Come salvare il domani?

COME SALVARE IL DOMANI?


GENITORI E NONNI INSIEME:

IL SAPERE DELL’ESPERIENZA”

GIORNATA DI STUDIO E RIFLESSIONE


23 OTTOBRE 2010

“Mese del Nonno”

Presso Sala Filarmonica – P.zza Vittoria 10

Comune di Camposampiero PD

h. 14:30 – 18:00

Patrocinato dal Comune di Camposampiero

Temi di studio:

“Cosa serve a un FIGLIO per CRESCERE”

“Cosa serve a noi ADULTI per COMPRENDERE”

L’esperienza è stata ideata e sarà condotta dal Gruppo Genitori e Nonni IRSEF (1)

Gruppo impegnato a promuovere e rafforzare il DIALOGO GENERAZIONALE attraverso il metodo “scuola Genitori AGe”(2)

Con la partecipazione di un NONNO EDUCATORE, Antonio Argentieri, insegnante di “umanità” nelle scuole italiane – “PREMIO NONNO SPECIALE 2009”

La vostra partecipazione è libera, ad ingresso gratuito, chiediamo gentilmente, per motivi organizzativi, la conferma al Gruppo IRSEF

Clementina 049 812275

Sonia Maggy 340 7969041 dopo le 18.00 o sg.maggy@gmail.com

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A chi è rivolto l’incontro?

A tutti i genitori/educatori/nonni/insegnanti che hanno fatto con me, allieva IRSEF in formazione Esperto in educazione di ambito familiare e Clementina Tassaone, Psicologa-Psicoterapeuta ed Esperta in educazione di ambito familiare, una esperienza di lavoro di gruppo con il ” metodo della scuola Genitori AGe ” ed anche per tutti coloro che ne hanno solo sentito parlare senza aver ancora partecipato ai corsi già svolti negli anni passati e che vogliano approfondire per comprendere in cosa consiste e come si svolge il metodo di lavoro nelle scuole genitori A.Ge.

Per gli allievi IRSEF (1) L’incontro di Sabato 23 Ottobre, entra a far parte del 2° ciclo di Formazione Esperti in Educazione di ambito familiare.

Abbiamo sentito in questa esperienza l’importanza di trovarci tutti insieme non solo come Genitori/educatori/nonni/insegnanti ma soprattutto come Adulti che si incontrano per condividere l’impegnativa condizione di dare Risposte nuove, utili, creative, diverse, rispetto alle varie difficoltà a cui le nostre famiglie ci sottopongono.

 

 

 

Da cosa nasce l’idea di questo incontro?

L’idea di questo incontro del 23 Ottobre nasce dalla constatazione che le Scuole Genitori A.Ge sono frequentate da genitori/educatori di qualsiasi età e grazie anche all’incontro dell’esperienza del preziosissimo Nonno Antonio, premiato come NONNO SPECIALE ANNO 2009 e che vi racconterà direttamente nel dettaglio la sua attività di nonno educatore.

Abbiamo quindi deciso di tentare un’avventura più completa che unisca tutte queste forze importanti, quelle di noi genitori/insegnanti/educatori e quelle dei nonni che sanno parlare ai nostri ragazzi in modo diverso da noi; poichè abbiamo la necessità di avvalerci di nuovi strumenti per capire

COSA SERVE AD UN BAMBINO PER CRESCERE e

COSA SERVE A NOI ADULTI PER COMPRENDERLI

Per poter continuare nella nostra missione di genitori/insegnanti/educatori e nonni in modo più sereno, consapevole ed amorevole.

 

Qual’è l’intento dell’incontro?

Abbiamo sentito che lavorando insieme con Intelligenza e Comprensione possiamo passare dai

“tormenti ” ai “ragionamenti”

dalle “paure” alle “speranze”

dai “dubbi “alle “possibilità”

Il nostro impegno continua nell’incoraggiare i genitori/educatori/nonni/insegnanti a costruire e a custodire il Bene Comune dell’Educazione di tutti i figli/allievi/educandi e con l’aiuto di tutti Voi possiamo promuovere incontri ove possibile fra Adulti (Genitori, educatori, insegnanti e Nonni) per studiare, far nascere e coltivare idee utili al dialogo fra di Noi.

Intanto Vi invitiamo a questa prima Esperienza che insieme alla dott.ssa Clementina Tassone, abbiamo organizzato con la partecipazione di un gruppo di Genitori allievi IRSEF e con un NONNO Educatore insegnante di Umanità in alcune scuole Italiane.

Spero tanto che possiate partecipare a questo incontro che si terrà il 23 Ottobre in occasione del Mese del Nonno.

 

 

 

Saranno presenti:

-Clementina Tassone, Esperta in educazione di ambito familiare e Componente gruppo formatori AGe Veneto

-Sonia Maggy Guerra, 6 anni di partecipazione alle scuole genitori A.Ge ed allieva IRSEF (Esperta in educazione di ambito familiare).

-Nonno Antonio ArgentieriPremio Nonno Speciale 2009”

-Maria Grazia Trovati, Presidente del Comitato Docenti IRSEF ed Esperta in educazione di ambito familiare.

-Chiara Crivelli, Presidente A.Ge Verona, Comitato Docenti IRSEF ed Esperta in educazione di ambito familiare.

-Angela Crivelli, Fondatrice A.Ge Nazionale e IRSEF

Confermate gentilmente la vostra presenza a questi indirizzi:

Phone: 049 812275 e-mail cle.tassone@gmail.com

Phone: 340 3407969041 e-mail sg.maggy@gmail.com

Arrivederci!!!

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(1) IRSEF: ISTITUTO DI RICERCA E STUDI SULL’EDUCAZIONE E LA FAMIGLIA; il braccio scientifico dell’A.Ge , il quale studia e sviluppa il metodo di lavoro delle scuole genitori A.Ge e si occupa della formazione dei genitori/educatori interessati ad una propria crescita personale nell’ambito dell’educazione e dialogo in famiglia e nelle relazioni sociali (scuola – sport…) e per chi voglia condurre i corsi genitori A.Ge. Gli allievi IRSEF avranno il titolo riconosciuto di ESPERTI DI EDUCAZIONE IN AMBITO FAMILIARE.

