Le SEI Leggi Universali del DARE e del RICEVERE

dare-e-ricevereLe SEI Leggi Universali

del DARE e del RICEVERE

A volte abbiamo la sensazione che gli altri non ci apprezzino abbastanza e non riconoscano appieno il nostro valore…

E in effetti noi stessi spesso ci rendiamo conto di incontrare persone che fin da subito ispirano fiducia e ci mettono a nostro agio, mentre con altre non succede…

Come Mai nonostante le nostre buone intenzioni in certe
situazioni non riusciamo a creare empatia con gli altri?

Come Mai abbiamo amici o amiche che riescono ad affascinare
al primo incontro anche se non sono particolarmente belli o ricchi
mentre altri sono perennemente in cerca di una relazione?

Come Mai a volte non riusciamo a essere riconosciuti e
apprezzati come vorremmo?


In ambito familiare, scolastico e professionale
le cose non cambiano…

Genitori che ottengono rispetto e confidenza dai propri figli e altri che sono perennemente in lotta…

Insegnanti che sono amati e stimati dai propri allievi e altri ritenuti odiosi e insopportabili

Venditori e rappresentanti di una stessa ditta che pur avendo gli stessi strumenti e lo stesso mercato fatturano uno il doppio dell’altro

Si…  ci sono persone a cui tutto sembra andare per il meglio e, sia negli affetti che nel lavoro, sembrano instaurare relazioni interpersonali di qualità con estrema facilità…

senza nessuno sforzo si circondano di amici che li rispettano, li stimano e li ammirano


Qual’è il loro SEGRETO?segreto

Trovare una risposta a questa domanda può essere estremamente interessante perché…

…una volta comprese le modalità di relazione che queste persone hanno con gli altri, possiamo “modellare” (copiare) questi comportamenti e in breve ottenere dei risultati

prima impensabili.

Ecco un spunto interessante in questo ambito:

leggi-universali

LE SEI LEGGI UNIVERSALI

del DARE e del RICEVERE


La Legge del Dare per il Piacere di Dare

La Legge del Dare a gli Altri ciò di cui hanno Bisogno

La Legge del non Voler Dare a gli Altri ciò di cui non hanno Bisogno

La Legge del non Voler Dare a gli Altri di Più di quanto hanno Bisogno

La Legge dell’Apprezzare e Ringraziare per Tutto ciò che Ricevi

La Legge del Non Pretendere Più di Ciò che Ricevi

Fare tesoro di queste informazioni e provare, un po’ per volta, a metterle in pratica può essere una buona opportunità…


Gerald Jampolsky

Dare è ricevere

Piccola guida per guarire i rapporti e raggiungere la pace interiore

Essere Felici Edizioni

Questo è un mini-corso di 18 giorni per guarire i nostri rapporti lasciando andare la paura che interferisce con la pace interiore. Lo scopo di questa piccola guida è farci riconoscere che sta a noi scegliere se vogliamo vivere la pace interiore o il conflitto.
Il mini-corso fornisce i principi specifici e le indicazioni essenziali che si personalizzano quando vengono applicate nelle 18 lezioni quotidiane.
Lo trovi su Macrolibrarsi

Cerca l’Amore non un Volto

amore-1 Cerca l’Amore non un Volto

L’errore più grande che possiamo fare è identificare in qualcuno o qualcosa la forza che ci fa vivere, Eros. Per questo soffriamo tanto quando ci lasciano. Invece, se impariamo ad affidarci, è quello il momento in cui la vita si può riaprire…..

Ognuno di noi ha un destino da seguire, un solco da percorrere, un sentiero, una via che appartiene solo a lui. Le illusioni, le sirene ci distraggono, ci fanno credere che viviamo per qualcuno o per qualcosa, per un progetto da realizzare, per ritrovare un amore perduto, per riempire la solitudine. In attesa che il progetto che ci siamo dati si realizzi, tutto ci sembra vano, inutile, arido, spento, perduto…
«Amo ancora il mio ex-marito anche se siamo separati da 10 anni. Sono stanca». È l’e-mail di Nadia, che arriva a Tutte le Mattine, la trasmissione di Maurizio Costanzo. Nadia pensa di amare ancora il suo ex, pensa di volerlo con un amore ininterrotto. La stanchezza di cui parla rivela che questa lotta per riaverlo, questo dolore che viene a trovarla spesso, questo senso di frustrazione che prova. l’hanno stremata.
Perché ci lasciano? Gli antichi non ragionavano così Pensavano che nelle cose che ci accadono ci fosse un disegno degli Dei per ritornare a casa, a Itaca, nella terra promessa. L’Odissea è il grande libro dell’Occidente e ricorda a tutti che l’evento è il viaggio, il cammino lungo il nostro sentiero, non le tappe, gli scogli in cui veniamo intrappolati. Nemmeno Calipso, la ninfa dai riccioli belli che promette a Ulisse l’eterna giovinezza, l’immortalità, riesce a fermarlo: il compito dell’eroe è andare verso il suo destino, proseguire il viaggio.
amore-3Cara Nadia, è l’amore che la chiama, Eros, non suo marito: lui è solo (oggetto, la tappa, il ricordo di ciò che non c’è più, insomma un’ombra. Se sbagliamo, se scambiamo un’immagine (quella di suo marito) a cui ci siamo attaccati, con la meta, allora la vita diventa un inferno, ci esaurisce, ci strema, ci annienta.
Non stiamo male, perché lui o lei ci hanno lasciato. No, stiamo male perché non siamo in viaggio, perché siamo arenati nella rete, perché non vediamo il mare, perché non vogliamo convincerci che l’amore non è nostro, ma una forza dell’Universo che vuole portarci a viaggiare verso la nostra Itaca.
Francesca, come Nadia è entrata in una grave forma di depressione dopo che il suo compagno l’ha abbandonata. Durante il giorno risentimenti, pensieri rabbiosi, senso di scoramento: la ferita della perdita veniva a trovarla e lei a ogni seduta mi ripeteva ossessivamente: «Senza di lui non posso più amare», come se l’amore potesse esaurirsi, come se noi potessimo comandare Eros, governarlo, o peggio ancora, incatenarlo a un viso, a un’immagine, a una persona.
amoreCambia il volto del tuo amato!
Chi ci abbandona, chi ci fa soffrire è stato capace di una grande magia: farci estrarre il desiderio, l’amore. Solo questo ha fatto! Crediamo che senza di lui o lei l’amore sia scomparso: in realtà continuando a identificarlo in ricordi, in quel volto noi commettiamo un peccato di grande superbia: vogliamo controllare l’amore, guidarlo, renderlo alla portata del nostro modo di vedere il mondo. non affidarci, farci portare da lui in viaggio.
Anziché affidare ad Amore le nostre sorti, lo vogliamo incanalare nella nostra storia, lo vogliamo solo dentro quel volto, tra le nostre abitudini, i nostri schemi che non vogliamo abbandonare.
Eros si arrabbia, non accetta di essere identificato in una persona, vuole scorrere libero, vuole farci viaggiare, volare. Ma noi non cediamo, ci intestardiamo: o lui o niente.
in quelle sedute di psicoterapia, dominate dal risentimento, dalla malinconia, dai pensieri di morte, dalla immobilità, dal senso di rinuncia a vivere, Francesca restava meravigliata quando la invitavo a chiudere gli occhi e a immaginare il suo amore perduto.
Mentre tutti intorno a lei le chiedevano di dimenticare, io le facevo rievocare il suo amore, le facevo raccontare le “notti belle’, il piacere la tenerezza, il calore che provava con il suo compagno. A ogni seduta commentavo dicendo: «Certo che lei sa amare con una grande intensità »
Diverse volte rispondeva “ora non più” e subito riempiva di improperi, di insulti, di lamenti il compagno. Ogni volta mi soffermavo sulle immagini dell’amore, fino a che le ho chiesto in una seduta di provare le stesse emozioni che mi stava raccontando, con un personaggio senza volto, sconosciuto. A volte quell’uomo senza volto veniva subito ricoperto dal viso del suo ex, ma via via l’uomo senza volto veniva sempre più accettato come tale.
Quando le riusciva, il dolore psichico si mitigava, la seduta finiva senza lamenti, senza rancori, senza ricordi dolorosi del passato. Sapevo che Eros, Amore stava nuovamente riaffacciandosi, la stava rimettendo in viaggio, verso nuovi incontri e ancor di più verso la sua Isola, che è fatta di interessi, di immagini, di fantasie che appartengono solo a lei. Così Eros l’ha guarita e l’ha rimessa in viaggio.

Riza Psicosomatica



Marco Ferrini

Dall’Eros all’Amore

Viaggio alle sorgenti della felicità

Centro Studi Bhaktivedanta
Che la necessità di dare e riceve amore sia intrinseca alla natura di ciascun essere vivente è verità ampiamente riconosciuta. Cosa si intende oggi con questi due termini, invece, implica un’analisi approfondita e attenta ai mutamenti socio-storici e culturali che abbiamo attraversato e che stiamo attraversando. Uno stimolante percorso psicologico e spirituale per tornare alla pura sorgente del sentimento affettivo.Compralo su Macrolibrarsi


John Pierrakos

Eros, Amore e Sessualità

Le forze che uniscono uomo e donna

Crisalide Edizioni

In questo libro John Pierrakos comunica le sue esperienze, accumulate in più di cinquantanni di lavoro, a proposito dell’energia umana, della coscienza e dell’espressione di queste forze sotto forma di Eros, amore e sessualità.

