La libertà del cuore

La libertà del cuore (Ajahn Sumedho)- Parte I

Dal libro “La mente e la via”

Molte persone si servono del concetto di libertà come ideale da seguire nella vita. Vogliamo ottenere una qualche forma di libertà: libertà fisica, spirituale o emotiva. Nessuno vuole essere imprigionato, costretto, legato, perciò la libertà diventa un ideale. È un concetto importante da contemplare, perché non sempre capiamo cosa significhi libertà.
Per buona parte della vita proviamo attaccamento agli ideali, e la nostra società ce ne fornisce una gran quantità a cui aggrapparci. La libertà è uno di questi. Aggrapparsi all’ideale senza una saggia riflessione sulle sue reali implicazioni ci porta all’insoddisfazione, perché la vita raramente ci dà la libertà che vorremmo avere o che pensiamo di meritare.

Cercare la libertà che parte dal desiderio

Possiamo sentirci continuamente delusi dalla vita, non perché stiamo vivendo qualcosa di veramente sbagliato, ma perché la vita non ci dà quello che vogliamo o che pensiamo di meritarci. Ci capita spesso di dire: “Non è giusto”. Pensiamo che le cose dovrebbero sempre essere giuste. È facile rendersi conto che, al momento della nascita, certi possiedono il meglio che offra la vita, altri invece nascono in situazioni orribili e infelici. Tanta disuguaglianza è davvero ingiusta, non è così? Perché gli americani non distruggono gli armamenti? Perché in Medio Oriente non fanno altro che combattere, bombardando e distruggendo una bella città come Beirut? Perché si muore di fame in Africa? Perché nell’America Centrale ci sono povertà e ingiustizia? Non è giusto, non vi pare? Non è giusto che la vita sia così, e desideriamo che sia altrimenti. Quello a cui tendiamo è la libertà, ma ci tengono a freno le convenzioni e persino il corpo fisico.
L’aspetto paradossale in tutto questo è che, a quanto pare, seguire i propri impulsi e desideri non porta veramente alla libertà. Ho tratto questa deduzione dalla mia esperienza di vita. Ho scoperto che quando pensavo di essere libero di seguire i miei desideri, finivo per sentirmi confuso e schiavo del desiderio. Avevo un’infinità di scelte, una molteplicità di possibilità da cui essere attratto o respinto. La nostra ‘società libera’ non è che questo. Però, a quanto pare, la varietà di scelte e di possibilità porta sempre a uno stato di confusione.
Al contrario, in una società che presenta un minor numero di opportunità, la vita non è così complicata. La vita monastica, per esempio, non lo è perché non dà molte scelte. Quando mi sveglio al mattino, non posso domandarmi: “Che mi metto stamattina?” “Come mi pettino i capelli?” Non c’è grande possibilità di scelta. A molti la vita monastica sembra una sorta di castigo in cui tutto è proibito; non puoi far questo, non puoi far quello. L’effetto della disciplina sulla mente è quello di semplificare la vita. Non si resta intrappolati in una quantità di scelte sul piano dell’esperienza sensoriale.
Quando vi abbandonate alla vita monastica, quando smettete di resisterle e di desiderare altre opportunità per fare ciò che volete, la vostra vita ne risulta, ovviamente, semplificata. È molto più chiara e diretta.
La libertà non si trova nel desiderio, ma c’è libertà nel Dhamma. Si può condurre una vita che non sia basata sulle preferenze e sugli attaccamenti. E quando la vita non è più impegnata in scelte infinite, quando non ci sono più tutte le opinioni, le opportunità e le idee con cui siamo messi a confronto in una società complicata, c’è la semplicità. La mente (o il cuore) si liberano per mezzo della semplicità e di una direzione morale. Siamo capaci di rispondere e aprirci alla vita come non potremmo fare in una vita complicata dal desiderio, dalla preferenza e dall’attaccamento personale. Essendoci aperti alla vita, ci rendiamo conto che la libertà del cuore non è libertà di fare quello che si vuole.
Qualsiasi desiderio derivi dall’ignoranza ci porta ad attività o a esperienze non abili. Il desiderio ci spinge sempre a ottenere qualcosa, a sbarazzarci di qualcosa o ad aggrapparci a qualcosa, perché tale è la natura del desiderio. Non appena il desiderio ottiene ciò che vuole, inizia a volere qualcos’altro. Non ho mai visto un desiderio soddisfatto, un desiderio felice per aver ottenuto ciò che voleva. Potrà esserci una certa soddisfazione personale nel momento in cui si ottiene ciò che si vuole, poi però il desiderio inizia a muoversi verso qualcos’altro. Non si può essere soddisfatti nemmeno quando si ottiene ciò che si desidera, nemmeno se si possiedono ricchezza, potere, prestigio e il meglio che offre la vita. Per esempio, se diventaste molto ricchi, iniziereste immediatamente a preoccuparvi di perdere tutto il vostro denaro. La paura della perdita e il desiderio di guadagno non hanno mai fine.
Fintanto che siamo intrappolati nelle illusioni che il desiderio crea dall’ignoranza, il nostro resta un mondo fondato sulle illusioni. Il desiderio non libera mai il cuore; lo condiziona a sperare in una libertà futura. La ricerca della libertà tramite il desiderio non fa altro che aumentare la schiavitù e l’illusione.Molte persone si servono del concetto di libertà come ideale da seguire nella vita. Vogliamo ottenere una qualche forma di libertà: libertà fisica, spirituale o emotiva. Nessuno vuole essere imprigionato, costretto, legato, perciò la libertà diventa un ideale. È un concetto importante da contemplare, perché non sempre capiamo cosa significhi libertà.
Per buona parte della vita proviamo attaccamento agli ideali, e la nostra società ce ne fornisce una gran quantità a cui aggrapparci. La libertà è uno di questi. Aggrapparsi all’ideale senza una saggia riflessione sulle sue reali implicazioni ci porta all’insoddisfazione, perché la vita raramente ci dà la libertà che vorremmo avere o che pensiamo di meritare.

