi appuntamenti e che possono minare definitivamente una relazione sul nascere, secondo me sono:

“quante storie hai avuto?”, “cosa ti piace in una donna/un uomo?”,posso telefonarti quando non ci vediamo?”. Il rischio è evidente: ci si espone a sembrare gelosi, possessivi e invadenti e le risposte possono non essere particolarmente ben accolte.
Con questo non voglio dire che in una relazione non ci si debba domandare nulla, anche per non uccidere subito la conversazione o negarci la reciproca conoscenza, ma parallelamente bisogna anche saper leggere di più nel suo comportamente e nel nostro cuore. Abbiamo proprio proprio tutta questa necessità di sapere quante donne/uomini ha avuto il nostro fidanzato/la nostra fidanzata prima di noi? E soprattutto, perché ce l’abbiamo? Ci sentiamo gelosi, inferiori, in competizione, oppure è solo curiosità? E’ poi così importante saperlo? Se ci ha scelti evidentemente ci sarà un motivo, forse non ci trova grassi, antipatici e non siamo solo un numero nella sua collezione di conquiste. O almeno si spera. E comuqnue ci sono sempre altri segnali.
Comunicare è importante ma bisogna anche essere chiari: se è rassicurazione che vogliamo cerchiamola in altro modo.

http://noianimalimoderni.blog.espresso.repubblica.it/noi_animali_moderni/2008/11/domande-da-non.html

vivi-massimo-relazione

eterna-unione-amore

no-in-amore1

meditazioni-guidate-5

Tutti i libri sulla coppia qui

Articoli collegati:


“Piedibus”: Piccoli Gesti, Grande Futuro

piedibus51

Il Piedibus è il modo più sano, sicuro, divertente ed ecologico per

andare e tornare da scuola.
E’ un autobus umano, formato da un gruppo di bambini “passeggeri” e

da due o più adulti “autisti” e “controllori”.


piedibus4Il Piedibus è un progetto che nasce in Danimarca. E’ attivo in Nord Europa e negli Stati Uniti e si sta diffondendo in moltissimi altri paesi.
Anche in Italia si inizia a parlare di Piedibus. Ci sono iniziative e progetti in molte città.

Alcuni sono curati ed organizzati dai Comuni o altre Istituzioni pubbliche, come le ASL, altri ancora da singole associazioni o dalle scuole.
Alcune iniziative sono in fase di progettazione, altre in fase di sperimentazione e altre ancora sono consolidate ed in fase di sviluppo.
Internet è una ricca fonte di spunti, informazioni, documentazione su tutte quelle problematiche che stanno alla base del Piedibus.

Si discute sull’importanza di dare autonomia ai figli, di migliorare il contesto urbano, sociale e ambientale in cui vivono, di renderli protagonisti di iniziative ed esperienze.

Tutto ciò è possibile, basta solo un pizzico di buona volontà e un pò di tempo disponibile.

piedibus21Lo sanno bene i genitori che hanno aderito all’iniziativa del “Piedibus“, che, già sperimentato con successo in altri Paesi Europei, rappresenta un’iniziativa concreta diretta a salvaguardare il futuro delle nuove generazioni attraverso piccoli gesti quotidiani, come appunto un nuovo modo di andare a scuola sicuro, salutare e, tra l’altro, divertente.

Il progetto prevede infatti l’accompagnamento a scuola dei bambini disposti in fila, come una sorta di “autobus umano”, sotto l’occhio vigile di due o più genitori che aprono e chiudono questo singolare trenino.

Il tutto, all’interno di un percorso casa-scuola assolutamente sicuro, con tanto di capolinea e fermate, individuato con l’aiuto dei Vigili Urbani.

Per garantire la massima sicurezza tutti i bambini indossano, inoltre, un gilet ad alta visibiità.

Insomma, un’iniziativa davvero importante:

Per fare movimento

Imparare a circolare

Esplorare il proprio quartiere

Diminuire traffico e inquinamento

Insieme per divertirsi

Bambini più allegri e sicuri di sè

Un buon esempio per tutti

Svegliarsi per bene e arrivare belli vispi a scuola

Invitiamo pertanto chiunque stia lavorando con i Piedibus e che condividono gli obiettivi di Piedibus.it a farci pervenire un articolo sulla propria iniziativa e a collaborare con noi mettendo a disposizione la propria esperienza.

http://www.piedibus.it

Articoli collegati:



Claudio Baraldi

Bambini e Società

Carocci Editore

Che cosa sappiamo dei bambini? In che modo la società può sostenerne lo sviluppo e la partecipazione? Siamo in grado di interagire con loro in modo corretto e di affrontarne bisogni e problemi?

Il volume descrive le nuove politiche sociali ed educative rivolte ai bambini, i principali progetti avviati per promuovere la loro partecipazione, le interazioni sociali rilevanti che li coinvolgono, analizzandone le conseguenze per la cultura complessiva della società.
Lo trovi su Macrolibrarsi



Vianna Stibal Guy Stibal

Theta Healing – Meditazioni per Bambini – CD audio

My Life Edizioni – Rossivideo.net

Il CD Audio in questa confezione contiene due straordinarie meditazioni per i ragazzi e per i bambini, condotte da Vianna Stibal, fondatrice del Thata Healing e un canto originale dei nativi americani, con spiegazione, eseguito in versione originale da Guy Stibal.

Le meditazioni aiuteranno i bambini e gli adolescenti a risvegliare e proteggere fin da subito le loro meravigliose capacità intuitive e di guarigione.

Questa è l’era in cui tanti Bambini Arcobaleno stanno nascendo su questa terra, per riportarla verso la luce e l’amore.

I bambini arcobaleno sono sensibili ed incredibilmente intuitivi, sono nati con una saggezza infinita e con la capacità di cambiare il mondo intorno a loro.Fin dall’antichità, il mondo aspettava l’arrivo dei bambini Arcobaleno!

La meditazione è sicuramente uno strumento utile alla loro evoluzione e a quella di tutti i bambini.

Il CD Audio contiene inoltre i brani musicali di Capitanata, adatti alla meditazione per bambini.

Contenuti del CD Audio:

* Incantation Valley
* Introduzione alla Meditazione per Ragazzi
* Meditazione per Ragazzi
* Piano Cascade
* Introduzione alla meditazione per Bambini
* Meditazione per Bambini
* Puja
* Canti Indiani
* Rosengarten Bleu
* Welcome

Lo trovi su Macrolibrarsi