Rinascita Interiore

rinascitaRinascita Interiore

Diventa semplice: ricordati che tutto ciò che tende all’essenzialità, alla purezza della forma e dei contenuti, ti depura. Non esagerare con troppi dettagli, liberati di ciò che  è vistoso, barocco, elaborato. Cerca di snellire il tuo modo di parlare: utilizza il minor numero di parole per esprimere i tuoi concetti, vai al sodo. Il silenzio è come il digiuno, ti ripulisce e ti alleggerisce delle scorie del linguaggio e del pensiero. Se puoi contraddirti, se puoi accettare in te la presenza di entrambi i lati delle cose, allora quello è un gran giorno: non ragioni più come gli altri, non stai da una parte o dall’altra come fanno tutti, incominci a trovare il baricentro. Fai le cose senza sforzo, non ostinarti non combattere, non fare fatica. Cerca soltanto di essere presente a ciò che fai. C’è forse sforzo nei capelli che crescono? Nel cuore che batte? Nel filo d’erba che nasce? Capita che facendo qualcosa, sentiamo affiorare un sottile disagio, oppure al contrario proviamo un piacevole appagamento… Se sei pecora bela, se sei leone ruggisci, se sei edera arrampicati…

da Michele http://www.yooblo.com/articolo_blog.asp?idracconti=409

LA Mente Quieta

quieta-mentale1 LA MENTE QUIETA

È UNA SORGENTE DI SOLUZIONI

Per aumentare la qualità della risoluzione dei problemi è importante che la mente non rimugini sui loro come e perché e sulle risoluzioni che crede siano le migliori, ma è bene che si quieti per farsi trovare dalle risposte essenziali. Cercare di comprendere per forza i (presunti) perché, le (presunte) conseguenze, le (presunte) cause… può facilmente essere un modo della mente:

– di turbarsi e ostacolare l’emersione di risposte qualitative;

– di opporsi alla maturazione della consapevolezza,

– di aggrovigliarsi e perdersi nei meandri del concettualizzare non consapevole, alla ricerca di fuorvianti risposte dualistiche, mentre quelle fondamentali non lo sono. Cercando risposte in modo poco consapevole la mente induce anche la formazione di risposte poco veritiere condizionate da forme pensiero ed emozione limitanti e devianti;

– di sforzarsi per mantenere il controllo che immagina di avere e questo è una prova della sua  incapacità di abbandonarsi alla Reale Identità ed è un ostacolo per la risoluzione  dei problemi;

– di star trovando le vere ragioni, mentre sta soltanto girando attorno ai propri abbagli, fuorviata dal tentare di definire la causa di ciò che è:

o        senza una ragione precisa, nel senso che è una conseguenza di processi onnicomprensivi – tutti i processi influiscono in una certa misura su tutti i processi;

o        fondamentalmente senza ragione perché avviene come conseguenza delle cause effettive che essendo sul piano della Coscienza sono “di là” di ogni ragione, la quale è relativa all’intelletto e in senso più ampio alla mente. In base al sapere con cui è programmato l’intelletto, la mente  può definire una miriade di ragioni (cause) e molteplici possibili conseguenze. Queste definizioni e conclusioni possono essere più o meno qualitative, ma non possono in alcun modo cogliere veramente nel segno. Nell’ambito della Coscienza  non ci sono né pensieri, né avvenimenti, né emozioni, né immagini, né tempo, né spazio, né alcuna ragione (definibile intellettualmente), ma ci sono processi di là della comprensione. Le cause effettive sono sempre incomprensibili.

Quando passeremo oltre la comprensione, avremo la Conoscenza. La ragione fu l’aiuto, la ragione è l’ostacolo.

Sri Aurobindo

Le risposte qualitative ed essenziali emergono con il quietarsi della mente. Divenire veramente significa sostanzialmente il quietarsi della mente, non il suo turbarsi con analisi nocive che spesso diventano analisi dell’analisi dell’analisi dell’analisi…

Non falcidiarti l’intelletto con domande sul come e sul perché!

Cogli semplicemente la pienezza dell’attimo che è.

Vivilo pienamente.  Essendo l’attimo stesso, sino al trascendimento del tempo.

Domanda forse banale ma sicuramente molto indicante: Per fare l’acquisto migliore, è più saggio paragonare i prezzi di mille negozi, oppure venire a sapere direttamente qual è il negozio ottimale per l’acquisto?!

Trasforma la ragione in un’intuizione ordinata; che tutto in te sia luce. Questa è la tua meta.

Sri Aurobindo

Fonte: http://www.andreapangos.it/aiutare_il_prossimo_e_se_stessi_e_il_mondo.html

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Corso di Andrea Pangos:

Trasformare il rancore in Perdono e i sensi di colpa in Amore

Il Silenzio

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Il silenzio

Da ” Purificazione della Mente” di Hazrat Inayat Khan

Vi è un detto: ” Le parole sono preziose, ma più prezioso è il silenzio “.

Questo detto risulta sempre profondamente vero. Più ne capiamo il significato, più realizziamo questa verità. Quante volte durante il giorno ci capita di dire qualcosa che sarebbe stato meglio tacere! Quante volte disturbiamo la pace del nostro ambiente con una involontaria mancanza di silenzio. Quante volte riveliamo le nostre limitazioni, la nostre meschinità, la nostra grettezza, che avremmo potuto nascondere, se solo avessimo taciuto! Quante volte, benchè desiderosi di rispettare gli altri, non riusciamo a farlo, perchè non sappiamo tacere. Per un uomo che vive in questo mondo un grande pericolo sta in agguato, il pericolo di confidarsi con una persona, con la quale non voleva confidarsi. Corriamo questo pericolo non sapendo tacere. Un grande interprete della vita, il poeta persiano Sa’di dice: “Che valore ha il buon senso, se non viene in mio soccorso prima che io pronunzi una parola! ” Questo ci dimostra che malgrado la nostra saggezza, possiamo fare uno sbaglio, se non abbiamo un buon controllo nelle parole che usiamo. Di questa verità troviamo facilmente degli esempi: coloro che parlano molto, hanno minor potere di coloro che parlano poco. Una persona loquace può non essere in grado di esprimere un’idea in mille parole, mentre chi è padrone del silenzio, sa esprimersi con una sola parola. Tutti possono parlare, ma non tutte le parole hanno la stessa potenza. Inoltre, una parola dice meno di quanto sappia esprimere il silenzio. La nota fondamentale di una vita armoniosa è il silenzio.