(2) A.Ge è l’ Associazione Nazionale Genitori, ci sono più associazioni genitori in Italia (es. L’AGESC cattolica) la nostra, contraddistinta dalla Sigla come sopra ha una caratteristica molto semplice, essa si attiene ai valori della Costituzione ed ai valori dell’etica cristiana: PACE – FRATELLANZA – UNIONE – SOLIDARIETA’……. A.Ge è una federazione di associazioni, infatti oltre a quella Nazionale che fa capo, esistono quelle Regionali – Provinciali e locali ed ognuna di queste è autonoma pertanto chiunque può organizzare incontri, eventi e corsi per genitori e per l’educazione in genere purchè aderisca ai valori della costituzione e dell’etica cristiana, pagando una picca quota associativa all’Associazione Nazionale. Qualsiasi genitore può costituire una A.Ge locale nel proprio comune.

Scuola:relazione docenti – studenti

Quanti insegnanti si trovano nella condizione di dover gestire alcune situazioni imbarazzanti, difficili, con i propri alunni e quanti genitori si sentono in difficoltà a comunicare con i docenti dei propri figli che esprimono un disagio usando atteggiamenti poco consoni all’ambiente scolastico.
Vi propongo ora il seguente documento che ci offre appunto delle riflessioni sugli atteggiamenti da evitare in situazioni di disagio dei ragazzi, tenendo presente che in ogni caso i ragazzi vogliono esprimere e comunicarci qualcosa, sta a noi insegnanti e genitori ascoltare e cogliere il messaggio andando oltre all’immediata parte esteriore dell’atteggiamento adottato dall’alunno in un determinato frangente.
Una volta compreso il messaggio, si valuta come procedere…..

Sonia Maggy

Riflessioni sulla relazione Docenti – Studenti

Alcuni esempi di relazioni disfunzionali che possono creare delle

barriere nella comunicazione docente-studente”.

SITUAZIONE

Carlo, un ragazzo di 13 anni di seconda media , giunge in classe, un giorno con un paio di occhiali da sole. Seduto in prima fila sfoggia i suoi occhiali da sole, dopo aver deposto quelli da vista. L’insegnante di lettere, arrivato in classe, dopo aver controllato i presenti, invita il ragazzo a mettere via gli occhiali da sole e a riprendere quelli da vista per leggere un testo ad alta voce. Carlo non ha nessuna intenzione di mettere via gli occhiali da sole, così l’insegnante inizia ad irritarsi e ad assumere atteggiamenti impositivi. Insomma inizia una specie di braccio di ferro tra docente ed alunno, in cui nessuno dei due intende smettere, strutturando in questo modo il rapporto persecutore-vittima.

STILE INTOLLERANTE E DESPOSTA

Si determina quando l’insegnante dinanzi ad un allievo che lo sfida o che insiste sul suo comportamento disfunzionale , reagisce immediatamente in modo dispotico e impaziente.

Nel caso riportato potrebbe urlare frasi del tipo, “come ti permetti”, “dove credi di essere”, “maleducato”, “vai dal preside”, “ fuori , vai fuori.” L’insegnante si avvale della critica, del rimprovero, della sospensione. Questo atteggiamento intransigente può presentare dei vantaggi immediati, infatti è facile che l’allievo ceda e metta da parte gli occhiali, mostri rispetto per l’autorità, tuttavia l’insegnante-educatore non può accontentarsi dell’adattamento superficiali e della compiacenza, ciò non incide sull’interiorità del discente ed è di breve durata.

STILE POLEMICO E LITIGIOSO

In questo caso l’insegnante potrebbe attaccare l’allievo e deriderlo agli occhi dei compagni.
“Togli quegli occhiali così lasci vedere la tua bella faccia”.
Questo atteggiamento è rischioso in quanto può innescare dinamiche distruttive.
Allievo: ma professoressa, perché ce l’ha sempre con me.
Insegnante. Perché tu sei bello.
Allievo: professoressa, ma quale bello, io non la toccherei neanche con un bastone lungo 3 mt.
A questo punto l’insegnante sorrise e scrisse una nota sul registro , chiedendo che l’allievo fosse sospeso per 3 giorni.
Il tipo di interazione è semiludica e quasi umoristica. La modalità seguita dal docente è quella dell’ attaccabrighe, che induce l’allievo a rispondere sullo stesso piano e a dimenticare che sta interagendo pur sempre con il suo docente.

STILE TIMOROSO

Un altro possibile atteggiamento dinanzi all’allievo dell’esempio, è quello di chi subisce tollerando pazientemente .Spesso gli alunni la interpretano come un permesso a persistere nel comportamento distruttivo. L’atteggiamento da martire , timido, trasmette l’idea di un docente che lascia correre e che permette agli allievi di abusare della sua pazienza.

STILE CALCOLATORE

E’ lo stile di chi ricorre ad un atteggiamento logico, razionale, preciso , freddo.

Esternamente il docente apparirà impassibile, dimostrerà calma e padronanza di sé, controllerà i suoi sentimenti e non si farà coinvolgere emotivamente, ma cercherà di discutere con l’allievo per farlo ragionare sul suo comportamento.

INTERVENTI COMUNEMENTE IMPIEGATI PER GESTIRE

RELAZIONI CONFLITTUALI

Verranno esaminate alcune strategie comuni adottate in classe per gestire le situazioni educative complesse : ignorare, sopportare in silenzio, critica, predica, rimprovero, punizione , sospensione.

Sebbene non soddisfino gli insegnanti e si rivelino sostanzialmente improduttive, risultano largamente impiegate in classe.

IGNORARE, SOPPORTARE IN SILENZIO

Dinanzi ad una situazione di disagio in classe (es. , risata svalutante, allievo che sbatte la porta in modo provocatorio ecc.), L’insegnante può ignorare quanto sta avvenendo , preoccupandosi di continuare il lavoro, per non “rinforzare” il comportamento problematico. Non è detto che i risultati siano soddisfacenti, infatti Montuschi sottolinea che nel linguaggio educativo ciò che non è esplicitamente vietato rischia di essere autorizzato. A volte il comportamento problematico dell’allievo può essere una richiesta di attenzioni, per cui il fatto di ignorarlo induce l’allievo a persistere .

LA PREDICA

E’ uno degli interventi più usati , dianzi all’allievo che non studia, a quello che disturba. Si tratta di un intervento genitoriale volto a impartire regole e istruzioni. Montuschi mette in guardia dal rischio derivante dall’uso della predica all’intera classe, essa rischia di diventare più uno sfogo dell’educatore che un dialogo diretto a delle persone, in quanto l’anonimato fa sentire al riparo i singoli. La predica , sia che venga rivolta alla classe o al singolo, risulta poco efficace , perché invita ad un adattamento e non ad un cambiamento.