Bibliografia consigliata

Giulio
Giorello
Dario
Antiseri

Liberta’

Un manifesto per credenti

e non credenti

Jiddu
Krishnamurti

Liberta’
Totale

Pietro
Archiati

La
Filosofia della Liberta di Rudolf Steiner

Rocca di Papa (Roma)

14-17 febbraio 2008

Marco
Ferrini

Liberta
dalla Solitudine e dalla Sofferenza

Maria
Montessori

Educare
alla Liberta

Rudolf
Steiner

Tra
Destino e Liberta

Fondamenti di scienza karmica

Consigli di Benessere Alimentare: Maratona del PH

Consigli di Benessere Alimentare


un piccolo Regalo per il Tuo Sistema Immunitario?

Maratona del PH

3 Giorni di Dieta Alcalinizzante a Casa Tua

Gli studi delle Medicina Ortomolecolare, che fanno riferimento principalmente al lavoro di Linus Pauling, premio nobel per la chimica e per la pace, hanno dimostrato che il nostro organismo è predisposto per l’alcalinità. Cioè più acidità nel corpo più malessere… più alcalinità più benessere. (per saperne di più vedi “La Dieta PH” oppure “Il PH nella dieta ortomolecolare” di Adolfo Panfili – ed. Tecniche Nuove)

Ecco nelle prossime righe alcune indicazioni per una dieta alcalinizzante che sarebbe opportuno seguire almeno una volta al mese per dare un po’ di respiro al proprio sistema immunitario.

Per chi viene al Mini Digiuno questo fine settimana è consigliabile applicare questo regime da Martedì o Mercoledì.

