Il Miracolo dell’Amore: Fatti, non Parole

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Il Miracolo dell’Amore: Fatti, non Parole

Tutta la mia vita è incentrata sulla pratica. Chiunque pratichi l’amore ritorna alla casa divina, indipendentemente dalla via che segue o dal nome che le dà.

Non c’è una via migliore delle altre. Non arriverai a casa prima se credi in me piuttosto che in Krishna o nel Buddha. L’essere umano che ama di più compie i maggiori progressi. Questa è la semplice verità.
Le religioni, le sette e i dogmi non sono altro che ostacoli sul viaggio verso casa. Chiunque pensi di essere in possesso della verità assoluta edifica la sua casa sulle sabbie mobili. Non passerà molto tempo prima che scopra che il suo orgoglio, la sua ristrettezza di vedute e la sua mancanza di tolleranza verso gli altri sono stati la causa della sua rovina. Se sei una persona che ama, che importanza ha se sei ebreo, musulmano o taoista? L’amore si esprime indipendentemente da ciò in cui credi.
Il linguaggio dell’ amore non è fatto di parole. Puoi usarle, ma l’amore non dipende dalle parole che usi.
Poche parole semplici e un gesto fatto col cuore sono sufficienti per trasmettere la tua accettazione e la tua celebrazione dell’ altro.
Le parole e i concetti non apriranno il tuo cuore. Solo l’amore può aprirlo. Quando ti apri all’amore che hai a disposizione e lo offri liberamente agli altri, ti saranno date le parole necessarie. Non dovrai lottare per sapere che cosa dire o che cosa fare.
Quando c’è l’amore nel tuo cuore, la strada ti si apre davanti. Le azioni fluiscono spontaneamente da te. Non c’è imbarazzo, né ambivalenza o ponderazione. Perché queste non sono le qualità dell’ amore. L’amore è incondizionato e diretto. Trova sempre l’amata, anche se è nascosta.

tratto da “Il Miracolo dell’Amore” di Paul Ferrini


Paul Ferrini

Il Miracolo dell’Amore – Nuova Edizione 2007

Riflessioni dalla Mente di Cristo

Macro Edizioni

La luce della verità vive anche nel luogo più oscuro.
L’assenza totale di luce non esiste.
Il buio non può esistere che in relazione alla luce.
Non importa quanto è grande il tuo dolore, la sua misura è data dal grado della tua sensazione di mancanza o perdita d’amore.
Tutta l’oscurità è un viaggio verso la luce.
Tutto il dolore è un viaggio verso l’amore incondizionato.

Nessuno rifiuta l’amore se esso viene offerto senza condizioni. E chi sarà ad offrirlo se non tu, fratello o sorella mia? Oggi berrai a fondo dalla sorgente del mio amore. Domani sarai tu la sorgente. Domani porterai al mondo il dono che ti è stato dato. Tu sei le mani di Dio che portano conforto e guarigione. E come darai, così riceverai. Credete che io sia speciale perché mi hanno crocifisso. Eppure voi venite inchiodati alla croce ogni giorno. E quando non siete crocifissi, piantate i chiodi per qualcun altro. Non c’è niente di speciale nell’essere crocifisso. Alcuni di voi credono anche che solo io sia risorto. E tuttavia voi siete resuscitati dalla morte dal potere dell’amore ogni volta che vi ricordate chi siete o chi è vostro fratello. Ogni volta che l’amore è dato o ricevuto la morte viene sconfitta. Perché tutto muore, tranne l’amore. Solo l’amore che avete dato o ricevuto vivrà per sempre. Quando vi ricordate della mia nascita in questo mondo, ricordatevi dello scopo della mia venuta. È anche il vostro scopo. E la vostra nascita in questa incarnazione non è meno sacra della mia. E neppure l’amore che trasmettete agli altri è meno importante di quello che vi è stato offerto attraverso di me. Noi tutti siamo porte verso l’infinito e l’eterno, e ogni volta che il vostro cuore si apre, lo spirito fa la sua comparsa nel mondo.

“Paul Ferrini ci conduce con abilità e coraggio oltre ogni imbarazzo, pregiudizio e attaccamento alle nostre ferite, svelandoci il segreto della capacità di perdonare noi stessi. Il suo lavoro è fondamentale per tutti coloro che sono pronti ad assumersi la responsabilità della propria guarigione”.
John Bradshaw

Le conferenze, i seminari e l’Affinity Group Process di Paul Ferrini hanno aiutato migliaia di persone ad approfondire l’esperienza del perdono e ad aprire i loro cuori alla presenza divina in loro stessi e negli altri.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Paul Ferrini

Amare Senza Condizioni – Nuova Edizione 2007

Riflessioni dalla mente di Cristo

Macro Edizioni

Esiste soltanto un unico figlio di Dio e quello sei tu, soggetto e oggetto; Amante e Amato non sono due ma un’unica cosa.

Un libro magico sull’amore incondizionato. Paul Ferrini, unendosi alla mente di Cristo, in una serie di lezioni ci illumina sui passi essenziali da compiere per ottenere quella pace e gratificazione interiore che solo chi sa amare se stesso e gli altri in modo incondizionato è in grado di avere.

Imparare ad amare e a perdonare se stessi è un passo fondamentale da compiere per risvegliarsi ad una nuova vita priva di sofferenza.

“Ricorda, il bene in tuo fratello è il bene che è in te. Lascia che le tue paure e i tuoi giudizi si dissolvano nell’istante in cui vengono alla luce, ammetti i tuoi errori e sii tollerante con gli errori altrui… È semplice, non è vero? Lo è talmente che te ne dimentichi continuamente…”.