CRITICA E RIMPROVERO

La critica, il rimprovero , il richiamo diretto non sono interventi efficaci, perché si basano sull’addestramento dell’allievo e producono cambiamenti compiacenti provvisori e precari.

C’è poi il rischio che l’allievo organizzi le mosse successive di rivincita. Secondo Montuschi può anche essere che sentimento spiacevole derivante dalla critica provochi nell’alunno un ripensamento , ma può essere solo un modo per evitare la critica piuttosto che cambiare il suo comportamento.

PUNIZIONE

Ancora assai diffusa, anche se non necessariamente sotto forma di punizione fisica. Essendo un intervento volto a cancellare il disturbo, può portare a vantaggi tangibili: riprendere il lavoro interrotto, catturare l’attenzione, ripristinare il silenzio ecc.

Essa non si fonda sulla comprensione della situazione problematica e non interviene sul problema, per cui è un intervento banale, ripetitivo e poco efficace dal punto di vista educativo.

LA SOSPENSIONE

Si ricorre alla sospensione di solito per motivi di condotta, essa non risulta efficace come strategia di intervento, è improduttiva , non risolve il problema e interviene sulla manifestazione esterna del disagio. Oltre che banale, la sospensione ha la valenza di rinuncia a gestire la situazione da parte dell’insegnante e della scuola. Si di un intervento che equivale a gettare la spugna, a fuggire al problema, rinunciando a rispondere ai bisogni di un alunno attraverso interventi particolarmente qualificati.

Da quanto esaminato si comprende come tutti questi interventi siano inutili dal punto di vista educativo e sebbene il problema immediato a volte sembri risolto, il problema reale, sotteso non è nemmeno sfiorato. Si corre il rischio che a lungo andare l’allievo possa sentirsi indirettamene invitato a lasciare la scuola .

Le strategie improduttive prese in esame hanno una caratteristica in comune, si basano sull’aspetto esterno ed evidente del disagio con l’aspettativa che sparisca. di . Il rischio è quello considerare e di trattare la manifestazione del disagio come se fosse il disagio stesso ed intervenire per cancellarlo ed eliminarla. Bisogna studiare i sintomi per formulare una diagnosi , risalendo alle cause soggiacenti. Finchè non si comprenderà e agirà sul meccanismo che alimenta il sintomo esterno, gli interventi del docente potranno solo contenere temporaneamente il disagio. Alcuni disagi peggiorano assai se non vengono gestiti nei tempi e nei modi opportuni.

Xodo Antonella

Riferimenti bibliografici
G. Amenta , Gestire il disagio a scuola , da Scuola e Didattica, La Scuola , Brescia 2002
Montuschi: F. Competenza affettiva e apprendimento . Dalla alfabetizzazione affettiva alla pedagogia speciale, Brescia , La Scuola 1993
Di Pietro M. 1999, l’ABC delle mie emozioni, Trento,EricKson
Berne 1971, Analisi transazionale e psicoterapia , Roma , Astrolabio

Lettura consigliata:

Adesso Basta. Ascoltami!
Educare i ragazzi al rispetto delle regole

Dettagli
Prima che educatori il passo è riconoscersi maestri di vita impegnati a dar supporto alle nuove generazioni. Di fronte alla disobbedienza il punto non è aggirare le regole ma la comprensione del motivo per il quale non si ottiene obbedienza, l’ascolto disinteressato.

* Autore: Francesco Berto
* Editore: Edizioni la Meridiana
* Data pubblicazione: Marzo 2004
* Tipo: Libro
* Pagine: 119
* Formato: 21×25
* Stato: Disponibile in pronta consegna
* Categorie: Comunicazione, Guide per genitori ed educatori, Psicologia e salute, Salute dei bambini

“Piedibus”: Piccoli Gesti, Grande Futuro

piedibus51

Il Piedibus è il modo più sano, sicuro, divertente ed ecologico per

andare e tornare da scuola.
E’ un autobus umano, formato da un gruppo di bambini “passeggeri” e

da due o più adulti “autisti” e “controllori”.


piedibus4Il Piedibus è un progetto che nasce in Danimarca. E’ attivo in Nord Europa e negli Stati Uniti e si sta diffondendo in moltissimi altri paesi.
Anche in Italia si inizia a parlare di Piedibus. Ci sono iniziative e progetti in molte città.

Alcuni sono curati ed organizzati dai Comuni o altre Istituzioni pubbliche, come le ASL, altri ancora da singole associazioni o dalle scuole.
Alcune iniziative sono in fase di progettazione, altre in fase di sperimentazione e altre ancora sono consolidate ed in fase di sviluppo.
Internet è una ricca fonte di spunti, informazioni, documentazione su tutte quelle problematiche che stanno alla base del Piedibus.

Si discute sull’importanza di dare autonomia ai figli, di migliorare il contesto urbano, sociale e ambientale in cui vivono, di renderli protagonisti di iniziative ed esperienze.

Tutto ciò è possibile, basta solo un pizzico di buona volontà e un pò di tempo disponibile.

piedibus21Lo sanno bene i genitori che hanno aderito all’iniziativa del “Piedibus“, che, già sperimentato con successo in altri Paesi Europei, rappresenta un’iniziativa concreta diretta a salvaguardare il futuro delle nuove generazioni attraverso piccoli gesti quotidiani, come appunto un nuovo modo di andare a scuola sicuro, salutare e, tra l’altro, divertente.

Il progetto prevede infatti l’accompagnamento a scuola dei bambini disposti in fila, come una sorta di “autobus umano”, sotto l’occhio vigile di due o più genitori che aprono e chiudono questo singolare trenino.

Il tutto, all’interno di un percorso casa-scuola assolutamente sicuro, con tanto di capolinea e fermate, individuato con l’aiuto dei Vigili Urbani.

Per garantire la massima sicurezza tutti i bambini indossano, inoltre, un gilet ad alta visibiità.

Insomma, un’iniziativa davvero importante:

Per fare movimento

Imparare a circolare

Esplorare il proprio quartiere

Diminuire traffico e inquinamento

Insieme per divertirsi

Bambini più allegri e sicuri di sè

Un buon esempio per tutti

Svegliarsi per bene e arrivare belli vispi a scuola

Invitiamo pertanto chiunque stia lavorando con i Piedibus e che condividono gli obiettivi di Piedibus.it a farci pervenire un articolo sulla propria iniziativa e a collaborare con noi mettendo a disposizione la propria esperienza.

http://www.piedibus.it

Articoli collegati:



Claudio Baraldi

Bambini e Società

Carocci Editore

Che cosa sappiamo dei bambini? In che modo la società può sostenerne lo sviluppo e la partecipazione? Siamo in grado di interagire con loro in modo corretto e di affrontarne bisogni e problemi?