(N.B. ANCORA 2 POSTI LIBERI per il weekend su “i 10 KILLER dell’ENERGIA VITALE”

SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO qui


Se vuoi sentirti in compagnia in questi tre giorni puoi fare questo esperimento con noi anche a distanza.
Cominciamo mercoledì… fino a venerdì.
Noi poi continuiamo con il weekend di digiuno e Tu invece torni alla tua dieta abituale.
Possiamo sentirci telefonicamente per supportarci, cosigliarci, raccontarci.

contattaci qui


MARATONA del PH

DIETA ALCALINIZZANTE dei 3 GIORNI

• Al mattino prova a bere almeno mezzo litro di acqua minerale naturale non fredda…se riesci arriva fino a un litro o più – attento al residuo fisso – ideale inferiore a 50 mg. Litro – assapora il piacere di sentirti ripulito dentro – Marche di acqua minerale consigliate: Lauretana, Plose Amorosa, Surgiva….accettabili come residuo fisso San Bernardo, Lievissima, Sant’Anna…continua a bere anche durante il giorno… due bicchieri di acqua prima dei pasti fungono da anorettico naturale…evita di bere durante e dopo i pasti.
• Se hai bisogno di fare colazione utilizza tisane calde o frutta di stagione (arance/clementine meglio spremute, mele, pere anche centrifugate).
• Utilizza la frutta anche come snack…è molto pratica da tenere in auto o in borsa – ricordati che va comunque consumata lontano dai pasti principali…almeno 30 minuti prima…. e due o tre ore dopo un pasto amidaceo o proteico.
• Un altro snack prezioso e pratico: un sacchetto per alimenti con finocchio, carote e sedano gia lavati e pronti per l’uso.
• Se hai una centrifuga ottimo il centrifugato di carote (fortemente alcalinizzante) o centrifugato di carote e mele.
• Comincia ad impostare la tua alimentazione principalmente su verdura, ortaggi e frutta, (cibi alcalinizzanti).
• Cerca di rendere la verdura e gli ortaggi l’alimento principale dei tuoi pasti al quale abbinare o un primo o un secondo – trasforma il contorno in un piatto principale e viceversa – prova ad iniziare il pasto sempre con un brodo vegetale caldo o un’insalata.
• Un piatto speciale per la tua dieta : “Il buon vecchio amico Minestrone” (meglio senza legumi) – mangialo come, dove e quando vuoi….provalo anche al lavoro in un termos caldo.
• Per questi tre giorni elimina il frumento (alimento a rischio) e i suoi derivati e preferisci riso integrale o semintegrale. Riduci comunque anche l’assunzione di cereali e prova a eliminare cibi proteici.
• Vai avanti il più possibile con minestrone senza legumi, verdura cotta e cruda, frutta di stagione (SONO SOLO TRE GIORNI)

• DA EVITARE: scatolame e insaccati – maiale e carni rosse (meglio pollo, tacchino o pesce magro) – grassi e zuccheri (usa olio extravergine spremuto a freddo – zucchero di canna o miele) – riduci al minimo o elimina il latte e i suoi derivati…fai lo stesso con alcolici e superalcolici.
• Rispetta le combinazioni alimentari di base: si frutta da sola – si verdura e ortaggi con amidi (cereali e derivati) – si verdura e ortaggi con proteine (carne, pesce, uova, latticini) – no proteine con amidi – no proteine diverse in uno stesso pasto.

Un buon OBIETTIVO potrebbe essere

sperimenta ogni volta che puoi un pasto con un’insalata… seguita dal minestrone o viceversa
+ eventualmente verdure cotte….
quindi chiediti se hai bisogno di altro

in alternativa
un pasto di verdura, ortaggi + 1 alimento Amidaceo (riso)

oppure un pasto di verdura, ortaggi + 1 alimento Proteico
(carne, pesce, uova, in piccole quantità solo una volta al giorno e di un solo tipo)

frutta sempre da sola…

un altro esperimento interessante… un pasto di sola frutta…

di solito ci ricordiamo della nostra salute solo quando viene a mancare…
3 Giorni passano in fretta…

BUONA FORTUNA

Vantaggi online: Libri di grande successo ed eventi da non perdere…

Ai Lettori Appassionati Annuncio….