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Nella vita di ogni giorno esistono preoccupazioni a cui non sempre possiamo far fronte e allora solo il silenzio può aiutarci. Poiché, se vi è una religione, se vi è un modo per mettere in pratica la religione, è quello di compiacere Dio, compiacendo l’uomo. L’essenza della religione è di capire il prossimo. E non possiamo vivere questa religione se non dominiamo la parola – e se non ci rendiamo conto del potere del silenzio. Spesso ci sentiamo di aver ferito un amico; avremmo potuto evitarlo, con un maggior controllo sulle parole. Il silenzio è lo scudo degli ignoranti e la protezione dei saggi. Perché l’ignorante cela la sua ignoranza col tacere, e il saggio non getta le perle ai porci, se conosce il valore del silenzio. Che cosa ci dà potere sulle parole? Che cosa ci dà questa forza, che può essere ottenuta col silenzio? La risposta è: la forza di volontà; e ancora: è il silenzio che ci dà il potere del silenzio. Quando una persona parla troppo, dà segno di irrequietezza. Più parole vengono usate per esprimere un’idea, meno forza hanno. È un vero peccato che si pensi cosi spesso a risparmiare i centesimi e mai a risparmiare le parole. E come conservare ciottoli e gettare via perle. Un poeta indiano dice: “Conchiglia, da dove viene il tuo prezioso contenuto? Dal silenzio; per anni e anni le mie labbra son rimaste chiuse “. Per un po’ di tempo, si lotta con se stessi; si cerca di controllare gli impulsi; poi però, la stessa cosa si trasforma in forza. Veniamo ora alla spiegazione più scientifica e metafisica del silenzio. Le parole consumano un certo quantitativo di energia e il respiro, che dovrebbe portare nuova vitalità al corpo, viene ostacolato nel suo ritmo normale, se si parla costantemente. Non è che una persona nervosa parli troppo; è il parlare tanto che la innervosisce. Da dove viene il grande potere dimostrato da fachiri e da yogin? Dall’aver imparato a praticare l’arte del silenzio. Questa è la ragione per cui nell’est, nelle case e nelle corti in cui i fachiri meditavano,vi era silenzio. Certe volte diverse civiltà del mondo, veniva insegnato alla gente, quando si riuniva per festeggiare, di tacere, per un po’ di tempo. È molto triste che questo problema attualmente sia cosi trascurato e che pochi ci pensino. È un problema che riguarda la salute, che tocca l’anima, lo spirito, la vita. Più pensiamo a questo argomento e più ci accorgiamo di essere continuamente coinvolti in qualche attività. Dove ci porta ciò, quale ne sarà l’esito? Per quanto possiamo vedere, ci porti battaglie, rivalità e situazioni sempre più aspre. Visti i risultati, constatiamo che tutto ciò non fa che procurarci maggiori preoccupazioni, fastidi e lotte. Vi è un detto indù: “Più si cerca la felicità, più infelicità si trova “. La ragione è che quando la felicità viene cercata in direzione errata, ci si procura infelicità. La nostra esperienza è sufficiente a farcelo capire; ma la vita ci stordisce, le azioni ci assorbono e non ci fermiamo mai a pensarci. Pare che il mondo si stia svegliando agli ideali spirituali; tuttavia vi è più attività – non solo attività esterna – ma anche attività mentale. Veramente l’umanità ha i nervi a pezzi per la mancanza di silenzio e per la superattività, del corpo e della mente. Quando il corpo riposa, l’uomo dice che dorme. La sua mente però continua ad agire, come di giorno. In questo mondo competitivo, l’uomo è cento volte più indaffarato di quanto lo sia mai stato prima. Naturalmente egli necessita di più riposo, quiete e pace, che non una persona che vive nella foresta e che ha tempo a disposizione. Quando l’attività cresce a tal punto e si perde l’arte del silenzio, che cosa ci si può aspettare? Dove imparare il raccoglimento? Nel silenzio. Dove praticare la pazienza? Nel silenzio, Il silenzio praticato durante la meditazione è ancora un’altra cosa.

silenzio1Silenzio significa che dovremmo badare a ogni parola e a ogni azione che facciamo: questa è la prima lezione. Ogni persona veramente meditativa, ha imparato a servirsi del silenzio, naturalmente, nella vita di ogni giorno. Chi ha imparato il silenzio nella vita di ogni giorno, ha già imparato a meditare. Una persona può riservare mezz’ora al giorno per la meditazione, ma quando, di fronte a mezz’ora al giorno per la meditazione, ve ne sono dodici o quindici di attività, l’attività priva di forza la meditazione. Quindi le due cose devono camminare insieme. Una persona che desidera imparare l’arte del silenzio deve decidere, per quanto lavoro abbia da fare, di conservare nella mente il pensiero del silenzio. Se non si tiene conto di questo, non si raggiungerà mai il pieno beneficio della meditazione. È come una persona che va in chiesa una volta alla settimana e negli altri sei giorni tiene i propri pensieri il più lontano possibile dalla chiesa. A un re persiano, molto pio, il primo ministro chiese: ” Voi meditate gran parte della notte e lavorate tutto il giorno. Come è possibile? “. E lo Shah disse: ” Durante la notte sono io che inseguo Dio, durante il giorno è Dio che mi segue “. La stessa cosa avviene col silenzio: chi cerca il silenzio, sarà cercato dal silenzio. Ed è cosi con tutte le cose che desideriamo: se le cerchiamo abbastanza, esse, col tempo, ci seguono da sole. Ci sono molte persone che poco si curano di fare del male a qualcuno, se sono convinte di dire la verità. Si sentono giustificate e non badano se l’altro piange o ride. Vi è comunque una differenza tra la verità e il fatto puro e semplice. Il fatto è ciò di cui si può parlare – la verità ciò che non può essere tradotto in parole. La pretesa di ” dire la verità ” cade da sola, quando ci si rende conto della differenza che ce tra fatto e verità. La gente discute di dogmi, di credenze, di principi morali, in base alle proprie nozioni. Ma arriva un momento, nella vita di un uomo, in cui tocca la verità, ma non sa trovare le parole adatte a esprimerla e tutte le discussioni, le dispute e le argomentazioni crollano. In quel momento egli dice: ” Non importa chi ha sbagliato, tu o io. Ora desidero soltanto correggere il torto “. Giunge anche il tempo, in cui le continue domande che uno fa a se stesso, su questo e su quello, si esauriscono, poiché la risposta sorge dall’anima ed è ricevuta in silenzio. La tendenza generale dell’uomo è quella di ascoltare tutto ciò che giunge da fuori – e non è solo l’orecchio ad essere aperto al mondo esterno, all’orecchio è attaccato il cuore. Il cuore che ascolta le voci provenienti dal mondo esterno dovrebbe voltargli le spalle e attendere pazientemente fino a quando non riuscirà a udire le voci che giungono dall’interno. Vi è una voce udibile e una voce non udibile, di coloro che vivono e di coloro che non vivono, di tutta la vita. Ciò che l’uomo riesce a esprimere in parole, dice poco. Si può forse parlare di gratitudine, di evoluzione, di ammirazione? Giammai, perché le parole saranno sempre inadeguate. Ogni sentimento profondo ha una voce propria: non può venir espresso con parole esterne. Questa voce arriva da ogni anima – ogni anima può essere udita solo dal cuore. E come si prepara il cuore? Col silenzio. Non deve sorprenderci che alcune persone hanno cercato la foresta e la montagna, che hanno preferito le regioni impervie agli agi della vita mondana. Esse hanno cercato qualcosa di prezioso. Inoltre, esse hanno trasmesso in parte l’esperienza raggiunta col loro sacrificio. Ma non è necessario seguirli nella foresta o nelle grotte di montagna. L’arte del silenzio si può imparare ovunque: in tutta la vita, per quanto impegnati, si può mantenere il silenzio. Il silenzio è qualcosa che – consciamente o inconsciamente cerchiamo in ogni momento della vita. Cerchiamo il silenzio e lo fuggiamo, nello stesso tempo. Dove si ascolta la parola di Dio? Nel silenzio. I veggenti, i santi, i saggi, i profeti, i maestri hanno udito la voce che viene dall’interno, avendo reso se stessi silenziosi. Con ciò non voglio dire che si potrà udire la voce; perché si è silenziosi. Intendo dire che, una volta che si è raggiunto il silenzio, ci sarà la possibilità di udire la parola che giunge costantemente dall’interno. Quando la mente è stata acquietata, si può comunicare con chiunque si incontri. Non c’è bisogno di molte parole; quando gli sguardi s’incontrano, ci si capisce. Due persone possono parlare e discutere per tutta la vita e non capirsi; altre due, se hanno acquietata la mente, si guardano e in un momento tra loro il contatto è stabilito. Da dove provengono le differenze che ci sono tra le persone? Dall’interno. Dalla loro attività. E da dove l’armonia? Dalla quiete della mente. È il rumore, che ostacola la voce, che udiamo distante – è l’acqua agitata della sorgente, che ci impedisce di vedere la nostra immagine riflessa nell’acqua. Quando l’acqua è quieta, il riflesso è chiaro; quando la nostra atmosfera è quieta, udiamo la voce che giunge costantemente al cuore di ogni persona. Cerchiamo consiglio, cerchiamo la verità, cerchiamo il mistero. Il mistero è dentro di noi, i consigli, la guida è nella nostra anima. Spesso s’incontra una persona, il cui contatto rende inquieti, nervosi. La ragione è che questa persona non è riposante, non è tranquilla – e non è facile rimanere calmi e conservare la propria tranquillità in presenza di chi è agitato o inquieto. L’insegnamento di Cristo: ” Non resistere al male “, significa: ” Non reagire alle condizioni turbate di una persona agitata “. Sarebbe come afferrare un fuoco, che ci brucerà. La via per sviluppare – in noi stessi – il potere di resistere a tutte le influenze perturbatrici che incontriamo nella vita di ogni giorno, è di acquietarsi, per mezzo della concentrazione. La nostra mente è come una barca mossa dalle onde e influenzata dal vento. Le onde sono le nostre stesse emozioni e le nostre passioni, i pensieri e le immagini; il vento è l’influenza esterna, a cui dobbiamo far fronte. Per poter arrestare la barca, bisognerebbe avere un’ancora. Fermiamoci un momento a considerare quest’ancora: se è troppo pesante, fermerà la barca; se è leggera, la barca continuerà a muoversi, non si arrestera, perché in parte è nell’acqua e in parte nell’aria. In questo modo, tuttavia ci limitiamo a controllare la barca: utilizzarla è ben altra cosa. La barca non è fatta per rimanere immobile; è fatta per uno scopo. Sembra che non tutti se ne rendano conto, ma la barca è fatta per andare da un porto all’altro. Perché la barca possa navigare ci vogliono varie condizioni: per esempio, che non sia sovraccarica. Cosi il nostro cuore non va caricato troppo pesantemente, con le cose  cui ci atracchiamo; altrimenti la barca non galleggerà. La barca non deve restare sempre nello stesso porto, deve arrivare al porto a cui era destinata. Inoltre, la barca deve reagire al vento, che la porterà nel porto cui era diretta: questa è la sensazione che l’anima riceve dal lato spirituale della vita. Questa sensazione, questo vento, ci aiuta a proseguire verso il porto, al quale tutti siamo destinati. Una volta concentrata, la mente dovrebbe agire come la bussola – che indica sempre la stessa direzione. Un uomo i cui interessi vanno in mille direzioni diverse, non è maturo per viaggiare in questa barca. E’ l’uomo che ha una cosa sola in mente e che considera tutte le altre cose secondarie, che può andare da questo porto verso l’altro. Questo è il cammino chiamato misticismo.