Eros, amore e sessualità sono le fondamenta della nostra realtà. Fluendo attraverso di noi, rappresentano la vera fonte della gioia di vivere. Quella dell’eros è un’esperienza unica, che agisce da ponte fra l’amore e la sessualità. L’eros deve essere continuamente riacceso, perché tende ad esaurirsi e a spegnersi come una meteora che si consuma attraversando l’atmosfera.

Come si può mantenere in vita l’eros? Mostrando all’altro, senza false vergogne, tutti gli aspetti di sé – i migliori ed i peggiori: solo rivelando le nostre verità più profonde, possiamo aprire il nostro animo alla persona amata ed unirci a lei.

Lo Trovi su Macrolibrarsi



Paolo Crepet

Sull’Amore

Innamoramento, gelosia, eros, abbandono, il coraggio dei sentimenti

Einaudi
Si fa presto a dire «amare». Ma quante sono le persone che possono dire di essere innamorate sul serio? E quante quelle capaci di andare oltre l’innamoramento, fino all’amore? Un libro che si legge d’un fiato, perché si parla del nostro destino. Una guida amichevole sul sentiero della maturità affettiva, che non trascura nessuna delle trappole e illusioni annidate lungo il cammino. Un prezioso «manuale di esercizi spirituali» per giovani e adulti di ogni età.

Nello stile semplice e narrativo che lo ha reso familiare a tanti lettori, nel tono rigoroso e sommesso del grande saggista, Paolo Crepet affronta quello che al di là delle apparenze è forse il vero tabù del nostro tempo. E ci porta per mano a scoprire che nel mondo dominato dall’ossessione dell’efficienza e della prestazione, la vera possibilità di cambiamento coincide proprio con il coraggio dei sentimenti. Il coraggio di abbandonarsi a essi, e insieme riuscire a governarli. E che da questo dipendono la felicità e il futuro di ognuno di noi, e forse dell’intera società.

«E se la rivoluzione partisse dall’homo cupidus (ovvero l’uomo emotivo) non più da quello laboriosus né da quello “tecnologicus”? E se fosse venuto il tempo di prendere e dare delle lezioni d’amore? Se il vero frutto di un’acquisita modernità corrispondesse con il concedersi il tempo, la voglia, il lusso d’innamorarsi?»

Compralo su Macrolibrarsi



Raffaele Morelli

Il Sesso è Amore

Vivere l’eros senza sensi di colpa

Mondadori

“Bisogna smettere di credere che esista un amore puro e un amore sporco, un amore divino e uno infernale, un amore sacro e uno profano. L’amore è attrazione, desiderio, piacere¿ e basta! Niente domande, né progetti, né fantasticherie di futuri matrimoni, né schemi in cui inserirlo.”

Quante domande inutili ci facciamo quando parliamo d’amore: “È la persona giusta?”, “Durerà?”, “Sto amando in modo sbagliato?”. E soprattutto: “Ma fra noi due è sesso o amore?”. Il sesso è amore, il vero amore.

Il resto sono sentimenti più superficiali, più ragionati, meno autentici: l’amore è tutto nell’evento del sesso, non c’è nient’altro da cercare o da sapere.

Dopo lo straordinario successo di Ama e non pensare, Raffaele Morelli torna ad affascinarci e provocarci con un libro intenso e rivoluzionario sul sesso.

Prendendo di petto e in contropiede la nostra morale e il nostro pensare comune, Morelli ci mette faccia a faccia con una verità potente e ineludibile: siamo davvero noi stessi soltanto quando facciamo l’amore. È attraverso il sesso infatti che si esprime la nostra anima più genuina, perché la forza divina dell’eros travolge tutte le impalcature razionali che tengono imbrigliata la nostra natura profonda.

Dunque non dobbiamo fare altro che ascoltare il desiderio che ci nasce dentro e lasciarci guidare soltanto dal piacere. Sta arrivando per aiutarci a rinascere, per far sbocciare di nuovo il fiore che è in noi.

Lo trovi su Macrolibrarsi

INVITO per il Cenone di Natale

pranzo-natale

INVITO

per il cenone di Natale

Menù di


Natale


ANTIPASTI

Cocktail di raggi di sole
foglie di quercia agli aromi di bosco
rugiada di luce e radici d’ abete

crostini farciti al sorriso con crema d’amore
edera al sapore di muschio

Venti leggeri ai Sapori del bosco

PRIMI PIATTI

Risatine allegre e serenità

piume di angelo in ali di fantasia

SECONDI PIATTI

Raggi di luna in Crema di allegria

Grigliata di “magia“:
foglie di betulla
polvere dorata
sogni Reali

Tris di

Verdurine alla boscaiola

Sorbetto incantato e Muschi di bosco

arcobaleno al fresco sapore

pensieri al Forno con draghi trifolati

DESSERT

Nuvole bianche in cieli incantati,

Strudel di vecchi ricordi

Panettone affogato con crema di dolci risate e buoni propositi,

Il tutto accompagnato da:
amore
, gioia, luce, pace a volontà

Auguri di un felice Natale

e

magia di sole


Come raggiungerci:

dal centro del cuore :
– Immettersi su via Fantasia percorrendola tutta fino a via della Gioia
– Proseguire sulla Statale Natale, superare il boschetto incantato .
– Al bivio girare a sinistra per Via dell’Amore.
– Dopo circa 3 Km, svoltare a sinistra lungo la via degli Angeli.
– Proseguendo per poco più di un Km arriverete a destinazione

La prenotazione è obbligatoria, i posti non sono limitati.

Figlia delle stelle  http://www.figliadellestelle.it




Emanuela Barbero

La Cucina Etica Facile

Ricette e menù vegan per principianti, single e per chi ha poco tempo

Sonda Edizioni

Oltre 220 ricette che spaziano dall’antipasto al dolce, da eseguire a passo a passo con tutte le indicazioni utili e i suggerimenti per variare secondo la stagione e la disponibilità degli ingredienti. Per ogni ricetta sono stati indicati il livello di difficoltà, il tempo richiesto nella preparazione e anche la fascia di costo.

Ogni piatto è stato concepito per essere preparato nelle dosi più “pratiche”, è stato cioè “ottimizzato” in base ai tempi e agli ingredienti necessari, così da poter essere preparato una tantum e venire poi eventualmente utilizzato più volte, anche riscaldato.

Questo libro vuole aiutare a prendere consapevolezza che cambiare alimentazione non è una rinuncia: così, per esempio, nei capitoli intitolati 10 passi per cambiare con successo e lo schema di transizione in 10 settimane si cerca di affrontare una serie di difficoltà pratiche, per scoprire che iniziare una nuova alimentazione e stile di vita può essere semplice e appagante.

Come fare bene la spesa imparando a risparmiare, e come riorganizzare la cucina e la dispensa in modo funzionale alle proprie esigenze alimentari e di tempo, danno ancora ottimi suggerimenti per imparare a gestirsi al meglio.

Arricchiscono il volume le numerose immagini a colori e 6 menù completi da preparare in occasione di feste e ricorrenze, ma anche nei momenti speciali, da gustare in compagnia di amici e parenti. Tanti golosi suggerimenti per preparare ogni giorno una sana colazione, panini e snack rompidigiuno a casa e in occasione di picnic ed escursioni in montagna.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Valerie Cupillard

Feste bio

Menu vegetariani per tutte le stagioni

Tecniche Nuove Edizioni

Splendido grande volume tutto a colori con gustosissime ricette di cucina vegetariana biologica suddivise secondo un criterio stagionale. Piatti per tutte le grandi occasioni di festa come compleanni, festività religiose, festa del solstizio, San Valentino ecc.Lo trovi su Macrolibrarsi

Single attenzione: 5 Domande che fanno allontanare un Uomo al Primo Appuntamento

primo-appuntamento 5 Domande che fanno allontanare un Uomo  al Primo Appuntamento


L’ultimo appuntamento che hai avuto con un uomo è andato male? Stai ancora aspettando la sua chiamata? Assicurati di non aver posto nessuna delle seguenti domande:

•  “Ti vedi con un’altra?”

Quando si sta uscendo per la prima volta con un uomo, questa domanda comunica implicitamente il fatto che lui non dovrebbe vedersi con un’ altra donna.

Nella fase iniziale della conoscenza reciproca tra un uomo ed una donna, non c’è niente di male nel fatto che qualcuno dei due frequenti altre persone. Non bisogna pensare che se l’uomo ti ha invitata a uscire per la prima volta è l’uomo della tua vita o è costretto a rimanere con te.

•  “Ti piacerebbe che passassimo più tempo insieme?”