La collana “I Mentori” comprende testi antichi, rari, difficilmente consultabili o reperibili, scritti da eminenti autori del passato degni di essere letti anche ai giorni nostri. I testi dopo un attento lavoro di ripulitura digitale sono stati resi nuovamente leggibili mantenendo (con qualche eccezione) inalterati impaginazione, caratteri e lingua. Continua

Ti consiglio di vedere tutte le ultime novità facendo clic sul mese:

SETTEMBRE OTTOBRE

Francesco Rosso – Macrolibrarsi

Attractor Factor Joe Vitale

Cinque semplici passi per creare ricchezza (o qualunque altra cosa) in modo radicale

Gribaudi Edizioni – Ottobre 2008
Prezzo € 12,00
Joe Vitale, pioniere dell’Internet Marketing e guida spirituale, con Attractor Factor svela che il successo non dipende da ciò che fai, ma da ciò che sei! Salute, amore, prestigio, grandi realizzazioni, TUTTO è già tuo, lo è sempre stato!
…continua

Endorfine. Il rimedio naturale del nostro corpo contro lo stress. Jack Lawson

La fonte della nostra felicità

BIS – Ottobre 2008
Prezzo € 9,50
Endorfine è un manuale pratico che spiega come servirci al meglio di ciò che la natura ci ha dato, le endorfine appunto, dette anche ormoni della felicità, per gestire lo stress, combattere il dolore e vincere la depressione.
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La Convivenza Perfetta novità
Cinzia Fronda

Consigli e idee tratti dai best-seller

Edizioni Sì – Ottobre 2008
Prezzo € 9,50

Convivenza di coppia: perché si è attratti l’uno dall’altro?… sarà il karma?… Sarà lo Zodiaco?… sarà che assomigli a mio padre o a mia madre…
Si può passare indenni attraverso la giungla di sentimenti, gelosia, spazio, tempo, denaro, parenti, che la convivenza comporta?
…continua

Lo trovi in
> Coppia
Punti Vitali per il Piacere Sessuale novità
Evan Pantazi

I segreti svelati dell’arte orientale dell’amore

Jute Sport – Settembre 2008
Prezzo € 9,50

Alcuni nervi, quando vengono stimolati in maniera corretta, possono aumentare l’eccitazione sessuale, altri possono incrementare le sensazioni o intensificare e moltiplilcare gli orgasmi.
SÌ tratta di una fonte di informazioni unica, resa disponibile per la prima volta al grande pubblico.
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Lo trovi in
>Tecniche erotiche
Mangia Come Sei Peter J. D’Adamo

Cambia il tuo destino genetico e vivi più a lungo con la dieta del genotipo

Sperling – Settembre 2008
€ 15,30 invece di € 18,00 (-15%)
Il noto medico naturopata ha messo a punto un percorso di benessere assolutamente personalizzato, individuando nel corredo genetico il fattore chiave per perdere peso, restare in forma, combattere l’invecchiamento e ridurre i rischi di sviluppare malattie.
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Amore e Buona Energia + CD con le musiche di Capitanata Cerquetti, Capitanata

Cara anima eterna tu meriti la pace mentale, la buona salute e la felicità

CapitanArt – Ottobre 2008
Prezzo € 18,50

Questo libro+CD creato da Cerquetti e Capitanata ti fa capire meglio la qualità della vita e conoscere veramente te stesso.
Il CD contiene 7 meditazioni positive, accompagnate da suoni che calmano ed armonizzano la mente.
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Pilates - DVD novità
Veronique Coignac

Rimodella e potenzia il tuo corpo con i migliori esercizi

BIS – Ottobre 2008
Prezzo € 14,50
Questo DVD ci accompagna passo dopo passo in tutti gli esercizi comodamente praticabili in casa per rinforzare e tonificare i muscoli del corpo. I movimenti e le posture vengono ripresi da diverse angolazioni, garantendo una straordinaria chiarezza esecutiva.
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> Wellness
100 Ricette con le Alghe novità
Christian Tal Schaller