Questo libro vi aiuterà a portare la vostra comprensione dalla testa al cuore, imparerete a modellare questi insegnamenti di amore e perdono nella vostra vita:
“Questo mondo è una scuola nella quale sei venuto per imparare. Imparare significa commettere errori e correggerli. Imparare non vuol dire avere sempre ragione. Se tu fossi sempre nel giusto, che bisogno avresti di venire a scuola? Sii umile, amico mio. Sei qui per imparare, anche se devi accettare questa realtà per apprendere fino
in fondo le tue lezioni. Se non accetti di aver sbagliato, non posso aiutarti a correggere l’errore. Ma ammetti l’errore e la correzione e il perdono arriveranno…”.

Nessun libro propone in modo così semplice e profondo gli insegnamenti del maestro Gesù. Con grande passione, infatti, egli ci spinge a realizzare la nostra natura cristica.

“L’abbondanza entra nella tua vita, non perché tu abbia imparato a memoria delle parole magiche, ma perché hai imparato a portare amore a tutte le parti ferite della tua psiche. L’amore guarisce ogni percezione di divisione e di conflitto e riporta alla percezione originaria di interezza, priva di peccato e di senso di colpa… L’amore ti appartiene per l’eternità… senza forma, ma onnipresente, incondizionato, eppure facilmente rispondente alle condizioni del momento…”.

La consapevolezza cristica è alla portata di ogni essere umano!

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L’ Insoddisfazione

insoddisfazione1 INSODDISFAZIONE



L’ insoddisfazione è un sentimento di non appagamento e, di conseguenza, di malessere più o meno accentuato. Essa è presente in noi, alternandosi con il suo opposto “soddisfazione”, fin dai primi attimi della nostra vita, allorché i nostri bisogni primari, di cui si occupa la mamma, sperimentano l’appagamento (per esempio, dopo la poppata) e l’inappagamento (la fame che precede la poppata) più volte al giorno.
Nell’adulto l’insoddisfazione lascia gli schemi della prima infanzia e si porta su piani più maturi: esistenziale, creativo, sentimentale, sessuale, professionale, ambientale, potendo talora restare legato in profondità ad antiche frustrazioni da bisogni.

Avere ciò che serve
La parola “insoddisfazione” deriva dal latino satisfacere, che letteralmente significa fare abbastanza, produrre il necessario. Satisfactum è perciò colui che ha il necessario. Ed è proprio su quest’ultima parola, che si basa il senso vero dei termini soddisfazione e insoddisfazione.
A seconda, infatti, di quello che ognuno di noi ritiene necessario per se stesso e per la propria vita, è possibile essere appagati o no, felici o infelici. Basta dunque un attimo per comprendere come gran parte della nostra felicità dipenda dalla capacità di intuire il “vero necessario”.

Solo il vero necessario dà la felicità
Ci sono persone agiate o ricchissime che hanno non solo il necessario, ma anche tutto il superfluo e sono degli insod disfatti cronici, dei depressi alla ricerca continua di stimoli che alla fine si rivelano vacui; e ci sono altri che vivono di poco e sono felici di quello (ciò non toglie ovviamente che ci siano dei ricchi felici e dei poveri infelici…). Ci sono persone che hanno dato l’anima per avere la vita che credevano “necessaria per essere felici” (riconoscimenti, partner ideale, successo) e invece sono sempre frustrati e inappagati, e altri che, con naturalezza, stanno bene senza sforzo nella loro vita.
Come mai? L’equivoco nasce dal fatto che la maggior parte dei bisogni che credi di avere sono indotti dall’esterno, dai modelli, dai genitori, dagli insegnanti, dalla cultura e dalla società, e anche da ciò che di tutto questo è entrato nel nostro super-Io.
Pensiamo di aver bisogno di certe cose ma non è così, e una volta raggiunte si apre il “non senso”. E da adulti è difficile poi sapere cosa ci serve davvero e cosa no. Ma l’inghippo è tutto qui.
Se riuscissimo a fare silenzio, a far tacere tutte le mille voci — non nostre — che ci urlano nel cervello, e ci mettessimo in una condizione di estrema semplicità, in breve emergerebbe il nostro “vero necessario”, che è fatto proprio per noi e che è ben più raggiungibile di quanto pensiamo. Anzi, spesso è già qui. Bisogna solo accorgersene.

I SI e i NO dell’INSODDISFAZIONE

Spesso, crediamo di avere bisogni che in realtà sono indotti dal mondo esterno. Ma ciò di cui abbiamo bisogno, in realtà, è già qui e aspetta solo d’essere riconosciuto…

SI
• Fai digiuno dei soliti appagamenti Senza uscire dalla vita che stai facendo – quindi senza agriturismi “monastici” salubri ma disorientanti — rendi più semplice la tua vita quotidiana, inserendo spazi e momenti in cui non fare nulla che sia finalizzato ai soliti bisogni.
Questo digiuno di qualche giorno ti aiuterà a capire se essi fanno parte dei tuo “vero necessario”, l’unico che può renderti felice.

NO
• Lamentarsi / Non serve, anzi ricrea nel cervello un continuo senso di frustrazione, allontanando la possibilità di risolvere la situazione.
Secreta il tuo inappagamento, totalmente. Il cervello così “addensato” produrrà nuovi sguardi sulla realtà.

tratto da “Il Dizionario della Felicità”

di Raffele Morelli


Caroline Carini

La Rivoluzione Interiore

Vivendo sotto l’occhio della tigre

Edizioni del Cigno
Fallimenti di coppie, insoddisfazione, odio, angoscia, collera, paura e il vuoto interiore sono emozioni e drammi annientatori che hanno sempre tormentato l’uomo. Si manifestano ripetutamente nelle vite di ognuno di noi come un cerchio vizioso senza apparente via di uscita.