http://www.movimentosufi.com

La Febbre….La reazione vitale del nostro organismo

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Febbre – cosa vuol dire:

La reazione vitale dell’organismo.

La febbre è un sintomo salutare, segno che l’organismo sta reagendo, lottando e chiedendo al “fuoco vitale” di intervenire per riportare l’equilibrio perduto. Il sangue e il cuore, anch’essi simboli del fuoco, partecipa¬no all’aumento della temperatura (il battito cardiaco di¬venta più frequente).

Nel linguaggio quotidiano “avere la febbre” per qualcosa significa essere fortemente coinvolti, avere una passione totalizzante per qualcosa. E, in effetti, durante l’episodio febbrile il corpo è “pienamente in gioco”: il sistema immunitario e gli organi stanno lottando per affermare l’attaccamento alla vita, stanno esprimendo il coinvolgimento dell’intero nostro essere nella voglia di vivere e sopravvivere. Non è un caso che a determinare la temperatura sia l’ipotalamo, la regione centrale del cervello, che conosce all’istante le necessità del corpo per mantenere il suo equilibrio.

febbre12Avere la febbre significa dunque essere vivi, saper reagire, sapersi adattare, sia biologicamente che psicologicamente, alle diverse situazioni. Non avere mai la febbre non è quindi sempre un segno di salute o di forza del sistema immunitario: talora, indica una rigidità e una difficoltà a scendere in campo con tutto se stesso. La febbre è fuoco e il fuoco è energia profonda, istintiva, passionale, che oggi la civiltà moderna fa sempre più fatica a vivere, calata com’è in modelli mentali e sociali precostituiti che ne imbrigliano il fluire. La tendenza a sopprimere la febbre con i farmaci appena si presenta è simbolo di questa mentalità che, in nome della produttività continua (febbrile!), tarpa le nostre espressioni più vitali.

Chi è più a rischio

Ritmi frenetici, logoranti, metodici imbrigliano le energie vitali e possono favorire o episodi febbrili acuti e intensi con una certa frequenza, oppure febbricole persistenti (37,1-37,4° C) che indicano come la persona stia tenendo a freno, cronicamente, la propria ca¬rica vitale.

SUGGERIMENTI

A meno che non crei complicanze o non raggiunga picchi troppo alti, la febbre va lasciata sfogare. Essa chiede dunque di affidarsi alla natura che è in noi, e ai suoi automatismi, che sanno come combatterla, evitando un atteggiamento di soppressione a priori del sintomo. Il consiglio migliore è quello di cercare di vi-ere nel modo più naturale possibile, rispettando i propri ritmi interiori e i cicli stagionali.

Fonte: ” Dizionario di Psicosomatica”  Raffaele Morelli

Stefano FusiEnergia

Vitale per la Salute

Tecniche Nuove Edizioni

Per una salute completa non basta occuparsi del corpo fisico, muoversi, nutrirsi bene e depurarsi: occorre occuparsi anche dell’energia vitale.

Le antiche tradizioni orientali la chiamano prana o qi; per la moderna ricerca medica e scientifica è il campo bioelettrico prodotto dagli innumerevoli processi chimico-fisici del metabolismo. Per la medicina olistica è il collante che lega materia, anima ed energia cosmica, il modello che plasma il nostro organismo e garantisce la salute.

Purificare il “corpo energetico” e dargli il giusto nutrimento sono le chiavi per prevenire e risolvere in modo naturale molti disturbi, ansie e stress.