La chiave per vivere in ottima salute

Bis – Ottobre 2008
Prezzo € 10,00
Un cattivo funzionamento dell’intestino, sede delle nostre difese immunitarie, è la conseguenza di molte delle malattie che ci affliggono.
Il dottor Tal Schaller propone semplici regole per prenderci cura di questa parte così importante del nostro corpo, che spesso viene trascurata.
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Guarire il Cancro novità
Abram Hoffer

Macro Edizioni – Ottobre 2008
Prezzo € 14,80
Dai padri della medicina ortomolecolare, per la prima volta in Italia un testo che presenta i sorprendenti risultati ottenuti nella cura del cancro dai trattamenti che utilizzano le vitamine.
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Lo trovi in
> Medicina naturale
100 Ricette con le AlgheMontse Bradford
Peter Bradford

Una dieta sana, equilibrata e gustosa con le verdure di mare

Macro Edizioni – Ottobre 2008
Prezzo € 9,50
La cucina con le alghe è un testo arricchito di importanti nozioni di salute e macrobiotica, grazie alle quali può essere letto sia come un libro di cucina che come un testo di medicina culinaria.
…continua

Lo trovi in
> Ricette per la salute

Ode Alla Vita

Ode Alla Vita..

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande su argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del
semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.

Paolo Neruda



Gelosia: il timore di perdere…

LA GELOSIA

Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri. Barthes, Roland


La gelosia è un sentimento che parte dall’idea che ciò che io ho di più “caro” potrei, da un momento all’altro, perdere. Essa si lega al concetto di possessività, alla possibile perdita di ciò che si ritiene proprio. Entrambi i sentimenti pretendono l’ “altro”, vogliono la sua presenza in termini esclusivi e personali. Parlo di pretendere l’altro perchè lo si considera un “oggetto” piuttosto che un “soggetto”. Spesso chi ne è affetto manifesta la sua gelosia in assenza di qualunque fatto, di qualunque circostanza che possa giustificare un vissuto del genere.

Una doverosa premessa: bisogna distinguere fra gelosia “normale” e gelosia “patologica”. La gelosia normale è inseparabile dal’amore per il partner, ed è sempre presente a livelli accettabili. Anzi se non ci fosse si potrebbe addirittura dubitare se è vero amore. Inoltre serve a far sentire l’amato veramente amato, perchè attraverso la gelosia manifestiamo la paura di perderlo. Invece parleremo di gelosia “patologica” quando essa assume le seguenti caratteristiche:

  • paura irrazionale dell’abbandono e tristezza per la possibile perdita;
  • sospettosità per ogni comportamento relazionale del partner verso persone dell’altro sesso;
  • controllo di ogni comportamento dell’ “altro”;
  • invidia ed aggressività verso i possibili rivali;
  • aggressività persecutoria verso il partner;
  • sensazione d’ inadeguatezza e scarsa autostima di noi stessi.

La gelosia, quella patologica è, dunque, il timore di perdere qualche cosa che si ritiene essenziale per il proprio benessere e che questo qualcosa, che si ritiene essenziale, altri possano impossessarsene. Essa si manifesta anche in assenza di qualsiasi motivo valido. Spesso proprio la gelosia è in alcuni casi la causa della rottura di una relazione. Anzi si teme tanto che una relazione possa finire che, senza volerlo, la si fà finire per davvero.

La gelosia patologica prende origine da sospetti o circostanze infondate, affondando la sua vera natura in un’angoscia che prende forma nella mente senza nessun riscontro nella realtà. Quest’angoscia produce delle vere e proprie rappresentazioni mentali in cui si “costruisce” il “rivale” e le “prove d’infedeltà” e la realtà effettiva viene interpretata erroneamente. Tutto ciò può arrivare a dei veri e propri “deliri di gelosia” che spesso sono all’origine di veri e propri fatti di cronaca come i delitti passionali.