Questa domanda induce l’uomo ad impegnarsi in una relazione quando appena vi state conoscendo. Comunica che sei un tipo di donna che pretende troppo…

•  “Ti piaccio?”

Questa domanda lascia trasparire insicurezza, rimettendo interamente nelle mani dell’ uomo la decisione di incontrarti nuovamente e di portare avanti la relazione.

•  “Hai tempo e sei disposto a cominciare una storia?”

Nella fase di attrazione è prematuro programmare un futuro insieme. E’ prematuro chiedere di passare il resto della vita insieme ad una persona che si sta appena conoscendo.

•  “Quando ci possiamo rivedere?”

Sembra come se stessi prenotando una visita medica, no?

Queste sono le cinque domande che è consigliabile evitare al primo appuntamento perché rischi di allontanare la persona con cui sei uscita.

Qui di seguito troverai altri consigli utili :

•  Non parlare di matrimonio , di abiti da sposa o di figli che vuoi avere, perchè parlare di matrimonio con un uomo appena conosciuto comunica disperazione…

•  Non cambiare il tema della conversazione quando lui sta parlando di qualcosa che gli interessa.

•  Non criticare il luogo in cui ti ha portata. Nell’uscita successiva proponi molto discretamente il luogo in cui ti piacerebbe andare.

•  Sii sincera, semplice e cerca di non volere impressionare ; molte volte questo atteggiamento ti fa sembrare una persona finta.

•  Non parlare dei rapporti che hai avuto in precedenza : tutti abbiamo avuto delle storie sentimentali, ma durante la prima uscita è preferibile evitare di menzionarle.

Liliana Jaramillo da   http://www.comunicazionepositiva.it



Paul Ferrini

Come creare la tua relazione perfetta

Una guida per aiutare coppie e single nel percorso verso la crescita e la felicità

Macro Edizioni

In tempi in cui le relazioni di coppia cominciano e finiscono con incredibile rapidità, in cui l’unione della famiglia è continuamente messa a repentaglio dall’incapacità di capirsi, è ancora possibile vivere un rapporto di crescita armonioso e felice?
Paul Ferrini non ha dubbi: è possibile e anche facile, basta seguire poche e semplici regole.
Impegno, condivisione, crescita, comunicazione, gioco degli specchi, responsabilità e perdono per imparare a comunicare con il partner in maniera vera e onesta e per creare un rapporto intimo e profondo che lasci a entrambi il proprio spazio di crescita e di espressione individuale.

Un percorso a tappe per un libro veramente semplice e chiaro, che tratta in maniera pratica un tema di scottante attualità.

Un aiuto a capirsi e a capire l’altro o l’altra, uno strumento per conoscersi e imparare a relazionarsi, anche al di fuori dell’ambito della coppia, al fine di creare rapporti armoniosi basati sul rispetto di se stessi e degli altri.

“Non esiste miglior guru sul pianeta del nostro partner quando abbiamo compreso lo scopo spirituale della nostra relazione.”

Lo trovi su Macrolibrarsi



Angelica Romanin

Meglio Single che Male Accompagnata

Giraldi Editore

L’uomo che hai conosciuto a quindici anni e che pensavi ti avrebbe amata per sempre è scappato con un’altra. Fino al giorno prima lo sopportavi a malapena, ma improvvisamente eccolo diventare il più desiderabile degli uomini. Dopotutto chi desidera stare solo?!

Ricominciare la lunga e faticosa ricerca dell’anima gemella, tra brevi flirt e cocenti delusioni?! Fortunatamente nonostante tutti i tuoi piagnistei lui ti molla lo stesso e allora ecco che la depressione come per incanto scompare, nuovi amici compaiono all’orizzonte e tu improvvisamente ti chiedi se forse non sia meglio essere single che male accompagnata.

Lo trovi su Macrolibrarsi

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Attualità – Crisi finanziaria 2008…Il falò delle banalità …

seminario-finanziario-come-investire-e-salvare-i-propri-risparmi-innanzi-al-nuovo-1929_19227 Attualità – Crisi finanziaria 2008…

Il falò delle banalità …

Le emittenti nazionali fanno ormai a gara ad organizzare nei loro palinsesti la tal puntata di turno incentrata sulla crisi finanziaria del 2008, invitando uno stuolo di politici e pseudo giornalisti finanziari improvvisati economisti che fino a qualche mese fa se ne uscivano con sparate del tipo “tanto l’economia europea è sana e la crisi dei mutui più di tanto non cagionerà danno al nostro sistema bancario”.

Opinionsiti degni di un titolo di laurea honoris causa rilasciato dall’Università per Barbieri di Paperopoli. Adesso sono diventati tutti catastrofisti e terroristi finanziari, alla faccia del falso ottimismo e garantismo che si sciorinava nei dibattiti pubblici sino a qualche semestre fa. Una fenomenale opera di banalizzazione e volgare semplificazione di quanto sta accadendo che non consente di spiegare in modo esaustivo a livello socioeconomico e macroeconomico l’attuale scenario di mercato.

Mi piace in particolar modo come vengono dipinti e rappresentati i mutui subprime (che tra l’altro esistono da decenni) ovvero come mutui erogati agli homeless che girano con le buste ed i carrelli della spesa rubati a qualche jet market. Niente di più fuorviante: quando in realtà rappresentano mutui erogati a soggetti che hanno un credit score (punteggio di merito creditizio) inferiore a 670 punti (su una scala valori che va da 500 a 850), in seguito a tardivi o mancati pagamenti su prestiti precedentemente concessi o impegni di pagamento verso utenze di servizi primari (bollette della luce, gas e telefono). Dai subprime si devono distinguere i mutui “nodocs” ovvero “no documents” quelli concessi a soggetti privi di un lavoro a tempo indeterminato e senza mezzi patrimoniali propri, mutui che erano sin dall’inizio destinati ad essere titolarizzati (faccio notare che questa tipologia di mutui ipotecari li hanno erogati anche in Italia ai cosi detti precari, i nuovi morti di fame in giacca e cravatta).

Sappiate comunque che oltre il 25 % della popolazione americana rientra nella categoria di affidamento subprime, mentre il restante 75 % si divide nelle altre due fasce: i soggetti prime e midprime. Tuttavia l’apoteosi di questo falò di banalità propinatoci dai media nazionali l’abbiamo con le spiegazioni sull’origine della crisi (secondo loro passeggera) riconducibili ad una semplice argomentazione: le banche americane che hanno prima concesso mutui a tutti e successivamente hanno cartolarizzato all’inverosimile. Niente di più fuorviante! L’attuale scenario che stiamo vivendo non rappresenta infatti una crisi generale del sistema finanziario quanto piuttosto una fase terminale che scaturisce dalla convergenza delle conseguenze economiche e sociali causate dal WTO. L’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization), nata dalle ceneri del GATT (un sistema multilaterale di accordi internazionali per favorire il commercio mondiale voluti dagli USA nel 1947 per controllare e dominare l’economia di tutto il pianeta) ha uno scopo principe ovvero promuovere la globalizzazione di tutti i mercati, tanto finanziari quanto alimentari. Un mercato globalizzato presuppone l’abbattimento di tutte le barriere commerciali (dazi e restrizioni doganali) unito all’abolizione dei sussidi all’agricoltura assieme alla libera circolazione dei capitali.

Proprio il WTO ha reso conveniente e possibile le tanto famigerate delocalizzazioni produttive che hanno rappresentato sia per gli USA quanto per l’Unione Europea un autentica emorragia di posti di lavoro e capitali a favore di paesi come la Cina e l’India che adesso vengono considerate le due fabbriche del pianeta. Le grandi corporations industriali, sfruttando le economie di scala attraverso i ridicoli costi di manodopera di questi paesi, hanno potuto in questo modo aumentare a dismisura i loro profitti a parità di output produttivo, il quale poteva venire assorbito solo dai mercati occidentali statunitensi ed europei. A fronte di questo diabolico arricchimento di pochi si è contrapposto un drammatico depauperamento in Occidente a causa della polverizzazione dei posti di lavoro ed a causa della concorrenza spietata di prodotti e beni di consumo importati che spazzano via per convenienza economica sul prezzo quelli autoctoni.

La trasformazione del tessuto sociale ed imprenditoriale tanto negli USA quanto in Europa, che adesso devono convivere con il mostro che hanno creato ovvero un esercito di impiegati ed operai senza alcuna prospettiva lavorativa ed una occupazione a singhiozzo, ha lentamente impoverito il paese creando nuove sacche di povertà e disagio sociale a ritmo costante. Solo con il ricorso al debito questi zombie globalizzati hanno potuto continuare a consumare come prima, fino a quando non si è raggiunta la saturazione finanziaria. Nessuno ha fatto ancora notare come in questi ultimi anni tutto è stato venduto a rate, dalle abitazioni alle vacanze alle isole tropicali, causa estinzione della capacità di risparmio, soprattutto nelle giovani generazioni. Il peggioramento dello scenario planetario porterà ad un consistente ridimensionamento dei fatturati delle imprese a cui faranno seguito un crollo del gettito fiscale ed un aumento vertiginoso della disoccupazione.