Le discipline per essere più tonici e sereni sono molte e varie: antiche discipline orientali, pratiche neosciamaniche, bioenergetica, danzaterapia e meditazioni dinamiche. E le “arti per la salute” non mediche – come shiatsu, biopranoterapia, reflessologia – aiutano a ristabilire l’equilibrio energetico potenziando il processo di guarigione.

Ciascuno può esplorarle, praticando gli esercizi più semplici e adatti a tutti presentati in questo libro.

Lo trovi su Macrolibrarsi

Giorgio Cerquetti

Il Potere dell’Energia Vitale

Chakra e Kundalini

L.S. Gruppo Editoriale

Per vivere bene conviene conoscere la natura e il potere dell’energia vitale. Solo da qualche decennio si parla scientificamente di energia. Conosciamo l’energia solare, l’energia elettrica e l’energia atomica. C’è un’altra energia più potente delle altre, con cui si può ottimamente interagire, è l’Energia Vitale.

Questa energia che rappresenta la nostra anatomia invisibile, è la meno conosciuta eppure ci appartiene dalla nascita alla morte. È la nostra energia! Questo libro ci offre una conoscenza dettagliata dei Chakra, i vortici energetici che collegano corpo, mente e coscienza, e della Kundalini, l’energia che mantiene in vita i corpi vitali.

Lo trovi su Macrolibrarsi

Il Pianto: l’essenza dell’emozione

Il Pianto: l’essenza dell’emozione


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La ghiandola lacrimale permette agli occhi di muoversi liberamente, senza attrito, restando costantemente puliti. In essa risiede dunque, per analogia, la libertà di guardare senza pregiudizi e la capacità di rinnovare le proprie idee rispetto alla realtà che ci circonda. Sia fisicamente che mentalmente, l’uomo ha infatti bisogno di uno sguardo che non si fissi sulle solite cose, ma che sia dinamico e aperto al cambiamento. E la ghiandola lacrimale, nella sua funzione di consentire l’apertura e la chiusura degli occhi, esprime propriamente la capacità di passare da uno sguardo/atteggiamento introspettivo a uno rivolto verso l’esterno e viceversa; può dunque raccontarci qualcosa riguardo al rapporto tra l’inconscio e la coscienza.
È perciò fondamentale cogliere appieno il significato simbolico delle lacrime: esse rappresentano il distillato della vita emotivo-affettiva.

Il pianto esprime l’essenza dell’emozione che si sta vivendo: dolore, commozione, piacere, spavento. Tuttavia, anche il pianto apparentemente privo di motivazione concreta è significativo: segnala che il cervello, di tanto in tanto, ha bisogno di secernere questa essenza per “lavar via” dalla mente pensieri, emozioni, ricordi tristi, dolori… che rischierebbero di intossicarlo.

Un disturbo di questa ghiandola, quindi della lacrimazione, in genere indica:
– una difficoltà a guardare la realtà senza giudizi e modelli, come accade nella xeroftalmia, patologia che rende l’occhio più secco e i suoi movimenti più dolorosi; essa rappresenta un ostacolo nel cambiare punto di vista;
– una negazione dell’espressione di alcune forti emozioni, per esempio, la congiuntivite allergica, pur nel disagio che procura, consente alla persona un pianto che di solito viene trattenuto;
– La resistenza a liberarsi del passato, dal ricordo, dalla sofferenza: ci si è a tal punto identificati in essi, da ritenere che debbano rimanere presenze costanti della nostra vita. “Scioglierli” in lacrime… non si può.

Fonte: ” Dizionario di Psicosomatica”  Raffaele Morelli



Osho

Il Gioco delle Emozioni

Liberarsi da rabbia, paura e gelosia

Oscar mondadori

Paura, rabbia, gelosia invadono la nostra mente ogni giorno, rischiando di travolgerci, di annientare il nostro equilibrio minacciando le nostre relazioni affettive e la nostra salute. Cosa fare, dunque? Reprimere queste emozioni negative se esprimerle è così dannoso?

Osho ci indica una terza via, più fruttuosa: quella della comprensione. E per arrivare a questo importante traguardo ci ha lasciato questo testo: un libro da centellinare, tante massime su cui meditare senza fretta, parole da lasciar decantare dentro di noi, per illuminare gli angoli più nascosti della nostra psiche e risvegliare la nostra parte più compassionevole e sapiente.

Andando ben oltre la psicologia classica, il grande maestro di spiritualità ci aiuta ad acquisire strumenti in grado di generare una fonte di quiete e armonia e ci insegna a giocare con le nostre emozioni senza timori e preclusioni.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Daniel Goleman Dalai Lama

Le Emozioni che Fanno Guarire

Conversazioni con il Dalai Lama

Oscar mondadori

Come interagiscono cervello, sistema immunitario e stati emotivi? La meditazione può produrre effetti positivi sulla salute? Quali emozioni si accompagnano a una migliore qualità della vita? In che misura le condizioni psicofisiche di un individuo traggono beneficio da una crescita dell’autostima?

In occasione degli incontri della terza Mind and Life Conference, svoltasi nel 1991 a Dharamsala, in India, alla presenza del Dalai Lama, illustri scienziati occidentali e maestri buddhisti hanno cercato di rispondere a questi e ad altri interrogativi di carattere scientifico ed etico.

Daniel Goleman ha raccolto alcuni degli interventi e dei dibattiti più significativi della conferenza.

Lo trovi su Macrolibrarsi

La depressione ci mette in contatto con noi stessi”

Metamorfosi/ Raffaele Morelli:

“La depressione ci mette in contatto con noi stessi”

depressione“La depressione viene ad azzerare il pensiero, il dolore psichico prende il sopravvento imponendo di fermare i progetti e le diverse occupazioni della vita quotidiana. La depressione diventa così un fattore provvisorio di chiusura con il mondo, qualcosa che ci induce a rivolgere le nostre energie verso l’interno, più semplicemente a guardarci dentro e a capire meglio qualcosa di noi stessi”, spiega  Raffaele Morelli, psichiatra e direttore di Riza Psicosomatica.


Si può dire che, se ben compreso, uno stato di disagio psichico può essere un’occasione di evoluzione?
“Sì. Facciamo un esempio. Quando una persona coinvolta in una relazione sentimentale infelice non riesce a manifestare la sua insoddisfazione al partner, la depressione arriva naturalmente a segnalare una condizione di malessere, una situazione irrisolta. E, così, senza che sia necessario dire nulla la relazione finisce da sé, perché una delle due persone non è più in grado di continuarla. In questi casi accade che la parte più autentica di noi ci dice che la vita che conduciamo non è in linea con la nostra vera natura. In questi casi il dolore non va fuggito, ma ascoltato per comprendere quello che vuole dirci il nostro io profondo”.

Perché nel nostro tempo le depressioni sono così diffuse?
efficienza“Perché leghiamo la nostra idea di felicità a standard esteriori di successo ed efficienza, modelli imposti dalla società e uguali per tutti. Al contrario ognuno dovrebbe ascoltare le sue vere esigenze. Ogni persona è un po’ come un albero. Per stare in pace deve fiorire. Il che vuol dire che ognuno deve realizzare la sua vera natura. Quando ci allontaniamo da noi, inevitabilmente, stiamo male. La depressione viene a darci una mano, a farci capire che stiamo sbagliando qualcosa”.