La gelosia patologica, il più delle volte, affonda le sue origini nell’infanzia in una cattiva relazione che il geloso ha instaurato con i propri genitori. Quest’ultimi non hanno adeguatamente rinforzato il bambino nella fiducia per sè stesso e nell’autostima contribuendo così a determinare un adulto geloso perchè non conscio delle sue possibilità e del suo valore, profondamente insicuro. Ciò porta a pensare che il proprio partner potrebbe amare un altro perchè più degno, a non essere sicuro del suo amore.

Ma la gelosia patologica può tradire anche un desiderio di possesso assoluto del partner. Ciò avviene, anche in questo caso, per una cattiva relazione affettiva costruita con i propri genitori, sopratutto quello di sesso opposto. C’è la presenza di un’affettività che non ha trovato correspensione durante l’infanzia, e si pensa di riscattarla da adulti, attraverso il possesso assoluto dell’altro.

Per una migliore disamina della gelosia patologica invito al leggere l’articolo correlato:

Gelosia Patologica: Gelosia ossessiva, Sindrome di Mairet, Sindrome di Otello

CLASSIFICAZIONE DELLA GELOSIA

Uno dei primi studiosi della gelosia è stato Freud che l’ha indagata dal punto di vista psicodinamico ed evolutivo arrivando ad ipotizzare tre diverse tipologie di gelosia (1922, Alcuni meccanismi nevrotici nella gelosia, paranoia e omosessualità):

1) Gelosia competitiva o normale;

2) Gelosia proiettata;

3) Gelosia delirante

La gelosia normale che si manifesta principalmente con dolore, ansia, angoscia, causati dal vissuto cognitivo-emotivo di aver perduto la persona amata, da sentimenti ostili verso il rivale, da un atteggiamento autocritico volto ad attribuire a sé stessi la responsabilità della perdita affettiva e dalla ferita narcisistica.

La gelosia proiettata proviene, per entrambi i sessi, dai tradimenti già esperiti nel corso della vita affettiva o da spinte inconscie verso il tradimento (vedi proverbio: Chi la pensa, la fa). Nei rapporti di coppia bisogna resistere a continue tentazioni per evitare di tradire. Colui che avverte in sé 1’esistenza di queste tentazioni attuerà un meccanismo inconscio per alleviare il proprio disagio: proietterà sull’altro le proprie tendenze al tradimento. Al riguardo Freud cita Desdemona quale esempio di gelosia proiettata:

Chiamai il mio amore traditore. E lui, che mi rispose? … Se d’altre donne io mi diletto Vi stendete sul letto con altri uomini

Freud osserva che le persone affette da gelosia proiettata valutano un comportamento civettuolo alla stregua di un tradimento.

La gelosia delirante è determinata da tendenze al tradimento che sono state rimosse ma gli oggetti di queste fantasie sono dello stesso sesso del soggetto che le pone in essere. Per Freud la gelosia delirante corrisponde ad una forma di omosessualità latente che preme per manifestarsi. Come tentativo di difesa contro un impulso omosessuale troppo forte essa può essere descritta mediante la formula: “Non sono io che lo amo è Lei che lo ama”. E’ come se oggetto della gelosia diventasse l’altro, il rivale o la rivale.

Da questo breve escursus si può affermare che gelosia e dipendenza affettiva sono le due facce di una stessa medaglia. Se è presente l’una è molto probabile che sia presente anche l’altra.

Dott. Roberto Cavaliere

BIODANZA – Spiriti Liberi – 18-19 Ottobre

UGO RIZZO – SISTEMA BIODANZA ®
STAGE DI OTTOBRE

VIAGGI PER LA CRESCITA DELL’ANIMA.

ESPERIENZE PER INCONTRARE LA CAPACITA’
DI REALIZZARE SE’ STESSI.

SPIRITI LIBERI!,
I semi del Coraggio, della Libertà,
della poderosa visione


Viaggio insieme nel piacere di esistere e di creare.
Incontro con tutte le emozioni che nutrono
la nostra Libertà e il nostro Potere personale

MILANO – 18-19 OTTOBRE 2008

Chiedi il programma completo QUI

La Forza della Gratitudine

La Forza della Gratitudine

E’ vera e vasta quanto è alta la coscienza. Coscienza di essere parte di un tutto correlato vivente, coscienza che si sviluppa se l’impegno verso la conoscenza si estende a tutto campo, senza limite alcuno. La via di conoscenza antroposofica è, per la presente civiltà europea – americana, la via più idonea allo sviluppo dell’anima cosciente; non riuscire a cogliere questa indicazione si rischia di perdere una tappa essenziale per l’evoluzione umana: la possibilità di sviluppo della gratitudine.