Il volume descrive le nuove politiche sociali ed educative rivolte ai bambini, i principali progetti avviati per promuovere la loro partecipazione, le interazioni sociali rilevanti che li coinvolgono, analizzandone le conseguenze per la cultura complessiva della società.
Lo trovi su Macrolibrarsi



Vianna Stibal Guy Stibal

Theta Healing – Meditazioni per Bambini – CD audio

My Life Edizioni – Rossivideo.net

Il CD Audio in questa confezione contiene due straordinarie meditazioni per i ragazzi e per i bambini, condotte da Vianna Stibal, fondatrice del Thata Healing e un canto originale dei nativi americani, con spiegazione, eseguito in versione originale da Guy Stibal.

Le meditazioni aiuteranno i bambini e gli adolescenti a risvegliare e proteggere fin da subito le loro meravigliose capacità intuitive e di guarigione.

Questa è l’era in cui tanti Bambini Arcobaleno stanno nascendo su questa terra, per riportarla verso la luce e l’amore.

I bambini arcobaleno sono sensibili ed incredibilmente intuitivi, sono nati con una saggezza infinita e con la capacità di cambiare il mondo intorno a loro.Fin dall’antichità, il mondo aspettava l’arrivo dei bambini Arcobaleno!

La meditazione è sicuramente uno strumento utile alla loro evoluzione e a quella di tutti i bambini.

Il CD Audio contiene inoltre i brani musicali di Capitanata, adatti alla meditazione per bambini.

Contenuti del CD Audio:

* Incantation Valley
* Introduzione alla Meditazione per Ragazzi
* Meditazione per Ragazzi
* Piano Cascade
* Introduzione alla meditazione per Bambini
* Meditazione per Bambini
* Puja
* Canti Indiani
* Rosengarten Bleu
* Welcome

Lo trovi su Macrolibrarsi

Kriya Yoga: comunicare direttamente con Dio

“Non sono stato mandato in occidente da Cristo e dai grandi maestri dell’India per dogmatizzarvi con una nuova teologia, [ma] per insegnarvi la scienza del Kriya Yoga, affinché possiate imparare come comunicare direttamente con Dio. È giunto il tempo di conoscere Dio!”


—Paramhansa Yogananda, L’essenza dell’autorealizzazione

yonandaParamhansa Yogananda (1893–1952)

I Maestri autorealizzati hanno la peculiare capacità di aiutare coloro che cercano la pace interiore e una più elevata consapevolezza. Allo stesso modo, Yogananda fu aiutato dai suoi predecessori spirituali, una storia affascinante che egli stesso racconta nella sua Autobiografia di uno Yogi. Su loro richiesta venne poi in Occidente ad aiutare centinaia di migliaia di persone nella loro ricerca spirituale. Ha impartito questi insegnamenti imparzialmente a persone di ogni religione e convinzioni filosofiche e persino ad atei.

Ciò che Yogananda ha insegnato in Occidente non è una religione, ma una spiritualità pratica. Le sue tecniche sono utili in ogni campo dell’attività umana. Esse si basano sulla ricerca della Autoconsapevolezza e della scoperta del Sé, usati dai ricercatori spirituali per millenni. Queste pratiche includono tecniche per aumentare il flusso di energia vitale nel corpo, per armonizzare corpo e mente con anima e spirito, e per entrare negli stati più alti della consapevolezza spirituale, che chiamò Supercoscienza.

Yogananda giunse a Boston nel 1920, quale rappresentante per l’India al Congresso dei Liberali Religiosi, dove tenne un discorso intitolato “La scienza della religione”. Creò il primo centro a Boston ed iniziò a tenere pubbliche conferenze e lezioni sulla realizzazione del Sé in tutti gli Stati Uniti. Le sue lezioni ebbero una straordinaria accoglienza di pubblico e spesso vi parteciparono migliaia di ascoltatori nelle più grandi sale di conferenza del Paese.

Nel 1925 stabilì il suo centro principale a Los Angeles pur continuando a dare conferenze in molte altre città. Scrisse molti libri, tra cui spiccano la famosa “Autobiografia” ed i commenti sugli insegnamenti originali di Gesù Cristo (La seconda venuta di Cristo) e di Krishna (La Bhagavad Gita). All’epoca della sua morte nel 1952 aveva centinaia di migliaia di studenti ed aveva fondato templi, centri e gruppi di meditazione in tutto il Paese.

Autobiografia e bibliografia di Paramhansa Yogananda




Paramhansa Yogananda

Come Amare ed Essere Amati

Ananda Edizioni

Amicizia, amore, matrimonio e figli possono portare grandi gioie nella nostra vita oppure grandi sofferenze; ciò dipende da cosa ci aspettiamo dalle nostre relazioni.

Imparando a sviluppare l’amore più puro di tutti – l’amore non egoistico – riusciremo finalmente a esprimere il nostro vero amore verso gli altri, dal profondo del nostro cuore, senza paura di essere respinti.

Questo libro è una guida pratica per: espandere i confini del nostro amore; superare le cattive abitudini che compromettono la vera amicizia; scegliere il partner giusto e creare un rapporto duraturo; fare l’esperienza dell’Amore Universale dietro tutte le nostre relazioni.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Paramhansa Yogananda

Come Essere Sempre Felici

Ananda Edizioni – ottobre 2007

In questo libro Paramhansa Yogananda, uno dei più importanti insegnanti spirituali del ventesimo secolo, ci offre una mappa da seguire passo dopo passo per trovare il tesoro della vera felicità nel luogo in cui più raramente lo cerchiamo: nel nostro stesso sé.

Paramhansa Yogananda giunse negli Stati Uniti dall’India nel 1920, portando in Occidente gli insegnamenti e le tecniche dello yoga, l’antica scienza del risveglio dell’anima. Egli applicò questi antichi principi a tutti gli ambiti dell’esistenza, insegnando ai suoi studenti come affrontare la vita da un centro di pace e felicità interiore.