Le borse in questi termini ci possono aiutare a leggere il futuro: si comportano letteralmente come un termometro che misura la temperatura dello stato febbrile, i loro continui crolli rappresentano un sensibile ridimensionamento delle proiezioni degli utili attesi in futuro e quindi della capacità di fare profitto per le aziende nei prossimi anni. Dalla contrazione del credito bancario concesso alle imprese passando per il crollo del mercato dei consumi, le aspettative future sono tutt’altro che confortanti. Per comprendere la gravità di quanto stiamo vivendo vi voglio ricordare che durante la Grande Depressione degli anni Trenta oltre il 60 % della popolazione mondiale era impiegata nel settore primario (agricoltura) e le donne non avevano una presenza consistente nel mondo del lavoro visto che la società era organizzata attorno al modello della famiglia patriarcale. Oggi l’1 % del pianeta mantiene il restante 99 % sul piano alimentare, mentre la società è caratterizzata da una spiccata presenza della donna nel mondo lavorativo a cui si deve affiancare il modello di famiglia mononucleare che ha sostituito quella patriarcale. Se in futuro dovessimo descrivere all’interno di un libro quest’epoca infelice e la sua futura evoluzione, adesso ci troveremmo a leggere la prefazione.

tratto dal sito della rivista “Il Consapevole” http://www.ilconsapevole.it

A tal proposito segnaliamo questo importante evento:

benetazzo_milano

Seminario Finanziario: Come INVESTIRE e SALVARE i PROPRI RISPARMI innanzi al nuovo 1929

Sessione finanziaria formativa sullo scenario economico planetario con indicazioni operative sulla gestione del proprio portafoglio con Eugenio Benetazzo

Quando: Sabato 31 Gennaio
Dove: Milano

Informazioni complete sull’evento qui

NON SEMPRE È… NATALE

natale NON SEMPRE È… NATALE

Non lo è nelle famiglie che non sono cristiane e oggi ai bambini va spiegata l’esistenza di religioni diverse

Arriva il Natale e a scuola come in famiglia i bambini iniziano a vivere l’atmosfera di festa, preparandosi al 25 dicembre con canzoni e poesie inerenti alla nascita di Gesù. Non solo, nella maggior parte delle case, viene addobbato l’albero di natale e allestito il presepe. Si preparano strofe di canzoncine da cantare alla vigilia, si provano recite da interpretare l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze. Ma usi e costumi tipici della nostra tradizione cristiana, non sono sempre condivisi tra le famiglie che ci circondano, nella case dei bambini che vanno a scuola con i nostri figli. In una società multiculturale è importante tenere in considerazione una diversità che è ricchezza.

natale1Il Natale è dei cristiani
Per i cattolici il Natale è la festività che celebra la nascita di Gesù, Figlio di Dio. Cade il 25 dicembre e il suo nome deriva dal latino “natalis” che significa appunto natalizio, relativo alla nascita. Per gli ortodossi questa festività cade il 7 gennaio, come da calendario giuliano, in ritardo di 13 giorni sul quello gregoriano in vigore nel resto del mondo. La cena del 6 gennaio (che corrisponde al nostro 24 dicembre) non è ricca come la nostra, non sono ammessi piatti di carne o a base di latte, ma solo uno o due pietanze che hanno il solo scopo di ricordare al commensale il “sacro evento”. I testimoni di Geova, come anche gli ebrei, non festeggiano per niente il Natale. I primi perché gli attribuiscono origini pagane, i secondi perché non riconoscono Gesù come Dio e Messia. Per i musulmani, infine, figure come Gesù e Maria sono ritenute molto importanti, tuttavia il Natale non è considerato una festa sacra, perché riconoscono come Messia solo Maometto.

Quando la diversità va spiegata
Non per tutti, dunque, il 25 dicembre è Natale. Ed è possibile che i nostri figli si trovino già oggi a doversi confrontare con la diversità e la ricchezza di una società multirazziale e multiculturale. È importante, dunque, rispondere con chiarezza e serenità ai loro dubbi e alle loro domande: “Perché il mio compagno di banco non fa il presepe a casa? Perché il mio migliore amico non festeggia il Natale?”
I bambini, nella loro ingenuità, sono i primi a farsi domande sulle diversità che percepiscono intorno a loro ed è giusto, a partire proprio dai banchi di scuola, dare avvio a un dialogo. Proprio a scuola i bambini e i ragazzi infatti sono più disposti alla condivisione e all’amicizia. La crescente presenza nelle scuole di bambini di altre religioni ed etnie differenti deve essere un’occasione per educare alla reciproca conoscenza e alla pacifica convivenza fra popoli.
Come genitori dobbiamo cercare di collaborare con la scuola e provare, in un clima aperto e di confronto, a far comprendere ai nostri figli il riconoscimento e la valorizzazione dell’identità di ciascuno, tutelando però sempre le nostre radici religiose che non possono essere né dimenticate né cancellate. È giusto raccontare ai bambini che per la nostra religione il 25 dicembre è nato Gesù, Figlio di Dio. L’importante è spiegargli che le diversità esistono e vanno accettate. Ciascuno di noi interagisce con persone differenti, ognuna delle quali ha un proprio spazio che non va oltrepassato.
Il tema religioso deve avere lo spazio che merita, soprattutto nel periodo natalizio, dove più profonde possono essere le differenze. Sarà allora educativo parlare ai nostri bambini di religioni, di radici cristiane e relazioni con l’Islam o altri credo, del valore delle tradizioni religiose e delle specificità delle diverse fedi per aiutarli a crescere con consapevolezza e per fornire loro gli strumenti giusti per entrare nel “mondo dei grandi”.

01-12-2008

Sara Ferrar

Premium Homepage

buon-natale

Un sincero augurio personale per

una rinnovata preparazione al Natale dalla vostra Maggy



Rudolf Steiner

Il Convegno di Natale

Per la fondazione della Società Antroposofica Universale 1923/24

Antroposofica Editrice

«Da parte di colui che vuole unirsi a questa Società, non viene richiesta l’adesione ad alcun principio, non gli viene imposta dogmaticamente alcuna professione di fede, alcuna convinzione scientifica, alcun indirizzo artistico; gli viene soltanto richiesto che si senta a suo agio nell’essere collegato con quanto avviene al Goetheanum.» Il programma del convegno, gli atti, le conferenze, le discussioni e i ritmi di meditazione della Pietra di fondazione.

Il programma del Convegno, gli atti, le conferenze, le discussioni e i ritmi interiori di meditazione della “Pietra di fondazione”.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Autori Vari

The Christmas Present – 2 CD Christmas Melodies e Christmas Gospels + lettore CD Majestic

Le musiche che fanno più dolce il Natale

Red Edizioni

Confezione contenente un lettore CD portatile e 2 CD musicali: Christmas Melodies – le musiche che fanno più dolce il Natale

E’ indirizzato a coloro che della tradizione italiana e occidentale amano riascoltare i notissimi canti di Natale perennemente attuali: Tu scendi dalle stelle, Adeste Fideles, Stille Nacht, Jingle Bells, White Christmas. Ma il Natale coinvolge anche per la sua particolarissima atmosfera di gioia, che per molti va al di là della ricorrenza religiosa. Ecco, quindi, che accanto ai canti propriamente religiosi compaiono le celeberrime melodie di Strauss, le stesse che allietano milioni di persone durante il Concerto di Capodanno trasmesso da Vienna.

Christmas Gospels – Canti di preghiera e di speranza
Il Gospel è un genere religioso affine allo Spiritual; mentre quest’ultimo è un canto solistico che esprime la difficoltà esistenziale di persone discriminate e offese nella loro umanità (è il canto che nasce tra gli schiavi neri d’America), il Gospel è l’espressione corale di un popolo che fonda la sua speranza di riscatto nel Vangelo. Gospel significa appunto Vangelo.

