Diritto delle Nuove Tecnologie

Safer Internet Day 2009:

Commissione avvia campagna contro cyber-bullismo

La Commissione europea ha lanciato, nell’ambito del Safer Internet Day 2009, una campagna europea contro il cyber-bullismo, incluso un breve video dedicato agli adolescenti. Le vittime di questo fenomeno devono essere capaci di reagire rapidamente e non essere più condizionati dal clic di un bottone.
Per cyber-bullismo si intende la continua molestia verbale o psicologica eseguita da un individuo o gruppo di individui. Può prendere molte forme: derisione, insulti, minacce, pettegolezzo, commenti eccellenti, sgradevoli o calunnia. Purtroppo i servizi on-line ed interattivi (l’e-mail, chat rooms, instant messaging) nonché i cellulari hanno dato ai prepotenti nuove opportunità e modi per abusare delle loro vittime.
La Commissione Europea, a seguito di una consultazione pubblica condotta nel luglio 2008 sui social network, ha riscontrato che il cyber-bullismo ormai è diventato uno dei maggiori pericoli che i giovani possono incontrare on-line. Ovviamente la grande diffusione dei social network avutasi negli ultimi tempi ha contribuito a peggiorare ulteriormente il fenomeno. La stessa Commissione ritiene che un’azione comunitaria sia necessaria perché i social network connettono fra di loro utenti di tutto il mondo, per cui singole misure nazionali non potrebbero affrontare da sole il problema.
Il video realizzato per la Commissione Europea è disponibile in tutte le lingue dell’UE più in norvegese e islandese. Sarà diffuso quest’anno in tutta Europa e dal 10 febbraio è già on line. Una versione più lunga del video sarà disponibile anche sulle piattaforme più popolari di Internet come Arto, Skyrock, Piczo, Habbo Hotel, Myspace UK, YouTube, Dailymotion, BeboIE.
Il video può essere visto a questo indirizzo: http://ec.europa.eu/avservices/video/video_prod_en.cfm?type=detail&prodid=8520&src=1 ed offrirà agli adolescenti tutte le informazioni e strumenti per combattere i rischi on line.
Con Safer Internet Day 2009, i 17 maggiori social network europei (Arto, Bebo, Dailymotion, Facebook, Giovani.it, Google/YouTube, Hyves, Microsoft Europa, Myspace, Nasza-klaza.pl, Netlog, One.lt, Skyrock, StudiVZ, Albergo di Sulake/Habbo, Yahoo!Europe, e Zap.lu.) hanno firmato un accordo per superare e risolvere insieme questi problemi. La stessa Commissione europea vigilerà sulla realizzazione di questo accordo che riconosce 7 principi fondamentali:
1. necessità di una comunicazione sicura;
2. adeguatezza dei servizi all’età del pubblico;
3. maggiore tutela della privacy degli utenti;
4. utilizzo più semplice ed immediato delle piattaforme on line;
5. previsione di un sistema che recepisca immediatamente segnalazioni di contenuto o condotta illegale;
6. previsione di una specifica abilitazione degli utenti;
7. necessità di controlli per accertare eventuali violazioni.

avv. Michele Iaselli

avv. Michele Iaselli
Esperto in informatica giuridica,
diritto delle nuove tecnologie,
codice della pubblica amministrazione digitale, privacy.

Sul Cyberbullismo

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Cyberbullismo

Per un uso corretto e responsabile dei nuovi strumenti di comunicazione

Il termine è nuovo. Il cyberbullismo, o bullismo informatico, fenomeno emerso dai fatti di cronaca, sta ad indicare atti di bullismo e molestia effettuati tramite mezzi elettronici.

Basta un cellulare, magari qualche foto o un video imbarazzante o solo delle informazioni distorte, ed ecco che la trappola del cyberbullismo è pronta.

L’aggressione informatica, anche se è portata avanti da una persona o da un gruppo, non si esaurisce tra questi ma tramite la rete raggiunge il gruppo più ampio avendo così ripercussioni sia nella vita scolastica sia all’interno del gruppo classe.

Si diventa cyberbulli per lo stesso motivo: per il desiderio di intimidire e dominare. Chi ne diventa vittima sperimenta una condizione di profonda sofferenza, le cui conseguenze possono manifestarsi anche molto tempo dopo la fine dei soprusi.

L’innovativo modello “Stop al bullismo”, il primo in assoluto che si applica al nuovo fenomeno del cyberbullismo, si basa sulla convinzione che il bullismo non sia un problema di singoli studenti, ma il risultato di un’interazione sociale, in cui gli adulti-educatori e gli spettatori svolgono un ruolo essenziale nel mantenere o modificare l’interazione.

Per questa ragione il modello di intervento qui proposto avanza un’articolata proposta di lavoro che coinvolge l’intera comunità scolastica e richiede una continuità dell’impegno.

La prevenzione e il contrasto del bullismo nella scuola per risultare efficaci non si possono esaurire con l’intervento di un esperto esterno, ma devono stimolare l’attivazione di processi educativi di cambiamento per l’intera comunità scolastica.

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