Spesso cambia la scenografia e gli attori, ma, gira e rigira, il copione è sempre lo stesso. Le nostre istituzioni religiose ci insegnano di accettare tutto ciò senza una spiegazione, perché solo attraverso la sofferenza l’umanità può crescere e acquistare una maggior forza interiore.

Ma è vero, oppure questa regola è stata insegnata solo in parte? E’ possibile trovare una via d’uscita dal proprio cerchio, chiudendo una volta per sempre il sipario sui drammi delle nostre esistenze?

Questo libro vi svelerà la via.

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Jack Lawson

Stabilire Traguardi e Raggiungerli – Nuova Edizione

Come raggiungere i Vostri Obiettivi: un metodo formidabile per chi ha deciso di cambiare la sua vita!

BIS

Spesso, per lo più inconsciamente, siamo schiacciati da circostanze che ci fanno sentire persi, frustrati, inadeguati.
Chi non ha mai sperimentato situazioni che parevano insormontabili e, magari a causa di queste, ha visto naufragare i propri desideri e progetti? Ma questo da oggi può cambiare!

La prima ricchezza dell’uomo è la coscienza dei suoi sogni e desideri profondi; prenderne atto, dialogare con quella parte di sé che rimane spesso inascoltata, può essere l’inizio di una vita più gratificante e luminosa. Lawson insegna esattamente questo: come uscire dal gorgo dei nostri tentativi falliti, dall’insoddisfazione, dalle lamentele che non portano a nulla. Cambiare! In modo costruttivo, secondo i nostri desideri.
Jack Lawson ci propone un vero e proprio manuale di educazione al successo in cui ci spiega, passo dopo passo, come ottenere ciò che vogliamo rimuovendo gli ostacoli per realizzare quello che ci siamo proposti, trasformando le idee da desideri a realtà.

Con i problemi c’è soltanto una via d’uscita: risolverli quando hanno una soluzione o prescindere da essi quando non ce l’hanno e, soprattutto, essere sufficientemente saggi da distinguere la differenza.

L’edificio di un grande successo si costruisce con pazienza, perseveranza e tanti mattoni: i piccoli successi quotidiani che ricostruiranno in noi un’identità “vincente”. Anche gli errori in questa nuova ottica, saranno rivalutati come tappe di apprendimento, veri e propri segnali stradali sulla via che ci porterà ai nostri traguardi.

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Simmetria e Complementarietà :”CRITICARE” o “GIUSTIFICARE ?

Simmetria e Complementarietà :

“CRITICARE” o “GIUSTIFICARE ?

domandaLa persona simmetrica sente come prevalente il bisogno di “criticare” i comportamenti altrui. In questo è spesso molto più sincera della persona complementare che invece ha la prevalenza opposta : giustificare!

Per questo motivo potreste essere tentati di considerare la persona complementare come “migliore o più buona” della persona simmetrica.

Qui la bontà non c’entra nulla!

Non necessariamente la persona complementare giustifica per amore del prossimo.

E’ certo invece che quando giustifica offre a se stessa un servizio emotivo perchè evitando la critica evita il problema di un possibile contrasto!

A volte vi è più “amore e sincerità” nelle critiche anche aspre di un simmetrico che nelle giustificazioni di un “complementare”.

http://letitbe.typepad.com/il_mio_weblog/2007/12/criticare-o-giu.html



Heidrun Striednig

Come trovare l’anima complementare

Macro Edizioni

Con un linguaggio semplice e chiaro l’autrice ci accompagna nella ricerca della nostra anima complementare, quell’essere unico e speciale che ci completa perfettamente e con cui un giorno saremo definitivamente fusi a livello spirituale. L’anima complementare esiste e aspetta solo di essere ritrovata, in questa vita o in una delle nostre prossime incarnazioni. Diventiamo quindi degli innamorati attivi, scopriamo l’amore dentro di noi e doniamolo a piene mani alla vita che ci circonda! Leggendo questo libro possiamo rivedere la nostra vita e i nostri rapporti con l’altro sesso sotto una nuova luce, acquisendone una comprensione più profonda, e scoprendo così come le esperienze vissute rappresentino dei passi fondamentali sul nostro cammino evolutivo.

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Una Questione Universale: Capire il vero Scopo della Vita

Come una goccia …


aiuto

Il punto di partenza è sempre lo stesso: capire il vero scopo del nostro soggiorno su questo pianeta.
E tra le nostre tribolazioni preferite, ripetiamo da millenni: <chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo…>”