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Suggerimenti e idee sul Natale

Da “SOLA COME UN GAMBO DI SEDANO” : Litizzetto-ed è subito HERPES

DA “SOLA COME UN GAMBO DI SEDANO” :

litizzettoED E’ SUBITO HERPES

Ognuno e’ solo sul cuore della terra trafitto da un raggio di sole, ed e’ subito… herpes: malattia psicosomatica, pare, che sale quando scendono le nostre difese immunitarie e le nostre quotazioni. Ignobile piaghetta che deturpa in maniera vergognosa l’armonia gia’ precaria del nostro faccione. Inutile convincersi che tanto non si vede! Storie! Prima o poi gli altri lo notano. Anche perche’, attenzione, l’herpes, quando viene, non guarisce mica  dopo due giorni! Nooo…! Si ferma. Sta li’. Con la resistenza di un lichene islandico. Eventualmente si trasforma. Come un protozoo. Prima e’ una piccola stella, poi tutta la Via  Lattea, e ancora una pralina, poi una prugna della California fino a raggiungere le sembianze di una piccola tartaruga d’acqua scuffiata per caso proprio sul labbro. A questo punto comincia  la fase fossile. Si sedimenta. Come un minerale da collezione. Come la montagna che aspetta Maometto. Impossibile, superba, granitica. Nel frattempo il tuo fidanzato ti dice che non gli fai per niente schifo, ma intanto ti bacia di lato, e se sei veramente fortunata devi fare anche un importante colloquio di lavoro. E il tuo herpes sta li’. Tatuato. Una borchia. Una toppa di cuoio spesso. Perche’ comunque… vogliamo parlare della cura? Vogliamo parlare di quella specie di bava primordiale che si paga piu’ del marron glace’? Quella che ti vendono in un tubettino mignon che la metti una volta ed e’ gia’ finita? Bene. Quella e’ l’unica medicina che rallenta la guarigione. Posso portare le prove. Ti senti sfrigolare il labbro? Con l’intenzione di prevenire l’avvento della schifezza metti la pomatina e sei sicura che dopo meno di un’ora ti e’ spuntata  una bella pizza margherita sul labbro. E se metti le polverine i l tuo destino non e’ affatto migliore. Quelle ti seccano tutto. Non solo il labbro. Anche il mento, il naso e parte delle orecchie. Ti senti crescere proprio un osso suppletivo. E non parliamo della trovatona del dentifricio che riesce a cuocerti anche gli incisivi. L’unica soluzione rimane la seguente; se ti chiedono “cos’hai li’ sul labbro?”, tu rispondi: “Ho fatto il piercing. Ma non e’ permanente…

Un tributo a Luciana Litizzetto a cura di Mirella

http://www.mardukkina.it

Speciale “Polpa del frutto di baobabutile per tutti, uomini e donne, bambini e anziani, perché aumenta la resistenza ai virus (inclusi influenza e raffreddori ed erpes), regolarizza l’intestino e i valori glicemici e del colesterolo, migliora la qualità della pelle, dona forza, energia e resistenza, riequilibra il tono dell’umore e allevia i disturbi mestruali, antianemico, febbrifugo antinfiammatorio, se applicata sulla pelle la nutre prevenendo l’invecchiamento, donando morbidezza ed elasticità….

Tutto sull’ Uso del baobab nella farmacopea tradizionale

Alcuni rimedi naturali per voi:


Petra Neumayer

Antibiotici Naturali

I rimedi vegetali ad azione antibiotica privi di effetti collaterali negativi

Red Edizioni

Questo libro indica quali sono e come agiscono gli antibiotici naturali, dall’aloe vera ai chiodi di garofano, dal limone alla lavanda, e molti altri ancora, suggerendo inoltre come utilizzarli per la cura dei comuni disturbi.

Aloe vera, aglio, cipolla, semi di pompelmo, propoli, timo, lavanda, bergamotto, chiodi di garofano, origano, limone… sono i rimedi della natura per la cura delle infezioni. Il libro spiega come utilizzare gli antibiotici naturali per la cura delle malattie infettive: acne, angina, artrite, bronchite, influenza, herpes, micosi, ulcera, otite, stomatite, verruche, ferite…

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Susan Drury

L’Olio di Tea Tree

Le proprietà terapeutiche di ‘Melaleuca alternifolia’

Tecniche Nuove Edizioni

L’olio di Tea Tree, o olio di Melaleuca alternifolia, è uno dei rimedi più straordinari che la natura possa offrirci.

Questo libro presenta, in chiave divulgativa, non solo la storia dell’olio di Tea Tree e le modalità di raccolta delle foglie da cui l’olio viene ricavato, ma soprattutto una panoramica delle sue applicazioni pratiche in medicina. Allegato al volume troverete un flaconcino di olio di Tea Tree.

L’olio di Tea Tree
può essere utilizzato per il trattamento di:

  • acne e brufoli;
  • artite;
  • foruncoli e ascessi;
  • contusioni;
  • scottature ed eritemi solari;
  • tagli e abrasioni;
  • cistite;
  • placca dentale;
  • dermatiti;
  • infezioni micotiche;
  • parassiti dei capelli;
  • herpes;
  • punture di insetti;
  • dolori e spasmi muscolari;
  • infezioni del tratto respiratorio;
  • infezioni vaginali;
  • vene varicose;
  • verruche.

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Roberto Zamperini

Memorie Energetiche per il Sistema Midi Cleanergy® – Immunity

C.R.E.S.S.
Cosa sono e a che servono le Memorie Energetiche (ME)

Potete utilizzare il Midi Cleanergy® da solo e con successo oppure potete espanderne il campo d’azione ed amplificarne l’efficacia con le Memorie Energetiche.
Il Midi Cleanergy® è un sistema completo per la terapia energetica sottile. Per questo, si chiama Sistema Midi Cleanergy®

Il Sistema Midi Cleanergy® è un complesso di strumenti, che interagiscono tra loro e che possono essere utilizzati in un gran numero di casi. Il Sistema Midi Cleanergy® è composto da:

1. Il Cleanergy® vero e proprio (da acquistare a parte sul nostro sito)
2. Le Memorie Energetiche (ME).

Le Memorie Energetiche rappresentano una frazione delle informazioni contenute nel Cleanergy® e che esso invia tramite energie sottili. Questa frazione, invece di essere compresa nell’insieme di tutte quelle che fanno parte del Cleanergy®, è, per così dire, esaltata nella Memoria Energetica.
Facciamo un esempio. Tra le informazioni proiettate dal Cleanergy®, ce ne sono alcune relative al Sistema Nervoso.
Esse comprendono l’attivazione di certe onde cerebrali che hanno un effetto rilassante ed antistress. La loro efficacia è buona, ma la potenza del Cleanergy® è suddivisa tra tante altre informazioni, che riguardano le cellule, il Sistema Immunitario, quello Endocrino, quello Circolatorio, alcuni organi (fegato, reni, epidermide, milza, polmoni, intestini), quello Osseo, quello Muscolare, il sangue, eccetera. Ovviamente, ognuna di queste porzioni ha solo una parte dell’energia complessiva del Cleanergy®. Questa scelta è dovuta all’esigenza di riportare all’equilibrio il maggior numero possibile di sistemi biologici.

Se quello che ci interessa è prevalentemente il Sistema Nervoso, potremmo voler indirizzare tutta la potenza del Cleanergy® solo verso questo Sistema, ciò allo scopo di incrementare al massimo le informazioni da inviare ad esso. Lo scopo delle ME è dunque quello di indirizzare l’energia del Cleanergy® verso certi target precisi.

IMMUNITY
Indirizza l’energia del Midi Cleanergy verso il Sistema Immunitario. Attiva i leucociti, i linfociti T e B, il midollo osseo, il timo. Per stimolare il sistema immunitario, in caso di infezioni, herpes, raffreddori frequenti, eccetera.
Sul Cardiaco post.(linfociti T)
Sull’Ombelico (macrofagi)
Sul Basale e sugli arti (per stimolare la produzione di cellule immunitarie)
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Danzability: ballerini professionisti e diversamente abili

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Parlano gli artisti di Danzability: ballerini professionisti e diversamente abili

Le note di Nyman della colonna sonora del film Lezioni di piano accompagnano “Scambio di ruoli”, la danza a due di Rita e Selika. Una danza con la carrozzina per disabili. Anni e anni di scuola accademica, di lavoro in compagnie italiane e straniere hanno dato a Rita una tecnica sicura con cui il corpo può scolpirsi facilmente in volteggi ed estensioni. Per Selika, costretta alla sedia a rotelle, ogni movimento, piccolo o grande che sia, diventa “il gesto”.4

E dentro c’è tutto: voglia di vivere, di danzare, giocare, comunicare chi sei. C’è tutta la forza e l’intensità di chi ha solo quell’attimo unico per uscire allo scoperto. L’emozione investe Rita. Allora può librarsi leggera, può lasciarsi trasportare, può giocare insieme a Selika e la sedia a rotelle diventa uno strumento con cui, divertite, si scambiano i ruoli.

Così si percepisce che la danza è innanzitutto uno stato interiore, uno stato libero dell’essere. E si perde il conto di chi da e chi riceve. Lo spettatore si lascia cogliere da questo “unicum” che è spettacolo, ma anche comunicazione vera da essere umano a essere umano. «Sembra un paradosso, ma lavorare con i diversamente abili, ha restituito alla mia danza e alla mia vita la curiosità di bambina, il gioco, l’emozione. Può sembrare incredibile, ma è solo in questa esperienza che mi sono accettata pienamente.

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Ciò che ho fatto prima è stato come una preparazione per potere incontrare loro.

E trovare loro è incontrare la poesia». Si confessa così Rita Croce, una vita dedicata alla danza e che solo negli ultimi anni la vede educatrice del Centro servizi Santi Pietro e Matteo e insegnante di danza dei diversamente abili nel progetto Danzability. Danzability nasce nel 2004 da una collaborazione tra “Let’s Dance”, il Comune di Reggio Emilia e la cooperativa “Piccolo principe” attraverso i laboratori “Extra time”. Ma loro hanno altre ambizioni.