La gratitudine è la forza che ti muove verso l’altro. Nell’epoca in cui si porta al massimo sviluppo l’individualità, l’egoità, il libero arbitrio, l’uomo ha fortemente bisogno di una conoscenza che per sua natura spinga il pensiero verso il cuore e da lì verso l’azione, che svegli il senso di appartenenza a innumerevoli esseri spirituali (la famiglia, l’impresa, la nazione, l’umanità ecc.) e quindi ad un comportamento armonico per la vita di questi esseri.

Se ci si avvede che con la divisione del lavoro ognuno è quasi totalmente servito dagli altri, ne nasce riconoscenza e sentimento di debito che mi esorta a svolgere la mia attività con impegno, entusiasmo e professionalità, ma anche di dolore quando penso a chi disperatamente cerca lavoro e non lo trova, perché è nel lavoro che si sente inconsciamente il senso della vita umana nella sua pienezza: servire i bisogni dell’altro, sperimentare l’essere trinitario nella collaborazione con l’altro, la resurrezione nel rapporto. Nel lavoro di squadra, e oggi lo è quasi sempre, quando non si è illusi dal potere e dal denaro, si fa strada una profonda gratitudine per il fatto che i miei difetti sono compensati dalle capacità dell’altro e da ciò l’impegno a dare tutto me stesso, senza calcolare quanto do; si dà insieme e il ricavato del bene prodotto non dividerlo secondo forza fisica, intelligenza, velocità, scaltrezza, furbizia, titolo, egoismo, ma secondo necessità.

Gratitudine per tutto ciò che ci viene dato, anche se difettoso, esorta a creare catene di cooperazione e fratellanza: l’agricoltore dona il suo prodotto al distributore, questi al negozio o alla trasformazione, poi al consumatore; nel dialogo di filiera poi l’aiuto reciproco prende il posto dei resi. Non c’è nulla di più avvilente per l’agricoltore del vedersi la merce resa perché non perfetta, egli non può più renderla a nessuno. Gratitudine per l’Agricoltura significa comprendere le difficoltà del produrre agricolo, diventare solidali nella catena dal produttore al consumatore, fidelizzare, impegnarsi a collocare, comunque, il prodotto finchè commestibile al consumo e sentire che quando si butta si apre una ferita nel cuore.

Gratitudine per gli animali, l’infinito mondo animale, che come aura soffonde il regno vegetale, che senza di esso non potrebbe esistere, per il canto degli uccelli, gioia fluente verso la nostra anima, dell’allodola ai primi tepori solari di primavera, del cuculo nei pomeriggi assolati dell’estate, dell’usignolo che vince la notte e della civetta che ne marca la tenebra. Allora mi attivo in ogni azione che favorisca l’equilibrio degli ecosistemi, perché la gioia continui ad effondersi, perché io e loro siamo intessuti nel gran Tutto e anch’io senza di essi non potrei esistere.

Gratitudine per le piante, benedizione che viene su dalla terra, diligentemente accudite dagli esseri elementari che accolgono gli archetipi di vita dal cosmo. Gratitudine per la cornucopia di alimenti che mi viene continuamente donata, risultato di forze inerziali divine, opera compiuta, del vecchio cosmo e di nuove forze professionali umane, il nuovo cosmo, il nuovo sole.

