Io, Lei e …

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Io, Lei e … don Paolo Spoladore

Locale all’aperto, ieri sera. Si è appena tenuto un piccolo concerto e la gente se n’è andata via da un po’. Altre persone sistemano il palco, smontano gli strumenti. Un po’ di vento rimane dopo l’accenno di bufera di dieci minuti prima.
Io e I. siamo seduti su un tavolino che il cameriere ogni dieci minuti passa per controllare.
Non ci vediamo da sei mesi.
I. è una credente controversa; una sorta di hippy del terzo millennio tutta fede e sesso; insegnante di catechismo e un appartamento da rivista ikea fatto di tendine, incensi, candele, disegni ai muri, tavolo in vimini, letto giapponese orientato a nord (e quindi messo di traverso lungo la stanza!); una passione per gli aborigeni australiani e per i bambini a cui insegna.

“Domani mi toccherà andare dal medico per questo mal di gola… E come sempre mi toccherà prendere gli antibiotici… fastidiosi!”
“Ma va! Non andarci! Gli antibiotici sono come l’acqua con lo zucchero… non servono a niente!”
“…Scusa?”
“E’ vero… hanno fatto degli esperimenti. Davano ad un gruppo di persone degli antibiotici e ad un altro gruppo dell’acqua con lo zucchero facendo loro credere che fossero antibiotici. Hanno scoperto che anche quelli a cui hanno dato acqua e zucchero sono guariti!”
“Si, beh, è l’effeto-placebo… ma dove l’hai letto?”
“Non l’ho letto… me l’hanno detto… ma cambiamo discorso dai, forse era meglio se stavo zitta! Oddio adesso comincerai a riempirmi di parole e non smetterai più come tuo solito!”
“No, dico solo che questo non cambia il fatto che gli antibiotici o le medicine in genere servano! Ma adesso dimmi chi ti ha detto ste cose! Chi è stato?”
“Ma no, niente… ho seguito un corso ma ancora tanto tempo fa… vabbè basta sennò non finisci più!”
“Sei entrata a far parte di Hari Krishna? Oddio… testimone di Geova?”
“Ma no, ho fatto un corso che teneva Don Paolo Spoladore, quello delle canzoni… e niente ci insegnava assieme ad un medico che si può fare a meno delle medicine perché ti ammali solo perché hai dell’energia negativa dentro di te… per esempio il tuo mal di gola significa che non riesci a dire qualcosa che invece sai bene… e il mio raffreddore di qualche settimana fa era dovuto alla mia indecisione per il lavoro che mi avevano offerto…”
“Spero tu stia scherzando… voglio dire: è brutto da dire, sai? È antistorico! Va contro il progresso, la medicina, la scienza! Insomma: già in Italia c’è tanta diffidenza nei confronti della scienza in più c’è sto imbecille che vi racconta ste cagate??? Ma vuoi dirmi che se uno si ammala è per colpa sua?”
“Beh… si, perché tutto parte dall’energia che hai. Se l’energia è positiva si trasforma in pensiero positivo che a sua volta si trasforma in azione positiva. Se invece la tua energia è negativa, tutto il processo ti porta a fare delle azioni negative, come per esempio ammalarti. Che ne so: io potrei benissimo correre nuda sotto la neve perché se sto bene con me stessa non mi ammalerò, mentre se lo fai tu, che per esempio non stai bene con te stesso, nelle stesse condizioni ambientali ti ammali!”
“Sono inorridito! Ma questo comunque non vale nel caso di malattie che non dipendono da te… per esempio uno che si ammala di aids ha diverse infezioni… una infezione, che ne so, all’alluce, c’è perché lui ha l’aids e non perché infezione all’alluce significa qualcosa! Sbaglio?”
“Eh si, perché l’aids se la sarà presa comunque no? E se se l’è presa vuol dire che in quel momento il suo sistema immunitario non lavorava bene… e se non lavorava bene vuol dire che non stava bene psicologicamente!”
“E ste minchiate te le ha dette sto prete?”
“Ma guarda che lui ha fatto tanti master per conoscere come lavorano i pubblicitari per plagiarti la mente… è andato fino in America, ha speso tanti soldi, e ora ce lo insegna in modo che noi non possiamo essere plagiati!”
“Ovviamente però non hai visto attestati di nessun tipo!”
“…”

Cambio di scena. Interno di automobile ferma sotto casa sua. Siamo illuminati dalla luce molto fioca della mia macchina. Mi chiedo se è possibile rimanere educati e non risponderle male dopo tutto ciò che ho provato e che comunque continuo a provare per lei. Mi chiedo se ci può essere posto anche per lei tra i miei amici così tanto radical e politicizzati. Fintanto che il discorso non scivola, appunto, sulla politica.