Quegli stessi insegnamenti ora li condivide con te in queste pagine. Sono segreti semplici ma profondi, per portare la felicità in ogni momento della tua vita: nei rapporti, nel lavoro, in ogni aspetto delle tue giornate. Con il loro aiuto, potrai imparare a:

  • cercare la felicità là dove realmente si trova
  • scegliere di essere felice in ogni circostanza
  • identificare le abitudini che ti derubano della gioia
  • raggiungere il vero successo e la prosperità
  • scoprire gli aspetti spirituali della ricerca della felicità.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Paramhansa Yogananda

L’Eterna Ricerca dell’Uomo

Astrolabio Ubaldini Edizioni

Questo è un libro che parla di Dio: del posto di Dio nella vita dell’uomo, nelle sue speranze, nella sua volontà, nelle sue aspirazioni, nei suoi raggiungimenti. Paramahansaji spiega perché e come l’uomo fu creato da Dio, com’egli è immutabile, parte di Dio e ciò che questo significa, personalmente, per ogni individuo. La realizzazione dell’unità dell’uomo col suo Creatore è l’intera essenza dello Yoga. La comprensione dell’ineluttabile necessità che l’uomo ha di Dio in ogni aspetto della vita, toglie alla religione il suo carattere soprannaturale e fa della conoscenza di Dio la base per un accostamento alla vita scientifico e pratico.

Ad alcuni lettori, questo libro offrirà una sfida nuova e irresistibile alla vita; ad altri porterà un rinnovato stimolo e un’ispirazione per i loro particolari perseguimenti. Molti chiuderanno queste pagine con la sensazione, che appaga l’anima, di avere partecipato a una festa spirituale di divino amore e divina saggezza. Quali che siano gli effetti prodotti individualmente, una cosa è certa: nessuno può toccare la verità e venirsene via senza esserne trasformato.

Lo trovi su Macrolibrarsi

Mamma e Papà: mai più Schiaffi

schiaffo4Schiaffi ai bimbi vietati in 23 Stati

Corriere della Sera
Alessandra Muglia
16/12/2008

Proibiti anche per i genitori, come chiede l’Onu Ma in altri 89 Paesi sono permessi a casa e a scuola “No, non ce la faremo per il 2009″. Il countdown è partito da tempo, ma Paulo Sérgio Pinheiro è costretto a prendere atto che si allontana la fine delle sculacciate ai bambini permesse per legge. Incaricato dal segretario generale dell’Onu di preparare il rapporto sulle violenze contro i minori, nel 2006 era stato lui a fissare questo termine, che sarebbe caduto in concomitanza con il ventennale della Convenzione sui diritti dell’infanzia, l’anno prossimo. Ma convincere tutti gli Stati a vietare entro il 2009 ogni forma di correzione fisica verso i più piccoli—ceffoni di mamma e papà compresi — si è rivelata un’utopia.

«Purtroppo l’obiettivo è saltato — ammette Pinheiro al telefono da Asunción, Paraguay —.

Sono stati fatti passi avanti, ma non nella misura che speravamo».
Progressi monitorati dal nuovo rapporto internazionale «Iniziativa globale»: gli Stati che proibivano a chiunque (anche ai genitori) di mettere le mani addosso ai piccoli nel 2006 erano 16 e ora sono diventati 23 (18 europei) mentre a permettere bacchettate e altri «castighi correttivi» a scuola sono rimasti 89 Paesi (106, 3 anni fa).
Si procede dunque, ma più lentamente del previsto. A rallentare la corsa ci sono anche gli Stati Uniti, che non hanno ratificato la convenzione per i diritti dell’infanzia. Ancora oggi in 21 dei 50 Stati americani gli insegnanti possono alzare le mani: di solito colpiscono (dalle 3 alle 10 volte) il fondoschiena con il paddle, la tradizionale pala di legno piatta, lunga mezzo metro. Sono gli Stati centrali della Bible belt (la «cintura della Bibbia») americana, dove la gente s’ispira al «risparmia la verga e vizierai il bambino» (Proverbi 13-24).
schiaffo2«I più colpiti sono gli afroamericani: sono il 17% degli alunni ma quasi il 40% di quelli percossi», racconta Alice Farmer di Human Right Watch, snocciolando i risultati dell’ultimo studio sulle pene corporali nelle scuole Usa. I maschi le prendono più delle femmine, i bambini di campagna più di quelli di città. Nel complesso i piccoli americani percossi a scuola sono scesi di un terzo in pochi anni: da 300mila nel 2002-2003 a 200mila di oggi. Indice che le maniere forti tra i banchi sono comunque destinate a scomparire. Non è invece in discussione il diritto dei genitori a schiaffi e sculacciate, permessi in tutti e cinquanta gli States.
Di tutt’altro segno la situazione al di qua dell’Oceano. In Europa le bacchettate a scuola sono praticamente scomparse. Tra gli ultimi a bandirle, la Gran Bretagna. Ora nel Vecchio Continente la nuova sfida per le associazioni dei diritti dell’infanzia è proibire anche i ceffoni dei genitori.

schiaffoNel 1979 la Svezia è stata il primo Paese al mondo a vietarle.

Seguirono Finlandia (1983), Norvegia (1987), Austria (1989). Gli ultimi arrivati sono Spagna, Cile e Costa Rica. In totale 23 Paesi. Gli altri Stati continuano a considerare sberle e sculacciate sistemi educativi efficaci, non classificabili come punizioni corporali.

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«Se usate per il bene del bambino e non come reazioni scomposte alla frustrazione e alla rabbia, possono evitare danni ben maggiori» sostiene Peter Inson, ex insegnante a Londra, giornalista e scrittore di libri per adolescenti. Lui rivendica l’utilità dello scappellotto per marcare limiti invalicabili quando le parole non bastano. Si pensi, ad esempio, al piccolo che si ostina a scavalcare la ringhiera del balcone o che picchia un amichetto. «Le proposte di mettere fuorilegge gli scapaccioni —spiega —sono avventate e destinate a mandare in confusione i genitori».
Ma è proprio contro questa mentalità che combatte Pinheiro: «La cosa più sconcertante è constatare che anche nei Paesi democratici si continua ad avere un atteggiamento autoritario nei confronti dei figli. Se li picchi, dicono, è per raddrizzarli, è per il loro bene. Quello che non è più lecito sulle donne e ormai nemmeno sui cani, lo resta sui bambini».
Tra i 155 Stati che ammettono il ricorso al ceffone da parte dei genitori c’è l’Italia: una sentenza della Corte di Cassazione nel 1996 ha dichiarato illegittima ogni forma di punizione corporale ma la legge non c’è ancora. «Esiste un diritto familiare che è diverso da quello pubblico — osserva Valerio Neri, direttore di Save the Children Italia —. Che un ragazzo a scuola non vada educato a scapaccioni è accettato, mentre altra cosa è quel che è ammesso tra le mura domestiche. Che lo Stato possa proibire ai genitori di punire i figli viene considerata un’indebita intrusione».
schiaffo1Incalza Pinheiro: «A volte si ha l’impressione che il rispetto dei diritti umani si fermi di fronte alla porta di casa, e questo perché i bambini sono considerati proprietà dei loro genitori: un modo di pensare trasversale a culture e livelli sociali».
La legge britannica consente sculacciate moderate, ma non punizioni che procurino lividi, ferite e gonfiori. La proposta d’introdurre il divieto assoluto di «suonarle» ai bambini invece è stata respinta un anno fa quando da un’indagine di Downing Street è emerso che per molti genitori la disciplina si è deteriorata da quando il «bastone» è stato abolito.
«Il rimpianto verso castighi e pene corporali si spiega con il fatto che si toglie uno strumento di controllo senza sostituirlo con altri. Bisogna accompagnare il divieto con un training che insegni metodi alternativi», spiega Elda Moreno, responsabile della divisione diritti dei bambini del Consiglio d’Europa, promotore di una campagna contro le
punizioni corporali anche in ambito familiare.