Allora quando mi appresto ai pasti rendo grazie a tutte le forze che si sono attivate perché quel miracolo avvenga, e tanto più sincero è quel sentimento tanto più emano forze fecondanti la natura. Quando di giorno in giorno, di stagione in stagione passo davanti ad una pianta, non distratto e sognante ma attento mi fermo ad osservarla, sempre più con sincero interesse, come fa il saggio contadino quando fa il giro quotidiano per osservare il fatto e il da farsi, mi sorge l’immagine della vera pianta, che non è solo radici, tronco, foglie fiori e frutti, ma è un immenso in continua metamorfosi che abbraccia come testa l’intero pianeta; quella pianta, con tutti gli esseri elementari incatenati al suo servizio, dal mio sguardo presagisce futuro, nuova speranza, nuovo sole. Non solo l’agricoltore ma ognuno realmente può contribuire a dare impulso alla giusta evoluzione della natura: col verace interesse, sinonimo di volontà cosciente.

Gratitudine per il regno minerale perché su di esso posso posare saldamente il piede, ma, consapevole del dolore per tutto ciò che sedimenta e indurisce e che si infligge con cemento ed asfalto, sarò attivo ovunque per sciogliere, frantumare, arare, sarchiare, anche in piccoli orti e giardini, perché ciò reca gioia alla Terra, libera, redime.

Gratitudine per l’Africa, perché senza le sue risorse minerarie (Nichel, Tungsteno, Molibdeno, Vanadio …) l’Europa non potrebbe disporre della sua potente tecnologia. Allora quando i suoi emigranti mi compaiono davanti mi deve pervadere il senso del debito nei loro confronti, l’immagine della miseria che hanno lasciato e il coraggio che li accompagna.

Ma la più sentita gratitudine va riversata agli agricoltori, sempre attivi per donarci vita, nonostante dimenticati da una società preda dell’egoismo, del potere, del denaro, e della perversa concorrenza che queste forze generano, in quanto non bilanciate da una vera e umana e solidale organizzazione sociale. Questa è una delle ragioni profonde dell’avvio dell’agricoltura biologica e biodinamica e dello sforzo convinto di tutti coloro che operano in questo sviluppo.

Solo con la forza della gratitudine l’uomo superiore può emergere in mezzo all’attuale imperante uomo egoista e stupido. Ma la gratitudine appartiene alla vita spirituale. Solo con la “coscienza materiale” lo sviluppo diventa un terribile retrocedere. Per avanzare è indispensabile svegliarsi all’impulso della Scuola di Michele, quell’Entità che s’è fatta carico di portare fra gli uomini il “pensiero cosmico”, la conoscenza del mondo spirituale, l’azione redentrice di quell’Entità che dall’evento del Golgota è resuscitata nei cuori di tutti gli uomini, su tutta la Terra, senza alcuna appartenenza a razza o popolo o religione. Da quell’evento unico e centrale dell’evoluzione dell’uomo, ogni manifestazione umana ha una correlazione con l’entità operante Cristo. Questo secondo me è il senso di quel recente intervento di Ibrahim Abouleisch, il fondatore della Comunità antroposofica in Egitto, che ha suscitato una dura reazione di qualcuno. A lui la mia gratitudine e questo accenno è la riconoscenza al suo grande impulso antroposofico portato in mezzo all’Islam; la stessa gratitudine che provo per la Comunità antroposofica che opera in Israele. Ad ogni passo nella conoscenza, compierne tre nella morale, cioè nell’agire sorretto dal cuore, che così trasmuta in virtù. Conoscenza, coraggio, virtù, a questa triade vivente triarticolata è chiamato l’uomo!

Gratitudine per tutti coloro, e sono tanti, che si dedicano, in imprese o associazioni di volontariato nelle più disparate situazioni, ad aiutare il prossimo, uomo, animali, vegetali, Natura, perché sentono intimamente che quella dedizione li riempie del più grande valore umano in divenire, l’amore; gratitudine che mi sprona ad essere intensamente partecipe di quel “popolo”.

Intimamente mi sorge una intuizione: la forza, la posizione privilegiata, i mezzi di cui dispongo mi sono stati donati in fiducia dagli altri affinché siano potenza di redenzione dei deboli, altrimenti mi dovranno essere tolti.

Gianni Catellani