Così nel 2006 il progetto si evolve in un corso stabile, reso possibile dalla collaborazione del “Let’s Dance” con il Santi Pietro e Matteo. «Non volevamo che fosse solo un’opportunità per gli ospiti – spiega Vittoria Sassi, coordinatrice dell’Ente – ma intendevamo produrre spettacoli veri e propri, per trasmettere il patrimonio artistico ed espressivo dei partecipanti. Essi possono diventare così ambasciatori delle diversità, attraverso quel linguaggio universale che è la danza». I ballerini sono una decina e hanno difficoltà diverse, presenti alla nascita o sopraggiunte.

La maggior parte di loro risiede nella comunità dell’Ente, altri vengono accompagnati dai familiari. Nelle lezioni settimanali non c’è un canovaccio definito. Sì, ci sono le linee guida di Rita e la sua voce autorevole quando non c’è disciplina, ma lo spettacolo nasce e si costruisce rispetto al loro modo di muoversi, di esprimersi. Per Carmela la danza è rilassante, ma anche «ti mette voglia di fare all’amore».

Il ballo è “molto bello” per Fabio, che danza un finto tango su musiche di Mozart e che ha imparato a tenere ben eretta e fiera la testa; ballare è un piacere per Anastasia; Chiara e Alice si spingono oltre: la musica e la danza le fanno “impazzire”. «La musica entra dal cuore e io la rappresento da lì», dichiara Alice. Mary, che accompagna il marito Fabrizio, lo vede trasformato, da quando partecipa al gruppo. «Ma c’è una cosa che mi fa molto male – confessa Mary, fiera ed affettuosa di fianco al marito – devo combattere tutti i giorni con lo sguardo della gente.5

Se questi spettacoli venissero visti con occhi diversi, forse il mondo sarebbe migliore». Anche Simona, atelierista dell’Ente, può apprezzare come la musica e la danza trasformi i ragazzi e come l’esperienza riesca a fare superare loro ostacoli e paure. «San Tommaso diceva che la bellezza è lo splendore del vero; una frase così appropriata per queste persone!», sostiene Matteo, che collabora con Rita. Davide è un volontario, ex
allievo di Rita; viene da Bologna ogni settimana «perché mi sono innamorato di questa esperienza e per i rapporti che si sono costruiti con questi ragazzi, che mi hanno aiutato ad avere rispetto dei miei sentimenti e ad esprimere me stesso; loro infatti hanno questa libertà incredibile».

Il gruppo Danzability ha tenuto spettacoli alla Cavallerizza e nelle piazze reggiane del Restate; è stato chiamato in provincia, ma anche a Mantova e Firenze. A Bologna si è classificato primo nel campionato nazionale su sedia a rotelle. Ma vuole andare oltre: vuole partecipare a due concorsi di danza di teatro, ma non per disabili. «Vorremmo essere inseriti in un circuito di assoluta normalità. Il nostro sogno è diventare una compagnia a tutti gli effetti, ed anche essere pagati.

E andare al Valli, che è il simbolo della danza. Questi ragazzi sono da considerarsi artisti a tutti gli effetti, perché sanno comunicare emozioni e i nostri spettacoli hanno sempre una valenza culturale», sostiene Rita. «Dobbiamo liberarci del pietismo – continua – ma c’è invece molto rispetto e dignità nel riconoscere le diverse abilità». «Il progetto si sta autofinanziando – conclude Lia Gallinari, vice presidente del Let’s Dance . ma per raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi, abbiamo bisogno di offrire più possibilità a questi ragazzi. E anche per poterne accogliere altri. Per questa ragione stiamo firmando un protocollo d’intesa con l’Istituto, la cooperativa Piccolo principe e il Cip (Comitato italiano paralimpico).

Intorno a loro devono esserci più professionisti, ma anche più volontari, non necessariamente danzatori. Importante è la passione, le competenze si possono costruire in laboratorio».
Per contatti: Vittoria
telefono 0522 533150

La danza è la vita

è in carrozzina e può comunicare solo attraverso il computer
Ed è così che ha risposto alle nostre domande

Selika, cosa è per te la danza?
È la vita.
Ovvero?
La vita è mangiare, dormire, respirare, gioire, piangere, arrabbiarsi, amare, odiare; tutto questo è vita e quindi è danza.
Da quanto tempo danzi?
Da sempre. Come ti ho detto, la vita è una danza, a volte bella, allegra, a volte malinconica, triste. Ma forse volevi sapere da quanto tempo mi è permesso di esternare chi sono, cosa vivo. Da pochi anni, quattro esattamente.
Hai conosciuto qui i tuoi amici?
Non ci sono amici nella danza, come nella vita, ma ci sono compagni di avventura, compagni con i quali condividi certe esperienze in quel determinato momento.
Come ti senti quando balli?
Mi sento viva; forse è l’unico momento in cui, anche chi mi circonda, riesce a capire chi
sono veramente.
Da dove ti vengono i gesti?
Dalla vita quindi, e dalla musica; i miei gesti forse non sono aggraziati, ma sono veri, sentiti.
Continuerai questa esperienza?
Certo, difficilmente mi stanco di qualche cosa, anche perché vorrebbe dire stancarsi di vivere. Io sono condizionata dalla volontà di altre persone e, fino a quando non si stancheranno di accompagnarmi, vorrò ballare; voglio vivere.
Cosa pensi di trasmettere con la danza?
Insieme alla mia insegnante ho creato una coreografia che per me è molto bella e dentro c’è il senso che la vita, bella o brutta che sia, vale comunque la pena di viverla appieno.
“Sorridi alla vita e la vita ti sorriderà”, è il mio motto. Questo è quello che provo e che voglio trasmettere quando ballo.




Justin Howse
Shirley HancockMedicina della Danza

Patologie e Traumi – Cause, prevenzione e terapie

Gremese Editore

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Elena Cerruto

Metodologia e pratica della Danza Terapeutica

Danzamovimentoterapia tra oriente e occidente

Franco Angeli Editore

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Maria Elisabetta Gazzola

Puoi Danzare la tua Vita

Centro di benessere psicofisico

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Flavia De Marco – Nurya

La più Antica delle Danze e il suo Potere Curativo

Danza del ventre

Lampi di Stampa

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Lidia Gambirasio

Danzando s’Impara

Colore, poesia e fiaba attraverso la danzamovimentoterapia

Erickson

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Apid – Ass. Prof. Italiana Danzamovimentoterapia

DanzaMovimentoTerapia

Modelli e pratiche nell’esperienza italiana

Magi Edizioni Scientifiche
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Chiara Corte

Yoga e Danza

Editoriale Delfino

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Joan Chodorow

Danzaterapia e Psicologia del Profondo

L’uso psicoterapeutico del movimento espressivo e rituale

Red Edizioni

Lo trovi su Macrolibrarsi


Joana Morange

Danza Terapia

L’armonia del corpo attraverso il movimento

Punto d’Incontro
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La forza dell’abbraccio: un gesto che può cambiare la vita

abbraccio2

La forza dell’Abbraccio –

un gesto che può cambiare la vita


Intervista


Oggi questo fenomeno è presente in tutta Italia, qual è la città più “abbracciosa”?
A livello mondiale l’Italia come si colloca e si posiziona?

Diciamo che in Italia Milano e Roma sono in prima fila, mentre nel mondo l’Italia è il Paese che ha realizzato più video, seguita da Spagna, Brasile e gli altri paesi latini.

A livello individuale che idea c’è nell’abbracciare? E a livello di energia universale?
A livello individuale posso dire che attraverso l’abbraccio avviene l’unione fisica ma anche energetica fra due persone. In un attimo cadono le maschere che quotidianamente indossiamo tutti per lasciare spazio ad uno scambio umano e immediato. A livello universale si crea una dimensione di assoluta fratellanza dell’intera umanità in cui non ci sono più distinzioni di alcun genere, né culturali, né sociali, né politiche, perché viene rotto per un attimo ogni confine e tutti diventano davvero uguali seppur unici.

Ti è capitato di abbracciare persone “deboli”, come anziani, malati, emarginati? Se si cosa ritieni di aver dato e ricevuto?
La persone così dette deboli sono quelle da cui ho tratto maggior forza e talvolta mi hanno trasmesso una grande consapevolezza di ciò che stavano andando a ricevere e donare.

L’abbraccio è un semplice gesto. In che cosa consiste la sua forza? Si può dire che può guarire?
Nell’abbraccio c’è il gesto del perdono, un perdono che viene rivolto prima a se stessi e che consente di lasciarsi andare, di rivedere le proprie certezze, oltrepassare le proprie barriere mentali che ci impediscono di entrare in contatto profondo con chi abbiamo di fronte. Quando accettiamo di rompere i nostri schemi e ci apriamo fiduciosi alla vita e all’umanità, ecco che si innesca in noi un processo di guarigione per la nostra anima, perché entriamo nella dimensione dell’unità, liberandoci dalla gabbia mentale della separazione.

Il tuo modo di relazionarti alle persone care oltre che agli sconosciuti è cambiato dopo l’esperienza degli abbracci?
L’esperienza degli abbracci per me è stata davvero importante e attraverso di essa ho rafforzato il rapporto con mia madre, che non vedo spesso perché vive in un’altra regione. Sono riuscito a coinvolgerla dapprima facendole vedere i video e successivamente invitandola a fare insieme l’esperienza. Devo dire che è stato un momento di condivisione straordinaria che ci ha riavvicinati moltissimo… da allora ogni volta che ci incontriamo io e la mia mammina come prima cosa ci salutiamo con un forte e caloroso abbraccio… Fantastico no?