Quando una persona vive un momento di sofferenza psichica cosa deve fare?
“In primo luogo il dolore non va combattuto, ma accolto, guardato. Bisogna abbandonarsi e lasciarsi portare dalla tristezza, senza farsi domande. E’ importante in questi casi liberare la mente dai pensieri e non interrogarsi sulle possibili cause del dolore. Così, in assenza di pensiero, al dolore segue uno stato di vuoto e dopo una sensazione di liberazione e felicità. E poi può servire parlare con uno specialista che ci aiuti a comprendere le cose che nella nostra vita non funzionano e che noi non riusciamo a riconoscere”.

E’ favorevole all’uso degli psicofarmaci?

“Di norma vanno evitati gli psicofarmaci, salvo che nei casi più gravi, quando il disturbo è particolarmente profondo e tutta la libido viene a rinchiudersi”.

Come si fa a capire che la depressione sta andando via?

“Una precondizione è quella di saper cogliere bene i nostri stati interiori. E per fare questo bisogna saper stare nel presente. Così, quando siamo coinvolti nelle tante occupazioni della vita quotidiana mentre si guida la macchina, si beve il caffè o ci si allaccia le scarpe, bisogna riuscire a restare immersi con la mente nel nostro presente, senza farci attraversare e condizionare, come di norma ci accade, da mille pensieri che vengono dal passato o che anticipano il futuro. E, con la mente ferma sul presente, possiamo guardarci dentro e percepire come stiamo veramente.

Quindi bisogna diventare dei buoni osservatori di noi stessi…
Sì. E osservandoci dall’interno ci accorgeremo che viviamo stati d’animo differenti e che, anche quando siamo tristi, ci capita di vivere dei momenti, pur brevi, di gioia. Ora se le isole di sofferenza si riducono e arriva a tratti una felicità immotivata, una voglia di fare quello che ci piace, vuol dire che la depressione sta passando”.

Metamorfosi
di Luca Vaglio

*Letture consigliate sull’artomento: la depressione* qui

TERZA GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA

TERZA GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA

– 2009 TOKYO

Ritmi di vita frenetici,

giornate vissute all’insegna dello stress e del dovere,

la sensazione di venire stritolati da un ingranaggio

a cui tutto sommato non apparteniamo e

nervi a fior di pelle: ogni tanto è saggio e salutare dire basta

e riprendersi i propri spazi ed il proprio tempo.

Costruirsi una piccola oasi dove tutto è a nostra misura,

senza costrizioni, obblighi o vincoli.

lentezzaPARTECIPA ALLA

GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA

organizzando questo piccolo grande evento (a casa tua o nella tua città) creativo, silenzioso, coraggioso, allegro, condiviso con gli amici, grandioso o minimale, legato al territorio, che rompa l’isolamento, la solitudine, l’indifferenza e la tristezza per arrivare al nuovo miracolo di una rivoluzione sociale. Mille piccole azioni come mille splendidi soli.

Scarica il manifesto-di-partecipazione-alla-giornata

Scarica il manifesto-dei-comandalenti

Luci al neon e strade affollate in una Tokyo super moderna, luogo per eccellenza della fretta contemporanea. Dopo Milano e New York, la terza Giornata Mondiale della Lentezza quest’anno toccherà proprio il Giappone che ognuno di noi ha magari cominciato ad avvicinare attraverso i romanzi di Banana Yoshimoto, con i suoi templi delle industrie tecnologiche, degli orari di lavoro impossibili e del cibo pronto acquistato alle 2 di notte.
Il giorno 9 marzo l’organizzazione di volontariato l’Arte di Vivere con Lentezza darà appuntamento in alcuni luoghi strategici della capitale giapponese per aprire un confronto anche in questa immensa metropoli sull’uso del tempo, sulla frenesia che attanaglia sempre più persone e sul vivere con lentezza.

Non mancheranno però altri appuntamenti a Milano, Roma, New York e nelle più svariate località sparse per il mondo organizzati grazie alla Rete e rimbalzati sul sito http://www.vivereconlentezza.it. Dal management del tempo alla musica come spazio dell’anima, passando per lo sport e la fotografia, e la lettura,la terza Giornata Mondiale della Lentezza affronterà i tanti modi di guadagnare benessere gratuito a partire dal modo con cui si affrontano le cose.

Quella che per tutto il secondo dopoguerra è stata la porta della tecnologia in Oriente, è una città da far girare la testa. Torri luminose e viadotti che si insinuano l’uno nell’altro, incroci che si attraversano in mezzora e pagode. Impero, finanza elettronica e tradizione, mescolati a un fortissimo senso del dovere oltre che a un profondo rispetto, attenzione e gentilezza,nel mese di marzo, parleranno il linguaggio del tempo, della sua scoperta come ricchezza senza quotazioni. Una brezza leggera, un “venticello” italiano a veicolare il vocabolario della lentezza .
Non si tratterà di costringere i cittadini di Tokyo a fermarsi e perdere il ritmo della loro vita, quanto l’invito a guardare il tempo da un’altra prospettiva.
Una tre giorni, che avrà il suo cuore lunedì 9 marzo. Si inizia con palette, fischietti e le multe simboliche dei Passovelox per chi cammina troppo di fretta a Shinjuku, forse la stazione della metropolitana più frequentata al mondo, un vero labirinto di scale mobili e saliscendi che inghiottono ogni giorno migliaia di persone per trasportarle il più velocemente possibile verso i luoghi di lavoro o di svago senza perdere tempo. L’idea è di invitare le persone a rallentare, farle riflettere anche scherzando sui Comandalenti. Un invito velato a guardarsi intorno e a scoprire quanto di bello perdiamo ogni giorno mentre corriamo, in realtà arrancando, verso le nostre destinazioni. La sera dello stesso giorno i Passovelox si trasferiranno a Shibuja, un’altra popolare stazione metropolitana trasformatasi nel tempo in una vera e propria città nella città.
L’Istituto Italiano di Cultura sarà al centro di tutta una serie di avvenimenti lenti, mostre e performance artistiche, lecture seminariali. Il tema della gestione del tempo è infatti di sempre maggior fascino e interesse per tutti coloro che si sentono stritolati negli ingranaggi della crescita economica ad ogni costo.
Infine, giapponesi e italiani, a piedi o inforcando la due ruote a partire dall’Istituto Italiano di Cultura si trasformeranno in maratoneti lenti e con una inusuale corsa della tranquillità raggiungeranno il quartiere italiano della capitale, patria del design.
La Terza Giornata Mondiale della Lentezza 2009 è organizzata in collaborazione e con il patrocinio del Comune di
Milano che sarà sede dell’Expo 2015.

vivere-con-lentezza

Cominciamo Bene  – Vivere con Lentezza

Federica Ghetti e Domenico De Masi ospiti di “Cominciamo Bene”

http://www.vivereconlentezza.it



Bruno Contigiani

Vivere con Lentezza

Piccole azioni per grandi cambiamenti

Orme Editori

Vivere con lentezza” è un serio e giocoso invito a prendersi i propri tempi a discapito della frenesia di oggi, a cui tutti sembrano adeguarsi.

Sono piccole azioni per grandi cambiamenti, che ci permettono di vedere un mondo percepibile al ralenti.

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Lothar Seiwert

Elogio della Lentezza

Sette passi indietro per trovare il tempo che non pensavi di avere

Sperling

Il tempo è tiranno. Che fare per non sentirsi sempre sotto pressione?