«Il caso della Svezia è indicativo: quando le punizioni corporali sono state vietate 30 anni fa l’80% dei genitori era contrario; oggi, dopo molti anni di supporto a famiglie e insegnanti, solo il 5% di loro le ritiene accettabili».
Anche Jo Becker di Human Right Watch insiste su questo punto: «La Svezia è un caso riuscito perché al divieto ha unito un training, in Kenya invece non è successo: a 8 anni dal divieto le punizioni corporali sono ancora in voga».
Nel mirino ci sono i governi: «Non è una questione di criminalizzare i genitori, non vogliamo mandarli in galera perché danno una sculacciata ai figli — sintetizza Pinheiro — ma chiediamo che cambi la nozione di quello che è accettabile: gli Stati non si stanno impegnando abbastanza su questo».
Núcleo de Estudos da Violência – NEV – Universidade de São Paulo – USP

http://www.nevusp.org/portugues

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Produzido em: 20 December, 2008, 21:24


A proposigto di bimbi

sos Italia - Adozione a distanza

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Guide per genitori ed educatori qui




Rudolf Steiner

L’Educazione dei Figli

Oscar mondadori
“Non insegnamo basandoci su regolamenti e programmi ma attingendo a quanto è vivente”

Dall’eclettico filosofo di inizio Novecento, fondatore della celebre scuola steineriana, una riflessione profonda sui metodo pedagogico.

Una teoria educativa basata sulla libera espressione delle potenzialità del bambino attraverso l’apprendimento di tutte le arti. Per formare degli individui liberi da condizionamenti in cui pensiero, cultura, sentimento e volontà cooperino in armonia.
Lo trovi su Macrolibrarsi



Richard Templar

Le Regole per i Genitori

I principi e i comportamenti chiave per crescere al meglio i propri figli

Avallardi

Quello che dici e come ti comporti avrà negli anni un’influenza determinante sul modo di vivere di tuo figlio.

Dipende molto da un genitore il fatto di aver cresciuto un individuo dalla personalità instabile, oppure una persona serena e matura.

La buona notizia è che – riflettendo sui tuoi atteggiamenti e applicando le 100 regole – comincerai automaticamente a correggere tante piccole fobie e tante cattive abitudini e a introdurne invece di positive. Positive per te e soprattutto per il benessere presente e futuro dei tuoi figli.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Gabriele Ulsamer Bertold Ulsamer

Genitori e Figli: le Regole del Gioco

Secondo la teoria delle costellazioni familiari

Età dell’Acquario Edizioni

Genitori e Figli: le Regole del Gioco è un libro in cui gli autori spiegano in maniera diretta, efficace e concreta tutto quello che può risultare controproducente nell’educazione, offrendo consigli utili per evitare errori cui si potrebbe porre rimedio solo attraverso lunghe e faticose terapie.

In questo manuale sull’educazione dei figli gli autori, basandosi sulle teorie di Bert Hellinger, analizzano l’importanza degli «ordini dell’amore» in seno al nucleo familiare e la «struttura profonda» su cui esso si basa.

Negli ordini dell’amore sono fondamentali, ad esempio, l’equilibrio tra dare e prendere, i concetti di merito e gratitudine, di colpa e perdono, il giusto modo di ripartire obblighi e responsabilità, i problemi legati all’appartenenza e all’esclusione, la parità nel rapporto di coppia, l’accettazione del proprio destino e di quello del resto della famiglia e, in particolare, il modo corretto di stringere legami e di capire quando è il momento giusto per lasciare che i figli scelgano la loro strada.

Un manuale per genitori e famiglie nuovo e originale, estremamente pratico (grazie ai numerosi esempi tratti dalla vita reale) e «pronto per l’uso».

Lo trovi su Macrolibrarsi

Le SEI Leggi Universali del DARE e del RICEVERE

dare-e-ricevereLe SEI Leggi Universali

del DARE e del RICEVERE

A volte abbiamo la sensazione che gli altri non ci apprezzino abbastanza e non riconoscano appieno il nostro valore…

E in effetti noi stessi spesso ci rendiamo conto di incontrare persone che fin da subito ispirano fiducia e ci mettono a nostro agio, mentre con altre non succede…

Come Mai nonostante le nostre buone intenzioni in certe
situazioni non riusciamo a creare empatia con gli altri?

Come Mai abbiamo amici o amiche che riescono ad affascinare
al primo incontro anche se non sono particolarmente belli o ricchi
mentre altri sono perennemente in cerca di una relazione?

Come Mai a volte non riusciamo a essere riconosciuti e
apprezzati come vorremmo?


In ambito familiare, scolastico e professionale
le cose non cambiano…

Genitori che ottengono rispetto e confidenza dai propri figli e altri che sono perennemente in lotta…

Insegnanti che sono amati e stimati dai propri allievi e altri ritenuti odiosi e insopportabili

Venditori e rappresentanti di una stessa ditta che pur avendo gli stessi strumenti e lo stesso mercato fatturano uno il doppio dell’altro

Si…  ci sono persone a cui tutto sembra andare per il meglio e, sia negli affetti che nel lavoro, sembrano instaurare relazioni interpersonali di qualità con estrema facilità…

senza nessuno sforzo si circondano di amici che li rispettano, li stimano e li ammirano


Qual’è il loro SEGRETO?segreto

Trovare una risposta a questa domanda può essere estremamente interessante perché…

…una volta comprese le modalità di relazione che queste persone hanno con gli altri, possiamo “modellare” (copiare) questi comportamenti e in breve ottenere dei risultati

prima impensabili.