Perché le persone dovrebbero diventare degli abbracciatori?
Vivere questa incredibile esperienza mi ha permesso di rafforzare una mia convinzione, e cioè che l’apertura del Cuore di una persona, cioe’ la sua capacità di dare e ricevere amore non dipende dalla sua cultura, dal suo livello sociale, dall’etnia, dalla sua appartenenza politica o religiosa, ma va al di la anche dal fatto che abbiano frequentato o meno corsi o seminari per sviluppare il proprio potenziale umano, o che sia riuscito a sviluppare una propria coscienza ecologista, quanto sia grande il suo Cuore va al di là di tutto questo, anzi dico di più: i Cuori più grandi, tra quelli che ho abbracciato, li ho sentiti proprio nelle persone più semplici: le meno acculturate, e soprattutto le meno intellettuali, gli “ultimi” di questa nostra società, come i bambini ad esempio, sono loro quelli che mi hanno insegnato e trasmesso più di tutti, per sempre resterà vivo in me il ricordo di un bambino di 8/9 anni che, con un gesto deciso quasi brusco, si è staccato dalla forte stretta della mano della madre, che alla nostra visione aveva accelerato il passo, per venirmi incontro a braccia aperte…

Daniela Milano – http://www.lifegate.it

Ricordiamo dunque


DOMENICA 8 NOVEMBRE 2009

Giornata Del “DONO ABBRACCI”

nelle piazze di tutta Italia


abbracciami cogli ogni occasione per donare un abbraccio

Se vedi qualcuno giù… dagli una tua zampa…

Spesso facciamo finta di non aver bisogno di nessuno…

invece la verità è che TUTTI hanno bisogno di un gesto di conforto prima o poi…

Partecipa anche tu e invita i tuoi amici !!!


“L’abbraccio è uno dei gesti più salutari che ci possano essere ma li usiamo cosi poco”

In occasione della giornata dell’abbraccio che ha avuto il suo esordio informale nel 2002 in occasione dei terremotati del molise, ti invitiamo a scendere in piazza e offrire a qualcuno un abbraccio, se puoi con un cartello o foglio di carta con scritto DONO ABBRACCI

Tutti i libri sul potere dell’Abbraccio

Consiglio:


Martha G. Welch

 

L’Abbraccio che Guarisce

La tecnica corporea dell’holding per eliminare capricci, gelosie, accessi d’ira dei bambini

Red Edizioni

 

L’autrice ha declinato in L’Abbraccio che Guarisce la tecnica dell’holding per risolvere situazioni familiari problematiche ma non gravi, quali i capricci, le gelosie tra fratelli, gli accessi d’ira dei bambini.

L’holding è un metodo riconosciuto in tutto il mondo per la cura di gravi disturbi psichici, come per esempio l’autismo. Consiste nell’abbracciare il piccolo, con tenerezza e fermezza, secondo tempi e modalità precisi.

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Kathleen KeatingLa Terapia dell’Abbraccio
Gribaudi Edizioni

 

Questo piccolo libro è un vero concentrato di tenerezza: presenta il tema dell’abbracciarsi in maniera divertente con la simpatia che ci trasmettono gli orsi per illustrare la terapia dell’abbraccio. Spunti divertenti, e allo stesso tempo nuovi e originali, ci mostrano tutti gli aspetti del dare e ricevere tenerezza, affetto, amore, comprensione, perché l’abbraccio regala benessere a se stessi e agli altri ed è la risposta naturale ai nostri sentimenti. È un invito per tutti, da scambiarsi tra amici, innamorati, colleghi, in famiglia e da regalare e regalarsi in ogni occasione.

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Betty J. EadieAbbracciata dalla Luce – Nuova Edizione“La pù profonda e straordinaria esperienza oltre la vita”
Sperling

 

A trentun anni, a causa delle complicazioni insorte dopo un intervento chirurgico, Betty Eadie entra per alcune ore in uno stato di morte apparente, per poi tornare miracolosamente alla vita.

Un’esperienza sconvolgente, che dopo alcuni anni di silenzio ha deciso di raccontare in questo libro, nella convinzione di portare un messaggio di speranza e fiducia agli uomini. Betty Eadie sa toccare il nostro cuore, descrivendo ciò che ha visto e udito, e le meravigliose sensazioni sperimentate.

Il suo spirito, come riferisce, abbandonò il corpo, lasciò la stanza dell’ospedale e si inoltrò in un tunnel in fondo al quale splendeva una luce abbagliante. Era la luce di Gesù Cristo che volle condurla nell’aldilà, un regno di quiete dove tutti sono felici, ma dove lei non poteva fermarsi perché non si era ancora compiuto il suo destino.

Era necessario che tornasse sulla terra e offrisse al prossimo parole di conforto. Un grande best-seller, un invito ad affrontare i rapporti con gli altri e con Dio in una prospettiva diversa e positiva.

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I perché nascosti della malattia psicosomatica : Come guarire ed essere felici.

I perché nascosti della malattia psicosomatica –

psicosomatica-olisticaCome guarire ed essere felici.

Disagio psicologico. Quando la malattia diventa un rifugio

Una piccola premessa: propongo questo articolo per rispondere ad un messaggio che ho ricevuto da una cara ragazza, che per convenzione chiameremo Debora, che scrive: “Mi sono rotta una caviglia… ho la gamba ingessata. C’è un messaggio da capire o sono le solite stronzate senza senso che mi capitano?

Se tu stai sempre male..
Certe persone, anche in giovane età, si trovano a lottare contro una cattiva salute. Non hanno nessuna malattia seria, solo tanti piccoli fastidiosi disturbi che influenzano la loro vita e le loro relazioni con gli altri. Queste persone sembrano perseguitate dalla sfortuna: ne hanno sempre una! Disturbi come stanchezza cronica, vertigini, tachicardia, gastriti, coliti, cefalee, vaginiti, cistiti, dolori muscolari, cervicale, sindrome premestruale, ciclo irregolare, bruxismo e continui raffreddori ed influenze (e l’elenco potrebbe continuare a lungo!) sono tristemente familiari per queste persone così cagionevoli.

Purtroppo, chi soffre di questi acciacchi non si sente compreso né dal medico curante che spesso liquida i loro mali come “stress” né dai loro familiari che li trattano da ipocondriaci.

Ti sei riconosciuto in questa descrizione? Sappiamo che non ti senti bene e che non è giusto che la tua sofferenza venga banalizzata o minimizzata, ma , quando questi disturbi persistono, possono essere la “spia” di una profonda sofferenza psicologica.

Gli stretti legame fra corpo e mente.
Giustamente, chi soffre di un continuo malessere, si arrabbia quando i suoi disturbi vengono attribuiti allo stress. Chi soffre di una serie di disturbi psicosomatici non è un malato immaginario, è una persona che sta male davvero, anche se i suoi disturbi sono causati “solo” dallo stress. Le ultime scoperte scientifiche hanno evidenziato come corpo e mente siano strettamente collegati. Quando siamo ansiosi e spaventati, nel nostro corpo avvengono una serie di reazione biochimiche e ormonali: il nostro metabolismo accelera, il nostro battito cardiaco aumenta, la pressione sale, salgono i livelli di trigliceridi e di colesterolo nel sangue mentre diminuiscono gli ormoni sessuali. Le emozioni negative influiscono anche sul sistema immunitario che diventa meno resistente alle malattie e alle infezioni.

Purtroppo se lo stato di stress si prolunga nel tempo, ci si può ammalare seriamente.

Certo, non si può assolutamente affermare che tutte le malattie abbiano un origine psicosomatica : tuttavia le persone infelici o ansiose tendono ad ammalarsi di più e a riprendersi più lentamente dalle malattie rispetto alle persone serene.

Il caso di “Cerotto”.
Una mia paziente è soprannominata dagli amici “Cerotto” per la sua tendenza alle malattie e agli incidenti. La povera ragazza, a nemmeno 30 anni, ha collezionato un numero impressionante di malattie, distorsioni, contusioni e piccole fratture. Parlare con lei è come ascoltare un bollettino medico: ogni settimana ha un malessere diverso. Occorre dire che non c’è da parte sua alcuna simulazione né decisione cosciente. Anzi, “Cerotto” sta pagando un prezzo altissimo per i suoi meccanismi inconsci :non c’ niente di divertente nel rompersi un dito o nell’avere una distorsione alla caviglia!