Come conciliare l’accavallarsi frenetico degli impegni con il bisogno di tranquillità? Come far quadrate lavoro e vita privata?

Viviamo in un mondo accelerato in cui tutti hanno sempre fretta e le ore della giornata sembrano sempre troppo poche.

Ma se il tempo non ci basta è perché lo impieghiamo nella maniera sbagliata.

Chi non ha il tempo dalla sua parte ha dimenticato o trascurato di definire le mete i concreti obiettivi e una visione per la propria vita.

Per arrivare a questo, l’autore propone una nuova cultura del tempo: quella della lentezza, perché per capire che cosa sia veramente importante è necessario rallentare.

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Conferenza Gratuita: “Che cos’è il Pranic-healing?”

Carissimi amici,

Vi invito a partecipare a questa interessantissima conferenza,

pranic

“Che cos’è il Pranic-healing?”

“più energia e  meno stress”

“addio a paure, angosce ed ansie”,

Occasione ideale per scoprire e scoprirci in pratiche olistiche sconosciute fino a qualche decennio fa.

La presentazione è fissata per

Venerdì 27 febbraio

con la possibilità di ripetere l’esperienza pratica il sabato mattina.

Buona Vita.

Venerdì 27 FEBBRAIO

Sala Cavalleggeri – Padova
Parco Prandina- corso Milano 123

ore 20.30

Con il contributo del Consiglio di Quartiere 1 Centro
piazzaCapitaniato 1

Conferenza gratuita

COME POSSO ATTIVARE IL MIO POTERE DI GUARIGIONE?

“il segreto è nelle nostre mani”

Maurizio Parmeggiani

Presidente dell’associazione italiana Pranic-Healing Maestro grandemente impegnato nella sua diffusione  secondo i preziosi insegnamenti di Grand Master CHOA KOC SUI

Alla serata di presentazione e sperimentazione seguirà, sab 28 e dom 1 marzo, lo stage di primo livello per tutti gli interessati a quest’arte presso

Sala “Ai caduti di nassiria”

sotto il volto dell’orologio in piazza dei Signori.

Associazione culturale A Mani Aperte

Info: Emanuele 3389156088 mail: mnuovo25@gmail.com

Scarica la Locandina qui

www.pranic.eu

www.pranic.com

http://www.viamichelin.it/viamichelin/ita/direct/mappe/Messina-mappa
http://maps.google.it/



Master Choa Kok Sui

L’Origine del Moderno Pranic Healing ed Arhatic Yoga

Eifis Editore

In L’Origine del Moderno Pranic Healing ed Arhatic Yoga, Master Choa Kok Sui svela la storia del Pranic Healing e dell’Arhatic Yoga: l’Energia Vitale, il Prana Colore, il segreto della perla blu, il dodicesimo chakra, l’Arhatic Dhyan, il Sat Guru, i discepoli spirituali…

“…L’evoluzione dell’anima deve essere accompagnata dall’evoluzione del corpo fisico, come l’evoluzione del software, per i computer, deve essere accompagnata dall’evoluzione dell’hardware…”
Questo è il linguaggio moderno, chiaro ed incisivo che Master Choa Kok Sui utilizza da oltre 20 anni per guidare l’evoluzione spirituale e fisica di milioni di persone.

Il libro contiene anche la biografia di Master Choa: per molti anni si è rifiutato di parlare della sua vita personale e spirituale o delle sue Guide per praticare l’umiltà e per praticare il principio: “essere silenzioso”. Per correggere informazioni sbagliate generate da speculazioni e dicerie, ha ora deciso di scrivere una biografia su se stesso.
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Master Choa Kok Sui

Miracoli Possibili

Sutra del Loto D’Oro di Master Choa Kok Sui

Eifis Editore

Il Pranic Healing è una Scienza. E’ basato sulla pulizia e la proiezione di energia. Pulendo o rimuovendo l’energia malata dal chakra od organo affetti, ed energizzandoli con una quantità di prana sufficiente, ha luogo la guarigione.

Il corpo è capace di guarire da sé se ha abbastanza energia vitale. Ciò che fa il Guaritore è aumentare la capacità che il corpo ha di guarire da sé.

Questo libro è basato sulle lezioni di Master Choa Kok Sui e sulla stesura degli insegnamenti essenziali del Pranic Healing estratte dai seguenti libri:

• Miracoli con il Pranic Healing
• Pranic Healing Avanzato
• Psicoterapia con il Pranic Healing
• Pranic Healing con i Cristalli

Questo non intende sostituire le istruzioni o gli insegnamenti dati nei libri di Master Choa Kok Sui o nei Corsi MCKS Pranic Healing. Questo materiale è inteso come complementare.

Il MCKS Pranic Healing è il sistema di guarigione energetica più avanzato fra quelli disponibili al pubblico.

Biografia di Master Choa Kok Sui: Master Choa Kok Sui è autore di fama internazionale. Ingegnere chimico, uomo d’affari di grande successo, discendente di un’antica famiglia continua…


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Anatomia della Pace

Se…….

maniMani..una carezza…..un viso….

che rubano una lacrima….

accendono una vita…o la portano via…

una rosa tra le mani…sudate…un emozione…

mani che tremano…contando il tempo che passa…

piccole mani…innocenti…che esplorano il mondo…

quante mani in questo mondo….di diversi colori è vero…

se solo si potesse stringerle tutte insieme…se…

Autore: Armando Bottaro

Anatomia della Pace

anatomia-pace

Siamo portati a credere che chi si trova in una situazione di conflitto con gli altri voglia risolvere la questione. Certamente è così. I genitori di figli problematici vogliono porre fine alle liti in famiglia.
Chi lavora sotto capi tirannici vuole che la tirannia finisca. I cittadini dei paesi più deboli vogliono essere trattati con rispetto. E così via. Le persone vogliono soluzioni.

Ma, fateci caso, in ogni situazione si crede che la soluzione migliore sia che gli altri cambino.

  • Dovrebbe dunque sorprenderci il fatto che i conflitti perdurino nel tempo e che i problemi rimangano?
  • E se in quelle situazioni ciò che vogliamo maggiormente non fosse trovare una soluzione?
  • Se i conflitti a casa, al lavoro o nel mondo scaturissero tutti da un’origine comune?
  • E se, individualmente o in gruppo, sistematicamente non riuscissimo ad individuarne la causa e senza volerlo alimentassimo quei problemi che ci impegniamo a risolvere?

Queste sono alcune delle importanti questioni trattate in Anatomia della Pace. Attraverso l’avvincente storia di alcuni genitori alle prese con figli difficili e con problemi che stanno distruggendo la loro vita, due ex acerrimi nemici ci insegnano come si possa ritrovare la pace in ogni situazione di “guerra”. Yusuf al-Falah, un arabo, e Avi Rozen, un ebreo, hanno entrambi perso il padre per mano degli esponenti dell’etnia opposta. Anatomia della Pace racconta come essi siano riusciti a trovare un punto di incontro, come riescano ad aiutare genitori e figli in contrasto tra loro a riunirsi, come anche noi possiamo trovare una via d’uscita ai conflitti in cui siamo intrappolati.