Ecco un spunto interessante in questo ambito:

leggi-universali

LE SEI LEGGI UNIVERSALI

del DARE e del RICEVERE


La Legge del Dare per il Piacere di Dare

La Legge del Dare a gli Altri ciò di cui hanno Bisogno

La Legge del non Voler Dare a gli Altri ciò di cui non hanno Bisogno

La Legge del non Voler Dare a gli Altri di Più di quanto hanno Bisogno

La Legge dell’Apprezzare e Ringraziare per Tutto ciò che Ricevi

La Legge del Non Pretendere Più di Ciò che Ricevi

Fare tesoro di queste informazioni e provare, un po’ per volta, a metterle in pratica può essere una buona opportunità…


Gerald Jampolsky

Dare è ricevere

Piccola guida per guarire i rapporti e raggiungere la pace interiore

Essere Felici Edizioni

Questo è un mini-corso di 18 giorni per guarire i nostri rapporti lasciando andare la paura che interferisce con la pace interiore. Lo scopo di questa piccola guida è farci riconoscere che sta a noi scegliere se vogliamo vivere la pace interiore o il conflitto.
Il mini-corso fornisce i principi specifici e le indicazioni essenziali che si personalizzano quando vengono applicate nelle 18 lezioni quotidiane.
Lo trovi su Macrolibrarsi

Single attenzione: 5 Domande che fanno allontanare un Uomo al Primo Appuntamento

primo-appuntamento 5 Domande che fanno allontanare un Uomo  al Primo Appuntamento


L’ultimo appuntamento che hai avuto con un uomo è andato male? Stai ancora aspettando la sua chiamata? Assicurati di non aver posto nessuna delle seguenti domande:

•  “Ti vedi con un’altra?”

Quando si sta uscendo per la prima volta con un uomo, questa domanda comunica implicitamente il fatto che lui non dovrebbe vedersi con un’ altra donna.

Nella fase iniziale della conoscenza reciproca tra un uomo ed una donna, non c’è niente di male nel fatto che qualcuno dei due frequenti altre persone. Non bisogna pensare che se l’uomo ti ha invitata a uscire per la prima volta è l’uomo della tua vita o è costretto a rimanere con te.

•  “Ti piacerebbe che passassimo più tempo insieme?”

Questa domanda induce l’uomo ad impegnarsi in una relazione quando appena vi state conoscendo. Comunica che sei un tipo di donna che pretende troppo…

•  “Ti piaccio?”

Questa domanda lascia trasparire insicurezza, rimettendo interamente nelle mani dell’ uomo la decisione di incontrarti nuovamente e di portare avanti la relazione.

•  “Hai tempo e sei disposto a cominciare una storia?”

Nella fase di attrazione è prematuro programmare un futuro insieme. E’ prematuro chiedere di passare il resto della vita insieme ad una persona che si sta appena conoscendo.

•  “Quando ci possiamo rivedere?”

Sembra come se stessi prenotando una visita medica, no?

Queste sono le cinque domande che è consigliabile evitare al primo appuntamento perché rischi di allontanare la persona con cui sei uscita.

Qui di seguito troverai altri consigli utili :

•  Non parlare di matrimonio , di abiti da sposa o di figli che vuoi avere, perchè parlare di matrimonio con un uomo appena conosciuto comunica disperazione…

•  Non cambiare il tema della conversazione quando lui sta parlando di qualcosa che gli interessa.

•  Non criticare il luogo in cui ti ha portata. Nell’uscita successiva proponi molto discretamente il luogo in cui ti piacerebbe andare.

•  Sii sincera, semplice e cerca di non volere impressionare ; molte volte questo atteggiamento ti fa sembrare una persona finta.

•  Non parlare dei rapporti che hai avuto in precedenza : tutti abbiamo avuto delle storie sentimentali, ma durante la prima uscita è preferibile evitare di menzionarle.

Liliana Jaramillo da   http://www.comunicazionepositiva.it



Paul Ferrini

Come creare la tua relazione perfetta

Una guida per aiutare coppie e single nel percorso verso la crescita e la felicità

Macro Edizioni

In tempi in cui le relazioni di coppia cominciano e finiscono con incredibile rapidità, in cui l’unione della famiglia è continuamente messa a repentaglio dall’incapacità di capirsi, è ancora possibile vivere un rapporto di crescita armonioso e felice?
Paul Ferrini non ha dubbi: è possibile e anche facile, basta seguire poche e semplici regole.
Impegno, condivisione, crescita, comunicazione, gioco degli specchi, responsabilità e perdono per imparare a comunicare con il partner in maniera vera e onesta e per creare un rapporto intimo e profondo che lasci a entrambi il proprio spazio di crescita e di espressione individuale.

Un percorso a tappe per un libro veramente semplice e chiaro, che tratta in maniera pratica un tema di scottante attualità.

Un aiuto a capirsi e a capire l’altro o l’altra, uno strumento per conoscersi e imparare a relazionarsi, anche al di fuori dell’ambito della coppia, al fine di creare rapporti armoniosi basati sul rispetto di se stessi e degli altri.

“Non esiste miglior guru sul pianeta del nostro partner quando abbiamo compreso lo scopo spirituale della nostra relazione.”

Lo trovi su Macrolibrarsi



Angelica Romanin

Meglio Single che Male Accompagnata

Giraldi Editore

L’uomo che hai conosciuto a quindici anni e che pensavi ti avrebbe amata per sempre è scappato con un’altra. Fino al giorno prima lo sopportavi a malapena, ma improvvisamente eccolo diventare il più desiderabile degli uomini. Dopotutto chi desidera stare solo?!

Ricominciare la lunga e faticosa ricerca dell’anima gemella, tra brevi flirt e cocenti delusioni?! Fortunatamente nonostante tutti i tuoi piagnistei lui ti molla lo stesso e allora ecco che la depressione come per incanto scompare, nuovi amici compaiono all’orizzonte e tu improvvisamente ti chiedi se forse non sia meglio essere single che male accompagnata.

Lo trovi su Macrolibrarsi

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L’inconscio ci chiama con i disagi


L’inconscio ci chiama con i disaemergeregi


Il gioco d’azzardo ha condotto Milvia, tranquilla signora di mezza età, a sconvolgere la propria vita. Ma attraverso peripezie e dolori, la sua identità è risorta. Il “monito” interiore ha raggiunto lo scopo.