In genere, le sue malattie o i suoi incidenti seguono uno schema ricorrente: “Cerotto” si ammala quando deve affrontare delle responsabilità che non si sente pronta ad assumere o quando vuole evitare un conflitto con una persona per lei importante. La prima frattura, per esempio, si è verificata quando la ragazza stava andando al suo primo colloquio di lavoro: è scivolata e si è rotta un dito. Questo le ha permesso di evitare il colloquio e il lavoro. Ma quando è riuscita a trovare un lavoro, è stata costretta a rinunciarvi perché ha sviluppato una forma di “otite bollosa” , refrattaria a qualsiasi trattamento medico, che è scomparsa quando ha deciso di lasciare il lavoro. Tutti i suoi successivi tentativi di inserirsi nel mondo del lavoro sono falliti per cause mediche : lo stress dell’ ambiente lavorativo la faceva ammalare e di conseguenza, la ragazza veniva licenziata per le sue numerose assenze. In campo sentimentale, la situazione non è migliore : a partire dall’adolescenza, “Cerotto” è sempre stata fidanzata ma quando la relazione diventava seria, si ammalava o aveva un incidente. Questo le permetteva di rimandare una decisione impegnativa come il matrimonio o la convivenza e testare inconsciamente la disponibilità del partner a prendersi cura di lei.

Insomma, le malattie nella sua vita avevano la funzione molto importante, sebbene inconscia, di evitare le responsabilità della vita adulta , preservando allo stesso tempo la propria autostima ed evitando il conflitto con gli altri.

Occorre sottolineare, ancora una volta, che si tratta di meccanismi assolutamente inconsapevoli, se la ragazza fosse infatti cosciente delle sue paure e dei suoi reali desideri, troverebbe un modo più efficace e, soprattutto meno doloroso, per affrontare i suoi problemi.

Malattia e desideri regressivi.
Di fronte alle difficoltà della vita, tutti noi almeno una volta abbiamo desiderato scappare su un isola tropicale oppure ritornare in un periodo della nostra vita più spensierato e con meno responsabilità. A volte, quando siamo particolarmente scontenti, visto che non possiamo scappare o ritornare bambini, ci ammaliamo.

Naturalmente non sto sostenendo che tutte le malattie siano frutto di desideri regressivi! Ma, a volte, la malattia psicosomatica può essere l’espressione di un inconscio desiderio di fuggire da una vita stressante e insoddisfacente.

Naturalmente la malattia psicosomatica può avere molti significati che non è possibile esaminare in questa sede, per cui mi limiterò a parlare soltanto di uno dei molti significati possibili del disagio psicosomatico: quello della regressione.

Quando ci ammaliamo, possiamo permetterci di essere deboli e di far sì che altre persone ci accudiscano e si occupino di noi. Spesso, chi è ammalato, riceve per via delle sue sofferenze una attenzione e una comprensione da parte delle persone che lo circondano, che da sano non riceverebbe. Inoltre, la malattia può consentirci di prendere una pausa da una quotidianità vissuta come troppo logorante e frustrante e/o può evitarci di assumere delle responsabilità, salvaguardando allo stesso tempo la nostra autostima.

Per esempio, la ragazza citata nel paragrafo precedente, essendo sempre malata o incidentata era giustificata agli occhi degli altri e di se stessa se non si metteva alla prova nella vita.

Ma evitando le responsabilità, evitava anche di confrontarsi con i propri limiti ed evitava anche il rischio di fallire.

I perché nascosti della malattia psicosomatica
Molti malati psicosomatici sono cresciuti in ambienti familiari freddi e distratti e non si sono mai sentiti veramente amati e considerati dai loro genitori. Soltanto quando erano malati, riuscivano ad ottenere da parte delle figure genitoriali affetto e attenzioni. Il messaggio inconscio che hanno ricavato dalle loro esperienze infantili è che il dolore è il prezzo dell’amore e che solo se soffrono possono essere amati.

Non solo: alcuni malati psicosomatici sono molto arrabbiati e risentiti per le deprivazioni affettive subite, e si aspettano inconsciamente dalla vita e dagli altri una specie di “risarcimento” per la mancanza d’amore della loro infanzia. Di conseguenza, nelle relazioni affettive cercano nel partner il genitore amorevole che non hanno mai avuto. Si aspettano dall’ altro una devozione totale e un amore incondizionato che per primi non riescono a dare.

Ma dal momento che le loro aspettative sono eccessive, difficilmente si sentono soddisfatti dei loro rapporti con gli altri.

La scarsa autostima è un tratto caratteristico del malato psicosomatico regressivo : quest’ultimo ha spesso di sé un immagine negativa : si percepisce come una persona debole, inferiore agli altri, incapace di cavarsela da solo nella vita.

Alcuni malati psicosomatici convinti di non riuscire ad interessare gli altri per le loro qualità, scelgono inconsciamente di diventare ” speciali” nelle loro debolezze. E il ruolo di “malato cronico”, di ” quello o quella a cui va sempre tutto male” può diventare un modo per essere finalmente visti dagli altri, per avere una propria identità, per trovare il proprio posto in famiglia o nella società.

Come guarire ed essere felici.
Guarire da uno stato di malessere cronico è possibile ma richiede un notevole lavoro su se stessi. Per stare meglio è importante cambiare l’immagine di sé , concentrandosi sulle proprie risorse (invece che sulle pecche fisiche e caratteriali) e lavorare sulla capacità di autoaffermazione e sull’assertività.

In questo paragrafo, daremo al riguardo qualche sintetica indicazione che spero, potrà essere utile:

1. Pratica regolarmente uno sport
Chi soffre di frequenti disturbi psicosomatici non ha un buon rapporto con il proprio corpo, che spesso percepisce come debole e malato. Avere una buona forma fisica può cambiare la percezione corporea, e di conseguenza, farti entrare in contatto con la tua forza interiore.

Lo sport è utile perché ti aiuta a sviluppare l’autodisciplina, una qualità carente in molti malati psicosomatici. Se è possibile scegli uno sport che permetta di scaricare l’aggressività come le arti marziali o il kick-boxing, ecc … Queste attività sportive ti faranno sentire più forte fisicamente e quindi, anche mentalmente.

2. Aumenta la tua soglia di tolleranza allo stress.
In genere, il malato psicosomatico di tipo regressivo ha una bassa soglia di tolleranza allo stress : di fronte alle difficoltà fugge oppure si ammala. Per diventare più forti , è importante sviluppare una buona dose di autodisciplina. Quindi è necessario imparare a fare le cose e rispettare tutti gli impegni anche quando non ci si sente al massimo della forma fisica o psicologica.

3. Sviluppa l’assertività nelle relazioni con gli altri.
Solitamente chi soffre di disturbi psicosomatici ricorrenti ha delle grosse difficoltà ad essere assertivo : l’aggressività viene rivolta verso se stessi e verso il proprio corpo. In altre parole, il malato psicosomatico si serve inconsciamente della malattia per comunicare agli altri le proprie esigenze e i propri desideri. Un esempio di questo meccanismo è quello della casalinga che si sente sfruttata e non appoggiata dai familiari e che sviluppa un improvvisa allergia ai detersivi, “costringendo” così marito e figli ad aiutarla nelle pulizie di casa. Chi soffre di frequenti disturbi psicosomatici spesso deve imparare a riconoscere e ad esprimere in modo assertivo le proprie esigenze.

4. Non appoggiarti troppo agli altri.
Chi non si è sentito amato da piccolo, come molti malati psicosomatici, tende inconsciamente a cercare nel partner il genitore amorevole che non ha mai avuto. Oppure nel migliore dei casi, chi sta sempre male, tende a pretendere dal partner un trattamento speciale a causa della sua salute delicata. E’ superfluo aggiungere che queste dinamiche psicologiche difficilmente danno luogo a rapporti felici e appaganti ! Chi soffre di continui disturbi psicosomatici dovrebbe cercare di ridurre le sue aspettative, cercando di instaurare con il partner un rapporto il più possibile partitario e gioioso.

5. Pensa a tutto quello che hai ricevuto dalla vita
A volte, chi ha avuto molte malattie è risentito con la vita perchè sente di aver avuto più problemi e difficoltà della media della gente e , in alcuni casi, può essersi formato un immagine di sé negativa come quella di una persona sfortunata, con molte pecche fisiche e caratteriali. Ma quando si è troppo focalizzati su quello che non si ha avuto nel passato, si diventa incapaci di apprezzare quello che si ha nel presente. E quando ci si concentra troppo sulle limitazioni a cui la malattia ci costringe, si diventa incapaci di vedere le opportunità che la vita ci offre. Quindi per superare la dolorosa sensazione di essere perseguitato dalla sfortuna, è bene concentrarsi sulle opportunità che ci sono state offerte ( e non solo su quello che ci è mancato) , sui nostri punti di forza (e non solo sulle nostre debolezze), sulle soluzioni (e non solo sui problemi)

6. Prendi contatto con la tua aggressività.
Chi soffre di disturbi psicosomatici tende a rivolgere verso se stesso l’aggressività sia con una continua autosvalutazione, sia ammalandosi, sia mettendosi in situazioni spiacevoli e stressanti.

Per prendere contatto con la propria parte aggressiva, può essere utile frequentare un corso di bioenergetica. La bioenergetica lavorando sul corpo , è adatta soprattutto alle persone molto celebrali, in quanto permette un contatto più profondo e immediato con le proprie emozioni.

Dottoressa Anna Zanon

(www.ilmiopsicologo.it)

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