“Ma,” potreste dire, “famiglia, lavoro e conflitti mondiali sono questioni completamente diverse tra loro. Poche famiglie e aziende conducono le loro battaglie interne facendo uso di artiglieria e carri armati.” È vero. Ma non tutte le armi hanno come bersaglio il corpo. Guardatevi attorno. Non è difficile trovare vittime di situazioni familiari e lavorative. Astio, invidia, indifferenza e risentimento sono caratteristiche comuni di tutte le guerre che si scatenano nel cuore dei membri di una famiglia, dei vicini, dei colleghi, e di quelli che una volta ci erano amici. Se non riusciamo a trovare un modo per raggiungere la pace in queste relazioni, che speranza abbiamo che la possano trovare i paesi in guerra tra loro?

Per quelli che non hanno letto il precedente libro, Leadership e Autoinganno, Anatomia della Pace si pone come opera a sé, la scoperta di un corpo di idee che fanno riflettere e che ci indicano la strada verso la pace in ogni tipo di rapporto. Quelli che hanno letto Leadership e Autoinganno conoscono già che cosa sia l’autoinganno (problema che consiste nel non essere coscienti di avere un problema) e sanno come questo influisca su tutto il resto. Non si meraviglieranno, quindi, nel riscontrare che alcune di quelle problematiche sono presenti anche in Anatomia della Pace, né nell’apprendere come tali questioni giochino un ruolo fondamentale nei conflitti in famiglia, al lavoro e tra i paesi nel mondo. Riconosceranno anche uno dei personaggi chiave di Leadership e Autoinganno, Lou Herbert: Anatomia della Pace si svolge nel periodo in cui Lou scopre per la prima volta le idee che porteranno la sua famiglia e la sua azienda a trasformarsi.

Mentre Leadership e Autoinganno si focalizzava sulle dinamiche tipiche dei posti di lavoro, Anatomia della Pace prende in esame le sorprendenti implicazioni di quelle idee, come queste abbiano il potere di renderci liberi in ogni aspetto della nostra vita. Inoltre, mentre Leadership e Autoinganno propone una soluzione al proprio autoinganno, Anatomia della Pace va oltre, esplorando il modo in cui quella soluzione può essere estesa agli altri.

Sebbene alcune delle storie del libro siano ispirate a fatti realmente accaduti, nessuno dei personaggi o delle organizzazioni descritte si riferisce a una persona o un’organizzazione specifica. Sotto molti aspetti, questi personaggi rappresentano tutti noi. Hanno in comune con noi punti di forza e debolezze, speranze e disperazione. Come noi sono in cerca di una soluzione a quei problemi che ci opprimono. Essi sono noi, e noi siamo loro. È per questo che quello che scoprono ci offre una speranza. Perché speranza? Perché i nostri problemi, come i loro, non sono ciò che sembrano. E questo è per noi una sfida e un’occasione allo stesso tempo.



The Arbinger Institute

Anatomia della Pace

Come risolvere le origini dei conflitti

Piccin Nuova Libraria

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The Arbinger Institute

Leadership e Autoinganno

Come uscire dalla scatola

Piccin Nuova Libraria

“Profondo … coinvolgente … ricco di riflessioni profonde. Non potrei consigliare libro migliore di questo.”
– Stephen R. Covey

Leadership e Autoinganno introduce il lettore ad un nuovo concetto del pensiero organizzativo. Infatti dimostra come i problemi, che tipicamente impediscono alle organizzazioni di raggiungere gli obiettivi prefissati, sono diretta conseguenza di un problema poco conosciuto, chiamato “autoinganno.”

Secondo gli autori, le persone che si autoingannano, nella vita come nel lavoro, sono intrappolate in una scatola. Incapaci di vedere la realtà che li circonda, queste persone limitano la capacità di raggiungere risultati – sia quella loro che quella degli altri. Il problema è che, essendo chiusi nella scatola, non si rendono conto di indebolire tale capacità.

Come Leadership e Autoinganno dimostra, questo fenomeno accade di frequente nelle organizzazioni. La maggior parte delle persone spende molto tempo rinchiusa nella propria scatola e la moltiplicazione di tali scatole è alla radice della maggior parte dei problemi che impediscono alle organizzazioni di raggiungere i propri obiettivi – stiamo parlando di problemi di leadership, di lavoro di gruppo, di comunicazione, di senso di responsabilità, di fiducia, d’impegno e di motivazione.

La notizia positiva è che c’è una soluzione all’autoinganno e ai problemi costosi che ne derivano. Attraverso una storia divertente ed istruttiva, Leadership e Autoinganno spiega cos’è l’autoinganno, come le persone vi si rinchiudono, come demolisce la capacità delle organizzazioni di raggiungere risultati – e ciò che più conta, illustra la sorprendente soluzione al problema.

“Dopo aver ricoperto per decenni posizioni di leadership in dirigenze aziendali, ho trovato finalmente nel materiale di Arbinger il modo più efficace per migliorare tutte le misure di successo alle quali si possa pensare. Questo libro ci insegna il modo per migliorare le performance aziendali aumentando la soddisfazione di ogni individuo nel proprio lavoro.” – Bruce L. Christensen, ex Presidente ed Amministratore Delegato, PBS

“Da quando ho partecipato ad un seminario di Arbinger, non posso più pensare alla leadership o alla vita come ero solito. I contenuti sono rilevanti ed originali. Questo libro è un’ottima introduzione ai concetti innovativi di Arbinger. Mi è piaciuto moltissimo.”
– Robert C. Gay, Managing Director, Bain Capital

“Ho condiviso le idee di questo libro con la mia famiglia e i miei amici. I concetti sono sorprendenti. Sono fondamentali per raggiungere il successo nel campo sportivo, professionale, e forse molto più importante, familiare. Leggete questo libro e capirete cosa voglio dire.”
– Steve Young, per due volte M.V.P. della NFL

L’ISTITUTO ARBINGER è una società di consulenza di direzione aziendale, di formazione del personale e un consorzio di ricerca che include persone specializzate in direzione aziendale, legge, economia, psicologia, filosofia ed educazione. Insieme, i membri di ARBINGER si applicano per sviluppare le implicazioni dell’autoinganno e la sua soluzione a tutti gli aspetti della vita aziendale, organizzativa e familiare. ARBINGER ha lavorato con i leader di alcune delle maggiori aziende statunitensi come Lucent Technologies, LensCrafters, AT&T, Raytheon, US West, Compaq e 3M.

Cos’è l’AUTOINGANNO? Come demolisce le PERFORMANCE? Qual è la soluzione?