Fiumi di inchiostro sono stati spesi per rispondere a queste domande e non mancano per certo i sacri testi che affrontano autorevolmente la questione.
Eppure in cuor nostro, latita ancora quella consapevolezza finale rappresentata in pareri ancorati a posizioni mutevoli e transitorie, piuttosto che in qualcosa di definitivo. Senza esclusioni, perché capita anche a coloro che sono sul sentiero da parecchio tempo.
In questo caso basterebbe dare la colpa a maya, che ci nasconde le cose, e tutto risolto.
Ma è proprio così?
Molti di noi, se proprio non abbiamo ricevuto una prova tangibile della esistenza dei piani sottili, per lo meno qualche sentore… lo abbiamo avuto.
Ma poi, in un percorso così lungo e frastagliato, immersi in questa società che ci distrae con le sue regole ed esigenze, ci dimentichiamo perfino di quanto eravamo avvinti nei momenti cosiddetti di massima ispirazione. Eppure, certe prove o qualcosa di simile, le abbiamo sotto il naso. Guardate l’acqua ad esempio.
L’acqua è un liquido che a una certa temperatura si solidifica e a un’altra si evapora. Nel primo caso diventa dura come una pietra e nel secondo sparisce nell’aria. Coesiste in tre stati di natura simultaneamente, in funzione delle circostanze ambientali.
I suddetti tre primi sotto-piani del piano fisico denso. Allora, seppure semplificando, la domanda sorge spontanea: e se noi fossimo come una goccia d’acqua…?
scopo-della-vitaUna goccia quando cadde per terra da qualche nuvola di passaggio sparisce nel raggio di pochi minuti appena esce il sole.
Questa goccia, nella sua nuova veste di minuscoli puntini umidi, svolazza frammentata per aria fino a ritornare in cielo e attendere la prossima nuvola.
Non sarà mica il pralaya di una semplice goccia?
Mi piace pensare che qualche cosa si cela, dietro la metafora… E all’incorporarsi nella prossima nuvola di passaggio prima o poi vedremo che recupererà la sua identità di goccia, un’altra ovviamente, per cominciare altrove il suo nuovo viaggio verso terra.
Ci sono gocce che avranno la fortuna di cadere in fiumi limpidi e rigogliosi che prima o poi sfoceranno nel mare. Altre sull’erba, sulle pietre e perfino sui petali di un fiore, profumandosi in attesa che spuntino i dolci raggi del sole.
Talune, meno fortunate, cadranno in qualche pozzanghera fangosa o uno stagno puzzolente; …chissà quanto rimarranno. Quelle molto più a nord o nell’estremo sud, resteranno imprigionate nei ghiacci forse per secoli.
E così ogni volta che piove. Eccole lì le milioni di gocce sparse dappertutto ad aspettare il sole o il caldo vento che le prosciughi, per essere pronte a ricominciare da capo.
Qualcuna cadrà nei fiumi dicevamo e si ricongiungeranno presto con il mare o l’oceano.
Ma ci saranno anche molte che cadranno direttamente nell’oceano stesso, e per loro sarà la fine dell’estenuante viaggio per quanto solo una infinitesima parte di queste evaporerà di nuovo.
Fine di una goccia, direbbero i titoli di coda. Quasi tutte rimarranno in seno alla loro originale provenienza. Pressappoco come tutti noi, prigionieri di mille rinascite, durante il nostro pellegrinaggio verso il ricongiungimento finale.
E forse, a ben vedere, da un’occhiata alle nostre vite, si potrebbe anche capire chi di noi è caduto nell’oceano e chi purtroppo in una sudicia pozzanghera.

<Una goccia d’acqua> di Claudio Capolino fonte: Lista Sadhana (yahoo.it)


John Templeton Rebekah Alezander Dunlap

Chi Siamo, Da Dove Veniamo, Dove Andiamo?

Il significato della vita: religione, scienza e filosofia a confronto

Armenia

Perché siamo stati creati? Chi siamo? Qual è il nostro scopo sulla Terra?
A interrogativi come questi, che scuotono fin dal profondo chi non si accontenta di rimanere in superficie e di affrontare la vita alla leggera, gli autori si sforzano di offrire risposte, in un procedere inesausto verso la verità ultima del cosmo e dell’essere umano.

La ricerca del significato della vita, tema di questo libro, impegnato e nel contempo godibilissimo (già pubblicato con il titolo Perché siamo stati creati?), viene condotta attraverso domande e risposte, con uno stile espositivo che rende accessibili dotte dissertazioni fondate su molteplici e autorevoli testi: dalle Sacre Scritture alle opere di Isaac Newton e di Albert Einstein, di Desmond Tutu e di Søren Kierkegaard.

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Roy Martina

Chi Siamo Veramente?

Tecniche Nuove Edizioni

Il subconscio può essere di grande ostacolo alla realizzazione personale. Inconsapevolmente ci sabotiamo: rimandiamo telefonate importanti, esitiamo a prendere decisioni fondamentali. Roy Martina ilustra con chiarezza le cause e le soluzioni per uscire fuori da queste trappole.

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Bruno Franchi

Siamo Dio

Siamo qui per ricordare di essere Dio

Il vero senso della nostra vita, e di scoprire chi siamo.  Il libro “Siamo Dio” con coraggio tratta ciò che gli esseri viventi pensanti fin dall’inizio hanno cercato per dare un senso alla loro esistenza in questo pianeta.

In questo libro ci sono le chiavi per capire la nostra vera identità.

Non è un libro comune, ma un libro che svela il segreto della nostra vita come nessun libro lo ha fatto.


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La Gentilezza dello Spirito guarisce tutte le Ferite

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LA CERBIATTA e IL DEMONE

Un giorno una Cerbiatta si sentì chiamare dal Grande Spirito dalla cima della Montagna Sacra, sicché si mise immediatamente in cammino sul sentiero.
Non sapeva che il sentiero per la capanna del Grande Spirito era piantonato da un orribile demone, il quale cercava di impedire a tutti gli esseri della creazione di mettersi in contatto con il Grande Spirito.
Il demone voleva che tutte le creature pensassero che il Grande Spirito lo avesse messo lì a sbarrare il passo a chiunque lo cercasse e questo lo faceva sentire potente e capace di incutere paura.
La Cerbiatta non era per niente impaurita quando s’imbatté nel demone e questo fatto era piuttosto strano, dato che costui era l’archetipo di tutti i più terribili mostri mai esistiti; egli sputava fumo e fiamme ed emetteva suoni disgustosi per spaventare la Cerbiatta.
Qualsiasi altra creatura sarebbe fuggita o morta di paura.
La Cerbiatta, tuttavia, disse al demone:
“Per favore, fammi passare, sto andando a trovare il Grande Spirito”. Aveva uno sguardo carico d’amore e compassione per quell’enorme essere prepotente.
Il demone era sbalordito per l’assenza di paura delle Cerbiatta, che non era riuscito a spaventare, malgrado tutto.
L’amore della Cerbiatta, infatti, era penetrato nel suo cuore indurito e ripugnante.
Con grande sgomento del demone, quel cuore duro come una roccia cominciò a sciogliersi e il suo corpo si ridusse alle dimensioni di una noce: l’amore persistente e la gentilezza della Cerbiatta avevano fatto si che il demone si sciogliesse, e grazie alla gentilezza ed all’affetto incarnati nella Cerbiatta, ora il sentiero è aperto a tutti i figli del Grande Spirito perché raggiungano la Montagna Sacra senza sentire i demoni della paura che bloccano loro la strada.
Il Cerbiatto ci insegna ad usare il potere della gentilezza per toccare i cuori e le menti degli esseri feriti che cercano di tenerci lontani dalla Montagna Sacra.
Come le macchie del manto del Cerbiatto, la luce e l’oscurità devono essere amate entrambe per creare gentilezza e sicurezza per coloro che sono alla ricerca della pace.