“Ma io comunque non tento di cambiare le idee a te… tu puoi pensare comunque come vuoi… io sto bene con me stessa se credo a queste cose ma non le vengo ad imporre a te…!”
“E’ brutto ugualmente da pensare… E’ brutto per te che ci credi, e oserei dire anche un po’ pretenzioso… dire che è colpa mia se mi prendo un tumore non è proprio carino. E “carino” per usare un eufemismo… questa è la dimostrazione del fatto che tutte le credenze e le fedi, anche quelle politiche, tentano comunque di plagiarti la coscienza. Tu, anche se non credi alla politica, capirai bene che tutta la questione è una lotta continua tra credi e pensieri differenti. Quindi, al diavolo il tuo perbenismo quando dici che “tanto non tenti di cambiare le mie idee” perché in fondo lo facciamo tutti. Anche io, in questo momento con te, sto cercando di farti cambiare idea.”
“No! Io so che sto bene così e basta… e comunque la politica è solo uno dei tanti metodi che usano per addormentarti. Io non la seguo e non vado mai a votare perché tanto fanno comunque quello che vogliono”
“A me non sembra proprio di essere addormentato!”
“Perché te ne accorgi solo quando ti svegli!”
Rimango basito. In fondo con quest’ultima frase aveva anche ragione! Ricordava tutto il sentire tipicamente orwelliano dei miei primi pensieri sulle cose del mondo: un concentrato di anticonformismo puro. Affascinante!
Però sbagliava, c….o! E quindi non dovevo lasciargliela vinta! Assumo una faccia arrabbiata e:
“E comunque la politica è importante. Tutta la vita è politica. E’ inutile dire: tanto fanno sempre come vogliono perché allora ci si arrende e non c’è cosa peggiore di questa! Bisogna tentare di fare tutto il possibile per cercare di cambiare le cose e le persone, se credi in quello che pensi. Bastano anche le piccole cose, come per esempio io che sto qui a dirti di lasciar perdere sto prete di merda che ti sta intortando! Non fosse altro per puro interesse personale perché metti caso, per assurdo proprio, che al potere vadano persone a cui stanno in culo la gente come te e ti vogliono sterminare… ti ammazzano e poi? Non era meglio pensarci prima magari parlando con altra gente e dicendo loro le tue ragioni… insomma: magari non servirà a niente ma almeno potrai dire di averci provato! C…..o, i profeti che cosa facevano??? Non facevano ste cose?”
“I profeti portavano soltanto la loro testimonianza…Non tentavano di cambiare le persone.”
“…Sicura?”
“Si, perché non si possono cambiare le persone, gli altri. Solo noi possiamo cambiare, solo io posso cambiare.”

Ho deciso che si, resta un posto anche per lei.

da consorziomanzetti.blogspot.com

psicosomatica-olistica

I perché nascosti della malattia psicosomatica –

Come guarire ed essere felici.

MEDICINA ALTERNATIVA: Ampia selezione di libri

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Osho

I Silenzi dell’Anima

Commenti a “Il Profeta” di Kahlil Gibran

Edizioni del CignoI Silenzi dell’Anima è un prezioso intervento di Osho che porta in primo piano quella dimensione di verità, in tutte le sue sfumature: dimensione che, di fatto, è la vita quotidiana di ogni mistico, ed è anche il luogo in cui l’uomo, vivendo nella sua totalità e naturalezza, affiora in ciò che realmente è… da sogno o volo dell’anima, sfere in cui opera la poesia, si passa dunque, con questi commenti, alla fattiva realizzazione di una potenzialità che tutti portiamo dentro di noi, nascendo, e che è nostra responsabilità rendere manifesta.

Osho commenta i primi capitoli dell’opera di Gibran, introducendo il profeta Almustafa, il suo viaggio e la sua prossima dipartita, e l’eco che questa sua partenza ha sul popolo di Orfalese. Nonché il conseguente e improvviso bisogno di sentire da lui quali valori e significati sono nascosti nei gesti e nelle esperienze che accompagnano la nostra vita di uomini: amore, relazione, unione, figli; generosità e lavoro; mangiare, bere e vestirsi; la gioia e il dolore. Nei primi anni di questo secolo il poeta libanese Kahlil Gibran creò l’opera che pare riunire, più di ogni altra, le generazioni del Ventesimo secolo in una comunione trasversale di intenti e di aspirazioni, una comprensione che trascende razze e nazioni su quei valori che ci fanno “esseri umani”… cose che si agitano perennemente nel cuore degli uomini.

Ma poiché Gibran era un poeta, e non un mistico, né tantomeno un Maestro, la comprensione più intima di quanto egli tratteggiò nei suoi versi è sempre rimasta sullo sfondo, lasciata all’intuizione non verbale dei cuori più sensibili. Cosa spesso difficile, sicuramente non priva di possibili incomprensioni e di malintesi, e soprattutto sovrastata sempre dal filtro della mente e delle sue proiezioni. Un lavoro labile, spesso vittima dell’immaginazione, dove le intuizioni restano bagliori improvvisi che la vita quotidiana spesso attutisce e dissolve.
Lo trovi su Macrolibrarsi



Reimar Banis

Medicina Energetica Spirituale

Il tema della spiritualità nel metodo dell’energetica psicosomatica

Macro Edizioni

L’energetica psicosomatica (PSE) si sta sempre più rivelando un metodo capace di sciogliere i conflitti che ci accompagnano da molte vite, consentendoci di progredire nel nostro cammino evolutivo.

L’eliminazione dei conflitti non solo ci libera da vari disturbi fisici, ma ci mette anche in condizione di non proiettare più sugli altri le cause del nostro malessere, contribuendo a creare un mondo basato sulla convivenza pacifica.

Nel suo secondo volume dedicato all’argomento il padre della PSE, medico e naturopata di fama mondiale, approfondisce il discorso spirituale che sta alla base del suo metodo.

Dopo una panoramica sull’energia vitale e le pratiche per incrementarla, Banis descrive il percorso che l’ha portato a concepire l’energetica psicosomatica, toccando temi come lo sciamanismo, l’esorcismo e la psicanalisi, illustrando terapie come i fiori di Bach, la psicoterapia corporea e l’omeopatia, da cui ha preso spunto per le sue ricerche.

Sempre attraverso uno stile semplice e chiaro, l’autore affronta anche il legame fra il conflitto centrale e il tipo di carattere, dedicando un’ampia parte del libro al karma, alla reincarnazione e al ruolo della fede nella vita delle persone.

Lo trovi su Macrolibrarsi

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