“Affascinante, stimola pensieri, è pieno d’osservazioni profonde! Questo libro è come il suono di una sveglia per tutti coloro che pensano d’essere bravi nelle relazioni interpersonali, e un imperativo per coloro i quali sanno di aver bisogno di migliorarsi. Come ho iniziato a leggerlo, non ho potuto più chiuderlo.”
– Steven C. Wheelwright, Professore, Preside Associato Harvard Business School

“Mi piace questo libro. Identifica il punto centrale di tutte le performance di un’organizzazione. Descrive come ci intrappoliamo nella scatola dell’autoinganno – e come possiamo uscirne. Mi piace tutto il materiale del gruppo Arbinger, Leadership e Autoinganno arriva nel profondo, nella nostra umanità più basilare, nel nostro modo di essere. Questo libro, come la verità in se stessa, rivela qualcosa di più ad ogni rilettura. Da leggere tutto di un fiato.”
– Doug Hauth, Vice Presidente delle Vendite, Lucent Technologies

“Conosco il gruppo Arbinger da anni. I concetti del gruppo Arbinger sono profondi, con illimitate implicazioni per le organizzazioni. Questo libro offre l’introduzione perfetta al materiale del gruppo Arbinger. è coinvolgente ed innovativo, facile da leggere e ricco d’osservazioni profonde. Non potrei consigliare libro migliore di questo.”
– Stephen R. Covey, Autore di Le Sette Abitudini delle Persone Altamente Efficaci

“Il concetto di Arbinger a proposito della ‘scatola’ – autoinganno – è completamente unico. Arbinger lo ha presentato al nostro gruppo di leader alla LensCrafters e ha avuto un impatto notevole. Questa è la chiave segreta per produttività e creatività. Fate tutto ciò che vi è possibile per avere questo libro tra le vostre mani.”
– Dave Browne, Ex Presidente ed Ex Amministratore Delegato, LensCrafters

“Non fatevi ingannare dal titolo – questo libro è per tutti. Io non posso più pensare alla mia vita nella stessa maniera.”
– Jack Anderson, Giornalista e Vincitore del Premio Pulitzer

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Amare con tutto il cuore

Amare con tutto il cuore

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Ama il tuo partner con tutto il cuore. Anche se una sola persona non può appagare tutti i tuoi bisogni, così come tu non puoi appagare i suoi, amala incondizionatamente.

Capisci le sue esigenze, ascoltala con passione, diventa il suo migliore amico.

Non desiderare che cambi: apprezzala per quello che è e fatti apprezzare per quello che sei. Non sentirti inadeguato o insicuro! Dona calore, allegria, serenità, sicurezza e felicità alla persona che ami. Sii dolce e generoso.

Rispetta i suoi spazi. Aiutala a ritrovare le sue certezze, a credere in se stessa, a cambiare le credenze limitanti, a prendere decisioni importanti che determinino il suo futuro. L’amore è il vero potere: rispondi sempre con amore e diventerai insostituibile, irrinunciabile, avrai un valore aggiunto che ti renderà unico.

amare

Chiarite le vostre regole, in che modo volete essere amati e quale pensate che sia il significato di amare ed essere amato. E’ molto importante parlare con sincerità e saper comunicare, in quanto è sin troppo facile fraintendersi e interpretare male parole e atteggiamenti.

Entra in sintonia con il tuo partner, comprendine bisogni ed esigenze, capisci cosa la fa sentire amata e non smettere mai di farglielo capire.

Non dare mai nulla per scontato.

da http://www.autostima.net



Gregg Braden

La Guarigione Spontanea delle Credenze

Come spezzare il paradigma delle false credenze

Macro Edizioni

Questo libro è dedicato all’accettazione dell’enorme potere che è in ognuno di noi e alla consapevolezza di non essere mai a più di una credenza di distanza dal nostro più grande amore, dalla nostra più profonda guarigione e dai nostri più straordinari risultati e miracoli.

La scienza ha riconosciuto che siamo immersi in un universo plasmabile, dove ogni cosa e fenomeno, dagli atomi alle cellule e alle galassie, cambia per adeguarsi alle nostre credenze.

Ne consegue che il nostro unico limite è rappresentato dal modo in cui ognuno di noi concepisce e percepisce se stesso nell’universo di cui è co-creatore.

In queste pagine scoprirete come utilizzare l’immenso potere che deriva dalle vostre credenze, curando quelle che in passato vi hanno limitato, identificando quelle che possono far regredire la malattia dal vostro corpo, scoprendo quelle che creano nella vostra vita rapporti duraturi e capaci di nutrirvi e infine individuando quelle che portano la pace nella vostra vita, nella vostra famiglia, nella vostra comunità e nel mondo in cui vivete.

La guarigione spontanea delle credenze spiega e dimostra, in maniera chiara e completa, che siamo gli architetti e gli scultori della nostra realtà e che abbiamo il potere di guidare l’organizzazione delle particelle che compongono la materia.

Le credenze unite ai sentimenti che esse suscitano in noi sono il linguaggio dei miracoli.

Dopo il successo mondiale di La Matrix Divina, Gregg Braden ha subito raggiunto i primi posti delle classifiche con quest’opera fondamentale che ci aiuta a scoprire e realizzare le nostre passioni e aspirazioni più profonde.

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Bruce Lipton

La Biologia delle Credenze – Nuova Edizione 2007

Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula

Macro Edizioni
Vincitore del Premio Best Science Book, Best Books 2006, AwardsBruce Lipton dimostra che ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, perciò non è il patrimonio genetico ereditato a determinare la nostra vita e la nostra salute. Si tratta di una rivoluzione della scienza e del pensiero che ci libera dalla prigionia del destino predeterminato dalla genetica. Lipton dimostra in maniera inoppugnabile che l’ambiente, i nostri pensieri e le nostre esperienze determinano ciò che siamo, il nostro corpo e ogni aspetto della nostra vita.

Se l’ambiente e il pensiero influenzano la nostra biologia, questo può cambiare le conoscenze e le esperienze vissute fino a oggi da gran parte di noi. Infatti, ognuno di noi ha le potenzialità per creare una vita piena e traboccante di ogni dono e talento, a partire da salute, gioia di vivere, amore e successo. Un libro per tutti coloro che ricercano nella scienza senza dogmi le risposte che a causa della dipendenza dagli interessi delle banche e delle multinazionali, la cultura accademica è incapace di fornire. Per chi non si accontenta della scienza ufficiale, che nasconde e manipola le informazioni, per impedirci di riconoscere le infinite potenzialità presenti nel nostro cervello e nel nostro DNA.

Bruce Lipton è un’autorità mondiale per quanto concerne i legami tra scienza e comportamento. Biologo cellulare per formazione, ha insegnato Biologia Cellulare presso la facoltà di Medicina dell’Università del Wisconsin e si è dedicato in seguito a ricerche pionieristiche alla School of Medicine della Stanford University. È stato ospite di decine di programmi radiotelevisivi ed è un conferenziere di primo piano.
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Paramhansa Yogananda

Come Amare ed Essere Amati

Ananda Edizioni

Amicizia, amore, matrimonio e figli possono portare grandi gioie nella nostra vita oppure grandi sofferenze; ciò dipende da cosa ci aspettiamo dalle nostre relazioni.

Imparando a sviluppare l’amore più puro di tutti – l’amore non egoistico – riusciremo finalmente a esprimere il nostro vero amore verso gli altri, dal profondo del nostro cuore, senza paura di essere respinti.

Questo libro è una guida pratica per: espandere i confini del nostro amore; superare le cattive abitudini che compromettono la vera amicizia; scegliere il partner giusto e creare un rapporto duraturo; fare l’esperienza dell’Amore Universale dietro tutte le nostre relazioni.

Lo trovi su Macrolibrarsi

Vuoi migliorare la tua seduzione e il tuo fascino?

I Segreti della Seduzione

Report, di Giacomo Bruno

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con oggetto: “I Segreti della Seduzione” e riceverai la password per l’accesso e lo scaricamento del Report