Se oggi hai incontrato il Cerbiatto, forse ti viene chiesto di trovare la gentilezza dello spirito che guarisce tutte le ferite: forse dovresti smettere di premere così insistentemente affinché gli altri cambino e amarli così come sono; usa la delicatezza nella tua situazione attuale e divieni come la brezza estiva, calda e amabile.
Questo è lo strumento per risolvere il tuo dilemma.
Se lo vorrai usare, potresti entrare in contatto con la Montagna Sacra, il punto della centratura e delle serenità, ed il Grande Spirito ti guiderà.
(Jamie Sams)


Sidney Piburn

Il Dalai Lama

Una politica di gentilezza

Punto d’Incontro

Una raccolta di discorsi e riflessioni che offre un ritratto a tutto tondo del Dalai Lama, del suo pensiero e della sua vita, affrontando tematiche come diritti umani e responsabilità universali; una politica basata sul rispetto e sulla condivisione; dialogo tra le religioni del mondo; un approccio etico alla salvaguardia dell’ambiente; ragione, scienza e valori spirituali; l’importanza della gentilezza e della compassione nei rapporti umani.

Ne nasce l’immagine di un uomo la cui buona volontà comprensione e senso pratico hanno conquistato il rispetto di capi di stato e l’acclamazione di milioni di persone in tutto il mondo. Grazie alla sua filosofia di vita, basata sul concetto della responsabilità universale e sul rispetto per tutti gli esseri viventi, la politica di gentilezza del Dalai Lama non è solo una filosofia personale, è l’essenza di un’originale soluzione non violenta ai problemi politici e sociali del nostro tempo.

Instancabile lavoratore per la pace, grande insegnante spirituale e uomo in grado di comunicare grandi verità in maniera accessibile a tutti, il Dalai Lama, Premio Nobel per la Pace 1989, è entrato nella schiera di quei leader impegnati in prima linea nella lotta sociale, che lavorano per ottenere una società migliore tramite la gentilezza, la compassione e la comprensione della natura umana, per creare un dialogo volto alla risoluzione dei conflitti personali e politici.

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Pema Chodron

Senza Via di Scampo

La via della saggezza e della gentilezza amorevole

Astrolabio Ubaldini Edizioni
Monaca buddhista americana e discepola di Chögyam Trungpa, Pema Chödrön è abate di Gampo Abbey, un monastero per occidentali a Cape Breton Island, in Canada. Questo luogo immerso in una natura selvaggia, in un silenzio reso più intenso dal rumore del mare e del vento, crea una situazione ‘senza via di scampo’ che favorisce la meditazione e un contatto più intimo con se stessi. In questi discorsi, tenuti nell’arco di un ritiro di un mese, Pema Chödrön ci insegna a risvegliarci alla realtà usando come insegnante e guida spirituale le esperienze della vita quotidiana.

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Io, Lei e …

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Io, Lei e … don Paolo Spoladore

Locale all’aperto, ieri sera. Si è appena tenuto un piccolo concerto e la gente se n’è andata via da un po’. Altre persone sistemano il palco, smontano gli strumenti. Un po’ di vento rimane dopo l’accenno di bufera di dieci minuti prima.
Io e I. siamo seduti su un tavolino che il cameriere ogni dieci minuti passa per controllare.
Non ci vediamo da sei mesi.
I. è una credente controversa; una sorta di hippy del terzo millennio tutta fede e sesso; insegnante di catechismo e un appartamento da rivista ikea fatto di tendine, incensi, candele, disegni ai muri, tavolo in vimini, letto giapponese orientato a nord (e quindi messo di traverso lungo la stanza!); una passione per gli aborigeni australiani e per i bambini a cui insegna.