Abbiamo troppe certezze su di noi, crediamo di conoscerci, di sapere chi siamo e dove andiamo. Niente di più falso! Sentite che cosa mi racconta Milvia… «A 55 anni, quando pensavo che la mia vita fosse ormai tranquilla, ho scoperto il gioco d’azzardo. Inizialmente giocavo qualche euro alle macchinette dei bar, poi sono passata al casinò, alle slot machine, alla roulette. Nell’arco di 3-4 anni ho giocato tutti i soldi che avevo, la liquidazione di mio marito e i soldi che i miei figli mi avevano prestato, ignari di come li avrei usati e fingendo di acquistare un appartamento in campagna. Non so cosa mi sia successo, ma era più forte di me. Più mi dicevo di smetterla e più giocavo». Nella lettera Milvia mi dice che da alcuni anni, prima di cominciare col gioco, provava un senso di scontentezza, di tristezza senza motivo. «Non mi accontentavo della vita che facevo, magari avrei voluto innamorarmi. Spesso mi dicevo: che vita è questa? Poi cacciavo via i brutti pensieri. Mi ripetevo: sei una nonna, hai tutto, come puoi essere scontenta? Sa qual è il punto, caro dottor Morelli: quando giocavo io mi sentivo un’altra e anche se perdevo ero soddisfatta».

Ogni giorno ci giochiamo tutto.

Milvia ha dovuto confessare al marito e ai figli i debiti che aveva contratto, l’ipoteca che aveva acceso sulla casa del mare. «Per fortuna ci voleva anche la firma di mio marito per avere il mutuo sulla casa dove abitavamo». Quando è venuta da me non aveva più una lira, e col marito c’era stata una rottura definitiva: «Sarebbe stato meglio se avessi avuto un amante – mi diceva – piuttosto del vizio del gioco. Hai rovinato la mia vecchiaia, la mia tranquillità, che razza di donna sei? Ho vissuto 35 anni con un’estranea, con una donna che non conosco». Ad ogni seduta, io facevo sdraiare Milvia e la invitavo a immaginare un vento che spazzava via tutte le cose della sua vita. E così volavano via i mobili, gli album dei ricordi, i figli grandi, persino i nipotini. Restava sempre, in ogni “immaginata”, una pianta sconosciuta, piena di bacche rosse. Tutto volava via: gli oggetti, le persone, gli affetti, ma la sua pianta era perennemente fissa al terreno, coi suoi magnifici frutti rossi.

Un sogno rivelatore

La “sua pianta” era disinteressata a quello che lei aveva fatto, al gioco, all’essere rimasta con poco o nulla. Un giorno mi racconta un sogno: «Mi sono trovata a camminare per la città, completamente nuda, senza vestiti. Cercavo di coprirmi ma non trovavo nulla. A un certo punto nel sonno mi è sembrato di chiedermi se non mi ero giocata anche i vestiti». Il sogno è chiaro: Milvia è nuda, senza abiti, senza maschere. Forse avrebbe dovuto ascoltare per tempo quei sentimenti di tristezza, di scontentezza che accompagnano la sua esistenza. Non lo ha fatto. Ma qualcosa dentro di lei non voleva che lei facesse la vecchia pensionata, la nonna. Ed ecco arrivare il demone del gioco che ha rimesso tutto in discussione, ha appunto rimesso tutto in “gioco”. Fai posto alle forze oscure. Quando perdeva, Milvia era soddisfatta: i “personaggi artificiali” che recitava con gli altri erano svaniti. I suoi demoni le ricordavano che tutto è in gioco, che la nostra vita è sempre in gioco… Che, come dice il proverbio, non si può mai stare completamente tranquilli. La vita cambia radicalmente quando si impara che quello che conosco di me, quello che so di me, quello che mi passa per la mente non mi riguarda, non sono IO.

Quando irrompe un brutto pensiero, o un sentimento sgradevole, o un disagio io ho imparato l’arte di fare loro posto, di non ostacolarli, di non giudicarli. Le “forze oscure” che mi assalgono vogliono qualcosa da me: vogliono irrompere, vogliono trovare posto, non mi vogliono lasciare in pace. Magari mi vorrei godere la mia vita tranquilla, magari sono soddisfatto di come vivo, di quello che ho raggiunto, ma loro no, loro hanno altri progetti per me. Qualcuno dentro di me, qualcosa di nascosto e di sepolto mille piani sotto i miei ragionamenti, mi sta mandando un messaggio. Dobbiamo smetterla di chiamare disagi quelli che sono solo messaggi che l’anima ci sta inviando per farci aprire gli occhi, per farci vedere quello che le nostre certezze ci impediscono di conoscere. Milvia ha aperto gli occhi… Oggi non gioca più, ma non perché si è domata: semplicemente perché il vento l’ha portata a coltivare altri interessi, altri desideri, altre amicizie. Insomma, quell’autenticità che il demone del gioco cercava per lei.

Dott. Raffaele Morelli

http://www.riza.it/templateStampa.asp?In=3&sez=5&info=88


Luigi Cancrini

Schiavo delle Mie Brame

Storie di dipendenza da droghe, gioco d’azzardo, ossessioni di potere

Frassinelli

Il libro spiega, attraverso una serie di storie narrate, che il motivo della tossicodipendenza va cercato in un preesistente sviluppo della personalità radicato nel vissuto dell’infanzia, all’interno di uno specifico sistema familiare. I vissuti raccontati hanno il potere descrittivo di farci riconoscere i sintomi e la forza, o debolezza, della possibile terapia risolutrice.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Ann Gadd

Le Cattive Abitudini che non Riusciamo a Perdere

Quando il nostro comportamento diventa la spia del nostro disagio interiore

Armenia

Perdere le chiavi, rimandare gli impegni, mangiare le unghie, russare, arrivare sempre in ritardo, fumare venti sigarette al giorno… sono solo alcuni dei comportamenti comuni a molte persone. Talvolta però gli individui in questione nemmeno si accorgono di avere queste «brutte» abitudini, che danno sicuramente un sollievo temporaneo dall’ansia, ma che a lungo andare possono risultare irritanti o dannose.

Il libro offre delle spiegazioni sul perché ci comportiamo in un determinato modo e illustra come liberarsi degli atteggiamenti compulsivi e reiterati. Spesso, infatti, un comportamento inconscio è una manifestazione fisica di uno stato emotivo di disagio psichico, una dimostrazione che si è spezzato il nostro equilibrio interiore e che sussistono dei problemi. Analizzando un’abitudine possiamo capire perché ci stiamo precludendo la possibilità di essere delle persone sane e felici.

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