“Domani mi toccherà andare dal medico per questo mal di gola… E come sempre mi toccherà prendere gli antibiotici… fastidiosi!”
“Ma va! Non andarci! Gli antibiotici sono come l’acqua con lo zucchero… non servono a niente!”
“…Scusa?”
“E’ vero… hanno fatto degli esperimenti. Davano ad un gruppo di persone degli antibiotici e ad un altro gruppo dell’acqua con lo zucchero facendo loro credere che fossero antibiotici. Hanno scoperto che anche quelli a cui hanno dato acqua e zucchero sono guariti!”
“Si, beh, è l’effeto-placebo… ma dove l’hai letto?”
“Non l’ho letto… me l’hanno detto… ma cambiamo discorso dai, forse era meglio se stavo zitta! Oddio adesso comincerai a riempirmi di parole e non smetterai più come tuo solito!”
“No, dico solo che questo non cambia il fatto che gli antibiotici o le medicine in genere servano! Ma adesso dimmi chi ti ha detto ste cose! Chi è stato?”
“Ma no, niente… ho seguito un corso ma ancora tanto tempo fa… vabbè basta sennò non finisci più!”
“Sei entrata a far parte di Hari Krishna? Oddio… testimone di Geova?”
“Ma no, ho fatto un corso che teneva Don Paolo Spoladore, quello delle canzoni… e niente ci insegnava assieme ad un medico che si può fare a meno delle medicine perché ti ammali solo perché hai dell’energia negativa dentro di te… per esempio il tuo mal di gola significa che non riesci a dire qualcosa che invece sai bene… e il mio raffreddore di qualche settimana fa era dovuto alla mia indecisione per il lavoro che mi avevano offerto…”
“Spero tu stia scherzando… voglio dire: è brutto da dire, sai? È antistorico! Va contro il progresso, la medicina, la scienza! Insomma: già in Italia c’è tanta diffidenza nei confronti della scienza in più c’è sto imbecille che vi racconta ste cagate??? Ma vuoi dirmi che se uno si ammala è per colpa sua?”
“Beh… si, perché tutto parte dall’energia che hai. Se l’energia è positiva si trasforma in pensiero positivo che a sua volta si trasforma in azione positiva. Se invece la tua energia è negativa, tutto il processo ti porta a fare delle azioni negative, come per esempio ammalarti. Che ne so: io potrei benissimo correre nuda sotto la neve perché se sto bene con me stessa non mi ammalerò, mentre se lo fai tu, che per esempio non stai bene con te stesso, nelle stesse condizioni ambientali ti ammali!”
“Sono inorridito! Ma questo comunque non vale nel caso di malattie che non dipendono da te… per esempio uno che si ammala di aids ha diverse infezioni… una infezione, che ne so, all’alluce, c’è perché lui ha l’aids e non perché infezione all’alluce significa qualcosa! Sbaglio?”
“Eh si, perché l’aids se la sarà presa comunque no? E se se l’è presa vuol dire che in quel momento il suo sistema immunitario non lavorava bene… e se non lavorava bene vuol dire che non stava bene psicologicamente!”
“E ste minchiate te le ha dette sto prete?”
“Ma guarda che lui ha fatto tanti master per conoscere come lavorano i pubblicitari per plagiarti la mente… è andato fino in America, ha speso tanti soldi, e ora ce lo insegna in modo che noi non possiamo essere plagiati!”
“Ovviamente però non hai visto attestati di nessun tipo!”
“…”

Cambio di scena. Interno di automobile ferma sotto casa sua. Siamo illuminati dalla luce molto fioca della mia macchina. Mi chiedo se è possibile rimanere educati e non risponderle male dopo tutto ciò che ho provato e che comunque continuo a provare per lei. Mi chiedo se ci può essere posto anche per lei tra i miei amici così tanto radical e politicizzati. Fintanto che il discorso non scivola, appunto, sulla politica.

“Ma io comunque non tento di cambiare le idee a te… tu puoi pensare comunque come vuoi… io sto bene con me stessa se credo a queste cose ma non le vengo ad imporre a te…!”
“E’ brutto ugualmente da pensare… E’ brutto per te che ci credi, e oserei dire anche un po’ pretenzioso… dire che è colpa mia se mi prendo un tumore non è proprio carino. E “carino” per usare un eufemismo… questa è la dimostrazione del fatto che tutte le credenze e le fedi, anche quelle politiche, tentano comunque di plagiarti la coscienza. Tu, anche se non credi alla politica, capirai bene che tutta la questione è una lotta continua tra credi e pensieri differenti. Quindi, al diavolo il tuo perbenismo quando dici che “tanto non tenti di cambiare le mie idee” perché in fondo lo facciamo tutti. Anche io, in questo momento con te, sto cercando di farti cambiare idea.”
“No! Io so che sto bene così e basta… e comunque la politica è solo uno dei tanti metodi che usano per addormentarti. Io non la seguo e non vado mai a votare perché tanto fanno comunque quello che vogliono”
“A me non sembra proprio di essere addormentato!”
“Perché te ne accorgi solo quando ti svegli!”
Rimango basito. In fondo con quest’ultima frase aveva anche ragione! Ricordava tutto il sentire tipicamente orwelliano dei miei primi pensieri sulle cose del mondo: un concentrato di anticonformismo puro. Affascinante!
Però sbagliava, c….o! E quindi non dovevo lasciargliela vinta! Assumo una faccia arrabbiata e:
“E comunque la politica è importante. Tutta la vita è politica. E’ inutile dire: tanto fanno sempre come vogliono perché allora ci si arrende e non c’è cosa peggiore di questa! Bisogna tentare di fare tutto il possibile per cercare di cambiare le cose e le persone, se credi in quello che pensi. Bastano anche le piccole cose, come per esempio io che sto qui a dirti di lasciar perdere sto prete di merda che ti sta intortando! Non fosse altro per puro interesse personale perché metti caso, per assurdo proprio, che al potere vadano persone a cui stanno in culo la gente come te e ti vogliono sterminare… ti ammazzano e poi? Non era meglio pensarci prima magari parlando con altra gente e dicendo loro le tue ragioni… insomma: magari non servirà a niente ma almeno potrai dire di averci provato! C…..o, i profeti che cosa facevano??? Non facevano ste cose?”
“I profeti portavano soltanto la loro testimonianza…Non tentavano di cambiare le persone.”
“…Sicura?”
“Si, perché non si possono cambiare le persone, gli altri. Solo noi possiamo cambiare, solo io posso cambiare.”

Ho deciso che si, resta un posto anche per lei.

da consorziomanzetti.blogspot.com

psicosomatica-olistica

I perché nascosti della malattia psicosomatica –

Come guarire ed essere felici.

MEDICINA ALTERNATIVA: Ampia selezione di libri

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Osho

I Silenzi dell’Anima

Commenti a “Il Profeta” di Kahlil Gibran

Edizioni del CignoI Silenzi dell’Anima è un prezioso intervento di Osho che porta in primo piano quella dimensione di verità, in tutte le sue sfumature: dimensione che, di fatto, è la vita quotidiana di ogni mistico, ed è anche il luogo in cui l’uomo, vivendo nella sua totalità e naturalezza, affiora in ciò che realmente è… da sogno o volo dell’anima, sfere in cui opera la poesia, si passa dunque, con questi commenti, alla fattiva realizzazione di una potenzialità che tutti portiamo dentro di noi, nascendo, e che è nostra responsabilità rendere manifesta.

Osho commenta i primi capitoli dell’opera di Gibran, introducendo il profeta Almustafa, il suo viaggio e la sua prossima dipartita, e l’eco che questa sua partenza ha sul popolo di Orfalese. Nonché il conseguente e improvviso bisogno di sentire da lui quali valori e significati sono nascosti nei gesti e nelle esperienze che accompagnano la nostra vita di uomini: amore, relazione, unione, figli; generosità e lavoro; mangiare, bere e vestirsi; la gioia e il dolore. Nei primi anni di questo secolo il poeta libanese Kahlil Gibran creò l’opera che pare riunire, più di ogni altra, le generazioni del Ventesimo secolo in una comunione trasversale di intenti e di aspirazioni, una comprensione che trascende razze e nazioni su quei valori che ci fanno “esseri umani”… cose che si agitano perennemente nel cuore degli uomini.

Ma poiché Gibran era un poeta, e non un mistico, né tantomeno un Maestro, la comprensione più intima di quanto egli tratteggiò nei suoi versi è sempre rimasta sullo sfondo, lasciata all’intuizione non verbale dei cuori più sensibili. Cosa spesso difficile, sicuramente non priva di possibili incomprensioni e di malintesi, e soprattutto sovrastata sempre dal filtro della mente e delle sue proiezioni. Un lavoro labile, spesso vittima dell’immaginazione, dove le intuizioni restano bagliori improvvisi che la vita quotidiana spesso attutisce e dissolve.
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Reimar Banis

Medicina Energetica Spirituale

Il tema della spiritualità nel metodo dell’energetica psicosomatica

Macro Edizioni

L’energetica psicosomatica (PSE) si sta sempre più rivelando un metodo capace di sciogliere i conflitti che ci accompagnano da molte vite, consentendoci di progredire nel nostro cammino evolutivo.

L’eliminazione dei conflitti non solo ci libera da vari disturbi fisici, ma ci mette anche in condizione di non proiettare più sugli altri le cause del nostro malessere, contribuendo a creare un mondo basato sulla convivenza pacifica.

Nel suo secondo volume dedicato all’argomento il padre della PSE, medico e naturopata di fama mondiale, approfondisce il discorso spirituale che sta alla base del suo metodo.

Dopo una panoramica sull’energia vitale e le pratiche per incrementarla, Banis descrive il percorso che l’ha portato a concepire l’energetica psicosomatica, toccando temi come lo sciamanismo, l’esorcismo e la psicanalisi, illustrando terapie come i fiori di Bach, la psicoterapia corporea e l’omeopatia, da cui ha preso spunto per le sue ricerche.

Sempre attraverso uno stile semplice e chiaro, l’autore affronta anche il legame fra il conflitto centrale e il tipo di carattere, dedicando un’ampia parte del libro al karma, alla reincarnazione e al ruolo della fede nella vita delle persone.

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Evoluzione: L’obbligo si oppone al cambiamento

continua da Amare è un Obbligo? – Parte I

dovereL’obbligo si oppone al cambiamento

Non solo: il “devo sempre e comunque” è un grande ostacolo al cambiamento.
A questo proposito i saggi di tutte le tradizioni hanno sempre sottolineato la necessità di uscire dai ruoli obbligati. Anche se di fatto siamo spinti in questa direzione fin da piccoli, avere un modello fisso su cui plasmarci fa resistenza alla forza trasmutativa che appartiene intimamente all’uomo, come a tutti gli esseri viventi.
Di fatto, ognuno di noi si modifica, istante per istante, mentre l’obbligo permane, granitico, non sapendosi sincronizzare con il processo di mutamento in atto. L’obbligo invecchia ma resta uguale a se stesso, e se noi gli conce¬diamo di monopolizzarci la vita finiamo per cadere nella sua stessa trappola.

L’obbligo ci candida al sacrificio e alla rinuncia

Altra conseguenza pericolosa di una condotta all’insegna dell’obbligo a tutti i costi, la candidatura certa al sacrificio e alla rinuncia.
Se il dovere si fissa nella nostra mente come l’unico im-perativo categorico, senza rendercene conto cominciamo a giudicare egoisti tutti gli atti volti a soddisfare in primis le nostre reali inclinazioni.
E per vincere il disagio che il senso di colpa ci procura, ci obblighiamo a dimenticarci di nuovo di noi, rinun-ciando o sacrificandoci oltre misura.
Questi atti di abnegazione, se da un lato mortificano la nostra vera natura, dall’altro rafforzano il nostro ego. Attenzione quindi: il soggetto che lamenta di avere troppi obblighi cui far fronte, spesso è quello che si sente “indispensabile” (in famiglia, sul lavoro, così come nelle amicizie) e in questo suo ruolo appaga il proprio bisogno di autoaffermazione.
Anche se si duole per il carico di oneri, anche se vagheggia il tempo in cui, finalmente, potrà essere libero da tutto e tutti, in realtà sta abbarbicato al proprio dovere, perché il ruolo che sta incarnando gli garantisce un certo potere sugli altri.
Questo è il caso, per esempio, delle mamme-chiocce e casalinghe perfette che in questo modo controllano i figli, del capo che si ammazza di lavoro e non delega, della vittima che si sacrifica per gli altri e conosce solo il linguaggio del lamento.
E l’elenco potrebbe continuare.

liberta-essere-se-stessiL’unico vero obbligo è realizzare se stessi


Il danno più grave di un modo di essere improntato sull’obbligo è comunque quello di perdere di vista l’unico dovere che noi in realtà abbiamo nella vita: realizzare la nostra essenza.
Non siamo qui per sviluppare attaccamenti a cose o persone, progetti o desideri, tanto più se sono proiezioni che gli altri fanno su di noi.
Neppure per sentirci bravi, buoni o migliori.
Ci è soltanto chiesto di espletare la nostra reale funzione. Se nel “ciò che si deve” non mettiamo al primo posto questo comandamento, stiamo giocando male le nostre carte. Per accorgercene, facciamo attenzione a tutte le volte in cui ci sentiamo vittime delle cose che facciamo: se sono frequenti, qualcosa non va.
Stiamo anche particolarmente attenti a certe “strane” stanchezze che non hanno una vera ragione d’essere, ma che ci rendono apatici, svogliati, senza sorriso: anche questo potrebbe essere un sintomo da non trascurare

LA TECNICA
Non obbligarti ad amare sempre


Sentírsi in obbligo è l’atteggiamento che distrugge la spontaneità dell’amore, trasforma il piacere in dovere e ci carica di sensi di inadeguatezza quando non riusciamo ad adempierlo.
Fai invece con te stesso questa considerazione: «lo non amo incessantemente» e ripetitelo più volte al giorno. Osserva poi come ti comporti coi tuoi cari: figli, marito, genitori, amici… Non li ami tutto il tempo, ma a tratti.
Li ami quando percepisci l’amore che hai per loro.
•    volte però ti sono indifferenti.
•    volte addirittura disturbano.
Osserva questo tuo atteggiamento senza trarne conclusione alcuna.
Le persone che si autoimpongono di amare sempre si fanno del male e rendono scadente l’amore, lo fanno diventare un dovere e sono preda dei sensi di colpa. Accade come ai fidanzati che si telefonano di continuo: con il tempo si legheranno all’abitudine, al possesso, non alla persona.
Invece, devi cogliere l’essenza dell’amore: questo ti potrà causare una momentanea sensazione di vuoto, di freddezza.
Abbi cura anche della tua freddezza: è un tuo stato, fa parte di te.
Con questa tecnica conosci l’amore che viene dal vuoto, l’amore disinteressato.

i SI e i NO    degli Obblighi

La vita ci insegna che, fuori di noi, esistono davvero poche ragioni per cui valga la pena di essere felici. Crearci falsi obblighi non rientra certo fra queste.

SI

•    Rompi la catena dell’obbligo abituale / L’economia esistenziale di ciascuno di noi è punteggiata da “obblighi” diventati talmente abituali da rappresentare una consuetudine ormai acquisita.
Se anche tu hai degli “obblighi” quotidiani o settimanali cui non transigi, rompi la catena, sottraendoti a uno di essi. Ti accorgerai che, non adempiendolo, ti darai l’opportunità di liberarti di un’abitudine che ormai ha fatto il suo tempo.


NO

• Mi sento a posto / Osserva nell’arco della giornata le volte in cui, compiuta un’azione dici a te stesso che “ti senti a posto”.
Nella maggioranza dei casi, ti renderai conto di come la frase che ti ripeti sottolinea l’adempimento a un obbligo. Smetti allora di dirtelo e focalizza l’attenzione sulla risonanza che quel gesto ha dentro di te.
Se muoverà uno stato di rinuncia o di sacrificio, sappi che “sentirti a posto” nasconde in realtà un disagio che non vuoi vedere.

Da “Il Diario della Felicità”

di Raffaele Morelli.



Osho

Liberi di Essere – Edizione Cartonata

Mondadori

“Esprimiti in tutti i modi possibili, senza paura. Non c’è nulla da temere, né esiste qualcuno che ti punirà o ti premierà. Se esprimi il tuo essere nella sua forma più autentica, nel suo flusso naturale, sarai immediatamente ricompensato. […] La religione può essere condensata in una sola frase: libertà totale di essere se stessi.” “Non farai mai nulla per senso del dovere, per senso di responsabilità o perché qualcuno si aspetta che tu lo faccia. […] Io insegno una sola responsabilità: quella verso se stessi. Tutte le altre seguiranno da sole, senza che tu debba fare alcuno sforzo. E quando le cose accadono senza sforzo, possiedono un’incredibile bellezza.”

Il tema della libertà sembra esaltare al massimo la carica rivoluzionaria del pensiero di Osho, il mistico indiano che con i suoi insegnamenti controcorrente ha conquistato milioni di seguaci in tutto il mondo. La vera libertà, sostiene in questo nuovo libro, si ottiene solo mettendo in discussione tutte le nostre credenze, i nostri pregiudizi, il nostro dato per scontato. E pagina dopo pagina sfida il lettore a sgombrare la mente da tutte le idee imposte o acquisite e a trovare e percorrere il proprio sentiero individuale verso la libertà.

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Vera Peiffer

Le Trappole del Dovere

Come affrontare la viuta liberi da condizionamenti sensi di colpa piccoli ricatti quotidiani…

Armenia

Come affrontare la vita liberi dai condizionamenti sensi di colpa piccoli ricatti quotidiani.. E vivere feliici. Giorno per giorno il senso del dovere mette a dura prova la nostra capacità di sopportazione. Come uscirne? Questo libro ci insegna come sviluppare l’autostima ad avere consapevolezza dei nostri pregi e a scoprire ciò che veramente desideriamo.

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